venerdì, dicembre 30, 2011

 

900 milioni di rimborsi da parte dell'agenzia delle Entrate.

Dopo la riduzione dell'acconto Irpef, arriva una nuova boccata d'ossigeno per i contribuenti: circa 900 milioni di rimborsi da parte dell'agenzia delle Entrate. Un aiutino a costo zero (sono soldi che andavano comunque restituiti o, nel primo caso, andranno comunque versati il prossimo anno), capace tuttavia di agevolare la posizione di molti cittadini e piccole imprese. La notizia positiva, oltre che per il milione di utenti coinvolti nella restituzione annunciata oggi, è il fatto che l'Agenzia delle Entrate ha cominciato a smaltire i rimborsi fino alle dichiarazioni presentate nel 2010 (per i redditi dell'anno precedente quindi). Nei 900 milioni sono comprese inoltre anche le restituzioni del canone Rai agli over 75 con pensioni non superiori a 516 euro. Si tratta di oltre 4 milioni di euro per il pagamento di quasi 40 mila posizioni. Le Entrate hanno attuato un piano di accelerazione dei rimborsi: sono ora in pagamento gli importi richiesti con la dichiarazione 2010, presentata lo scorso anno. L'obiettivo è quello di «rasserenare il rapporto con il contribuente, aiutandolo anche a superare i periodi di crisi». E l'effetto potrà essere anche quello di migliorare la «tax compliance», cioè il rispetto delle regole fiscali, afferma, parlando con l'Ansa, il direttore dei servizi al contribuente dell'Agenzia delle Entrate, Paolo Savini. Il risultato complessivo 2011, indica infatti l'Agenzia per la riscossione fiscale, mostra un aumento del 60% dei soggetti rimborsati rispetto al 2010. Tra i beneficiari dei pagamenti in corso figurano i contribuenti a basso reddito a cui nel 2011 sono stati inviati quasi 50.000 bonus, per una spesa di più di 20 milioni. Un contributo significativo arriva in particolare per professionisti e piccole imprese: a famiglie e aziende nel 2011 sono stati erogati complessivamente quasi 2 milioni di rimborsi per un importo complessivo di circa 8,7 miliardi di euro. L'Agenzia delle Entrate mette in evidenza che oltre 6 miliardi sono arrivati nell'anno a 41.000 imprese, artigiani e professionisti relativamente a restituzioni Iva, mentre sfiorano 2,5 miliardi i rimborsi erogati per Irpef e Ires. In particolare, sul fronte delle famiglie sono stati erogati circa 1,7 milioni di rimborsi, per oltre 1,3 miliardi. Nelle intenzioni delle Entrate c'è un'accelerazione «decisa» nell'erogazione dei rimborsi: «per la prima volta abbiamo rimborsato nel 2011 gli importi richiesti con le dichiarazioni del 2010 - sottolinea Savini - questo ha richiesto anche una accelerazione dei controlli, con un impulso anche per i rimborsi: abbiamo soprattutto cercato di non penalizzare le imprese - spiega - che in questo momento di crisi hanno difficoltà nella liquidità. L'essere tempestivi aiuta. E siamo convinti di riuscire nel 2012 a dare un'ulteriore accelerazione di qualche mese». 

 

auguri per un anno migliore!



domenica, dicembre 25, 2011

 

Natale 2011

In questo periodo in cui non si vede dove si va, guardiamo da dove veniamo !!!


opera del Maestro Umberto Gamba www.umbertogamba.it

giovedì, dicembre 22, 2011

 

“teatro solidale” il 2 Gennaio 2012 alle ore 20,30 al Teatro Acacia con Rosaria De Cicco.


L’attrice Rosaria De Cicco e l’ Associazione di volontariato culturale e sociale Città della Gioia onlus (di cui è vice-presidente), promuovono per lunedì 2 Gennaio 2012, alle ore 20,30, uno spettacolo teatrale e di cabaret presso il Teatro Acacia di Napoli (nei pressi di Piazza Medaglie d’Oro). “Io e le donne” è il titolo della rappresentazione, protagonista la stessa Rosaria De Cicco, vice-presidente dell’Associazione. In quanto “teatro solidale”le offerte raccolte saranno destinate ai progetti dell’Associazione, in particolare all’attività a favore di ragazzi napoletani a rischio di abbandono scolastico o universitario, alla costruzione di casette e di doposcuola nell’ambito del  gemellaggio con lo Sri Lanka dopo lo Tsunami, alle persone senza fissa dimora che vivono per strada a Napoli. Durante la serata sarà ricordata Giovanna Amirante, recentemente scomparsa, ispiratrice dieci anni fa con i fondatori  del Fondo omonimo, confluito poi nella Onlus. Sarà anche sorteggiato tra i partecipanti una Natività donata per l’occasione del maestro pastoraio Marco Ferrigno di S. Gregorio Armeno.
L’Associazione Città della Gioia onlus ringrazia l’attrice Rosaria De Cicco, il Teatro Acacia e le sue Maestranze, il maestro Marco Ferrigno.


Per Città della Gioia onlus
Pasquale Salvio – Presidente

Per info  cell 3402424793

Napoli 22 Dicembre 2011 


AN644    angiana maduscian  Disegno di una bimba srilankese sostenuta a distanza, dedicato alle donne


 

La mobilitazione della FAP ACLI Campania.



Forte apprensione per la difficile crisi economica e nuovo impegno nella tutela di anziani e pensionati. Su queste linee ha lavorato il Comitato Regionale della FAP ACLI Campania riunito a Salerno dal segretario regionale Emilio Fusco Sr.
"I dati del disagio e della povertà ci spingono ad una forte iniziativa di sostegno alle fasce deboli, crediamo- ha detto Fusco- che a partire dagli enti locali dobbiamo ridiscutere di non autosufficienza e inclusione sociale".
Al Comitato ha preso parte il segretario nazionale Pasquale Orlando che ha riassunto le iniziative della Fap e delle ACLI sulla manovra rilevando le positive corerzioni sul calcolo IMU e sulla reindicizzazione delle pensione medio basse. "Tutto ciò non basta e la manovra resta iniqua - ha detto Pasquale Orlando- continueremo la mobilitazione con le altre forze organizzate dei pensionati.

mercoledì, dicembre 21, 2011

 

Liberata la petroliera Caylyn, festa a Procida Era da dieci mesi nelle mani dei pirati somali «Ricevuti 11 milioni di dollari di riscatto»


da il mattino

A bordo della nave si trovano cinque marinai italiani La gioia dei parenti su Facebook: 


«Finalmente liberi»
La soddisfazione del presidente del consiglio Monti

ROMA - È stata liberata la Savina Caylyn, la nave della compagnia D'Amato sequestrata l'8 febbraio 2011 vicino all'isola yemenita di Socotra. A bordo ci sono cinque italiani. 

I pirati hanno ricevuto «l'ultima tranche di 3 milioni di dollari su un totale di 11,5» per il riscatto della Savina Caylyn. Lo ha affermato un pirata all' agenzia Reuters. I pirati hanno «liberato 17 marinai indiani dopo aver ricevuto una prima somma di 8,5 milioni di dollari», spiega una fonte dei pirati al sito Somali Report. «È stata una tattica del proprietario indiano per assicurare che i connazionali venissero liberati». Dopo aver ricevuto il denaro, «lanciato da un elicottero», gli indiani sono stati rilasciati su piccole barche. Successivamente «sono stati lanciati altri 3 milioni e abbiamo lasciato la nave e liberato i cinque italiani», prosegue la fonte.

Massimo riserbo nella sede della compagnia Fratelli D'Amato Navigazione, armatori della petroliera Savina Caylin, con a bordo 22 persone (5 italiani e 17 indiani) liberata oggi dopo circa 10 mesi nelle mani dei pirati somali. I dipendenti della compagnia preferiscono non esprimere per ora commenti in relazione alla notizia della liberazione.

È scoppiata la festa a Procida per l'attesissima notiza della liberazione, dopo dieci mesi, della nave degli armatori D'Amato. A bordo della petroliera si trovano cinque italiani. Negli ultimi mesi disperati appelli degli uomini dell'equipaggio e dei familiari.

