lunedì, maggio 31, 2010

Una grande FAP ACLI a difesa degli anziani e pensionati a partire dai territori. Successo del Congresso regionale della Campania.






Straordinaria partecipazione al II° Congresso regionale della FAP ACLI Campania tenuto ieri a Salerno.
Centinaia di delegati anziani e pensionati delle cinque province campane hanno dato vita ad una giornata di confronto e dibattito tesa a progettare l'azione sociale della grande organizzazione della terza età promossa dalle ACLI.
Molti spunti dalla ricca relazione del segretario regionale Emilio Fusco Sr che dopo l'analisi della situazione sociale ed economica ha proposto concrete piste di lavoro e di impegno. Prezioso il contributo del Prof. Pino Acocella, vice presidente del CNEL che analizzando gli scenari del paese ha ipotizzato strade di partecipazione consapevole.
Il confronto ha visto la partecipazione del Sen. Alfonso Andria, dell'’ On. Donato Pica (Consigliere Regionale Campania), dei rappresentanti del sindacato confederale e dei pensionati Giovanni Giudice (Segretario Generale CISL Salerno), Gerardo Pirone (Segretario Generale UIL Salerno) e Giovanni Dell’Isola (segretario generale FNP CISL) , del direttore del Patronato Acli di Napoli Pasquale De Dilectis, dei segretari e presidenti delle Fap e delle ACLI provinciali: Gerardo Salvatore, Gennaro Guida, Ennio Cicchiello, Michele Zannini ed Emilio Fusco Jr.
Al Congresso è giunto l'affettuoso messaggio di Eleonora Cavallaro, presidente regionale delle ACLI.
Significativo l'accorato intervento di S.E. Mons. Gerardo Pierro arcivescovo di Salerno che ha elogiato l'impegno sociale delle ACLI sollecitando l'associazione a mantenere le scelte per gli ultimi, i poveri, i lavoratori che da sempre la caratterizzano.
Le conclusioni sono state affidate a Pasquale Orlando che ha sottolineato la grande crescita politico organizzativa della Fap Acli Campana e la scelta di caratterizzare l'azione della Federazione con un taglio sempre più sindacale e contrattuale verso il sistema degli enti locali nella riforma del welfare e nelle politiche territoriali.

Acli Terra: oltre i tagli, scelte di rilancio dell’agricoltura italiana


La manovra di contenimento della spesa sta rivelando, giorno dopo giorno, sempre più chiaramente i termini della sua particolare durezza: è pesante quanto serve a contrastare una crisi finanziaria dalle proporzioni impreviste, o comunque non riconosciute fino a qualche mese fa.

La gravità della fase è tale da far temere nel comparto agricolo ed agroindustriale riflessi economici, e perfino sociali, molto negativi, oltre le ragioni della congiuntura.

Per Ac1i Terra il rigore, ancorché necessario, va gestito con equità, evitando ingiustizie e privilegi, mentre è fondamentale, contestualmente, compiere scelte per sostenere lo sviluppo e la competitività delle imprese.

L'agricoltura italiana, e principalmente le imprese familiari, non sopporteranno altri sacrifici, costrette, come sono già da molto tempo, a misurarsi con costi produttivi, contributivi e burocratici eccessivi.

Se mancano, accanto alle scelte di contenimento della spesa, azioni decisamente riformatrici, proiettate allo sviluppo di una economia essenziale come quella agricola, si va verso una prospettiva che deprime le fondamentali capacità di autopromozione dei territori e delle comunità locali e spinge verso esiti di impoverimento e di abbandono generalizzati ed incontrollabili.

L'agricoltura sta pagando costi altissimi ad una crisi economica e finanziaria che falcidia ormai senza limiti redditi e sicurezze sociali, essenziali per pezzi della nostra società meno garantiti.

“È tempo – per Michele Zannini, Presidente nazionale di Acli Terra – di assumere scelte strategiche finalizzate a rimettere in moto il nostro complessivo sistema economico per rilanciare decisamente lo sviluppo e l’occupazione e, contestualmente, confermare una visione di società che ponga al centro i valori di solidarietà e di mutualità che qualificano la storia più apprezzabile delle nostre comunità locali”.

sabato, maggio 29, 2010

Congresso Regionale Fap ACLI Campania a Salerno



"Presenti nelle ACLI e nelle comunità locali. L'anziano nella società di oggi, protagonista di un vivere sociale nuovo". Su questo tema si terrà a Salerno, il prossimo 30 maggio presso la Sala Convegni del C.F.P.R. Gallota in Via Generale clark n° 103, il II° Congresso Regionale della FAP ACLI Campania.

Il Congresso si aprirà con la relazione del segretario regionale della FAP Acli Campania Emilio Fusco e l'intervento del Vice Presidente del CNEL Pino Acocella. Presiederà Pasquale Orlando.

venerdì, maggio 28, 2010

DISABILITA' – Manovra, ecco i veri invalidi che non avranno la pensione


Il governo eleva la soglia di invalidità per ottenere la pensione dal 74 all’85%: nessun nuovo assegno, fra gli altri, per le persone down, per quelle con disturbi del comportamento e limitate capacità intellettuali, per gli amputati di braccio e spalla, e per i sordomuti. Nulla cambia per chi ha già la pensione, molto cambia invece per coloro che presenteranno domanda di invalidità a partire da martedì prossimo. Coordown: "Riconosciuta un'invalidità al 100% solo se alla sindrome down è associato un ritardo mentale grave". Lettera aperta alle istituzioni: moltissime persone rimarrebbero “senza alcun reddito”. Solo il 10% delle persone down accede a un lavoro retribuito. L'Ente nazionale sordi: "Niento assegno? Non discriminateci".

