venerdì, gennaio 02, 2009

Una visita enogastronomica nell'area del Taurasi: la tenuta del Cavalier Pepe

Con Marco da Bolzano, Dario da Ancona e Antonio indigeno sannita, oggi abbiamo visitato la zona del Taurasi e abbiamo scoperto una bella tenuta. Visto, assaggiato e portato a casa un piccolo bottino.
Ne valeva la pena.
Per illustrare l'azienda copio un pò qua e un pò là!.........



Il progetto di Milena, coadiuvata da tutta la famiglia Pepe, nasce nell’areale docg dei vini dell’Irpinia, tra Luogosano, Sant’Angelo all’Esca e Taurasi. Il Cavalier Angelo Pepe, papà di Milena, ristoratore italiano in Belgio, impianta negli anni diversi ettari di vigneto, fino ad arrivare ai 35 ettari odierni che formano la Tenuta del Cavalier Pepe: vigneti di aglianico, coda di volpe, greco e fiano e un ristorante enogastronomico, La Collina, per dar lustro al vino e alle produzioni del territorio. In poco più di 4 anni, Milena Pepe, studi di enologia e marketing del vino alle spalle, ha imposto, con caparbietà e umiltà, un personale stile ai propri vini, circondandosi di professionalità di grande esperienza, alla ricerca continua di un prodotto di forte identità territoriale e dall’ottimo rapporto prezzo – qualità. Il brand Tenuta del Cavalier Pepe si sta affermando progressivamente sia in Italia che all’estero e viene richiesto anche dall’alta ristorazione.

Milena Pepe: un sorso d'Irpinia a Verona

Luogosano - Un sorso d’Irpinia a Verona. Un lembo di questa fertile terra compresa tra i comuni di Luogosano, Taurasi e S. Angelo All’Esca, i suoi odori, i suoi sapori, la bontà del suo clima e la felice posizione dei suoi pendii: questi gli ingredienti contenuti nelle pregiate bottiglie di vino, che la giovane imprenditrice Milena Pepe di 27 anni ha presentato all’edizione di quest’anno del Vinitaly, Salone Internazionale del vino e dei distillati che ha avuto luogo a Verona la settimana scorsa e che ha ospitato oltre 45.000 visitatori. La manifestazione che si svolge su di una superficie di circa 80.000 mq e con oltre 4200 espositori da tutto il mondo rappresenta un palcoscenico privilegiato, una vetrina d’eccezione per conoscere e farsi conoscere e si rivolge a tutti coloro che operano all’interno dell’intero settore: agricoltori, produttori, enologi, sommeliers, giornalisti e ristoratori. Milena, nata in Belgio da padre originario di Luogosano, ha studiato dapprima Marketing, poi Gestione e Management Vitivinicolo in Provenza presso l’Universitè du Vin per poi specializzarsi in Viticoltura ed Enologia a Macon in Borgogna. Al termine degli studi ha fatto una scelta coraggiosa, ha deciso di investire la sua professionalità nel paese dei suoi nonni per gestire personalmente la Tenuta di famiglia e continuare l’attività già avviata dal padre, il cav. Angelo Pepe. Grazie alle sue doti, all’esperienza e alla competenza acquisita in anni di studio, ma anche alla passione e all’entusiasmo propri di chi ama il lavoro che svolge, la giovane enologa è riuscita a far crescere l’azienda di famiglia e a produrre dei vini di ottima qualità. L’abbiamo incontrata di ritorno dalla manifestazione di Verona e non ci nasconde tutta la sua soddisfazione.
Signorina Pepe è la prima volta che partecipa ad una manifestazione così importante?
“Sì, è questa la prima volta: è stata una esperienza bellissima che ha significato tanto per la mia crescita professionale. Avevo in realtà già preso parte a tantissime altre esposizioni, tra fiere e mostre a livello locale altrettanto importanti per iniziare a far conoscere il mio prodotto, ma a parte il Salone del Gusto di Torino, questa è la prima manifestazione a carattere nazionale propria del settore vitivinicolo a cui ho partecipato e devo dire che sono molto soddisfatta”.
Quando e come è nata la passione per l’enologia?
“La passione per l’enologia e, in genere, per il comparto vitivinicolo è nata stando a contatto diretto con i viticoltori e con tutto quello che è il loro mondo. Ho avuto, infatti, la possibilità, durante il periodo di studi trascorso in Francia, di visitare tante cantine specializzate e di fare moltissime degustazioni. E’ stato durante questo periodo che quella passione, all’inizio timida e latente, si è trasformata in vero e proprio amore, sbocciato in maniera completa oggi che dedico tutta la mia giornata alle vigne e al vino”.
Ci confida allora qualche segreto per ottenere un buon vino?
“Ottenere un vino pregiato e di qualità non è semplice: occorre curare in maniera scrupolosa i vigneti, selezionare le uve migliori, ma, soprattutto, scegliere il tempo giusto per la vendemmia. Occorre disporre e avere la collaborazione di personale altamente qualificato e di attrezzature adeguate. Ma tutto ciò non basta: c’è altresì bisogno di tanta voglia di fare, di impegno ed entusiasmo”.
Fra i vini di sua produzione a quale si sente più legata e perché?
“Per me la coltivazione dell’Aglianico è stata una vera scommessa, è un vino elegante, pregiato, fine, di bella struttura e che si presta ad un lungo invecchiamento”.
Questa professione per il passato era svolta esclusivamente da uomini, quante sono oggi le donne che lavorano nel settore vitivinicolo?
“Non sono tante, tuttavia ve n’è una buona presenza soprattutto nel settore della degustazione e della commercializzazione: ma direi che occorre fare di più”. (di Pasqualino Ferrante da www.irpinianews.it)
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