mercoledì, novembre 30, 2011

Le Acli Colf Napoli a Porta a porta, su Rai 1


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di Ufficio stampa Acli

acli_colfA Porta a Porta, il programma di approfondimento di Rai 1, un servizio dedicato alle "Tate napoletane per bebè cinesi". L'inviata da Napoli raccoglie il commento delle Acli Colf.

"Balie, baby sitter, colf italiane ci sono sempre state - spiega davanti alle telecamere diMaria Laura Biscaglia, delle Acli Colf di Napoli -. Negli anni è cambiato il mercato del lavoro. Quindi tanti lavori gli italiani non li hanno voluti più fare. Oggi, per un problema di crisi economica, c'è un ritorno a questi lavori".

(guarda il servizio, da 1:36:00)

martedì, novembre 29, 2011

Il governo Monti: le nuove nomine (foto e curriculum)


Ministri, vice ministri e sottosegretari: così il premier Mario Monti ha completato la squadra di governo.
In alto da sinistra i tre nuovi viceministri nominati nella serata del 28 novembre 2011 dal Consiglio dei Ministri: il viceministro al Tesoro, Vittorio Grilli, il viceministro allo Sviluppo, Mario Ciacca, il viceministro al lavoro, Michel Martone, a soli 37 anni.
Nella fila di mezzo cinque sottosegretari: da sinistra Antonio Malaschini, Andrea Zoppini, Carlo Malinconico, Paolo Peluffo, Steffan De Mistura.
Nella fila in basso, da sinistra a destra, altri cinque sottosegretari: Marta Dassu', Adelfio Elio Cardinale, Carlo De Stefano, Giovanni Ferrara, Roberto Cecchi (foto Ansa)

Grilli lascia il Tesoro e si riduce
lo stipendio del 70 per cento

ROBERTO GIOVANNINI
ROMA

Ci sono persone sperimentate come Vittorio Grilli, nella squadra dei viceministri e sottosegretari dei ministeri economici. Ma sicuramente faranno discutere le nomine degli altri due viceministri: Mario Ciaccia, dirigente di Biis (una controllata di Banca Intesa) fortemente voluto da Corrado Passera, e Michel Martone, rampante e giovane giuslavorista che ritiene l’articolo 18 un «tabù che resiste alla tempesta».

Ma cominciamo dal ministero dell’Economia. Viceministro, e certamente con un ruolo molto importante sarà Vittorio Grilli, 54 anni. Un curriculum impressionante, quello del bocconiano e «milanese» che Umberto Bossi e Giulio Tremonti volevano governatore di Bankitalia, e che dal 2005 siede sulla poltrona di Direttore Generale del Tesoro, fortemente valorizzato proprio dall’ex ministro di Sondrio, anche se ha collaborato anche con Tommaso PadoaSchioppa. Da oggi però Grilli percepirà solo lo stipendio da viceministro, rinunciando al 70% dei suoi emolumenti: si metterà in aspettativa.

Con lui e il ministro ad interim Monti collaboreranno come sottosegretari due persone da tempo presenti nel dibattito di politica economica. Il primo è Vieri Ceriani, romano, 61 anni: da una vita in Banca d’Italia a occuparsi di fisco, nel 1996 è diventato il regista delle riforme varate da Vincenzo Visco. Tornato a Bankitalia, ne ha guidato il servizio rapporti fiscali, e di recente ha coordinato il comitato voluto da Tremonti per mappare l’erosione e le agevolazioni tributarie. Gianfranco Polillo, già capo del Servizio di bilancio della Camera, socialista riformista approdato al centrodestra, dal 2002 al 2004 è stato responsabile economico della Presidenza del Consiglio.

Al ministero del Lavoro arriva un viceministro di 37 anni: è Michel Martone, docente di diritto del Lavoro alla Luiss, da un po’ di tempo ospite fisso (ed efficace) dei talkshow politici tv. Martone, consulente di Renato Brunetta al ministero dell’Innovazione, propone un aggressivo riformismo per abbattere i «veto player» che difendono il «mito» dell’articolo 18 «alimentando la precarietà». Sempre al lavoro, come sottosegretario, sbarca Maria Cecilia Guerra, 54 anni, direttore del dipartimento di Economia Politica a Modena, che per la verità si è fatta luce soprattutto occupandosi di politiche fiscali, criticando le scelte di Tremonti (a partire dai condoni) dalla «voce.info».

Infine, lo Sviluppo Economico. Un duro corsivo del «Corriere della Sera» non ha scoraggiato Passera nel nominare viceministro Mario Ciaccia, amministratore delegato di Banca Infrastrutture Innovazione e Sviluppo, il braccio operativo di Intesa Sanpaolo nel finanziamento delle grandi opere. Già magistrato della Corte dei Conti e capo di gabinetto alle Poste e ai Beni Culturali, Ciaccia opera dal 2002 in Banca Intesa. Tre invece sono i sottosegretari. Claudio De Vincenti, 63 anni, è docente di Economia Pubblica alla Sapienza, e in qualità di esperto di servizi pubblici ha collaborato strettamente durante l’ultimo governo Prodi con Visco alle Finanze e Fioroni alla Salute; autore di un diffuso manuale di economia è membro di due «pensatoi» di centrosinistra come Nens (il centro di Bersani) e Astrid (quello di Franco Bassanini).

Massimo Vari, nato nel 1937, è stato vicepresidente della Corte Costituzionale, e attualmente è Presidente di Sezione della Corte dei Conti. Guido Improta, infine, è stato nominato sottosegretario con delega specifica alle Infrastrutture. Da registrare, infine, la nomina a sottosegretario all’Ambiente di Tullio Fanelli, ingegnere nucleare, componente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas dal dicembre 2003 e consigliere di amministrazione del GRTN, il Gestore della rete di trasmissione di energia.

http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/432238/

sabato, novembre 26, 2011

la motonave Rosalia D'Amato liberata dopo 7 mesi. Soddisfazione a Procida


Nave italiana liberata dopo 7 mesi
Gianandrea Gaiani


Dopo sette mesi di prigionia in una "tortuga" dei pirati nel Nord della Somalia la motonave Rosalia D'Amato è stata liberata ieri con l'equipaggio composto da 16 filippini e sei italiani. Le prime notizie del rilascio della nave italiana, provenienti da ambienti vicini all'intelligence, erano trapelati nella tarda mattinata ma la conferma è giunta nel pomeriggio quando il comandante della nave, Orazio Lanza, ha telefonato all'armatore per comunicare che nave ed equipaggio erano stati liberati e a bordo «stiamo tutti bene». Carlo Miccio, responsabile della sicurezza della società armatrice napoletana Perseveranza Navigazione, ha prudentemente dichiarato: «Per noi non è ancora avvenuta la liberazione visto che la nave è ancora nelle acque somale» aggiungendo che «stiamo lavorando con la Farnesina per poter aver notizie più certe».
Tutte da chiarire le ultime fasi della vicenda della nave sequestrata il 21 aprile scorso a 350 miglia dalle coste dell'Oman. Verso la Rosalia D'Amato si è diretto il cacciatorpediniere lanciamissili Andrea Doria, nave ammiraglia della flotta antipirateria della Nato incaricata di assistere l'equipaggio e scortare il mercantile in un porto sicuro. «Non c'è stato nessun blitz, ma un'azione di coordinamento per far scendere i pirati con il supporto dell'unità navale che era in zona» ha detto Miccio, ma fonti vicine agli ambienti militari smentiscono che il Doria si trovasse già nell'area quando la Rosalia D'Amato è stata autorizzata dai sequestratori a lasciare le coste somale confermando che la nave da guerra è arrivata in prossimità del mercantile solo nella notte. L'ipotesi più credibile è che il cargo sia formalmente libero ma abbia bisogno di rifornirsi di carburante prima di salpare poiché di solito i pirati svuotano i serbatoi delle navi catturate per scongiurare tentativi di fuga. Il rifornimento è una procedura lunga e complessa per l'assenza di sistemi di rifornimento moderni e sono gli stessi pirati a dover trasportare la nafta a bordo della nave.
Per evitare il rischio di scontri a fuoco il Doria dovrà limitarsi a "ombreggiare" la Rosalia D'Amico, cioè a tenerla sotto il controllo radar e degli strumenti d'osservazione di bordo attendendo che possa muoversi autonomamente. Esprimendo soddisfazione per «come si è lavorato», Miccio ha negato che sia stato pagato un riscatto. «I pirati sono scesi dalla nave e sono scappati» ha detto aggiungendo che «sicuramente da parte nostra non è stato pagato nessun riscatto». Un copione consueto in questi casi, anche se nessuna delle decine di navi sequestrate è mai stata liberata dai pirati senza il pagamento di riscatti. Esistono però molti metodi per far arrivare il denaro ai sequestratori. In alcune circostanze sono stati gli armatori a versare il denaro attraverso intermediari, in altri casi sono intervenuti i servizi d'intelligence (e quelli italiani dispongono di ottimi contatti in Somalia) o la diplomazia, ma secondo indiscrezioni alcuni riscatti sono stati pagati anche con donazioni al governo di Mogadiscio che ha poi provveduto a saldare i pirati.
Resta in mano ai criminali somali un'altra nave italiana, la petroliera Savina Caylyn catturata l'8 febbraio con a bordo 5 italiani e 17 indiani, circa la quale indiscrezioni riferirono a metà ottobre di una probabile liberazione entro fine novembre.

