martedì, maggio 31, 2011

L’Inps conferma le modalità di riscossione della cosiddetta “quattordicesima”

Con Messaggio n. 11226 del 20 maggio 2011, l’Inps ha confermato le modalità per l’erogazione della “somma aggiuntiva”, nota anche come “quattordicesima”, stituita dall’art.5 della legge 127/2007, di conversione del D.L. 81/2007.

Tale norma prevede che nel mese di luglio di ogni anno venga corrisposta una “somma aggiuntiva” sulle pensioni, a condizione che i titolari siano di età superiore a 64 anni, e risultino titolari di un reddito complessivo personale non superiore a 1,5 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti.
La somma è di importo diverso a seconda dell’anzianità contributiva della persona interessata, e con riferimento a specifiche anzianità contributive tra pensioni liquidate da una gestione da lavoro dipendente o da lavoro autonomo.

Nel ribadire le disposizioni a suo tempo fornite con circolare n. 119 del 2007, il Messaggio Inps afferma che la suddetta somma aggiuntiva viene corrisposta in via provvisoria poiché il diritto sarà verificato in base alla dichiarazione dei redditi definitiva.

Il cetriolo italiano non è killer...



Cetrioli contaminati, niente paura. Niente paura per i cetrioli, almeno in Italia. Secondo l'Adiconsum, al momento nel nostro Paese non è stato registrato nessun caso di tossinfezione alimentare riferibile ai cetrioli contaminati provenienti dalla Spagna, grazie alla pronta reazione del sistema di allerta rapido dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), subito entrato in azione per bloccare in via cautelativa la commercializzazione del prodotto in questione e ritirare dagli scaffali quello eventualmente già presente. L’Adiconsum ricorda tuttavia che l’indicazione d’origine per i prodotti ortofrutticoli freschi è obbligatoria da alcuni anni, e consiglia pertanto ai consumatori di orientare i propri acquisti di ortaggi e insalate destinate al consumo a crudo verso prodotti italiani almeno fino al rientro dell’emergenza, controllando le etichette obbligatorie. L'Italia detiene infatti il primato qualitativo e quantitativo nella produzione di ortofrutta in Europa.

Consumare gli ortaggi italiani. Ben 9 italiani su dieci si fidano più del cibo prodotto in Italia, perché ritenuto più fresco, garantito da maggiori controlli e perché rispetta leggi più severe. E’ quanto emerge da una indagine Coldiretti/Swg divulgata in riferimento all’epidemia del batterio E.coli provocata in Europa. Una analisi che - sottolinea la Coldiretti - avvalora la sostanziale tenuta dei consumi di verdure crude in Italia . L’Italia ha importato cetrioli e cetriolini dalla Spagna per un quantitativo che ha superato gli 8 milioni di chili nel 2010, con l’ ortofrutta fresca - spiega la Coldiretti - rappresenta una delle principali voci per un valore di 591 milioni di euro e in questo momento il nostro Paese è invaso da pesche, albicocche, ciliegie e susine provenienti dalla penisola iberica. Quanto al batterio, un ceppo raro e aggressivo dell'Escherichia Coli, è responsabile di trasmettere una tossina che, dall’intestino, attraverso il sangue “migra” nei reni provocando la sindrome emolitico uremica. Si inizia con una diarrea senza febbre, che presto diventa emorragica con dolori addominali, a cui segue una insufficienza renale acuta. E’ proprio questa complicanza che ha interessato le persone intossicate in Germania e anche in Olanda, particolarmente grave perché resistente agli antibiotici.

Una decina di morti, un migliaio di infetti in Germania e decine di casi sospetti in altri paesi europei, questo il bilancio in continuo aggiornamento provocato dal batterio Escherichia coli che sarebbe presente in una fornitura di cetrioli importati dall’Olanda e dall’Andalusia, regione della Spagna. L’istituto berlinese per la salute pubblica “Robert Koch” conferma l’infezione, ma in Spagna non risulta al momento nessun caso conclamato e quindi il batterio potrebbe provenire da altri paesi. Secondo l’agenzia di stampa ceca “Ctk” infatti, alcuni dei cetrioli erano arrivati in Spagna dalla repubblica ceca. Intanto il Centro europeo per la prevenzione e il controllo (Ecdc) fa sapere di altri casi segnalati in Svezia, Danimarca, Gran Bretagna, Austria, Olanda, Svizzera, mentre in Francia ci sono delle situazioni “in corso di accertamento”.

Adriana Ruggeri

lunedì, maggio 30, 2011

CENA CON LUCCIOLE Escursione a CUMA di notte e al PARCO VIRGILIANO


MERCOLEDI' 1 GIUGNO 2011 ore 20:00
CUMA: Il Bosco delle lucciole


CUMA: Il Bosco delle lucciole
Escursione proposta nell'ambito dell'iniziativa "Il Bosco e la Duna: Eco-giornate" promossa dall'Assessorato all'Agricoltura della Regione Campania - Settore Foreste di Napoli - FORESTA REGIONALE AREA FLEGREA MONTE DI CUMA
Nel bosco di Cuma, l'antica Silva Gallinaria, si nasconde un luogo magico che si rivela ai nostri occhi solo in primavera e sull'inizio dell'estate. Passeggeremo nel bosco accompagnati dalle luci di questi piccoli insetti che evocano nella mente di ognuno di noi emozioni e atmosfere magiche. Accompagnati da esperte guide escursionistiche ambientali scopriremo i segreti che le lucciole portano con loro.
Luci nella notte...da non perdere!

Appuntamento Scavi archeologici di Cuma ore 20:00Prenotazione obbligatoria
costo a persona: 6 euro* - Gratuito per i bambini di età inferiore ai 7 anni.

