sabato, ottobre 31, 2009

Voglia di etica – Cittadini, banche e Finanza in tempi di incertezza


Roma, 20 ottobre 2009_ Il 92% degli italiani ritiene fondamentale o importante che la propria banca sia trasparente nell’indicare i settori in cui investe, l’81,2 % considera essenziale o importante che la propria banca investa una parte degli utili in progetti sociali o ambientali, mentre il 73,9% reputa fondamentale o importante che la propria banca non investa nel settore delle armi. Sono questi alcuni dei dati più significativi che emergono dalla Ricerca“Voglia di Etica, cittadini, banche e finanza in tempi di incertezza” curata da Demos&Pi per Banca Etica e presentata oggi a Roma alla stampa e a un nutrito gruppo di parlamentari, esponenti delle associazioni, del mondo bancario e della così detta “altra economia”.

Dallo studio – supervisionato dal Prof. Ilvo Diamanti – emerge con chiarezza la voglia di etica e il desiderio dei cittadini di potersi affidare ad istituti di credito che sappiano garantire attenzione non solo ai profitti ma anche alla sostenibilità socio-ambientale dell’operato loro e delle imprese che finanziano. Un desiderio che, per ora, si traduce in azione e scelta di consumo concreta per una minoranza di segmenti sociali (giovani, persone con scolarizzazione più elevata, etc.) ma che tuttavia sono in costante crescita.
I risultati di questa ricerca – ha detto il presidente di Banca Etica, Fabio Salviatoci incoraggiano a impegnarci ancora di più per rendere gli strumenti di finanza etica più facilmente accessibili a un numero sempre maggiore di cittadini. Un obiettivo che intendiamo perseguire non solo attraverso la crescita della nostra Banca Etica ma anche potenziando l’azione di contagio verso l’intero sistema finanziario e la nostra opera di sensibilizzazione nel segno dell’uso responsabile del denaro. Auspichiamo che - così come hanno dimostrato di essere attenti i cittadini - anche le istituzioni prendano atto delle potenzialità concrete degli strumenti di finanza etica. Sarebbe opportuno prevedere una fiscalità agevolata che premi i cittadini che scelgono gli strumenti di finanza etica, così come proposto dal ministro Tremonti per la Banca del Mezzogiorno. Da tempo invochiamo anche una normativa ad hoc per il microcredito: oggi i costi che una banca sostiene per erogare un finanziamento da 500mila o da 5mila euro sono gli stessi e questo rende il microcredito molto oneroso. E nel nome della legalità, oggi tanto vilipesa, affidare i beni mobiliari confiscati alla criminalità organizzata ai circuiti finanziari etici e socialmente responsabili rappresenterebbe un utile segnale in un momento di grande disillusione del cittadino rispetto alla capacità dello stato di difendere i suoi diritti e pretendere da tutti il rispetto delle regole. Beni sottratti all’illegalità utilizzati per fini sociali e ambientali: un contributo concreto per ridare anima alla finanza”.

La ricerca ha messo in luce un atteggiamento ambivalente degli italiani nei confronti della banche: se il 68% degli italiani le ritiene importanti per lo sviluppo del Paese, ma ben il 65% afferma che “quelle oneste sono davvero poche”. Gli italiani mostrano anche uno spiccato senso di “realismo” connotato anche da tratti di pessimismo: il 75,2% afferma che fino a oggi lo spazio per l’etica nel mondo dell’economia e della finanza è stato poco o nessuno, e solo il 26,5% si dice convinto che il superamento della grave crisi economica e finanziaria in corso poterà a una finanza “più giusta e rispettosa dei bisogni dei risparmiatori e degli investitori”.
Noi – ha concluso Salviato – siamo fiduciosi che la costante crescita delle pratiche di economia sostenibile non solo in campo finanziario, ma anche nel consumo dei prodotti biologici e del commercio equo e solidale, così come il diffondersi di comportamenti di consumo, produzione e governo sempre più attenti alla tutela dell’ambiente riusciranno a scalfire anche questa patina di rassegnazione contagiando i cittadini sfiduciati e convincendoli che alcuni comportamenti concreti praticati dal basso possono portare a un reale cambiamento nella direzione di quell’economia etica che 8 cittadini su 10 vorrebbero vedere tradotta in realtà”.

