mercoledì, ottobre 02, 2024

Festa dei nonni,la nota di Orlando(Cesvolab)

 

Festa dei nonni,la nota di Orlando(Cesvolab)

1 Ottobre 2024 | by Redazione Bn
Festa dei nonni,la nota di Orlando(Cesvolab)
Attualità
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“La Festa dei Nonni, che si celebra ogni anno il 2 ottobre, è un momento importante per riconoscere l’inestimabile valore dei nonni nella nostra vita e nella società.

La festa – scrive in una nota Pasquale Orlando, consigliere del CesVoLab Irpinia Sannio – è istituita come ricorrenza civile per il giorno2 ottobre di ogni anno con la legge n. 159 del 31 luglio 2005«quale momento per celebrare l’importanza del ruolo svolto dai nonni all’interno delle famiglie e della società in generale».

La data del 2 ottobre coincide con il ricordo liturgico degli angeli custodi nel calendario dei Santi.

Nella tradizione cattolica, i patroni dei nonni sono i santi Gioacchino e Anna, genitori di Maria e nonni materni di Gesù, che vengono celebrati il 6 luglio: proprio in relazione a tale ricorrenza, papa Francesco ha stabilito che ogni quarta domenica di luglio si tenga in tutta la Chiesa la Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani.

A prescindere dalla data una riflessione matura sulla questione anziani resta centrale. L’allungamento della vita ha imposto nel corso degli anni cambiamenti decisivi nella nostra società, facendoci passare da un’epoca nella quale i nipoti non avevano la fortuna di conoscere i nonni o di trascorrere la loro infanzia con loro, ai giorni nostri nei quali, grazie a un’aspettativa di vita più alta, i nonni sono diventati una presenza fondamentale per i nipoti, per la loro crescita, capace di accompagnarli sino all’età adulta.

Viviamo in un momento per certi versi straordinario: oggi per la prima volta nella storia – continua Orlando – convivono ben quattro generazioni che si confrontano quotidianamente nel mondo del lavoro e nella società civile.

Magari meno nel Mezzogiorno che vede le famiglie spezzate alla ricerca di lavoro e opportunità. L’alleanza tra generazioni resta un vero e proprio collante della nostra società, e in questa alleanza è fondamentale il ruolo e l’impegno degli anziani, vera e propria risorsa “collettiva”, per la famiglia, la società, l’intero Paese.

Quest’anno le Nazioni Unite hanno deciso di dedicare la giornata internazionale dell’anziano ai temi della cura e alla necessità di assicurare assistenza e sostegno alle persone anziane.

L’invecchiamento della popolazione, infatti, è una tendenza che sta ridisegnando le società in tutto il mondo e, secondo le stime, entro il 2030, il numero degli anziani supererà quello dei giovani. Con l’invecchiamento della popolazione, i bisogni di un sistema sanitario inclusivo e di servizi sociali di sostegno sta crescendo notevolmente.

Si tratta di una sfida che il nostro Paese non può permettersi di mancare e che purtroppo invece viene tradita dalle politiche messe in campo, che tagliano la spesa pubblica a partire dalla sanità e dal mancato finanziamento della legge sulla non autosufficienza e che non sostengono adeguatamente la tenuta del potere d’acquisto dei pensionati, con politiche fiscali che penalizzano in particolare lavoratori e pensionati”, conclude Orlando

mercoledì, novembre 16, 2022

Fap Acli, La lunga eta': focus per un nuovo welfare di comunità

 


 

“L’allungamento della vita è forse il più grande successo italiano. I problemi e le opportunità che ne derivano vanno affrontati con ragionamento e scelte condivise”. E' stato questo l'argomento al centro del confronto a Piana Romana, presso la moderna struttura dell’Oasi, alla presenza di cento dirigenti della Federazione Anziani e Pensionati Fap Acli di Napoli con Pasquale Orlando e Gennaro Guida, con Gerardo Di Muro, direttore regionale del patronato Acli, Vincenzo Meoli, sociologo e referente di casa albergo Oasi di Pago Veiano, e le conclusioni di Filiberto Parente, presidente regionale delle Acli.

