sabato, luglio 31, 2010

 

Una settimana di vacanza in sardegna......



il blog va in vacanza!!

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venerdì, luglio 30, 2010

 

Confagricoltura Campania: “Mozzarelle di bufala con latte brasiliano congelato? Abbiamo controllato ed è… una bufala”

“La notizia pubblicata dal Financial Times e ripresa da molti organi di stampa italiano sul presunto utilizzo di latte congelato di bufale brasiliane per produrre mozzarelle in Campania è… una bufala vera e propria.” Lo afferma il presidente di Confagricoltura Campania Michele Pannullo che denuncia “un nuovo scandalo creato ad arte, che crea un ulteriore danno di immagine al comparto bufalino campano ed arriva poco tempo dopo il tentato “scippo” del ministro Maroni, che affermò che la nostra mozzarella era stata inventata dai Longobardi.”

“Il direttore di Confagricoltura Caserta Tommaso Picone – chiarisce Pannullo - ha interrogato immediatamente l’Agenzia delle Dogane sulla vicenda ed ha ricevuto una risposta chiarissima: “non vi sono importazioni di latte o derivati presso Uffici doganali dipendenti dalla Direzione interregionale Campania e Calabria, non vi sono importazioni dal Brasile di latte o derivati su tutto il territorio nazionale, non risultano destinate in Campania le importazioni effettuate di prodotti di specie, con altra origine/provenienza.”

“Come al solito – prosegue Pannullo - si gioca sugli equivoci e lo si fa sulla pelle dei produttori di latte. La mozzarella di bufala di campana DOP può essere prodotta esclusivamente con latte di bufale delle province di Napoli, Caserta, Salerno, Avellino, Foggia, Roma, Latina. E’ falso, quindi, che con latte congelato brasiliano i trasformatori possano produrre questo particolare latticino che rappresenta una eccellenza delle nostre terre: se lo facessero sarebbe illegale. Il fatto che dei furbetti chiamino qualsiasi tipo di formaggio fresco “mozzarella” è uno scandalo e da anni chiediamo alle istituzioni di vietare l’utilizzo di questo termine per le mozzarelle che non siano prodotte con latte di bufala campana secondo l’apposito disciplinare.”

“I consumatori – conclude il presidente di Confagricoltura Campania – possono stare tranquilli. Se acquistano la mozzarella di bufala campana con il marchio DOP mangeranno un prodotto sano, controllato e soprattutto prodotto con latte fresco proveniente dalla Campania o dalle province limitrofe.”

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Invalidi: al via i controlli dell'Inps


Piovono raccomandate agli invalidi di tutta Italia, da parte dell'Inps, che dà loro 15 giorni di tempo per inviare la documentazione che provi lo stato di invalidità. Nell’ambito del Piano di verifica delle invalidità civili previste dalla "Manovra correttiva" 2010, l'ente sta procedendo all’invio di comunicazioni indirizzate a un campione di circa 100 mila invalidi, in riferimento al solo anno corrente. Lo scopo è quello di verificare le indennità riconosciute e procedere, in caso di responso negativo, alla revoca delle conseguenti agevolazioni previste.

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giovedì, luglio 29, 2010

 

La nuova stagione della FAP ACLI






La FAP accentuerà il suo
impegno sindacale a livello centrale nella tutela delle pensioni e del welfare. Vogliamo evitare che le politiche sociali siano il target del tiro a segno degli strali delle ricorrenti finanziarie. Crediamo che le politiche sociali siano indispensabili alla tenuta della necessaria coesione sociale del paese e che senza tutela delle fasce deboli l'Italia non potrà garantirsi i presupposti dello sviluppo possibile. In primo luogo saremo insieme a tutta la complessa rappresentanza degli anziani e dei pensionati per garantire i livelli essenziali di assistenza alle tantissimepersone non autosufficienti che subiscono una drammatica emarginazione. L'anziano è davvero una grande risorsa sociale in una fase in cui le giovani generazioni si vedono chiuse le porte del mercato del lavoro ma la loro difesa è ancora più necessaria quando la risorsa si esaurisce e la società emargina le persone anziane.

Questo lavoro non può svolgersi solo a livello centrale ma deve percorrere i territori comunità per comunità. A livello locale bisogna garantire l'impegno della FAP ACLI nelle difficili vertenze per la salute rese drammatiche dai tagli alle strutture sanitarie ed ospedaliere mentre in tanta parte del paese non decollano i servizi territoriali di prevenzione e cura, la nuova stagione di crisi finanziaria degli enti locali mette in dubbio le conquiste sul piano dei trasporti mentre la qualità della vita delle persone anziane e delle fasce deboli della società non trova la giusta considerazione nell'elenco delle priorità dei piani sociali di zona costretti a dolorose selezioni. Lo snodo della programmazione regionale reso strategico dall'avvio del federalismo implica una forte accentuazione del nostro carattere di associazione plurale capace di dotarsi regione per regione di livelli autorevoli di rappresentanza e capacità di leggere la realtà partecipando con le altre parti sociali alla necessaria anche se negletta concertazione sociale. In questo senso sarà avviata una intensa stagione formativa per qualificare e socializzare i nuovi responsabili provinciali e regionali eletti dai recenti congressi.

La FAP ACLI per raggiungere gli importanti obiettivi che i suoi soci le assegnano deve accentuare il suo forte carattere associativo garantendo massima partecipazione, trasparenza e democrazia. Gli iscritti possono dare un maggiore contributo nell'ambito di una piena cittadinanza nella federazione. Mai utenti ma soggetti in grado di leggere i bisogni offrendo risposte personali e collettive. Si tratta di garantire
nuovi servizi agli associati a partire dai consumi e dall'accesso ai servizi, costruendo unaorganizzazione di qualità radicata capillarmente sul territorio nazionale valorizzando la forza della mutualità e l'enorme potenziale del lavoro volontario degli anziani e dei pensionati. Tutto ciò nell'ambito del sistema associativo delle ACLI di cui proprio gli anziani possono essere protagonisti di una nuova stagione di autogestione aperta e democratica. Tutti i segmenti della grande associazione dei lavoratori cristiani possono essere strade di risposta ai bisogni e luoghi di protagonismo sociale. Dal turismo allo sport, dall'agricoltura e gli orti sociali, dalle cooperative di consumo alle nuove esperienze di housing sociale, dalla formazione continua al volontariato internazionale fino ai grandi e forti servizi di assistenza previdenziale e fiscale, si tratta di piste consolidate su cui percorrere un cammino nuovo di solidarietà.


