sabato, febbraio 26, 2011

Domani la chiusura di Agrosud – Salone della Dieta Mediterranea, alla Mostra d’Oltremare di Napoli



Migliaia di visitatori alla principale fiera delle tecnologie ed innovazioni applicate al settore agricolo del Meridione

Napoli, 25 febbraio 2011 – Si chiuderà domani la terza edizione di Agrosud – Salone della Dieta Mediterranea, che resterà aperto alla Mostra d’Oltremare dalle 9 alle 19 e che ha finora fatto registrare migliaia di visitatori tra tecnici e semplici curiosi.

Continueranno le degustazioni organizzate per il pubblico da Slow Food, dal Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala e dalle numerose aziende espositrici presenti in fiera, come anche la gara tra agricoltori che, alla guida di un trattore, dovranno compiere una gimkana tra birilli nel minor tempo possibile per aggiudicarsi il primo “Trofeo Vallepiana 2011” : domattina le finali.

Agrosud è una importante vetrina internazionale per centinaia di aziende, nonchè l’unico evento in tutto il Sud Italia interamente rivolto agli operatori specializzati del settore, che possono visitare sei diversi padiglioni tematici: ZootechMed (dedicato alla zootecnia); Ortomed (dedicato all’ortofrutta); SILC (Salone dell’industria lattiero-casearia); Agrosapori (dedicato al mangiare bene e sano ); AgroEnergy (dedicato alle energie pulite); Floramed (dedicato al settore floricolo).

All’interno di “Agrosapori” sono ospitati la sesta Mostra Nazionale della Bufala Mediterranea e le degustazioni di pizza a cura dall’Associazione Pizzaiuoli Napoletani: acquistandone una si donerà un euro alla causa “Pizza saves capra napoletana”, una iniziativa che intende tutelare una specie in estinzione e che sostenuta da un testimonial di eccezione, il protagonista della fiction tv della Rai“Capri” Sergio Assisi, in visita ieri ad Agrosud. A “Floramed” invece, i migliori fioristi d’Italia effettueranno delle dimostrazioni per mostrare come si realizza una composizione floreale.

Domani alle 10 sarà scelta la “bufala più bella d’Italia” all’interno del concorso fotografico Photobuba. A seguire, la premiazione del concorso Caciobù, dedicato ai migliori formaggi realizzati con il latte di bufala al centro percento, che si propone di valorizzare e promuovere le elevate caratteristiche ed attitudini casearie del latte di bufala mediterranea italiana. Spazio anche per i più piccoli: i bambini dai 4 ai 10 anni possono partecipare ad attività ludico-didattiche sul mangiar bene organizzate appositamente per loro (per prenotarsi telefonare allo 081.2580367).

Agrosud ha ottenuto i patrocini di Ministero delle Attività Agricole e Forestali , Regione Campania, province di Napoli, Caserta, Avellino e Comune di Napoli e si avvale della collaborazione di Anasb, Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggi ed Ordine degli Agronomi di Napoli.

Per comunicazioni: 3403008340 – 3939019211

venerdì, febbraio 25, 2011

immigrazione e agricoltura


La Libia, il petrolio e la rivoluzione della rete


di Leonardo Becchetti

Le preoccupazioni per la situazione economica di fronte alla crisi libica mi paiono assolutamente fuori luogo. Possiamo preoccuparci dell’aumento del prezzo della benzina quando si stanno perpetrando eccidi sull’altra sponda del mediterraneo e migliaia di persone vengono seppellite in fosse comuni? Quanto vale una vita anche se a distanza di sicurezza dalla nostra tranquillità? Meno di un aumento di qualche dollaro al barile?
Cerchiamo piuttosto di capire quello che sta succedendo nel mondo. La destra americana aveva pensato di poter esportare la democrazia con le armi impantanandosi in un sanguinoso conflitto in Iraq costato una quantità incredibile di vite umane e ingenti risorse economiche. Con l’effetto di generare una spirale di odio ed avversione verso l’occidente. Obama ha puntato su un’altra politica. Un discorso di pace e di apertura verso il mondo arabo appena insediato e poi investimenti significativi in una strategia di diffusione della democrazia dal basso, attraverso quella stessa rete che aveva facilitato la costruzione del consenso elettorale attorno alla sua figura portandolo al potere. Non le armi, ma la riedizione di Radio Londra con le nuove tecnologie. Il bello di Internet è che non è controllabile. Se si possono controllare televisioni e giornali è difficile impedire che qualcuno possa postare un breve video per raccontare quello che sta succedendo in Libia. E infatti è su You Tube che abbiamo le testimonianze filmate più fresche anche se l’informazione è disordinata e non facilmente interpretabile.
Prepariamoci piuttosto al grande cambiamento che stiamo vivendo. Con una serie di cambiamenti strutturati stiamo passando da un mondo dove contavano soprattutto e quasi solo logiche top down ad uno dove le logiche bottom up saranno sempre più importanti. Azione dal basso dei cittadini attraverso le scelte di consumo e di risparmio, inter-grid, ovvero produzione di energia dal basso e comunicazione dal basso saranno sempre più importanti.
Il fattore rete ha prodotto un’accelerazione spaventosa non solo nella diffusione delle conoscenze, ma anche nella possibilità di fare confronti tra paesi. Nel primo caso, i moderni mezzi di comunicazione stanno accelerando il tasso di innovazione e la rapidità con cui scoperte scientifiche si susseguono. Nel secondo, come dimostrato in un working paper presentato al convegno di Bertinoro per l’Economia Civile e al Ministero del Tesoro negli scorsi mesi, hanno aumentato il grado di insoddisfazione per la distanza percepita tra la qualità della vita nel proprio paese e quella nei paesi nei quali si vive meglio. E quest’insoddisfazione è una molla che ha accelerato altri fenomeni. In primis i processi migratori, perché gli insoddisfatti riducono o pensano di ridurre la loro insoddisfazione trasferendosi nei paesi dove credono si viva meglio; poi i fenomeni di convergenza nella crescita: assieme ai tradizionali fattori identificati dagli economisti quest’insoddisfazione è la molla psicologica del recupero dei paesi emergenti, la stessa che interessò noi italiani nel primo dopoguerra; infine, il desiderio di colmare il gap non solo economico ma anche democratico con i paesi più avanzati.
Non sappiamo fino a quanto, perché è innegabile che la cultura europea ha molti più secoli di tradizione democratica, ma la rete sta accorciando le distanze della storia. A parte pochi settori, l’economia e gli scambi hanno bisogno di condizioni pacifiche per prosperare. Non sappiamo se questa spinta enorme basterà a trasformare regimi autocratici o dittatoriali in democrazie di mercato da subito ma è questo il vero impatto dell’economia su quanto sta accadendo (e non le oscillazioni dei prezzi petroliferi) a cui dobbiamo guardare.