“Governare il cambiamento sociale derivante dall'allungamento della vita", questo il filo comune degli interventi del seminario. "Si tratta – ha spiegato Pasquale Orlando, autore del saggio 'Non ci sono più i pensionati di una volta' - di decodificare nuovi modi di vivere e relazionarsi tra generazioni ormai elastiche e straordinariamente diverse”.

“Dalla terza età germogli di futuro - ha concluso Filiberto Parente, presidente regionale delle Acli –. Ripartiamo dal territorio per un welfare socio sanitario inclusivo e di prossimità, per far vivere una vita lunga, senza patologie invalidanti e in salute".


Quindi “un patto nuovo tra associazionismo, volontariato e impresa privata del socio sanitario per nuove modalità di housing sociale e welfare di comunità da praticare e proporre al pubblico a partire dai Piano di zona e dalla Regione”.

martedì, ottobre 11, 2022

Ricordando il Vaticano II e Papa Giovanni.








La Fap Acli Napoli dopo il viaggio e un sobrio rifocillarsi, giunge ad Petri sedem , in occasione dell’anniversario dell’avvio del Concilio Vaticano II. Tutti con Francesco nel ricordo vivo del Papa buono Giovanni! Con Don Crescenzo Molinaro che concelebrerà! W i lavoratori cristiani delle Acli Napoletane con le loro famiglie!
 

lunedì, settembre 12, 2022

anziani una sfida possibile


 

un nuovo patto per la non autosufficienza: ora tocca alle regioni.


UN NUOVO PATTO PER LA NON AUTOSUFFICIENZA: ORA TOCCA ALLE REGIONI.
Intensa giornata per le ACLI del Molise che nel pieno della campagna elettorale politica mettono in campo temi importanti sollecitando dialogo e soluzioni. Martedì 13 pv a Termoli al centro della riflessione aclista ci sarà  il tema degli anziani, della loro salute, del grande cambiamento sociale in atto e della urgente problematica della non autosufficienza che vede l'Italia in ritardo rispetto agli altri paesi europei.  Un confronto a tutto campo dopo la giusta decisione del Governo Draghi di incrementare il fondo dedicato mentre resta da chiudere tutto l'iter legislativo e avviare il lavoro delle Regioni.
A discutere del forte argomento saranno Giovanni Trosino Segretario Provinciale FAP ACLI Isernia, Walter Raspa Segretario  Regionale FAP ACLI Emilia Romagna, Gennaro Guida Segretario FAP ACLI Napoli, e Ottavio Balducci Avvocato Candidato al Senato 5S.
Un dialogo aperto anche ai rappresentanti delle regioni vicine che, dopo la questione della legge, affronterà anche la tematica della qualità della vita e della salute delle persone anziane  grazie alla presentazione del libro “ Non ci sono più i pensionati di una volta” di Pasquale Orlando già segretario nazionale della Federazione  Anziani e Pensionati delle ACLI.  
Con lui discuteranno: Nestore Mogavero della Presidenza delle Acli Molise, Libero Barone Segretario Regionale Fap Acli, Nicola Cavaliere, candidato al senato,  nsieme a Francesco Guida leader dei metalmeccanici UIL di Termoli.
Vogliamo far dialogare mondo sociale e mondo politico- dicono alle ACLI - che da giorni incontrano i candidati offrendo proposte e approfondimenti che hanno coinvolto i diversi schieramenti.
“Se il testo della legge non venisse approvato in tempo sarebbe davvero una sconfitta storica. Il rischio c’è, se non fosse altro per il silenzio assordante di tutti i partiti in campagna elettorale sul tema degli anziani, come se il nostro Paese non fosse il secondo al mondo per invecchiamento della popolazione” ha affermato Enzo Scialò presidente delle ACLI molisane presentando la giornata di Termoli. “Vogliamo sollecitare una riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti. Le proposte sono contenute in un “Patto per la non autosufficienza” condiviso da 52 organizzazioni. “Il welfare italiano è arrivato ad un punto di svolta decisivo – ha sottolineato Scialò –. Ho il sospetto che da più parti si voglia dimenticare in fretta quel che è successo in Italia tra il 2020 e oggi: la pandemia non è stata una parentesi ma un evento rilevatore. L’età media dei decessi da Covid è di 81,3 anni, quindi si è trattata di fatto di una vera e propria strage di anziani”. Le ACLI molisane hanno anche espresso la contrarietà alle “politiche che favoriscono l’istituzionalizzazione come unico sbocco per gli anziani” e ha citato alcune cifre emblematiche: “Su 2,7 milioni di anziani a domicilio con situazioni di fragilità vengono spesi nei servizi 2 miliardi annui di investimenti sul territorio; per 280.000 anziani nelle Rsa almeno 12 miliardi di euro”.