Pasquale Orlando - Segretario nazionale FAP ACLI

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lunedì, luglio 26, 2010

 

ACLI Terra: Il dialogo sociale europeo


ROMA - Il «dialogo sociale» in Europa non è soltanto un complesso di procedure sempre più formalizzate per produrre effetti di collaborazione ed anche di contrattazione tra organizzazioni sindacali, organizzazioni di imprenditori e Istituzioni pubbliche.
Di più, è un comportamento che segna il passaggio da un ordinamento comunitario, caratterizzato da una prevalente visione economica dei rapporti tra soggetti ed interessi che dovevano essere regolati dal mercato, ad una nuova visione che, della politica sociale, fa uno dei suoi tratti più caratterizzanti.
Su questo tracciato si è sviluppata la relazione, tenuta a Torino da Michele Zannini, Presidente nazionale di Acli Terra, al Seminario Europeo promosso dall’ICRA (International Catholic Rural Association), assegnando un particolare rilievo al ruolo che può svolgere l’agricoltura per dare contenuti forti ed impegnativi al «dialogo».

Per Zannini «L’agricoltura non è solo produzione di alimenti, mentre va ripensata nella sua più complessa dimensione «rurale» che fa riferimento al territorio e all’ ambiente.
Una visione più impegnativa, dunque, che registra questioni di vivibilità e socialità delle aree rurali; e anche quella della qualità del consumare e dell’abitare i territori.
L’agricoltura è un «luogo» dove, sempre più, si costruiscono valori di legame, di relazione, oltre che valori d’uso e di scambio.
Mentre siamo in piena fase di discussione sulla riforma della PAC, è fondamentale rappresentare il valore del comparto in un’ottica di ricomposizione delle ragioni, di natura sociale e culturale, con quelle prevalentemente economiche, originarie, che individuarono il primato dell’agricoltura nelle politiche costitutive dell’Europa unita.
L’agricoltura può essere un volano formidabile di integrazione sociale e culturale, di crescita economica e di sviluppo di nuova occupazione, di innovazione nell’impiego delle risorse energetiche e di mitigazione dei cambiamenti climatici.
È proprio il complesso di azioni tipiche delle comunità rurali, in grado di preservare elementi di vitalità sociale, oltre che economica dei territori vissuti dagli agricoltori, che domanda l’ideazione di una nuova politica agricola comunitaria.
Azioni come quella della custodia dei paesaggi e dell’ambiente, della protezione e valorizzazione delle biodiversità, della produzione di cibo sano.
Questo vuol dire che dobbiamo continuare ad insistere su una accezione più ampia del rurale e del territorio, una visione che integra la dimensione economica, ambientale e sociale dei protagonisti e che coltiva una prospettiva forte di inclusione sociale delle fasce più deboli delle popolazioni rurali, dovunque esse vivono, per farle vivere meglio, nelle aree rurali più solide, in quelle più fragili e marginali, in quelle periurbane.

Allo stato della discussione sul percorso di riforma della PAC, ritengo fondamentale che una nuova politica sia orientata a:
- riconoscere e valorizzare l’apporto che l’agricoltura è in grado di fornire in una prospettiva di sostenibilità, senza sottovalutare la funzione sempre strategica della produzione di beni alimentari. Serve, in ogni caso, una politica agricola che dia la possibilità a quasi 14 milioni di aziende agricole europee di continuare a fare il loro mestiere, che è quello di garantire cibo per un mercato di 500 milioni di persone;
- sostenere la produzione di beni pubblici e relazionali, tipici di una dimensione non marginale dello sviluppo multifunzionale e sociale dell’agricoltura;
- sostenere lo sviluppo dei territori rurali, in tutte le loro componenti, quelle a carattere materiale, ma anche quelle a carattere immateriale, senza trascurare interventi strutturali per consentire l’impiego più efficiente delle risorse;
- rivalutare la funzione fondamentale della produzione di beni ambientali, tipica dell’agricoltura, perché essa sia, sul piano qualitativo e su quello quantitativo, adeguata alle domande dei consumatori e dei cittadini in genere;
- privilegiare lo sviluppo rurale, pensandolo come indispensabile per promuovere il ruolo delle comunità locali di protagoniste di politiche pubbliche. Infatti, in un’ottica di sussidiarietà e di decentramento, le politiche di sviluppo rurale possono connettersi ai bisogni e al ruolo attivo delle comunità locali, molto più di quanto lo siano quelle di mercato, generalmente gestite da strutture burocratico-amministrative centrali e tendenti agli oligopoli.

Insisto in particolare su questo aspetto, perché penso alla possibilità che proprio le politiche locali di sviluppo debbano in futuro essere sostenute, piuttosto che attraverso erogazioni automatiche di aiuti alle imprese, principalmente in relazione a progetti che le imprese singole e/o associate dovranno proporre in condizioni di coerenza e di integrazione con i progetti di sviluppo dei territori.»

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sabato, luglio 24, 2010

 

a Perugia dal 9 all’11 settembre l’Incontro di studi delle Acli, dedicato quest’anno ai 150 anni dell’unità d’Italia.


Italiani si diventa - Incontro di studi 2010

img_200x270Si terrà a Perugia dal 9 all’11 settembre l’Incontro di studi delle Acli, dedicato quest’anno ai 150 anni dell’unità d’Italia.

Molteplici sono le ragioni per cui le Acli hanno scelto di mettere a tema l’identità nazionale a 150 anni dallo Stato unitario. Più che valorizzare una ricorrenza ”istituzionale”, alle Acli sta a cuore risvegliare il senso civico e il sentimento di appartenenza ad una storia che parla anche di noi.

Le Acli rifletteranno sul tema “Italiani si diventa. Unità, federalismo, solidarietà”, con lungimiranza e coraggio civile, poiché l’identità deve essere assunta pienamente e consapevolmente.

Molti segnali mostrano infatti come l’Italia sia ancora oggi alle prese con profonde trasformazioni che interessano la sua stessa identità di “popolo”, di “nazione” e di “patria”. Le nuove generazioni di italiani devono poter conoscere integralmente la storia del nostro Paese per avere – o rafforzare – una memoria unitaria e una identità condivisa.

Quando le Acli vengono alla luce, alla fine della seconda guerra mondiale, partecipano allo spirito della Resistenza e alla genesi della Carta costituzionale, fondamento della nascente Repubblica italiana. Se si prescinde da questo originario patriottismo costituzionale non si comprenderebbe neppure il senso della nostra classica fedeltà alla democrazia.