Pirati, sindaco di Procida: ''Felici per liberazione nave Rosalia D'Amato''

A dirlo all'ADNKRONOS è Vincenzo Capezzuto, che aggiunge: ''La notizia poteva essere ancor più bella se ci fosse stata anche la liberazione della Savina Caylyn''. Sullamotonave sequestrata il 21 aprile scorso al largo dell'Oman dai pirati ci sono due marinai originari dell'Isola.
Napoli, 25 nov. - (Adnkronos) - La notizia della liberazione della Rosalia D'Amato, la nave sequestrata dai pirati dallo scorso aprile, "si e' sparsa a macchia d'olio sull'isola, una bella notizia e siamo molto felici". Lo afferma all'Adnkronos Vincenzo Capezzuto, sindaco di Procida, luogo di origine di due dei marinai italiani sequestrati e ora liberati.
"La notizia poteva essere ancor piu' bella se ci fosse stata anche la liberazione della Savina Caylyn, solo allora la soddisfazione sara' completa", aggiunge. Procida, sottolinea il sindaco, "e' un'isola di marittimi nella quale la comunita' e' molto unita, e la notizia, anche se non ancora ufficiale perche' manca il 'marchio' della Farnesina, si e' diffusa subito. Sono contento in particolar modo per le famiglie, per le quali e' finita una lunga attesa".

venerdì, novembre 25, 2011

Addio seconda classe: sul Frecciarossa Napoli-Roma si viaggia in 4 livelli


RESTA DA CAPIRE QUANDO LO «SCATTO» RIGUARDERA' ANCHE I TRENI DEI PENDOLARI

Le categorie di servizio:standard, premium, business, executive. Prezzi invariati o più bassi per il livello base

NAPOLI - Fino ad oggi i viaggiatori si dividevano in due categorie: quelli di prima e quelli di seconda classe. I primi, molto spesso acquirenti dell'oneroso tagliando per ragioni di status symbol; tutti gli altri in seconda (Fantozzi viaggiava anche in terza...). Ma da domani venerdì 25 novembre prima e seconda classe non ci saranno più, almeno sui Frecciarossa, i convogli di punta della flotta delle Fs: arrivano i «livelli di servizio». Quattro: standard, premium, business ed executive. La novità è stata comunicata dall'ad di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti.

NIENTE STANGATA (PER ORA) - La rivoluzione in casa Trenitalia non si trasformerà, a quanto pare, in una stangata per i viaggiatori.

fotogallery 7 foto - inserisci il link alla gallery

Chi comprerà un biglietto per viaggiare su un treno Frecciarossa da Roma a Miliano con un servizio «standard», il livello più basso, pagherà tra il 5 e il 6 per cento in meno di chi fino ad ora acquistava un biglietto di seconda classe. Sulla tratta Roma -Milano si pagherà infatti al massimo 86 euro (oggi invece il costo è di 91 euro). Chi sceglierà invece la categoria «premium» di fatto viaggerà come con la vecchia prima classe, con sedili messi quasi tutti a salottino, giornale e con la possibilità di sorseggiare un drink di benvenuto. Il prezzo massimo del biglietto è di 100 euro mentre la tariffa mini è di 70 euro: 16 euro in meno dell'attuale prima classe.

I PASSEGGERI DELUXE - La categoria «business» ha lo stesso prezzo della prima classe (116 euro con tariffa minima a 81) ma lo spazio a disposizione di ogni passeggero è di 1 metro quadro. Le poltrone inoltre sono più ampie e c'è più spazio per i bagagli. Nella business infine c'è «l'area silenzio» dove è vietato usare il cellulare. Il top del viaggio invece è in «executive»: otto posti singoli con 2,2 metri quadri a disposizione, schienale reclinabile e poggiagambe per poter anche schiacciare un sonnellino. Pasto gourmet firmato Vissani servito al posto, open bar e sala meeting a disposizione. Prezzo senza riduzioni: 200 euro.

E I TRENI DEI PENDOLARI? - Resta da capire ora come ci si regolerà con i convogli interregionali che trasportano soprattutto pendolari: se si passerà o meno dai livelli «stalla» o «treno merci» al superiore e agognatissimo livello «Restiamo umani».

Il ministro Riccardi tra gli immigrati di Villa Literno e Castel Volturno


Il ministro per la Cooperazione internazionale e l'Integrazione, Andrea Riccardi, nella sua prima uscita pubblica, si è recato nel Cimitero di Villa Literno sulla tomba di Jerry Masslo, immigrato sudafricano ucciso nell'agosto 1989, rendendo omaggio a due luoghi simbolo dell’immigrazione. Successivamente Il ministro ha fatto visita anche al Centro Fernandes di Castel Volturno, dove gli immigrati gli hanno chiesto di appoggiare l'iniziativa di Napolitano sul diritto di cittadinanza per i bambini nati in Italia. Il ministro non ha fatto promesse. Ha detto: “Io penso che l’Italia ha bisogno di voi e voi avete bisogno degli italiani. La comunità del futuro bisogna costruirla con intelligenza con pazienza, ma anche con una certa concreta velocità. Non ho promesse da fare ma vi assicuro la mia disponibilità a camminare insieme”
(di Raffaele Sardo)

giovedì, novembre 17, 2011

Napoli: le ACLI del Rione Alto per una nuova qualità dell'ambiente e della città-


CIRCOLO ACLI ORIZZONTI
Per un Rione alto Pulito

LO SCOPO DELL’INIZIATIVA E' QUELLO DI CREARE UN GRUPPO CIVICO PERMANENTE AL FINE DI MONITORARE IL RIONE ALTO E, ALLO STESSO TEMPO, SENSIBILIZZARE I SUOI ABITANTI.

A NESSUNO DI NOI, INFATTI, PIACE CAMMINARE TRA CARTACCE, BOTTIGLIE DI PLASTICA, “RICORDI” DI CANE E “MUNNEZZA” VARIA!!

CON UN PO' DI BUONA VOLONTA' E LASCIANDO DA PARTE NEGLIGENZA, LAMENTELE ED INDIFFERENZA CONTRIBUIAMO ANCHE NOI A RENDERE PIU' VIVIBILE L'AMBIENTE CHE CI CIRCONDA....LA NOSTRA STESSA CASA!

APPUNTAMENTO IN PIAZZETTA TOTO’ DOMENICA 27 NOVEMBRE ORE 10,00

Per non far sì che il "giardinetto" diventi un gabinetto
Accetta l'invito e porta un amichetto
Scopa,paletta e una busta dovrai portare
se una mano ci vuoi dare...

Aiutaci anche tu a ripulire una zona comune del nostro quartiere,è un piccolo passo per un gran cambiamento.
Vi aspettiamo numerosi!!! :D

LA CRISI E GLI ANZIANI interventi immediati e di medio-lungo periodo

Documento di AGE PLATFORM ITALIA


interventi per una anzianità attiva, nel lavoro e nella società

Alla luce di quanto sta accadendo sulla scena della crisi economica mondiale e delle conseguenze che ne derivano in Italia ed in Europa e con riferimento specifico alla condizione dei pensionati e della popolazione anziana proponiamo quanto segue:

