

il blog va in vacanza!!
A partire dall'esperienza associativa vissuta nelle ACLI e da quella amministrativa a Napoli e Castellammare di Stabia utilizzo questo spazio per affrontare i temi del dialogo tra le generazioni, del lavoro, della formazione, del welfare, della partecipazione e della loro necessaria innovazione.
“La notizia pubblicata dal Financial Times e ripresa da molti organi di stampa italiano sul presunto utilizzo di latte congelato di bufale brasiliane per produrre mozzarelle in Campania è… una bufala vera e propria.” Lo afferma il presidente di Confagricoltura Campania Michele Pannullo che denuncia “un nuovo scandalo creato ad arte, che crea un ulteriore danno di immagine al comparto bufalino campano ed arriva poco tempo dopo il tentato “scippo” del ministro Maroni, che affermò che la nostra mozzarella era stata inventata dai Longobardi.”
“Il direttore di Confagricoltura Caserta Tommaso Picone – chiarisce Pannullo - ha interrogato immediatamente l’Agenzia delle Dogane sulla vicenda ed ha ricevuto una risposta chiarissima: “non vi sono importazioni di latte o derivati presso Uffici doganali dipendenti dalla Direzione interregionale Campania e Calabria, non vi sono importazioni dal Brasile di latte o derivati su tutto il territorio nazionale, non risultano destinate in Campania le importazioni effettuate di prodotti di specie, con altra origine/provenienza.”
“Come al solito – prosegue Pannullo - si gioca sugli equivoci e lo si fa sulla pelle dei produttori di latte. La mozzarella di bufala di campana DOP può essere prodotta esclusivamente con latte di bufale delle province di Napoli, Caserta, Salerno, Avellino, Foggia, Roma, Latina. E’ falso, quindi, che con latte congelato brasiliano i trasformatori possano produrre questo particolare latticino che rappresenta una eccellenza delle nostre terre: se lo facessero sarebbe illegale. Il fatto che dei furbetti chiamino qualsiasi tipo di formaggio fresco “mozzarella” è uno scandalo e da anni chiediamo alle istituzioni di vietare l’utilizzo di questo termine per le mozzarelle che non siano prodotte con latte di bufala campana secondo l’apposito disciplinare.”
“I consumatori – conclude il presidente di Confagricoltura Campania – possono stare tranquilli. Se acquistano la mozzarella di bufala campana con il marchio DOP mangeranno un prodotto sano, controllato e soprattutto prodotto con latte fresco proveniente dalla Campania o dalle province limitrofe.”
La FAP accentuerà il suo impegno sindacale a livello centrale nella tutela delle pensioni e del welfare. Vogliamo evitare che le politiche sociali siano il target del tiro a segno degli strali delle ricorrenti finanziarie. Crediamo che le politiche sociali siano indispensabili alla tenuta della necessaria coesione sociale del paese e che senza tutela delle fasce deboli l'Italia non potrà garantirsi i presupposti dello sviluppo possibile. In primo luogo saremo insieme a tutta la complessa rappresentanza degli anziani e dei pensionati per garantire i livelli essenziali di assistenza alle tantissimepersone non autosufficienti che subiscono una drammatica emarginazione. L'anziano è davvero una grande risorsa sociale in una fase in cui le giovani generazioni si vedono chiuse le porte del mercato del lavoro ma la loro difesa è ancora più necessaria quando la risorsa si esaurisce e la società emargina le persone anziane. Questo lavoro non può svolgersi solo a livello centrale ma deve percorrere i territori comunità per comunità. A livello locale bisogna garantire l'impegno della FAP ACLI nelle difficili vertenze per la salute rese drammatiche dai tagli alle strutture sanitarie ed ospedaliere mentre in tanta parte del paese non decollano i servizi territoriali di prevenzione e cura, la nuova stagione di crisi finanziaria degli enti locali mette in dubbio le conquiste sul piano dei trasporti mentre la qualità della vita delle persone anziane e delle fasce deboli della società non trova la giusta considerazione