Abbiamo dunque davanti a noi un’occasione preziosa per sanare la rimozione collettiva che ancora oggi circonda la nascita dello Stato unitario e che coinvolge tutti: Nord e Sud, destra e sinistra, cattolici e laici, nativi e nuovi italiani.

Il prossimo Incontro di studi, dunque, non sarà un amarcord. Si propone invece di affrontare la nostra storia con una visione prospettica per il Paese.

A ciò serviranno le quattro sessioni che articoleranno i giorni di Perugia e che lasciano intendere la filosofia che ha ispirato il convegno: “l’eredità e il debito”, perché l’unità nazionale è un patrimonio ideale, ma è anche un compito di responsabilità; i vincoli e i talenti”, perché nei cinque laboratori si ragionerà sulle prospettive e sulle risorse che abbiamo a disposizione per realizzarle; storie e storia d’Italia, tra memoria e speranza”, perché a Perugia ascolteremo anche testimoni e protagonisti di un Paese che ha sofferto ma che non si arrende; e infine le sfide che possono unire gli italiani”, perché – come ogni anno – le Acli usciranno da Perugia con un’agenda di iniziative che riguarderanno il federalismo solidale, l’unione politica europea, l’integrazione interculturale degli immigrati, la via italiana alla laicità e il ruolo crescente del terzo settore.

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Tariffe postali: Acli, colpito il bene comune

A risentire del taglio sull'agevolazione delle tariffe postali saranno soprattutto le testate della stampa associativa. Un danno che ricadrà su circa 5mila associazioni, laiche o religiose, che non traggono profitto dalle loro riviste, ma investono in formazione e cultura.

"Prima ci dicono che dobbiamo contribuire al bene comune, poi ci tagliano i più importanti strumenti di collegamento con il territorio", commenta su Avvenire Andrea Olivero, presidente nazionale delle Acli, riferendosi ad Aesse e Aclioggi, storiche riviste dell'associazione.

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giovedì, luglio 22, 2010

 

valorizzare le produzioni italiane contro forme diffuse di contraffazione e di mercificazione dell’olio extravergine di oliva italiano

Acli Terra apprezza l’accordo siglato a Roma il 21 luglio 2010, presso la sede della Fondazione “Achille Grandi”, tra Unaprol, il Consorzio olivicolo italiano, e Unapol, Unione tra le Associazioni di produttori di olive.

Unapol e le sue associate potranno condividere con Unaprol programmi intesi a promuovere la commercializzazione sui mercati nazionali ed esteri, ma anche programmi legati a processi di sviluppo regionale del comparto olivicolo.

L’obiettivo è quello di valorizzare le produzioni italiane contro forme diffuse di contraffazione e di mercificazione dell’olio extravergine di oliva italiano, qualificato proprio dalla sua eccellenza esclusiva.

Acli Terra è particolarmente soddisfatta per tale accordo, perché l’iniziativa conferma un orizzonte condiviso sul piano politico, oltre che culturale, sia con Unapol che con Unaprol, di sostegno ad un progetto ormai urgente di rilancio dell’agricoltura italiana, anche nella sua dimensione economica e sociale.

Iniziative come questa possono consentire al comparto, nel suo complesso, di uscire dalla crisi che l’economia italiana sta affrontando.

Il valore dell’accordo sta anche nel suo carattere simbolico, che lo caratterizza a sostegno, in ogni forma, delle produzioni di qualità particolarmente tipiche dell’agricoltura italiana, che la rendono competitiva proprio per quanto che essa esprime.

Sullo sfondo dell’accordo ci sono anche i rapporti di alleanza privilegiata tra Acli Terra e Coldiretti, come si sono anche formalmente consolidati in una prospettiva che allea due grandi Organizzazioni popolari e democratiche per rappresentare un mondo agricolo e rurale generalmente costituito da imprese a conduzione familiare. L’accordo può concorrere a valorizzare il rapporto privilegiato che l’associazionismo professionale agricolo è chiamato a vivere con il territorio, luogo in cui le comunità locali esprimono valori di relazione e, dunque, legami non solo di scambio e di uso. La visione è quella di un’economia agricola che deve sviluppare un rapporto equilibrato e giusto tra valori materiali ed immateriali, necessari a rendere protagonisti del cambiamento produttori consapevoli e partecipi quali associano sia Unapol che Unaprol.

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recupero della stazione SEPSA di Cuma e della sentieristica della Foresta Regionale Area Flegrea e Monte di Cuma.

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giovedi' 22 luglio 2010 ore 18.15
Stazione di Cuma, Foresta Area Flegrea e Monte di Cuma

Intervento di riqualificazione ambientale, recupero della stazione SEPSA di Cuma e della sentieristica della Foresta Regionale Area Flegrea e Monte di Cuma.




Presentazione al pubblico e alla stampa
Visita al Centro Polifunzionale e alla Foresta Area Flegrea e Monte di Cuma




All'evento patrocinato
dall'Assessorato all'Agricoltura nella persona di Vito Amendolara,
saranno presenti
Giuseppe De Mita, Vicepresidente della Giunta Regionale,
Sergio Vetrella, Assessore ai Trasporti,
Raffaello Bianco, Amministratore Unico SEPSA S.p.A.,
Paolo Caputo, Archeologo di Zona per il sito di Cuma,
Vincenzo Stabile, Comandante Provinciale di Napoli del Corpo Forestale dello Stato,
Diego Giuliani, Presidente Parco Regionale dei Campi Flegrei.

Giovedì 22 luglio, ore 18.30, l’Assessore Regionale all’Agricoltura Vito Amendolara inaugura la Stazione di Cuma della linea Circumflegrea.

L’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania ha realizzato un importante intervento di recupero della Stazione di Cuma, ubicata nell’area della foresta regionale “Area Flegrea”.

L’intervento si inserisce nell’ambito di una più ampia iniziativa di riqualificazione ambientale che ha interessato l’area del demanio regionale.

La Foresta Regionale Area Flegrea e Monte di Cuma, situata in una zona caratterizzata da una forte pressione antropica, è oggetto di continui interventi mirati alla salvaguardia dell’area.

L’Assessorato regionale all’Agricoltura con il Settore Foreste di Napoli, ha attuato un intervento di recupero e riqualificazione della Stazione Ferroviaria della linea Circumflegrea, d’intesa con la SEPSA SpA.

Posta nel cuore dei 100 ettari della Foresta, la Stazione è oggi un Centro Polifunzionale, con sale attrezzate per attività didattiche, conferenze, percorsi visivi, nonché una foresteria per ospitare ricercatori e naturalisti. Il Centro Polifunzionale, come la foresta è a disposizione sia delle scolaresche, nell’ambito di un programma di Educazione Ambientale che prevede molteplici attività in foresta, che dei soggetti che operano sul territorio e vogliono con le loro iniziative contribuire alla valorizzazione del sito e, più in generale dei Campi Flegrei.