La situazione impone interventi adeguati per la tutela del potere d’acquisto dei salari e delle pensioni e per un adeguato sostegno alle imprese al fine di salvaguardare la qualità della vita e dei consumi e la tenuta del sistema produttivo e della distribuzione e della occupazione attraverso:
- la riduzione della pressione fiscale sui redditi fissi, a cominciare dalla detassazione delle tredicesime, delle pensioni in modo differenziato per il recupero della inflazione reale ed il recupero del fiscal drag;
- interventi a tutela del sistema delle pensioni integrative rispetto alle eccessive oscillazioni del mercato finanziario, al fine di incoraggiarne il consolidamento;
- aumento permanente dell’ammontare degli assegni assistenziali (pensioni sociali, indennità varie);
- assegnazione della “Social Card”(carta acquisti) come modalità tali da non ledere la dignità delle persone che ne beneficeranno;
- aiuti per l’affitto, blocco degli sfratti, nuovo piano casa soprattutto nella direzione dell’adeguamento, recupero e messa in sicurezza del patrimonio esistente, ecc.;
Razionalizzazione della spesa pubblica per realizzare risparmi e maggiore efficienza/efficacia
- nella sanità: prevenzione, lotta agli sprechi, territorializzazione dei servizi, sostegno alle eccellenze, separazione tra spesa sanitaria e spesa per la salute (in palese conflitto di interesse), spostando risorse sempre maggiori verso educazione e prevenzione;
- nella pubblica amministrazione: riorganizzazione e semplificazione, informatizzazione, riduzione di enti intermedi, riduzione drastica delle spese per la “politica” (riduzione delle province, accorpamento enti analoghi, taglio di privilegi e del numero dei parlamentari, ecc.
- nei servizi: ammodernamento, riorganizzazione, sburocratizzazione
- nei servizi sociali, con particolare riguardo alla non autosufficienza, assistenza domiciliare, autogestione sociale e culturale, valorizzazione del volontariato e del terzo settore.
Interventi normativi e agevolativi per sostenere la permanenza a lavoro degli over 45
- Accesso alla formazione continua senza discriminazioni per età,
- Sostegno alle imprese (defiscalizzazioni) con lavoratori over 45;
- Cancellazione delle norme discriminatorie e sanzioni per comportamenti discriminatori e persecutori;
- Promozione della imprenditorialità degli over 45, promuovendo anche l’autoimprenditorialità
Interventi normativi e agevolativi per sostenere iniziative associative nel campo della
- educazione permanente anche per pensionati,
- del volontariato delle persone anziane,
- del servizio civile degli anziani,
- della partecipazione alla vita culturale al fine di allargare l’accesso ad una più alta qualità della vita e la valorizzazione della “risorsa anziani”.
Orientare i mutamenti demografici e l’invecchiamento della popolazione verso una nuova struttura delle famiglie e della organizzazione sociale della riproduzione, incentivando le giovani coppie alla procreazione
- con sostegno al reddito, agevolazioni fiscali permanenti e significative,
- servizi all’infanzia,
- facilitazioni nella organizzazione del lavoro per coppie con figli fino alla maggiore età,
- valorizzazione dell’apporto dei nonni e del gruppo parentale.
Favorire la buona immigrazione sia per fare fronte alla domande del marcato del lavoro, sia per compensare gli sbilanciamenti demografici, sia per arricchire la società di nuovi apporti culturali: accelerare le regolarizzazioni e le ricongiunzioni familiari, accrescere le opportunità di inserimento culturale (lingua, scuola, associazionismo, ecc.)
Il mercato del lavoro e l’invecchiamento
- l’eliminazione delle discriminazioni per età dovrà essere interpretata come riposizionamento nella organizzazione del lavoro compatibile con l’età
- la mobilità garantita da lavoro a lavoro
- incentivi alle imprese che impiegano over 45
- nei percorsi di aggiornamento professionale o di riconversione vanno garantiti accessi equamente proporzionali anche agli over 45
9. Sistemi di partecipazione alla vita attiva e lavorativa e l’invecchiamento:
- Il lavoro degli over 60, pensionati e non, costituisce un valore economico, sociale e culturale: l’innalzamento dell’età pensionabile va previsto con le dovute flessibilità. Il pensionamento di anzianità deve essere impostato come una opzione, agevolando la scelta del prolungamento ai fini del calcolo pensionistico.
Per questo occorrono politiche attive di facilitazione, incentivazione e sostegno sia per il lavoro dipendente che per il lavoro autonomo; cumulabilità dei redditi da lavoro (dipendente e autonomo) e da pensione.
- L’impegno sociale attivo nella famiglia e nelle reti di prossimità costituisce un “naturale” modo di ulteriore valorizzazione dei pensionati e delle persone anziane, specie nella cura dei nipoti, nella reciproca assistenza, nella convivenze coniugali o di coppia. Ma anche in queste circostanze occorrono supporti, normative agevolative come ad esempio, subentri nei contratti di locazione, nella reversibilità delle pensioni, nei trattamenti fiscali delle eredità e dei lasciti. ecc..
- Nell’ambito dell’associazionismo autogestito di carattere sociale, culturale, civile, e del volontariato solidale, si dispiega un numero crescente di persone pensionate ed anziane. Ciononostante, quantunque negli ultimi ventenni si è intervenuti con leggi ed interventi di sostegno, nulla è stato prevista di specifico per le persone anziane e per i pensionati, come ad esempio una norma sul “servizio civile delle persone anziane”, oppure sul trattamento fiscale (es. una riduzione della ritenuta d’acconto) sui piccoli compensi per attività svolte con Enti Locali, con associazioni senza scopo di lucro, ecc. .
10. L’educazione permanente degli adulti e degli anziani deve assurgere a “sistema” quale strumento inteso non solo come “Life Long Learning” al fine dell’inserimento lavorativo, ma come modalità per l’apprendimento ed il riposizionamento di saperi e competenze finalizzati al mantenimento ed al miglioramento della qualità della vita.
Questo significa che va creato un sistema normativo nazionale e regionale che ne riconosce il valore e ne sostiene la fattibilità diffusa e gestita, soprattutto nelle forme della libera organizzazione associativa.

Compiti delle forse sociali, politiche ed istituzionali
Promuovere la cultura della valorizzazione delle persone anziane: trasformare la festa di nonni in “giornata nazionale degli anziani”
Istituire una “conferenza permanente” tra i diversi Ministeri competenti e con le rappresentanze sociali (sindacati, associazioni, piattaforme, forum della terza età, ecc.) per il coordinamento delle politiche, degli interventi, dei programmi, delle norme, delle leggi.
Contribuire alle determinazioni europee attraverso l’apporto di buone pratiche e la attuazione coerente, concreta e non meramente formale delle direttive.
Istituire una Commissione Parlamentare per aggiornare l’indagine sulla condizione delle persone anziane e la solidarietà tra le generazioni
Convocare la Conferenza Nazionale sull’invecchiamento attivo e la solidarietà tra le generazioni.

martedì, novembre 15, 2011

Napoli: 12 ARTISTI UNA SOLA OPERA

Volevo invitarvi ad un aperitivo venerdì 18 ore 18.30 al museo della plastica PLART Via Martucci, 48 per presentare il calendario “12 ARTISTI UNA SOLA OPERA” realizzato per contribuire ad un progetto della comunità di S.Egidio. I fondi sono raccolti dalla Fondazione delle comunità del centro storico di Napoli e partecipa anche Fondazione per il sud.
Dodici artisti da Lello Esposito a Sergio Fermariello…

Il calendario è in vendita anche da Feltrinelli a 10 euro ed il ricavato sarà interamente devoluto a favore del progetto “Viva gli anziani” della Comunità di S. Egidio.

domenica, novembre 13, 2011

Natale povero a San Gregorio si risparmia pure sul presepe


Si sceglie di comprare solo il Bambin Gesù: 130 euro su 700-800 necessari per una natività intera. E c'è chi si organizza con il fai-da-te

di TIZIANA COZZI
LA GIOVANE signora bionda arriva da Torre del Greco, la bambina per mano, il marito al suo fianco, un pacco tra le mani. Esce dalla bottega Ferrigno a San Gregorio Armeno, pare soddisfatta. Chiusa nella scatola, conserva una natività particolare. Ha acquistato solo la Madonna e il bambino Gesù, a Giuseppe c’ha rinunciato, troppo costoso. «Avevo un budget di 240 euro, non potevo sforare. Pazienza, Giuseppe lo compreremo l’anno prossimo».

L’ultima tendenza di un Natale che si annuncia magro, dopo la lunga crisi e la tempesta dei mercati degli ultimi giorni, sono i presepi a basso costo. A San Gregorio Armeno, la corsa agli acquisti diventa gara per il risparmio. Ma c’è anche chi riduce all’osso lo shopping natalizio. E sceglie di comprare soltanto il bambino Gesù. Centotrenta euro invece di 700-800, necessari per una natività intera. Un pastore costa da 15 a 1000 euro. Ma quelli alti 35 centimetri, con abiti in seta e velluto, sono i più richiesti. In tempi di austerity, si taglia su tutto. Sono sempre più numerosi quelli che optano per il “necessario”. E cosa resta, se togli tutto ad una natività? Solo il bambino Gesù, appunto.

