A partire dall'esperienza associativa vissuta nelle ACLI e da quella amministrativa a Napoli e Castellammare di Stabia utilizzo questo spazio per affrontare i temi del dialogo tra le generazioni, del lavoro, della formazione, del welfare, della partecipazione e della loro necessaria innovazione.
venerdì, dicembre 31, 2010
Modello EAS : il Decreto "Milleproroghe" per i ritardatari e chiarimenti dall'Agenzia dell'Entrate
Con la Risoluzione n. 125/E del 6 dicembre 2010, l’Agenzia dell’Entrate ha fornito dei chiarimenti riguardanti il modello EAS in caso dell’eventuale variazione del legale rappresentante. Con il “Decreto Milleproroghe” approvato dal Governo il 22 dicembre 2010, per gli enti associativi inadempienti al 31 dicembre 2009 è possibile sanare la propria posizione con l’inoltro del modello. Il modello EAS (in allegato) è previsto dall’art. 30 del D.L. 29 novembre 2008, n. 185, convertito con la legge 28 gennaio 2009, n. 2, ed ha come finalità principale la conoscenza e il monitoraggio degli enti associativi (con o senza personalità giuridica) da parte dell’amministrazione tributaria: in sintesi, ci stiamo riferendo ad una sorta di questionario, abbastanza articolato, con cui gli enti no profit forniscono dati e notizie rilevanti ai fini fiscali e ciò allo scopo di mantenere lo status di “ente non commerciale” e il relativo regime tributario agevolato. E’ da precisare, infatti, che non vi è una sanzione pecuniaria in caso di omessa dichiarazione EAS bensì l’ente inadempiente diviene a tutti gli effetti “ente commerciale”, con conseguenti sanzioni per tributi non versati, per mancanza di possesso dei previsti libri contabili nonché per la non avvenuta presentazione delle dichiarazioni reddituali; ovviamente, le stesse conseguenze si hanno nel caso in cui l’ente, pur avendo regolarmente presentato il modello, a seguito di un controllo da parte dell’Agenzia dell’Entrate risulti essere un'associazione che elude in realtà un'attività profit. Sia nel primo che nel secondo caso, l’associazione che perde lo status di ente non commerciale e i relativi requisiti per usufruire dei benefici fiscali è tenuta a presentare comunque un nuovo modello EAS, entro 60 giorni, compilando l'apposita sezione "Perdita dei requisiti". Per l'invio della prima comunicazione EAS, i soggetti interessati hanno avuto tempo fino al 31 dicembre 2009 mentre gli enti istituiti dopo questa data devono presentare il modello entro 60 giorni dalla loro costituzione: per i primi, in caso di inadempienza, è intervenuto però il cosiddetto Decreto Milleproroghe”, convertito in legge poco prima del Natale 2010, che consente loro di sanare l’irregolarità mediante l’invio, pur in ritardo, del modello in questione. Il termine per l’invio del modello EAS “riparatore” non è stato ancora fissato ma verrà comunicato molto presto, nei prossimi giorni. Sempre sullo stesso tema, l’Agenzia dell’Entrate ha recentemente fatto chiarezza su un punto per nulla scontato: in caso di sostituzione del legale rappresentante dell’ente, è necessario presentare un nuovo modello EAS? E’ infatti noto che anche nel caso di una sola modifica nei dati forniti, l’ente è tenuto a presentare un nuovo modello EAS aggiornato entro il 15 marzo dell’anno successivo a quando è avvenuta la variazione: da ciò si potrebbe ritenere che altrettanto dovrebbe essere fatto in caso di “cambio al vertice” nell’ente ma così non è perché, al riguardo, l’Agenzia dell’Entrate, con la risoluzione 125/E del 6 dicembre 2010 (in allegato), ha risposto negativamente, estendendo tale parere anche ai dati generali dell'associazione. In altre parole, quindi, non si dovrà procedere al re-invio del modello EAS qualora le sole variazioni intervenute abbiano ad oggetto i dati da inserire nei campi della sezione generale del modello (rispettivamente riferiti ai titoli “DATI RELATIVI ALL’ENTE”, “SEDE LEGALE”, “RAPPRESENTANTE LEGALE”), dal momento che la normativa già impone che gli stessi siano comunicati all’Agenzia entro 30 giorni dall’avvenuta variazione tramite i modelli AA7/10 e AA5/6 (modelli per l'apertura, variazione dati, chiusura della partita IVA e codice fiscale per soggetti diversi dalle persone fisiche, in allegato). L’Agenzia sottolinea, infatti, che la trasmissione di tali modelli consente di ritenere assolta la funzione di acquisizione dati e monitoraggio ascrivibile anche al modello EAS, e pertanto non si determina alcun ulteriore adempimento a carico dell’ente. Gianmichele Cavallarin (ACLI Service Napoli s.r.l.) Gli uffici ACLI Arenella sono a Vostra disposizione per qualsiasi informazione. Negli allegati la risoluzione 125/E/2010, modello EAS, modelli AA7/10 e AA5/6. |
giovedì, dicembre 30, 2010
Ambiente, dal 2011 addio sacchetti plastica
Tutela dell’ambiente: dal 1 gennaio 2011 addio ai sacchetti di plastica. I tradizionali, infatti, con i quali abbiamo sempre fatto la spesa, non potranno più essere commercializzati. Al loro posto, i sacchetti biodegradabili, come già se ne vedono in giro. Bene anche tela o iuta o carta.