Giovedì, l’Assessore all’Agricoltura Vito Amendolara, insieme ai rappresentanti degli enti che hanno contribuito alla realizzazione di quanto viene presentato, taglierà il nastro aprendo la cerimonia di inaugurazione che sancirà il ripristino della storica stazione. Si tratta di un’importante traguardo, una “vittoria verde” il cui positivo impatto ambientale assume un ruolo di primo piano nel recupero e nella promozione turistica dell’intera area flegrea.

La presenza della stazione della Linea Circumflegrea all’interno del territorio della Foresta Regionale e in continuità con l’area del Parco Archeologico di Cuma, rappresenta un valore aggiunto per la fruizione di un sito inestimabile dal punto di vista naturalistico e culturale. Il servizio SEPSA consente infatti all’utenza di raggiungere agevolmente Cuma da Montesanto o da Torregaveta, per visitare la Foresta e la sovrastante Acropoli dell’antica colonia euboica, fino all’antro della Sibilla.

Per ulteriori informazioni sulla Foresta Regionale Area Flegrea e Monte di Cuma:

http://www.sito.regione.campania.it/AGRICOLTURA/foreste/foresta-cuma.html


mercoledì, luglio 21, 2010

 

SUD: ACLI, DA SVIMEZ RISULTATO PREVEDIBILE DI UNA POLITICA FALLIMENTARE



(ASCA) - Roma, 20 lug - ''Risultato prevedibile di una politica fallimentare''. E' il commento delle Acli, associazioni cristiane dei lavoratori italiani ai dati diffusi oggi dal rapporto Svimez sull'economia del Mezzogiorno, che fotografano ''una realta' preoccupante di arretramento economico e sociale''.

''Un Paese in cui la spesa pro capite al Sud e' inferiore a quella del Centro-Nord - spiega Gianluca Budano, responsabile delle Acli per il Mezzogiorno - in cui i fondi destinati allo sviluppo del Meridione vengono sottratti per destinarli in gran misura alla tragedia dell'Aquila (come se si trattasse di un fatto locale, alla faccia del principio di solidarieta' nazionale); in cui i programmi per l'utilizzo dei fondi europei (Por) hanno prodotto piu' problemi che benefici (si confronti il costo delle rendicontazioni obbligatorie e quello piu' utile dei monitoraggi sui risultati realmente raggiunti) non poteva che produrre i risultati che emergono nel rapporto. Senza dimenticare il fenomeno dell'emigrazione di cervelli da nord a sud, che aggiunge al danno di aver perso le migliori teste, la beffa di averle formate con le risorse economiche delle famiglie meridionali''.

Le Acli indicano due priorita' concrete d'azione, le infrastrutture e le risorse umane.

''Bisogna assolutamente colmare il divario infrastrutturale - prosegue Budano - cominciando col mettere fine, ad esempio, ai lavori dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria, lo scandalo simbolo del disinteresse delle istituzioni verso il bene comune''.

''Cosi' come e' necessario - conclude - un intervento serio e consistente per rilanciare la formazione professionale al Sud, quale leva di sviluppo dei territori in difficolta'. Ma una formazione nuova, legata alle esigenze delle persone e alle opportunita' del mercato, non semplicemente orientata ad accaparrare risorse in maniera indiscriminata, con la corresponsabilita' dei Governi nazionali e regionali del passato e attuali''.

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Svimez, nubi nere sul Mezzogiorno Il 14% vive con meno di mille euro al mese Secondo il rapporto il Sud sta sempre peggio.

Svimez, nubi nere sul Mezzogiorno
Il 14% vive con meno di mille euro al mese

Secondo il rapporto il Sud sta sempre peggio. Diminuisce il Pil, aumenta l'emigrazione. Napolitano: "Insufficienti le politiche del passato, serve un ripensamento degli interventi"

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SUD: BREGANTINI(CEI), POLITICA NON VUOLE RISOLVERE QUESTIONE MERIDIONALE

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martedì, luglio 20, 2010

 

Le Acli della Campania: “Welfare, restiamo in attesa di atti rilevanti dell’Amministrazione Caldoro”


Napoli, 20 luglio 2010 - Le Acli della Campania hanno celebrato nelle scorse ore il loro Consiglio Regionale a Benevento, discutendo sui temi dei diritti di cittadinanza. Grande attenzione è stata riservata ai recenti mutamenti della scena politica ed istituzionale campana.

“La Giunta regionale – ha affermato la presidente regionale dell’associazione dei lavoratori cristiani Eleonora Cavallaro - si è già insediata da diversi mesi eppure ancora non si vedono all’orizzonte provvedimenti rilevanti che non fossero annullamenti di atti approvati dalla precedente gestione. Le Acli della Campania chiedono con forza al presidente Caldoro di avviare la sua azione amministrativa riservando particolare attenzione alla riorganizzazione del sistema di welfare regionale ed alle esigenze delle fasce deboli, dei minori, degli anziani, dei migranti, dei diversamente abili, delle famiglie. Se il cammino scelto sarà quello giusto, Caldoro, a cui auguriamo buon lavoro, troverà sempre il leale contributo alla discussione da parte delle Acli della Campania.

Nel corso del Consiglio Regionale, i dirigenti campani delle Acli hanno colto l’occasione per esprimere il loro più vivo compiacimento per l’elezione di Pasquale Orlando alla carica di segretario nazionale della Federazione Anziani e Pensionati – FAP Acli.

Per comunicazioni: Michele M. Ippolito – Portavoce Acli Campania (3403008340 – 3939019211)

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Le Acli per un’agricoltura libera da OGM


Nell’ambito del Convegno “Agricoltura e Biotecnologie: il fronte della ricerca tra un’avanguardia silenziosa e un’innovazione superata”, che si è tenuto presso l’Auditorium dell’Ara Pacis di Roma, la posizione delle Acli è stata rappresentata da Michele Zannini , Presidente nazionale di Acli Terra.

Il programma del Convegno, promosso dalla Task Force per un Italia libera da OGM, di cui le Acli sono parte integrante, ha registrato numerosi interventi di illustri esponenti del mondo scientifico, dichiaratamente impegnati a contrastare la diffusione di OGM, non sulla base di pregiudizi ideologici, ma proprio per un convincimento scientifico, puntualmente illustrato nei lavori del Convegno.