I marinai a bordo della Savina Caylyn, ostaggio dall'8 febbraio dei pirati somali, sono: Giuseppe Lubrano Lavadera, comandante della nave, Crescenzo Guardascione, terzo ufficiale di coperta, Gianmaria Cesaro, allievo di coperta, Antonio Verrecchia, direttore di macchina ed Eugenio Bon, primo ufficiale di coperta.

La Farnesina mantiene al momento il «riserbo stampa» sulla vicenda. La notizia si sta già diffondendo a Procida, luogo d'origine di diversi marinai ed è stata accolta con grande gioia.

La gioia su Facebook. «Finalmente liberi». Lo ha scritto sulla sua pagina Facebook Libera Lubrano Lavadera, la figlia del comandante procidano della Savina Caylyn, la nave della D'Amato liberata oggi dopo essere stata sequestrata dai pirati somali l'8 febbraio scorso.

«Libero!». Anche Annarita Gardascione, sorella del terzo ufficiale di coperta della Savina Caylyn Crescenzo Guardascione, esprime attraverso facebook tutta la sua felicità per la liberazione della nave. 

Il Presidente del Consiglio Mario Monti ha espresso la sua più viva soddisfazione per il rilascio dell'equipaggio. Il Presidente Monti, si legge in una nota di Palazzo Chigi, si sente molto vicino ai 5 marinai italiani rilasciati, e alle loro famiglie, per la dura prova che hanno dovuto sopportare in questi lunghi mesi di attesa. 

«La liberazione dell'equipaggio della Savina Caylyn è una bella notizia». Così il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro. «Sono contento per i nostri marinai e per i loro familiari, che finalmente possono abbracciarli dopo undici mesi di prigionia», conclude il presidente della Regione.

La gioia di Cesaro. «È troppo bello per essere vero. Solo due giorni fa mi ero augurato che la liberazione dei marinai della Savina Caylyn avvenisse entro la fine dell'anno. Il mio desiderio si è avverato addirittura alla vigilia di Natale e, per questo motivo, la straordinaria notizia assume un significato ancora più profondo». Così il presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro ha commentato la notizia del rilascio. «Questo è il più bel regalo che io e i napoletani potevamo ricevere: la mia gratitudine immensa va a tutti quelli che si sono impegnati, in questi mesi di tensioni e trepidanti attese, a salvare i nostri marinai da un destino assurdo e disumano», aggiunge Cesaro. «In questo momento di estrema gioia, però, il mio pensiero più grande va alle famiglie procidane e sorrentine dei nostri uomini di mare che finalmente, dopo oltre dieci mesi di speranza e di angoscia, possono stringersi intorno ai propri cari e trascorrere nel modo più bello e vero la festa della Natività», conclude Cesaro.

De Magistris: un Natale speciale. «Sono contento della liberazione dei marinai della Savina Caylin. Sarà un Natale speciale per loro e le loro famiglie». Lo scrive su Facebook il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, aggiungendo che «ora, con sollievo, possiamo rimuovere lo striscione che abbiamo tenuto sulla facciata del palazzo sede del Comune di Napoli».

Adriano Bon, padre di Francesco, membro dell'equipaggio della Savina Caylyn, ha saputo della liberazione del figlio da giornalisti che gli hanno telefonato per avere una sua reazione. L'uomo, insieme con la moglie, ha preferito attendere trepidante una conferma ufficiale della notizia prima di rilasciare qualunque dichiarazione. Appena l'ha avuto, però, è stato tempestato di telefonate e dunque ha spento il telefono cellulare e non ha più risposto nemmeno alle chiamate a casa. La coppia è nella loro abitazione, nel centro di Trieste, e, secondo quanto si è appreso, attende ora di mettersi in contatto con il figlio.


 

nuovo numero di risorsa mezzogiorno



martedì, dicembre 20, 2011

 

Giovani immigrati, associazioni e sindacati campani insieme per i diritti di cittadinanza e di voto


Un incontro ricco di testimonianze e dibattito questa mattina al caffè letterario Intra Moenia in piazza Bellini a Napoli, ha inaugurato l'avvio dei lavori del comitato regionale de “L'Italia sono anch'io”, la campagna che promuove due leggi di iniziativa popolare sull’accesso alla cittadinanza per le persone di origine straniera nate in Italia e il diritto di voto alle elezioni amministrative per i migranti residenti da cinque anni.
Diversi gli interventi dei giovani campani di seconda generazione.
Susan, ventuno anni, nata a Caserta dove vive e ha frequentato le scuole: “mi sto per laureare alla Federico II a Napoli. I miei compagni sono rimasti basiti quando gli ho rivelato che non ero italiana. Nessuno poteva crederci, essendo nata e vissuta qui. C'è molta ingiustizia in questo paese, per questo nel tempo libero collaboro con il sindacato”.
Anna, ucraina, vive e studia a Salerno. “Mi sento italiana. Nella mia associazione, mi sono molto impegnata per la campagna referendaria contro il nucleare. Fortunatamente abbiamo salvato questo paese. Nella mia terra di origine, vicino Cernobyl, abbiamo pagato un prezzo altissimo di vite umane. Non posso permettere che succeda anche qui. Mia madre, comunque, scelse di venire in Italia perchè questo è il paese della cultura. Qui ha preso la sua quarta laurea. Purtroppo però non può metterla a disposizione del paese, perchè agli stranieri non è consentito partecipare ai concorsi pubblici”
Ilda, albanese, è in Campania da quando aveva 18 anni. Si è laureata in giurisprudenza a Napoli: “ho sostenuto la settimana scorsa l'esame di stato per divenire avvocato, ma parlo da straniera. Paghiamo le tasse come tutti e rispettiamo le stesse leggi, ma non abbiamo uguali diritti. Se potessimo eleggere i nostri sindaci come chiunque vive e lavora in questo paese, potremmo dare un contributo in più per migliorare le città della Campania.
Gli stranieri contribuiscono all'11% del nostro Pil, dando un sostegno significativo al fragile welfare del paese. In Campania su 164mila immigrati residenti 26mila sono minori, di cui 15mila sono nati in Italia e rendono più giovane e dinamica la nostra regione.
La Campania ha approvato due anni fa, con voto bipartisan, una delle migliori leggi regionali per l'integrazione dei cittadini stranieri, ma non l'ha mai finanziata. Nemmeno è stata mai insediata la consulta regionale dell'Immigrazione.
Per far crescere la Campania, apriamoci al contributo ed alla partecipazione dei nuovi cittadini: contro il razzismo e l'intolleranza c'è bisogno di cultura, solidarietà e giustizia. Il comitato Campano “L'Italia sono anch'io” invita tutti a firmare e sostenere le proposte di legge per la cittadinanza e il diritto di voto presso i banchetti ed alle iniziative programmate sulla pagina facebook regionale.
facebook: http://www.facebook.com/#!/profile.php?id=100003233413307
Comitato promotore campano: Anci Campania, Acli, Arci, Asgi, Caritas, Centro Astalli, CGIL, coop.sociale Dedalus, Federazione Chiese Evangeliche in Italia, Filomena, Garibaldi 101, Hemispheres, Libera, Librerie Feltrinelli, Macchia di Colore, Priscilla, Thomas Sankarà, Uil Campania
Comitato regionale “l’Italia sono anch’io- Campania” litaliasonoanchio.campania@gmail.com 

 

Capodanno, i fratelli Bennato in concerto al Plebiscito: «Insieme per la prima volta»


I fratelli Bennato (NewFotoSud-Giacomo di Laurenzio)
da Il Mattino

NAPOLI - Saranno i fratelli Eduardo ed Eugenio Bennato a sancire l'arrivo del nuovo anno a Napoli in Piazza del Plebiscito. I due artisti saranno per la prima volta nella loro carriera insieme in un concerto che li vedrà esibirsi con le canzoni di entrambi. 