La richiesta viene dal direttore del Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite (Unep) e l’Italia, con un po’ di ritardo rispetto agli altri paesi europei, si sta adeguando. I sacchetti di plastica tradizionali sono in grado di rimanere nell’ambiente per centinaia di anni, soprattutto se vengono abbandonati e creano danni irreparabili all’ambiente e agli animali.
I nuovi sacchetti biodegradabili hanno un codice identificativo stampato che sarà bene individuare per verificare se il sacchetto che stiamo usando sia effettivamente a norma. Il codice di riferimento è EN13432 e corrisponde alla normativa europea in materia di “Requisiti per imballaggi recuperabili mediante compostaggio e biodegradazione”. L’attenzione all’ambiente, oggi, diventa primaria. Da poco, è online l’ultimo rapporto di Greenpeace sulle marche hi-tech virtuose: un elenco di case produttrici di tecnologia che siano anche rispettose dell’ambiente.
Non solo, con il 1 gennaio 2011 arrivano anche le nuove norme per lo smaltimento dei rifiuti urbani. In attesa che anche in Italia (soprattutto quella centro-meridionale) arrivino i nuovi cassonetti, si sappia già checeramica e alluminio vanno gettati separatamente, così come il vetro bianco da quello colorato. L’umido – poi – non dovrà più essere convogliato in discarica, ma in zone di compostaggio.
Riapertura dei termini di presentazione del Modello EAS

mercoledì, dicembre 29, 2010
A Benevento Il 31 dicembre si alterneranno sul palco i 'Baustelle' e la 'Bandabardò'
Il liceo classico “Quinto Orazio Flacco” di Portici protagonista a “Per un pugno di libri”
Portici, 29 dicembre 2010 - La V B del liceo classico “Quinto Orazio Flacco” di Portici ha partecipato, vincendo, ad una puntata del programma televisivo di Rai3 “Per un pugno di libri”. La trasmissione andrà in onda sul terzo canale domenica 9 gennaio 2011 alle 18.
Il quiz, condotto da Neri Marcorè, affiancato dal professor Dorfles e dall’attore Giancarlo Ratti, ha visto gareggiare il liceo porticese contro lo scientifico “Augusto Righi” di Bologna, nei giochi, tutti a sfondo letterario, proposti dagli autori del programma.
I ragazzi hanno giocato con spirito goliardico e sono riusciti a portare la sorte dalla loro parte. La puntata era incentrata sul volume poliziesco “Addio mia amata” di Raymond Chandler, appartenente al genere hard boiled (celebre per numerosee libri trasporti al cinema come “L’ombra del passato”, “Marlowe il poliziotto privato” e “The falcon takes over”).
martedì, dicembre 28, 2010
Benevento: Un Goal per la Vita” Quadrangolare di calcio alla Casa circondariale di Capodimonte
domenica, dicembre 26, 2010
Napoli: Appello “Il welfare non è un lusso”
Sotto la montagna di rifiuti che sta sommergendo – nuovamente – la città di Napoli e la Campania vengono seppellite molte altre drammatiche emergenze sociali.
Da mesi assistiamo alla chiusura di decine di case-famiglia, di centri diurni e di strutture residenziali, luoghi accoglienti e percorsi per persone, bambini e adulti, segnate dall’abbandono, dall’abuso e dal maltrattamento, dalla povertà, dall’emarginazione, dal fallimento. Persone che soffrono di disagi mentali e fisici. Persone la cui assistenza, nella migliore delle ipotesi, ricadrà sulle famiglie o spingerà unicamente al ricorso a nuove e vecchie istituzioni totali: non solo carceri, manicomi e istituti per bambini ma anche risposte inappropriate come ospedali e cronicari. Di fatto, a Napoli sono stati tagliati oltre cento servizi territoriali e quasi mille posti di lavoro per operatori sociali.
