giovedì, gennaio 31, 2013

FAP ACLI: MONS. BREGANTINI, OGGI “SAN FRANCESCO ABBRACCEREBBE UN GIOVANE PRECARIO”


“L’uomo non vale per ciò che fa ma per ciò che è: occorre lavorare su tutti i fronti, sul morente come sul nascituro”. Così mons. Giancarlo Bregantini, arcivescovo di Campobasso-Bojano e presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, è intervenuto ieri sera alla Casa Bonus Pastor di Roma all’incontro su “Anziani e pensionati per un’agenda sociale cristianamente ispirata” organizzato dalla Federazione anziani e pensionati delle Acli (Fap Acli) nell'ambito del comitato nazionale dei pensionati aclisti.Bisogna, ha detto mons. Bregantini, “riconoscere dignità all’anziano al di là della sua capacità di essere socialmente attivo” e “valutare come si possa, con risorse modeste, realizzare servizi di qualità, operando una mediazione intelligente, che lasci intatto il principio”. Se “noi come pastori vi diamo la sorgente, voi - ha spiegato - dovete declinare il fiume, dare risposta dove ce n’è bisogno, e asciugare le lacrime dove c’è fatica. San Francesco, se tornasse oggi, abbraccerebbe non un lebbroso, ma un giovane precario. I giovani oggi sono più deboli degli anziani, più fragili socialmente. Ascoltarli è eticamente fecondo. Loro - ha concluso - non vogliono né beneficienza né l’aiuto dei nonni: vogliono la dignità”.
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