Il concerto è l'evento principale organizzato dal Comune di Napoli per festeggiare il nuovo anno. C'è la collaborazione della Regione Campania e della Camera di commercio partenopea. Il sindaco Luigi de Magistris ha invitato i cittadini e i turisti a scendere in strada prima della mezzanotte, infatti, l'inizio del concerto è previsto per le 23,30, come spiega Eugenio Bennato, che smentisce ogni vecchia polemica tra lui ed Edoardo.

«È l'occasione di fare qualcosa che non abbiamo mai fatto - dice - suonare insieme sullo stesso palco. Non ci siamo mai scontrati, abbiamo semplicemente scelto campi musicali diversi». «Ringrazio Eugenio perché è sempre stata la mia parte critica - afferma Eduardo - mi ha aiutato così a capire i miei errori». 

Il sindaco de Magistris conferma la profonda ammirazione per i due Bennato: «La riscossa di Napoli deve partire proprio da esempi come questi, da testimoni della città» ha detto il sindaco. Dopo il classico brindisi di mezzanotte, il concerto proseguirà fino alle due, quando partiranno i fuochi d'artificio da Castel dell'Ovo, dove si festeggerà il nuovo anno con la musica di due importanti emittenti radiofoniche nazionali».

L'assessore regionale alla Cultura, Caterina Miraglia, precisa che non si tratta di «un ritrovato spirito di coesione con il Comune, ma di un rapporto costante di totale sinergia per una stagione di rinnovamento».

«Un laboratorio utile per il territorio - lo definisce il presidente della Camera di commercio, Maurizio Maddaloni - Istituzioni con provenienze e sensibilità diverse, che lavorano insieme per scrivere un'altra pagina positiva per la città». Proprio l'ente camerale ha dato il suo contributo per finanziare l'evento che, fa sapere de Magistris, costerà «150 mila euro tra spese per il concerto, le attrezzature i servizi da assicurare e i fuochi d'artificio». I fratelli Bennato non parlano invece del loro compenso: «Non ne abbiamo neanche parlato, ma i soldi sono davvero l'ultima cosa».

domenica, dicembre 18, 2011

 

Il Papa a Rebibbia tra i detenuti "Il sovraffollamento è una doppia pena"


da  la Repubblica

Ratzinger è stato accolto dal ministro Severino, che ha letto la lettera consegnatale a Cagliari da un detenuto, e dagli esponenti dell'amministrazione carceraria. Dopo i saluti, le domande dei carcerati. Il pontefice ha denunciato il sovraffollamento e auspicato che il governo "migliori la situazione": e si è detto "commosso dall'amicizia che sento da voi"


Il Papa è arrivato al carcere di Rebibbia. E' stato accolto dal ministro della Giustizia Paola Severino, dal capo del dipartimento della polizia penitenziaria Franco Ionta, dal direttore del penitenziario Carmelo Conte e dai cappellani del carcere, don Sandro Spriano e don Roberto Guarnieri. Entrato nella Chiesa del nuovo complesso della casa circondariale, il Papa ha ricevuto il saluto del ministro:  "Se aiuteremo la barca di nostro fratello ad attraversare il fiume, anche la nostra barca avrà raggiunto la riva", ha detto Paola Severino,  leggendo la lettera che un detenuto le ha consegnato nel penitenziario di Cagliari. "C'è qui un mondo di sofferenza, solitudine, umiliazione che chiede ascolto, comprensione, rispetto e soprattutto spirito fraterno, ma senza pregiudizi o falsi moralismi,  per non perdere la forza di vivere", ha detto il ministro.

Un lungo applauso aveva accolto Benedetto XVI al suo ingresso nella cappella del carcere romano. Il Papa aveva salutato i detenuti lungo il percorso, molti gli hanno baciato l'anello. Una seconda ovazione si è alzata non appena Ratzinger è seduto. A salutarlo, oltre a Severino, il cappellano di Rebibbia, don Sandro Spriano: "Tanti uomini qui si vogliono bene e lavorano sodo insieme - ha ricordato -Padre Santo non ci dimentichi, anche noi vogliamo salire in cielo". Poi ha sottolineato che anche coloro che hanno commesso azioni orribili "restano figli di Dio, e chiedono di "poter tornare nella società senza il marchio di 'mostri del male'".


Poi il Papa ha tenuto un discorso e ha dialogato con i detenuti, che gli hanno rivolto domande.  "Dovunque c'è un affamato, uno straniero, un ammalato, un carcerato, lì c'è Cristo stesso che attende la nostra visita e il nostro aiuto", ha detto fra l'altro Benedetto XVI, che ha poi ricordato la "attenzione della Chiesa per la giustizia degli Stati", citando parte del documento da lui consegnato in Benin lo scorso 19 novembre. "Vorrei potermi mettere in ascolto della vicenda personale di ciascuno - ha aggiunto il pontefice - ma non mi è possibile; sono venuto però a dirvi semplicemente che Dio vi ama di un amore infinito". "E' pertanto urgente - ha proseguito citando appunto il documento  -  che siano adottati sistemi giudiziari e carcerari indipendenti, per ristabilire la giustizia e rieducare i colpevoli. Occorre inoltre bandire i casi di errori della giustizia e i trattamenti cattivi dei prigionieri, le numerose occasioni di non applicazione della legge che corrispondono ad una violazione dei diritti umani e le incarcerazioni che non sfociano se non tardivamente o mai in un processo. La Chiesa riconosce la propria missione profetica di fronte a coloro che sono colpiti dalla criminalità e il loro bisogno di riconciliazione, di giustizia e di pace. I carcerati sono persone umane che meritano, nonostante il loro crimine, di essere trattati con rispetto e dignità. Hanno bisogno della nostra sollecitudine".


Il "sovraffollamento e il degrado - ha ammonito Ratzinger - possono rendere ancora più amara la detenzione"; e perché i detenuti non debbano scontare "una 'doppia pena'"  ha chiesto alle istituzioni di verificare "strutture, mezzi, personale" in relazione alle "esigenze della persona umana", con il ricorso anche a "pene non detentive...".  "Sono qui per mostrarvi amicizia, ma la mia visita è anche un gesto pubblico che ricorda ai nostri concittadini le difficoltà del carcere", ha concluso il Papa rispondendo alla domanda di un detenuto, e aggiungendo la speranza che il "governo"  riesca a "fare il possibile per migliorare la situazione", secondo gli auspici espressi dal ministro Paola Severino.


sabato, dicembre 17, 2011

 

Auguri, non buoni ma giusti......



 

Da pensioni a tasse e lavoro, tutte le misure della manovra


Roma - (Adnkronos) - Sconto sulla prima casa fino a seicento euro e per chi assume giovani e donne. Eliminata l'imposta di bollo su conto corrente fino a cinquemila euro.

Roma, 16 dic. (Adnkronos) - Riforma delle pensioni, nuovi strumenti per la lotta all'evasione fiscale, incentivi per le imprese e i lavoratori. Insieme arriva un imponente pacchetto fiscale, che consentira di aumentare le entrate attraverso la nuova tassa sulla casa, l'iva, le accise, l'addizionale Irpef e una tassa fissa sui capitali scudati. Il decreto 'salva Italia', nella versione che esce da Montecitorio, conserva i principali capitoli di intervento, ma subisce alcune importanti modifiche. In particolare viene alleggerito il peso della manovra sui pensionati, con l'adeguamento all'inflazione salvo per i trattamenti fino a 1.400 euro. Mentre il ritorno dell'imposta sulla prima casa terrà conto del numero di figli presenti nel nucleo familiare. Il provvedimento, che riceverà questa sera il via libera dalla Camera, è atteso la prossima settimana al Senato per l'ok definitivo. Una manovra lorda di 30 miliardi circa, che riduce il deficit di circa 20 miliardi il prossimo anno. Ecco di seguito le misure contenute nel decreto:

BANCHE. Gli istituti di credito potranno chiedere allo Stato la garanzia sulle proprie passività con scadenze fino a 5 anni, per affrontare la crisi di liquidità. L'agevolazione è valida fino a giugno del prossimo anno. I dirigenti, amministratori e sindaci di banche che ricoprono un doppio incarico in banche, società finanziarie o assicurazioni dovranno scegliere quale incarico mantenere entro novanta giorni. Scaduto il termine decadono da entrambi gli incarichi.