Per noi uno Stato è civile quando è in grado di garantire i diritti inviolabili dei cittadini; assicura pari dignità sociale ad ogni persona; tutela la salute come diritto fondamentale; assicura cure gratuite a tutti; garantisce l’esercizio degli stessi diritti civili e sociali su tutti i territori del paese; promuove coesione e solidarietà sociale, rimuove gli squilibri e le ingiustizie sociali; è in grado di garantire ai lavoratori il diritto ad una retribuzione certa ed adeguata. Questi principi sono enunciati nella nostra Costituzione.
Questo non è uno Stato giusto, perché al Sud più di una famiglia su quattro vive in condizioni di povertà, perché i disoccupati sono il doppio rispetto al resto del paese, perché la spesa sociale è cinque volte più bassa della media nazionale, perché essere anziani, bambini, disabili o semplicemente cittadini al Sud significa vivere in una condizione di difficoltà, peggiore di quella del resto del Paese.
Il Comitato «Il Welfare non è un lusso», insieme agli operatori e alle operatrici sociali in sciopero della fame e ai 300 che occupano l’ex Manicomio Leonardo Bianchi di Napoli, simbolo di questa lotta di civiltà, chiede al Governo, alle Regioni e ai Comuni di evitare ogni genere di taglio alla spesa sociale in Campania, al Sud ed in tutto il Paese, di ritornare ad investire seriamente sullo stato sociale, di valorizzare il lavoro sociale, di definire con la massima urgenza un piano per il superamento dell’emergenza in Campania e l’immediata riapertura dei servizi.
Il welfare non è un lusso: le politiche sociali garantiscono il benessere delle persone, più legalità e più sicurezza nei territori. Senza il lavoro di chi tutela la salute, l’assistenza, il benessere, la socialità e la legalità, le città saranno più povere, meno sicure e più violente.
Per sottoscrivere l’appello: comunicazionegesco@libero.it
venerdì, dicembre 24, 2010
- Tu Scendi Dalle Stele
« Tu scendi dalle stelle,
o Re del cielo,
e vieni d'una grotta al freddo e al gelo.(2 v.)
O Bambino mio divino,
io ti vedo qui a tremar;
o Dio beato !
Ah, quanto ti costò l'avermi amato!(2 v.)
A te che sei del mondo
il Creatore,
mancano panni e fuoco, o mio Signore.(2 v.)
Caro eletto pargoletto,
quanto questa povertà
più m'innamora,
Giacche ti fece amor povero ancora (oppure: poiché per nostro amor tu soffri ancora).(2 v.) »
(Tu scendi dalle stelle)
Tu scendi dalle stelle è una canzone di Natale composta nel mese di dicembre del 1754 a Nola da Alfonso Maria de' Liguori [1]. La melodia, scritta in 6/8, è senza dubbio uno tra i più famosi canti natalizi italiani.
2037: pensioni in picchiata
Alcuni documenti Inps svelano la realtà sulle pensioni future degli italiani
"Se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale”. Nell’ottobre scorso, Antonio Mastrapasqua, presidente Inps, scatenò furibonde polemiche con questa infelice battuta. Amara per i precari, la boutade di Mastrapasqua nascondeva foschi presagi anche per tutte le altre categorie di lavoratori. Tutto ciò risulta evidente dopo che, nei giorni scorsi, il Corriere della Sera ha pubblicato alcuni documenti riguardanti le pensioni future. Le carte, controfirmate dall’Inps nel settembre scorso, non erano però ancora state rese pubbliche.
Stime spaventose
A quanto pare, nessuno se la passerà troppo bene nei prossimi decenni. Da qui al 2037, dipendenti, autonomi e precari vedranno indiscriminatamente calare il tasso di sostituzione della propria pensione (il rapporto tra l’assegno dell’Inps e l’ultima retribuzione). La verità emerge dalle cifre riportate nella verifica tecnico-attuariale contenuta in una quarantina di dossier che stimano –categoria per categoria – l’evoluzione delle pensioni degli italiani negli anni a venire.
Gli assegni pensionistici perderanno consistenza in conseguenza della piena attuazione dei vari disegni di riforma previdenziale che si sono susseguiti nel corso degli ultimi decenni. Il compimento del passaggio da un sistema previdenziale di tipo retributivo a uno di tipo contributivo comporterà pensioni più basse (in alcuni casi anche in maniera sensibile) per tutti.