“La campagna elettorale tratti i temi salute e sanità- conclude Scialò- anche perché una riforma di questo tipo sarebbe trasversale alle forze politiche. Ma ci sembra che nel dibattito questa discussione non sia centrale”. “Noi non ci stancheremo di dire che questa riforma, dopo 30 anni, va fatta – ha ribadito –. In Italia abbiamo 14 milioni di italiani over 65 e 3 milioni non autosufficienti. Noi siamo disposti, nelle prossime due settimane di campagna elettorale, ad animare il dibattito e la discussione. È una questione cruciale che riguarda la vita dei cittadini italiani, questo è il momento per affrontarla”. E le Acli anche con iniziative nazionali lo stanno facendo.

 

giovedì, agosto 18, 2022

Pasquale Orlando: Un'altra estate difficile per gli anziani non autosufficienti

 




Un'altra estate difficile per gli anziani non autosufficienti: non basta l'aria condizionata 
dei centri commerciali per battere solitudine e difficoltà di cura. Pasquale Orlando Consigliere del Cesvolab e dirigente della Fap ACLI lancia un appello sui programmi elettorali.


La nostra provincia ha un tasso di età media più alto rispetto alle altre province della 
Campania e deve porsi il problema di molti comuni che sembrano case di riposo, stretti da denatalità e nuova emigrazione.

Entro l’estate il Governo doveva presentare il Disegno di Legge Delega per la riforma per l’assistenza agli anziani non autosufficienti. Lo indicano i tempi del PNRR. È, quindi,- spiega Pasquale Orlando autore di un fortunato testo “Non esistono più i pensionati di una volta”- un momento decisivo per i 3.8 milioni di anziani non autosufficienti e per i loro familiari.

“Vogliamo una riforma all’altezza delle esigenze di anziani e familiari. Si sono messe le basi di una riforma attesa da 30 anni: le debolezze del welfare attuale e l’invecchiamento della popolazione dicono che è un passaggio decisivo, che non si può sbagliare. Chiediamo, dunque, che si introduca il “Sistema Nazionale Assistenza Anziani” appena parte la prossima legislatura.

In campagna elettorale chiederemo l’introduzione del Sistema Nazionale Assistenza Anziani

(SNA), che comprende tutte le misure pubbliche – di carattere sociale e sanitario – per l’assistenza agli anziani non autosufficienti. In questo modo si supererebbe l’attuale

frammentazione degli interventi per costruire un unico sistema integrato della non autosufficienza. Inoltre, si arriverebbe ad una semplificazione perché l’accesso allo SNA è determinato da una sola valutazione nazionale, che assorbe tutte quelle oggi esistenti.

Nondimeno, significherebbe attribuire a questo settore, sinora trascurato, la necessaria legittimazione istituzionale e politica.