CASA. Sconto di 50 euro a figlio fino a 26 anni, della tassa sulla prima casa, fino a un massimo di 400 euro. Complessivamente la franchigia potra' arrivare fino a 600 euro. L'Imu (imposta municipale propria) dal prossimo anno prendera' il posto dell'Ici, con un'aliquota dello 0,4% sulla prima casa (che i comuni potranno variare di 0,2 punti) e dello 0,76% sulle seconde case (che i comuni potranno variare di 0,3 punti). Aumentano i moltiplicatori, utilizzati per la rivalutazione delle rendite catastali, che arrivano al 160% per gli immobili del gruppo A (abitazioni). Ancora un anno di tempo, invece, per la tassa sui rifiuti e servizi, che scatterà a partire dal 2013.

CONTI CORRENTI. Viene eliminata l'imposta di bollo, per i conti correnti con giacenza media annua inferiore a 5.000 euro. Per le imprese, invece, il tributo sale da 73,8 a 100 euro., con un rincaro quindi di 26,2 euro.

FARMACI. L'Agenzia italiana del farmaco dovrà individuare, entro quattro mesi, l'elenco dei farmaci di fascia C (privi di ricetta) che potranno vendere anche le parafarmacie e la grande distribuzione. Diventa più soft anche la norma che da decadere, entro il 13 agosto 2012, l'attuale disciplina sulle professioni. Scende da 15.000 a 12.500 abitanti la soglia delle attività che possono vendere farmaci senza ricetta.

FISCO.Vengono messe in campo diverse misure volte da un lato ad aiutare i contribuenti alle prese con il fisco e dall'altro a rendere più difficile la vita agli evasori. Proroga dei termini per beneficiare della rateazione dei debiti tributari. Chi decide di pagare le tasse a rate, invece, non avrà più l'obbligo di fideiussione. Viene stabilito anche il posticipo dell'operatività del nuovo sistema di accertamento e riscossione delle entrate dei comuni. Più tempo, inoltre, per riscuotere le somme dovute dal fisco per chi ha aderito ai condoni (il termine viene spostato al 31 dicembre 2013). La soglia di pagamento in contanti scende dagli attuali 2.500 euro a 1.000 euro. Dal prossimo anno gli operatori finanziari dovranno comunicare all'anagrafe tributaria i movimenti dei conti correnti.

IVA E ACCISE. Aumento di due punti percentuali dell'Iva, sulle aliquote attualmente al 21% e 10%, a partire da ottobre del prossimo anno. L'incremento salterà se entro settembre saranno trovate le risorse dalla riforma fiscale, attraverso la revisione delle agevolazioni fiscali. Sale da subito, invece, l'accise sui carburanti, che per la benzina arriva a 704,2 millesimi a litro. Le aliquote saliranno di un altro 0,5% dal 2014.

LIBERALIZZAZIONI. Parte una prima tranche di misure per liberalizzare alcuni settori. Orari di apertura degli esercizi commerciali senza vincoli per tutti i comuni; vengono a cadere anche alcuni paletti previsti dalla disciplina degli ordini professionali a partire dall'agosto del prossimo anno e vengono ampliati i poteri dell'Antitrust. Si esclude la categoria dei tassisti, che sarà regolata da specifiche norme sul settore dei trasporti.

MANAGER P.A. Arriva un tetto agli stipendi di chi riceve trattamenti economici da parte della finanza pubblica, siano essi dipendenti o lavoratori autonomi delle pubbliche amministrazioni. Il tetto dovrà essere stabilito entro novanta giorni dall'entrata in vigore della manovra, e il parametro di riferimento massimo dovrà essere il trattamento economico del primo presidente della Corte di Cassazione.

MISURE IMPRESE. Sconto Irap per le imprese che assumono a tempo indeterminato giovani sotto i 35 anni e donne. La deduzione sarà pari a 10.600 euro e sale a 15.200 euro per le regioni del Sud. E' inoltre prevista la deducibilità integrale dell'Irap pagata sul costo del lavoro dall'Irpef e Ires. Resta inoltre la misura, già in vigore, che prevede la deducibilità degli interessi passivi. Arriva inoltre l'Ace, il regime fiscale che favorisce la patrimonializzazione delle imprese, e viene rifinanziato il fondo di garanzia per le pmi.

PAGAMENTI P.A. IN CONTANTI. Il tetto dei pagamenti che in contanti, da parte della pubblica amministrazione, sale da 500 euro a 1.000 euro. Una modifica introdotta soprattutto per le persone anziane che riscuotono la pensione cash.

PENSIONI. Adeguamento all'inflazione del 100% per le pensioni fino a 1.400 euro, nel 2012 e 2013. Il contributo di solidarietà per le pensioni d'oro sale dal 10% (già previsto della manovra dello scorso anno) al 15%. Dal prossimo anno il applicherà a tutti il sistema di calcolo contributivo 'pro rata'; per lasciare il lavoro saranno necessari 42 anni e un mese per gli uomini e 41 anni e un mese per le donne (indipendentemente dall'eta'). I requisiti saranno adeguati alle aspettative di vita. Sarà più rapido il processo che avvicina l'età di pensionamento tra uomini e donne, con la parità che sarà raggiunta nel 2018, a 66 anni. Si allenta la penalizzazione per chi lascia il lavoro prima dei 62 anni, con una riduzione dell'assegno che scende dal 2% all'1%. Per ogni anno di anticipo ulteriore ai due anni la decurtazione è del 2%. I lavoratori con un'anzianità contributiva di almeno 35 anni al 31 dicembre 2012 possono andare in pensione anticipata a 64 anni. Mentre le donne potranno andare in pensione di vecchiaia a 64 anni se al 31 dicembre 2012 avranno almeno 20 anni di contributi e 60 anni d'eta'. Per i lavoratori autonomi i contributi pensionistici salgono di 1,3 punti percentuali per il prossimo anno, gli anni successivi di 0,45 punti, fino ad arrivare al 24%.

PROVINCE. Funzioni limitate per le province, che dovranno fare a meno delle giunte e dovranno ridurre a 10 il numero dei membri del consiglio. Le funzioni saranno gradualmente trasferite a regioni e comuni.

REVISIONE ISEE. Arriva la revisione dell'Isee (l'indicatore della situazione economica equivalente), che punta ad affinare lo strumento che consente di accedere, a condizioni agevolate, alle prestazioni sociali. Si terra' conto del quoziente familiare, in particolare dei figli successivi al primo e di persone disabili a carico.

SCUDO FISCALE. Diventa fissa la tassa sui capitali scudati. E' prevista un'imposta di bollo speciale del 10 per mille nel 2012, che sale al 13,5 per mille l'anno successivo. A partire dal 2014 è prevista una quota fissa del 4 per mille. Inoltre le attività prelevate dal rapporto di deposito saranno soggette a un'imposta del 10 per mille.

STIPENDI PARLAMENTARI. Il taglio agli stipendi dei parlamentari non sarà più garantito da un decreto del governo. Se la commissione Giovannini (che ha il compito di preparare un rapporto sulla parametrazione degli stipendi italiani a quelli europei) non avrà completato il suo lavoro entro il termine del 31 dicembre il Parlamento e il governo, ''ciascuno nell'ambito delle proprie attribuzioni, assumono immediate iniziative idonee a conseguire" la riduzione delle retribuzioni.

TAGLI ENTI LOCALI E ADDIZIONALI IRPEF. Arrivano nuovi tagli per comuni (1,45 mld) e province (415 mln) mentre gli enti a statuto autonomo rinunceranno a 920 milioni. E' previsto l'incremento della quota 'fissa' di addizionale regionale Irpef, gestita dallo Stato, che passa dallo 0,9% all'1,23%.

adnkronos manovra


 

SOMMA VESUVIANA, ASSOCIAZIONI ED ISTITUZIONI INSIEME PER LA CARITA’ E LA SOLIDARIETA’

Crisi e politiche sociali: 1300 famiglie a Somma vivono in condizione di povertà, 5000 famiglie sono considerate a rischio di povertà, 15mila giovani scolarizzati, ma senza lavoro, imprese a rischio.

