Contra la circolare Manganelli che pone sullo stesso piano stranieri colpevoli esclusivamente di essere illegalmente presenti nel nostro Paese e stranieri colpevoli di reati per motivi di ordine e sicurezza Roma, 30 aprile 2010 - Cgil, Cisl, Uil, Acli con i propri rispettivi Patronati aderenti al raggruppamento Ce.Pa (Inca, Inas, Ital, Patronato Acli) esprimono perplessità in merito alla circolare, a firma del Capo della Polizia Manganelli, relativa all'esclusione dall'emersione da lavoro irregolare dei lavoratori stranieri (svoltasi nel settembre 2009) che non hanno rispettato il provvedimento di espulsione disposto nei loro confronti perché entrati in Italia eludendo i controlli alla frontiera. Infatti la legge di emersione da lavoro irregolare del 3 agosto 2009 (L.102/09) ha previsto la regolarizzazione dei rapporti di lavoro di assistenza alla persona e di lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare venendo di fatto incontro alle famiglie che si sono rivolte a cittadini stranieri irregolari per fronteggiare la gestione quotidiana della vita e della salute dei propri componenti. Le crescenti e a volte impellenti necessità familiari, cui il sistema di welfare insufficiente non riesce a dare pronta risposta, hanno purtroppo in molti casi indotto queste famiglie ad occupare lavoratrici e lavoratori stranieri non in regola con le norme sul soggiorno e pertanto impossibilitati a lavorare nel pieno dei diritti e doveri previsti da una regolare assunzione, condizione tesa a tutelare entrambe le parti. Queste famiglie hanno affidato i propri cari e le proprie case a dei lavoratori, con i quali hanno instaurato rapporti di fiducia e spesso di mutuo-aiuto, riscoprendo così la solidarietà che sembra oramai valore raro nella frenesia e nell'anonimato della società dei nostri giorni. Legami, questi, che per molte famiglie si rivelano indispensabili perché rispondenti a bisogni assoluti e inderogabili. A tal motivo la legge sull'emersione ha ammesso alla procedura di emersione anche quei lavoratori per cui era stata disposta l'espulsione motivata per ingresso o per permanenza irregolare. Cgil, Cisl, Uil, Acli con i propri rispettivi Patronati aderenti al raggruppamento Ce.Pa, ritengono che l'interpretazione della norma data dal Capo della Polizia, con la circolare n. 1843 del 17 marzo 2010 sia di carattere particolarmente restrittivo anche perché mette sullo stesso piano stranieri colpevoli esclusivamente di essere illegalmente presenti nel nostro Paese e stranieri colpevoli di reati per motivi di ordine e sicurezza dello Stato o per reati quali furto, rapina, violenza sessuale, riduzione in schiavitù o altri di grave entità. Tale interpretazione, infatti, ha l'effetto di penalizzare quegli stranieri per i quali è stata richiesta dalle famiglie la regolarizzazione ma che hanno avuto la sorte di essere fermati dalle Forze dell'Ordine più volte e per questo condannati, a differenza di chi, nelle stesse condizioni, non è stato mai fermato e pertanto potrà proseguire l'iter della regolarizzazione. Inoltre questa stessa interpretazione va a penalizzare le famiglie per le quali la legge sull'emersione aveva cercato di sopperire alle carenze del nostro sistema socio-sanitario. Queste famiglie infatti stanno rischiando di trovarsi all'improvviso sole e senza il sostegno di questa assistenza garantita da cittadini stranieri. Cgil, Cisl, Uil, Acli con i propri rispettivi Patronati aderenti al raggruppamento Ce.Pa ritengono che il reato contestato nella circolare a questi cittadini stranieri non debba rientrare tra quelli previsti dagli art. 380 e 381 del Codice di Procedura penale (così come sostenuto anche dalla recente Ordinanza sospensiva del Tar Toscana). Chiedono pertanto al Ministero dell'Interno di voler riconsiderare la circolare summenzionata, alla luce di un criterio di ragionevolezza, al fine di ammettere i cittadini stranieri (per i quali è stata richiesta regolarizzazione in base alla legge 102/09 e che non hanno ottemperato all'espulsione prevista per il solo fatto di aver eluso le frontiere) all'iter della regolarizzazione così da venire incontro anche alle esigenze delle famiglie e dei loro cari. |
A partire dall'esperienza associativa vissuta nelle ACLI e da quella amministrativa a Napoli e Castellammare di Stabia utilizzo questo spazio per affrontare i temi del dialogo tra le generazioni, del lavoro, della formazione, del welfare, della partecipazione e della loro necessaria innovazione.