nell'elenco delle priorità dei piani sociali di zona costretti a dolorose selezioni. Lo snodo della programmazione regionale reso strategico dall'avvio del federalismo implica una forte accentuazione del nostro carattere di associazione plurale capace di dotarsi regione per regione di livelli autorevoli di rappresentanza e capacità di leggere la realtà partecipando con le altre parti sociali alla necessaria anche se negletta concertazione sociale. In questo senso sarà avviata una intensa stagione formativa per qualificare e socializzare i nuovi responsabili provinciali e regionali eletti dai recenti congressi. La FAP ACLI per raggiungere gli importanti obiettivi che i suoi soci le assegnano deve accentuare il suo forte carattere associativo garantendo massima partecipazione, trasparenza e democrazia. Gli iscritti possono dare un maggiore contributo nell'ambito di una piena cittadinanza nella federazione. Mai utenti ma soggetti in grado di leggere i bisogni offrendo risposte personali e collettive. Si tratta di garantire nuovi servizi agli associati a partire dai consumi e dall'accesso ai servizi, costruendo unaorganizzazione di qualità radicata capillarmente sul territorio nazionale valorizzando la forza della mutualità e l'enorme potenziale del lavoro volontario degli anziani e dei pensionati. Tutto ciò nell'ambito del sistema associativo delle ACLI di cui proprio gli anziani possono essere protagonisti di una nuova stagione di autogestione aperta e democratica. Tutti i segmenti della grande associazione dei lavoratori cristiani possono essere strade di risposta ai bisogni e luoghi di protagonismo sociale. Dal turismo allo sport, dall'agricoltura e gli orti sociali, dalle cooperative di consumo alle nuove esperienze di housing sociale, dalla formazione continua al volontariato internazionale fino ai grandi e forti servizi di assistenza previdenziale e fiscale, si tratta di piste consolidate su cui percorrere un cammino nuovo di solidarietà.
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Insisto in particolare su questo aspetto, perché penso alla possibilità che proprio le politiche locali di sviluppo debbano in futuro essere sostenute, piuttosto che attraverso erogazioni automatiche di aiuti alle imprese, principalmente in relazione a progetti che le imprese singole e/o associate dovranno proporre in condizioni di coerenza e di integrazione con i progetti di sviluppo dei territori.»

| Italiani si diventa - Incontro di studi 2010 |
Si terrà a Perugia dal 9 all’11 settembre l’Incontro di studi delle Acli, dedicato quest’anno ai 150 anni dell’unità d’Italia.Molteplici sono le ragioni per cui le Acli hanno scelto di mettere a tema l’identità nazionale a 150 anni dallo Stato unitario. Più che valorizzare una ricorrenza ”istituzionale”, alle Acli sta a cuore risvegliare il senso civico e il sentimento di appartenenza ad una storia che parla anche di noi. Le Acli rifletteranno sul tema “Italiani si diventa. Unità, federalismo, solidarietà”, con lungimiranza e coraggio civile, poiché l’identità deve essere assunta pienamente e consapevolmente. Molti segnali mostrano infatti come l’Italia sia ancora oggi alle prese con profonde trasformazioni che interessano la sua stessa identità di “popolo”, di “nazione” e di “patria”. Le nuove generazioni di italiani devono poter conoscere integralmente la storia del nostro Paese per avere – o rafforzare – una memoria unitaria e una identità condivisa. Quando le Acli vengono alla luce, alla fine della seconda guerra mondiale, partecipano allo spirito della Resistenza e alla genesi della Carta costituzionale, fondamento della nascente Repubblica italiana. Se si prescinde da questo originario patriottismo costituzionale non si comprenderebbe neppure il senso della nostra classica fedeltà alla democrazia. Abbiamo dunque davanti a noi un’occasione preziosa per sanare la rimozione collettiva che ancora oggi circonda la nascita dello Stato unitario e che coinvolge tutti: Nord e