«Vanno via contenti perché almeno acquistano un simbolo - dice un artigiano - Chi ha la possibilità oggi di spendere 400 euro per un pastore? Siamo diventati un lusso». C’è chi si attrezza per il fai da te e gira per le bancarelle alla ricerca di materiali da lavorare: «Il presepe lo facciamo da soli - racconta Alessandra, viene da Bari - e qui riusciamo a trovare tutto quello che serve, a costi contenuti». «No, non abbiamo acquistato nulla - dicono Anna e Lucas, vengono da Vienna - abbiamo solo dato un’occhiata. Ma la pizza l’abbiamo mangiata, a quella non rinunciamo». «La chiesa di San Gregorio Armeno mi ha lasciato senza fiato - racconta Alessia , di Vicenza - e ora mangeremo in una trattoria economica qui vicino. No, non penso che compreremo nulla».

La strada dei pastori si è ripresa dalla chiusura temporanea, dopo il crollo del cornicione del palazzo all’angolo con via Maffei, ora transennato. Ma non è affollata come i gloriosi week end di novembre di qualche anno fa. I turisti si vedono ma non c’è la solita ressa. «Non ho mai visto un sabato di novembre così vuoto - dice Marco Ferrigno, nel suo laboratorio - ma ho fatto gli scongiuri, ho sparso sale e corni portafortuna dappertutto, sono sicuro che le cose andranno meglio». «Risentiamo anche noi della crisi - aggiunge Genny Di Virgilio - gli affari sono lenti ma ci stiamo riprendendo». In strada però, mancano le luci natalizie. «Salerno è riuscita a far arrivare gente da tutto il Sud per le sue luminarie - propone Lucio Ferrigno - perché non fare lo stesso?».

(13 novembre 2011)


Un cittadino al servizio del Paese Il programma di Monti: efficacia e urgenza, crescita e rigore


di Eugenio Scalfari



Mentre scrivo queste mie riflessioni domenicali Giorgio Napolitano ha ricevuto la lettera di dimissioni del presidente del Consiglio, salito al Colle tra la folla che gli urla "buffone" e canta l'Inno di Mameli. E mentre oggi il nostro giornale è nelle edicole le consultazioni al Quirinale sono già cominciate e dureranno per l'intera giornata.



Non sarà una giornata facile quella del Capo dello Stato. Le forze dell'opposizione - tutte senza alcuna eccezione - indicheranno Mario Monti e un esecutivo di soli tecnici per portare l'economia italiana fuori dal disastro che ne sta devastando la stabilità dei cosiddetti "fondamentali": al tempo stesso la competitività e la coesione sociale.



Ma l'ex maggioranza aggiunge a questo quadro già di per sé assai fosco un ulteriore tasso di drammaticità che la dice lunga sulla natura dei due partiti che la compongono, il Pdl e la Lega. La dice lunga sul prevalere dei loro gruppi dirigenti, degli interessi individuali, settoriali e clientelari su quelli generali della Nazione e quindi sulla loro irresponsabilità di fronte alla crisi che sta imperversando su tutto l'Occidente.

Il gruppo dirigente del Pdl è spaccato in due tra chi si oppone alla candidatura di Monti e chi l'accetta come l'unica via d'uscita possibile. Quanto alla Lega il suo vero obiettivo sono le elezioni immediate e la separazione dal Pdl per non subirne il contagio d'una inevitabile sconfitta elettorale.



Berlusconi galleggia nel mare tempestoso che lo circonda ma, dalle sue recenti sortite, dai suoi cambiamenti di rotta improvvisi, dalle proposte assurde e dagli anatemi ripetitivi, dà l'impressione d'essere in uno stato di stordimento e di incoerenza totale, come un pacco sballottato nella stiva d'una nave che imbarca acqua dalle falle del suo sconnesso fasciame.



È evidente che la disgregazione del Pdl complica ulteriormente il quadro; è anche evidente che il Capo di quel partito non è più in grado di comandare ma è altrettanto evidente che non c'è nessuno in grado di sostituirlo. E tuttavia i voti in Parlamento dei deputati e dei senatori berlusconiani sono un ingrediente significativo per la sussistenza d'un governo di emergenza.



Per risolvere questo problema Napolitano ha dodici ore di tempo. Conoscendone le capacità politiche, la lucidità delle intuizioni e la dedizione al bene comune, confidiamo nella sua riuscita. In mezzo a tanti guai, errori e manchevolezze che hanno agitato la storia del nostro Paese negli ultimi vent'anni, abbiamo però avuto la fortuna di tre presidenti della Repubblica, Scalfaro, Ciampi, Napolitano, che hanno costituito l'antemurale difensivo della Repubblica contro le ondate del populismo, della demagogia e dell'avventura.



* * *



Prima di fare il punto aggiornato sulla situazione della finanza e dell'economia italiana di fronte ai mercati che lunedì daranno il loro giudizio sulle decisione politiche che nel frattempo saranno state prese, va chiarita una questione importante che finora ha diviso la pubblica opinione: l'eventuale nascita d'un governo Monti rappresenta la sconfitta della politica e la vittoria della tecnocrazia? Un governo di tecnici che confisca i diritti del popolo sovrano?

Napolitano, più volte interrogato in varie occasioni pubbliche su questo argomento, ha dato una risposta definitiva: "Non esistono governi tecnici poiché un governo, comunque composto, ha bisogno per esistere d'ottenere la fiducia del Parlamento, cioè dei rappresentanti del popolo depositari pro tempore della sovranità popolare". Del resto la nomina di Mario Monti a senatore a vita e in quanto tale membro del Senato a tutti gli effetti è stato un elemento in più, mirato a rafforzare la politicità dell'eventuale candidato.

Ma aggiungo un'ulteriore considerazione: le dimissioni di Berlusconi non sono un evento caduto dal cielo; sono avvenute a causa d'una sconfitta parlamentare in occasione del voto sul Rendiconto generale dello Stato, avvenuto la scorsa settimana. Quel Rendiconto è un atto fondamentale nella vita dello Stato perché senza la sua approvazione non si può approvare né la legge di Bilancio né la legge Finanziaria.

In quell'occasione le opposizioni, rafforzate da un gruppo di dissidenti usciti dalle file del Pdl, decisero di astenersi e in questo modo di contarsi e di contare i voti della maggioranza. Il risultato fu duplice: da un lato il Rendiconto fu approvato come era assai opportuno per non bloccare la macchina dello Stato; dall'altro il risultato della conta fu di 308 voti della maggioranza e di 321 voti dell'opposizione. Poiché la maggioranza, per esser tale, deve avere almeno 316 voti, da quel giorno ha cessato di esistere tant'è che Berlusconi, responsabilmente, andò al Quirinale e presentò le proprie dimissioni "a scadenza". La scadenza è arrivata oggi ed oggi infatti quelle dimissioni sono diventate esecutive.



Conclusione: la caduta di questo governo è avvenuta in Parlamento ed è stata un evento politico a determinarla, con buona pace di chi continua a parlare d'una politica asservita al dominio dei tecnocrati.



* * *



Per completare quanto scritto fin qui voglio ora trascrivere l'inizio del discorso che Carlo Azeglio Ciampi pronunciò davanti alle Camere il 6 maggio del 1993, dopo essere stato nominato presidente del Consiglio da Scalfaro. Sono parole di estrema attualità, forse non diverse da quelle che dirà Monti in analoga eventuale circostanza.

"È per la prima volta nell'applicazione della Costituzione repubblicana che un semplice cittadino, senza mandato elettorale, parla davanti a voi nelle funzioni di presidente del Consiglio ed io sento innanzitutto di dover testimoniare in quest'Aula il rispetto profondo, l'amore civico mai venuto meno, l'orgoglio degli italiani per le istituzioni rappresentative. La storia della democrazia italiana, della progressiva attuazione dei suoi valori, dello stesso avanzamento civile del nostro Paese, coincide con la storia del Parlamento.

Con grande emozione sono qui per ottenere la vostra fiducia non soltanto ai sensi dell'articolo 94 della Costituzione, ma in un senso molto più largo. Intendo una fiducia che prescinda dalla contabilità dei voti dati o dei voti negati. Mi riferisco ad una fiducia morale del Parlamento anche da parte da chi riterrà di dare voto negativo riconoscendo però l'utilità e forse la necessità e l'onestà dello sforzo che questo governo si propone di compiere.



Come la stragrande maggioranza dei nostri concittadini, guardo con speranza al moto di profondo rinnovamento che attraversa il Paese".

Quel governo durò un anno ponendo le basi della ripresa economica e morale. Votò anche la riforma della legge elettorale e poi si dimise avendo assolto al compito che gli era stato affidato. Purtroppo dopo di lui arrivò Berlusconi e sappiamo che cosa è avvenuto e quale sia stata la devastazione delle istituzioni che ne è seguita.

Ora siamo ad una svolta e mi è sembrato che rileggere le parole di Ciampi sia di buon auspicio per il futuro.



