martedì, giugno 12, 2012

Mastrovito, Acli Salerno: La Legge è uguale per tutti, se tutti hanno possibilità di ricorrervi nelle medesime condizioni.


Anche le ACLI di Salerno, intervengono nella bagarre che investe l’amministrazione giudiziaria. Il Presidente delle ACLI salernitane Gianluca Mastrovito, sull’ipotesi elaborata dalla Commissione Birritteri, di revisione complessiva delle circoscrizioni giudiziarie, ritiene di esprimere rammarico e preoccupazione per quanto s’intende attuare. Ancora una volta, si rischia di destabilizzare il sistema dei diritti e la loro reale fruibilità, in nome di una presunta razionalizzazione delle risorse.
In un Mezzogiorno, già profondamente segnato dalla recessione economica a cui si aggiungono i recenti provvedimenti adottati dal Governo (si veda IMU e tagli alle politiche sociali), appare sciagurata e devastante, l’ipotesi di privare i cittadini e le intere comunità di un comprensorio, del proprio giudice naturale. La revisione delle Circoscrizioni giudiziarie, continua Mastrovito, non può e non deve essere mossa da mere ed esclusive motivazioni di natura economica (tra l’altro non adeguatamente valutate), ma soprattutto dai risvolti sociali e giuridici, che da essa scaturirebbero.
La chiusura selvaggia, dei presidi di legalità, strategicamente importanti per le funzioni svolte e la mole di lavoro, che quotidianamente sono “costretti” a sostenere, invece di conseguire un risparmio, rischiano di realizzare un ostacolo alla fruizione dei diritti, aumentando notevolmente i costi per quanti, cittadini e lavoratori sono costretti a ricorrere alla Giustizia.
Queste scelte, afferma il Presidente Mastrovito, sembrano avulse da ogni reale percezione della realtà; appare chiara la circostanza, che nell’ottica del legislatore, non vi sia la minima considerazione dei rischi, dei disagi e dei disservizi che la perdita un presidio giudiziario comporta.
Operare tali scelte, significherebbe per la nostra provincia (seconda in Italia per estensione), aggiungere ai tempi della giustizia, le distanze e quindi i tempi per “raggiungerla”.
Voglio sottolineare, conclude Mastrovito, che la soppressione irresponsabile delle Circoscrizioni, simboli nell’immaginario collettivo della legalità e della giustizia, rischiano di minare la tranquillità di aree vaste, che per gli innumerevoli disagi sociali ed economici costretti a vivere, sarebbero esposte al rischio criminalità.
Dunque, le ACLI chiedono con forza di aprire un dialogo costruttivo, tra gli attori interessati, perché si possa scongiurare un pericolo del genere ma contestualmente si possa iniziare un nuovo modo di ripensare le potenzialità delle attività delle Circoscrizioni così da garantire migliori servizi ad un maggior numero di utenti.
La Legge è uguale per tutti, se tutti hanno possibilità di ricorrervi nelle medesime condizioni. 
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