Nello SNA il sostegno ai familiari che si prendono cura degli anziani non resta una questione 
settoriale ma rappresenta un obiettivo che ne attraversa l’intera architettura. Da una parte con misure quali il supporto psicologico, le forme di conciliazione tra impegni di cura e di lavoro, le tutele previdenziali; dall’altra con un’attenzione particolare ai familiari nel disegno di tutti gli interventi. La nuova domiciliarità disegnata dallo SNA è capace, infatti, di offrire il mix di prestazioni necessarie, medico-infermieristico-riabilitative, di aiuto all’anziano nelle attività fondamentali della vita quotidiana e di affiancamento a familiari e badanti, così come di garantire l’assistenza per il tempo effettivamente necessario. Lo SNA si contraddistingue anche per un ammodernamento della residenzialità, garantendone il personale necessario, per numerosità e competenze, e prevedendo ambienti di vita amichevoli domestici e familiari, tutelando il diritto alla privacy dei residenti.

“Nel frattempo- afferma Pasquale Orlando- anche il civile faccia la sua parte riaprendo circoli e associazioni massacrati dalla pandemia, luoghi dove una parola e una partitella giovavano alla qualità della vita dei nostri anziani”

venerdì, agosto 05, 2022

Route regionale 2022 a Camposauro. Il saluto del Cesvolab

È stato bellissimo salutare i novecento Rover e Scolte del’Agesci nella stupenda piana di Camposauro convenuti per la Route Regionale. Una grande riserva umana, etica e sociale per prendere strade nuove in Campania e in tutto il Mezzogiorno. Il Cesvolab con grande impegno sarà al loro fianco immaginando di accompagnare una leva di volontariato e di democrazia!!!



giovedì, marzo 03, 2022

FAP ACLI NAPOLI: Dalle organizzazioni del “Patto per un nuovo welfa...

FAP ACLI NAPOLI: Dalle organizzazioni del “Patto per un nuovo welfa...: “Siamo all’avvio dell’iter della riforma sulla non autosufficienza, i cui primi atti consisteranno nella presentazione del Disegno di Legge ...

“Siamo all’avvio dell’iter della riforma sulla non autosufficienza, i cui primi atti consisteranno nella presentazione del Disegno di Legge Delega da parte del Governo e nella sua successiva discussione in Parlamento. Occorre fare presto ed unire le forze con l’obiettivo di arrivare ad una riforma, attesa da oltre 20 anni, che sia all’altezza delle esigenze dei 3,8 milioni di anziani non autosufficienti e delle loro famiglie”, è quanto affermano le circa 50 organizzazioni del “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza” che hanno elaborato un’articolata proposta finalizzata ad arricchire il Disegno di legge delega a cui sta lavorando il Governo. La proposta verte intorno a cinque messaggi fondamentali: arrivare ad una riforma ambiziosa; superare la frammentazione delle misure e dei servizi; dare risposte diverse ai diversi bisogni; puntare a percorsi di assistenza semplici ed unitari; conseguire la tutela pubblica della non autosufficienza. Il cuore di quanto proposto dal Patto è l’istituzione di un Sistema Nazionale di Assistenza agli anziani non autosufficienti che, attraverso uno stretto coordinamento fra Stato, Regioni e Comuni, definisca un percorso unico e chiaro ed integri le prestazioni sanitarie e quelle sociali a favore dei quasi 4 milioni di anziani non autosufficienti e delle loro famiglie. Nello stesso tempo la riforma punta a promuovere la permanenza degli anziani al proprio domicilio, garantendo agli stessi e alle famiglie le prestazioni sociali e sanitarie di cui necessitano in un’ottica integrata, riconoscendo la funzione di cura del caregiver familiare e tutelandone il benessere psico-sociale; la domiciliarità è promossa anche attraverso la diffusione sull’intero territorio delle cosiddette Soluzioni abitative di servizio, previste anche dal PNRR, ossia civili abitazioni - individuali, in coabitazione, condominiali o collettive - che garantiscano sicurezza e qualità alla vita agli anziani ed integrino servizi di supporto alla socialità e alla vita quotidiana, servizi alla persona, ausili tecnologici e tecnologie di assistenza. E per le Residenze sanitarie assistenziali, le RSA, la proposta del Patto prevede misure che ne riformino organizzazione e operatività affinché assicurino qualità ed appropriatezza delle cure e qualità di vita agli anziani residenti. “La nostra riforma propone una nuova governance delle politiche per la non autosufficienza, affidata al Sistema Nazionale Assistenza Anziani (SNA), che punti a costruire una filiera di risposte, che siano differenziate e complementari tra loro: servizi residenziali, semiresidenziali, domiciliari, trasferimenti monetari, adattamenti delle abitazioni, sostegni ai caregiver familiari e alle assistenti familiari (“badanti”). È necessario semplificare l’accesso degli anziani all’assistenza pubblica ed evitare che le famiglie debbano – come oggi accade – peregrinare tra una varietà di sportelli, luoghi e sedi. Nello SNA, pertanto, la possibilità di accedere a tutte le risposte pubbliche è definita attraverso una sola valutazione iniziale ed è previsto un percorso unitario, chiaro e semplice, all'interno della rete del welfare”, spiegano le organizzazioni del Patto. La riforma prevede anche l’istituzione di una Prestazione Universale per la Non Autosufficienza, un contributo economico che assorbe l’indennità di accompagnamento e al quale si accede in base e esclusivamente al bisogno di cura (universalismo). “La logica è quella di sostenere le famiglie anche dal punto di vista economico, ma differenziando l’importo in base al fabbisogno assistenziale. Oggi in Italia, il contributo economico per gli anziani non autosufficienti è di 520 euro, uguale per tutti, in Germania invece si arriva a 901 euro mensili per chi ne ha maggiore fabbisogno di assistenza”. 