venerdì, aprile 30, 2010
Immigrazione: protestano Acli, sindacati e patronati
Le Acli di Napoli celebrano il Primo Maggio avviando dieci punti famiglia
Una celebrazione del primo maggio dedicata a chi il lavoro non ce l’ha, a chi rischia di perderlo, a chi per esso ha perso la propria vita. E’ questo il pensiero delle ACLI napoletane mentre si avvicina la ricorrenza della festa dei lavoratori.
“Saremo con i nostri circoli a fianco di quanti rischiano il licenziamento, con un pensiero speciale a tutte le vittime di incidenti sul lavoro. La solitudine dei lavoratori soprattutto quelli precari e irregolari, la maggior parte giovani e immigrati, rappresenta un ostacolo alla diffusione della cultura della sicurezza e della responsabilità, facilitando al contrario il prodursi di situazioni rischiose. Ma è una solitudine che riguarda oggi tutti i lavoratori, vittime di una deriva individualistica che ha intaccato il lavoro e i lavoratori così come la società intera. Bisogna allora recuperare e ricostruire quella radice di socialità del lavoro, che nella storia ha significato diritti di cittadinanza, giustizia sociale e solidarietà. È questa la ragione per cui riteniamo importante rilanciare e promuovere anche in futuro i valori della mutualità, della cooperazione e della solidarietà, che da sempre si collegano alla cultura dei lavoratori.”
E’ quasi fatta, per i rimborsi sulle tariffe postali agevolate, almeno per quanto riguarda il non profi
promossa da VITA non profit
l'appello di VITA.IT verso le 15mila firme
E’ quasi fatta, per i rimborsi sulle tariffe postali agevolate, almeno per quanto riguarda il non profit. L’emendamento Pugliese (Pdl) e Bobba (Pd) presentato e approvato ieri in commissione Finanze (VI) e Attività Produttive (X) è stato formalmente recepito dal ministero dell’Economia e dunque dal governo.
La copertura dei 30 milioni è data dalle maggiori entrate derivanti dalla chiusura agevolata delle liti tra concessionari della riscossione e fisco, inoltre è da notare come l’emendamento indirizza il beneficio ai soli giornali editi da associazioni e organizzazioni senza fini di lucro, escludendo esplicitamente i giornali di partito e la pubblicazione degli organi professionali o dei sindacati, mentre le agevolazioni non dovranno superare il 50% della tariffa ordinaria.
PER APPROFONDIRE LEGGI QUESTA NEWS
LA PETIZIONE
L’aumento delle tariffe postali colpisce duramente la raccolta fondi di tutte le organizzazioni non profit e causa un ingente aumento dei costi con gravi ripercussioni sui fondi destinati ai progetti.
Il decreto interministeriale del 30 marzo 2010 pubblicato a tempo di record sulla Gazzetta Ufficiale del 31 marzo 2010 n. 75 in base al quale vengono soppresse le tariffe agevolate postali per tutta l'editoria libraria, quotidiana e periodica, in vigore con effetto immediato da oggi, colpisce in maniera molto dura le organizzazioni del settore non profit. L’ aumento è del 500% circa per ogni singola spedizione.
Pertanto, nonostante il decreto specifichi che un successivo provvedimento potrebbe stabilire ulteriori agevolazioni, ciò comporterà un periodo di vacatio tra l’entrata in vigore del primo e l’eventuale successivo che coincide con un momento dell’anno in cui in genere ogni organizzazione attua delle spedizioni ai propri donatori.
Le organizzazioni, pertanto, si appellano al governo affinché vengano immediatamente adottate delle misure che evitino un vertiginoso aumento del budget delle spedizioni che, anche in ragione delle tempistiche scelte per l’entrata in vigore del provvedimento, non potrà che tradursi in un decremento dei fondi destinati ai progetti.
Le organizzazioni, quindi, chiedono l’immediato ripristino delle tariffe agevolate per il non profit.