Dalle stime tracciate nei documenti Inps emerge una sostanziale uniformità per quel che riguarda il modo in cui varieranno le pensioni delle diverse categorie di lavoratori. In generale, da qui al 2014 il tasso di sostituzione crescerà di qualche punto percentuale – per effetto dell’uscita dal lavoro della generazione dei baby boomers, che ha potuto godere di stipendi stabili e cospicui per l’intera durata della vita lavorativa – per poi abbattersi in maniera graduale successivamente.
Categoria per categoria
Oggi come oggi, le pensioni dei lavoratori dipendenti equivalgono – in media – al 52% della retribuzione. Dopo essere saliti al 54% rispetto alla retribuzione nel 2015, gli assegni targati Inps destinati ai dipendenti nel 2037 arriveranno a coprire il 46% dell’ultimo stipendio.
Non andrà meglio agli artigiani: oggi la loro pensione vale, in media, il 50% del reddito annuale (nel 2015, il 53%); nel 2037, invece, l’assegno pensionistico equivarrà al 43% della retribuzione. Numeri simili sono quelli che riguardano i commercianti. Quest’ultima categoria oggi gode di pensioni che, in media, coprono il 46% della retribuzione (valori che saliranno fino al 52% nel 2017), mentre nel 2037 si dovrà accontentare del 44% (ossia, 21mila euro di pensione contro 48mila euro di reddito da lavoro).
Un caso a parte è quello dei precari. Il dossier Inps loro riservato contiene cifre allarmanti: nel 2037, per i lavoratori parasubordinati, la pensione media sarebbe pari al 14% della retribuzione. Si tratta però di un dato che necessita di un’analisi ulteriore: poiché nella gestione dei parasubordinati bastano 5 anni di contributi per maturare una pensione (forzatamente di pochi euro, dunque), stimare l’effettivo ammontare delle pensioni per questa categoria di lavoratori diviene un esercizio ad alto rischio d’errore. In realtà, numerosi centri ricerca – considerando un precario tipo che cambi più volte lavoro con numerosi intervalli di disoccupazione – ipotizzano per l’assegno pensionistico un grado di copertura compreso tra il 36 e il 50-55%.
Babbo Natale per i figli degli immigrati
UN'INIZATIVA DI SOLIDARIETÀ PROMOSSA DALL'ASSOCIAZIONE SIMPOSIO
Babbo Natale per i figli degli immigrati
martedì, dicembre 21, 2010
lunedì, dicembre 20, 2010
sabato, dicembre 18, 2010
Serata di beneficenza con Peppino Di Capri
Domenica 19 dicembre alle ore 19 - Concerto Auditorium RAI - Viale Marconi
In allegato la foto dei doni di Papa Benedetto XVI e del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che si aggiungono a quelli della provincia, della regione, del comune e dei cittadini napoletani.
venerdì, dicembre 17, 2010
UN GIUBILEO PER NAPOLI. l discorso di apertura e di chiusura dell'Arcivescovo

UN GIUBILEO PER NAPOLI - CRESCENZIO CARDINALE SEPE 
-in allegato il discorso di apertura e di chiusura dell'Arcivescovo
giovedì, dicembre 16, 2010
la Fap al Comitato Nazionale di Terni lancia la campagna: "Il tuo talento per il nuovo lavoro"
Sepe inaugura il Giubileo per Napoli
FIACCOLATA CON LA IERVOLINO
Sepe inaugura il Giubileo per Napoli
Un anno di eventi e azioni concrete per la città
NAPOLI - Inizia ufficialmente il Giubileo per Napoli, voluto fortemente dal cardinale Crescenzio Sepe. Durerà un anno, a partire da oggi, giovedì 16 dicembre. È la prima volta in assoluto che si fa un Giubileo di carattere civile - e non ecclesiale - nato perché, come ha spiegato Sepe, la Chiesa non restasse a guardare la città che affonda in un mare di problemi.
Dal dramma dei rifiuti ai mali endemici: criminalità, tessuto sociale lacerato, disoccupazione. Un Giubileo che ha chiamato a raccolta tutte le categorie sociali e civili, e dunque istituzioni, imprenditori, commercianti, sindacati, società civile.
In serata invece è partita una fiaccolata che raggiungerà piazza del Plebiscito. Presenti altre a cardinale e sindaco Iervolino anche il prefetto, e vari assessori comunali e regionali. Testimonial Monica Sarnelli e Enzo Avitabile.
Elena Scarici da Il corriere del mezzogiorno. http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2010/16-dicembre-2010/sepe-inaugura-giubileo-napoli-18193175280.shtml