Gli italiani sono sempre più poveri. La crisi economica stando ai dati raccolti dalla Caritas si sta trasformando in un baratro per molte famiglie che rischia di inghiottire tutto il paese se non si attuano scelte politiche coraggiose e si mettono in campo nuove sinergie capaci di trovare soluzioni efficaci. Si parla di 8,3 milioni i cittadini che vivono in povertà, pari al 13,8% della popolazione, ad essere più colpite sono le famiglie numerose, monogenitoriali e al Sud le percentuali sono più drammatiche che nel resto d’Italia. Dato ancora più allarmante è che il 20% delle persone che si rivolgono ai Centri di ascolto in Italia ha meno di 35 anni. In soli cinque anni, dal 2005 al 2010, il numero di giovani è aumentato del 59,6%. Tra questi il 76,1% non studia e non lavora, percentuale che nel 2005 era del 70%. Questi alcuni dati emersi dal Rapporto 2011 su povertà ed esclusione sociale in Italia, presentato da Caritas e Fondazione Zancan.
Le famiglie e la povertà alcuni degli argomenti centrali del dibattito organizzato ieri dalla Fraternità della Santa Croce a Somma Vesuviana (Sala Santa Caterina in Piazza Vittorio Emanuele III), moderato dal giornalista de Il Mediano Francesco Gravetti. Mariano Lo Conte, priore della Fraternità della Santa Croce, ha sottolineato l’importanza del valore cristiano della carità ancor più necessario in tempi critici come quelli attuali. Antonio Coppola, presidente dell’Associazione Metanova ha colto l’occasione per ribadire il suo impegno nelle politiche sociali del territorio e ha annunciato che si svolgerà il giorno 16 e 17, come ogni anno, la distribuzione degli alimenti alle famiglie indigenti, nel rispetto della convenzione che l’Associazione ha stipulato con il Banco delle Opere della Solidarietà di Caserta.
Dall’avvocato Di Palma, Responsabile dell’Organizzazione Interna di Polis Democratica, il plauso per un’iniziativa che coinvolga istituzioni religiose e laiche in un confronto costruttivo sui problemi del territorio “Questo il motivo- ha spiegato Di Palma- per il quale partecipiamo a prescindere delle colorazioni politiche al dibattito”. Presente per i saluti di rito anche Pasquale D’Avino, presidente dell’Associazione Finetica, Giuseppe Giuliano, teologo moralista e parroco, e seduti in sala, anche il Consigliere regionale Ugo De Flavis e Nello Di Palma, assessore alle attività produttive di Ottaviano. Incisivo l’intervento di Mario Di Costanzo, direttore della Consulta Diocesana Aggregazioni Laicali, da anni impegnato nel coordinamento di tutte le associazioni, movimenti e gruppi cattolici nella diocesi di Napoli.
Di Costanzo ha evidenziato le problematiche della comunità sommese, citando dei dati impressionanti: 1300 famiglie vivono in condizione di povertà, 5000 famiglie sono considerate a rischio di povertà, 15mila giovani tra i 18-39 anni scolarizzati che sono senza lavoro e si sentono senza prospettive. Necessario, secondo Di Costanzo, sarebbe ripensare al concetto di “sviluppo” collegato quasi esclusivamente all’aspetto economico, non a quello umano, integrale. “Quando ho sentito da qualche parte che tutto sommato i ristoranti sono sempre pieni io avrei suggerito di farsi una passeggiata alle mense della Caritas, vero termometro dei disagi sociali in Italia”, così Di Costanzo citando i dati nazionali. Gravi le responsabilità politiche, il direttore della Caritas italiana parla di “una pioggia di fondi spesi male”.
Necessaria un’assunzione di responsabilità sia da parte del laicato cattolico per non aver denunciato illeciti e della politica nazionale e locale: “Il politico che deve perseguire il bene comune deve avere dei valori di riferimento” aggiunge Di Costanzo “e in base a quei valori soppesare gli interessi in gioco e successivamente fare delle scelte”. Tra gli interventi anche quello di Ferdinando Flagiello, Presidente Provinciale Confcooperative, che ha parlato dell’importanza del microcredito e di trovare forme di sostegno alle medie e piccole imprese in difficoltà. Flagiello si è detto disponibile ad aprire una filiale nel comune vesuviano incentivando quelle che vengono definite nel mondo dell’associazionismo le “buone prassi” e che possono sicuramente aiutare in un momento di difficoltà come quello attuale.
Le conclusioni sono state affidate a Pasquale Orlando, Segretario Nazionale Fap Acli. La povertà deve ritornare al centro del dibattito politico italiano, i dati che emergono impongono di prendere consapevolezza dell’emergenza in atto. La difficoltà delle amministrazioni locali sono anche l’assenza di una legislazione che dia gli strumenti adeguati per intervenire sul territorio, ha affermato Orlando, sottolineando come le pensioni siano divenuto l’ultimo strumento di welfare nel nostro paese. Si rischia di fare la parte di Don Chisciotte- ha concluso Orlando- ma sono necessarie nuove politiche di inclusione sociale e atti responsabili da parte della politica e delle amministrazioni locali, perché la crisi economica non dà alternative.
Autore: Anna Espositoil mediano

 

Nasce il nuovo portale «Sociale»

NAPOLI - Da mercoledì 14 dicembre una nuova home page per i lettori www.corrieredelmezzogiorno.it. Nasce «Sociale», una nuova pagina dedicata al sociale di tutto il Sud Italia: approfondimenti, interviste, inchieste, video e foto per dare voce al Terzo Settore. L’idea nasce dalle sinergie già sperimentate tra «Corriere del Mezzogiorno» ed il mensile «Comunicare il Sociale», ogni mese in edicola con Corriere della Sera (www.comunicareilsociale.com). «L'impegno che assume corrieredelmezzogiorno.it è quello di seguire con attenzione e costanza il Terzo Settore perché fonte di opportunità - spiega Carmine Festa caporedattore centrale e responsabile del sito del Corriere del Mezzogiorno - e di nuova conoscenza di temi che entrano sempre più di diritto nella vita quotidiana. Temi che meritano rinnovato interesse e, speriamo, costituiscano occasione di confronto. Un dibattito che ci auguriamo sarà alimentato dalle segnalazioni e dai contributi al sito». «Un nuovo strumento al servizio dei cittadini – dichiara Luca Mattiucci, direttore di Comunicare il Sociale – che si propone di restituire un valido strumento di riflessione sul proprio agire quotidiano, sulle meccaniche politico-economiche che governano, influenzano ed incidono sulle scelte di ciascuno di noi» Rendere fruibile, insomma, quella che erroneamente è considerata un’informazione di nicchia ma che invece spazia in tutti i settori di interesse collettivo come ad esempio ambiente, economia, migranti, legalità, diversità, minori. Un esercito di oltre due milioni di operatori, associazioni, reti e gruppi che operano quotidianamente nel sommerso contribuendo in maniera incisiva alla crescita del Paese. Belle notizie, che però non daranno vita ad una mera vetrina, ma si tramuteranno in pensieri e parole a volte anche critiche, distanti e contrapposte perché solo da un dibattito vero e reale si può crescere e migliorare. Ed un’informazione sociale può e deve essere soprattutto un’informazione di servizio, capace di animare un dibattito politico e culturale di spessore.

 

MANOVRA: SI POTEVA FARE DI PIÙ

Il presidente nazionale delle Acli, Andrea Olivero, ai microfoni di Radio Vaticana
La manovra economica "sicuramente è un poco più equa, mettiamola in questi termini. Ci sono elementi - la rivalutazione delle pensioni fino al triplo della minima e l`Ici con un`attenzione alle famiglie con figli - che ci dicono che qualcosa è stato fatto... però è ancora poco rispetto all`attesa di chi voleva vedere totalmente esentati dai nuovi sacrifici coloro che già troppo stanno pagando la crisi economica". E' l'opinione del presidente delle Acli Andrea Olivero, intervistato da Radio Vaticana.