Sud, destra e sinistra, cattolici e laici, nativi e nuovi italiani. Il prossimo Incontro di studi, dunque, non sarà un amarcord. Si propone invece di affrontare la nostra storia con una visione prospettica per il Paese.A ciò serviranno le quattro sessioni che articoleranno i giorni di Perugia e che lasciano intendere la filosofia che ha ispirato il convegno: “l’eredità e il debito”, perché l’unità nazionale è un patrimonio ideale, ma è anche un compito di responsabilità; “i vincoli e i talenti”, perché nei cinque laboratori si ragionerà sulle prospettive e sulle risorse che abbiamo a disposizione per realizzarle; “storie e storia d’Italia, tra memoria e speranza”, perché a Perugia ascolteremo anche testimoni e protagonisti di un Paese che ha sofferto ma che non si arrende; e infine “le sfide che possono unire gli italiani”, perché – come ogni anno – le Acli usciranno da Perugia con un’agenda di iniziative che riguarderanno il federalismo solidale, l’unione politica europea, l’integrazione interculturale degli immigrati, la via italiana alla laicità e il ruolo crescente del terzo settore. |
Acli Terra apprezza l’accordo siglato a Roma il 21 luglio 2010, presso la sede della Fondazione “Achille Grandi”, tra Unaprol, il Consorzio olivicolo italiano, e Unapol, Unione tra le Associazioni di produttori di olive.
Unapol e le sue associate potranno condividere con Unaprol programmi intesi a promuovere la commercializzazione sui mercati nazionali ed esteri, ma anche programmi legati a processi di sviluppo regionale del comparto olivicolo.
L’obiettivo è quello di valorizzare le produzioni italiane contro forme diffuse di contraffazione e di mercificazione dell’olio extravergine di oliva italiano, qualificato proprio dalla sua eccellenza esclusiva.
Acli Terra è particolarmente soddisfatta per tale accordo, perché l’iniziativa conferma un orizzonte condiviso sul piano politico, oltre che culturale, sia con Unapol che con Unaprol, di sostegno ad un progetto ormai urgente di rilancio dell’agricoltura italiana, anche nella sua dimensione economica e sociale.
Iniziative come questa possono consentire al comparto, nel suo complesso, di uscire dalla crisi che l’economia italiana sta affrontando.
Il valore dell’accordo sta anche nel suo carattere simbolico, che lo caratterizza a sostegno, in ogni forma, delle produzioni di qualità particolarmente tipiche dell’agricoltura italiana, che la rendono competitiva proprio per quanto che essa esprime.
Sullo sfondo dell’accordo ci sono anche i rapporti di alleanza privilegiata tra Acli Terra e Coldiretti, come si sono anche formalmente consolidati in una prospettiva che allea due grandi Organizzazioni popolari e democratiche per rappresentare un mondo agricolo e rurale generalmente costituito da imprese a conduzione familiare. L’accordo può concorrere a valorizzare il rapporto privilegiato che l’associazionismo professionale agricolo è chiamato a vivere con il territorio, luogo in cui le comunità locali esprimono valori di relazione e, dunque, legami non solo di scambio e di uso. La visione è quella di un’economia agricola che deve sviluppare un rapporto equilibrato e giusto tra valori materiali ed immateriali, necessari a rendere protagonisti del cambiamento produttori consapevoli e partecipi quali associano sia Unapol che Unaprol.

Giovedì 22 luglio, ore 18.30, l’Assessore Regionale all’Agricoltura Vito Amendolara inaugura la Stazione di Cuma della linea Circumflegrea.
L’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania ha realizzato un importante intervento di recupero della Stazione di Cuma, ubicata nell’area della foresta regionale “Area Flegrea”.
L’intervento si inserisce nell’ambito di una più ampia iniziativa di riqualificazione ambientale che ha interessato l’area del demanio regionale.
La Foresta Regionale Area Flegrea e Monte di Cuma, situata in una zona caratterizzata da una forte pressione antropica, è oggetto di continui interventi mirati alla salvaguardia dell’area.