Prepensionamento per i familiari, “legge vecchia, ingiusta e inefficace”. L’analisi di Chiara Saraceno: non si favorisce la conciliazione fra cura e lavoro, si scarica sulle famiglie l’onore di cura, si introduce una disparità di trattamento fra settore pubblico e privato. vai al sito>>



MANOVRA ECONOMICA, ECCO I VERI INVALIDI CHE NON AVRANNO LA PENSIONE
Il governo eleva la soglia di invalidità per ottenere la pensione dal 74 all'85%: nessun nuovo assegno, fra gli altri, per le persone down, per quelle con disturbi del comportamento e limitate capacità intellettuali, per gli amputati di braccio e spalla


ROMA - Ci sono le persone con sindrome di Down, gli amputati di braccio e di spalla, le persone sordomute, quelle colpite da psicosi ossessive o da tubercolosi polmonare, o quelle con sindrome schizofrenica cronica che abbiano disturbi del comportamento e delle relazioni sociali e limitata conservazione delle capacità intellettuali. E con loro, molte altre. È il piccolo esercito di invalidi che subirà più direttamente le conseguenze della manovra finanziaria varata dal governo: le loro malattie, infatti, secondo le tabelle predisposte dal ministero della Sanità, rientrano fra la soglia minima di invalidità prevista finora per l'assegnazione del beneficio economico della pensione (il 74%) e il nuovo limite definito dal decreto legge dell'esecutivo, l'85%.

Nulla cambia (anche se si dovranno valutare le nuove norme nei casi di eventuali visite di controllo) per quanti già oggi percepiscono la pensione: una somma pari a 256,67 euro al mese per 13 mensilità (una ventina di euro in più, 277,57, per i ciechi civili assoluti). Cifra che - va ricordato - viene effettivamente versata solo se il soggetto non supera il limite di reddito di circa 4.400 euro l'anno se invalido civile parziale o di circa 15.150 euro in caso di invalidi civili totali, ciechi parziali o assoluti e sordomuti. Nulla cambia per chi ha già la pensione, molto cambia invece per coloro che presenteranno domanda di invalidità a partire da martedì prossimo, 1 giugno: se non raggiungeranno la soglia dell'85% infatti non otterranno infatti alcun beneficio economico. Per farsi un'idea delle categorie interessate, basta dare un'occhiata alle tabelle varate ormai quasi due decenni fa (era il febbraio 1992) con decreto del ministero della Sanità e che contengono le percentuali di invalidità a seconda delle "minorazioni e malattie invalidanti": è sulla base di queste tabelle che i medici delle commissioni decidono la percentuale di invalidità di ogni singolo richiedente.

Si scopre allora che fra coloro che non potranno più ottenere il beneficio ci sono le persone con "sordomutismo o sordità prelinguale da perdita uditiva grave bilaterale con evidenti fonologopatie audiogene" (percentuale fissata: 80%), quelle senza un arto superiore (amputazione di braccio: 75%; assenza congenita dell'arto superiore: 75%; amputazione di spalla: 80%), o quelle con ipoplasia renale bilaterale (una malformazione congenita per cui entrambi i reni sono poco sviluppati e di dimensioni ridotte: percentuale al 75%). Niente pensione per chi soffre di psicosi ossessiva (percentuale fissata dalle tabelle, a discrezione del medico, entro la forbice 71-80%), e nemmeno per chi ha subito una laringectomia totale (l'asportazione della lingua) con tracheostomia definitiva (il posizionamento di una cannula nella trachea per consentire la respirazione): la relativa percentuale di invalidità è fissata all'80%.

Niente da fare per i malati di bronchiectasia (dilatazione irreversibile di una porzione dell'albero bronchiale con incapacità ventilatoria di tipo ostruttivo: 80%), per coloro che soffrono di malattia polmonare ostruttiva cronica con prevalente bronchite (75%), per chi ha una tetraparesi con deficit di forza medio (dal 71 all'80%) e per chi deve fare i conti con miocardiopatie e valvulopatie con insufficienza cardiaca grave (dal 71 all'80%). Cordoni della borsa chiusi anche per le persone con sindrome di Down: la loro percentuale di invalidità è fissata al 75% (sale al 100% solo in presenza di un ritardo mentale grave). E anche in presenza di una sindrome schizofrenica cronica con disturbi del comportamento e delle relazioni sociali e una limitata conservazione delle capacità intellettuali non ci sarà alcun beneficio economico: la fascia prevista (71-80%) è ampiamente al di sotto del nuovo tetto. Resta invece qualche speranza per chi soffre di sindrome nefrosica con insufficienza renale grave e per tubercolosi polmonare con insufficienza respiratoria grave: la percentuale fissata dal ministero è compresa fra l'81 e il 90%: toccherà ai medici decidere se concedere o no la soglia minima dell'85% valida per la pensione. (ska)

Le Acli partenopee lanciano i pellegrinaggi del Vesuvio

Napoli, 28 maggio 2010. Stamattina le Acli partenopee hanno presentato presso la sede provinciale in Via del Fiumicello il primo pellegrinaggio del Vesuvio. L’iniziativa, che si terrà domenica 27 giugno, mette insieme una meta di pellegrinaggio tra le più importanti in Italia e un percorso che, attraverso la sentieristica del Parco Nazionale del Vesuvio, consente di vivere un’esperienza di fede a contatto con la natura e con il suo Creatore.

L’iniziativa – unica nel genere dei pellegrinaggi - è promossa dal Centro Turistico Acli di Napoli in collaborazione con due operatori di settore, Archeosannio e Il Portale dei Parchi ed ha ottenuto il patrocinio dell’ufficio di pastorale del turismo della diocesi di Napoli e dell’Arciconfraternita dei Pellegrini.

Il santuario di Pompei, con i suoi quattro milioni di pellegrini l’anno, è nel novero dei cinque santuari più visitati in Italia, assieme a quelli di Padova, Loreto, San Giovanni Rotondo e Assisi.

Per coloro che provengono da più lontano, l’itinerario da due o tre giorni contemplerà la visita alla città di Napoli, le catacombe di San Gennaro e il complesso museale dell’Arciconfraternita dei Pellegrini di Napoli, piccola gioia incastonata nel quartiere Montesanto. L’iniziativa è stata promossa principalmente, attraverso un gruppo ed unevento su facebook.

