venerdì, dicembre 31, 2010

Vignetta: allora perchè in questo nuovo anno non iniziare finalmente la costruzione di un mondo migliore? auguri per un buon 2011!!

Modello EAS : il Decreto "Milleproroghe" per i ritardatari e chiarimenti dall'Agenzia dell'Entrate



Con la Risoluzione n. 125/E del 6 dicembre 2010, l’Agenzia dell’Entrate ha fornito dei chiarimenti riguardanti il modello EAS in caso dell’eventuale variazione del legale rappresentante. Con il “Decreto Milleproroghe” approvato dal Governo il 22 dicembre 2010, per gli enti associativi inadempienti al 31 dicembre 2009 è possibile sanare la propria posizione con l’inoltro del modello.


Il modello EAS (in allegato) è previsto dall’art. 30 del D.L. 29 novembre 2008, n. 185, convertito con la legge 28 gennaio 2009, n. 2, ed ha come finalità principale la conoscenza e il monitoraggio degli enti associativi (con o senza personalità giuridica) da parte dell’amministrazione tributaria: in sintesi, ci stiamo riferendo ad una sorta di questionario, abbastanza articolato, con cui gli enti no profit forniscono dati e notizie rilevanti ai fini fiscali e ciò allo scopo di mantenere lo status di “ente non commerciale” e il relativo regime tributario agevolato. E’ da precisare, infatti, che non vi è una sanzione pecuniaria in caso di omessa dichiarazione EAS bensì l’ente inadempiente diviene a tutti gli effetti “ente commerciale”, con conseguenti sanzioni per tributi non versati, per mancanza di possesso dei previsti libri contabili nonché per la non avvenuta presentazione delle dichiarazioni reddituali; ovviamente, le stesse conseguenze si hanno nel caso in cui l’ente, pur avendo regolarmente presentato il modello, a seguito di un controllo da parte dell’Agenzia dell’Entrate risulti essere un'associazione che elude in realtà un'attività profit. Sia nel primo che nel secondo caso, l’associazione che perde lo status di ente non commerciale e i relativi requisiti per usufruire dei benefici fiscali è tenuta a presentare comunque un nuovo modello EAS, entro 60 giorni, compilando l'apposita sezione "Perdita dei requisiti".

Per l'invio della prima comunicazione EAS, i soggetti interessati hanno avuto tempo fino al 31 dicembre 2009 mentre gli enti istituiti dopo questa data devono presentare il modello entro 60 giorni dalla loro costituzione: per i primi, in caso di inadempienza, è intervenuto però il cosiddetto Decreto Milleproroghe”, convertito in legge poco prima del Natale 2010, che consente loro di sanare l’irregolarità mediante l’invio, pur in ritardo, del modello in questione. Il termine per l’invio del modello EAS “riparatore” non è stato ancora fissato ma verrà comunicato molto presto, nei prossimi giorni.

Sempre sullo stesso tema, l’Agenzia dell’Entrate ha recentemente fatto chiarezza su un punto per nulla scontato: in caso di sostituzione del legale rappresentante dell’ente, è necessario presentare un nuovo modello EAS? E’ infatti noto che anche nel caso di una sola modifica nei dati forniti, l’ente è tenuto a presentare un nuovo modello EAS aggiornato entro il 15 marzo dell’anno successivo a quando è avvenuta la variazione: da ciò si potrebbe ritenere che altrettanto dovrebbe essere fatto in caso di “cambio al vertice” nell’ente ma così non è perché, al riguardo, l’Agenzia dell’Entrate, con la risoluzione 125/E del 6 dicembre 2010 (in allegato), ha risposto negativamente, estendendo tale parere anche ai dati generali dell'associazione. In altre parole, quindi, non si dovrà procedere al re-invio del modello EAS qualora le sole variazioni intervenute abbiano ad oggetto i dati da inserire nei campi della sezione generale del modello (rispettivamente riferiti ai titoli “DATI RELATIVI ALL’ENTE”, “SEDE LEGALE”, “RAPPRESENTANTE LEGALE”), dal momento che la normativa già impone che gli stessi siano comunicati all’Agenzia entro 30 giorni dall’avvenuta variazione tramite i modelli AA7/10 e AA5/6 (modelli per l'apertura, variazione dati, chiusura della partita IVA e codice fiscale per soggetti diversi dalle persone fisiche, in allegato). L’Agenzia sottolinea, infatti, che la trasmissione di tali modelli consente di ritenere assolta la funzione di acquisizione dati e monitoraggio ascrivibile anche al modello EAS, e pertanto non si determina alcun ulteriore adempimento a carico dell’ente.