Il Presidente Zannini, nel suo intervento, ha voluto testimoniare, con forza, il punto di vista delle Acli, da sempre schierate a difesa di un progetto di agricoltura finalizzato a salvaguardare il patrimonio agroalimentare nazionale, come un bene inconfondibile, meritevole di essere protetto e promosso.

Per Zannini “l’agricoltura italiana non ha bisogno di OGM, perché fonda la sua competitività sulla ricchezza delle sue biodiversità, sulla varietà dei territori e sulla peculiarità dei saperi che gli agricoltori infondono nei loro prodotti, per renderli tipici e dotati di una particolare eccellenza che il mondo intero ci invidia”. Ha ribadito Zannini che il dissenso rispetto all’impiego di OGM ha natura fondamentalmente politica e, dunque, culturale e sociale. “Senza timori di essere tacciate di oscurantismo, Acli Terra e le Acli non si oppongono alla scienza ma vorrebbero che la scienza, che è e deve rimanere uno strumento a disposizione dell’umanità, sia impegnata prevalentemente per migliorare e proteggere quello che la sapienza di generazioni di milioni di contadini nel mondo sa fare. L’alternativa rischierebbe di essere quella che piega questo comparto economico, fondamentale per la vita e per la pace degli uomini, agli interessi di poche multinazionali, che, avendo già monopolizzato il mercato delle sementi e dei pesticidi, puntano ad omologare le produzioni attraverso l’impiego generalizzato di colture GM.”

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sabato, luglio 17, 2010

 

Otto milioni di poveri in Italia. Le Acli: aiutare di più la famiglia

In Italia le famiglie povere sono 2 milioni e 657 mila, il 10,8% del totale. Complessivamente, sono 7 milioni e 810 mila le persone indigenti, il 13,1% dell'intera popolazione. Sono alcuni dei dati diffusi ieri dall'Istat sulla povertà in Italia. Nella ricerca si sottolinea che il fenomeno della povertà, maggiormente diffuso nelle regioni meridionali, è fortemente associato a bassi livelli di istruzione, a modesti profili professionali e all'esclusione dal mercato del lavoro. Ma dallo studio emerge anche un altro dato interessante: la famiglia, con il suo insostituibile sostegno, si rivela in molti casi un fondamentale strumento per arginare gli effetti della crisi economica. Su questo aspetto si sofferma al microfono di Luca Collodi il presidente delle Acli, Andrea Olivero: http://212.77.9.15/audio/ra/00219144.RM
R. – Ancora una volta a supplire la situazione drammatica sono le famiglie che vanno ancora incontro a tutte le esigenze dei propri componenti, andando a mettere a disposizione il reddito, distribuendo reddito all’interno del nucleo familiare e, soprattutto, consumando i propri risparmi in questo momento di grave crisi. Insieme a questo, quella riforma degli ammortizzatori sociali, che è avvenuta sostanzialmente senza che venisse discussa nelle aule parlamentari, perché in molte regioni d’Italia gli enti locali, il governo, e anche le forze sindacali e sociali, hanno trovato delle intese per estendere alcuni benefici anche a categorie che fino ad oggi erano escluse, ma che in realtà sono state quelle più colpite dalla crisi, a partire dai lavoratori con contratti a tempo determinato, precari, che comunque hanno visto in questa situazione qualche aiuto a fronte dell’ambiente che c’era in precedenza. Tutto questo ha aiutato, però ... attenzione! ... perché i dati ci dicono che soprattutto l’estrema povertà rimane stabile su livelli altissimi.

D. – Ora il problema è come combattere questa povertà che interessa il 13 per cento della popolazione italiana. Il problema è che sulla famiglia non ci sono mai state politiche di aiuto concrete...

R. – Noi crediamo che si potrebbe ad esempio andare a riformare la social card, facendola diventare un vero strumento universalistico. Se da un lato si può fare questo, per quanto riguarda appunto l’estrema povertà, dall’altro lato noi crediamo sia necessario invece, per quanto riguarda le forme di impoverimento in questi ultimi mesi, in particolare con la recrudescenza della crisi, che si debba agire andando a mettere in campo delle politiche di sostegno alla famiglia. Se la famiglia, come anche questa volta è stato rilevato, è il vero soggetto che tiene va messo nella posizione di poter esercitare meglio la sua funzione.

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venerdì, luglio 16, 2010

 

oggi 16 luglio ultimo giorno utile. i contribuenti possono pagare le imposte da Unico con un piccolo sovrapprezzo


Ormai dietro l'angolo l'ultimo giorno utile per pagare, con la maggiorazione dello 0,40%, il saldo relativo ai redditi 2009 e il primo acconto 2010 (o la prima rata se si è optato per la rateizzazione), così come risulta dal modello Unico e dalla dichiarazione Irap 2010. Interessati alla scadenza del 16 luglio i contribuenti che hanno saltato l'appuntamento del 16 giugno.
Si tratta, in particolare, di persone fisiche, società semplici, società di persone e di soggetti equiparati cui non si applicano gli studi di settore e che non partecipano ad associazioni, società e imprese ad essi sottoposti. Quest'ultimi, hanno tempo fino al 5 agosto per effettuare il versamento mancato applicando la stessa maggiorazione.
Il 16 luglio è anche l'ultimo giorno utile per pagare, con la maggiorazione dello 0,40%, l'Iva relativa al 2009 così come risulta dalla dichiarazione annuale, maggiorata dello 0,40% per mese o frazione di mese per il periodo 16/3/2010 - 16/6/2010.

Guardando in particolare l'Irpef, l'acconto è dovuto soltanto nel caso in cui l'importo indicato nel rigo RN34 di Unico Pf è superiore a 51,65 euro. Il versamento deve essere effettuato in un'unica soluzione (pari al 99% del totale) entro il 30 novembre 2010 se la cifra è inferiore a 257,52 euro, in due soluzioni se superiore.
In quest'ultima ipotesi, la somma da pagare è suddivisa in due rate: la prima, pari al 40% dell'imposta, deve essere versata entro il 16 giugno (o 16 luglio con la maggiorazione dello 0,40%), la seconda, pari al restante 60%, entro il 30 novembre.
Tutti i contribuenti possono chiedere la rateizzazione mensile degli importi da pagare (tranne l'acconto di novembre), applicando lo 0,33% di interessi.