“Questa indagine sottolinea, in modo molto chiaro, che i valori, l’etica hanno smesso da tempo di essere considerati in modo esclusivo alla stregua di virtù “gratuite” e “altruiste”. L’etica serve. Deve essere coltivata e anzitutto riconosciuta, dichiarata, senza reticenze. Perché è “utile” e necessaria, alla vita sociale e delle persone. E agli interessi delle banche – ha commentato il prof. Ilvo Diamanti . La domanda di buoni sentimenti è diffusa e fondata. Non solo perché ad essere “buoni”, ogni tanto almeno, male non fa. Ma perché, al contrario, fare del “bene” fa bene anche a chi lo fa. Perché il bene comune, l’etica hanno effetti sociali e soggettivi non solo rassicuranti, ma efficaci e concreti. Tant’è vero che, come dimostrano numerose indagini, la diffusione di azioni e pratiche altruiste e solidali, nel nostro paese, è molto ampia. D’altro canto, “credito” significa “fiducia”. E la fiducia nelle banche e nel credito oggi è molto bassa. Espressa da circa 2 italiani su 10. Poco meglio dei partiti. Non solo, in quasi 2 persone su 3 la parola “banca” suscita un sentimento negativo. In altri termini: ri-sentimento. Ma se non si dà credito al credito, come credere che il credito possa essere creduto e credibile? Per questo motivo la domanda sociale di trasparenza nelle transazioni, nei finanziamenti, negli investimenti, nei depositi più che un desiderio o un auspicio suona come una condizione vincolante, nel complesso rapporto dei cittadini con il credito. Anche la richiesta di operare per la salvaguardia dell’ambiente e di investire in “buone” cause riflette l’esigenza di colmare il deficit etico che affligge la società e produce insoddisfazione diffusa. E diffidenza. Il fine altruista, in questo caso, coincide (come in molti altri casi) con un fine egoista. O meglio: orientato al beneficio personale oltre – e insieme – al bene comune”.

Leggi la sintesi del Rapporto Demos-Banca Etica.


Il Comune di Napoli incrementa la comunicazione sul web 2.0


Il Portale Web del Comune di Napoli continua nella sperimentazione di nuove modalità di comunicazione 2.0 attivando nuove sezioni sui canali social network Twitter e Friendfeed. Su Twitter, all’indirizzo www.twitter.com/comunenapoli è possibile iscriversi per ricevere notizie e link diretti sugli aggiornamenti del sito istituzionale dell’Amministrazione napoletana.

Infatti, sfruttando le caratteristiche di immediatezza e velocità della nota piattaforma di micro blogging, gli utenti registrati possono accedere in maniera semplice alle notizie e agli eventi segnalati, scegliendo il canale preferito (computer, smartphone, netbook ecc.).

Attivo da qualche giorno anche il profilo su Friendfeed (www.friendfeed.com/comunedinapoli) un servizio web 2.0 che si propone come aggregatore di informazioni, raccogliendo in un’unica piattaforma tutto il flusso di notizie proveniente da reti sociali e blog. Attraverso una sola finestra gli utenti iscritti possono ricevere tutte le novità e gli aggiornamenti disponibili sul Portale Web comunale in maniera comoda e veloce.

Non si tratta del primo tentativo di introdurre nuove modalità di comunicazione da parte del Comune di Napoli. Già da qualche mese, infatti, è disponibile su Youtube il canale video, raggiungibile all’indirizzo www.youtube.com/comunenapoli, per raccontare attraverso le immagini, la città di Napoli, le iniziative e gli eventi più importanti e caratteristici.

Tutte le pagine del sito www.comune.napoli.it, inoltre, possono essere segnalate via mail oppure condivise attraverso le più importanti reti sociali (come Facebook e Myspace) cliccando semplicemente sull’icona corrispondente, presente nella barra in fondo ad ogni pagina web.

Lo sviluppo e la ricerca di nuovi canali comunicativi e le relative attività redazionali vengono svolte esclusivamente in house, senza costi aggiuntivi, da personale dell’Ente che, con questo tipo di esperienze nei new media, vede accrescere giorno per giorno il proprio bagaglio professionale in un settore d’avanguardia, più vicino alle giovani generazioni ed in continua evoluzione.

