lunedì, ottobre 13, 2008

Scuola, scure dei tagli su 30 Comuni . scrivi un sms al Presidente Napolitano.

«CREDO proprio che andremo al ricorso alla Corte costituzionale». È una mossa già annunciata nei giorni scorsi dalla Toscana, ma ci stanno pensando anche molte altre Regioni e la Campania, per bocca del suo assessore regionale Corrado Gabriele, non sarà da meno nell´alzare il muro costituzionale contro l´ultima sortita del ministro Gelmini sul fronte dei tagli scolastici.
Si tratta della soppressione di scuole piccole, al di sotto dei 50 alunni, nei singoli paesi, o di plessi che però risultino singolarmente al di sotto dei 500 alunni. Oltre 4000 sedi scolastiche da eliminare, di cui circa il dieci per cento in Campania (e cioè 400 quasi 400 istituti), anche se Cgil una proiezione si spinge a ipotizzare che le sedi a rischio siano quasi 570.
Una casistica nella quale entrano le scuole che dovrebbero scomparire in una trentina di Comuni, in quanto detentrici di meno di 50 alunni. Particolarmente colpite ovviamente la zone montane dell´interno. Nel Cilento, ad esempio, un primo elenco ufficioso annovera Campora, Corleto Monforte, Cuccaro Vetere, Furore, Lauretana Cilento, Maiano Vetere, Monteforte Cilento, Morigerati, Ottati, Romagnano al Monte, Sacco, Salvitelle, San Mauro Cilento, Santomenna, Tortorella. Poi l´Irpinia con Cairano, Chianche, Greci, Montaguto, Parolise, Sant´Angelo a Scala, Sorbo Serpico, Torrioni, Tufo. Nel Sannio ecco Arpaise, Ginestra degli Schiavoni, Pietraroia, Sant´Arcangelo Trimonte. Nel casertano Castel di Sasso, Ciorlano, Giano Vetusto, Rocchetta e Croce. C´è poi la questione dei plessi, stimati in circa 380, che comunque provocherà disastri in alcune realtà particolari come le isole, dove comunque gli spostamenti non sono agevoli. Già evidenziato il fatto che fra Capri a Anacapri a qualcosa bisognerà rinunciare, idem a Ischia, dove si dovrà organizzare la trasferta a Forìo per gli orfani della frazione Panza. Altro esempio a Roccadaspide: in 250 dovranno scendere a valle verso Paestum.
Due comunque le tipologie di disagio. La prima è quella del Comune di montagna, dove gli spostamenti d´inverno non sono certo agevoli. «Non a caso - riflette Angela Cortese, assessore provinciale all´istruzione a Napoli - fra i primi a contestare la Gelmini sono stati quelli della Lega, colpiti nei loro centri alpini». La seconda è l´accorpamento dei plessi. Secondo il ministro sacrificherebbe solo dirigenti e segreterie. «Invece - spiega Cortese - la scure cadrà su tutto il personale docente e non, dato che nel frattempo si alza anche il numero dei ragazzi per classe». Significa che il personale in eventuale trasferimento da una sede all´altra si fermerà davanti al portone del nuovo edificio. «La media per i piccoli plessi da chiudere - dice ancora l´assessore - è di 20 fra docenti e collaboratori». Staremmo dunque a circa 8000 senza lavoro. D´altro canto il piano Gelmini prevede per l´appunto il taglio di 12500 posizioni fra docenti e personale Ata in tre anni in tutta la Campania.
Anni nei quali la Regione vorrebbe provare a scaglionare gli interventi. Solo che il governo deve aver pensato che negli uffici regionali si lavori a una novella tela di Penelope e così ha prodotto l´ultimo articolo inserito nel decreto sulla sanità, che diffida le regioni a proporre la nuova organizzazione entro 15 giorni, pena il commissariamento. Ma la rivolta è partita. Oggi se ne parlerà a Torino, a margine della conferenza dell´Upi, Unione delle Province italiane. Giovedì 16 sarà poi la volta della Conferenza Stato-Regioni. Intanto nell´area dei comitati studenti/insegnanti è partita una catena di Sant´Antonio via sms: propone di inviare una e-mail al Quirinale, al link "la posta", con l´obiettivo di far arrivare almeno 20000 richieste a Napolitano perché non firmi il decreto.


Scritto da Roberto Fuccillo da la Repubblica Napoli, 13-10-2008
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