Gianmichele Cavallarin (ACLI Service Napoli s.r.l.)

Gli uffici ACLI Arenella sono a Vostra disposizione per qualsiasi informazione. Negli allegati la risoluzione 125/E/2010, modello EAS, modelli AA7/10 e AA5/6.

giovedì, dicembre 30, 2010

Ambiente, dal 2011 addio sacchetti plastica

Tutela dell’ambiente: dal 1 gennaio 2011 addio ai sacchetti di plastica. I tradizionali, infatti, con i quali abbiamo sempre fatto la spesa, non potranno più essere commercializzati. Al loro posto, i sacchetti biodegradabili, come già se ne vedono in giro. Bene anche tela o iuta o carta.

La richiesta viene dal direttore del Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite (Unep) e l’Italia, con un po’ di ritardo rispetto agli altri paesi europei, si sta adeguando. I sacchetti di plastica tradizionali sono in grado di rimanere nell’ambiente per centinaia di anni, soprattutto se vengono abbandonati e creano danni irreparabili all’ambiente e agli animali.

I nuovi sacchetti biodegradabili hanno un codice identificativo stampato che sarà bene individuare per verificare se il sacchetto che stiamo usando sia effettivamente a norma. Il codice di riferimento è EN13432 e corrisponde alla normativa europea in materia di “Requisiti per imballaggi recuperabili mediante compostaggio e biodegradazione”. L’attenzione all’ambiente, oggi, diventa primaria. Da poco, è online l’ultimo rapporto di Greenpeace sulle marche hi-tech virtuose: un elenco di case produttrici di tecnologia che siano anche rispettose dell’ambiente.

Non solo, con il 1 gennaio 2011 arrivano anche le nuove norme per lo smaltimento dei rifiuti urbani. In attesa che anche in Italia (soprattutto quella centro-meridionale) arrivino i nuovi cassonetti, si sappia già checeramica e alluminio vanno gettati separatamente, così come il vetro bianco da quello colorato. L’umido – poi – non dovrà più essere convogliato in discarica, ma in zone di compostaggio.

Riapertura dei termini di presentazione del Modello EAS


Con il decreto "Milleproroghe" approvato dal Governo il 22 dicembre 2010, tutte le associazioni che non hanno provveduto all'adempimento entro il 31 dicembre 2009 possono sanare la propria posizione inoltrando il modello nelle modalità previste dalla norma di riferimento (art. 30 D.L. 185/2008). Entro i prossimi giorni si saprà il termine ultimo per la presentazione dei modelli.

mercoledì, dicembre 29, 2010

A Benevento Il 31 dicembre si alterneranno sul palco i 'Baustelle' e la 'Bandabardò'




Come annunciato questa mattina durante la conferenza stampa del sindaco Fausto Pepe dall'assessore comunale alla Cultura, Raffaele Del Vecchio, sarà piazza Castello a ospitare nella notte di San Silvestro e nella serata di Capodanno i concerti promossi dall’Amministrazione comunale.

Il 31 dicembre si alterneranno sul palco i 'Baustelle' e la 'Bandabardò', mentre il 1° gennaio tre band locali: 'La Dodicesima Notte', 'La Piccola Orchestra a Manovella' e i 'Rei Momo'. La notte di San Silvestro comincerà con i ‘Baustelle’, un gruppo musicale indie-rock nato come band di studenti universitari a Montepulciano in provincia di Siena. Rachele Bastreghi, voce, synth, piano elettrico, clavinet, organo, percussioni; Francesco Bianconi: voce, chitarre, synth, organo; Claudio Brasini: chitarre.