5 per mille 2007, completata la ripartizione delle somme. In arrivo più di 355 milioni per ricerca e volontariato


Il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti, sblocca i fondi del 5 per mille 2007 in favore degli enti del volontariato, della ricerca scientifica e sanitaria, e l’Agenzia delle Entrate completa la ripartizione dei fondi.
La suddivisione tiene conto delle diverse modifiche normative che, tra l’altro, hanno riaperto i termini per l’invio delle dichiarazioni sostitutive per gli enti del volontariato fino al 2 febbraio 2009 e hanno fissato i requisiti di ammissione per le associazioni sportive dilettantistiche che hanno potuto presentare le domande fino al 16 maggio 2009.
La somma complessiva, messa a disposizione dai contribuenti con le dichiarazioni dei redditi, è stata pari a 373,5 milioni, di cui 355,2 milioni sono stati suddivisi tra gli aventi diritto. I restanti 18,3 milioni non sono stati ripartiti perché relativi a scelte espresse in favore di soggetti esclusi dal beneficio (16,5 milioni) e alla quota dello 0,5 per cento del 5 per mille (1,8 milioni) destinato, come previsto dalla Finanziaria 2007 (art. 1, comma 1235 della legge n. 296/2006), ad altre finalità.
Ripartizione, il volontariato bissa il primato -
Nella ripartizione delle somme spettanti per il 2007, il volontariato si conferma come settore con maggior richiamo e riceverà 234,5 milioni di euro, seguito dalla ricerca sanitaria (62,9 milioni) e scientifica (57,8 milioni).
Confermato il favore dei contribuenti all’opzione del 5 per mille -
I contribuenti che hanno operato la scelta sono stati 15,6 milioni, ma soltanto 13,5 milioni hanno destinato effettivamente una quota dell’Irpef, in quanto 2,1 milioni hanno presentato una dichiarazione con imposta pari a zero, quindi irrilevante ai fini del calcolo del beneficio.
L’importo medio devoluto da ogni contribuente è di 27,14 euro, con una punta di euro 28,14 per la ricerca scientifica, 27,82 euro per il volontariato e 25,46 euro per la ricerca sanitaria. Gli italiani, dunque, hanno ampiamente utilizzato la possibilità di destinare una quota della propria Irpef a finalità sociali. Nel dettaglio, circa metà delle preferenze è andata al volontariato che ha totalizzato 9 milioni di scelte valide. La ricerca sanitaria ha ricevuto 2,5 milioni di preferenze, mentre la ricerca scientifica è stata premiata da 2 milioni di cittadini.
Nella gara vince il 730.
Il 5 per mille fa il pieno nelle dichiarazioni 730 dove il 71,93% dei contribuenti ha effettuato una scelta, contro il 27,24% dei contribuenti che presentano Unico.
La platea dei beneficiari -
I beneficiari, nel complesso, sono 24.417, di cui 2 3.906 associazioni di volontariato, 425 Enti ed Università che svolgono ricerca scientifica e 86 soggetti che svolgono ricerca sanitaria. In riferimento all’elenco del volontariato curato dall’Agenzia, l’attività di controllo ha condotto all’esclusione di 7.870 soggetti, mentre nel caso della ricerca scientifica, gli esclusi sono stati 78.

Le novità: arbitro il Miur nella selezione degli enti di ricerca e spazio alle associazioni sportive dilettantistiche –
Per gli enti di ricerca, il Miur ha adottato una procedura specifica di selezione che ha portato ad ammettere al riparto 425 soggetti e a escluderne 78. Nell’elenco del volontariato sono inserite le associazioni sportive dilettantistiche che operano nel campo del sociale. Per questi soggetti la selezione e i controlli sul possesso dei requisiti specifici richiesti sono stati condotti dal Coni (in base al Dm 16 aprile 2009).
Un’ulteriore novità riguarda le somme che, come previsto della Finanziaria 2007, saranno destinate all’Agenzia per le Onlus e alla copertura degli oneri necessari per il pagamento agli aventi diritto delle rispettive quote, il cui importo è pari allo 0,5 per cento della somma complessivamente raccolta.
L’iter del 5 per mille dalle scelte espresse alla ripartizione –
Alla ripartizione delle somme si è arrivati dopo un lavoro complesso svolto dall’Agenzia delle Entrate che, oltre a curare l’elenco degli Enti del volontariato, comprensivo di Onlus, associazioni di promozione sociale, cooperative sociali, fondazioni e associazioni riconosciute, ha effettuato, attraverso l’analisi delle diverse tipologie di dichiarazioni fiscali, l’individuazione delle scelte dei contribuenti e ha determinato l’importo destinato ai singoli beneficiari. Con la ripartizione delle somme ai soggetti aventi diritto, si conclude la fase affidata all’Agenzia delle Entrate che trasmetterà, nelle prossime ore, i dati ai ministeri competenti (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e Ministero del Lavoro, della Salute, e delle Politiche Sociali). A questo punto la Ragioneria Generale dello Stato provvederà all’assegnazione ai singoli dicasteri delle somme da erogare.
La comunicazione delle coordinate bancarie riduce i tempi per i pagamenti -
Per agevolare il pagamento in favore degli enti del volontariato è opportuno rammentare che tutti i soggetti beneficiari, che ancora non hanno provveduto, comunichino alle Entrate le proprie coordinate bancarie attraverso i loro rappresentanti e nei seguenti modi: · accedendo ai servizi telematici (richiedendo il pin code) e utilizzando l´apposita procedura;
· consegnando presso un ufficio dell´Agenzia il modello per la richiesta di accreditamento su conto corrente bancario o postale di rimborsi fiscali e di altre forma di erogazione riservato a soggetti diversi dalle persone fisiche ;
Gli enti che non comunicheranno le proprie coordinate, in quanto non dispongono di un conto corrente, saranno pagati con modalità alternative, per esempio, tramite vaglia cambiario della Banca di Italia.