L’emendamento Pugliese (Pdl) e Bobba (Pd) è stato recepito dal ministero dell’Economia
E’ quasi fatta, per i rimborsi sulle tariffe postali agevolate, almeno per quanto riguarda il non profit. L’emendamento Pugliese (Pdl) e Bobba (Pd) presentato e approvato ieri in commissione Finanze (VI) e Attività Produttive (X) è stato formalmente recepito dal ministero dell’Economia e dunque dal governo.
La copertura dei 30 milioni è data dalle maggiori entrate derivanti dalla chiusura agevolata delle liti tra concessionari della riscossione e fisco, inoltre è da notare come l’emendamento indirizza il beneficio ai soli giornali editi da associazioni e organizzazioni senza fini di lucro, escludendo esplicitamente i giornali di partito e la pubblicazione degli organi professionali o dei sindacati,mentre le agevolazioni non dovranno essere superiore al 50% della tariffa ordinaria.Questa mattina, dunque, alla Camera, rispondendo all’interpellanza urgente (primo firmatario l’on. Gabriele Toccafondi, più altri 40 parlamentari del Pdl e della Lega) sulla questione, il sottosegretario all’Economia Alberto Giorgetti ha fornito l’avallo, da parte del governo, al testo. Merito, bisogna riconoscerlo, della tigna e della costanza con cui l’onorevole Toccafondi ha preso a cuore la questione, investendo del problema sia il ministro dell’Economia (Tremonti) che il governo (Bonaiuti). Ora l’emendamento dovrà affrontare l’esame della commissione Bilancio (di cui è membro proprio Toccafondi), ma proprio l’onorevole scommette sul fatto che difficilmente il governo smentirà se stesso, dopo la risposta positiva fornita da Giorgetti alla sua interrogazione. Infine, a partire da martedì prossimo, l’intero dl incentivi (40/2010) passerà all’esame dell’aula per la votazione finale su tutto il decreto legge, forse anche con la richiesta di fiducia del governo. Restano in piedi due altri, non piccoli, problemi, però: se anche la stampa diocesana possa rientrare nel provvedimento (allo stato sembra di no) e la cifra della copertura, molto esigua (30 milioni), ma non si esclude che, tra l’esame in commissione Bilancio e l’aula, si possano apporre altre migliorie.
Passiamo ora a un esame più approfondito dell’interrogazione di Toccafondi e altri e della risposta del sottosegretario Giorgetti, che si è tenuta questa mattina alla Camera.
Nell’interrogazione di Toccafondi e altri 40 deputati del Pdl, ricordato che il ministero dello Sviluppo economico e quello dell’Economia sono stati costretti a emanare in data 30 marzo 2010 il decreto interministeriale che ha sospeso i rimborsi per le tariffe postali agevolate a Poste italiane,
“fatta salva la possibilità di destinare eventuali risorse aggiuntive (individuate dal ministero dell'economia e delle finanze o dal dipartimento per l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri) alla copertura delle agevolazioni sulle tariffe postali nell'anno in corso”, “tenuto conto che, a causa del forte impatto economico sul sistema editoriale italiano derivante dalla sospensione di tali agevolazioni, al fine di scongiurare eventuali effetti negativi in termini occupazionali ed aziendali e tutelare il pluralismo dell'informazione, il ministero dello Sviluppo economico ha comunicato di avere manifestato la propria disponibilità ad individuare una soluzione al problema delle tariffe postali agevolate nel corso dell'incontro tenutosi l'8 aprile 2010 tra il Governo, tutte le associazioni degli editori di quotidiani, periodici e libri, la concessionaria del servizio postale universale, nonché la Federazione nazionale della stampa italiana”, nel senso della “urgente necessità di promuovere un accordo quadro fra editori e Poste italiane spa”, l’interrogazione sottolinea con forza come “le maggiori conseguenze saranno subite in particolare dalle piccole associazioni, il no profit e la stampa cattolica e diocesana, che, dal 1o aprile fino a dicembre 2010, rischiano di sospendere le pubblicazioni e chiudere”, e dunque chiede al Governo “se sia intenzione del Governo adottare un nuovo regolamento in merito alle tariffe agevolate per spedizioni, limitando la platea dei destinatari, così salvaguardando le finalità dello strumento”.
