lunedì, ottobre 27, 2008

Mariastella Gelmini come Barak Obama? leggiamo Gennaro Carotenuto.

Mariastella Gelmini come Barak Obama? Due appunti sull’ennesima grembiulata di Santa Ignoranza

Barak GelminiQui a sinistra potete leggere un frammento dell’intervista concessa dal Ministro Mariastella Gelmini al Corriere della Sera di oggi che può essere letta per intero qui.

La Ministra si paragona niente meno che a Barak Obama, in un evidente tentativo di provocare il campo della protesta, gli studenti, il mondo della scuola e dell’Università, l’opposizione e i manifestanti del Circo Massimo.

di Gennaro Carotenuto

Come prima cosa va detto che ci va bene che la Gelmini si paragoni con Obama; l’alternativa sarebbe stata Sarah Palin. Ma al di là delle battute è importante rispondere sul merito per sbugiardare l’ennesima offensiva mediatica del governo contro il mondo della scuola, dell’università e della ricerca.

La Gelmini, proprio paragonandosi ad Obama, mette per iscritto la sua inconsistenza e la sua malafede. Barak Obama, che non è ancora stato eletto, può star fermo sulla propaganda e alla politica degli annunci. Per la Gelmini invece non è più tempo di politica degli annunci e parlano chiaramente le Leggi dello Stato e i decreti legge che portano il suo nome.

INCENTIVI E MERITO

Si può tranquillamente sfidare la Ministra a trovare un solo provvedimento che permetta ad un solo insegnante o docente universitario meritevole di guadagnare un solo Euro in più. I tagli nelle prospettive di carriera sono uguali per tutti.

Sfidiamo la Gelmini a trovare una sola riga in un provvedimento legislativo a lei legato nella quale un ricercatore o un gruppo di ricerca meritevole possa ottenere un solo Euro in più, non per intascarlo ma per investirlo nella ricerca medesima. I tagli ci sono per tutti, indiscriminati.

Sfidiamo la Gelmini a trovare un solo provvedimento che differenzi tra insegnanti meritevoli e insegnanti scadenti, favorendo i primi rispetto ai secondi. L’unica differenza è fatta per età, penalizzando i giovani.

Al contrario, nonostante Santa Ignoranza si riempia la bocca di “merito”, “meritocrazia” e “incentivi”, tutti i provvedimenti vanno in direzione opposta: premiare chi è già lì, basta che non rompa le scatole.

Lo testimonia il non inserimento in graduatoria a scuola dei più giovani insegnanti abilitati nelle SSIS a favore della stabilizzazione dei precari storici senza alcuna procedura concorsuale che stabilisca chi merita e chi no. Semplicemente i vecchi staranno dentro e i giovani cambieranno mestiere. Non vi è nessun motivo plausibile per tenersi un insegnante scadente per 40 anni in una scuola a rovinare i ragazzi. Ma sfido chiunque a trovare una sola riga contro gli insegnanti scadenti in un provvedimento della Gelmini.

Lo stesso vale per l’Università. I fondi per i progetti di ricerca, i PRIN, vengono tagliati. I migliori giovani per il blocco del turn over non saranno immessi in ruolo; le progressioni di carriera sia dei meritevoli come degli immeritevoli sono tutte indistintamente bloccate.

RAZIONALIZZAZIONE E QUALITA’

Santa Ignoranza non sa, o ovviamente finge di non sapere, che non un Euro dei tagli da scuola e università saranno reinvestiti nella scuola e nell’università. TUTTI i tagli sono semplicemente soldi che Giulio Tremonti rivuole indietro per destinarli ad altri cespiti della fiscalità generale. E’ quindi una MENZOGNA dire che i tagli sono reinvestiti nella qualità dell’istruzione.

Allo stesso modo non vi è una sola lira investita nel diritto allo studio dei non abbienti ai quali la Gelmini si riferisce. Ovviamente la Gelmini non parla mai di “diritto allo studio”, sancito dalla nostra Costituzione, ma preferisce rifugiarsi in una labile “possibilità per tutti”. In Università con meno soldi a disposizione tale possibilità è piuttosto un’improbabilità.

La sostanza è che non c’è una lira in più destinata a borse di studio, collegi, oppure all’edilizia scolastica, in un contesto, ricordiamolo, dove un terzo delle aule sono a malapena adattate all’uopo. Secondo la Gelmini tali studenti non abbienti arriveranno in università non costose (esistono già e sono le università pubbliche) senza beneficiare di collegi o borse di studio e nonostante ciò otterrebbero un’istruzione di qualità? Balle! Balle che spingono l’Italia nel sottosviluppo.

Ovviamente carta canta, le leggi e i decreti legge da lei firmati, e la ministra mente, manipola, tergiversa. Come quando nasconde dietro il ripristino del grembiule il taglio di 87.000 insegnanti. Spieghiamolo, con fatica e con tenacia a tutti: non c’è alcun provvedimento che premia i meritevoli. Non c’è alcun provvedimento che reinveste nella scuola e nell’Università. Ci sono solo i tagli, le bugie della ministra e Barak Obama è innocente.

Giornalismo partecipativo

Posta un commento