L’Assessorato regionale all’Agricoltura con il Settore Foreste di Napoli, ha attuato un intervento di recupero e riqualificazione della Stazione Ferroviaria della linea Circumflegrea, d’intesa con la SEPSA SpA.
Posta nel cuore dei 100 ettari della Foresta, la Stazione è oggi un Centro Polifunzionale, con sale attrezzate per attività didattiche, conferenze, percorsi visivi, nonché una foresteria per ospitare ricercatori e naturalisti. Il Centro Polifunzionale, come la foresta è a disposizione sia delle scolaresche, nell’ambito di un programma di Educazione Ambientale che prevede molteplici attività in foresta, che dei soggetti che operano sul territorio e vogliono con le loro iniziative contribuire alla valorizzazione del sito e, più in generale dei Campi Flegrei.
Giovedì, l’Assessore all’Agricoltura Vito Amendolara, insieme ai rappresentanti degli enti che hanno contribuito alla realizzazione di quanto viene presentato, taglierà il nastro aprendo la cerimonia di inaugurazione che sancirà il ripristino della storica stazione. Si tratta di un’importante traguardo, una “vittoria verde” il cui positivo impatto ambientale assume un ruolo di primo piano nel recupero e nella promozione turistica dell’intera area flegrea.
La presenza della stazione della Linea Circumflegrea all’interno del territorio della Foresta Regionale e in continuità con l’area del Parco Archeologico di Cuma, rappresenta un valore aggiunto per la fruizione di un sito inestimabile dal punto di vista naturalistico e culturale. Il servizio SEPSA consente infatti all’utenza di raggiungere agevolmente Cuma da Montesanto o da Torregaveta, per visitare la Foresta e la sovrastante Acropoli dell’antica colonia euboica, fino all’antro della Sibilla.
Per ulteriori informazioni sulla Foresta Regionale Area Flegrea e Monte di Cuma:
http://www.sito.regione.campania.it/AGRICOLTURA/foreste/foresta-cuma.html
(ASCA) - Citta' del Vaticano, 20 lug - I pessimi segnali che continuano ad arrivare dal Mezzogiorno sul fronte dell'economia sono l'ennesima conferma del persistere della ''questione meridionale'', a cui non si riesce a trovare soluzione prima di tutto perche' ''non si vuole''. A lanciare la denuncia, in una intervista alla Radio Vaticana, e' mons. |
“La Giunta regionale – ha affermato la presidente regionale dell’associazione dei lavoratori cristiani Eleonora Cavallaro - si è già insediata da diversi mesi eppure ancora non si vedono all’orizzonte provvedimenti rilevanti che non fossero annullamenti di atti approvati dalla precedente gestione. Le Acli della Campania chiedono con forza al presidente Caldoro di avviare la sua azione amministrativa riservando particolare attenzione alla riorganizzazione del sistema di welfare regionale ed alle esigenze delle fasce deboli, dei minori, degli anziani, dei migranti, dei diversamente abili, delle famiglie. Se il cammino scelto sarà quello giusto, Caldoro, a cui auguriamo buon lavoro, troverà sempre il leale contributo alla discussione da parte delle Acli della Campania.
Nel corso del Consiglio Regionale, i dirigenti campani delle Acli hanno colto l’occasione per esprimere il loro più vivo compiacimento per l’elezione di Pasquale Orlando alla carica di segretario nazionale della Federazione Anziani e Pensionati – FAP Acli.
Per comunicazioni: Michele M. Ippolito – Portavoce Acli Campania (3403008340 – 3939019211)
Nell’ambito del Convegno “Agricoltura e Biotecnologie: il fronte della ricerca tra un’avanguardia silenziosa e un’innovazione superata”, che si è tenuto presso l’Auditorium dell’Ara Pacis di Roma, la posizione delle Acli è stata rappresentata da Michele Zannini , Presidente nazionale di Acli Terra.