Giorgetti, nella sua risposta orale all’interrogazione scritta, prima ricorda che le tariffe postali agevolate sono previste a favore di imprese editrici di quotidiani e periodici (5100 aziende editrici, 2900 editori profit e non profit che inviano pacchi) che non superino il 45% di spazio fisico dedicato alla pubblicità, onlus (di cui non profit religiosi 1400, non profit laici 3400), associazioni le cui pubblicazioni periodiche abbiano avuto riconosciuto il carattere politico dai gruppi parlamentari di riferimento, sindacati, associazioni professionali di categoria, associazioni d’arma e combattentistiche. Nel 2008, rende noto Giorgetti, le integrazioni a carico dello Stato risultano pari a 273,84 milioni di euro, sottolineando come “la frammentazione e la vastità della platea degli aventi titolo rappresenta notevole fattore di criticità per il sistema dei controlli posti in essere da Poste” e come dal “monitoraggio dell’andamento delle agevolazioni praticate da Poste negli ultimi sei anni gli stanziamenti non hanno mai coperto le compensazioni dovute” mentre permane la mancata restituzione a Poste dei fondi 2009 pari a 241 milioni di euro. “Poiché nel 2010 sarebbero stati disponibili risorse non superiori ai 50 milioni di euro”, il governo è stato costretto ad emanare il decreto interministeriale del 30 marzo 2010, che comunque fa salve la possibilità di destinare eventuali risorse aggiuntive alla copertura delle agevolazioni sulle tariffe postali per il 2010. Giorgetti ricorda come il governo si sia posto il problema e abbiamo organizzato un incontro generale l’8 aprile con tutti i soggetti interessati per arrivare a un accordo quadro e diversi tavoli tecnici, attualmente in corso di svolgimento presso la Presidenza del Consiglio, Dipartimento dell’Editoria, trattativa ancora in corso. Infine, la notizia: il governo approva l’emendamento Pugliese. Pare fatta. Nella risposta finale, infatti, Toccafondi si dichiara “soddisfatto” della risposta del governo e ricorda l’appello lanciato da Vita sull’abolizione delle tariffe postali agevolate, appello che in poche settimane ha raggiunto 15 mila firme, e l’importante e delicato momento attuale in cui giornali come Vita e gli organi di tutte le associazioni stanno facendo la campagna per uno strumento vitale come il 5xmille. “Il governo ha compreso il momento difficile che questo settore sta attraversando e, appoggiando l’emendamento Pugliese, cerca una soluzione tampone improcrastinabile, almeno per il non profit”. Che dire? Speriamo che stavolta vada tutto bene.
Pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il “Decreto flussi” per l’ingresso in Italia dei lavoratori extracomunitari
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 91 del 20 aprile 2010, è stato pubblicato il D.P.C.M. 1° aprile 2010 che detta disposizioni in merito alla programmazione transitoria dei flussi d'ingresso in Italia dei lavoratori extracomunitari stagionali, e di altre categorie di lavoratori, per l'anno 2010.
Il Decreto autorizza l’ingresso di 80.000 lavoratori non comunitari per motivi di lavoro subordinato stagionale, di 4.000 cittadini non comunitari per lavoro autonomo, nonché di 2.000 cittadini non comunitari che abbiano completato programmi di istruzione e formazione nel Paese di origine.
I Ministeri dell’interno e del Lavoro hanno già diramato le circolari attuative nella quali viene precisato che la presentazione delle domande avviene esclusivamente con modalità informatiche, utilizzando il sistema accessibile dal sito internet del Ministero dell'Interno.
Per acquisire altre informazioni sul sito del Ministero dell’interno clicca qui
giovedì, aprile 29, 2010
si inaugura la quinta edizione del Salone della Mozzarella a Paestum
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Storia della mozzarella di bufala.
Durante le grandi migrazioni che verso il V secolo d.C. sconvolsero l’impero romano, tra gli animali che i Longobardi portarono quale provvista di carne per i periodi in cui non vi era altro da razziare, vi erano i bufali, o meglio i bubali come li definiva lo storico Paolo Diacono. Un tempo molto diffusi nel nostro Paese, i bufali hanno ristretto la loro area alle province di Salerno e Caserta e qualche territorio laziale, foggiano e sibaritico.
