venerdì, ottobre 25, 2013

la pasta è cotta la puoi scolare. il piatto della legge di stabilità è ancora troppo scarso.





Questa legge di stabilità sembra andare nella giusta direzione ma non soddisfa le attese di chi come noi attendeva la fine della penalizzazione a cui sono sottoposti i redditi da lavoro e soprattutto da pensione . Così il segretario nazionale della Fap Acli Pasquale Orlando ha presentato la legge di stabilità presentata dal governo durante la recente segreteria nazionale della federazione dei pensionati aclisti.

La Fap ACLI condivide la valutazione del presidente delle ACLI Gianni Bottalico quando ricorda che alle ACLI stanno a cuore soprattutto due cose: l'avvio di una strategia per lo sviluppo che dia attraverso i salari e la leva fiscale, maggiori risorse per i consumi delle famiglie, presupposto indispensabile per frenare il loro impoverimento e per la ripresa. Ed in secondo luogo il mantenimento di un buon sistema di welfare, migliorando le prestazioni attuali ed introducendone di nuove come quelle per un piano nazionale contro la povertà, che dovrebbe essere già inserito in questa manovra economica. Lo stesso rifinanziamento del fondo della non autosufficienza resta per ora solo un flebile segnale, serve ben altro per affrontare una emergenza che le regioni non hanno concretamente preso in carico.

La Fap Acli registra ancora una penalizzazione dei pensionati, già ampiamente colpiti negli ultimi 20 anni da una progressiva perdita del potere di acquisto ed è attenta a seguire l'iter di una legge che come minimo può e deve essere migliorata con equità e giustizia, pronta a tutte le iniziative e mobilitazioni necessarie a raggiungere l'obiettivo.
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