A seguire l’esibizione della Bandabardò, gruppo fiorentino di rock e folk principalmente acustico il cui nome è un omaggio a Brigitte Bardot. La band si forma 'in scala': Enrico ‘Erriquez’ Greppi, chitarrista e cantante di origine franco-lussemburghese, inizia a collaborare con A. M. Finaz, insieme convincono anche Paolino, il 'bonghettaro' che mancava a unirsi a loro in questa impresa. Ben presto arriva anche la terza chitarra: è l'Orla, che presenta agli altri il giovane Nuto con la sua batteria minimale. Quindi si aggiunge Don Bachi, un contrabbassista capace di suonare il suo strumento con grande energia, che porterà nella musica della Banda.

Nella serata del 1° gennaio sullo stesso palco saliranno tre band locali che nel 2010 si sono distinte particolarmente anche fuori dal territorio sannita e sarà anche proiettato il videoclip 'Shark Emcee' di Fabio Fallarino, vincitore del premio 'Microphone Masta 2010' a Parma che gli ha fruttato l’invito come ospite al campionato nazionale italiano di free style che si svolgerà a marzo a Milano.

Sul palco si alterneranno 'La Dodicesima Notte', 'La Piccola Orchestra a Manovella' e i 'Rei Momo'. La Piccola Orchestra a Manovella, band sannita nata nel 2003 durante una serata improvvisata. In un percorso di crescita durato anni, passando attraverso formazioni, generi e strumenti vari, la Piccola Orchestra a Manovella si basa oggi sul sodalizio musicale fra Lorenzo D’Amelio (voce – Chitarre), Diego Ruggiero (Basso – Cori), Valentino Santarcangelo (Batteria), Remo Bruno (Tromba), Rocco Popolo (Sax Baritono).

La Dodicesima Notte è una band sannita che trova spazio nello scenario del rock indipendente italiano. Nel 2010, col nome 'B-Side' ha partecipato e vinto il concorso SuoniLive svoltosi al Roma. La formazione è la seguente: Marco Arcobelli (cantante), Mario Cimino (batteria), Giuseppe Cillo (chitarra), Roberto Catapano (basso).

I Rei Momo sono, invece, una rock-band composta da Ennio Cavuoto (voce e basso), Michele Criscuolo (chitarre) e Pasquale Riccio (batteria). Il nome (letteralmente: 'Re del carnevale') è tratto dal titolo di un album di David Byrne, storico membro dei Talking Heads. Oggi la band ha all’attivo numerosi brani inediti e concerti live in diverse città italiane. Da alcuni anni i Rei Momo hanno intrapreso un’affiatata collaborazione con il cantante Mango che li ha portati a distinguersi fuori dal territorio sannita.

“La nostra proposta artistica per il Capodanno 2011 – ha spiegato l’assessore alla Cultura del Comune di Benevento, Raffaele Del Vecchio – è stata elaborata con l’intento di differenziarci dalle opzioni proposte in Campania. Napoli, Salerno e Avellino hanno tutte puntato su un genere nazional popolare con il chiaro intento di intercettare i gusti delle masse e con il dispendio, però, di ingenti risorse economiche che in un momento di crisi come quello attuale ci sembrava inopportuno impegnare.

Noi abbiamo raggiunto l’obiettivo di rappresentare l’unica opzione in regione Campania per gli appassionati del circuito della musica indipendente. L’offerta artistica specifica, oltre che animare la notte di Capodanno deve rappresentare un’attrazione turistica. Per il primo gennaio abbiamo deciso di puntare invece su tre realtà locali che nel 2010 si sono distinte grazie alla loro produzione musicale e hanno ottenuto importanti riconoscimenti contribuendo a diffondere il nome della nostra città”.

Il liceo classico “Quinto Orazio Flacco” di Portici protagonista a “Per un pugno di libri”

Portici, 29 dicembre 2010 - La V B del liceo classico “Quinto Orazio Flacco” di Portici ha partecipato, vincendo, ad una puntata del programma televisivo di Rai3 “Per un pugno di libri”. La trasmissione andrà in onda sul terzo canale domenica 9 gennaio 2011 alle 18.

Il quiz, condotto da Neri Marcorè, affiancato dal professor Dorfles e dall’attore Giancarlo Ratti, ha visto gareggiare il liceo porticese contro lo scientifico “Augusto Righi” di Bologna, nei giochi, tutti a sfondo letterario, proposti dagli autori del programma.