(per accedere alla fonte e scaricare documenti clicca il titolo)

venerdì, ottobre 30, 2009

ACLI: Al via la scuola di Interregionale (Puglia e Basilicata) di formazione

Al via la scuola di Interregionale di formazione

formazione.jpgIn formazione 70 giovani provenienti dalle province pugliesi e lucane

Bari 28 Ottobre 2009. Le Acli di Puglia e le Acli Lucane inaugurano venerdì 30 ottobre alle ore 10.00 presso la sede regionale delle Acli Puglia in via dei Bersaglieri 19/b a Bari, la Scuola interregionale di formazione e studi all’impegno dei laici e alla laicità nel Mezzogiorno, che raccoglie l’esortazione di Benedetto XVI “la politica necessita di una nuova generazione di laici cristiani impegnati, capaci di ricercare con competenza e rigore morale soluzioni di sviluppo sostenibile” e risponde a quel vuoto, avvertito da più parti, di spazi di formazione socio-politica per i laici cattolici e al bisogno di ripensare il loro impegno finalizzato al bene comune.
L’evento di lancio della Scuola, che vede in formazione 70 giovani provenienti dalle province pugliesi e lucane, sarà aperto dal presidente regionale delle Acli di Puglia, Gianluca Budano, e dal presidente regionale delle Acli Lucane, Leonardo Braico Nella prima giornata la formazione avrà un taglio di carattere storico-politico, relazioneranno : Carlo Felice Casula, Professore di Storia contemporanea, storia del lavoro e storia della pace; Maria Chiara Mattesini, Dottore di ricerca in Storia dei partiti e dei movimenti politici; Maria Grazia Fasoli, Responsabile della Funzione e dell’Ufficio Studi della presidenza nazionale delle Acli , ed interverrà Alberto Scarpitti, Direttore dell’Archivio storico delle Acli

Firmati il provvedimento che proroga al 15 dicembre il modello Eas e la circolare con i beneficiari della versione “ridotta”

Firmati il provvedimento che proroga al 15 dicembre il modello Eas e la circolare con i beneficiari della versione “ridotta”

Sigillo dell’ufficialità sullo slittamento dei tempi per la presentazione del modello Eas. Come preannunciato con il comunicato stampa del 15 ottobre scorso, l’Agenzia delleEntrate ha approvato il provvedimento che proroga ufficialmente al 15 dicembre 2009 iltermine di presentazione del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini fiscali da parte degli enti associativi. L’adempimento, previsto dall’articolo 30 del Dl185/2008, è stato rinviato per dare alle associazioni un margine di tempo più ampio percompilare correttamente il documento.Il provvedimento sostituisce anche le specifiche tecniche già approvate il 14 settembre2009, per consentire la compilazione parziale del modello ad alcune categorie diassociazioni. Con la circolare n. 45/E sempre di oggi, l’Agenzia delle Entrate, in nome della semplificazione, definisce le modalità di compilazione del modello ridotto e individuain dettaglio gli enti associativi interessati alla sua presentazione i cui dati sianodisponibili presso pubblici registri o amministrazioni pubbliche. Si tratta, in particolare,di: associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal CONI diverse da quelleesonerate; associazioni di promozione sociale iscritte negli appositi registri,organizzazioni di volontariato icritte nei registri della legge n. 266, associazioni riconosciute, associazioni riconosciute da confessioni religiose che hanno stipulato conlo Stato patti, accordo o intese; movimenti e partiti politici presenti nelle ultimeelezioni; associazioni sindacali e di categoria presenti nel CNEL; ecc. Con lo stesso documento di prassi viene chiarito che non sono tenuti a presentare ilmodello Eas le fondazioni, gli enti di diritto pubblico, gli enti destinatari di specifici regimi tributari e le Onlus. L’Agenzia delle Entrate segnala la disponibilità da parte dei suoi uffici dislocati su tuttoil territorio a prestare la più ampia assistenza ai fini della compilazione e della trasmissione del modello, con particolare riguardo alle associazioni di piccoledimensioni.Inoltre, sul sito internet dell’Agenzia sarà pubblicato il software che permette diriempire il modello tenendo conto delle nuove specifiche tecniche. Il testo completo del provvedimento e quello della circolare sono disponibili sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate all’indirizzo www.agenziaentrate.gov.it. (clicca il titolo)
Le Acli di Napoli attraverso la propria Acli Service Napoli srl sono pronte ad assistere le associazioni interessate ed a trasmettere telematicamente il modulo EAS
rivolgersi in Corso Lucci 121 Napoli. III° Piano.