* * *



Ed ora facciamo il punto dell'economia, lo stiamo facendo ogni settimana perché ogni giorno i mercati operano sotto stelle diverse e spesso addirittura sotto cieli coperti di nebbia e di nuvole.

Quella alle nostre spalle è stata una settimana di tregenda, conclusa da due giorni di pausa e di respiro in attesa del meglio. Per i mercati il meglio è Monti il peggio è l'incertezza e l'indecisione.

Nei giorni di tempesta lo "spread" è arrivato a 600 punti dal "Bund" tedesco e il rendimento dei nostri titoli pluriennali ha raggiunto il 7,10 per cento, un livello che provocherebbe l'avvitamento del sistema se non fosse un picco ma diventasse uno standard. Il professor Penati ha spiegato su queste colonne che un rendimento del 7 per cento provocherebbe illiquidità nelle banche e poi insolvibilità. Penati teme che questi fenomeni siano già in atto. Forse è troppo pessimista ma ci va vicino. Personalmente penso che una terapia sia ancora possibile purché applicata con urgenza. Credo sia questo il programma di Monti: efficacia e urgenza, crescita e rigore. Ho scritto altre volte, parafrasando Draghi, Roubini e Stiglitz, che a questo a punto i provvedimenti di crescita sono più urgenti del rigore perché consentono un rigore "sano". Senza crescita il rigore diventa una tremenda malattia che si chiama deflazione e recessione.



Concludo sul tema di eventuali elezioni anticipate. Ci sono ragioni che le sconsigliano ed altre che le motivano tirando in ballo il popolo sovrano. Ma ce n'è una che è decisiva e definitiva: le elezioni significano a dir poco due mesi di campagna elettorale, due mesi dominati dall'incertezza del risultato. Una festa per i ribassisti che avrebbero una prateria a disposizione in una fase di scadenze massicce dei nostri titoli pubblici. Per di più con un'ipotesi di maggioranze diverse tra Camera e Senato e quindi con un'incertezza protratta ancora oltre i risultati.



Pare che i sostenitori di elezioni immediate siano sordi da quest'orecchio. Portano l'esempio di Spagna e Grecia ma si tratta d'un esempio profondamente sbagliato: la Spagna non ha i titoli in scadenza come noi e la Grecia ha già un debito sovrano svalutato del 50 per cento. Il nostro debito è il terzo del mondo e se salta, salta l'euro. Il punto è questo. Perciò noi facciamo il tifo per Monti.



http://www.repubblica.it (13 novembre 2011)

Abito in Italia ma vorrei aderire a un fondo complementare estero. È possibile? Cosa comporta?

Previdenza complementare anche di fonte esteraPDFStampaE-mail


Sì, è possibile aderire sia a fondi complementari italiani sia a fondi stranieri.
Nel secondo caso è però necessario prestare attenzione in quanto le forme di previdenza complementare organizzate o gestite da società ed enti di diritto estero costituiscono attività estere di natura finanziaria da indicare nella Sezione II del modulo RW del modello Unico in quando potenzialmente produttive di redditi di fonte estera imponibili in Italia.
I contributi a deducibilità ordinaria versati alle forme pensionistiche complementari, collettive o individuali, si deducono dal reddito complessivo del contribuente, per un importo non superiore ad euro 5.164,57.
Nel caso dei dipendenti pubblici, invece, oltre al tetto di 5.164,57 euro operano altri due limiti di deducibilità dei contributi ai fondi pensione e cioè il 12% del reddito e il doppio della quota di Tfr destinato al fondo.

Sono deducibili i contributi versati alle forme pensionistiche complementari di fonte estera ma solo se versati alle forme pensionistiche complementari istituite negli Stati membri dell’Unione europea e negli Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo che sono inclusi nella lista di cui al decreto del ministro delle Finanze del 4 settembre 1996 (white list), pubblicato nella Gazzetta ufficiale 220 del 19 settembre 1996, e successive modificazioni.

Tale elenco è consultabile sul sito dell’agenzia delle Entrate, cliccando su “Documentazione” e quindi su “Fiscalità internazionale”.

sabato, novembre 12, 2011

Al via il progetto riGenerazioni



RigenerazioniPercorsi di valorizzazione delle competenze per contrastare condizioni di povertà ed esclusione sociale di anziani e pensionati.

Il progetto riGenerazioni, finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali (legge 383/7/12/00) e realizzato da Acli e Fap Acli, è giunto alla fase di avvio delle attività di sperimentazioni nei territori coinvolti, ovvero ben 7 regioni (Sicilia, Campania, Puglia, Lazio, Piemonte, Veneto e Liguria) e 13 province (Catania, Agrigento, Enna, Napoli, Salerno, Roma, Viterbo, Treviso, Vicenza, Cuneo, Imperia).

Proprio per delineare la cornice politico sociale in cui la proposta progettuale si inserisce e fornire informazioni e strumenti utili agli operatori che si occuperanno della realizzazione delle attività, mercoledì 16 novembre a partire dalle ore 10 sarà realizzato, presso la sede nazionale di via G. Marcora 18/20 a Roma, l’incontro di presentazione.

Il programma della giornata

Il CeSVoB ha un nuovo presidente: è Antonio Meola


Il Consiglio direttivo del “Centro Servizi del Volontariato della Provincia di Benevento” riunitosi presso la sede di Viale Mellusi, ha eletto Antonio Meola nuovo presidente del CSV di Benevento.

Al Consiglio Direttivo hanno partecipato i nuovi eletti dell’assemblea tenutasi il giorno 22 Ottobre c.a alla presenza di 58 associazioni, tenutasi per integrare il nuovo consiglio direttivo da 6 componenti a 12 come deliberato dall’assemblea dei soci del 21 settembre u.s.

Il neo presidente Antonio Meola, già presidente provinciale delle ACLI di Benevento e vice presidente nazionale dell’USAcli; - si legge nella nota diffusa alla stampa - ricoprirà la carica di presidente per i restanti due anni di mandato.

"Con gratitudine - afferma Antonio Meola - accetto questo importante incarico e ringrazio il direttivo e il mio predecessore Di Nardo per il lavoro svolto. Da anni, nelle ACLI ho condiviso la mission della promozione sociale e del fare volontariato, poiché oggi come ieri, è necessario partire dal privato sociale per la sua capacità di aggregare e promuovere l'azione sociale per il bene comune. Far crescere la cultura della solidarietà e della gratuità, con una programmazione per orientare le scelte di tante persone che “ vogliono bene” le nostre comunità come azione volontaria di cittadinanza attiva e responsabile. L’impegno del CSV di Benevento, per il prossimo biennio, continua Meola sarà quello di rispondere ai bisogni delle novantuno organizzazioni di volontariato iscritte, ma supportare anche il lavoro delle ODV delle piccole realtà locali, elaborando percorsi formativi di crescita e sviluppo per il nostro Sannio, naturalmente in collaborazione con le Istituzioni del territorio.

Sono sicuro - conclude Meola - che il lavoro da mettere in campo, sarà posto in essere con talento e capacità anche da parte dei nuovi consiglieri eletti nel direttivo come la neo vicepresidente vicario del Cesvob Anita Biondi dell’ AIDO (Ass. Donatori Organi), con Padre Vittorio Balzarano della Casa nel Sole; Emilio Tirelli dell’ Anteas Sannio Solidarietà, con Rossi Mario Domenico dell’ A.V.O; Di Nardo Giuseppe A.R.I; Saverio Cardillo dei Fratres; e con Tomasiello Lupo di Libero Teatro; che si aggiungono ai restanti Carmen Ferraro vicepresidente e i consiglieri Francesco Luongo, Pasquale Bizzarro e Giuseppe Nenna".

III Festa del Volontariato, la prima giornata in piazza roma tra workshop, laboratori e mostre



Inaugurata a piazza roma alla presenza di Mons. Pompilio Cristino, del Sindaco Fausto Pepe, dell’Assessore Comunale Pietro Iadanza, del Comandante della Stazione Carabinieri di Benevento Maresciallo Diario in rappresentanza del Comando provinciale e del Presidente CeSVoB Antonio Meola e dei Componenti del Consiglio Direttivo Anita Biondi, Carmen Ferraro, Pasquale Bizzarro, Emilio Tirelli, Giuseppe Nenna e Francesco Luongo la III Festa provinciale del Volontariato sannita.

La manifestazione è continuata con l’esibizione del gruppo Maiorette di Torrecuso, il workshop “Disturbi specifici dell’apprendimento DSA” dell’associazione Italiana Dislessia, il confronto sul tema Politiche sociali e Volontariato: quali prospettive per il sannio, tenuto dal Forum Terzo Settore di Benevento portavoce Rino Di Domenico e Carmen Pepe, il dibattito è stato moderato dall’on. Roberto Costanzo. Nella galleria Bosco è stato proiettato il video Deleta Benevento dell’Archeoclub e la serata si è chiusa con il gruppo Sancto Janne che hanno eseguito delle musiche di “I Valani” e dal cabarettista Nando Variale.
Domani sabato 12 novembre in mattinata nella tendostruttura di Piazza Roma è previsto un Workshop sul tema “L’Acqua una risorsa da non sprecare” organizzato dall’ass. CODICI.