ORGANIZZAZIONI ADERENTI AL PATTO Il Patto raggruppa gran parte delle organizzazioni della società civile coinvolte nell’assistenza agli anziani non autosufficienti nel nostro Paese: rappresentano gli anziani, i loro familiari, i pensionati, gli ordini professionali e i soggetti che offrono servizi. Si tratta, dunque, della comunità italiana della non autosufficienza, che ha deciso di superare confini, appartenenze e specificità per unirsi. Acli - Associazioni cristiane lavoratori italiani, AGeSPI - Associazione Gestori Servizi sociosanitari e cure Post Intensive, AIP - Associazione Italiana Psicogeriatria, AISLA - Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica, A.L.I.Ce. Italia ODV - Associazione per la Lotta all'Ictus Cerebrale, Alzheimer Uniti Italia Onlus, AMOR - Associazione Malati in Ossigeno-ventiloterapia e Riabilitazione, ANAP Confartigianato Persone - Associazione Nazionale Anziani e Pensionati, A.N.N.A. – Associazione Nazionale Nutriti Artificialmente, Assindatcolf - Associazione Nazionale dei Datori di Lavoro, Associazione Apnoici Italiani - APS, Associazione APRIRE - Assistenza Primaria In Rete - Salute a Km 0, Associazione Comitato Macula, Associazione Italiana Pazienti BPCO Onlus, Associazione Prima la comunità, Associazione Respiriamo Insieme, A.R.I.S. - Associazione Religiosa Istituti Socio-sanitari, Assoprevidenza - Associazione Italiana per la Previdenza Complementare, CARD ITALIA - Confederazione Associazioni Regionali dei Distretti, CARER APS, Caritas Italiana, Cittadinanzattiva, CNA Pensionati, Confederazione Parkinson Italia, Consorzio MU.SA. - Consorzio Mutue sanitarie, Diaconia Valdese, F.A.I.S. - Federazione Associazioni Incontinenti e Stomizzati, Federazione Alzheimer Italia, Fimiv - Federazione italiana della mutualità integrativa volontaria, FNOPI - Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche, FNP CISL PENSIONATI, Forum Disuguaglianze Diversità, Forum nazionale delle Associazioni di Nefropatici, Trapiantati d'organo e di Volontariato, Forum nazionale del Terzo Settore, La Bottega del Possibile APS, Legacoopsociali, Movimento per l’invecchiamento attivo, diritti sociali e sanitari, Network Non Autosufficienza (NNA), Percorsi di secondo welfare, Professione in famiglia, S.I.G.G. - Società Italiana di Gerontologia e Geriatria, SIGOT - Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio, S.I.M.F.E.R. - Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa, SOS Alzheimer, SPI-CGIL - Sindacato Pensionati Italiani, UNEBA - Unione nazionale istituzioni e iniziative di assistenza sociale

sabato, dicembre 25, 2021

La cena sociale della Fap Acli Napoli : Con Francesco per la vita attiva e la solidarietà