CONTRIBUTI COLF E BADANTI 2011



Con circolare n. 23 dell’1 febbraio 2011, l’INPS ha comunicato le nuove fasce di retribuzione per il calcolo dei contributi 2011 di colf e badanti.
Dall’1 gennaio 2011, è stata, quindi, stabilita la nuova aliquota contributiva per i datori di lavoro domestico non soggetti al contributo CUAF (Cassa Unica Assegni Familiari) che ha subito un aumento di 0,22 punti percentuali, come previsto dall’art. 27, comma 2-bis, del D.L. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito nella legge 28 febbraio 1997, n. 30, fino a raggiungere l’aliquota contributiva al FPLD (Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti) dei datori di lavoro diversi del 17,4275 %.
Queste percentuali sono state elaborate in base all’indicazione fornita dall’ISTAT che ha, infatti, segnalato una variazione percentuale dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati nel periodo gennaio 2009-dicembre 2009 e gennaio 2010-dicembre 2010, pari all’1,6%.
Per il 2011, dunque, la contribuzione oraria per i collaboratori domestici è: per retribuzioni fino a € 7,34, contributi per € 1,36 (di cui € 0,33 a carico del lavoratore); per retribuzioni tra € 7,34 e € 8,95, contributi per € 1,54 (di cui € 0,37 a carico del lavoratore); per retribuzioni superiori a € 8,95, contributi per € 1,88 (di cui € 0,45 a carico del lavoratore); per orari di lavoro di più di 24 ore settimanali, contributi per € 0,99 (di cui € 0,24 a carico del lavoratore). Questi sono gli importi comprensivi della quota CUAF che non è dovuta solo in caso di datore di lavoro che è coniuge e titolare di indennità di accompagnamento e di rapporto di lavoro tra parenti o affini entro il terzo grado conviventi (art. 1, DPR 31 dicembre 1971, n. 1403).

giovedì, febbraio 24, 2011

Napoli Italia. libri e politica a San Giorgio a Cremano



In Campania e a Napoli “c'è bisogno di un giusto conflitto politico” ma solo su “questioni che realmente lo richiedono ed è necessario unirsi di più ”.

Lo ha detto l'ex Presidente della Campania Antonio Bassolino a San Giorgio a Cremano presentando il suo libro 'Napoli, Italia' in una serata organizzata dal Circolo Acli Lazzati presieduto da Antonio Di Maria.

“Per la prima volta la voce politica del Mezzogiorno rischia di essere più debole della forza economica che ha avuto in passato” - ha detto Bassolino – “credo sia una grande questione per tanti amministratori del Mezzogiorno”.

All'incontro pubblico hanno preso parte il Direttore del “Corriere Del Mezzogiorno” Marco Demarco, il Sindaco di San Giorgio a Cremano Domenico Giorgiano, Pasquale Orlando, Segretario Nazionale FAP ACLI e Francesco Micera del Forum Giovani.