Indiscussa capitale di questa pasta filata e troncata (o mozzata) è la provincia di Salerno e soprattutto la Piana del Sele.
Al di là delle quantità prodotte è l’innovazione tecnologica a fare della Valle del Sele la capitale delle bufalerie.
LA MOZZARELLA DI BUFALA CAMPANA IN GASTRONOMIA
La Mozzarella di Bufala Campana DOP, uno dei prodotti più apprezzati sulle nostre tavole e su quelle di mezzo mondo, è un formaggio fresco a pasta filata, di colore bianco porcellanato, con crosta sottilissima, sapore delicato. Al taglio presenta una copiosa fuoriuscita di latticello dall’intenso profumo di fermenti lattici ed oltre alla forma classica tondeggiante può assumere diverse forme tipiche, quali ciliegine, bocconcini, nodini e trecce.
La sua produzione, sottoposta ad un rigido disciplinare di produzione, preserva la sapiente tecnologia classica frutto di esperienze secolare accostandola ai moderni requisiti igienico-sanitari previsti dalle normative vigenti.
E’ prodotta esclusivamente con latte intero di bufala di razza mediterranea; dopo la filatura e la formatura, può essere anche affumicata , ma solo con metodi tradizionali e naturali.
La sua peculiarità, che la differenzia dalle altre mozzarelle, è derivante dalla natura della materia prima.
Il Latte di Bufala, in particolare, ha un rapporto grasso/proteine maggiore di più del doppio rispetto a quello vaccino, che insieme alle caratteristiche organolettiche dovute al legame con il territorio, conferiscono un gusto unico alla Mozzarella di Bufala Campana riconosciuto da tutti.
Dal punto di vista nutrizionale è considerata da tutti un alimento validissimo e per tutte le età, ricco di sostanze proteiche, fermenti lattici vivi, calcio disponibile, fosforo e vitamine. Il suo valore energetico per cento grammi di prodotto è di circa 250 Kcal.
Essendo un prodotto fresco andrebbe consumata subito, ma nel caso si debba conservare è importante ricordare che deve essere lasciata sempre nel suo liquido di governo. Inoltre se consumata entro 24-48 ore dalla produzione non andrebbe preferibilmente mai messa nel frigo o comunque prima di consumarla bisognerebbe lasciarla a temperatura ambiente per circa 30 minuti.
La Mozzarella di Bufala Campana, definita come la regina dei formaggi freschi, dà il meglio di sè consumata tal quale, offrendo delle sensazioni gustative che la fanno preferire alle altre.
La Mozzarella di Bufala Campana comunque si sposa con gran parte dei piatti tipici della dieta mediterranea a base di verdure, ortaggi ed olio etra-vergine di oliva.
Una citazione a parte va fatta per la Mozzarella di Bufala Campana utilizzata quale ingrediente nella pizza. Il Consorzio di Tutela infatti, per incrementare il consumo di Mozzarella di Bufala Campana nelle pizzerie, che spesso utilizzano impropriamente nei propri menù il termine “mozzarella”, ha costituito un circuito denominato Quipizza, che contraddistingue le pizzerie che utilizzano come ingrediente per una pizza tipo denominata anch’essa Quipizza, Mozzarella DOP, pomodorino fresco o “piennolo del Vesuvio”, olio extra-vergine di oliva e cottura con solo forno a legna.
mercoledì, aprile 28, 2010
Il 2009 è stato l’anno nero delle famiglie italiane.