Nel commentare l’iniziativa, il presidente provinciale delle Acli Pasquale Orlando ha sottolineato come «ci si può avvicinare a Dio anche attraverso la bellezza della natura e dell’arte. Papa Benedetto XVI ci ha in proposito insegnato che ‘il Cristianesimo, fin dalle sue origini, ha ben compreso il valore delle arti e ne ha utilizzato sapientemente i multiformi linguaggi per comunicare il suo immutabile messaggio di salvezza’. Questi itinerari – ha concluso Orlando - saranno una bella occasione per avvicinarsi al messaggio di Cristo”.

Per informazioni:

Michele M. Ippolito

Portavoce Acli provinciali di Napoli

Cell. 340.3008340

E.mail: michele.ippolito@fastwebnet.it

Lavoro e famiglia. napoli 9 giugno ore 17 stazione marittima



Le associazioni di ispirazione cattolica nel mondo del lavoro hanno colto l’appello di Papa Benedetto XVI alla classe dirigente, che si ispira alla Dottrina sociale della Chiesa. Questo perché, sia a livello personale che collettivo, si renda visibile l’impegno di ciascuno di noi per la rinascita morale e socio-economica del Paese.

Dare centralità alle persone, rispettando il lavoratore, per creare le nuove basi per un diverso ciclo di sviluppo sostenibile, più aperto e solidale. Questo l’obiettivo del ‘Forum delle persone e delle associazioni di ispirazione cattolica nel mondo del lavoro’, costituito a Napoli da ACLI, Compagnia delle Opere Campania, Cisl, Confartigianato, Confcooperative e Movimento Cristiano Lavoratori.


In particolare, il Forum indica due priorità: intervenire per salvaguardare e potenziare il patrimonio di risorse umane e produttive del mondo del lavoro e predisporre interventi in favore delle famiglie, come premessa di una nuova domanda di servizi e occupazione.


Siamo convinti che sia necessario un grande rinnovamento culturale per riconoscere valori di fondo su cui costruire un futuro migliore e realizzare politiche sussidiarie che favoriscano l’educazione e la valorizzazione di ciò che di positivo c’è, contribuendo alla crescita umana e professionale dei giovani.

Certi del fatto che – come affermato dal Santo Padre nella Enciclica - “possono essere vissuti rapporti autenticamente umani, di amicizia e di solidarietà e di reciprocità, anche all’interno dell’attività economica e non soltanto fuori di essa o dopo di essa”, abbiamo inteso condividere l’iniziativa del Forum, come opportunità privilegiata per mettere in moto e sinergicamente tutte le associazioni impegnate e rappresentative delle diverse espressioni del mondo del lavoro.

Il Forum vuole contribuire a creare un clima di coesione sociale teso al bene comune, che rimetta al centro la persona, sinceramente protesa a cercare nella fatica del vivere un senso pieno della vita.

“Lavoro e Famiglia”
Quali prospettive per il futuro del nostro territorio
ore 17.00 apertura dei lavor
i


Saluti
On. Rosa Russo Iervolino
Sindaco di Napoli

On. Luigi Cesaro
Presidente della Provincia di Napoli

On. Stefano Caldoro
Presidente Regione Campania

Modera

Alfonso Ruffo
Direttore “ Il Denaro ”

Relaziona

Natale Forlani
Portavoce Nazionale Forum delle persone e delle associazioni di ispirazione cattolica nel mondo del lavoro

Intervengono

Pasquale Orlando
Presidente ACLI di Napoli

Gianpiero Tipaldi
Segretario Generale Cisl Napoli

Salvatore Del Monaco
Presidente CDO Campania

Ferdinando Flagiello
Presidente Confcooperative Napoli

Michele Cutolo
Presidente Provinciale MCL

Mario Di Costanzo
Direttore della Consulta delle aggregazioni laicali – Diocesi di Napoli
Conclusioni

S.E. R.ma Crescenzio Sepe
Cardinale Metropolitano di Napoli


SEDE DEL CONVEGNO
“Palazzo dei Congressi” Stazione Marittima – II piano
80133 Napoli

Napoli 9 giugno 2010
“Lavoro e Famiglia”
Quali prospettive per il futuro del nostro territorio

giovedì, maggio 27, 2010

nella tana del lupo....acli e immigrazione a varese....


Il Consorzio Solaris: Workshop sul contributo della cooperazione sociale alla lotta alla povertà

28 maggio 2010

Ore 10

Località Argentiera(SS)

“Hostel Argentiera”


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Duemila10 Anno Europeo della lotta alla povertà e all'esclusione.

Quale contributo dalla cooperazione sociale.

Workshop

Ore 10.00 - 13.00

10

Introduce

Giorgio Baciocchi Direttore Consorzio Solaris

Intervengono:

Antonello Caria Direttore IARES: il progetto Ad Altiora

Antonio Comina Cons. Terra Madre: le fattorie sociali

Salvatore Marino Assessore al Lavoro, F. P. e Politiche Occupazionali

Prov. di Sassari

Maurizio Drezzadore Responsabile Dipartimento lavoro Acli

Mario Medde Segretario Regionale CISL

Don Pietro Borotzu Delegato Pastorale del Lavoro

Modera

Mariella Pilo Presidente Consorzio Solaris Sardegna

Conclusioni

Ottavio Sanna Presidente Acli Sardegna e Cons. Solaris


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Manovra: le province a rischio.