"Bisognava ripartire in maniera diversa il peso, andando a far sì che fossero quanti hanno più risorse economiche patrimoniali a contribuire al risanamento del Paese. In un momento di emergenza è necessario che siano soprattutto i ricchi, quanti hanno più risorse, a dare il loro contributo; così non è stato fatto ancora in maniera sufficiente. In questa maniera si poteva, probabilmente, andare ad escludere fino in fondo i ceti popolari dal pagare ulteriormente ... ceti popolari fortemente impoveriti negli ultimi anni".

Quanto ai costi della politica, aggiunge Olivero ai microfoni di Radio vaticana: "Osserviamo ancora una volta che il mondo politico da solo non arriva ad autoriformarsi e che non coglie l`urgenza del momento. Forse sottovalutano quell`astio, quel malcontento sordo che sta crescendo all`interno del nostro Paese e che è pessimo da ogni punto di vista: porta sfiducia e porta anche a un disimpegno. Noi siamo convinti che sia necessario anche partire da gesti simbolici. La riduzione degli stipendi e delle pensioni dei parlamentari non è decisiva per i conti dello Stato però è decisiva per far sì che tutti si sentano corresponsabili e non soltanto tartassati".

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mercoledì, dicembre 14, 2011

 

In memoria delle vittime di Firenze. Il 17 e il 18 dicembre raccolta di firme straordinaria nelle piazze italiane


I promotori della campagna "L’Italia sono anch’io", per la cittadinanza ai minori stranieri nati in Italia e il diritto di voto alle elezioni amministrative, esprimono una “ferma condanna” dei drammatici episodi di razzismoavvenuti domenica scorsa a Torino e ieri a Firenze con la morte di due cittadini senegalesi. “Siamo preoccupati e indignati – scrivono - per l'escalation di violenza che segna un imbarbarimento delle relazioni umane e sociali in questo paese, di cui sono vittime innanzitutto i cittadini stranieri”.

Sabato 17 e domenica 18 dicembre, in molte piazze Italiane ci sarà unaraccolta straordinaria di firme per la presentazione al Parlamento delle due proposte di legge di iniziativa popolare, una sulla cittadinanza l'altra sul diritto di voto. "Le due giornate - annunciano i promotori - saranno dedicate alla lotta contro il razzismo e contro tutte le discriminazioni. A Torino e Firenze parteciperemo alle iniziative di piazza promosse dalle associazioni locali perché simili episodi non si ripetano più. Invitiamo le tantissime realtà che organizzeranno iniziative in quelle giornate a indossare un segno di lutto al braccio, in ricordo delle due vittime di Firenze".

"Tutti dobbiamo essere consapevoli che quanto successo non può essere derubricato a gesto isolato di un folle, o, nel caso di Torino, ad atti di bullismo. Bisogna invece prendere atto che il germe del razzismo non è stato sconfitto, odio e pregiudizi prendono ancora troppo spesso la via della violenza mettendo a rischio la civile convivenza di tutti".

"Ma c’è anche un’Italia diversa - aggiungono -, che alla paura e all’insicurezza del futuro risponde non con la chiusura nichilista ma cercando risposte insieme ai tanti, italiani e stranieri, che credono ancora nella possibilità di costruire un mondo migliore, in cui ingiustizia, odio e violenza siano espunti per sempre dalla storia". L'auspicio dei promotori è che, "depositate le firme, venga immediatamente calendarizzata dal Parlamento la discussione sulle due proposte di legge, arrivando al più presto a garantire quei diritti di cittadinanza troppo spesso negati alle persone di origine straniera".

La campagna L'Italia sono anch'io è promossa da Acli, Arci, Asgi-Associazione studi giuridici sull’immigrazione, Caritas Italiana, Centro Astalli,Cgil, Cnca-Coordinamento nazionale delle comunità d’accoglienza, Comitato 1° Marzo, Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e i diritti umani, Emmaus Italia, Fcei – Federazione Chiese Evangeliche In Italia, Fondazione Migrantes, Libera, Lunaria, Il Razzismo Brutta Storia, Rete G2 - Seconde Generazioni, Sei Ugl, Tavola della Pace, Terra del Fuoco. Sostiene l’iniziativa l’editore Carlo Feltrinelli. Portavoce del Comitato promotore è il sindaco di Reggio Emilia e presidente dell’Anci, Graziano Delrio.

Le informazioni sulla campagna e sui banchetti su www.litaliasonoanchio.it

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domenica, dicembre 11, 2011

 

Ciro Ferrara a Benevento per presentare il libro "Napoli 8 e 1/2"

Lunedì 12 dicembre p.v. alle ore 18,00 al Teatro De Simone di Benevento, organizzato dall’Unione Sportiva ACLI, sarà presentato il libro a cura di Enrico Varriale “Napoli 8 e ½”.

Un libro che i tifosi del Napoli aspettavano da 85 anni. 320 pagine. 700 immagini, 133 biografie, tutte le partite dal 1926, DVD con interviste, filmati e immagini inedite.

Alla presentazione, oltre all’autore, saranno presenti: Ciro Ferrara selezionatore della nazionale italiana di calcio under 21, Dr. Alfonso De Nicola medico della Società Calcio Napoli, On. Costantino Boffa capitano della nazionale italiana parlamentare di calcio, Ing. Fausto Pepe Sindaco della Città, Avv. Raffaele Del Vecchio assessore comunale alle politiche sociali e Antonio Meola vice presidente nazionale USAcli.

La grande avventura degli 85 anni del Napoli rivive in una sorta di grande film, che si sfoglia come una accattivante, illustratissima rivista e si ammira in video grazie all’inedito dvd allegato al volume, formando un “unicum” multimediale in grado di emozionare un pubblico eterogeneo.

Un atto d’amore che accoppia il rigore della ricerca alla passione per i colori di una squadra unica nel panorama mondiale.

Un’opera importante realizzata in collaborazione con la SSC Napoli, dedicato a tutti i tifosi partenopei e agli appassionati di calcio. Un libro di grande pregio che racconta la storia d’amore fra la città ed il suo simbolo sportivo. Campioni, personaggi, aneddoti, splendide fotografie e un dvd con immagini ed interviste inedite a grandi personaggi napoletani; 85 anni di vita raccolti in un volume da custodire gelosamente.


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sabato, dicembre 10, 2011

 