Tornano le matinée della Nuova Orchestra Scarlatti al Teatro Diana



domenica 13 e 27 marzo e 10 aprile, ore 11.30

Tornano le matinée della Nuova Orchestra Scarlatti al teatro Diana (via Luca Giordano, 64), nel cuore del Vomero. Tre concerti domenicali alle ore 11.30: si comincia il 13 marzo, Omaggio a Pergolesi, con il celebre Stabat Mater, l’estremo capolavoro in cui il grande mito della musica napoletana mescola intimità e teatrali passioni; si prosegue il 27 marzo, ‘… in Coro’, un vario e originale programma dove uno strumento solista, il clarinetto di Gaetano Russo, si alterna e si intreccia con un raffinato ensemble corale, l’Exsultate Deo e si chiude il 10 aprile, Passioni all’opera, un cocktail di emozioni diverse - opera, ma anche romanza, morceau, canzone - secondo una ricetta che ricrea le atmosfere brillanti e appassionate dei salotti di un tempo con piccola orchestra e due giovani voci.

Il costo del biglietto per i concerti è di 12 euro. Abbonamento a 3 concerti: 24 euro.

Prevendita al botteghino del Teatro Diana (tel. 081.5567527 – 081.5784978)

Informazioni: Nuova Orchestra Scarlatti: tel. 081.410175

Nuova Orchestra Scarlatti tel/fax 081.410175 - stampa: Luisa Maradei (333.5903471)

info@nuovaorchestrascarlatti.it www.nuovaorchestrascarlatti.it

Napoli: I diritti alla prova della crisi: riscattare il futuro e la felicità



24, 25 e 26 febbraio 2011
Centro congressi TIEMPO
Centro Direzionale Isola E5 – NAPOLI

segreteria tecnica – organizzativa:
Teresa Attademo, Rosaria Lumino, Andrea Morniroli, Rina Ziccardi
Tel. 081 7872037, cell. 3381600757, 3205698734
e-mail info@gescosociale.it

In collaborazione con:
AIRSAM, Campo Libero, CISMAI, C.N.C.A, Comunità Le Piagge, Copersamm,
Democrazia Km zero, Facciamo breccia, Forum Droga, Forum salute mentale,
Legacoopsociali, Psichiatria Democratica

La fragilità del tessuto produttivo, gli elevati tassi di disoccupazione, l’estensione dei processi di marginalità, l’esigenza di riqualificare l’ambiente urbano e periferico sono alcune delle emergenze con le quali il nostro Paese deve fare i conti in un quadro di riferimento istituzionale che non considera opportunamente le politiche sociali come centrali. Molte ancora sono le questioni sociali irrisolte: dai rifiuti alla salute, dall’occupazione allo stato di abbandono di molte periferie, dalle pessime condizioni nelle quali versa la scuola alla sicurezza dei cittadini e dei territori, dalla precarietà esistenziale all’assenza dei diritti individuali.

Di fronte a questo scenario si torna, sempre più spesso, a discutere della necessità di ridurre i costi quando non anche i servizi, con una pericolosa involuzione verso una cultura assistenzialistica ed una progressiva privatizzazione dei beni comuni, mentre i consistenti tagli alla spesa, presentati come un inevitabile tributo alla crisi, rischiano di travolgere le già fragili politiche pubbliche. È una deriva che coinvolge l’intero Paese ma che al Sud e ancora di più a Napoli è particolarmente grave, perché la crisi sta mettendo a dura prova anche quelle reti di auto mutuo aiuto e quelle forme di economia informale che, sino ad oggi, hanno permesso a molti di reggere il quotidiano, di arrivare a fine mese, allentando la tensione sociale.

Da molto tempo assistiamo alla graduale perdita di strutture e servizi importanti, luoghi accoglienti per persone, bambini e adulti, segnate dall’abbandono, dall’abuso e dalla povertà, dal maltrattamento, dall’emarginazione, dal fallimento. Persone la cui assistenza, nella migliore delle ipotesi, ricadrà sulle famiglie o spingerà unicamente al ricorso a nuove e vecchie istituzioni totali: non solo carceri, manicomi e istituto per bambini ma anche risposte inappropriate come ospedali e cronicari.

L’emergenza economica e sociale che il Paese sta attraversando non è solo un momento di difficoltà o una congiuntura, è una crisi che sta mettendo in discussione diritti fondamentali indisponibili. Di qui la necessità di riportare questi temi al centro dell’attenzione, per produrre proposte alternative alla politica dei tagli indiscriminati, evitando di rispondere alla crisi generando nuove emergenze

mercoledì, febbraio 23, 2011

Iervolino: "Renzi? Un guagliunciello"


L'ironia del sindaco di Napoli sul collega di Firenze: "Guardo con disistima ai rottamatori". Il primo cittadino spiega di non avere intenzione di ricandidarsi al parlamento e confessa il desiderio di riprendere la toga di avvocato e di fare, contestualmente, la baby-sitter dei nipotini.


"Guardo con molta disistima questi 'guagliuncielli' rottamatori come il sindaco di Firenze Matteo Renzi. Anche noi abbiamo contestato chi ci stava davanti nel partito, ma dopo anni di militanza". Così il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, rispondendo alle domande dei giornalisti su quale sarà il suo impegno al termine del mandato amministrativo e su un eventuale ritorno in Parlamento.