I ragazzi hanno giocato con spirito goliardico e sono riusciti a portare la sorte dalla loro parte. La puntata era incentrata sul volume poliziesco “Addio mia amata” di Raymond Chandler, appartenente al genere hard boiled (celebre per numerosee libri trasporti al cinema come “L’ombra del passato”, “Marlowe il poliziotto privato” e “The falcon takes over”).

martedì, dicembre 28, 2010

Benevento: Un Goal per la Vita” Quadrangolare di calcio alla Casa circondariale di Capodimonte

Giovedì 30 dicembre: “Un Goal per la Vita” Quadrangolare di calcio alla Casa circondariale di Capodimonte. Detenuti vs “giovani Sanniti”-
USACLI: “ una manifestazione per lo sport per tutti ”.

Benevento, giovedì 30/12/2010 dalle ore 9.30 saranno i giovani sanniti a disputare la partita a porte chiuse nel campo interno della Casa Circondariale di Benevento, per l’ ottava edizione della manifestazione di Un goal per la vita. Ad accogliere gli ospiti esterni, sarà la direttrice la dr.ssa Maria Luisa Palma, e il personale della polizia penitenziaria.
Una azione sinergica, tra Istituzioni del territorio e associazioni specifiche per far vincere la solidarietà anche in zona di frontiera come il carcere. Un importante progetto che da anni le Acli, promuovono insieme alla AREA TRATTAMENTALE per collaborare alla diffusione dei principi di solidarietà sociale finalizzate all’integrazione sociale culturale delle persone ristrette.
Il progetto, Un goal per la vita, ha dichiarato il vicepresidente nazionale Antonio Meola, si inserisce in un programma nazionale, selezionato dalla presidenza nazionale dell’ Unione Sportiva Acli, come attività di promozione per lo sport per tutti e di solidarietà sociale, lo sport quindi, risorsa fondamentale nella lotta contro l'esclusione sociale.

Il selezionatore per l’ ottava edizione è il presidente Giuseppe Bibbo’ e Alessandro Pepe della ASD USACLI “Olmeri club 2000 che hanno convocato i 22 calciatori del torneo LEAGUE SEDEN SOCER. Per questo torneo scenderà in campo il difensore della nazionale Parlamentari, On Costantino Boffa.

Da sette anni una sola volta ha vinto la rappresentava esterna contro i ristretti del carcere di Capodimonte, per assicurare l’ imparzialità della partita, è stato designato dalla segreteria organizzativa delle USACLI, avv. Vincenzo Caldora di Benevento già presidente della locale sezione AIA.

Hanno confermato la presenza l’ assessore alle politiche sociali della Provincia Annachiara Palmieri, il sindaco di Benevento Fausto Pepe, e gli assessori Raffaele del Vecchio e Luigi Scarinzi e Gigi Ionico e il presidente della GE.SE.SA Sergio Tanga sponsor dell’ iniziativa. e Filiberto Parente presidente del Simposio immigrati e coordinatore per il progetto di segretariato sociale nel carcere di Benevento. Tra i partecipanti per le premiazioni anche una delegazione degli Onorevoli e Senatori della Repubblica.

domenica, dicembre 26, 2010

Napoli: Appello “Il welfare non è un lusso”



Sotto la montagna di rifiuti che sta sommergendo – nuovamente – la città di Napoli e la Campania vengono seppellite molte altre drammatiche emergenze sociali.

Da mesi assistiamo alla chiusura di decine di case-famiglia, di centri diurni e di strutture residenziali, luoghi accoglienti e percorsi per persone, bambini e adulti, segnate dall’abbandono, dall’abuso e dal maltrattamento, dalla povertà, dall’emarginazione, dal fallimento. Persone che soffrono di disagi mentali e fisici. Persone la cui assistenza, nella migliore delle ipotesi, ricadrà sulle famiglie o spingerà unicamente al ricorso a nuove e vecchie istituzioni totali: non solo carceri, manicomi e istituti per bambini ma anche risposte inappropriate come ospedali e cronicari. Di fatto, a Napoli sono stati tagliati oltre cento servizi territoriali e quasi mille posti di lavoro per operatori sociali.

Per noi uno Stato è civile quando è in grado di garantire i diritti inviolabili dei cittadini; assicura pari dignità sociale ad ogni persona; tutela la salute come diritto fondamentale; assicura cure gratuite a tutti; garantisce l’esercizio degli stessi diritti civili e sociali su tutti i territori del paese; promuove coesione e solidarietà sociale, rimuove gli squilibri e le ingiustizie sociali; è in grado di garantire ai lavoratori il diritto ad una retribuzione certa ed adeguata. Questi principi sono enunciati nella nostra Costituzione.