Pellegrinaggio a piedi al Santuario della B.M.V di Pompei







Napoli


Associazioni Cristiane
Lavoratori Italiani
Presidenza provinciale di Napoli

Pellegrinaggio a piedi al Santuario della B.M.V. di Pompei ATTRAVERSO IL PARCO NAZIONALE DEL VESUVIO un nuovo itinerario nel Parco Nazionale del Vesuvio studiato per raggiungere il Santuario della B.M.V. di Pompei attraverso uno scenario incomparabile ed incontaminato, viepiù mediante una rete di stradelli, in gran parte chiusi al traffico, adatti a soddisfare i bisogni di meditazione dei pellegrini. Il percorso del pellegrinaggio è quasi esclusivamente in discesa e in pianura (dislivello -1.000 metri). La lunghezza complessiva è di circa 18 km (9 Km su sentiero e strada sterrata + 9 km su viabilità stradale secondaria).
Con il contributo di:
· Ufficio pastorale del turismo della diocesi di Napoli
· Augustissima Arciconfraternita ed ospedali della SS. Trinità dei Pellegrini di Napoli
Supporto tecnico a cura di:
· Cooperativa sociale ONLUS Archeosannio & Il Portale dei Parchi srl
Info e prenotazioni c/o Centro turistico Acli, sede provinciale di Napoli:
· Tel: 081.5634967
· Fax: 081.5634967 (seguire le indicazioni della segreteria telefonica)
· E.mail: pellegrinaggidelvesuvio@gmail.com

mercoledì, maggio 26, 2010

Tutte le commissioni per l'esame di maturità

Clicca la commissione di maturità.

Da qualche ora sul sito internet del ministero dell'Istruzione, gli oltre 500mila "maturandi" 2010 possono conoscere, in anteprima, tutti i membri, esterni e interni, della propria commissione d'esame alle prove di maturità, che scatteranno il prossimo 22 giugno, con il tema d'italiano.

Si potrà conoscere il nome dei docenti, la scuola da cui provengono, e, soprattutto, la materia che insegnano. E così ricostruire la "fama" se, per caso, conosciuti da qualche amico o familiare.

Il motore di ricerca ha tre modalità di accesso. La prima, per tipologia d'istituto (ad esempio, liceo classico, linguistico, magistrale, e così via) e provincia. La seconda, direttamente cercando il nome dell'istituto scolastico, sede della propria maturità. La terza, inserendo nome e cognome del presidente o del commissario d'esame. Le lettere accentate dovranno esser scritte con l'apostrofo (ad esempio, Vigano').

Come lo scoro anno, anche alla maturità 2010 saranno ammessi soltanto gli studenti che, nello scrutinio finale, abbiano conseguito una votazione non inferiore a 6 in tutte le materie, compresa la condotta. Una notizia che non farà dormire sonni tranquilli ai 3.844 ragazzi del quinto anno che, agli scrutini del primo quadrimestre, hanno riportato un 5 in condotta.

martedì, maggio 25, 2010

Incontro con il M.° Gaetano Russo e la Nuova Orchestra Scarlatti


Incontro con il M.° Gaetano Russo e la Nuova Orchestra Scarlatti
Istituto Pontano, corso Vittorio Emanuele 581

mercoledì 26 maggio, ore 19

ingresso libero


Il Caffè Letterario dell'Istituto Pontano propone a tutti, e in special modo ai giovani, un appuntamento particolare: l'incontro con il Maestro Gaetano Russo affiancato da alcuni strumentisti della Nuova Orchestra Scarlatti.

Il M.° Russo, fondatore e direttore artistico della Nuova Scarlatti, parlerà dei problemi della musica nel contesto dell’attuale realtà sociale e culturale, napoletana e non solo, alternando alle parole l'esecuzione di brani spazianti da Mozart a Miceli ad altri.

Il pubblico potrà intervenire, rivolgere domande e avanzare osservazioni sul tema, per una serata all'insegna della condivisione dei valori della cultura in genere, e di quella musicale in particolare.

L'incontro si terrà mercoledì 26 maggio alle ore 19.00 nel suggestivo cortile settecentesco dell'Istituto Pontano appena ristrutturato.
Il Caffè Letterario è un centro di aggregazione e incontro
intellettuale. Nasce per iniziativa di un gruppo di ex-alunni dell’Istituto ed è aperto al sostegno di tutti e al confronto con chiunque si riconosca nel suo spirito. L'intento è di organizzare ogni anno un programma di dibattiti, manifestazioni, iniziative e spettacoli nell'ambito della cultura e dell'arte, con chiara attenzione ai problemi della città.

Ingresso libero
info:

Istituto Pontano

Corso Vittorio Emanuele, 581 – Napoli

tel. 081.7049111

e-mail: dangiolella@istitutopontano.it

l'uomo e la leggenda: Fausto Coppi. Mostra fotografica: l'Airone alto nel nostro cielo


l'uomo e la leggenda: Fausto Coppi

Dal 18 al 31 maggio
Antisala dei Baroni - Maschio Angioino
dalle 9.00 alle 19.00
domenica dalle 9.00 alle 14.00

Nel 50° anniversario della scomparsa di Fausto Coppi, gli assessorati all'Ambiente e allo Sport del Comune di Napoli hanno promosso, in ricordo della figura del leggendario campione, un'iniziativa coordinata con il Comune di Tortona, e l'associazione "Fausto e Serse Coppi".

Martedì 18, alle ore 18,00, nell'Antisala dei Baroni al Maschio Angioino - sarà inaugurata la mostra fotografica "L'Airone alto nel nostro cielo".
Interverranno gli assessori Rino Nasti e Alfredo Ponticelli, Giuseppe Cutolo Presidente della Federazione Ciclistica Italiana-Comitato Campania, Mimmo Castellano storico patron del Giro d'Italia, Stefano Feltrin presidente dell'Associazione squadre professionistiche italiane, Angelo Damiano medaglia d'oro specialità tandem alle Olimpiadi di Tokyo 1964, Crescenzo D'Amore campione del mondo juniores 1997 su strada, Gian Paolo Porreca storico del ciclismo.

Da 'Fausto Coppi:gli anni e le strade', (BOLIS Edizioni. A cura di Gianni Rossi), nella ricorrenza dei 50 anni dalla scomparsa (2/1/10) del 'Campionissimo', presentiamo, per gentile concessione dell' Editore e dell' Autore, il contributo di Gian Paolo Porreca.

Fausto Coppi e quel Giro della Campania '54. Vinto con amore.