"A 75 anni - dice - o ci sei in Parlamento o non ci ritorni". Assicura che non ha alcuna intenzione di "fondare una 'pazziella'", visto che molte indiscrezioni le accreditavano la creazione di una fondazione. "Sono già impegnata in una fondazione messa in piedi da ex parlamentari amiche di Nilde Iotti e dalla figlia - spiega il sindaco di Napoli - che vogliono valorizzare la figura delle costituenti e attraverso queste la Costituzione".

La fondazione è appunto l'istituto dedicato alla ex presidente della Camera. "Il primo socio fondatore e onorario è Giorgio Napolitano, il secondo è Oscar Luigi Scalfaro - aggiunge - capite di quale comitiva parliamo". E, per sgombrare il campo da voci su un possibile rientro nella politica attiva, Iervolino non nasconde di attendere la fine del mandato da sindaco. "Sto contando i giorni - dice - anche perchè da luglio sono assunta dai miei figli come baby sitter di cinque nipoti".

Spera, però, di poter conciliare gli impegni familiari con una passione mai spenta: "Non ho mai esercitato a fondo la professione di avvocato. - dice - Conservo la toga di mio padre, con la quale ho giurato, e mi piacerebbe indossare quella toga nell'ambito dell'organizzazione di Carol Tarantelli per difendere le donne violentate, i lavoratori licenziati, gli immigrati. E' un'organizzazione nata dal Comune di Roma ai tempi di Veltroni e che prosegue la sua opera autonomamente".

Benevento, 'esodo' per Scinsieme 2011


Parte con oggi l’appuntamento canonico degli appassionati di “Scinsieme 2011 del Centro Sud” fino a domenica 27 febbraio, nella vallata incantevole di Pescasseroli nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo a 1167 metri sul mare. Un vero esodo che parte da Benevento con la dirigenza dell’Unione Sportiva Acli sannita e settecento persone da varie regioni d’Italia, verranno accolti dal presidente nazionale Marco Galdiolo e il vicepresidente nazionale Antonio Meola.
Pescasseroli, da anni è una meta attrezzata per chi fa sport e per il riposo, ha dichiarato il presidente Nino SCIMONE dell’ associazione nazionale AICAD, ( Associazione Italiana Cardo Diabetici),soddisfa le aspirazioni di chi viene a ritrovar se stesso in un'atmosfera salubre, serena e tonificante. Uno scenario importante, continua Nino Scimone, che concilierà i lavori per rilanciare “la campagna di prevenzione del Diabete negli sportivi occasionali”. Ringrazio per la fattiva collaborazione gli operatori e dottori, ha concluso il presidente Scimone, del Centro
Diabetologico di Luccia dell’ ASL Salerno diretto dal dottore Razzano Reina, che assisteranno gli sportivi occasionali in questi giorni sulle piste di sci per controllare i valori della glicemia nel sangue per declinare il binomio Sport e Salute.
L’ organizzazione di Scinsieme Centro Sud, ha posto in essere convenzioni per Skipass, nolo sci, poiché la stazione sciistica di Pescasseroli offre ampie e diverse possibilità per lo sport e la vacanza invernale: piste da discesa, efficienti impianti di risalita, neve programmata, servizi, anelli
per lo sci da fondo e un'infinità di sentieri da percorrere in armonia con la natura, con la stessa filosofia del suo splendido Parco. I 5 impianti e i 3 punti ristoro servono circa 20 km di discesa per ogni difficoltà suddivisi in 14 piste da sci.

martedì, febbraio 22, 2011

Bassolino ha presentato il suo libro "Napoli Italia" a San Giorgio a Cremano



Bassolino ha presentato il suo libro "Napoli Italia" a San Giorgio a Cremano

oggi, 22 febbraio, il presidente della Fondazione Sudd Antonio Bassolino è stato a San Giorgio a Cremano per presentare il suo ultimo libro "Napoli Italia".

L'appuntamento fissato alle ore 18.00 presso la libreria Vesuvio, ha visto la partecipazione di tanti cittadini che hanno vissuto una bella serata di politica e giornalismo ed il saluto del Sindaco Mimmo Giorgiano.

A discutere con l'ex governatore in questa sua nuova tappa del tour promozionale del libro, il direttore del Corriere del Mezzogiorno Marco De Marco e il segretario nazionale della Fap Acli Pasquale Orlando. Sono intervenuti anche Fabio Micera del Forum degli Studenti e Melluso di assoutenti, L'iniziativa è stata organizzata dal Circolo Acli Lazzati presieduto da Antonio Di Maria.

Acli, il progetto contro la povertà Inventando una nuova Social Card

LA PROPOSTA

Acli, il progetto contro la povertà
Inventando una nuova Social Card

Il Piano dall'organizzazione cristiana dei lavoratori prevede una radicale riforma della prima misura contro la povertà mai introdotta prima, pur riconoscendone il valore. Partendo da un'analisi minuziosa dello stato delle famiglie in condizioni di indigenza (sono oltre 1,2 milioni e non solo al Sud) si introduce il concetto di "universalismo" che estende i benefici a strati più ampi della popolazione

ROMA - Partire dalla Social Card, la prima misura nazionale anti-povertà, per migliorarne il funzionamento. Questo, in sintesi, il Piano proposto dalle Acli 1 che comincia con il constatare il fatto - che la politica italiana è tradizionalmente disattenta verso i poveri. Lo dice la vita concreta delle persone coinvolte e intere biblioteche di studi lo documentano. Oggi ce lo ricorda la crisi economica, che ha trovato queste famiglie senza i mezzi per proteggersi. Ce lo ricordano anche i confronti con i sistemi di welfare degli altri paesi, che rivelano il ritardo italiano nel fronteggiare le situazioni di disagio. Nel dicembre 2008 il Governo Berlusconi ha avviato la Carta Acquisti - meglio nota come Social Card - rivolta alle famiglie povere con anziani di almeno 65 anni e bambini entro i 3 anni. Pure limitata, si tratta della prima misura nazionale contro la povertà introdotta in Italia.