Chiesa e ICI. Quell’esenzione che vale miliardi

di Sandro Magister da L'Espresso Blog

Infuria l’attacco contro la Chiesa cattolica che non paga l’ICI. Ed è vero: per molti suoi immobili la Chiesa non la paga né la deve pagare. Non per un privilegio esclusivo, ma per una legge, la 504 del 30 dicembre 1992 (primo ministro Giuliano Amato), che, se oggi fosse fatta cadere, penalizzerebbe assieme alla Chiesa una schiera nutritissima di altre confessioni religiose, di organizzazioni di volontariato, di fondazioni, di Onlus, di Ong, di Pro loco, di patronati, di enti pubblici territoriali, di aziende sanitarie, di istituti previdenziali, di associazioni sportive dilettantistiche, insomma di enti non commerciali. Per non dire dei partiti e dei sindacati, per i quali vige un’analoga disciplina.
La legge esenta tutti questi enti non profit, compresi quelli che compongono la galassia della Chiesa cattolica, dal pagare l’ICI sugli immobili di loro proprietà “destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di cui all’articolo 16, lettera a) della legge 20 maggio 1985 n. 222″, ovvero le attività di religione o di culto.
Questo vuol dire, ad esempio:
– che una parrocchia di Milano non paga l’ICI per le aule di catechismo e l’oratorio, ma la paga per l’albergo che ha sulle Dolomiti, abbia o no questo al suo interno una cappella.
– che la Caritas di Roma non paga l’ICI per le sue mense per i poveri, né per l’ambulatorio alla Stazione Termini, né per l’ostello nel quale ospita i senza tetto. E ci vuole un bel coraggio a dire che così fa concorrenza sleale a ristoranti, hotel e ospedali.
– che la Chiesa valdese giustamente non paga l’ICI per il suo tempio di Piazza Cavour a Roma, né per le sale di riunione, né per l’adiacente facoltà di teologia. La paga, però, per la libreria che è a fianco del tempio.
– che la comunità ebraica di Roma non paga l’ICI per la Sinagoga, per il Museo, per le scuole. Ma la paga per gli edifici di sua proprietà adibiti ad abitazioni o negozi.
– che Emergency non deve pagare l’ICI per le sue sedi. Ma la deve pagare per gli eventuali suoi immobili dati in affitto.
– che non va pagata l’ICI per l’ex convento che fa da quartier generale della comunità di Sant’Egidio, né per le sue case per anziani. Va pagata invece per il ristorante che la comunità gestisce a Trastevere.
Insomma, questo vuol dire che su case date in affitto, negozi, librerie, cinema, ristoranti, hotel, eccetera, di proprietà di un qualsiasi ente non commerciale, l’ICI già la si paga da un pezzo. Per legge. E da quest’obbligo la Chiesa cattolica non ha alcuna esenzione.
Tant’è vero che a Roma, dove Propaganda Fide e l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica possiedono un buon numero di palazzi, questi due enti vaticani “sono tra i primi se non i primi contribuenti ICI della capitale”, testimonia Giuseppe Dalla Torre, presidente del tribunale e dell’autorità di informazione finanziaria della Santa Sede.
Questo stabilisce la legge. Eppure i giornali e i giornalisti che danno prova di esserne a conoscenza si contano sulle dita di una mano sola.
E gli altri? Saranno anche grandi testate e grandi firme, ma se in una materia così elementare non si mostrano capaci di una minima verifica dei fatti, non fanno onore alla professione.
Come obnubilati dalla febbre della polemica, tutti costoro nemmeno sembrano capire che pretendere che la Chiesa cattolica paghi l’ICI anche per gli immobili su cui è esentata – cioè le chiese, i musei, le biblioteche, le scuole, gli oratori, le mense, i centri d’accoglienza, e simili – vuol dire punire l’immenso contributo dato alla vita dell’intera nazione non solo dalla Chiesa stessa ma anche da ebrei e da valdesi, da Caritas e da Emergency, da Telethon e da Amnesty International, insomma da tutti quegli enti non profit per i quali vige l’identica normativa.
Se l’esigenza numero uno dell’Italia è la crescita, tale multiforme, generosa, formidabile offerta di apporti non va penalizzata, ma sostenuta.
Le esenzioni dall’ICI previste dalla legge non sono denari in perdita. Sono risorse che ritornano moltiplicate allo Stato e alla società.
*
POST SCRIPTUM – Nel pomeriggio del 9 dicembre il cardinale Angelo Bagnasco ha detto a proposito della normativa sull’ICI:
“In linea di principio, la normativa vigente è giusta, in quanto riconosce il valore sociale delle attività svolte da una pluralità di enti non profit e, fra questi, degli enti ecclesiastici. Questo è il motivo che giustifica e al tempo stesso delimita la previsione di una norma di esenzione.
“È altrettanto giusto, se vi sono dei casi concreti nei quali un tributo dovuto non è stato pagato, che l’abuso sia accertato e abbia fine.
“In quest’ottica non vi sono da parte nostra preclusioni pregiudiziali circa eventuali approfondimenti volti a valutare la chiarezza delle formule normative vigenti, con riferimento a tutto il mondo dei soggetti non profit, oggetto dell’attuale esenzione”.

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Napoli: Il 10 dicembre, Giornata Internazionale dei Diritti Umani, alle ore 10.00, presso il PAN,



Il 10 dicembre alle ore 10.00, a Napoli, presso il PAN, Palazzo delle Arti Napoli, Via dei Mille 60 , il Gruppo Laici Terzo Mondo presenterà alla stampa e ai cittadini il progetto finanziato dalla Commissione Europea denominato “Educazione allo Sviluppo: strategie territoriali per una sfida globale” .

PROGRAMMA

Ore 10- Saluti:

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On. Gianni Pittella, Vice presidente del Parlamento Europeo,
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On LUIGI DE MAGISTRIS, Sindaco di Napoli,
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Giovanna del Giudice, Assessore Provinciale alle Pari Opportunità, Politiche giovanili,
Cooperazione Internazionale


Ore 10,30- Intervengono:

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Renata Molino, Responsabile Progetti Italia LTM
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Diego Bouchè,direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale;
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Valentina Grado, docente di Organizzazione Internazionale dell’Università degli studi di
Napoli L’ Orientale;
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Rocco Conte, Portavoce COASIC (coordinamento ong e associazioni di solidarietà della
Campania)


Modera: Cristiana Morbelli, referente comunicazione LTM

Ore 11,00 – L’informazione sociale che fa notizia

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Luca Mattiucci , direttore responsabile Comunicare il Sociale
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Carlo Ciavoni, responsabile Mondo Solidale – La Repubblica




Ore 11,30 Presentazione del Corto “Ora ti vedo”, di Michele Catalano, sul tema della sicurezza
alimentare



Ore 12,00 Testimonianze:

.
Giorgio Mennella, giornalista
.
Michele Catalano, regista
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Adelaide di Nunzio, fotografa


ore 12.30 Buffet Biologico e a Km ZERO



Nel settembre del 2000, le Nazioni Unite emanarono la Dichiarazione del Millennio. Tutti gli Stati si sono impegnati per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio entro il 2015: 8 priorità per liberare ogni essere umano dalla “condizione abietta e disumana della povertà estrema”.

Il progetto “Educazione allo Sviluppo, strategie locali per una sfida globale”, che avrà la durata complessiva di 24 mesi, è realizzato in partenariato con l’Università Orientale, con il COASIC (Coordinamento delle Ong e associazioni di solidarietà della Campania),con 6 Ong della Campania e dell’Africa Occidentale (ASI, CISS, CPS, Mani Tese, N:EA, UNACREP) e con la partecipazione della Regione Campania (Ufficio scolastico Regionale e Archivio Pace e Diritti Umani) e del Comune di Napoli (CEICC e Servizio Educazione alla Pace), e di media partner Comunicare il Sociale L’obiettivo generale dell’azione è contribuire alla realizzazione degli impegni presi a livello europeo ed internazionale in materia di sviluppo, con particolare riferimento agli Obiettivi del Millennio, attraverso lo svolgimento di attività integrate di formazione, comunicazione, sensibilizzazione, volte alla promozione della sicurezza alimentare, della parità di genere, della sostenibilità ambientale, della prevenzione e cura dell’HIV/AIDS, la malaria e le altre malattie.

Le attività di formazione ed educazione allo sviluppo prevedono il coinvolgimento nello specifico di 12 operatori di comunicazione, 1400 alunni di scuole secondarie, 50 insegnanti , 40 studenti e laureati di Scienze Politiche, 5 dirigenti di Autorità Locali.

Le azioni di comunicazione e sensibilizzazione saranno rivolte al grande pubblico regionale e nazionale attraverso un’esposizione interattiva itinerante che toccherà le 5 province della Regione Campania e la produzione e diffusione di una mostra fotografica , di un cortometraggio, di una graphic novel, di uno spot radiofonico e di articoli e approfondimenti sulla stampa riguardanti gli otto obiettivi del millennio.

Infine il progetto prevede l’attivazione di un Tavolo di Concertazione su "Cooperazione e educazione allo sviluppo” al fine di favorire la partecipazione attiva dei soggetti della cooperazione decentrata (associazioni, enti locali, università, sindacati, associazioni di immigrati, scuole ecc) e finalizzato alla formulazione di un disegno di legge da proporre al Consiglio Regionale della Campania (unica regione d’Italia a non avere una legge sulla cooperazione decentrata).

Il progetto costituisce un’opportunità molto importante per Napoli e la Campania di contribuire in maniera attiva alla promozione dei diritti umani e della giustizia sociale a livello locale e mondiale attraverso il coinvolgimento di tutti i soggetti istituzionali e della società civile.