 


La Fap Acli Napoli si è riunita con soci e dirigenti per festeggiare il Santo Natale a Nola presso l'Hotel dei Platani. Seguendo le indicazioni di Papa Francesco si è voluto tenere il tradizionale incontro natalizio perchè sono questi gesti di amicizia e relazione a generare dinamiche culturali sociali ed educative.
Con il segretario provinciale Gennaro Guida e  il consigliere nazionale Pasquale Orlando sono intervenuti il Presidente Provinciale delle Acli Maurizio D'Ago con tutta la presidenza e la  presidente di Senior Italia Elvia Raia che ha portato il suo saluto ringraziando per la collaborazione alla prevenzione sanitaria.
I cento partecipanti hanno scambiato gli auguri confermando le scelte dell'organizzazione sulle importanti questioni della previdenza, della sanità e del welfare territoriale. 
 


lunedì, agosto 16, 2021

Anziani e Pensionati il punto a Pesco Sannita con Pasquale Orlando!

 


dalla prefazione del Prof. Giuseppe Acocella, magnifico Rettore dell'Università Giustino Fortunato. 

Il forte invecchiamento della popolazione, non più accolto come il sognato allungamento della vita e di una esistenza meno precaria – si è trasformata nella metafora del declino dell’intera comunità umana,  assumendo nei nostri giorni profili nuovi, al punto che l’essere oggi anziani sembra essere diventato un problema sociale come mai era stato avvertito. Del resto la profonda modificazione del significato e dell’incidenza della conoscenza, oltre che dei modi con i quali essa si forma e si trasmette, ha mutata la stessa rappresentazione della identità sociale e della funzione esercitata dall’anziano nelle diverse epoche e nelle diverse società (con riferimento all’anziano figura di saggio, o depositario delle conoscenze e delle competenze, o simbolo della famiglia e dell’autorità tra le generazioni, o invece soggetto improduttivo privo di risorse proprie, o equiparato al malato per la sua stessa vecchiezza). La questione più urgente – dominata dalla sproporzione che si consolida tra anziani cui corrispondere spesa per pensioni e giovani cui tocca produrre per consentire quella spesa, fino a ipotizzare il conflitto tra generazioni – è costituita dalle conseguenze di una necessità nuova: l’invecchiamento della società si accompagna ad un ringiovanimento di fatto dei singoli, creando una complicazione ulteriore nella relazione istituita tra età anagrafica e condizione di vita.

venerdì, giugno 12, 2020

Cinquant'anni fa qualcuno di noi affronto' la prima campagna elettorale con il motto: "La Campania non finisce a Capodichino"

Oggi, a 50 anni dalla nascita delle Regioni a statuto ordinario, e' ancora un progetto o soltanto un sogno? Il problema non si risolve tracciando un confine tra aree interne e fascia costiera ma affrontando la battaglia per integrare le diverse anime
di Robeto Costanzo
  http://www.gazzettabenevento.it/Sito2009/dettagliocomunicato2.php?Id=132465