Questo non è uno Stato giusto, perché al Sud più di una famiglia su quattro vive in condizioni di povertà, perché i disoccupati sono il doppio rispetto al resto del paese, perché la spesa sociale è cinque volte più bassa della media nazionale, perché essere anziani, bambini, disabili o semplicemente cittadini al Sud significa vivere in una condizione di difficoltà, peggiore di quella del resto del Paese.

Il Comitato «Il Welfare non è un lusso», insieme agli operatori e alle operatrici sociali in sciopero della fame e ai 300 che occupano l’ex Manicomio Leonardo Bianchi di Napoli, simbolo di questa lotta di civiltà, chiede al Governo, alle Regioni e ai Comuni di evitare ogni genere di taglio alla spesa sociale in Campania, al Sud ed in tutto il Paese, di ritornare ad investire seriamente sullo stato sociale, di valorizzare il lavoro sociale, di definire con la massima urgenza un piano per il superamento dell’emergenza in Campania e l’immediata riapertura dei servizi.

Il welfare non è un lusso: le politiche sociali garantiscono il benessere delle persone, più legalità e più sicurezza nei territori. Senza il lavoro di chi tutela la salute, l’assistenza, il benessere, la socialità e la legalità, le città saranno più povere, meno sicure e più violente.

Per sottoscrivere l’appello: comunicazionegesco@libero.it

venerdì, dicembre 24, 2010

- Tu Scendi Dalle Stele



« Tu scendi dalle stelle,
o Re del cielo,
e vieni d'una grotta al freddo e al gelo.(2 v.)
O Bambino mio divino,
io ti vedo qui a tremar;
o Dio beato !
Ah, quanto ti costò l'avermi amato!(2 v.)
A te che sei del mondo
il Creatore,
mancano panni e fuoco, o mio Signore.(2 v.)
Caro eletto pargoletto,
quanto questa povertà
più m'innamora,
Giacche ti fece amor povero ancora (oppure: poiché per nostro amor tu soffri ancora).(2 v.) »
(Tu scendi dalle stelle)

Tu scendi dalle stelle è una canzone di Natale composta nel mese di dicembre del 1754 a Nola da Alfonso Maria de' Liguori [1]. La melodia, scritta in 6/8, è senza dubbio uno tra i più famosi canti natalizi italiani.

Natale per tutti.................





maestro umberto gamba

2037: pensioni in picchiata




Alcuni documenti Inps svelano la realtà sulle pensioni future degli italiani



FTAonline News, 17 Dic - 11:51

"Se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale”. Nell’ottobre scorso, Antonio Mastrapasqua, presidente Inps, scatenò furibonde polemiche con questa infelice battuta. Amara per i precari, la boutade di Mastrapasqua nascondeva foschi presagi anche per tutte le altre categorie di lavoratori. Tutto ciò risulta evidente dopo che, nei giorni scorsi, il Corriere della Sera ha pubblicato alcuni documenti riguardanti le pensioni future. Le carte, controfirmate dall’Inps nel settembre scorso, non erano però ancora state rese pubbliche.

Stime spaventose

A quanto pare, nessuno se la passerà troppo bene nei prossimi decenni. Da qui al 2037, dipendenti, autonomi e precari vedranno indiscriminatamente calare il tasso di sostituzione della propria pensione (il rapporto tra l’assegno dell’Inps e l’ultima retribuzione). La verità emerge dalle cifre riportate nella verifica tecnico-attuariale contenuta in una quarantina di dossier che stimano –categoria per categoria – l’evoluzione delle pensioni degli italiani negli anni a venire.

Gli assegni pensionistici perderanno consistenza in conseguenza della piena attuazione dei vari disegni di riforma previdenziale che si sono susseguiti nel corso degli ultimi decenni. Il compimento del passaggio da un sistema previdenziale di tipo retributivo a uno di tipo contributivo comporterà pensioni più basse (in alcuni casi anche in maniera sensibile) per tutti.