Fausto Coppi amava particolarmente il Sud, e la Campania in specie, si recconta. Per la devozione trasparente, innanzitutto, di un reduce della guerra. In Campania, difatti, sbarcato nel febbraio '45 a Napoli dalla prigionia in Africa, Fausto Coppi fu trasferito nel campo RAF di Caserta, come attendente di un ufficiale inglese, di nome Towell, che poco o nulla sapeva di ciclismo.

E lì avrebbe ritrovato, per l'intercessione popolare di Gino Palumbo, capo del servizi sportivi de 'La Voce', ed i buoni uffici del patron del Giro della Campania 'don' Vincenzo Milano e del cavaliere Peppino Improta dell' Unione Velocipedistica Italiana, una bici amica su cui riprendere ad allenarsi. Sulla bicicletta di un artigiano di Frattamaggiore, di nome D'Avino, ricominciava il tragitto per la gloria. E Fausto Coppi, più in là nel tempo, avrebbe amato particolarmente la Campania, molto di più. E quell'anno fatidico - era il 1954 - in una maniera del tutto speciale. L'avrebbe amata da campione del mondo, con la maglia iridata conquistata nell'agosto prima a Lugano, con quel belga Germain Derjicke ancora disperso sulla Crespera.

E di più ancora, molto di più, come può solo un campione del mondo innamorato. Il Giro della Campania 1954, diretto dal compianto Riccardo Cassero, capo dei servizi sportivi de 'Il Mattino', avrebbe salutato la prima delle due vittorie ottenute dal Campionissimo - vincitore anche nella edizione successiva - nella più antica competizione del ciclismo meridionale. Si sarebbe illustrata, la gara, di un robusto attacco di coppia, firmato Michele Gismondi e Bernard Gauthier, di un inseguimento aristocratico di Fausto Coppi sortito come un rapace sul Valico di Chiunzi e concluso - da primatista dell' ora in carica qual era - sul passo, sulla prima tratta dell' autostrada Napoli-Pompei.

Anzi, nello specifico, Pompei-Napoli... Fino alla volata senza dubbi, sull' Arenaccia, il romantico velodromo partenopeo in cemento, al cospetto di una di quelle folle straripanti e plaudenti intorno al ciclismo nelle foto dell'epoca, che a rivederle oggi infonde tanta inguaribile nostalgia.
Primo, l'iridato Fausto Coppi, secondo il fedele Gismondi, l' uomo gentile che sfiorava i Mondiali, terzo Gauthier, il 'cuore di Lione', l' uomo forte che vinceva le Bordeaux-Parigi... Ma il traguardo della classica di primavera del Sud, profumata di ginestre e gelsomini della tradizione, salutata dai gerani affacciati dai balconcini del tempo, sarebbe stato ancora in credito, per il campione di Novi Ligure, anche dopo lo sprint formale, di una emozione inaudita.

Per il ciclismo e per Coppi, che ne fu primo autore. C' era difatti in arrivo, senza fiato, il bacio di una miss riservata, c'era in carovana ospite di onore segreta (per gli altri, almeno...). Giulia Occhini, l'amore proibito per l' Italia ed il ciclismo. 'Allora le donne non potevano seguire le corse ciclistiche, per regolamento, e così noi travestimmo da uomo Giulia Occhini, la bianca come felicemente l' aveva definita a Lugano Pierre Chany, con tanto di cappellone e giubbotto, e ce la infilammo come una spia, manco fosse una Mata-Hari, nella vettura del giornale', ci raccontava con un sorriso ancora complice il caro Cassero, cinquanta anni dopo. L'amore al comando, come un airone finalmente ad ali spiegate, volteggiava sulla fantasia e sulla Costiera. E Fausto Coppi avrebbe amato di un amore ancor più corrisposto quella Campania. Dove, da giovane e da atleta, nel 1945 aveva recuperato una speranza. E nella primavera di grazia 1954, si sussurrava, in fuga di coppia al 'Santa Caterina' di Amalfi, unatrepida illusione di eternità.

Gian Paolo PORRECA

Congresso Regionale Fap ACLI Campania a Salerno






"Presenti nelle ACLI e nelle comunità locali. L'anziano nella società di oggi, protagonista di un vivere sociale nuovo". Su questo tema si terrà a Salerno, il prossimo 30 maggio presso la Sala Convegni del C.F.P.R. Gallota in Via Generale clark n° 103, il II° Congresso Regionale della FAP ACLI Campania.

Il Congresso si aprirà con la relazione del segretario regionale della FAP Acli Campania Emilio Fusco e l'intervento del Vice Presidente del CNEL Pino Acocella. Presiederà Pasquale Orlando.

incontro Acli Abc con Nicola Oddati



Napoli, 25 maggio 2010 - Le ACLI e l'ABC di Napoli hanno discusso del Forum Universale delle Culture 2013 con il presidente Nicola Oddati. La serata di approfondimento e confronto è stata organizzata dalle Aclidi Napoli presso la sede provinciale di via Fiumicello su iniziativa di “ACLI ABC (Acli Beni Culturali). L'incontro è stato introdotto dal presidente provinciale delle Acli Pasquale Orlando e dal presidente di Acli ABC Paolo Pantani.

"Le Acli - ha detto Orlando- vogliono suscitare partecipazione popolare e spirito civico per far sì che il Forum Universale delle Culture sia sentito dai cittadini come una sfida collettiva per
favorire sviluppo e occupazione. Ad Oddati abbiamo chiesto un maggiore coinvolgimento del tessuto sociale cittadino nella preparazione e nella gestione degli eventi del Forum delle Culture.”