GIOVEDI' 2 GIUGNO 2011 ore 20.30
CENA CON LE LUCCIOLE e PIZZA CON LUCCIOLE

Escursione naturalistica lungo il sentiero del Parco monumentale di Baia, per vivere dei momenti suggestivi ed indimenticabili, passeggiando illuminati dal chiarore della luna e dalle lucciole nei luoghi magici dei Campi Flegrei.UN PARCO PIENO DI LUCCIOLE. Passeggiata naturalistica alla ricerca delle lucciole accompagnati dalla Coop. Il Volo di Dedalo, finendo a tavola al Batis scegliendo....

PIZZA CON LUCCIOLE gustando LE NOSTRE PIZZE TERRITORIALI [PIZZA BIO] A scelta margherita o marinara. I prodotti selezionati provengono da Agricoltura biologica. In abbinamento birra artigianale de IL CHIOSTRO birrificio artigianale, Per finire Tiramisu' di Fragola. Costo a persona:€ 16

CENA CON LE LUCCIOLE gustando TRE PIATTI SCELTI DAL NOSTRO MENU' TERRITORIALE Accompagnati da 2 vini in abbinamento: 1 Malia Falanghina Campiflegrei Spumante Cantine Grotta del Sole; 2 Biancolella Casa D'Ambra Ingresso batis via lucullo 101 baia PARCHEGGIO batis gratuito. Costo a persona: € 25,00

Un progetto Slowtour campiflegrei e Soc. Coop Il volo di Dedalo in collaborazione con il Parco dei Campi Flegrei e Batis.Per info e prenotazioni: Enzo Di Meo per Slowtour campiflegrei 339.79.26749 - prenotazione obbligatoria




VENERDI' 3 e SABATO 4 GIUGNO 2011 ore 20:00
CUMA: Il Bosco delle lucciole


CUMA: Il Bosco delle lucciole
Escursione proposta nell'ambito dell'iniziativa "Il Bosco e la Duna: Eco-giornate" promossa dall'Assessorato all'Agricoltura della Regione Campania - Settore Foreste di Napoli - FORESTA REGIONALE AREA FLEGREA MONTE DI CUMA
Nel bosco di Cuma, l'antica Silva Gallinaria, si nasconde un luogo magico che si rivela ai nostri occhi solo in primavera e sull'inizio dell'estate. Passeggeremo nel bosco accompagnati dalle luci di questi piccoli insetti che evocano nella mente di ognuno di noi emozioni e atmosfere magiche. Accompagnati da esperte guide escursionistiche ambientali scopriremo i segreti che le lucciole portano con loro.
Luci nella notte...da non perdere!

Appuntamento Scavi archeologici di Cuma ore 20:00Prenotazione obbligatoria
costo a persona: 6 euro* - Gratuito per i bambini di età inferiore ai 7 anni.

DOMENICA 5 GIUGNO 2011 ore 10:30
CUMA - ORME D'ACQUA


CUMA - ORME D'ACQUA

Escursione naturalistica guidata alla scoperta di uno dei luoghi più misteriosi ed affascinanti del parco regionale dei Campi Flegrei, l'Area Forestale Regionale di Cuma.

Andiamo alla ricerca delle tracce dell'acqua seguendo le quali scopriremo insieme l'ambiente marino del canyon di Cuma, popolato da delfini e balene e tartarughe marine, quello costiero della duna sabbiosa dove è intenso il profumo di macchia mediterranea , quello terrestre della lecceta secolare del bosco e delle zone acquitrinose regno delle lucciole.

Appuntamento Scavi archeologici di Cuma ore 10:30Prenotazione obbligatoria
costo a persona: 6 euro* - Gratuito per i bambini di età inferiore ai 7 anni.

Napoli:Ecco la composizione del nuovo Consiglio Comunale

Con la vittoria di Luigi de Magistris, nuovo sindaco di Napoli, Idv conquista nel Consiglio Comunale di via Verdi 15 seggi. Gli eletti sono: Vincenzo Gallotto (1651), Fulvio Frezza (1491), Elpidio Capasso (1358), Franco Moxedano (1175), Carmine Attanasio (928); Gaetano Troncone (505); Antonio Luongo (481); Giovanni Formisano (420); Marco Russo (402); Teresa Caiazzo (382); Maria Lorenzi (371); Carmine Schiano (328); Luigi Esposito (306); Amalia Beatrice (244); Francesco Vernetti (225). Per la civica ‘Napoli e’ tua’ sono 8 i rappresentanti dell’Assise: Vittorio Vasquez (1147); Alberto Lucarelli (711); Salvatore Pace (684); Pietro Rinaldi (617); Enzo Varriale (616); Gennaro Esposito (574); Carlo Iannello (538); Carmine Sgambati (482). Sei i seggi che spettano alla Federazione della Sinistra: Sandro Fucito (1719); Elena Coccia (1133); Amodio Grimaldi (541); Antonio Fellico (466); Antonio Crocetta (432); Simona Molisso (374). Al Pd toccano 4 seggi: Antonio Borriello (3266), Ciro Fiola (2955), Aniello Esposito (2578), Salvatore Madonna (2396). Sul fronte dell’opposizione, al Pdl spettano 8 seggi. Se Lettieri decidera’ di rimanere capo dell’opposizione, uno scranno sara’ suo. Gli altri sette sono: Marco Nonno (3.604), Marco Mansueto (3271), Gabriele Mundo (2879), Stanislao Lanzotti (2747), Salvatore Guangi (2571) Gennaro Castiello (2505) mentre per l’ultimo posto utile e’ testa a testa tra Enrico Lucci e Vincenzo Moretto dopo il riconteggio dei voti della Corte di Appello di Napoli. Dopo il turno del 15 e 16 maggio, a Lucci erano stati assegnati 2368 voti, mentre Vincenzo Moretto 2345. Due seggi per l’Udc: David Lebro (2418) e Fabio Benincasa (1904) che entra pero’, solo se Pasquino, candidato a sindaco del Terzo Polo, rinuncia al Consiglio comunale con le dimissioni. Un solo seggio per la civica ‘Liberi con Lettieri’: Luigi Zimbaldi 735. Uno soltanto anche per Forza del Sud (risulta eletto Domenico Palmieri (2514); per Fli con Andrea Santoro (1219); Noi Sud (Gennaro Addio 1219); Sel (Ciro Borriello)