Tratti positivi e negativi. A differenza di molti altri, la Social Card è un intervento che guarda alla famiglia come soggetto, poiché la possibilità di ottenerla dipende dalle complessive risorse familiari. Per attivare la Carta è stata costruita un'infrastruttura istituzionale che permette oggi di raggiungere i poveri in tutto il paese. Due anni d'impiego - la Carta è in uso dal dicembre 2008 - hanno permesso di evidenziarne con chiarezza sia i tratti positivi sia le criticità (tra le quali la limitazione a due tipi di famiglie, il basso numero di utenti, l'esiguità dell'importo e l'assenza di servizi alla persona).

La proposta Acli. S'intende partire da quanto è stato realizzato grazie alla Social Card contro la povertà assoluta - cioè la povertà più dura, che tocca il 4.7% delle famiglie italiane nelle condizioni peggiori - con lo scopo di migliorare e ampliare lo sforzo pubblico. L'attuazione del piano permetterà, entro la fine del triennio, di erogare la Nuova Social Card (NSC) a tutte le famiglie che vivono questa difficile condizione. La NSC avrà un importo superiore alla Carta Acquisti, sarà un mix di soldi e servizi, e sarà fornita dal sistema di welfare locale.

Lo spirito pragmatico. Non s'intende - assicurano alle Acli - né rinunciare a modificare il welfare né proporre una riforma economicamente insostenibile in questa congiuntura, ma solo cercare un punto di equilibrio tra i nostri desideri e la sostenibilità di bilancio. Si vuole altresì prendere il meglio della Social Card, valorizzando i punti di forza e agendo su quelli di debolezza, attraverso un percorso di trasformazione graduale, attentamente monitorato e valutato, unica possibilità per radicare i mutamenti nel territorio.
Cambiamento possibile - si legge ancora nel documento dell'Associazione - non vuol dire darsi un obiettivo minimale: il Piano proposto costituirebbe la più grande riforma mai realizzata per i poveri in Italia.

Di chi stiamo parlando. La povertà assoluta è la più dura. La sperimenta, infatti, una famiglia che non dispone dei beni e dei servizi necessari a raggiungere un livello di vita "minimamente accettabile",
come definito dall'Istat. Livello di vita "minimamente accettabile" significa, in concreto, poter raggiungere livelli nutrizionali adeguati, vivere in un'abitazione con un minimo di acqua calda ed energia, potersi vestire decentemente e così via. Il concetto di povertà assoluta si basa sull'idea che sia possibile individuare un paniere di beni e servizi primari il cui consumo è considerato necessario per evitare di cadere in uno stato di privazione. Il paniere è poi esprimibile in termini monetari così da determinare un livello assoluto di spesa, il cui mancato raggiungimento segnala una condizione di povertà.

In povertà assoluta 1,2 milioni di famiglie. Fa riferimento alla spesa per consumi delle famiglie. Così calcolata, si trova in povertà assoluta il 4,7% delle famiglie italiane, pari a circa 1,2 milioni di nuclei e 3 milioni di persone. La proposta Acli utilizza la misura della povertà basata sul reddito disponibile delle famiglie, per motivi legati all'attuale disegno della Social Card e all'ipotesi di riforma. Se si prende come riferimento la povertà assoluta definita in base al reddito, questa ammonta al 5,1% della popolazione italiana; d'ora in avanti si farà riferimento a questa.

Si è poveri anche al Nord. Contrariamente ad un diffuso luogo comune, la povertà assoluta si presenta in misura significativa anche al di fuori del Mezzogiorno, cosicché le famiglie italiane in questa condizione si dividono in egual misura tra Centro-Nord e Sud. Nel 44% dei casi il capofamiglia è lavoratore, nel 41% è pensionato o in altra condizione non professionale (prevalentemente casalinghe) e nel 15% disoccupato. Rischi di povertà assoluta superiori alla media sono tipici delle famiglie molto numerose, ma anche di quelle composte da una sola persona.

