giovedì, ottobre 30, 2008

IL SERVIZIO CIVILE NON E` UNO SPRECO.

E` sbagliato agire con la scure dei tagli su una grande scuola di cittadinanza.
Nel 2001 il Parlamento italiano approvò la legge 64 che istituì il Servizio Civile Nazionale, un servizio volontario offerto ai giovani tra i 18-26 anni che intendono effettuare un percorso di formazione civica e professionale attraverso un’esperienza di solidarietà sociale. I dati raccontano di un successo inaspettato: 811 progetti approvati nel 2002 con 7805 volontari avviati al servizio, per giungere al 2006 con 4100 progetti e ben 45890 giovani impegnati. Nel 2007 si assiste ad una leggera flessione (43.416), per il 2008 non si hanno ancora dati a disposizione.
Cosa accadrà nel futuro? I giovani non sono più disponibili? E’ certo problematico l’indice di abbandono che colpisce un giovane su quattro durante il servizio. La risposta sta nella miglior qualificazione dell’offerta affinché l’esperienza sia davvero arricchente e non si configuri come un lavoro socialmente utile soprattutto laddove c’è tanta disoccupazione giovanile. Questioni di cui il mondo associativo si è fatto già carico con grande serietà.
Manca una variabile per nulla irrilevante: il servizio civile costa, invero assai poco rispetto ad altre voci del bilancio statale. Nelle tabelle della Finanziaria 2009-2011 si va dagli oltre 171 milioni previsti per il 2009 ai 127 milioni del 2011, con una riduzione di impiego di giovani che presumibilmente andrà sotto i 30 mila volontari. Un taglio pesante rispetto alle cifre stanziate negli anni scorsi, mediamente di 230 milioni di euro. Che segnale stiamo dando ai ragazzi? Davvero è questa una fonte di spreco su cui far agire la scure dei tagli? Si parla di educazione alla cittadinanza: quale strumento più utile di un esercizio attivo operato sul campo? Non è auspicabile e desiderabile un lento allargamento a tutti i giovani residenti, extracomunitari compresi, nella libertà e senza alcun obbligo, per giungere a quota 100mila? Ministro Giovanardi ci dia una mano!
Edoardo Patriarca

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