Dalle stime tracciate nei documenti Inps emerge una sostanziale uniformità per quel che riguarda il modo in cui varieranno le pensioni delle diverse categorie di lavoratori. In generale, da qui al 2014 il tasso di sostituzione crescerà di qualche punto percentuale – per effetto dell’uscita dal lavoro della generazione dei baby boomers, che ha potuto godere di stipendi stabili e cospicui per l’intera durata della vita lavorativa – per poi abbattersi in maniera graduale successivamente.

Categoria per categoria

Oggi come oggi, le pensioni dei lavoratori dipendenti equivalgono – in media – al 52% della retribuzione. Dopo essere saliti al 54% rispetto alla retribuzione nel 2015, gli assegni targati Inps destinati ai dipendenti nel 2037 arriveranno a coprire il 46% dell’ultimo stipendio.

Non andrà meglio agli artigiani: oggi la loro pensione vale, in media, il 50% del reddito annuale (nel 2015, il 53%); nel 2037, invece, l’assegno pensionistico equivarrà al 43% della retribuzione. Numeri simili sono quelli che riguardano i commercianti. Quest’ultima categoria oggi gode di pensioni che, in media, coprono il 46% della retribuzione (valori che saliranno fino al 52% nel 2017), mentre nel 2037 si dovrà accontentare del 44% (ossia, 21mila euro di pensione contro 48mila euro di reddito da lavoro).

Un caso a parte è quello dei precari. Il dossier Inps loro riservato contiene cifre allarmanti: nel 2037, per i lavoratori parasubordinati, la pensione media sarebbe pari al 14% della retribuzione. Si tratta però di un dato che necessita di un’analisi ulteriore: poiché nella gestione dei parasubordinati bastano 5 anni di contributi per maturare una pensione (forzatamente di pochi euro, dunque), stimare l’effettivo ammontare delle pensioni per questa categoria di lavoratori diviene un esercizio ad alto rischio d’errore. In realtà, numerosi centri ricerca – considerando un precario tipo che cambi più volte lavoro con numerosi intervalli di disoccupazione – ipotizzano per l’assegno pensionistico un grado di copertura compreso tra il 36 e il 50-55%.

Babbo Natale per i figli degli immigrati

UN'INIZATIVA DI SOLIDARIETÀ PROMOSSA DALL'ASSOCIAZIONE SIMPOSIO



Babbo Natale per i figli degli immigrati



L'associazione Simposio, in collaborazione con il Comitato soci Coop di Benevento ha organizzato, presso la sedi delle ACLI una raccolta doni per i figli degli immigrati presenti sul territorio sannita. E' stato allestito un albero della solidarietà, all'interno della Coop, dove sono stati portati tutti i regali.
“Un segno tangibile di generosità e attenzione a chi ne ha più bisogno, soprattuto in tempi di crisi” - ha dichiarato il presidente di Simposio Immigrati Filiberto Parente, il quale ha inoltre ringraziato tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell'iniziativa.

sabato, dicembre 18, 2010

Serata di beneficenza con Peppino Di Capri

versione testuale

Domenica 19 dicembre alle ore 19 - Concerto Auditorium RAI - Viale Marconi

Doni di Papa Benedetto XVI e del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
Doni di Papa Benedetto XVI e del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

La Chiesa di Napoli e il Cardinale Crescenzio Sepe rinnovano a tutti l’annuale invito alla Serata di beneficenza “In nome della vita”. Dopo la realizzazione, negli anni scorsi, del reparto per bambini leucemici dell’Ospedale Pausillipon, della Casa di Tonia, dell’Asilo multietnico, dell’Adozione di vicinanza e del progetto “microcredito”, la generosità del popolo napoletano è di nuovo protagonista. L’obiettivo di quest’anno è la realizzazione di un Centro di alta specializzazione in neuroscienze per la diagnosi, la cura e la riabilitazione delle patologie neurologiche complesse dell’età evolutiva presso l’Ospedale Santobono, diretto dalla dott.ssa Anna Maria Minicucci.
Per realizzare il progetto la Diocesi si avvarrà, come sempre, della grande professionalità del Centro di Produzione Rai di Napoli, diretto da Francesco Pinto. Domenica 19 dicembre, alle ore 19, all’Auditorium della Rai in Viale Marconi, il noto artista e musicista Peppino Di Capri offrirà un concerto per tutti i bambini di Napoli, grazie anche alla collaborazione di Gaetano Altieri. L’artista, che canterà alcuni brani con un piccolo coro di ragazzi, presenterà una lunga carrellata dei suoi grandi successi di ieri e di oggi.
La serata sarà aperta dalla tradizionale “Asta di beneficenza”, nel corso della quale verranno battuti gli oggetti offerti da alte personalità e dai napoletani, a partire da quelli di Papa Benedetto XVI, del Presidente della Repubblica Napolitano e dei massimi Enti istituzionali locali. L’evento sarà presentato dalla giornalista Rai Maria Laura Massa e dall’attore Pietro Pignatelli.