Pisapia sindaco, de Magistris a valanga Maroni: sberla. Premier: non so nulla

Pisapia sindaco, de Magistris a valanga



Maroni: sberla. Premier: non so nulla

domenica, maggio 29, 2011

L'anatema di Sepe: la camorra stia lontano dai nostri giovani

il lavoro al centro dell'impegno di tutti. Davvero un giubileo corale per Napoli, la Campania e il Mezzogiorno.

pubblico qualche articolo sul giubileo del lavoro affinchè la riflessione e l'impegno rimangano alti...
p.o.

Il cardinale sigla un patto con i sindacati per il Giubileo del lavoro

"Vogliamo gridare, con tutta la forza che abbiamo, che non consentiremo mai alla camorra di mettere le mani su uno dei nostri giovani o dei nostri padri di famiglia. Siamo su fronti distinti e distanti da chi ha scelto la strada della violenza e della morte".

Lo ha detto l'arcivescovo Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, nel corso della cerimonia di sottoscrizione del patto per il Giubileo del Lavoro.
L'arcivescovo ha ribadito l'impegno della chiesa napoletana "per realizzare il bene comune, per costruire una società più sana, fondata sulla giustizia e sul lavoro. Vogliamo passare dalle buone intenzioni ai fatti".

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2011/05/28/news/l_anatema_di_sepe_la_camorra_stia_lontano_dai_nostri_giovani-16874717/
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IL CARDINALE DI NAPOLI

Sepe: «La camorra è l'unica azienda che non chiude mai e ha fatturato in crescita»

«I napoletani, come tutti i campani, sono stanchi di aspettare opportunità occupazionali che non arrivano»

Il cardinale Crescenzio Sepe

Il cardinale Crescenzio Sepe

NAPOLI - «I napoletani, come tutti i campani, sono stanchi di aspettare opportunità occupazionali che non arrivano». Lo ha detto il cardinale Crescenzio Sepe al Giubileo del Lavoro con i segretari generali dei sindacati. Il presule ha anche avvertito che i campani «si vedono offesi dall’infame comportamento di un manipolo di violenti e di malfattori, da una malavita sempre più accattivante, insidiosa e cinica». Per l’arcivescovo di Napoli purtroppo l’unica azienda che nel territorio partenopeo non chiude mai i battenti è l’azienda della malavita che «mostra con orgoglio i suoi fatturati per chiamare a raccolta le nuove leve». Sepe ha invitato politici e imprenditori, lavoratori e società civile, istituzioni e gente comune a uno sforzo corale perchè «questa azienda deve essere chiusa per sempre perchè produce solo morte e violenza».

«GIU' LE MANI DAI GIOVANI» - «Vogliamo gridare, con tutta la forza che abbiamo, che non consentiremo mai alla camorra di mettere le mani su uno dei nostri giovani o dei nostri padri di famiglia. Siamo su fronti distinti e distanti da chi ha scelto la strada della violenza e della morte». L’arcivescovo ha ribadito l’impegno della chiesa napoletana «per realizzare il bene comune, per costruire una società più sana, fondata sulla giustizia e sul lavoro. Vogliamo passare dalle buone intenzioni ai fatti».

PRESENTI ANCHE CAMUSSO, BONANNI E REA - All'inizativa erano presenti anche i leader sindacali di Cgil, Cisl, Uil. «Tutte le organizzazioni presenti oggi al Giubileo hanno tradotto la scelta del cardinale in un progetto concreto. Il lavoro non è solo l’emergenza di questa regione. Nel lavoro c’è l’identità e la dignità delle persone», dice Susanna Camusso. «Bisogna dare valore al lavoro» Non c’è consumo, se il lavoro non torna ad essere al centro». «A Napoli - ha aggiunto Raffaele Bonanni della Cisl- l’emergenza lavoro è sentita più che altrove, in virtù della sua scarsità. Qui c’è chi cerca lavoro da diverso tempo - ha aggiunto - chi lo ha perso e chi rischia di perderlo». Secondo il numero uno della Cisl, la crisi economica «ha attanagliato i posti di lavoro nel Sud Italia e soprattutto nella sua capitale che è Napoli». Il ruolo del sindacato - ha proseguito Bonanni - è quello di combattere questa battaglia e l’iniziativa di oggi è per noi un incoraggiamento a farlo, richiamando tutti alle proprie responsabilità». «Il documento firmato è un primo passo e rappresenta una rivoluzione», spiega segretario generale Uil Campania, Anna Rea. Secondo Rea, per rilanciare il lavoro, «servono progetti concreti. Non bastano - ha detto Rea - le analisi, le critiche, i mea culpa. È evidente - ha aggiunto - che ci sono stati degli errori, ma adesso abbiamo la possibilità di correggerli e cambiare strada e per farlo è necessario partire dall’indignazione di tutti i napoletani e di tutti i lavoratori». Dalla sindacalista, giunge anche un appello alla politica affinchè «dia risposte e non favori. Con oggi - ha concluso Rea - è iniziata l’era del fare».