Il calcolo dell'acconto può essere effettuato utilizzando due diverse strade: il metodo storico e quello previsionale. Il primo prende il via dalla dichiarazione dei redditi relativa all'anno precedente.
Il metodo previsionale, invece, va utilizzato quando si prevede di percepire un reddito minore rispetto al passato. In questo caso il conto sull'importo da pagare può essere fatto sul reddito presunto per il 2010. Se però i calcoli risulteranno sbagliati e l'imposta effettiva risulterà superiore a quella presunta, bisognerà pagare sanzioni e interessi.

Il versamento va effettuato compilando l' F24.
I titolari di partita Iva sono obbligati all'utilizzo della Rete per la trasmissione del modello, tramite i servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate, attraverso gli intermediari autorizzati o i servizi di home banking di banche e Poste.
I contribuenti non titolari di partita Iva, invece, possono eseguire il versamento anche con il modello F24 cartaceo.

Questi i principali codici tributo:
  • 4001 Irpef - saldo
  • 4033 Irpef acconto - prima rata
  • 4034 Irpef acconto - seconda rata o acconto in unica soluzione
  • 6099 Iva annuale saldo
  • 1668 interessi pagamento dilazionato importi rateizzabili
  • 3800 Irap - saldo.
Anna Maria Badiali
A CURA STAFF CIRCOLO ACLI "ORA ET LABORA"

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giovedì, luglio 15, 2010

 

POVERTA': ACLI, RILANCIARE LA SOCIAL CARD



''Potenziare e rilanciare la social card come strumento di contrasto alla poverta' assoluta''. Le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani commentano i dati diffusi oggi dall'Istat sull'andamento della poverta' in Italia nel corso del 2009 e rilanciano la proposta presentata nei mesi scorsi a Milano di una ''nuova social card'' di importo maggiorato ed estesa a tutti i cittadini poveri, senza limiti di eta' ne' preclusioni verso gli stranieri stabilmente residenti.

Per il presidente delle Acli Andrea Olivero ''il fatto che la poverta' assoluta rimanga stabile, su numeri alti, rende ancor piu' logico e necessario un intervento strutturale. La social card introdotta dal governo ha rappresentato, pur con tutti i suoi limiti, la prima misura nazionale contro la poverta' introdotta in Italia''. Le Acli hanno consegnato la loro proposta articolata di riforma della social card agli uffici del Ministero del Lavoro e delle politiche socali: ''Ora e' auspicabile - dice Olivero - che il Governo trovi il coraggio di investire di nuovo su questo strumento cercando un dialogo con le forze d'opposizione: su questo tema siamo convinti che una riforma bipartisan sia possibile e doverosa''.

''Se poi la poverta' assoluta non e' cresciuta come si temeva - ha concluso il presidente delle Acli - va riconosciuto il merito a istituzioni, organizzazioni sindacali e sociali che in questa crisi hanno avuto il coraggio di innovare, riformando nella pratica gli ammortizzatori e mettendo in campo forme concrete di solidarieta'. Proprio per questo ci aspettiamo che ora si stabilizzino le buone pratiche, dando finalmente al Paese gli strumenti necessari a contrastare stabilmente l'esclusione sociale''.


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mercoledì, luglio 14, 2010

 

Acli Terra apprezza la nomina di Amendolara.



Grande soddisfazione per la nomina del nuovo Assessore all’agricoltura della Regione Campania, nella persona di Vito Amendolara, ha espresso Michele Zannini, Presidente Nazionale di Acli Terra, che ha commentato la decisione, ricordando la particolare competenza e la dedizione di una intera vita professionale del neoassessore trascorsa in Coldiretti, sempre al servizio di un comparto economico vitale per la Regione.

”Con Amendolara Assessore l’agricoltura campana guadagna una prospettiva di valore che le compete per il ruolo strategico che dovrà svolgere con tutta l’agricoltura meridionale nel Mediterraneo”.

Acli Terra, con tutte le sue strutture Campane, assicura, fin d’ora, al nuovo Assessore, ogni collaborazione utile a costruire programmi ed iniziative di rilancio del comparto agricolo nella Regione.

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martedì, luglio 13, 2010

 

risorsa mezzogiorno nuovo numero

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lunedì, luglio 12, 2010

 

Olivero ACLI “Manovra: Il Governo ci ripensi, i tagli ai Patronati sono una contraddizione"


La Manovra finanziaria d’estate taglia il finanziamento ai Patronati: il Presidente delle Acli Andrea Olivero: “Il Governo ci ripensi, i tagli ai Patronati sono una contraddizione"

Con un emendamento alla “Manovra finanziaria”, presentato a nome della maggioranza di governo dal Presidente della Commissione bilancio del Senato, Antonio Azzollini, è stato disposto il taglio del 22% del finanziamento ai Patronati.

Il Presidente delle Acli, Andrea Olivero ha osservato che si tratta di “un segnale contraddittorio” da parte del Governo che nei mesi scorsi ha attribuito ai Patronati nuove competenze, soprattutto in materia di immigrazione.

Il Governo “ci ripensi”, ha concluso Olivero, rammentando che i raggruppamenti di tutti i Patronati hanno chiesto esplicitamente il ritiro dell’emendamento, redigendo un documento unitario nel quale si osserva, tra l’altro, che “il finanziamento previsto per i Patronati, le cui attività vengono prestate gratuitamente, non incide sul bilancio dello Stato, essendo prelevato dal gettito dei contributi previdenziali obbligatori”.

In una dichiarazione pubblicata sul sito www.vita.it, il direttore generale del Patronato Acli, Damiano Bettoni, afferma che il taglio blocca l’attività dei Patronati, che oltre a prestare un servizio gratuito ai cittadini, sono anche uno strumento di innovazione e di collaborazione attiva con la Pubblica amministrazione.

Per leggere la dichiarazione del Presidente Olivero clicca qui

Per leggere la dichiarazione del Direttore Generale Bettoni clicca qui

Per leggere il "Documento unitario" dei Raggruppamenti dei Patronaticlicca qui

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venerdì, luglio 09, 2010

 

"ESTATE SERENA" PER GLI ANZIANI E I DISABILI DI NAPOLI



Minicrociere a Capri, gite in città, escursioni in treno per gli anziani che restano in città. Con il progetto mare per tutti, nessuno escluso vela e subacquea anche per i disabili.

"Estate Serena" per gli anziani di Napoli


Minicrociere a Capri, gite in città, escursioni in treno, quest`anno, l`estate a Napoli è ancora più bella, soprattutto per glianziani che restano in città.

Ritorna il programma "Estate Serena Anziani", organizzato dall`Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Napoli in collaborazione con enti, organizzazioni pubbliche, private e del privato sociale, per combattere, con attività di animazione e turismo, l`isolamento e l`emarginazione dei cittadini più fragili sociale.