A Solopaca, alla cantina Sociale, premiazioni delle scuole vincitrici del concorso“Le Fondi del Sannio”, inaugurazione della mostra e presentazione del catalogo delle fontane sannite. All’Istituto G. Alberti un workschop sulla Comunicazione Sociale a cui prenderà parte Gabriele Paolini che si confronterà con gli studenti.

La mattinata continuerà con un workshop, nella tendostruttura di piazza roma, sulla Riabilitazione Equestre promosso dal Centro Ippico Adriana, con la partecipazione del sindaco di Benevento, Fausto Pepe, il presidente provinciale del Coni, Mario Collarile, il veterinario ippiatra squadra ufficiale Paralimpica, Daniele Gagliardi, lo specialista in Fisiatria ed Ortopedia, tecnico Fise, Francesco Manfredi, il responsabile del Dipartimento di Riabilitazione equestre e Paralimpico, Stefania Cerino, i quali relazioneranno sull'importanza della riabilitazione con il cavallo nelle disabilità.

La mattina viene chiusa dall’associazione Ditauti che presenterà Canale QS3 alla galleria Bosco.

Nel pomeriggio a piazza Roma si terranno dei mini corsi di primo soccorso a cura della Misericordia di Benevento. Seguirà la proiezione di alcune testimonianze dell’associazione Casa nel Sole nella galleria Bosco e un workschop su “Make Up Terapie” curato dall’associazione La Forza e il Sorriso.
Alla parrocchia S. Anna alle ore 16,30 sarà celebrata la S. Messa dal Vicario Generale dell’Arciodesi di Benevento Mons. Pompilio Cristino.
Al convegno “Legalità, Giustizia , Uguaglianza” tenuto dall’associazione ACLi S. Lorenzo interverranno S.E. Michele De Rosa vescovo della diocesi di Cerreto, Telese e S. Agata, l’on. Umberto Del Basso De Caro, Pasquale Orlando segretario nazionale della FAP e Ennio Cicchiello presidente del sodalizio.
Seguirà un Laboratorio Creativo per i Bambini tenuto dall’associazione VIVO 4114 a piazza Roma e una proiezione di prevenzione ambientale “Gli Aironi a Benevento” dell’associazione regionale Protezione Civile a Cavallo e LIPU.
Il gruppo folk la Takkarata di Fragneto Manforte a piazza Roma si esibirà con canti e balli tradizionali popolari.
Seguiranno due proiezioni di video “Nuovo Mondo” dell’associazione Famiglie Emigranti e dei Cortometraggi vincitori di Artelesia film festival 2011 di Libero Teatro.

martedì, novembre 08, 2011

Berlusconi a Napolitano: mi dimetto dopo voto sulla legge di stabilità. «Vedo solo elezioni»


articoli di Chiara Beghelli, Nicoletta Cottone e Celestina Dominelli


di Chiara Beghelli e Nicoletta Cottone
Il premier si dimetterà dopo l'ok alla legge di stabilità. Lo ha reso noto il Quirinale dove Berlusconi è salito per un confronto con il capo dello Stato. Secondo la tabella di marcia il ddl di stabilità dovrebbe essere in aula al Senato il 15 novembre e ricevere il via libera, con fiducia, il giorno successivo. La Camera nel pomeriggio ha approvato il Rendiconto, ma il Governo non ha più la maggioranza. Il pallottoliere dell'aula di Montecitorio si è fermato a 308 voti. Solo un deputato si è astenuto (Stradella del Pdl), mentre l'opposizione non ha partecipato al voto. Otto i "traditori" nelle file della maggioranza non si sono presentati all'appello, che il premier registra in un bigliettino immortalato da un fotografo. Il premier, dunque, ha dovuto fare i conti con alcune annunciate defezioni nelle file del suo partito e con la richiesta giunta da Bossi di fare un passo "laterale". Il Senatur ha chiesto, infatti, a Berlusconi di aprire a una nuova premiership candidando il segretario del Pdl, Angelino Alfano. Ma il Cavaliere sembra ancora non voler capitolare e cedere il premierato. Si andrà avanti fra annunci di dimissioni e smentite fino allo scoglio che potrebbe essere rappresentato da una mozione di sfiducia delle opposizioni? Ecco minuto dopo minuto gli avvenimenti della giornata.

Ore 20,44. Berlusconi: è impensabile che governi chi ha perso le elezioni
La fase che si aprirà dopo l'approvazione della legge di Stabilità e le dimissioni del premier attiene «alle responsabilità del Presidente della Repubblica che aprirà le consultazioni», ma «la situazione di questo Parlamento, che è stata fotografata oggi» dal voto sul Rendiconto di oggi in Parlamento «conferma la fotografia esatta della realtà: non sarebbe pensabile dare responsabilità di governo a chi ha perso le elezioni, in democrazia si fa così». Lo dice il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, intervenendo in diretta telefonica al Tg1.

Ore 20,35. Via libera del Senato entro il 18 novembre, della Camera entro fine mese
Il via libera del Senato al ddl stabilità arriverà al massimo entro venerdì 18 novembre. Domani il governo presenterà il maxiemendamento che traduce in misure gli impegni presi con la Ue e il relatore presenterà alcune altre modifiche. Una volta stabilito il termine per i subemendamenti, si procederà con le votazioni in commissione Bilancio. L'approdo in Aula è previsto per il 15 novembre. Quindi il testo passerebbe alla Camera con lo stesso iter. Il provvedimento dovrebbe giungere al traguardo entro la fine del mese di novembre

Ore 20,32. Berlusconi: prendo atto di non avere più la maggioranza
«Il governo non ha più quella maggioranza che noi credevamo di avere. E quindi, con realismo, dobbiamo prendere atto di questa situazione e preoccuparci della situazione italiana e di ciò che sta accadendo sui mercati». Lo ha detto Silvio Berlusconi al Tg5.

Ore 20,27. Berlusconi al Tg5: le elezioni anticipate sono più vicine
«A questo punto le elezioni anticipate sono più vicine. Mi sembra che sia logico, perché questo Parlamento oggi è paralizzato almeno alla Camera, mentre al Senato il centrodestra ha ancora una buona maggioranza». Lo sottolinea Silvio Berlusconi al Tg5 che avverte: «Dopo le mie dimissioni vedo solo le elezioni», «ma deciderà il capo dello Stato».

Ore 20,26. Casini: in fretta il ddl stabilità, no a estenuante campagna elettorale
L'esito dell'incontro tra Napolitano e Berlusconi «dimostra che una via d'uscita» c'era ma «sono convinto che Berlusconi abbia la consapevolezza che la situazione economica e finanziaria non ci consente una lunga ed estenuante campagna elettorale». Lo dichiara il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini. «La legge di stabilità- spiega - può essere approvata rapidamente e sono convinto che il Presidente Berlusconi abbia la consapevolezza che la situazione economica e finanziaria dell'Italia non ci consente una lunga ed estenuante campagna elettorale».

Ore 20,24. La Russa: fra 20 giorni Napolitano darà incarico ad altro premier
«In venti giorni il ddl stabilità sarà legge, dopo di che Berlusconi si dimetterà e a quel punto immagino che il presidente della Repubblica darà l'incarico ad un diverso esponente politico». Lo ha detto il coordinatore del Pdl Ignazio La Russa in un'intervista ad una televisione britannica. Ai giornalisti italiani che gli chiedevano se dunque fosse possibile un nuovo governo di centrodestra con un premier diverso da Berlusconi, ad esempio Angelino Alfano, La Russa ha risposto: «Non tocca a me confermare o smentire. Tutto è possibile. Ma siamo ad un crocevia: o un altro governo con una maggioranza superiore ai 316, e dunque senza patemi d'animo, oppure il voto anticipato».

Ore 20,14. Il Pd: formalizzare subito le dimissioni
Al Pd incassano con favore l'annuncio che il premier Silvio Berlusconi intende dimettersi dopo l'approvazione del ddl stabilità, ma premono sui tempi. «Le dimissioni ci sono, adesso è necessario che si formalizzino il prima possibile», hanno spiegato fonti di largo del Nazareno.Pier Luigi Bersani riunirà in serata i vertici del Pd al Nazareno per fare il punto sulla situazione dopo l'annuncio di dimissioni da parte del premier.