con i lavoratori della fincantieri

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mercoledì, maggio 25, 2011

Falciano del Massico: comitato per referendum

Referendum, c’è un comitato del Sì che si muove. Succede a Falciano del Massico, dove è stata organizzata una manifestazione per il sì in piazza Municipio per domenica prossima dalle ore 18 e 30. La manifestazione, aperta al contributo di tutte le forze che si riconoscono nell’iniziativa referendaria è stata indetta per dialogare con la cittadinanza su temi vitali per il futuro del territorio campano. Introduce e coordina l’iniziativa Carlo Broccoli del comitato per il sì. Sono previsti contributi di altri esponenti del comitato come Domenico Marino e Aldo Gallo nonché del vicesindaco di Falciano del Massico Corrado Freddino e del presidente nazionale Acli Terra Michele Zannini. A conclusione della manifestazione il concerto del gruppo «The orange beach»

“Federalismo, Mezzogiorno, Europa e Mediterraneo “



-Le sfide etiche, culturali, economiche e generazionali di un'Italia veramente unita -

Venerdì 27 maggio con inizio alle ore 18.00 a Monopoli presso l’Auditorium Polivalente Scolastico.

Durante il dibattito, il faccia a faccia tra il Ministro On. Raffaele Fitto e l’On. Francesco Boccia.

Bari 25 Maggio 2011: Le Acli in collaborazione con Terra di Mezzogiorno, Con-Sud, ed il patrocinio del Comune di Monopoli organizzano, per venerdì 27 maggio, con inizio alle ore 18.00, presso l’Auditorium Polivalente scolastico di Monopoli, un incontro dibattito sul tema:

Federalismo, Mezzogiorno, Europa e Mediterraneo” - Le sfide etiche, culturali, economiche e generazionali di un'Italia veramente unita.

"Mezzogiorno e Federalismo sono le sfide principali del Paese a 150 anni dall'Italia Unita,- dichiara Gianluca Budano, Presidente Acli Puglia e Responsabile Mezzogiorno Acli Nazionali – per ridisegnare i rapporti tra aree del Paese e misurare il nostro senso di solidarietà nazionale, unito al compito di chiedere alla societa' e alla politica di riaprire lo sguardo e l'impegno in Europa (dal Nord) e nel Mediterraneo (dal Sud)".

Dopo i saluti di Pier Paolo Napoletano (Responsabile Nazionale Sviluppo Associativo ACLI) eRoberto Oliva (Commissario Straordinario ACLI Bari), introdurrà il tema dell’incontro,Gianluca Budano. Al Dibattito, moderato da Vincenzo Magistà, Direttore del Tg Norba 24, interverranno: l’On. Raffaele Fitto (Ministro per i Rapporti con le Regioni) e Francesco Boccia (Membro della Commissione Parlamentare per Attuazione del Federalismo Fiscale). Le relazioni saranno svolte da: Gianfranco VIESTI (Presidente Fiera del Levante di Bari) Santino SCIRÈ (Presidente ACLI Sicilia - Responsabile Federalismo ACLI Nazionali), Emilio ROMANI (Sindaco di Monopoli, Vice Presidente Anci Puglia). Le conclusioni saranno affidate Presidente Nazionale ACLI, Andrea Olivero.


martedì, maggio 24, 2011

Fincantieri, le Acli appoggiano la protesta dei sindacati


Pasquale Orlando: “I lavoratori hanno fatto tanti sacrifici sulla propria pelle, spesso ammalandosi per l’amianto, vergognoso che vengano trattati così”

Napoli, 24 maggio 2011 - Pasquale Orlando, componente della direzione nazionale delle Acli e segretario nazionale della Fap Acli considera ''sbagliato e non accettabile'' il piano presentato dalla Fincantieri che prevede circa 2.500 esuberi e la chiusura di tre stabilimenti. Orlando sostiene la scelta di Fim, Fiom e Uilm di proclamare 8 ore di sciopero per protestare contro le decisioni dell’azienda.


”Fincantieri fa un errore gravissimo – dichiara il dirigente dell’associazione dei lavoratori cristiani - perchè sceglie di ridurre la capacità produttiva del Gruppo e non investe sulla diversificazione delle produzioni da realizzare. Il piano è Inaccettabile perchè prevede addirittura la chiusura di due cantieri Castellammare di Stabia e Sestri Ponente, con un taglio di migliaia di posti di lavoro tra dipendenti del gruppo e lavoratori dell’indotto.”


''Siamo con i lavoratori e il sindacato in questa battaglia che segnala la difesa del lavoro e di una scelta per il rilancio della produzione industriale nel nostro Paese - prosegue Pasquale Orlando- In particolare guardiamo con sgomento a Castellammare di Stabia dove la Fincantieri, presente da un secolo, rappresenta la principale attività produttiva della città, dove i lavoratori hanno fatto tanti sacrifici sulla propria pelle, correndo i rischi e spesso ammalandosi per la presenza di amianto nelle strutture come abbiamo più volte denunciato con il nostro Patronato Acli. E’ vergognoso trattarli così.”

Adesione della FAP ACLI ad AGE PLATFORM EUROPE

La FAP ACLI ha aderito ad AGE Platform Europe la principale intesa tra le organizzazioni della terza età del Vecchio Continente.
Ne da notizia il Segretario nazionale Pasquale Orlando che ha espresso la piena soddisfazione della Federazione per l’unanime accoglimento della domanda in sede europea.

“La sfida europea ci vedrà sempre più impegnati - ha affermato Orlando -sia nella difesa della condizioni di vita delle persone anziani soprattutto quelle non autosufficienti che nella costruzione di un dialogo fra le generazioni cui dedichiamo la nostra principale campagna associativa denominata “il Tuo talento per il nuovo lavoro”.

