lunedì, agosto 27, 2012

A Telese le Acli rimettono al centro le risorse territoriali, i legami sociali, la sfida di costruire classe dirigente diffusa per rigenerare la comunità e ricostruire il Paese

I movimenti cattolici sono al centro del dibattito sulla loro collocazione e sulle prospettive della costruzione di un nuovo soggetto politico. Ovviamente è l’avvicinarsi della scadenza elettorale ad amplificare una discussione lunghissima che, iniziata con la repubblica, ha avuto il suo exploit con l fine dell’esperienza politica della democrazia Cristiana. In questi giorni la giusta rivalutazione della figura di De Gasperi ha fatto pensare al compimento di un nuovo percorso iniziato a Todi e da spendere a breve. In questo senso sembra paradossale che il Meeting delle ACLI del Sud programmato a Telese Terme per questo fine settimana non affronti il cosiddetto tema politico. Al contrario le ACLI meridionali hanno scelto un taglio davvero politico e non politicista teso solo a discutere schieramenti e identità magari provvisorie. Al centro dell’incontro aclista i temi degli enti locali, del turismo sociale, dell’agricoltura, dell’economia civile, del lavoro e soprattutto dell’Europa. Temi da cui far emergere un profilo riformista moderno alla più grande organizzazione de sociale cattolico. Il tema Europeo innanzitutto con la volontà di discutere concretamente le politiche di coesione fondate su una più autentica unità politica, la questione della crescita che non può lasciare inevase le aspettative sull’occupazione dei giovani e la qualità della vita delle famiglie popolari. Il dialogo tra le generazioni accusate di distinguersi tra privilegiati pensionti e bamboccioni, il welfare in bilico tra assistenzialismo e tagli. A Telese le Acli rimettono al centro le risorse territoriali, i legami sociali, la sfida di costruire classe dirigente diffusa per rigenerare la comunità e ricostruire il Paese troppo fermo a danno delle regioni in attesa di sviluppo. L’idea di un nuovo mutualismo solidale attento alle risorse da indirizzare alla crescita con la responsabilità collettiva di una area vasta territoriale che non può fermarsi alla malinconia per l’abolizione delle province ma sceglie una governance da macroregione. 

 Pasquale Orlando Presidente di Risorsa Mezzogiorno
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