In allegato la foto dei doni di Papa Benedetto XVI e del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che si aggiungono a quelli della provincia, della regione, del comune e dei cittadini napoletani.


Ciascuno può partecipare inviando le offerte attraverso bonifico bancario o conto corrente postale:
IBAN IT57 J02008 03451 000401160184 (UniCredit – Napoli Cavour A)
Conto Corrente postale 1187673
Intestati a: In nome della vita onlus – causale “Risvegliati con Napoli”

venerdì, dicembre 17, 2010

UN GIUBILEO PER NAPOLI. l discorso di apertura e di chiusura dell'Arcivescovo


UN GIUBILEO PER NAPOLI - CRESCENZIO CARDINALE SEPE versione testuale

-in allegato il discorso di apertura e di chiusura dell'Arcivescovo

Cari Amici, spettabili Autorità,
cari cittadini di questa amata terra,
ringrazio di cuore voi tutti, uomini e donne di buona volontà, per essere intervenuti così numerosi a questa convocazione per aprire insieme il Giubileo per Napoli.
La ricorrenza giubilare, nella tradizione biblica, nel ricordare all’uomo la signoria di Dio sul cielo e sulla terra, aveva in sé anche una valenza sociale: restituire all’uomo la giustizia e l’uguaglianza.
Il termine giubileo comunemente richiama alla mente quello a noi più familiare di giubilo, un sentimento di gioia intensa; gioia che é conseguenza di quel condono secondo il quale ognuno riacquistava la libertà e le proprietà perdute. Nell’Antico Testamento, il Giubileo era, dunque, una istituzione che garantiva la protezione dei più deboli e dei più bisognosi. In questa linea si pose anche Gesù quando, nella sinagoga di Nazareth, aprì il primo Giubileo cristiano, leggendo il rotolo di Isaia: “annunciare ai poveri un lieto messaggio, proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; rimettere in libertà gli oppressi” (Lc 4,18). E se nell’anno di grazia il Signore ha restituito la vista ai ciechi, ha fatto sentire i sordi e parlare i muti, nessuno può rimanere inerme, cieco, sordo e muto di fronte a una città sofferente.
Ecco, allora, che l’esigenza diffusa di una stagione di rinascita della nostra terra ha ispirato l’ipotesi di un Giubileo, inteso nella sua valenza religiosa, civile e sociale, per ripristinare la giustizia e liberare Napoli, prigioniera di se stessa, dal sopruso, dal degrado, da ogni forma di oppressione e annunciare un messaggio di speranza agli abitanti di questa nostra terra.

giovedì, dicembre 16, 2010

la Fap al Comitato Nazionale di Terni lancia la campagna: "Il tuo talento per il nuovo lavoro"