AGE Platform Europe è stata istituita nel gennaio 2001. E’ una rete europea di circa 150 organizzazioni di e per persone over 50 e rappresenta direttamente oltre 28 milioni di anziani in Europa.
Con il suo lavoro vuol dare voce e promuovere gli interessi dei 150 milioni di cittadini dell'Unione europea over 50; aumentare la consapevolezza dei problemi che più li riguardano; dare una voce alle persone anziane e dei pensionati anche nei dibattiti politici dell'UE attraverso la partecipazione attiva delle loro organizzazioni rappresentative a livello comunitario, nazionale, regionale e locale; fornire una piattaforma europea per lo scambio di esperienze e buone pratiche; informare gli anziani sui loro diritti in quanto cittadini dell'Unione europea o in essa residenti.

I temi più affrontati sono: anti-discriminazione, occupazione dei lavoratori anziani e invecchiamento attivo, protezione sociale, riforma delle pensioni, inclusione sociale, sanità, ricerca, accessibilità dei trasporti pubblici, ambiente, nuove generazione e ICT.
AGE Platform Europe è aperta alle organizzazioni europee, nazionali e regionali, e delle organizzazioni degli anziani e delle organizzazioni per le persone anziane. L'adesione è aperta solo alle organizzazioni non-profit. E’ co-finanziata dai suoi membri e dalla Commissione europea.

Fincantieri, piano industriale choc: chiusura Castellammare e 2551 esuberi

L'azienda: «Chiuderemo due
stabilimenti». Gli operai in piazza

LUIGI GRASSIA

Un trauma: 2551 posti di lavoro da eliminare su circa 8500 (cioè un taglio del 30%) in parallelo con la chiusura completa di due cantieri (sugli otto che ci sono in Italia) a Castellammare di Stabia (Napoli) e Sestri Ponente (Genova) e un drastico ridimensionamento di Riva Trigoso (Genova). È questo che prevede il piano industriale della Fincantieri, polo pubblico italiano delle costruzioni navali, piano giudicato indispensabile dall’azienda per fronteggiare la crisi economica e il taglio di molte commesse. Ieri l’amministratore delegato Giuseppe Bono ha illustrato il programma ai sindacati e subito sono partiti gli scioperi e le manifestazioni. A Sestri Ponente operai in piazza, traffico bloccato e qualche cassonetto incendiato; a Roma gli operai di Castellammare hanno stabilito un presidio davanti alla sede di Confindustria; e in serata il municipio di Castellammare è stato occupato.

In 200 anni di storia le aziende che sono confluite in

Fincantieri hanno costruito 7 mila navi, di cui 2 mila militari. Ma adesso lo scenario di mercato è drammatico. Nel mondo la domanda armatoriale dal 2007 al 2010 ha subìto un crollo del 55%, cioè si è più che dimezzata, e in Europa si sono persi 50 mila posti di lavoro.

E purtroppo questo è un settore in cui il crollo degli ordini può essere rapido ma il recupero è sempre lento: le grandi navi richiedono una programmazione pluriennale.

Fincantieri spera di non andare allo scontro sociale. Quello presentato, dicono le fonti aziendali, «non è un piano prendere o lasciare. Si apre una trattativa che ci auguriamo possa aggregare il maggior consenso possibile». Il prossimo incontro è convocato per il 6 giugno. Ma che margini di trattativa ci sono?

Le reazioni dei sindacati (tutti) sono ultra-negative. Il leader della Fiom Cgil, Maurizio Landini, dice che «il piano non è accettabile perché chiude due cantieri e mezzo. È un errore strategico. Su queste basi non ci sono le condizioni per un accordo. È necessario che il governo intervenga perché Fincantieri cambi idea».

Il segretario generale della Fim Cisl, Giuseppe Farina, accusa il piano industriale di essere «rinunciatario» perché «sembra voler solo adeguare le capacità produttive del gruppo al calo del mercato». «La Fim - dice Farina - è disponibile a discutere ma solo per salvaguardare l’insieme della struttura industriale, i cantieri e l’occupazione. Occorrerà un cambio di impostazione del piano industriale».

Il segretario regionale della Uilm Campania, Giovanni Sgambati, aggiunge che «la tensione che si è registrata oggi sotto la sede di Confindustria a Roma è solo un piccolo inizio di quello che produrrà l’annunciata chiusura del cantiere di Castellammare di Stabia. Ora è importante mantenere forte la coesione delle organizzazioni sindacali».

Per Antonio D’Anolfo, segretario nazionale dell’Ugl metalmeccanici, «non si può assistere passivamente al declino di un settore storico e d’eccellenza dell’industria italiana, che in una congiuntura economica come quella attuale dovrebbe essere salvaguardato con un sistema di commesse e con una strategia complessiva di rilancio».


Senza aiuto o assistenza circa 2 milioni di persone


Senza aiuto o assistenza  circa 2 milioni di persone

Secondo il Rapporto annuale dell’Istat sulla situazione del Paese, nel 2009 gli aiuti pubblici, privati e informali forniti esclusivamente per la cura e l’assistenza hanno raggiunto il 36,7% delle famiglie con almeno un minore di 14 anni, una quota in deciso aumento rispetto al 1998 (30,5%). In particolare, il 26,6% di queste famiglie riceve aiuto da parte della rete informale, con un incremento di quasi sei punti percentuali negli ultimi dieci anni. L’aumento è più importante nelle famiglie con madri che lavorano e per le madri sole occupate.

“Del resto – sottolinea l’Istat -, rispetto al potenziale bacino di utenza degli asili nido, la quota di domanda soddisfatta è ancora molto limitata: nel 2009, la percentuale di bambini tra zero e due anni iscritti a quelli pubblici è pari appena all’11,3, mentre il 40% dei bambini che vanno al nido frequenta una struttura privata”. A crescere sono anche le famiglie con bambini che si avvalgono di servizi pubblici (dal 3,4 al 6,3%), mentre la quota di quante ricorrono a servizi a pagamento come baby sitter o nidi privati, rimane sostanzialmente stabile (11,5%), ancorché con forti differenziazioni territoriali.