Povertà relativa. Italia si definisce in povertà relativa una famiglia di due persone con una spesa media mensile inferiore alla spesa media individuale. La povertà relativa, quindi, è una forma estrema di disuguaglianza, mentre la povertà assoluta è l'assenza di un minimo di beni e servizi per vivere decentemente. Le famiglie povere assolute con capofamiglia occupato costituiscono un insieme molto eterogeneo: in genere è presente un solo lavoratore con un reddito decisamente basso, spesso il numero dei familiari a carico è elevato, infine in molti altri casi il capofamiglia si dichiara occupato (dipendente o autonomo), ma a ben guardare risulta aver lavorato solo in modo intermittente e per pochi mesi nel corso dell'ultimo anno. Un'altra caratteristica distintiva delle famiglie povere con persona di riferimento occupata consiste nel vivere spesso in affitto. In generale, la povertà assoluta, se valutata in termini di reddito può cogliere molte famiglie che si trovano in una fase di transizione tra un lavoro e l'altro.

A chi si rivolge la nostra proposta. Le famiglie italiane in povertà assoluta sono il 5,1% del totale. Il 49% di queste famiglie vive al Sud e il 51% nel Centro-Nord. Il capofamiglia è lavoratore nel 44% dei casi, pensionato o in condizione non professionale nel 41% e disoccupato nel 15%. La povertà assoluta è particolarmente presente nelle famiglie con 5 componenti o più (due genitori e tre figli o più) e in quelle con 1 solo componente. Il 66% dei capofamiglia ha la licenza elementare o media.

Gli interventi sugeriti. Si tratta di un Piano triennale 2011-2013 che migliori e sviluppi la Carta Acquisti attuale così da trasformarla nella Nuova Social Card (NSC), attraverso un percorso graduale. Ecco dunque gli interventi suggeriti e le caratteristiche che la riformata misura assumerebbe una volta completato il Piano triennale, mettendole a confronto con la situazione attuale.

Raggiungere l'universo dei poveri. La Carta ha avuto il pregio di guardare ai poveri assoluti e il limite di considerare solo alcuni tra loro. Oggi la possono ricevere le famiglie in povertà assoluta con persone di almeno 65 anni o con bambini entro i tre anni. Si prevede di ampliare l'utenza così da raggiungere l'intero universo delle famiglie in povertà assoluta, oltre un milione, pari - come detto - al 5,1% del totale. Si vuole un reale universalismo, per realizzare il quale vengono inserite tre indicazioni ulteriori per far sì che tutti i veri poveri ricevano effettivamente la Nuova Social Card, mentre chi non vive questa condizione non ne possa beneficiare.

Primo.
Mentre oggi la Carta è erogata esclusivamente ai cittadini italiani riteniamo che - coerentemente con il diritto comunitario e le disposizioni della Corte di Giustizia Europea - si debba estendere la misura universalmente a tutte le persone rientranti nei criteri di accesso per la NSC che abbiano una valida residenza in Italia, in quanto siano iscritte all'anagrafe della popolazione residente e dispongano di un domicilio, anche di elezione, in un Comune Italiano. Le stime si basano su dati dell'indagine It-Silc2riguardanti i redditi delle famiglie italiane al 2006, i più recenti disponibili al momento della preparazione del testo. È ragionevole supporre che le caratteristiche delle famiglie in povertà assoluta non siano cambiate in maniera rilevante da allora a oggi.

Secondo.
Si introduce una specifica strategia per raggiungere le persone senza dimora e in condizione di grave emarginazione, agendo sulla rimozione delle barriere effettive che hanno reso di difficile accesso la Social Card, anche per le poche persone senza dimora attualmente eleggibili (quelle oltre i 65 aani).

Terzo.
Si propone un'incisiva strategia di controlli, tesa a rafforzarli sensibilmente rispetto a oggi e articolata su più livelli: le risorse economiche da considerare, le fonti presso cui reperire i dati per le verifiche e le sanzioni.

Adeguatezza dell'aiuto. Il Piano Acli propone di elevare l'importo della Carta rispetto agli attuali 40 Euro mensili. Per farlo si è cercato un punto di equilibrio tra il desiderio di sostenere al meglio le famiglie povere e l'esigenza di costruire una proposta attuabile in tempi rapidi e a costi ragionevoli. Inoltre, mentre oggi l'importo è uguale per tutti, riteniamo sia giusto differenziarlo in base alle condizioni delle famiglie, così da dare di più a chi vive la povertà più dura. La NSC passa da 40 Euro mensili per tutti a 129 Euro mensili medi (circa 1.550 annui, che si differenziano in base alle condizioni di povertà; le famiglie in situazione di particolare disagio.

Equità territoriale. Attualmente la soglia di disponibilità economiche da non superare per ricevere la Card è la stessa in tutto il Paese, mentre il costo della vita risulta diverso: nel Nord è superiore rispetto al Sud, sino al 30% in più. In termini reali ciò penalizza l'area dove il costo della vita è più alto, cioè il Nord. Nella
proposta Acli le soglie di accesso variano a seconda del costo della vita nell'area geografica di residenza. Così facendo si riesce a considerare in modo uguale le condizioni di famiglie che vivono in territori differenti. Rispetto ad oggi, ciò significa incrementare la percentuale di utenti della NSC nel settentrione. Attualmente il 65% degli utenti risiede nel Mezzogiorno, con la proposta Acli diventerebbe il 49%.

