venerdì, gennaio 11, 2019

Il grido di Benevento antirazzista: “Costruiamo ponti”. La domanda della bambina somala: “Chi sono gli occidentali?”

tratto da Sanniopage.com

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“Dio non è venuto per i bianchi e gli occidentali, ma per tutti. I confini sono stati creati dagli uomini. Gli uccelli non hanno bisogno di passaporto. Costruiamo ponti. Ogni uomo ha il diritto alla felicità”. Quando don Nicola De Blasio, direttore della Caritas diocesana ha pronunciato queste belle e semplici parole, richiamando il messaggio del Papa, la bambina somala ha domandato alla gente intorno: “Chi sono gli occidentali?”. Una signora le ha spiegato che erano gli abitanti della ricca Europa, lasciandola perplessa.

La nota più allegra, alla manifestazione antirazzista di Benevento, l’hanno portata forse i bambini,  figli dei migranti ospiti dei centri Sprar, che hanno sfilato per Corso Garibaldi con gli operatori ed i rappresentanti dei comuni, sorreggendo lo striscione arcobaleno con la scritta “Pace”. Poi il piccolo corteo si è fermato davanti al Palazzo del Governo, disegnando una piazza colorata di tante voci, cattoliche e laiche, di volti noti della politica e del sindacato, di semplici cittadini. Con un solo grido: “Basta Razzismo. Restiamo Umani”.
La protesta di Benevento si è unita così a quella di altre mille città italiane per denunciare la pericolosità del Decreto Sicurezza partorito dal governo giallo-verde. “Questa politica -ha esordito Angelo Moretti della Caritas-non ci rappresenta”. “Si tratta di una misura che acuisce il problema –ha sottolineato Pasquale Basile di DeMa- perché priva i migranti di tutti i diritti, costringendoli a vivere per strada come fantasmi”. “L’accoglienza va messa in sicurezza –ha aggiunto Michele Martino di Libera– con una corretta politica di integrazione. Quelli che vengono qui, scappano da guerre e dittature”.
Al coordinamento antirazzista hanno aderito ben trenta associazioni ed anche singoli amministratori comunali, come il sindaco di Molinara, Giuseppe Addabbo, quello di Melizzano, Rossano Insogna, il consigliere provinciale Giuseppe Antonio Ruggiero, e Delia Delli Carri, consigliere a Palazzo Mosti. Un grande applauso ha salutato  il quasi contemporaneo sbarco dei 49 migranti sull’isola di Malta, dopo due settimane di sosta forzata sulla nave Sea Watch. C’erano, tra gli altri, Pasquale Orlando delle Acli e Luigi Diego Perifano della Lidu, i giovani anarchici e di Lap Asilo 31.
“I migranti sono nostri fratelli –ha evidenziato Rosita Galdiero, segretaria della Cgil- non possono essere discriminati solo per il colore della pelle. Abbiamo lo stesso sangue. Viva i diritti di tutti, viva la libertà”. “La nostra rivoluzione –ha continuato Amerigo Ciervo, presidente dell’Anpi- sta nell’attuazione della Costituzione”. Tra le tante denunce e testimonianze che si sono alternate nel corso della manifestazione, ha destato grande attenzione quella di una donna somala, Sadya, ospite in un centro irpino.
“Voglio ringraziare tutti gli italiani -ha detto col sorriso- non è facile vivere  in un paese che non è il tuo. Quando cammino ti fanno mille domande: “Perché stai qua? Perché non te ne vai?”. Guardano come sono vestita e si meravigliano. Non siamo venute per vendere il nostro corpo, ma per vivere come tutte le altre persone”. La giovane Sadya si trova da tre mesi nello Sprar di Santa Paolina, sta imparando la lingua italiana e ha cinque figli che vanno a scuola.
Si tratta di un esempio di integrazione utile anche a ripopolare tanti paesi che si stanno svuotando. Una linea che sta dando buoni frutti anche a Castelpoto, Petruro Irpino, Baselice, Roccabascerana, Chianche, dove col “Consorzio Sale della Terra”, stanno valorizzando terreni agricoli e producono anche il Greco di Tufo. “La nostra Costituzione -ha concluso don Nicola- è quella più all’avanguardia, perché mette al centro il lavoro e quindi la dignità dell’uomo. Chi sta al governo dovrebbe preoccuparsi di dare il lavoro a chi non ce l’ha. Così si combatte davvero la povertà”.
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