Oltre agli aiuti per la cura e l’assistenza, il 12% delle famiglie con bambini riceve aiuti di tipo economico, con un significativo aumento rispetto al 1998 (quando era il 5,5%). Le famiglie con bambini che possono contare su un sostegno economico sono più numerose nel Nord-est (14,4%), mentre nel Mezzogiorno si attestano al 10,2%, il valore più basso del Paese, pur essendo questa la zona con il maggior numero di bambini in condizione di povertà. I trasferimenti monetari sono erogati per il 5,8% delle famiglie dalla rete informale, quota in aumento rispetto a quella del 1998 (4,4%), mentre il 6,8% delle famiglie riceve trasferimenti monetari da enti pubblici: questa percentuale è in forte aumento rispetto a dieci anni fa (era l’1,4%), specialmente a causa di trasferimenti una tantum come gli assegni di maternità.

Anziani. Tra i bisognosi di assistenza, oltre ai bambini, vi è un numero elevato di persone gravemente o parzialmente limitate nell’autonomia personale che non sono raggiunte da alcun tipo di aiuto e non sono adeguatamente sostenute in casa: si tratta di circa due milioni di individui, soprattutto anziani, che non trovano adeguata protezione all’interno della famiglia perché vivono soli o con altre persone con problemi di salute. “Questo segmento di popolazione – precisa l’Istat - presenta anche condizioni economiche mediamente più svantaggiate, soprattutto nel Mezzogiorno”.

Nel 2009 il 29,2% delle famiglie con anziani ha ricevuto un aiuto di qualche tipo (gratuito o a pagamento o pubblico) per la cura e l’assistenza alle persone, una quota che aumenta al crescere dell’età e, soprattutto, all’aggravarsi delle condizioni di salute, fino a raggiungere il 46,9% per le famiglie con anziani con gravi limitazioni e il 61% per quelle con ultraottantenni in tale condizione. Il Nord-est è la zona in cui le famiglie di anziani sono aiutate di più, soprattutto quelle con persone in gravi condizioni (55,8%), mentre il Mezzogiorno è quella dove le famiglie di anziani in gravi condizioni sono aiutate meno (46,9%), benché le condizioni di salute degli anziani siano comparativamente peggiori.

Povertà. Secondo l’Istat, in Italia circa un quarto della popolazione (24,7%) sperimenta il rischio di povertà o esclusione, un valore superiore alla media Ue (23,1%). “E’ possibile distinguere alcuni sottogruppi che si differenziano per tipo e gravità della condizione osservata: il rischio di povertà è il sintomo più diffuso e, nella maggior parte dei casi (12,5% della popolazione, corrispondente a 7,5 milioni di individui), non si associa a nessuno degli altri due”. E’ contenuta in termini relativi la diffusione del solo sintomo di grave deprivazione (2,9 per cento; 1,7 milioni di persone) o del solo sintomo di intensità lavorativa molto bassa (3%; 1,8 milioni). Solo l’1% della popolazione residente (circa 611 mila individui) vive in una famiglia contemporaneamente a rischio di povertà, deprivata e a intensità di lavoro molto bassa.


Sempre secondo l’Istat, nel 2010 il 15,7% delle famiglie ha presentato tre o più sintomi di deprivazione: si tratta di oltre nove milioni di persone. “I profili familiari e territoriali che caratterizzano le famiglie deprivate sono del tutto simili a quelli rilevati negli anni precedenti – si afferma -: famiglie numerose, con tre o più figli, abitazione in affitto, residenza nel Mezzogiorno”. Gli indicatori di deprivazione hanno mantenuto una sostanziale stabilità rispetto all’anno precedente, sia perché a essere colpite sono state soprattutto le famiglie che già nel 2009 erano considerate deprivate, sia perché la perdita del lavoro ha interessato maggiormente i giovani che vivono ancora con i genitori.
La condizione di deprivazione materiale, anche grave, è però aumentata tra le famiglie in cui la perdita di occupazione ha riguardato la persona di riferimento o il partner, interessando più spesso individui cha avevano un lavoro stabile e qualificato che ap-portava un contributo economico rilevante alle risorse familiari. Inoltre, è cresciuta la quota di famiglie costrette a contrarre debiti o a fare ricorso alle proprie risorse patrimoniali (16,2% contro 15,1% nel 2009).

Gli interventi socio-assistenziali dei comuni. Per l’Istat, la forte sperequazione territoriale dell’offerta di intervento e di servizi sociali da parte dei comuni costituisce un “elemento di particolare criticità”.

I cittadini che risiedono al Sud ricevono dai comuni circa un terzo delle risorse erogate nel Nord-est sotto forma di interventi e servizi sociali (si va da un minimo di 30 euro in Calabria a un massimo di 280 euro nella provincia autonoma di Trento). “Nelle regioni del Sud – evidenzia il rapporto - non solo si registrano i valori pro capite più bassi, ma anche la minore compartecipazione alla spesa da parte degli utenti e del Sistema sanitario nazionale”.

Nel 2008 per una persona disabile residente in Italia la spesa media per assistenza è stata di 2.500 euro, oscillando dai 658 euro del Sud ai 5.075 del Nord-est; per l’assistenza agli anziani si va dai 59 euro di spesa media pro capite al Sud ai 165 euro nel Nord-est e per le famiglie con figli l’impegno dei comuni varia dai 47 euro pro-capite del Sud ai 165 del Nord-est.
Nel 2009 la quota di bambini che si sono avvalsi di un servizio socio-educativo pubblico è del 13,6%, ma mentre in alcune regioni (Emilia-Romagna, Umbria e Valle d’Aosta) si raggiunge quasi il 30% dei bambini fra 0 e 2 anni, quasi tutte quelle del Mezzogiorno presentano percentuali inferiori al 10%.