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giovedì, dicembre 08, 2011

 

L’Unione Sportiva Acli presenta “Stelle di Natale”: a Piano di Sorrento una convention regionale di danza classica e moderna


Napoli, 8 dicembre 2011 - Nel suggestivo scenario della Penisola Sorrentina si svolgerà, da martedì 13 a giovedì15 dicembre uno degli eventi più attesi dell’anno per la danza classica e moderna campana: l’undicesima edizione del galà di danza “Stelle di Natale” promosso dalla presidenza dell’Unione Sportiva Acli di Napoli.

L’iniziativa, come ogni anno, vede la partecipazione di decine di scuole di danza provenienti da tutta la regione a Piano di Sorrento, nella splendida struttura del Teatro delle Rose, dove calcheranno le scene, in una festa di suoni e colori, oltre mille ballerini appartenenti ad oltre cinquanta scuole di danza di tutta la regione. La manifestazione, si avvale della direzione artistica del Maestro Ettore Squillace, che con grande impegno e professionalità sta contribuendo allo sviluppo del settore della danza dell’U.S.Acli.

“La imponente partecipazione delle scuole di danza – dichiara il presidente provinciale dell’U.S. Acli di Napoli, Umberto Cristadoro - indica il giusto percorso intrapreso dal nostro ente di promozione sportiva per dare impulso e sviluppo al settore della danza. Sono iniziative come queste che danno l’opportunità ai giovani di mettere in risalto le proprie capacità tecniche ed espressive mantenendo il giusto spirito di festa comune non tralasciando, tuttavia, l’occasione di confronto e interscambio di esperienze.”

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Jürgen Habermas l’ultimo europeo

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Stanco di vedere l'Europa sognata dalla sua generazione portata alla rovina dall'incapacità dei leader attuali, il vecchio filosofo tedesco ha lasciato la sua scrivania per andare a spiegare le sue idee sull'Unione direttamente ai cittadini.

Jürgen Habermas è arrabbiato, molto arrabbiato. L'ha presa sul personale. Sbatte violentemente una mano sul tavolo e grida: "Basta!". Non vuole assolutamente vedere l’Europa finire nel cestino della storia. "Parlo da cittadino e preferirei di gran lunga starmene a casa alla mia scrivania. Ma ci sono cose troppo importanti: tutti devono capire che siamo di fronte a una decisione di importanza cruciale, ed è per questo che mi sento così coinvolto in prima persona. Il progetto europeo non può continuare in questo modo così elitario".

L’Europa è il suo progetto, il progetto della sua generazione. A 82 anni Habermas ha voglia di parlare: è su un palcoscenico del Goethe Institute di Parigi. Riferendosi ai debiti sovrani e alla pressione dei mercati, di solito esprime in modo sapiente concetti come questo: "In questa crisi, gli imperativi funzionali e sistemici entrano in collisione tra loro". Talvolta scuote la testa costernato e dichiara: "È semplicemente inaccettabile. Inaccettabile!", riferendosi al diktat dell’Ue e alla perdita della sovranità nazionale della Grecia.

Ma qui torna ad arrabbiarsi sul serio: "Io condanno i partiti politici. La nostra classe politica da tempo è inetta e incapace di aspirare ad altro che non sia la semplice rielezione. È assolutamente priva di sostanza, non ha principi". È nella natura di questa crisi che ogni tanto il filosofo e i politici da bar si ritrovino sullo stesso piano.

Habermas vuole trasmettere questo messaggio ed è per questo che si trova qui e ha appena scritto un libro – lui lo chiama un “opuscolo”che il settimanale tedesco Die Zeit ha paragonato al libello “Per la pace perpetua: un progetto filosofico”, scritto da Emmanuel Kant nel 1795. Habermas ha una risposta alla domanda “quale strada devono imboccare democrazia e capitalismo”?

Il suo nuovo libro si intitola Zur Verfassung Europas ("La Costituzione
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europea”), e in sostanza è un lungo saggio nel quale il filosofo descrive in che modo l’essenza stessa della nostra democrazia sia andata evolvendosi sotto la pressione della crisi e in seguito del panico dei mercati. Habermas afferma che il potere è scivolato dalle mani dei popoli ed è andato a finire in quelle di istituzioni di dubbia legittimità democratica, come il Consiglio europeo. I tecnocrati hanno messo a segno un colpo di stato silenzioso.

Habermas chiama “post-democrazia” il sistema che Merkel e Sarkozy hanno instaurato durante la crisi. In tale sistema il Parlamento europeo non ha praticamente più nessuna influenza. La Commissione europea è in una “strana posizione, è come sospesa”, senza per altro essere responsabile di ciò che fa. Habermas punta il dito soprattutto contro il Consiglio europeo, che ha dato un ruolo centrale al trattato di Lisbona – da lui ritenuto “anomalo”. Per il filosofo infatti il Consiglio è un’“istituzione di governo che fa politica senza essere autorizzata a farla”.

A questo punto dovremmo anche aggiungere che Habermas non è un insoddisfatto, un pessimista, un profeta del disfattismo: anzi, teoricamente è un ottimista ed è proprio questo a renderlo un fenomeno raro in Germania. Habermas crede veramente nella ragione umana e nella vecchia, ordinata democrazia. Crede veramente in una sfera pubblica al servizio del progresso.

Anche per questo Habermas ha osservato con gioia il pubblico presente alla serata parigina di metà novembre. Mentre gli attivisti del movimento Occupy si rifiutano di formulare una richiesta precisa,Habermas esprime nei minimi dettagli perché ritiene che il progetto civilizzante europeo non possa essere lasciato fallire, e per quale motivo la “comunità globale” debba necessariamente riconciliare la democrazia col capitalismo. D’altro canto il movimento Occupy e il filosofo non sono poi così distanti tra loro. Si tratta, in sostanza di una divisione del lavoro, tra analogico e digitale, tra dibattito e azione.

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Mentre sorseggia un bicchiere di vino bianco dopo il dibattito, Habermas racconta: "A un certo punto, dopo il 2008, ho capito che il processo di espansione, integrazione e democratizzazione non avanza automaticamente, ma è reversibile, e che per la prima volta nella storia dell’Ue stiamo assistendo allo smantellamento della democrazia. Non credevo che una cosa del genere fosse possibile. Siamo arrivati a un bivio".

"L’élite politica non ha interesse a spiegare alla popolazione che a Strasburgo si prendono decisioni importanti: si limita a temere di perdere il proprio potere", dichiara. Ciò serve a capire perché il filosofo prenda la questione europea così sul personale: la cosa ha molto a che vedere con la cattiva Germania del tempo che fu e la buona Europa del domani; con la trasformazione del passato in futuro, con un continente che un tempo era lacerato dal senso di colpa e adesso si trova dilaniato dai debiti.


L'alternativa esiste

Questa è la sua visione: "I cittadini di ogni singolo paese, che finora hanno dovuto accettare la riallocazione delle responsabilità al di là dei confini sovrani, in qualità di cittadini europei potrebbero far pesare la loro influenza democratica sui governi che al momento agiscono nell’ambito di una zona grigia costituzionale".

Il filosofo non considera l’Ue come una confederazione indipendente di stati o una federazione tout court, ma come qualcosa di totalmente nuovo: un edificio legale che i popoli europei hanno deciso di creare in concertazione con i cittadini europei, escludendo intenzionalmente i reciproci governi. Ciò naturalmente esclude la base di potere di Merkel e Sarkozy.

Secondo Habermas esiste un’alternativa allo spostamento furtivo di poteri
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al quale stiamo assistendo in questo periodo. I media devono aiutare la cittadinanza a capire l’enorme influenza che l’Ue esercita sulle loro vite. I politici dovrebbero capire l’enorme pressione che subirebbero se l’Europa facesse fiasco. L’Ue dovrebbe essere democratizzata.

"Se il progetto europeo fallirà", dice Habermas, "bisognerà capire quanto tempo occorrerà per tornare allo status quo precedente. Non dimentichiamo cosa accadde con la rivoluzione tedesca del 1848: quando fallì ci vollero cento anni per tornare al medesimo livello di democrazia di prima".

fonte: http://www.presseurop.eu/it


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