Welfare locale. La proposta di riforma della Social Card prevede che alla prestazione monetaria - la Carta com'è adesso - venga aggiunta la fornitura di servizi alla persona. La necessità di combattere la povertà attraverso un mix di denaro e servizi è condivisa da tutti gli esperti, e si tratta della strada concretamente seguita negli altri paesi europei. Le famiglie necessitano sovente di azioni capaci non solo di tamponare lo stato di povertà (la mancanza di denaro) ma anche di agire sulle cause (i fattori responsabili delle difficoltà di vita): solo l'azione dei servizi può farlo. L'esigenza è particolarmente pressante nel caso della povertà assoluta, la più grave, proprio perché questa condizione vede il legame maggiore tra deficit di risorse economiche e difficoltà di vita. La proposta prevede il coinvolgimento dell'intera rete di servizi alla persona, secondo le modalità che potranno realizzarsi nei vari territori. Entro 60 giorni dal ricevimento della NSC, l'utente si presenta al Comune di riferimento, dove un operatore sociale lo incontra e svolge un
pre-screening del caso. Decide cioè, sulla base della necessità prevalente, a quale percorso indirizzarlo tra quelli possibili:

A) presa in carico sociale, quando la necessità prevalente è legata a disagio personale e sociale, al bisogno di cura di anziani, persone con disabilità e bambini, al superamento di situazioni di dipendenza;

B) presa in carico per l'occupabilità, quando la necessità prevalente riguarda l'inserimento
lavorativo, la formazione scolastica o quella professionale;

C) esclusivamente sostegno economico, in cui la necessità prevalente è solo di natura monetaria.

Nei casi A e B, l'utente e la sua famiglia ricevono una valutazione complessiva della propria condizione e ottengono la formulazione del Pia (Progetto d'inserimento individualizzato). Il Pia contiene l'indicazione dei servizi opportuni da ricevere e l'insieme di diritti e doveri del contraente. Nella prima situazione il Pia sarà responsabilità dei servizi sociali comunali e nella seconda dei centri per l'impiego; a questi ultimi vengono indirizzati i membri della famiglia abili al lavoro che siano in condizione di svolgere attività lavorativa o formativa. In ogni caso, il programma personalizzato dovrà poi essere seguito nei suoi esiti nel tempo, attraverso un lavoro di monitoraggio del caso.

Quanto costa il Piano. Per realizzare la riforma è necessario stanziare - in ognuno dei tre anni del Piano -
ogni anno 787 milioni di Euro addizionali rispetto al precedente (una cifra pari al 0,05% del Pil). La somma è suddivisa tra 667 milioni per il contributo monetario e 120 per i servizi. Il percorso di graduale incremento porta ad avere a regime - cioè a partire dal 2013 - una spesa annua di circa 2360 milioni superiore rispetto ad oggi, con 2000 milioni per il contributo monetario e 360 milioni per i servizi. Il contributo monetario è a carico dello Stato, la spesa per i servizi è suddivisa a metà tra Stato e Regioni.

domenica, febbraio 20, 2011

Il bastardo e il vigliacco. Roberto Vecchioni - Chiamami Ancora Amore (sanremo 2011)




per i ragazzi e le ragazze che difendono un libro, un libro vero......


E per la barca che è volata in cielo che i bimbi ancora stavano a giocare che gli avrei regalato il mare intero pur di vedermeli arrivare

Per il poeta che non può cantare, per l’operaio che non ha più il suo lavoro, per chi ha vent’anni e se ne sta a morire in un deserto come in un porcile e per tutti i ragazzi e le ragazze che difendono un libro, un libro vero così belli a gridare nelle piazze, perché stanno uccidendo il pensiero.

Per il bastardo che sta sempre al sole, per il vigliacco che nasconde il cuore per la nostra memoria gettata al vento da questi signori del dolore.

Chiamami ancora amore. Chiamami sempre amore che questa maledetta notte dovrà pur finire, perché la riempiremo noi da qui di musica e di parole.

Chiamami ancora amore. Chiamami sempre amore in questo disperato sogno tra il silenzio e il tuono, difendi questa umanità anche restasse un solo uomo.

Chiamami ancora amore. Chiamami ancora amore. Chiamami sempre amore.

Perché le idee sono come farfalle che non puoi togliergli le ali perché le idee sono come le stelle che non le spengono i temporali, perché le idee sono voci di madre che credevano di avere perso e sono come il sorriso di Dio in questo sputo di universo.