Il programma del Convegno, promosso dalla Task Force per un Italia libera da OGM, di cui le Acli sono parte integrante, ha registrato numerosi interventi di illustri esponenti del mondo scientifico, dichiaratamente impegnati a contrastare la diffusione di OGM, non sulla base di pregiudizi ideologici, ma proprio per un convincimento scientifico, puntualmente illustrato nei lavori del Convegno.
Il Presidente Zannini, nel suo intervento, ha voluto testimoniare, con forza, il punto di vista delle Acli, da sempre schierate a difesa di un progetto di agricoltura finalizzato a salvaguardare il patrimonio agroalimentare nazionale, come un bene inconfondibile, meritevole di essere protetto e promosso.
Per Zannini “l’agricoltura italiana non ha bisogno di OGM, perché fonda la sua competitività sulla ricchezza delle sue biodiversità, sulla varietà dei territori e sulla peculiarità dei saperi che gli agricoltori infondono nei loro prodotti, per renderli tipici e dotati di una particolare eccellenza che il mondo intero ci invidia”. Ha ribadito Zannini che il dissenso rispetto all’impiego di OGM ha natura fondamentalmente politica e, dunque, culturale e sociale. “Senza timori di essere tacciate di oscurantismo, Acli Terra e le Acli non si oppongono alla scienza ma vorrebbero che la scienza, che è e deve rimanere uno strumento a disposizione dell’umanità, sia impegnata prevalentemente per migliorare e proteggere quello che la sapienza di generazioni di milioni di contadini nel mondo sa fare. L’alternativa rischierebbe di essere quella che piega questo comparto economico, fondamentale per la vita e per la pace degli uomini, agli interessi di poche multinazionali, che, avendo già monopolizzato il mercato delle sementi e dei pesticidi, puntano ad omologare le produzioni attraverso l’impiego generalizzato di colture GM.”
Con un emendamento alla “Manovra finanziaria”, presentato a nome della maggioranza di governo dal Presidente della Commissione bilancio del Senato, Antonio Azzollini, è stato disposto il taglio del 22% del finanziamento ai Patronati.
Il Presidente delle Acli, Andrea Olivero ha osservato che si tratta di “un segnale contraddittorio” da parte del Governo che nei mesi scorsi ha attribuito ai Patronati nuove competenze, soprattutto in materia di immigrazione.
Il Governo “ci ripensi”, ha concluso Olivero, rammentando che i raggruppamenti di tutti i Patronati hanno chiesto esplicitamente il ritiro dell’emendamento, redigendo un documento unitario nel quale si osserva, tra l’altro, che “il finanziamento previsto per i Patronati, le cui attività vengono prestate gratuitamente, non incide sul bilancio dello Stato, essendo prelevato dal gettito dei contributi previdenziali obbligatori”.
In una dichiarazione pubblicata sul sito www.vita.it, il direttore generale del Patronato Acli, Damiano Bettoni, afferma che il taglio blocca l’attività dei Patronati, che oltre a prestare un servizio gratuito ai cittadini, sono anche uno strumento di innovazione e di collaborazione attiva con la Pubblica amministrazione.