Ricca e articolata la relazione di Nicola Oddati, che ha richiamato le tappe che stanno segnando il cammino della città verso questo straordinario appuntamento planetario. Oddati ha illustrato lo spirito e il progetto del Forum, assicurando ampia apertura alla città e alle sue forze vive . Ricco il dibattito, animato dai soci delle Acli Abc e dai componenti del comitato scientifico dell'associazione coordinato da Bruno Esposito. Oddati ha concluso invitando gli esponenti delle Acli a visitare la sede del Forum presso l'Asilo Filangieri e a proseguire nella strada del coinvolgimento sociale verso la cultura e lo sviluppo della città di Napoli.

lunedì, maggio 24, 2010

Le ACLI e l'ABC di Napoli discutono del forum universale delle culture 2013 con Nicola Oddati

Serata di approfondimento e confronto organizzata alle ACLI di Napoli su iniziativa di ACLI ABC (acli beni culturali) sulla prospettiva del Forum Universale delle Culture.
L'incontro introdotto dal presidente provinciale delle ACLI Pasquale Orlando e dal presidente ABC Paolo Pantani ha avuto come relatore Nicola Oddati presidente della Fondazione Forum Universale delle Culture di Napoli.
"Le ACLI e l'ABC- ha detto Orlando- vogliono suscitare partecipazione popolare e spirito civico per far sì che il Forum Universale delle Culture sia sentito dai cittadini come una sfida collettiva per favorire sviluppo e occupazione". Ricca e articolata la relazione di Nicola Oddati che ha richiamato le tappe che stanno segnando il cammino della città verso questo straordinario appuntamento planetario. Oddati ha illustrato lo spirito e il progetto del Forum assicurando ampia apertura alla città e alle sue forze vive e ha chiesto consapevole partecipazione. Ricco il dibattito animato dai soci delle ACLI ABC e dai componenti del comitato scientifico dell'associazione coordinato da Bruno Esposito. Oddati ha concluso invitando le ACLI a visitare la sede del Forum presoo l'Asilo Filangieri e a proseguire nella strada del coinvolgimento sociale verso la cultura e lo sviluppo della città di Napoli.



Il Forum Universale delle Culture nasce per iniziativa della città di Barcellona, che a partire dal 1996, si attiva insieme all'Unesco per creare un nuovo grande evento in grado di porre la città al centro di una ampia rete internazionale.

L'evento, attraverso il confronto ed il dialogo tra i popoli, vuole offrire risposte ai problemi posti dall'accelerazione dei processi di globalizzazione, rivolgendo lo sguardo alle ineguaglianze, alle nuove povertà, ai massicci movimenti migratori che generano forti impatti politici, sociali, economici e religiosi. Puntando sul "valore della coesistenza" si propongono iniziative legate alla promozione del rispetto per la diversità, al valore della ricchezza culturale, con attività volte a migliorare l'accesso alle informazioni e alla conoscenza per favorire nuove opportunità di sviluppo.

Il cimitero delle Fontanelle nel quartiere Sanità di Napoli riaprirà definitivamente.


“Dal prossimo venerdì – dichiara l’Assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Nicola Oddati -il Cimitero delle Fontanelle rimarrà aperto e visitabile al pubblico non solo in occasione del Maggio dei Monumenti ma in maniera stabile. Già da domani Napoli Servizi, la Protezione Civile e la Polizia Municipale garantiranno l’apertura per alcune ore della giornata. La proposta, discussa questa mattina insieme con il Sindaco di Napoli, Rosa Iervolino Russo, con il Vice Sindaco Sabatino Santangelo e con l’Assessore al Turismo, Valeria Valente, e accettata dal Comitato dei cittadini del Rione Sanità, prevede infatti che il sito sarà gestito dalla Napoli Servizi che con l’aiuto della Polizia Municipale, per quanto riguarda la sorveglianza, consentirà alla struttura di restare aperta. È stato già convocato per domani mattina un tavolo tecnico al quale prenderanno parte anche i responsabili del Comitato dove verranno messe appunto le ultime questioni tra le quali anche il supporto della Protezione Civile per mantenere aperta la struttura fino a venerdì. Il Cimitero delle Fontanelle è uno dei luoghi più suggestivi di Napoli, è un sito di straordinario impatto emotivo e di grande attrazione turistico – culturale. L’Amministrazione Comunale ha investito risorse e lavoro per riqualificarlo e vuole, come i cittadini e le associazioni della Sanità, che diventi un volano per lo sviluppo di tutto il quartiere.

GIANLUCA BUDANO IL NUOVO PORTAVOCE DEL FORUM DEL TERZO SETTORE PUGLIESE

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Lo hanno eletto le organizzazioni pugliesi nell’assemblea del 18 maggio alla presenza del Portavoce Nazionale Andrea Olivero

“fare sempre più rete tra chi fa bene il bene e fa bene gli interessi dei soggetti marginali della società pugliese”

Bari 19 maggio 2010 Gianluca Budano 29 anni, sposato con un figlio, Presidente in carica delle ACLI di Puglia è il nuovo Portavoce del Forum del Terzo Settore Pugliese, eletto in seno assemblea dei soci che mette in rete da diversi anni le maggiori esperienze del volontariato, dell’associazionismo e della cooperazione pugliese, in rappresentanza di centinaia di migliaia di iscritti, cooperative, associazioni di volontariato e promozione sociale.
“La sfida che abbiamo davanti – dichiara il neo Portavoce – è di fare sempre più rete tra chi fa bene il bene e fa bene gli interessi dei soggetti marginali della società pugliese. Il ruolo del Terzo settore oltre a rappresentare un’esperienza rilevante nel mondo economico pugliese, con sostanziose realtà dell’impresa sociale e dell’Associazionismo di promozione sociale e volontario, rappresenta politicamente istanze, interessi e bisogni che vanno intrecciati con il lavoro delle Istituzioni regionali interessate, in primis il Presidente Vendola e la Giunta Regionale a cui chiederemo immediatamente un incontro per stabilire le modalità delle relazioni politiche da intraprendere nei prossimi anni, oltre al rapporto con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. E’ necessario infine – conclude Budano- aumentare la consapevolezza del/nel Terzo settore pugliese, nelle sue espressioni singole, che la rete ha un valore aggiunto che indirettamente rafforza le esperienze individuali e quindi il perseguimento degli interessi e il soddisfacimento dei bisogni dei cittadini pugliesi a cui la nostra azione è mirata”.