Tutti gli eventi sono gratuiti e pensati proprio per gli anziani, per promuovere la loro partecipazione, scoprire i mille volti di Napoli d`estate e passare una giornata in compagnia. Da luglio a settembre, quindi, un ricco calendario di attività, che spazia dalle terme al mare, dalle gite fuori porta alle proiezioni di film al cinema.

L`estate incomincia nelle Residenze per anziani della città: l`Associazione Ascultur Campania organizza feste - spettacolo aperte a tutti, con balli e animazione musicale.

Le terme di Agnano, invece, ospitano gli anziani per una mattinata di passeggiate termali e trattamenti vascolari, con spuntini e animazione.

Il mare per tutti, nessuno escluso

Vela e subacquea anche per i disabili

Il progetto, promosso dal Club Nautico Vela di Napoli e dallʼAssociazione Free Diving onlus, vuole favorire l’avvicinamento delle persone disabili al mare, attraverso la vela e la subacquea. I percorsi

sono diversi, dal più semplice al più complesso, e possono essere seguiti sia da chi si avvicina a queste attività per la prima volta, sia da chi è già esperto di vela o subacquea.

Sopra il mare, sotto il mare

Il mondo della vela è uno sport, ma anche unʼesperienza indimenticabile: a contatto

con il mare, si sta insieme e si arricchiscono corpo e mente. L’infinita bellezza

del mondo sommerso, invece, offre emozioni, comunicazioni e movimenti che superano

le barriere che condizionano la vita di tutti, in particolare delle persone disabili.

Questo progetto è una preziosa occasioneper vivere un’esperienza unica e speciale di socializzazione e divertimento, soprattutto per chi si avvicina per la prima volta al mare.

Calendario e programma

Le attività si svolgeranno di martedì e di giovedì nei mesi di luglio, agosto e settembre.

Ecco la giornata tipo:

ore 10,00: imbarco alla Darsena Acton per la subacquea, Borgo Marinaro per la vela -

Ore 13,30: rientro ai luoghi di imbarco.

A metà mattina, a tutti i partecipanti sarà offerto uno snack e una bibita. Ad ogni uscita saranno presenti istruttori specializzati e accompagnatori e sarà fornita l’attrezzatura necessaria.

Dove rivolgersi

Per prenotarsi, basta chiamare il numero verde 800 07 99 99 e poi ritirare il biglietto di ingresso presso la sede del comune di Napoli di Via Diocleziano 330, Terzo Piano.

su www.comune.napoli.it: programma completo

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giovedì, luglio 08, 2010

 

Don Tonino Palmese neo direttore della pastorale del lavoro della Chiesa di Napoli


Apprezzamento e fiducia verso don Tonino Palmese nominato dal cardinale Crescenzio Sepe direttore dell'Ufficio per il Lavoro e la pastorale sociale della Chiesa napoletana è stato espresso da Pasquale Orlando, presidente delle ACLI di Napoli a nome suo personale e dei dirigenti e soci della grande associazione dei lavoratori cristiani.

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mercoledì, luglio 07, 2010

 

Ombrelloni a peso d'oro il mare ai tempi della crisi


Un giornata costa dai 30 ai 60 euro. "Insostenibile". I consumatori "Rincari dell'8 %". I gestori "In 3 anni 15 % di presenze in meno"

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Giulio Riccio: Lettera aperta al Presidente della Regione Campania


Signor Presidente, governare significa fare delle scelte e assumersene le responsabilità. E quanto più stretti sono i margini entro cui un' Amministrazione deve muoversi, tanto più le sue scelte diventano significative. Ho grande rispetto per la carica istituzionale che Lei ricopre e so quanto sia complicata l'azione di governo che ora è chiamato a svolgere. Astenendomi dall’ esprimere giudizi sul suo operato in questi primi mesi, ci tengo invece a sottolineare che il giudizio politico sull'attività del precedente governo regionale è stato espresso dagli elettori mentre il controllo sulla correttezza dei suoi atti compete alla magistratura contabile, amministrativa e ordinaria, e non certamente a Lei o a chi oggi ricopre incarichi nel suo governo. Se così fosse, nel naturale avvicendamento tra amministrazioni e governi di segno differente le istituzioni diventerebbero come la tela di Penelope: ciascun governo sarebbe impegnato nello smantellare quanto fatto dai precedenti, arrecando gravi disagi alla comunità, mettendo a rischio la coesione sociale e generando una quadro di incertezza piuttosto che quella stabilità, da tutti invocata. Non è sufficiente il rispetto del Patto di Stabilità, non troveremo mai la strada per una Campania migliore se all’interno dei nostri bilanci, non teniamo conto della salute delle famiglie, delle risorse necessarie per la cura dei non autosufficienti, della spesa per i servizi socio educativi per i nostri bambini. Il Patto di stabilità, sig. Presidente, non può diventare un alibi per far pagare ai cittadini più deboli il prezzo di una propaganda elettorale che ha ormai fatto il suo tempo. La comunità cresce solo se vengono garantiti i diritti. Il blocco degli stipendi dei lavoratori dell'Asl Napoli 1, quello dei forestali, hanno già creato tante tensioni e disagi altrettanto pesanti saranno gli effetti di quanto da qui a poco accadrà nei nostri territori in relazione, al trasporto pubblico locale e ai fondi per servizi sociali e socio-sanitari che saranno molto presto interrotti se proseguirà il ritardo nel trasferimento delle risorse dovute ai Comuni. Cosa intende fare il governo regionale per non arrecare danni irreparabili alla comunità? Quanto intende essere autonomo nelle sue scelte dalla politica economica della Lega che sta penalizzando fortemente il sud, dando un contributo determinante a far crescere nel paese un sentimento antimeridionale. Mi auguro che la vicenda dei trasferimenti ai Comuni delle risorse statali per le politiche sociali non diventi oggetto di scontro elettorale, in vista della futura tornata amministrativa, tra enti di diverso colore politico. La politica dia l'esempio di come si può cooperare per il benessere dell' intera collettività. La crisi che attraversa il paese determina la crescita del disagio sociale nel nostro territorio emerge la necessità che ad esso si continui a rispondere con un welfare fatto di servizi capaci di prevenire la cronicizzazione del disagio. La lotta all’esclusione sociale è una questione che non può e non deve appartenere semplicemente alla sfera dell'assistenza, ma deve essere inserita nelle politiche di crescita e sviluppo. Mi stupisce, quindi, che lei abbia voluto rinominare l'Assessorato regionale che si occupa di tali questioni sostituendo con il termine “Assistenza” la parola “Inclusione”. Il rispetto del Patto di Stabilità non è sufficiente a garantire e misurare il livello di civiltà di una Regione non può e non deve essere il paravento dietro il quale nascondere mancate scelte di merito, preferendo i tagli indiscriminati. Su questo punto bisogna fare una scelta: le politiche sociali vanno tenute fuori dagli scontri politici. Il Governo della Regione Campania guardi ad esse come a un campo neutro e le consideri irrinunciabili per lo sviluppo della comunità. Non si compiano scelte unilaterali, ma ci si confronti con i livelli istituzionali che quotidianamente si prendono cura del disagio. Si sblocchino le risorse, si convochi un tavolo anticrisi con i Comuni per compiere le scelte prioritarie per programmare crescita e inclusione sociale, in un'ottica di assunzione comune delle responsabilità. Se questo sarà il terreno di lavoro sono pronto a collaborare nell’interesse dei Cittadini. Se invece l’idea è quella di usare la funzione di governo regionale come una clava, per fare da ripetitore delle politiche economiche della Lega, allora sappia sig. Presidente che difenderemo la nostra Comunità.”Sono venuto a parlarvi col fucile del combattente per la libertà in mano e il ramoscello d’olivo nell’altra, non fate cadere il ramoscello d’olivo dalla mia mano …”Y.A..