Sempre secondo l’Istat, nel corso del 2009, in presenza di una riduzione del 2,4% delle spese complessive, “si nota una certa ricomposizione del bilancio dei comuni, i quali hanno ridotto le spese generali per l’amministrazione, aumentando la quota che va alle attività socio-assistenziali. Le difficoltà finanziarie di molti Comuni diventeranno più evidenti a partire dal 2011, quando la riduzione delle entrate da trasferimenti statali e i vincoli del Patto di stabilità interno li obbligheranno a contenere le spese in modo ancor più significativo. Inoltre – continua l’Istat -, la prima fase del federalismo municipale, prevista dal 2012-2013, dovrebbe procedere alla soppressione di alcuni trasferimenti ai comuni a fronte della devoluzione di alcuni tributi. Nel Mezzogiorno, dove il welfare locale risulta finanziato in misura maggiore dai trasferimenti statali, le modifiche prefigurate – in assenza di interventi perequativi – potrebbero tradursi in un contenimento delle risorse impiegate nel settore dell’assistenza sociale. Alla sofferenza delle reti di aiuto informale, dunque, rischia di aggiungersi quella delle politiche sociali, con il possibile aumento, in un contesto di forti differenziali territoriali, di bisogni non soddisfatti provenienti dai segmenti di popolazione più vulnerabile”.

lunedì, maggio 23, 2011

corse di cavalli: Galopin du Magistry batte Letterienne



Corsa Clandestina. GP di Napoli/5



di A.Mancia e S.Bressan


C'era grande attesa all'Ippodromo di Frizzy, per la nuova corsa preparatoria in vista dello spareggio per il Grand Prix di Napoli del 29-30 maggio. Dopo l'ultimo, incredibile, arrivo al fotofinish, i due cavalli superstiti si sono dati ancora una volta battaglia. Ma questa volta, anche se la gara è stata molto combattuta, Galopin du Magistry ha trovato - proprio sul rettilineo d'arrivo - lo spunto necessario per arrivare sul traguardo prima di Letterienne. Il cavallo viola ha chiuso in 51" netti, con due lunghezze di vantaggio su quello azzurro, che era partito bene ma che è sembrato un po' in affanno nelle battute finali della corsa. Sugli spalti, insieme ai mille spettatori paganti, si accalcavano gli staff dei cavalli eliminati nel GP del 15-16 maggio. Ma, forse per qualche svista degli organizzatori, i loro posti a sedere erano stati mischiati gli uni con gli altri. E non si è riuscito bene a capire chi tifasse per chi.

ORDINE D'ARRIVO PROVVISORIO Galopin du Magistry 51" Letterienne 49"

NEGARE SACRAMENTI AI MALAVITOSI. FORUM CATTOLICO LAVORO: GRAZIE A SEPE



Napoli, 19 maggio 2011. In merito ai recenti e coraggiosi
orientamenti di indirizzo al clero napoletano a negare i sacramenti
ai malavitosi il Forum delle persone e delle associazioni di
ispirazione cattolica nel mondo del lavoro (costituito da Cisl, Acli,
Compagnia delle Opere, Confartigianato, Confcooperative e Movimento
Cristiano dei Lavoratori della Campania) ha inviato una lettera al
Cardinale Crescenzio Sepe ringraziandolo per «l’ulteriore
incoraggiamento all' impegno civico a favore della nostra comunità
martoriata che già avevamo colto con l'annuncio dell'anno Giubilare».

Il FORUM delle persone e delle associazioni di ispirazione cattolica
nel mondo del lavoro si riconosce nella iniziativa pastorale del
Cardinale Sepe e, allo stesso tempo, esprime preoccupazione per il
sostanziale silenzio della più parte degli operatori politici ed
istituzionali napoletani che, seppure impegnati nella campagna
elettorale o forse proprio per questo, non hanno voluto o saputo
offrire nessuna valutazione.

«Napoli e la sua gente – scrive il Forum nella missiva - hanno
maggiormente bisogno sono modelli virtuosi da emulare e che Lei, con
forza instancabile, indica a tutti, fedeli e non.

Siamo infatti convinti che il cambiamento di Napoli possa avvenire
solamente attraverso un impegno nuovo di ciascuno di noi come Lei ha
fortemente insistito al momento dell'avvio del Giubileo.

La ringraziamo per la Sua testimonianza e la preghiamo di contare sul
nostro impegno che vogliamo sperare all' altezza delle nostre
responsabilità e della Sua azione pastorale».***

domenica, maggio 22, 2011

come e quando votare al ballottaggio del 29 e 30 maggio 201




D) Quando ci sarà il turno di ballottaggio?
R) Si vota in 2 giorni, domenica 29 maggio dalle 8.00 alle 22.00 e lunedì 30 maggio dalle 7.00 alle 15.00.

D) Come si vota questa volta?
R) Semplice, sarà consegnata una sola scheda, che riporta i nominativi dei due candidati che hanno ottenuto al primo turno il maggior numero di voti. E' necessario tracciare un segno sul rettangolo entro il quale è scritto il nome del candidato sindaco prescelto.

D) Non ho votato il 15 e 16 Maggio scorso, posso partecipare al ballottaggio?
Si, gli aventi diritto al voto potranno partecipare al turno di ballottaggio anche se non abbiano preso parte alla votazione del primo turno.

D) Quali documenti devo portare?
R) E' necessario esibire, oltre ad un documento di riconoscimento, la tessera elettorale.