All’Assemblea ha partecipato il Portavoce Nazionale del Forum Andrea Olivero

Al Forum del Terzo Settore Pugliese aderiscono : ACLI, ADICONSUM, AGESCI, ANOLF, ANSPI, ANTEAS CISL, ARCI, ARCI SERVIZIO CIVILE, AUSER, CDOCNCA, COMUNITA’ EMMANUEL, CSI, FERSOLIDARIETA’, FIDAS, UISP, VOLONTARIATO VINCENZIANO.

domenica, maggio 23, 2010

L’assemblea dei soci di Banca popolare Etica approva il bilancio 2009 e nomina il nuovo Consiglio di Amministrazione



La finanza etica tiene grazie all’impegno di soci e dipendenti

Esercizio in utile contenuto; volumi in crescita; sofferenze al di sotto della media.
Alla guida dell’istituto arriva Ugo Biggeri.

Padova, 22 maggio 2010_ L’assemblea generale dei soci di Banca popolare Etica si è riunita oggi con la partecipazione straordinaria di 5.185 votanti (967 presenti fisicamente e 4.218 per delega) a Padova per approvare il bilancio ed eleggere il nuovo Consiglio di Amministrazione.

Il presidente storico e fondatore della Banca, Fabio Salviato, non si è ricandidato per aver già espletato il numero massimo di 4 mandati previsto dallo statuto della banca. «Abbiamo vinto la sfida e dimostrato che la finanza può essere etica. Il nostro modello ha iniziato a contagiare l’intero sistema bancario; abbiamo messo in moto una carovana che crescendo costruirà un’economia al servizio di un modo più giusto. Continuate così», è stato il saluto commosso di Salviato alla platea che lo applaudiva.

La guida del primo istituto di credito italiano interamente dedito alla finanza etica passa a Ugo Biggeri, fino a oggi Presidente della Fondazione di Banca Etica, da sempre impegnato, anche famigliarmente, nella solidarietà e nell'economia responsabile (Mani Tese, Lilliput, consumo critico), esperto di sviluppo sostenibile, ideatore e promotore di Terra Futura e del social network zoes.it. Socio storico di Banca Etica, aveva già fatto parte del CdA dal 1998 al 2007. «Banca etica è un sogno realizzato. Grazie al lavoro di questi anni possiamo oggi aiutare a costruire reti di economia responsabile. Reti che sappiano cogliere efficacemente la sfida di una economia capace di essere sostenibile, capace di non compromettere le opportunità delle generazioni future, capace di
dare il giusto valore alle relazioni. In breve un’economia capace di futuro. Banca Etica continuerà a fare la propria parte cercando di essere ancora più efficiente e innovativa. Parafrasando un nostro slogan: L'impegno più alto è quello per tutti!», ha detto Biggeri.

Anche Stefano Zamagni, economista e presidente dell’Agenzia per le Onlus, ha voluto inviare il suo saluto e il suo augurio ai soci di Banca Etica. Citando Platone ha detto: «Il solco e’ diritto solo se i due cavalli che tirano l’aratro vanno alla stessa velocità. I due cavalli per Banca Etica sono l’efficienza e la solidarietà. La ricerca dell’efficienza aziendale sganciata dalla prospettiva solidale conduce all’efficientismo – ed allora Banca Etica non avrebbe più senso. D’altro canto, prassi solidaristiche che non facessero i conti con il vincolo dell’efficienza scadrebbero nel mero assistenzialismo – ed allora Banca Etica non sarebbe sostenibile. Solo se i due cavalli marciano alla stessa velocità, il solco di Banca Etica sarà diritto e condurrà verso l’alto».

Per quanto riguarda la chiusura del bilancio, nonostante il mare agitato della crisi, esso evidenzia la capacità di resistere e di svilupparsi di Banca Etica. «Per chi come noi vuole fare banca in modo tradizionale, raccogliendo il risparmio per finanziare progetti di economia civile e solidale, rinunciando a ogni attività speculativa, gli ultimi anni sono stati durissimi. Il crollo dei tassi di interesse ci ha costretti a un faticoso contenimento dei costi per poter continuare a erogare credito alle imprese sociali e alle realtà non-profit che da sempre sono il nostro bacino di utenza e che proprio nella crisi hanno più bisogno di accesso al credito. Eppure grazie all’impegno costante di soci e dipendenti che credono nella mission di questa banca, i nostri clienti non hanno conosciuto il credit crunch!», ha detto il direttore generale Mario Crosta.
I finanziamenti concessi nel 2009 segnano una forte crescita (+26%). Particolarmente significativi gli interventi nel settore delle energie prodotte da fonti rinnovabili: nel 2009 Banca Etica ha deliberato finanziamenti per la realizzazione di impianti che utilizzano fonti energetiche rinnovabili per un totale di circa 21milioni e 320mila euro. E’ stato quasi triplicato il dato del 2008. Anche la raccolta di risparmio continua a salire (+11%). Autentico exploit delle sottoscrizioni dei fondi di Etica sgr, in aumento quasi del 50%. Il capitale sociale è cresciuto di 3,5 milioni di euro. Quasi 3.000 sono i nuovi soci, che si sono aggiunti ai 30 mila che la banca contava nel 2008. Permane elevata la qualità del credito. Le sofferenze nette sono ferme allo 0,3% del totale dei crediti. Il rapporto tra impieghi e raccolta raggiunge quasi il 57%. E’ aumentata anche la presenza operativa di Banca Etica nel territorio: nel 2009 è stata aperta la filiale di Genova che ha portato a 13 il numero complessivo di sportelli operativi su tutto il territorio nazionale.
In un anno complicato il conto economico chiude in - seppure contenuto (30.000 euro) – utile. Il margine di interesse rispetto al 2008 si è ridotto di 4 milioni di euro quale conseguenza dell’andamento dei tassi di mercato. Sono significativamente aumentati i ricavi derivanti da commissioni, segnale che Banca Etica è sempre più uno strumento utilizzato da parte di chi cerca una finanza trasparente e responsabile. E’ proseguita una rigorosa gestione del rischio di credito che si è tradotta in accantonamenti pari a 1,4 milioni di euro. «La banca – ha aggiunto Crosta - ha deliberato misure a sostegno dei propri clienti, in difficoltà a causa
della crisi economica. Vanno in questo senso le moratorie concesse in materia di mutui. I primi mesi del 2010 confermano una crescita incoraggiante soprattutto nei finanziamenti. E nonostante la crisi rappresenti anche per noi un passaggio difficile, abbiamo scelto di non rinunciare al piano di apertura delle nuove filiali nel 2010 (Ancona e Perugia). Sono inoltre partiti nuovi prodotti quali il conto deposito per il futuro che permette una gestione più attenta e razionale dei propri risparmi. Insomma, le difficoltà non scoraggiano, anzi rinvigoriscono la voglia di operare nel campo della finanza etica in modo ancor più efficace ed incisivo, per favorire un autentico sviluppo che al centro metta la persona».