| Acli e Caritas: l'anno nero delle famiglie italiane |
L'indagine Iref presentata dal presidente Olivero al 34° convegno nazionale delle caritas diocesane Roma, 28 aprile 2010 - Il 2009 è stato l’anno nero delle famiglie italiane. Lo confermano i dati dell’indagine sullo stato di salute delle famiglie italiane promossa dalle Acli e dalla Caritas italiana, presentata oggi a San Benedetto del Tronto, nell'ambito del 34° Convegno nazionale delle Caritas diocesane, dal presidente delle Acli Andrea Olivero. La ricerca è stata realizzata dall'Iref, in tre rilevazioni campionarie nei mesi di maggio 2009, settembre 2009 e febbraio 2010, per un totale di 4500 interviste telefoniche. Nessuna tipologia familiare sembrerebbe esservi salvata dalla crisi:solo il 2,2% delle famiglie contattate ritiene, infatti, di aver migliorato la propria condizione economica nel corso del 2009. Il resto delle famiglie sembra dividersi tra chi resiste, o galleggia (41%) e chi invece soffre rischiando di affondare (57%). E’ nel Nord-Est e al Sud che si concentra la maggior parte delle famiglie che giudicano il 2009 come un anno negativo per le proprie condizioni economiche. La crisi economica ha prevalentemente condizionato i consumi delle famiglie: comparando i dati raccolti nel corso dell’anno, rimane elevata ma stabile la quota di famiglie che nei quattro mesi precedenti all’intervista hanno acquistato prodotti a basso costo (67-68%). Sale invece di oltre dieci punti la percentuale di intervistati che afferma di aver risparmiato sulla cura della propria persona (dal 33% del settembre 2009, al 44% rilevato a febbraio 2010); allo stesso modo si nota un incremento della percentuale di famiglie che hanno risparmiato su acqua, luce e gas (32% nel 2010): +11% rispetto al periodo precedente. Sempre a febbraio 2010, più di una famiglia su tre (35%) ha risparmiato sull’acquisto di generi alimentari di base (pane, pasta e carne). Tra le famiglie economicamente solide, quelle che hanno un alloggio di proprietà e dei risparmi accantonati, la percentuale di nuclei che hanno ridimensionato la spesa sui generi di prima necessità è appena del 20%; in assenza di una casa di proprietà e di risparmi, la percentuale di famiglie fragili che risparmiano sul mangiare sale al 68%. Il ruolo dei costi fissi nella definizione dei comportamenti di consumo è dunque molto forte: se si deve far fronte ad un impegno di spesa periodico, come quello di un affitto o di un mutuo, occorre risparmiare un po’ su tutto, anche su pane, pasta e carne. La crisi è dunque finita? Non ora, non qui. Sebbene alcuni proclamino il contrario, le famiglie sanno bene che manca ancora molta strada da fare per rivedere la luce; anche perché il 2010 è l’anno nel quale la diminuzione del reddito familiare è un rischio che si corre tutti quanti. Ad alimentare il sentimento d’incertezza che serpeggia tra le famiglie italiane è il rischio di perdere il posto di lavoro: il 68% degli intervistati ha dichiarato di essere molto o abbastanza preoccupato dall’idea che nel corso del 2010 un proprio familiare possa perdere il lavoro. Sono i nuclei familiari in cui sono presenti dei figli (coppie e famiglie mono-genitoriali) ad essere più insicuri da un punto di vista occupazionale. Per il presidente delle Acli Andrea Olivero, «guardando i problemi delle famiglie, si vedono i problemi dell’Italia». «Non possiamo permetterci che la crisi economica si trasformi in crisi culturale, in un restringimento di prospettive, in un avvitamento delle famiglia, e quindi della società italiana, sulle difficoltà del presente. Occorre ridare slancio alle famiglie e fiducia nel futuro, costruendo finalmente una serie politica di sostegno alle famiglie sul piano della capacità di spesa, della soggettività fiscale, della prossimità dei servizi, della conciliazione dei tempi di lavoro con i tempi della vita» |
lunedì, aprile 26, 2010
ACLI Terra Sicilia forma nuovi tecnici per l'agricoltura.


Comicon, salone internazionale del fumetto. a Napoli dal 30 aprile al 2 maggio.
Black Jack - Dieci indagini nel buio (Jap, 1993, 50’) di O. Dezaki; eps. 1-2
Death note (Jap, 2004, 25’) di Tsugumi Ohba (story) & Takeshi Obata (art); eps. 1
Black Jack - Dieci indagini nel buio (Jap, 1993, 50’) di O. Dezaki; eps. 3-4
Kawajiri Trilogy – La città delle bestie incantatrici (Jap, 1987, 90’)
Eureka seven (Jap, 2005, 20’) di T. Kyoda; 2 eps.
Daitarn 3 - Il trentennale italiano a seguire
Daitarn 3 di Y. Tomino (Jap, 1978, 22) eps. 1 & 40