La FAP è un sindacato. La Federazione anziani e pensionati delle ACLI è un sindacato e ormai un sindacato non minore. L’obiettivo fissato negli anni scorsi di arrivare ai 100.000 iscritti al Congresso è stato raggiunto e oggi dobbiamo assumere la coscienza di essere entrati in una fase adulta della nostra federazione. Il recente congresso ha confermato il ruolo di rappresentanza sindacale e politica dei pensionati e degli anziani, consapevoli dell’urgenza di incrementare incisività ed efficacia del nostro pensare ed operare. Oggi la Fap vuole aprire un confronto con i suoi iscritti e con l’intero mondo aclista in una fase in cui siamo chiamati alla definizione di un programma di crescita e sviluppo mentre consolidiamo l’identità appena definita in questi anni tumultuosi e proficui. Non siamo chiamati a contrattare i rapporti e le condizioni di lavoro come i sindacati dei lavoratori in produzione ma a rivendicare la realizzazione e la tutela dei diritti esigibili di anziani e pensionati, nel quadro delll’obiettivo del Movimento teso alla promozione dei diritti di cittadinanza. Ci guida in questo compito la Carta Costituzionale che ci spinge alla giustizia sociale e alla partecipazione. I diritti sociali non sono più scontati. Le compatibilità di bilancio li fanno indicare come ostacolo ad una presunta ‘modernizzazione’ del paese e dello stato sociale. Basti pensare al diritto alla salute e alla protezione sociale proclamato dalla Costituzione e da realizzarsi con le leggi che rimandano alla definizione dei livelli essenziali di assistenza sanitaria (LEA) e dei livelli essenziali delle prestazioni sociali (LIVEAS). I ritardi, la povertà di risorse messe a disposizione, le difformità territoriali con le quali si procede all’attuazione concreta di questi diritti e di queste tutele, vanno giudicati e denunciati come una vera e propria violazione della legge. Dobbiamo ritrovare la voce per gridare che ogni diritto è veramente tale quando è esigibile, anche attraverso la tutela giudiziaria, anche introducendo nell’ordinamento la possibilità di ricorso da parte delle organizzazioni di rappresentanza come la nostra. Si delinea in questo modo un impegno ampio, ma anche estremamente pesante, per il nostro sindacato: agire affinchè i diritti sociali non diventino una variabile soggetta alla volontà della maggioranza di governo del momento, ma siano costantemente rispettati come un principio giuridico vincolante per le forze politiche, alle quali resta l’obbligo di individuare i modi per realizzarlo.

Resta però forte l’esigenza di caratterizzare in modo forte la nostra identità e la nostra specificità. Credo che dovremmo farlo già avviando la Campagna di adesioni per il 2011.
Pensiamo alla realizzazione di una campagna nazionale di volontariato dei pensionati, “IL TUO TALENTO PER IL NUOVO LAVORO”.
Si tratta di creare una “banca dei mestieri” per conoscere le precedenti attività lavorative dei pensionati FAP e indirizzarle alla costruzione di nuovo lavoro, tentando di avviare nei prossimi 4 anni, la costituzione di almeno una impresa/sociale/cooperativa per l’inserimento dei giovani al lavoro. In tutte le regioni.
Il progetto va oltre la suggestione di rivalutare e scoprire i vecchi mestieri ed i lavori antichi che man mano stanno sparendo, si tratta di organizzare percorsi di formazione con il volontariato dei pensionati pronto a dare assistenza “diretta” ai giovani per costruire nuovo lavoro. L’idea è di mettere il dito nella piaga dell’incomunicabilità tra le generazioni. L’idea è quella di rispondere con i fatti a chi vuole togliere agli uni per non dare a nessuno. Vogliamo immettere un link generazionale in una società chiusa che ne ha sempre più bisogno se vuole tornare a crescere.

Pasquale Orlando

Sepe inaugura il Giubileo per Napoli

FIACCOLATA CON LA IERVOLINO

Sepe inaugura il Giubileo per Napoli

Un anno di eventi e azioni concrete per la città

NAPOLI - Inizia ufficialmente il Giubileo per Napoli, voluto fortemente dal cardinale Crescenzio Sepe. Durerà un anno, a partire da oggi, giovedì 16 dicembre. È la prima volta in assoluto che si fa un Giubileo di carattere civile - e non ecclesiale - nato perché, come ha spiegato Sepe, la Chiesa non restasse a guardare la città che affonda in un mare di problemi.

Inizia il Giubileo per Napoli

Dal dramma dei rifiuti ai mali endemici: criminalità, tessuto sociale lacerato, disoccupazione. Un Giubileo che ha chiamato a raccolta tutte le categorie sociali e civili, e dunque istituzioni, imprenditori, commercianti, sindacati, società civile.

In serata invece è partita una fiaccolata che raggiungerà piazza del Plebiscito. Presenti altre a cardinale e sindaco Iervolino anche il prefetto, e vari assessori comunali e regionali. Testimonial Monica Sarnelli e Enzo Avitabile.

Elena Scarici da Il corriere del mezzogiorno. http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2010/16-dicembre-2010/sepe-inaugura-giubileo-napoli-18193175280.shtml