D) Quando inizia lo scrutinio?
R) Lo scrutinio avrà inizio nella giornata di lunedì al termine delle operazioni di voto.

vecchioni a piazza dante per de magistris

sabato, maggio 21, 2011

Sanzioni in caso di omissioni contributive dovute per rapporti di collaborazione



L’Inps ha reso noto, con circolare n. 71 del 4 maggio 2011, che in applicazione dell’art. 39 della legge n. 183/2010, a decorrere dalla denuncia Emens di competenza novembre 2010, l’omesso versamento della contribuzione dovuta sui compensi dei lavoratori a progetto, o comunque dei titolari di collaborazioni coordinate e continuative, configura l’ipotesi di reato di cui all’art. 2, commi 1-bis, 1-ter, 1-quater, del D.L.463/83, convertito in Legge 638/83.

L’art. 39 ha l’evidente scopo di estendere anche ai committenti tenuti a versamenti contributivi alla “Gestione separata” la medesima fattispecie di reato, disciplinata dal citato art. 2, in precedenza applicabile solo ai datori di lavoro subordinato, uniformando in tal modo la disciplina in materia di sanzioni previste nei confronti dei datori di lavoro che omettano il versamento di contribuzione dovuta.



INPS, Circolare n. 71, 04/05/2011

venerdì, maggio 20, 2011

“LA CITTA’ CHE VOGLIAMO”


Domenica 22 Maggio 2011 saremo presenti in Piazza del Gesù – Napoli (nei pressi dell’Ente del turismo) dalle ore 9,00 alle ore 14,00 per un momento di conoscenza, di sensibilizzazione e di sostegno dei nostri progetti di volontariato sociale il nostroimpegno civile: http://www.cittadellagioia.eu/images/stories/bottone%20che%20ruota.gifIl progetto "Saperi di Speranza" a favore dei bambini e dei ragazzi napoletani a rischio di abbandono scolastico; http://www.cittadellagioia.eu/images/stories/bottone%20che%20ruota.gifIl progetto "Viandanti della Gioia" per dare risposte alle persone senza dimora, ultimi tra gli ultimi nella nostra Città. Illustreremo anche la nostra presenza nella neo-costituita Rete Shukran, che abbiamo costituito con altre realtà associate napoletane che operano nel settore; http://www.cittadellagioia.eu/images/stories/bottone%20che%20ruota.gifIl progetto "Stringiamoci la mano", centro di ascolto e di intervento sulle povertà, ma anche motore di solidarietà per le emergenze, nazionali e internazionali. In particolare illustreremo il nostro gemellaggio col Liceo Bafile dell'Aquila dopo il sisma del 2009; http://www.cittadellagioia.eu/images/stories/bottone%20che%20ruota.gifIl progetto "Tsunami della Solidarietà" che, dal disastro del 2004, sostiene a distanza bambini e famiglie colpite, promuovendo interventi sulla scuola, sul lavoro, sulle case in sintonia con l'intervento di p. Ashley Samarasinghe SJ. E ancora il nostro impegno per la Pace, per iBeni Comuni, per la Giustizia e la Legalità, per la Cultura.

Con l’occasione, chiederemo ai Cittadini napoletani di aiutarci a comporre una tela dal titolo “LA CITTA’ CHE VOGLIAMO”, dove scriveremo quanto si riterrà più importante e prioritario - nella costruzione della nostra Napoli e a partire dallo sguardo di chi più soffre o è ai margini – debba tener conto l’agenda politica del nuovo Sindaco di Napoli. Ai Candidati a Sindaco di Napoli Città della Gioia onlus ha inviato un proprio documento con sette punti sulle politiche sociali ed economiche.

Domenica 22 Maggio 2011 saremo presenti in Piazza del Gesù – Napoli (nei pressi dell’Ente del turismo) dalle ore 9,00 alle ore 14,00 per un momento di conoscenza, di sensibilizzazione e di sostegno dei nostri progetti di volontariato sociale il nostroimpegno civile: http://www.cittadellagioia.eu/images/stories/bottone%20che%20ruota.gifIl progetto "Saperi di Speranza" a favore dei bambini e dei ragazzi napoletani a rischio di abbandono scolastico; http://www.cittadellagioia.eu/images/stories/bottone%20che%20ruota.gifIl progetto "Viandanti della Gioia" per dare risposte alle persone senza dimora, ultimi tra gli ultimi nella nostra Città. Illustreremo anche la nostra presenza nella neo-costituita Rete Shukran, che abbiamo costituito con altre realtà associate napoletane che operano nel settore; http://www.cittadellagioia.eu/images/stories/bottone%20che%20ruota.gifIl progetto "Stringiamoci la mano", centro di ascolto e di intervento sulle povertà, ma anche motore di solidarietà per le emergenze, nazionali e internazionali. In particolare illustreremo il nostro gemellaggio col Liceo Bafile dell'Aquila dopo il sisma del 2009; http://www.cittadellagioia.eu/images/stories/bottone%20che%20ruota.gifIl progetto "Tsunami della Solidarietà" che, dal disastro del 2004, sostiene a distanza bambini e famiglie colpite, promuovendo interventi sulla scuola, sul lavoro, sulle case in sintonia con l'intervento di p. Ashley Samarasinghe SJ. E ancora il nostro impegno per la Pace, per iBeni Comuni, per la Giustizia e la Legalità, per la Cultura.

Con l’occasione, chiederemo ai Cittadini napoletani di aiutarci a comporre una tela dal titolo “LA CITTA’ CHE VOGLIAMO”, dove scriveremo quanto si riterrà più importante e prioritario - nella costruzione della nostra Napoli e a partire dallo sguardo di chi più soffre o è ai margini – debba tener conto l’agenda politica del nuovo Sindaco di Napoli. Ai Candidati a Sindaco di Napoli Città della Gioia onlus ha inviato un proprio documento con sette punti sulle politiche sociali ed economiche.

Per Città della Gioia onlus – Pasquale Salvio - Presidente