Ore 19,51. Quirinale: Berlusconi si dimetterà dopo l'ok al ddl di stabilità

«Il presidente del Consiglio ha manifestato al capo dello Stato la sua consapevolezza delle implicazioni del risultato del voto odierno alla camera; egli ha nello stesso tempo espresso viva preoccupazione per l'urgente necessità di dare puntuali risposte alle attese dei partner europei con l'approvazione della legge di stabilità, opportunamente emendata alla luce del più recente contributo di osservazioni e proposte della commissione europea». Così in un comunicato della Presidenza della Repubblica dopo che il presidente Napolitano, ha ricevuto questa sera in Quirinale il presidente del consiglio Silvio Berlusconi. «Una volta compiuto tale adempimento - si legge - il presidente del Consiglio rimetterà il suo mandato al capo dello Stato, che procederà alle consultazioni di rito dando la massima attenzione alle posizioni e proposte di ogni forza politica, di quelle della maggioranza risultata dalle elezioni del 2008 come di quelle di opposizione».

Ore 19,42. Crosetto: i maldipancisti spieghino i loro progetti
«Vorrei che la Destro ed altri colleghi spiegassero anche a noi ex colleghi Pdl, non solo a Berlusconi, cosa è cambiato, qual'è il loro progetto, quale la loro idea sul futuro. Lei ed altri colleghi hanno detto cose, all'inizio, con una logica, chiedendo interventi urgenti. Poi si sono spinti all'idea dell'allargamento della maggioranza al terzo polo. Ora che il Pd e Idv hanno esplicitamente detto che non voteranno le misure volute dall'Europa e che Casini ha detto di rifiutare ogni eventuale apertura da parte dell'attuale maggioranza, che non comprenda la sinistra, qual è la prospettiva politica?». Lo dichiara il sottosegretario alla Difesa, Guido Crosetto.

Ore 19,39. La Malfa accusa un malore dopo il voto: è al Gemelli
Giorgio La Malfa, iscritto al gruppo Misto della Camera, si trova nel Pronto Soccorso del Policlinico Gemelli di Roma. Il deputato, ex leader del Partito repubblicano, è stato trasportato all'ospedale romano, dove è in osservazione, in ambulanza da Montecitorio. La Malfa avrebbe avuto un malore dopo la votazione sul ddl di Rendiconto generale dello Stato. Per una coincidenza, da qualche giorno è ricoverato in un altro ospedale romano anche il segretario del Pri, Francesco Nucara.

Ore 19,30. Il premier lascia il Quirinale e rientra a palazzo Grazioli
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha lasciato il Quirinale dopo un'ora di incontro con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Berlusconi, che era accompagnato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, é uscito in macchina senza rilasciare dichiarazioni ma, mentre parlava al telefono, ha salutato con la mano i fotografi e cameraman disposti in fila all'ingresso del Quirinale. Malgrado la pioggia, era presente anche una piccola folla di curiosi. Il premier ha fatto una breve sosta a palazzo Chigi dove è sceso il sottosegretario Gianni Letta, che lo aveva accompagnato al Colle. Ora il premier è a palazzo Grazioli.

Ore 19,16: Ferrara: Berlusconi è incerto, non sa bene cosa fare
«Sì, gli ho parlato: é incerto, non sa bene cosa fare», dice Giuliano Ferrara al Tg3, rispondendo al direttore Bianca Berlinguer, che gli chiedeva se avesse parlato con Berlusconi dopo il voto sul Rendiconto alla Camera.

Ore 18,47. Il premier è giunto al Quirinale
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, é appena arrivato al Quirinale, dove sta per incontrare il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. In macchina con lui c'era il sottosegretario Gianni Letta.

Ore 18,40. Bossi: Berlusconi decide al Quirinale
«Aspettiamo qualche minuto. Berlusconi decide al Quirinale cosa fare». Umberto Bossi, lasciato il vertice a palazzo Chigi col presidente del Consiglio, risponde così a chi gli chiede se Berlusconi salirà al Quirinale con l'intenzione di dimettersi.

Ore 18,32. Berlusconi ha lasciato palazzo Chigi diretto al Quirinale
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha lasciato Palazzo Chigi alle 18.30. Il premier è atteso al Quirinale.

Ore 18,16. Sacconi: voto di fiducia per verificare la maggioranza
«Non lo so, credo che ci sia un modo ancora più evidente per verificare la maggioranza: cioè il voto di fiducia». Così il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha commentato il voto alla Camera sul rendiconto generale dello Stato e l'ipotesi di dimissioni del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

Ore 17,59. Berlusconi al Quirinale non rassegnerà le dimissioni, ma avrà un confronto col capo dello Stato
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, salirà intorno alle 18,30 al Quirinale. Lo si apprende da fonti della maggioranza secondo le quali il premier non andrà a rassegnare le dimissioni ma per un confronto dopo il voto di oggi

Ore 17,51. Berlusconi atteso al Quirinale in serata
Silvio Berlusconi, dopo il vertice a Palazzo Chigi, potrebbe salire al Quirinale per un colloquio con il capo dello Stato Giorgio Napolitano. A quanto si apprende da fonti parlamentari della maggioranza, il premier informerá il Presidente della Repubblica dell'esito del voto sul rendiconto in aula alla Camera. L'appuntamento dovrebbe essere intorno alle 18,30.

Ore 17,20. In un bigliettino immortalato da un fotografo il premier scrive: "traditori", "dimissioni"
Un bigliettino autografo, un altro. Questo viene immortalato dai fotoreporter in Aula alla Camera subito dopo il voto sul Rendiconto generale dello Stato: Silvio Berlusconi definisce "traditori" gli esponenti della maggioranza che non hanno votato il provvedimento. E su quel pezzo di carta spunta anche la parola "dimissioni". Berlusconi prende appunti allora e scrive testualmente: "308 (meno 8 traditori)". E poi: "Prendo atto". Un appunto successivo recita: "Presidente della Repubblica". E infine: "dimissioni".

Ore 17,10. Il popolo viola festeggia con spumante e panettone
Una trentina di militanti, guidati da Gianfranco Mascia, si è data appuntamento per festeggiare fuori a Montecitorio il risultato del voto del rendiconto con striscioni, panettoni e spumanti: «Berlusconi stavolta non vedrá Natale».

Ore 17,07. Casini: è il momento di operare, non di parlare
Il leader Udc, Pier Ferdinando Casini, è soddisfatto dopo il voto sul rendiconto generale dello stato, con la maggioranza ferma a quota 308. Dopo aver scelto un sigaro nella tabaccheria di Montecitorio, Casini, sorridente, si dirige verso gli uffici dei gruppi parlamentari senza rilasciare dichiarazioni ai cronisti: «é il momento di operare, non di parlare», si limita a dire.

Ore 17,03. Berlusconi a palazzo Chigi con Gianni Letta
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, dopo la riunione di maggioranza alla Camera seguita al voto sul rendiconto dello Stato, è giunto a palazzo Chigi. Si trova ora insieme al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta.

Ore 16,59. Berlusconi deluso dagli astenuti: mi sento tradito
Forte delusione per chi si è astenuto e amarezza per chi non si è nemmeno presentato. Il premier non si aspettava una maggioranza sotto i 310 voti. Si sente tradito, riferisce chi gli ha parlato pochi secondi dopo l'esito delle votazioni, ma non si abbatto,ì e vuole andare avanti. Al presidente del Consiglio hanno spiegato che alcuni deputati erano assenti per motivi giustificati (Nucara) e altri non hanno potuto partecipare per altri impedimenti. «Ero al bagno, non sono riuscito a votare», dice Gennaro Malgieri. Dobbiamo capire cosa fare, il problema dei numeri c'è, ha sottolineato il premier prima di lasciare l'Aula. Ad un altro deputato Berlusconi ha ripetuto di voler riflettere.

Ore 16,51. Romano: se si vota il Pdl non si sfalda
«L'alternativa non c'è, non mi pare ci sia la possibilità di un governo di larghe intese», dice il ministro dell'Agricoltura, Saverio Romano, dopo il voto. «Se non si dovessero avere i numeri alla Camera - ha aggiunto - non c'è alternativa che andare al voto». Secondo Romano, inoltre, «se Berlusconi va al voto non c'è ragione che il Pdl debba sfaldarsi».

Ore 16,40. Briguglio (Fli): il voto segna la fine politica di Berlusconi
«Rendiconto, é un voto che segna la fine politica di Berlusconi ma anche una parola- metafora, una coincidenza ironica che richiama il presidente del Consiglio alle sue responsabilità politiche e storiche dinanzi agli italiani che ormai gli presentano il conto politico e morale di una stagione ormai alla fine». Lo dichiara in un nota Carmelo Briguglio, vicecapogruppo vicario di Fli a Montecitorio.