Chiamami ancora amore Chiamami sempre amore che questa maledetta notte dovrà pur finire perché la riempiremo noi da qui di musica e parole

Chiamami ancora amore Chiamami sempre amore Continua a scrivere la vita tra il silenzio e il tuono difendi questa umanità che è così vera in ogni uomo

Chiamami ancora amore Chiamami ancora amore Chiamami sempre amore Chiamami ancora amore Chiamami sempre amore

Che questa maledetta notte dovrà pur finire perché la riempiremo noi da qui di musica e parole

Chiamami ancora amore Chiamami sempre amore In questo disperato sogno tra il silenzio e il tuono difendi questa umanità anche restasse un solo uomo

Chiamami ancora amore Chiamami ancora amore Chiamami sempre amore Perché noi siamo amore

Sotto l'elmo di Benigni


SENTIRSI PIÙ ITALIANI

Sotto l'elmo di Benigni

Era ora che venisse restituito l'onore a Goffredo Mameli. Quel ragazzo morto a vent'anni nel 1849 nell'eroica difesa della Villa del Vascello a Roma e svillaneggiato da troppo tempo per quelle parole gonfie d'amore per l'Italia che strappano sorrisetti insulsi a chi è incapace di leggere la storia. Ed è davvero un segno dei tempi che a rendergli l'onore sia stato quel geniale istrione di Roberto Benigni. L'unico che poteva fare il miracolo: fermare il fiato a milioni di italiani in mezzo alle canzonette facendo loro intuire, forse per la prima volta, qual è il senso di quelle parole. Il senso di questa nostra storia.

E certo non poteva scegliere giorno peggiore, ieri, il governo, per spaccarsi sulla decisione di consacrare il prossimo 17 marzo, una tantum, in occasione del Centocinquantenario, all'Unità d'Italia. «Solo una differenza di opinioni», ha detto Ignazio La Russa. Ve l'immaginate se un ministro francese o tedesco, argentino o coreano, osasse liquidare così una frattura sulla celebrazione della più solenne festa nazionale? Verrebbe fatto a pezzi.

Cosa c'è di più importante per una comunità del riconoscersi insieme in una epopea? Non c'è Stato al mondo che ignori il proprio atto di nascita. Solo noi. Rosario Romeo, davanti all'indecoroso tormentone di questi mesi, sarebbe basito: «Il Risorgimento rimane il processo politico più importante e positivo che il nostro Paese abbia conosciuto nei mille anni di vita della nazione italiana». Fu segnato anche da errori come le fucilazioni di Bronte o il massacro di Pontelandolfo? Certo. E come ha scritto Giuseppe Galasso «non era neppure terminato che già si iniziò a processarlo». Anche la Rivoluzione francese e il colonialismo inglese ebbero pagine nere: francesi e inglesi non buttano via, però, tutta la loro storia. Anche la bandiera americana è macchiata dalla tratta degli schiavi, dal genocidio dei pellirosse, dalla guerra civile: ma il 4 luglio gli americani la sventolano tutti, dall'Oregon all'Alabama. E se per caso la festa cade di domenica chiudono anche il lunedì. Perdono un po' di ore di lavoro? Amen: l'orgoglio vale di più.

Dice Roberto Calderoli che in un Paese in crisi come il nostro «che ha il primo debito pubblico europeo e il terzo a livello mondiale» celebrare l'Unità «è pura follia». Si sarà confuso col «progetto di federalismo municipale», ironizza lavoce.info. Stando ai dati Eurydice la nostra scuola, che Mariastella Gelmini avrebbe voluto tenere aperta, fa più giorni di lezione di tutti tranne il Lussemburgo: non per questo svetta. Secondo l'Eiro in Olanda, Germania e Danimarca i contratti riconoscono più ferie che da noi: nella classifica della competitività del Wef però loro sono davanti e noi al 48° posto. Il rapporto Mercer certifica che i meno assenteisti d'Europa sono i turchi (4,6 giorni di malattia l'anno) ma ciò non li colloca ai vertici della produttività. Non bastasse, in un anno senza «ponti» come questo, potrebbe venirne addirittura ossigeno al turismo.

A farla corta: se sono questi i motivi per scartare la festa del Centocinquantenario, sono un po' pelosi. Un Paese scivolato al 70° posto nel mondo dietro la Giamaica per velocità media in Internet e sempre più tagliato fuori dalle rotte delle immense porta-container perché da anni non si occupa di porti, ha davanti sfide più serie. Che può affrontare solo se crede di più in se stesso. E da dove potrebbe mai ripartire, se non da uno scatto di orgoglio patriottico?

Gian Antonio Stella

venerdì, febbraio 18, 2011

Napoli Italia. A San Giorgio si discute il libro di Bassolino con il direttore Corrmez De Marco

Il circolo ACLI di San Giorgio

Martedì 22febbraio2011 ore 18

Vesuvio Libri - Villa Bruno
Via Cavalli di Bronzo, 24/26 - S. Giorgio a Cremano

Presenta

Napoli Italia

Edito da Guida, è una sorta di excursus storico di Antonio Bassolino sulla sua esperienza politica ed amministrativa dal 1993 al 2010

Napoli Italia” significa, nel bene e nel male, un rapporto molto forte. Necessario, però, fare il possibile per ripartire dalle nostre terre, pur nella consapevolezza che non risolveremo mai i nostri problemi di fondo senza un adeguato intervento del governo nazionale e senza investimenti delle forze imprenditoriali del nord

Antonio Bassolino


Interverranno:


Domenico Giorgiano – Sindaco della Città


Marco De Marco -Direttore Corriere del Mezzogiorno


Francesco Micera – Forum Giovani


Antonio Bassolino – Presidente Fondazione Sudd


Modera

Pasquale Orlando - Segr.Nazionale Fap Acli




Il Presidente

Antonio Di Maria