Giulio Riccio Assessore alle politiche sociali del Comune di Napoli.

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martedì, luglio 06, 2010

 

Manovra: da tagli Regioni a invalidita', tutte le novita'

ROMA - La manovra e' al rush decisivo. E' atteso al piu' tardi per martedi' mattina, il via libera della Commissione Bilancio del Senato. Per le modifiche potrebbe essere l'ultimo appello: la manovra - 'arricchita' dal pacchetto degli emendamenti del relatore Antonio Azzollini, tranne la parte che riguarda i 40 anni di contributi e le tredicesime di difesa-sicurezza - arrivera' in Aula dove si prospetta un iter blindato.
Il decreto, che non e' ancora stato esaminato dalla Camera, dovra' essere convertito entro la fine del mese. Molti sono gli emendamenti accantonati di maggioranza e opposizione che potrebbero essere votati uno ad uno (ma i tempi sono stretti) oppure essere bocciati tecnicamente e rinviati all'esame dell'aula di Palazzo Madama. Ecco alcuni punti 'caldi' sui quali la commissione Bilancio e' chiamata ad esprimersi:
TAGLI FLESSIBILI PER REGIONI, PROVINCE E COMUNI: Le risorse statali che spettano ''a qualunque titolo'' alle regioni sono ridotte di 4 miliardi nel 2011 e 4,5 a decorrere dal 2012. Ma queste riduzioni saranno ripartire ''secondo criteri e modalita' stabiliti in sede di conferenza Stato-Regioni''. Stesso meccanismo per Province e Comuni.
RESTA SOGLIA 85% INVALIDITA', ESCLUSE PATOLOGIE GRAVI: Resta l'innalzamento della soglia all'85% per le invalidita' ma vengono escluse le patologie piu' gravi.
PENSIONI (ANCHE SOCIALI) SI ADEGUANO A VITA DA 2015: Superato il ''refuso'' che agganciava i 40 anni di contributi all'aspettativa di vita resta da votare comunque la stretta sull'eta' che viene nuovamente fissata al 2015: l'aggiornamento triennale legato alle speranze di vita (riguarda anche gli assegni sociali) partira' dal 2015 e non piu' dal 2016.
DONNE P.A. IN PENSIONE A 65 ANNI: ''Complessivamente'' le donne interessate al 2012 dall'innalzamento dell'eta' pensionabile sono tra le 20mila e le 25 mila donne.
NO TAGLI CONSULENZE E FESTE PER SICUREZZA: Il comparto della sicurezza si salva da una serie di tagli previsti per le consulenze della pubblica amministrazione e arrivano fondi per la giustizia.
MINI-NAIA: I giovani potranno fare stage di 3 settimane nelle Forze armate. Il costo dell'operazione e' di 20 milioni.
ITALIA 150: Arrivano 5 milioni per le celebrazioni del 150/mo anniversario dell'Unita' d'Italia.
SLITTANO TASSE ABRUZZO: La sospensione degli adempimenti tributari (imprenditori o autonomi) con volume d'affari non superiore a 200.000 euro e' prorogata al 20 dicembre 2010.
SALVA PRECARI SUD: Arriva una norma che salva i precari della Sicilia e piu ' in generale per le Regioni a Statuto speciale dal tetto posto ai contratti a tempo determinato.
RISPARMI SCUOLA: Il 30% dei risparmi previsti nella manovra triennale 2008 dal settore scuola e reinvestiti nel comparto verranno 'accantonati' nonostante il congelamento triennale 2011-2013 previsto e potranno, in un secondo tempo, essere anche destinati a scatti di anzianita' e progressioni del corpo docente.
COLLABORAZIONI RICERCA: Via il tetto per le assunzioni a tempo determinato per gli enti di ricerca nel 2011.
CERTIFICATI VERDI: La norma sui certificati verdi resta e finanziera', per due terzi, l'universita' e la ricerca.
PREZZO FARMACI EQUIVALENTI: L'Aifa fissera' il prezzo di rimborso dei farmaci equivalenti, a decorrere dal 2011.
MENO ONERI PER FARMACIE: Cambia la rideterminazione delle quote di spettanza dei grossisti e dei farmacisti sul prezzo di vendita al pubblico dei medicinali di classa A per il 2010.
NO STRETTA ENTI PREVIDENZA PRIVATI: Gli enti di previdenza privatizzati, tra cui quindi anche l'Inpgi, sono esclusi dalla stretta prevista dallamanovra
TAGLI A PATRONATI: Arriva un taglio di 87 milioni nel 2011 dei finanziamenti ai patronati. Lo prevede l'emendamento sulle pensioni del relatore alla manovra, Antonio Azzollini. I risparmi cosi' ottenuti andranno compensare gli effetti dell'aumento delle aliquote contributive previsti dal protocollo sul welfare.
ACCERTAMENTI FISCO: Gli accertamenti, che la manovra stabiliva fossero di immeditata eseguibilita', ora diventeranno esecutivi in due mesi. Si porta - e questo preoccupa Confindustria e Rete Imprese - da 150 a 300 giorni la durata massima della sospensione giudiziale degli atti di recupero dei crediti verso l'amministrazione. Altra norma che allarma: divieto di effettuare compensazioni fra crediti e debiti fiscali in presenza di accertamenti anche di importo modesto.

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