Il 7 giugno del 1970 nascevano le Regioni a statuto ordinario (nel santino elettorale proprio del 1970 Roberto Costanzo è candidato con il numero 1 alla carica di consigliere regionale per la Democrazia Cristiana. Fu eletto ed entrò anche a far parte della Giunta con la carica di assessore regionale all'Agricoltura, una delega potente ed importante che Costanzo onorò con il suo impegno e la sua passione di sempre, ndd).
Tra entusiasmi e diffidenze.
Dopo cinquant'anni non è certamente positivo il resoconto, sebbene non del tutto negativo.
Il Covid-19 ci ha fatto capire che il cittadino comune diffida più della Regione che del Governo.
Vi è ancora un problema, ampiamente avvertito in tutt'Italia, che riguarda appunto la ripartizione di poteri e funzioni tra lo Stato e le Regioni; ed un altro, non meno grave, che è quello dei rapporti tra le varie aree di una stessa regione. Problema, quest'ultimo, che in Campania esiste dai tempi del Regno borbonico (la supremazia di Napoli).
Si tratta di divergenze ed incomprensioni che l'istituto regionale non ha saputo dirimere, con la conseguenza che, di tanto in tanto, una provincia come la nostra rispolveri impulsi secessionistici del tipo Molisannio (Benevento-Campobasso-Avellino) o Nuova Longobardia meridionale (Benevento-Avellino-Salerno).
Purtroppo, in diversi ambienti napoletani si crede ancora che la Campania inizi a via Caracciolo e finisca a Capodichino.
Cinquant'anni fa qualcuno di noi affrontò la prima campagna elettorale con il motto “La Campania non finisce a Capodichino” (è stato questo il titolo di uno dei primissimi libri di Roberto Costanzo ndr).
Oggi è ancora un progetto o soltanto un sogno?
Il problema, però, non si risolve tracciando un confine tra aree interne e fascia costiera ma affrontando con convinzione la battaglia per integrare le diverse anime che compongono la Campania, cominciando col rivedere la composizione del Consiglio regionale, che oggi non rappresenta equamente tutte le cinque comunità provinciali.
Trattasi di uno squilibrio che è stato accentuato dalla modifica dello Statuto della Regione e della relativa legge elettorale, approvati nel 2009 con qualche distrazione dei consiglieri regionali eletti in Irpinia e nel Sannio.
Sarebbe andata meglio se nel 2001 non fosse stata approvata quella stravolgente riforma costituzionale che, con il Referendum del 2016 non riuscimmo a correggere.
Oggi quasi nessun politico e pochi costituzionalisti si riconoscono nell'articolo 114 della Costituzione, così come modificato nel 2001.
Le Regioni, da rami della Repubblica, sono diventate sue radici, con la conseguenza di continui contrasti e divergenze tra Governo nazionale ed Organi regionali, soprattutto per la gestione della sanità, che ormai è diventata quasi di esclusiva competenza regionale: e così abbiamo ben venti diverse politiche per la salute.
Il presidente Mattarella, nella recente celebrazione del cinquantesimo della nascita delle Regioni, con la sensibilità che lo distingue, ha detto che "le diversità, se non utilizzate in modo improprio, sono un moltiplicatore di crescita civile, economica, culturale".
In questo tipo di diversità credono i veri regionalisti.
Ben pochi leader si pongono oggi il problema costituzionale della ripartizione di poteri e funzioni tra lo Stato e le Regioni, con tutte le buone intenzioni dell'attuale ministro del Sud, Giuseppe Provenzano, quando parla di “inadeguatezza del Titolo V della Costituzione...”
Ma dov'era Provenzano quattro anni fa quando facemmo la sfortunata campagna referendaria per modificare quel contestato Titolo V?
Fra tre mesi eleggeremo il nuovo Consiglio regionale: dobbiamo augurarci che tutte le forze politiche si dichiarino favorevoli ad una nuova legge elettorale volta a garantire “un'equa rappresentanza di tutte le comunità provinciali”:
Così come ebbi a scrivere il 26 febbraio 2009 su "Messaggio d'oggi".
Allora intendevo dire che il 20% dei seggi avrebbe dovuto essere ripartito, in quote uguali, tra le cinque provincie, ed il resto assegnato in rapporto al numero degli abitanti.
Tra alti e bassi, l'autonomia regionale non è sembrata finora dannosa al Paese, quando non ha mostrato tendenze isolazioniste e indipendentiste e quando ha saputo valorizzare la storia e la diversità delle comunità locali.
Quando ha posto la Regione come parte e non controparte dello Stato.

sabato, giugno 06, 2020

il 6 giugno moriva Bob Kennedy ma ci ha lasciato qualcosa.