Ecco la composizione del nuovo CdA di Banca Popolare Etica:

- Ugo Biggeri, eletto presidente dal primo CdA che si è riunito subito dopo la conclusione dei lavori e , in ordine alfabetico
Luigi Barbieri
Renzo Canal
Rita De Padova
Anna Fasano
Giuseppe Gallo
Daniele Lorenzi
Franco Marzocchi
Sergio Morelli
Roberto Museo
Roberto Oliva
Sabina Siniscalchi
Giulio Tagliavini

venerdì, maggio 21, 2010

I contraccolpi della crisi stanno scaricandosi soprattutto sul lavoro

Disoccupazione, problema centrale

francesco fracasso da Il Denaro
Il tasso di disoccupazione nel nostro Paese nel 2009 è arrivato all'8,6 per cento, il più alto dall'inizio del Duemila.E' vero che esso è inferiore a quello di altri Paesi dell'Ue, ma da noi è la cassa integrazione ordinaria e straordinaria che ci fa fronteggiare un po' meglio la situazione. E nei primi mesi del 2010 il ricorso alla cassa integrazione straordinaria (cigs) è aumentata del 358 per cento rispetto allo stesso periodo del 2009. La disoccupazione è comunque in ascesa e di recente l'Istat, aggiornando i dati a marzo, ci informa che siamo arrivati all'8,8 per cento, ai massimi dal 2002.
Insomma è proprio questo l'autentico problema che ci accompagnerà ancora per qualche anno. E ciò che deve più preoccupare è la disoccupazione giovanile: i giovani senza lavoro sono arrivati alla soglia del 27,7 per cento. Un fatto di assoluta gravità anche raffrontato con la media europea che si ferma al 20,6. Ed in sei regioni il tasso supera il 30 per cento: in Sardegna si arriva al 44,7, in Sicilia al 38,5, in Basilicata al 38,3, in Campania al 38,1, in Puglia al 33,6, in Calabria al 31,8 e nel Lazio al 30,6.
Forse la fase più acuta della crisi è davvero alle nostre spalle(come affermano alcuni analisti) ma le imprese non sono ancora in grado di riaprire il discorso con l'occupazione. L'Inps, proprio in questi giorni, comunica che ad aprile c'è stata una contrazione delle richieste di cassa integrazione straordinaria. Rispetto a marzo si è verificato un calo del 5,7 per cento(da 122,6 a 115,6 milioni di ore autorizzate). Più marcata la flessione per le autorizzazioni delle ore di cassa integrazione ordinaria, pari a -22,5 per cento rispetti a marzo. E qualcuno già parla di un'inversione di tendenza, ma è ragionevole pensare che si tratta purtroppo solo di un calo congiunturale. Secondo la Cgil il 2010, al contrario, può diventare – così come stanno andando le cose- un nuovo anno record per la cassa integrazione.
Al di là di questi dati, l'unico fatto concreto a cui bisogna riferirsi è evidente: se non arriva una crescita veramente corposa rispetto alla situazione attuale le cose continueranno a restare come sono o forse peggioreranno. E' veramente stucchevole ascoltare ogni giorno gli inni all'ottimismo che provengono dalle varie fonti governative. Che senso ha sbandierare ai quattro venti i 300 milioni di agevolazioni per l'acquisto di lavastoviglie, motorini e addirittura barche da diporto? Queste "banalità" fanno a cazzotti con lo stato veramente precario dell'intero sistema produttivo. E il recente dato(Istat)dell'aumento della produzione industriale(+6,4 per cento calcolata sull'anno marzo 2009-10) è solo in apparenza positivo in quanto nel marzo 2009 si verificò una caduta verticale(-20 per cento). Come viene correttamente rilevato dalla Cisl "siamo ancora ben lontani dai livelli pre-crisi, perché occorre recuperare più di 22 punti di produzione industriale persi".Lo stesso discorso va esteso all'aumento nei primi tre mesi dell'anno dello 0,5 per cento(Istat) del Pil(+0,6 sullo stesso trimestre 2009), visto che bisogna recuperare un -6,3 per cento formatosi nel 2008-09. E nel contempo,come informa la Banca d'Italia, il debito pubblico è aumentato(+3,1 a marzo) e le entrate fiscali sono diminuite(in tre mesi la perdita ha superato un miliardo di euro). La crescita italiana è da troppi anni bloccata. Si vive alla giornata, è cioè assente una visione di lungo periodo sulle "modalità" di sviluppo del Paese. Mancano gli investimenti necessari per una decisa "modernizzazione" delle infrastrutture e nel contempo sono latitanti idee che determinino una diversa impostazione dello sviluppo rispetto al passato. Una situazione determinata dall'assoluta mancanza di quel dinamismo che produsse il famoso "miracolo" economico italiano del dopoguerra. E' per questo che gli indicatori della crescita del Paese sono sempre modesti o si avvertono appena. In conclusione,è quindi ovvio che le ripercussioni di questo stato di indeterminatezza –ed al di là della crisi finanziaria ed economica di questi ultimi anni- si facciano sentire in primo luogo e pesantemente sull'occupazione .Una recente ricerca delle Acli e della Caritas italiana indica che il 66 per cento dei nuclei familiari teme che almeno un componente possa perdere in futuro il posto di lavoro.