lunedì, ottobre 06, 2014

Il quarto appuntamento mondiale dei «Giovani della Pace» organizzato dal Sermig con l’Arcidiocesi di Napoli

In 20 mila al Plebiscito per l'appuntamento mondiale per la pace 

Migliaia di giovani, volontari, boy scout, studenti, arrivati da tutta Italia insieme al fondatore del Sermig, Ernesto Olivero. Sono quelli dell'arsenale della pace, facce giovani, parole importanti: Coscienza, libertà, verità.

Napoli per un giorno diventa capitale mondiale della fede. Hanno letteralmente invaso piazza del Plebiscito per il quarto raduno mondiale dei Giovani per la pace» un appuntamento promosso dal Sermig di Torino, l'associazione giovanile cattolica per la pace e dall'Arcidiocesi di Napoli.
Il primo applauso, il più forte dalla piazza, è per papa Francesco. Nel giorno della festa del patrono d'Italia i ragazzi dell'Arsenale pensano in primo luogo a lui. Davanti al cardinale Sepe, il fondatore Ernesto Olivero ed il sindaco (sospeso) Luigi de Magistris, la piazza esplode in una mezza ovazione. Francesco uomo di speranza. Ed i giovani rispondono con grande affetto.

Sul palco testimonianze da tutto il mondo e da Napoli. Februnye Akyol, la ragazza cristiana della minoranza etnica aramea che non solo è riuscita a studiare ma ora è anche sindaco della sua città, Mike Mwenda, 25 anni, un ex bambino di strada in Zambia che oggi va all'università vuole fare il giornalista «per creare un mondo dove i bambini siano protetti ed amati».

E poi ci sono le mamme della terra dei fuochi, Anna, Marzia e Luisa che hanno perso i loro piccoli per un tumore. Una testimonianza, la loro, che dura poco. Troppo commosse. «Grazie alla Chiesa, al cardinale, grazie agli investigatori, al generale Costa. Non dimentichiamo mai i nostri angeli».

Ernesto Oliviero, fondatore del Sermig (Servizio missionario giovani), ha rimarcato l'assenza di alcune autorità, malgrado l'invito. «Le abbiamo invitate qui a Napoli per dare loro la possibilità di ascoltare i giovani, hanno ricevuto tanti inviti ma qui non ci sono: hanno perso un'occasione».

Oliviero, ha infine, letto alcuni passi della Lettera alla Coscienza, «il grido dei giovani che hanno perso la fiducia nelle istituzioni», la quale verrà presto tradotto in decine di lingue e diffusa in tutto il mondo. Al termine di un incontro che ha visto sul palco alternarsi musicisti e ballerini, come Simona Atzori, che è ballerina e pittrice malgrado sia nata senza braccia, il cardinale Crescenzio Sepe ha rivolto un appello ai tanti giovani in piazza.

«Grazie a voi - ha dettoSepe - oggi Napoli è capitale della pace, in momento molto difficile. Da qui parte il grido di pace rivolto a tutto il mondo. Ci sono coscienze che sprigionano guerra, che offendono l'uomo: voi siete le coscienze pulite del mondo che basano la propria esistenza su Gesù Cristo».

http://www.ilmattino.it/NAPOLI/CRONACA/piazza-plebiscito-pace-sermig-giovani-raduno-sepe/notizie/937965.shtml

http://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/sermig-arsenale-della-pace-napoli-cardinale-sepe.aspx
Napoli come Torino: un arsenale per la pace nascerà nel capoluogo campano, lo annuncia il cardinale Crescenzio Sepe a conclusione del quarto appuntamento mondiale del Sermig in piazza del Plebiscito. Oltre ventimila i giovani intervenuti al raduno che il fondatore Ernesto Olivero ha aperto dedicandolo a tre martiri napoletani: Salvatore Giordano il ragazzo morto per salvare i suoi compagni dalla caduta di un cornicione; Ciro Esposito il tifoso ammazzato durante una partita e l'eroico perdono della sua mamma; don Peppe Diana il "prete scout" ucciso dala camorra. E Olivero lo dice ai giovani della piazza: "dobbiamo batterci perchè non si costruiscano più le armi che tolgono fondi alle scuole; che potrebbero curare malattie e oscurano le intelligenze". In piazza anche le mamme della Terra dei fuochi per testimoniare che e' il tempo di "riprenderci la responsabilita' di custodire il creato. Poi le testimonianze di chi ha seguito la sua coscienza nel lavoro, nella politica, nei paesi perseguitati. Da Napoli nasce un impegno per tutti: seguire la coscienza.Napoli come Torino: un arsenale per la pace nascerà nel capoluogo campano, lo annuncia il cardinale Crescenzio Sepe a conclusione del quarto appuntamento mondiale del Sermig in piazza del Plebiscito.

Oltre ventimila i giovani intervenuti al raduno che il fondatore Ernesto Olivero ha aperto dedicandolo a tre martiri napoletani: Salvatore Giordano il ragazzo morto per salvare i suoi compagni dalla caduta di un cornicione; Ciro Esposito il tifoso ammazzato durante una partita e l'eroico perdono della sua mamma; don Peppe Diana il "prete scout" ucciso dala camorra. E Olivero lo dice ai giovani della piazza: "dobbiamo batterci perchè non si costruiscano più le armi che tolgono fondi alle scuole; che potrebbero curare malattie e oscurano le intelligenze".

In piazza anche le mamme della Terra dei fuochi per testimoniare che e' il tempo di "riprenderci la responsabilita' di custodire il creato. Poi le testimonianze di chi ha seguito la sua coscienza nel lavoro, nella politica, nei paesi perseguitati. Da Napoli nasce un impegno per tutti: seguire la coscienza.
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