Nato il 20 novembre 1925, Robert Francis Kennedy, chiamato amichevolmente anche Bob oppure Bobby, si laurea all'università di Harvard nel 1948, dopo una breve esperienza nella marina militare. Consegue la specializzazione in Legge all'Universita della Virginia nel 1951 e guida la campagna per le elezioni al Senato (1952) che vede candidato, poi vincente, il fratello maggiore John.

Robert Kennedy si costruisce un nome entrando tra i principali consulenti legale del senato che lavorano per le udienze del "Comitato anti-rackets", nel 1956. Lascia il comitato nel 1959 per guidare e sostenere la campagna presidenziale del fratello.

Durante la presidenza di John Fitzgerald Kennedy, Robert svolge un ruolo di consigliere chiave nelle questioni cubane dell'invasione della baia dei porci del 1961 e la crisi dei missili 18 mesi più tardi, nell'escalation dell'azione militare del Vietnam e la diffusione e l'allargamento del Movimento per i Diritti Civili e della relativa violenza di rappresaglia.

Robert Kennedy si costruisce un nome entrando tra i principali consulenti legale del senato che lavorano per le udienze del "Comitato anti-rackets", nel 1956. Lascia il comitato nel 1959 per guidare e sostenere la campagna presidenziale del fratello.

Durante la presidenza di John Fitzgerald Kennedy, Robert svolge un ruolo di consigliere chiave nelle questioni cubane dell'invasione della baia dei porci del 1961 e la crisi dei missili 18 mesi più tardi, nell'escalation dell'azione militare del Vietnam e la diffusione e l'allargamento del Movimento per i Diritti Civili e della relativa violenza di rappresaglia.


Robert Kennedy lascia il governo per un posto al Senato degli Stati Uniti, rappresentando New York. Viene eletto nel novembre del 1964 e quattro anni più tardi annuncia la sua candidatura per la presidenza.

Il 4 aprile, durante un viaggio promozionale ad Indianapolis, viene a conoscenza dell'assassinio di Martin Luther King. Durante il suo discorso Bob Kennedy chiede e sottolinea fortemente quanto sia necessaria una riconciliazione fra le razze.

Kennedy vince le primarie in Indiana e nel Nebraska, perde in Oregon e il 4 giugno 1968, la sua candidatura riceve una grande spinta con la vittoria in South Dakota e California. Ma dopo aver incontrato i suoi sostenitori quella stessa sera all'Ambassador Hotel di Los Angeles, Robert Kennedy viene assassinato con un colpo di pistola.

Robert Kennedy muore all'alba del 6 giugno 1968, a soli 42 anni. La sua salma riposa vicino a quella del fratello nell'"Arlington National Cemetery".

 

 

 Il 18 Marzo del 1968 Robert Kennedy pronunciava, presso l'università del Kansas, un discorso nel quale evidenziava l'inadeguatezza del PIL come indicatore del benessere delle nazioni economicamente sviluppate.

Tre mesi dopo veniva ucciso durante la sua campagna elettorale che lo avrebbe  probabilmente portato a divenire Presidente degli Stati Uniti d'America.

 

 

Quarant'anni fa, Robert Kennedy tenne un discorso sulla reale ricchezza delle Nazioni che metteva in discussione il PIL come misuratore del benessere di una nazione. Tre mesi dopo fu assassinato... Oggi l'economia è ancora incentrata sulla crescita del PIL.

 

Discorso sul PIL di Robert Kennedy del 18 Marzo 1968:

 

Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell'ammassare senza fine beni terreni.

Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow-Jpnes, nè i successi del paese sulla base del Prodotto Interno Lordo.  

Il PIL comprende anche l'inquinamento dell'aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.

Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.

Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l'intelligenza del nostro dibattere o l'onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell'equità nei rapporti fra di noi.

Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.

Può dirci tutto sull'America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani.

https://studiandosulweb.jimdofree.com/classe-3-1/storia/kennedy-discorso-sul-pil/