Ore 16,40. La Russa: Berlusconi deve andare da Napolitano
«Non sottovalutiamo il voto di oggi: al Colle si sale quale che sia il risultato. Credo che sicuramente Berlusconi debba parlare col presidente della Repubblica». Lo dice il ministro Ignazio La Russa, lasciando l'aula di Montecitorio dopo il voto sul rendiconto dello stato.

Ore 16,39. Matteoli: ci aspettavamo altri numeri
«Ci aspettavamo altri numeri. Prendiamo atto del voto del Parlamento. Ora ne parleremo e vedremo che fare». Lo ha detto Altero Matteoli, ministro alle Infrastrutture, al Gr Rai. Matteoli era stato a colazione da Berlusconi a Palazzo Grazioli con Alfano, Ghedini, Letta prima del voto.

Ore 16,35. Chi nella maggioranza non ha partecipato al voto
Ci sono Francesco Stagno D'Alcontres di Grande Sud e Gennaro Malgeri, Pdl, tra i non votanti sulRendiconto oggi alla Camera. malgieri poi dirà di essere stato in ritardo: «se fossi stato presnete avrei votato a favore». Oltre a Calogero Mannino, assenteanche all'ultima fiducia, Gianni Versace (passato al Misto). E i cinque "ribelli" Pdl, Destro, Gava, Buonfiglio, Antonione e Pittelli. Assente al voto anche Luciano Sardelli. L'astenuto è il Pdl Franco Stradella. Quella di D'Alcontres è una assenza a sorpresa, sebbene ieri il deputato siciliano avesse dichiarato, che senza fondi per Giampilleri, frazione di Messina colpita dall'alluvione nel 2009, avrebbe "mollato" Berlusconi. Come previsto, non ha votato il deputato Antonio Gaglione, che da tempo non partecipa.

Ore 16,33. Berlusconi ai suoi: decidiamo subito cosa fare
Ragazzi, stringiamoci e decidiamo subito cosa fare. Sono queste le parole che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, avrebbe riferito ai suoi subito dopo la proclamazione del voto sul rendiconto dello Stato e prima di riunire i vertici di maggioranza alla Camera.

Ore 16,28. Vertice Berlusconi-Bossi-Tremonti-Maroni
Dopo il voto sul rendiconto il presidente del consiglio Berlusconi, ha lasciato l'aula della Camera ed é ora riunito nella sala del governo insieme ai ministri Bossi, Tremonti, Maroni e al sottosegretario Paolo Bonaiuti.

Ore 16,27. Berlusconi verifica i tabulati
Berlusconi ha verificato i tabulati del voto, che gli sono stati portato dal sottosegretario Laura Ravetto. Intorno a Berlusconi, i ministri Romani, Brambilla, Bernini, Brunetta, La Russa, Carfagna, ma anche parlamentari che arrivano alla spicciolata. Inizialmente con Berlusconi si era fermato anche Roberto Maroni. Poi il titolare dell'Interno, insieme a Roberto Calderoli e al ministro Bossi lasciano l'emiciclo di Montecitorio.

Ore 16,15. Bersani: il voto certifica che la maggioranza non c'è
«Questo voto ha certificato su un atto dirimente per la governabilità del paese che il governo non ha la maggioranza in quest'aula». Lo ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, prendendo la parola in Aula alla Camera subito dopo il voto sul Rendiconto. «Se lei non si dimettesse, e non oso credere che non lo faccia - ha detto Bersani rivolto al Cavaliere- le opposizioni valuterebbero iniziative ulteriori perché cosìnon possiamo andare avanti».

Ore 16,14. Sì al Rendiconto, ma solo con 308 voti
L'Aula della Camera ha approvato il disegno di legge di rendiconto generale dello Stato per il 2010. I voti a favore sono stati 308, nessun contrario, un astenuto (Franco Stradella del Pdl). I non votanti sono stati 321.

Ore 16,02. Berlusconi arriva alla Camera
Il presidente del Consiglio è appena giunto alla Camera dove è in corso l'esame del Rendiconto generale dello Stato. Entrando in aula il premier ha salutato con un cenno della mano i giornalisti che lo attendevano per le domande sul futuro dell'esecutivo. Berlusconi ha preso posto tra i banchi del governo accanto ai ministri leghisti Roberto Maroni e Umberto Bossi. Il premier ha fatto il suo ingresso mentre l'assemblea stava ricordando la scomparsa del deputato del Pdl Franzoso al quale è subentrato, come parlamentare, il capo ufficio stampa del Pdl, Luca D'Alessandro.

Ore 16. Franceschini: c'è solo la testarda volontà di restare a ogni costo
«Un vero leader politico in un altro Paese avrebbe fatto un passo indietro per salvare la maggioranza o il partito ma di questo non c'è traccia, c'è solo la testarda volontà di restare a ogni costo». Lo ha detto il capogruppo del Pd alla Camera, Dario Franceschini, prendendo la parola in Aula nel corso del dibattito sul Rendiconto generale dello Stato. «Berlusconi - ha aggiunto - dimostri oggi di andare avanti, di avere i numeri. Noi facciamo un atto di responsabilità e di sfida perché questo è il momento per vedere se il governo ha i numeri per proseguire».

Ore 15,47. Casini: salviamo l'Italia tutti insieme
«L'unione di centro consentirà con la sua presenza in aula l'approvazione del rendiconto generale dello stato. Ci auguriamo che il voto di oggi metta fine a questo insano braccio di ferro sulle spalle del paese». Così Pier Ferdinando Casini, in dichiarazione di voto nell'aula di Montecitorio. «Guardiamo a Genova, ai nostri ragazzi che spalano fango e detriti e da domani cerchiamo di salvare anche noi l'italia tutti insieme, se ne saremo capaci», aggiunge il leader Udc.

Ore 15,45. Della Vedova (Fli): la maggioranza prenda atto delle conseguenze del voto
«Noi scegliamo di consentirvi di approvare il vostro rendiconto. Voi siate responsabili sulle conseguenze che questo voto produrrà sul piano politico per il bene del paese», dice in aula Benedetto Della Vedova (Fli), nel corso della dichiarazione di voto sul Rendiconto generale dello stato, a cui Fli non parteciperà.

Ore 15,41. Siparietto Bossi-D'Alema
Siparietto nei corridoi della Camera tra Umberto Bossi e Massimo D'Alema. Il ministro mentre si stava dirigendo verso l'Aula, dove si vota il rendiconto dello Stato, e ha incrociato l'ex premier. «Allora cosa fate?», gli chiede il Senatur. «È chiaro quello che vogliamo fare: cerchiamo di mandarvi a casa. Questo è il compito dell'opposizione...», replica D'Alema.

Ore 15,39. Via alle dichiarazioni di voto sul Rendiconto
Via in Aula alla Camera le dichiarazioni di voto sul Rendiconto generale dello Stato per il 2010. Ieri si era conclusa la discusione generale.

Ore 15,33. Roubini boccia Alfano premier
L'economista Nouriel Roubini, in questi giorni attivissimo su twitter sulla politica italiana, boccia una eventuale premiership di Angelino Alfano. L'ex guardasigilli, scrive Roubini, é «il capo lacché di Berlusconi: il suo compito era quello di approvare le leggi per fermare i suoi processi. Alfano non merita di essere primo ministro: é un avvocato con zero esperienza in economia».

Ore 15,24. Svp in aula, ma non parteciperà al voto
«I deputati della SVP saranno presenti in Aula e non parteciperanno al voto sul Rendiconto dello Stato. Qualora non abbia la maggioranza dell'Aula nel voto di oggi il presidente del Consiglio tragga immediatamente le dovute conseguenze.» È quanto ha dichiarato Siegfried Brugger a nome dei deputati Svp. I deputati del Svp sono due.

Ore 15,20. Inizia alle 15,30 la seduta alla Camera sul Rendiconto: saranno 5 le votazioni
Inizia alla 15,30 la seduta in aula alla Camera sul Rendiconto e l'assestamento del bilancio dello Stato. Saranno in tutto cinque le votazioni su cui l'assemblea di Montecitorio sarà chiamata ad esprimersi. Sul rendiconto è prevista un'unica votazione: il testo è stato, infatti trasformato in un unico articolo. Sono, invece, quattro le votazioni per l'assestamento: una per ciascuno dei tre articoli e uno per il voto finale. Al voto sul rendiconto si giungerà intorno alle 17 e sarà preceduto da un dibattito a cui parteciperanno tutti i gruppi parlamentari che dovrebbe protrarsi per poco più di un'ora, e probabilmente anche dalla commemorazione ufficiale di Pietro Franzoso, il deputato scomparso lo scorso 4 novembre.

La Cronaca della mattinata, minuto per minuto


8 novembre 2011