Per leggere la dichiarazione del Presidente Olivero clicca qui
Per leggere la dichiarazione del Direttore Generale Bettoni clicca qui
Per leggere il "Documento unitario" dei Raggruppamenti dei Patronaticlicca qui
Minicrociere a Capri, gite in città, escursioni in treno per gli anziani che restano in città. Con il progetto mare per tutti, nessuno escluso vela e subacquea anche per i disabili. |
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Signor Presidente, governare significa fare delle scelte e assumersene le responsabilità. E quanto più stretti sono i margini entro cui un' Amministrazione deve muoversi, tanto più le sue scelte diventano significative. Ho grande rispetto per la carica istituzionale che Lei ricopre e so quanto sia complicata l'azione di governo che ora è chiamato a svolgere. Astenendomi dall’ esprimere giudizi sul suo operato in questi primi mesi, ci tengo invece a sottolineare che il giudizio politico sull'attività del precedente governo regionale è stato espresso dagli elettori mentre il controllo sulla correttezza dei suoi atti compete alla magistratura contabile, amministrativa e ordinaria, e non certamente a Lei o a chi oggi ricopre incarichi nel suo governo. Se così fosse, nel naturale avvicendamento tra amministrazioni e governi di segno differente le istituzioni diventerebbero come la tela di Penelope: ciascun governo sarebbe impegnato nello smantellare quanto fatto dai precedenti, arrecando gravi disagi alla comunità, mettendo a rischio la coesione sociale e generando una quadro di incertezza piuttosto che quella stabilità, da tutti invocata. Non è sufficiente il rispetto del Patto di Stabilità, non troveremo mai la strada per una Campania migliore se all’interno dei nostri bilanci, non teniamo conto della salute delle famiglie, delle risorse necessarie per la cura dei non autosufficienti, della spesa per i servizi socio educativi per i nostri bambini. Il Patto di stabilità, sig. Presidente, non può diventare un alibi per far pagare ai cittadini più deboli il prezzo di una propaganda elettorale che ha ormai fatto il suo tempo. La comunità cresce solo se vengono garantiti i diritti. Il blocco degli stipendi dei lavoratori dell'Asl Napoli 1, quello dei forestali, hanno già creato tante tensioni e disagi altrettanto pesanti saranno gli effetti di quanto da qui a poco accadrà nei nostri territori in relazione, al trasporto pubblico locale e ai fondi per servizi sociali e socio-sanitari che saranno molto presto interrotti se proseguirà il ritardo nel trasferimento delle risorse dovute ai Comuni. Cosa intende fare il governo regionale per non arrecare danni irreparabili alla comunità? Quanto intende essere autonomo nelle sue scelte dalla politica economica della Lega che sta penalizzando fortemente il sud, dando un contributo determinante a far crescere nel paese un sentimento antimeridionale. Mi auguro che la vicenda dei trasferimenti ai Comuni delle risorse statali per le politiche sociali non diventi oggetto di scontro elettorale, in vista della futura tornata amministrativa, tra enti di diverso colore politico. La politica dia l'esempio di come si può cooperare per il benessere dell' intera collettività. La crisi che attraversa il paese determina la crescita del disagio sociale nel nostro territorio emerge la necessità che ad esso si continui a rispondere con un welfare fatto di servizi capaci di prevenire la cronicizzazione del disagio. La lotta all’esclusione sociale è una questione che non può e non deve appartenere semplicemente alla sfera dell'assistenza, ma deve essere inserita nelle politiche di crescita e sviluppo. Mi stupisce, quindi, che lei abbia voluto rinominare l'Assessorato regionale che si occupa di tali questioni sostituendo con il termine “Assistenza” la parola “Inclusione”. Il rispetto del Patto di Stabilità non è sufficiente a garantire e misurare il livello di civiltà di una Regione non può e non deve essere il paravento dietro il quale nascondere mancate scelte di merito, preferendo i tagli indiscriminati. Su questo punto bisogna fare una scelta: le politiche sociali vanno tenute fuori dagli scontri politici. Il Governo della Regione Campania guardi ad esse come a un campo neutro e le consideri irrinunciabili per lo sviluppo della comunità. Non si compiano scelte unilaterali, ma ci si confronti con i livelli istituzionali che quotidianamente si prendono cura del disagio. Si sblocchino le risorse, si convochi un tavolo anticrisi con i Comuni per compiere le scelte prioritarie per programmare crescita e inclusione sociale, in un'ottica di assunzione comune delle responsabilità. Se questo sarà il terreno di lavoro sono pronto a collaborare nell’interesse dei Cittadini. Se invece l’idea è quella di usare la funzione di governo regionale come una clava, per fare da ripetitore delle politiche economiche della Lega, allora sappia sig. Presidente che difenderemo la nostra Comunità.”Sono venuto a parlarvi col fucile del combattente per la libertà in mano e il ramoscello d’olivo nell’altra, non fate cadere il ramoscello d’olivo dalla mia mano …”Y.A..
Giulio Riccio Assessore alle politiche sociali del Comune di Napoli.