giovedì, ottobre 29, 2009

“Destinazione del sangue” Domenica primo novembre, alle 21 presso l’Auditorium RAI di Napoli

“Destinazione del sangue”, un’opera musicale sulle orme di San Paolo

Domenica primo novembre, alle 21 presso l’Auditorium RAI di Napoli

Secondo appuntamento dell’Autunno musicale della Nuova Scarlatti all’Auditorium RAI, (domenica 1 novembre, ore 21), propone Destinazione del sangue, una nuova opera poetico-musicale sulla figura di San Paolo nell’anno delle celebrazioni a lui dedicate (già accolta con grande favore in molte città italiane da Vicenza a Roma, e incisa in cd dalla Nuova Scarlatti per la Stradivarius).

Parole e musica si alternano rievocando gli ultimi momenti della vita di Paolo come quelli di un uomo di oggi, un migrante del nostro mondo globale – sospeso tra disperazione e speranza - in viaggio in treno verso Roma, un viaggio che si fa anche suggestivo itinerario dell’anima, tra illuminazioni, ricordi, visioni. I versi plastici e comunicativi di Davide Rondoni, uno dei più significativi poeti italiani del momento, affidati alla voce del noto attore Enzo Salomone, si alternano con le invenzioni sonore del giovane compositore friulano Cristian Carrara che, partendo da alcune semplici cellule musicali, investono con sapienza tutte le risorse espressive dell’orchestra, inseguendo le svolte della vicenda del santo, le luci, le ombre, i contrasti. Una trama sonora coinvolgente come un film.

Destinazione del sangue sarà introdotta da due suggestive metamorfosi musicali del mago del tango argentino, Astor Piazzolla, un tango lento che diventa preghiera - un’Ave Maria, per il clarinetto solista di Gaetano Russo – e un altro serrato e incalzante in forma di fuga. Dirige la Nuova Scarlatti per l’occasione Flavio Emilio Scogna, una delle figure più rilevanti dell’odierno panorama musicale italiano che si divide equamente tra podio e composizione.

Il concerto è stato realizzato grazie al contributo di Napoli Sociale e del Centro Servizi per il Volontariato di Napoli. “Arte, cultura ed impegno sociale si fondono e si compenetrano in questo concerto. – afferma Pasquale Orlando, presidente di Napoli Sociale e delle Acli partenopee – Andiamo verso la fine delle celebrazioni paoline e non poteva esserci, a Napoli, conclusione migliore. La storia di San Paolo può essere di monito e di esempio per la nostra comunità: la sua conversione e la sua rinascita in Cristo evocano il riscatto civile di cui si sta rendendo protagonista Napoli.”

Astor Piazzolla

Ave Maria per clarinetto e archi

Fuga per orchestra

“Destinazione del sangue”

ouverture / se questa scena passasse / una dura felicità

fantasmi o che cosa nel mondo / la carità deve bruciare ancora

opera poetico-musicale

musiche Cristian Carrara

testi Davide Rondoni

1 novembre Auditorium RAI, ore 21

Nuova Orchestra Scarlatti

Gaetano Russo (clarinetto), Pasquale Iannone (pianoforte)

Nicola Fiorino (violoncello), Enzo Salomone (voce narrante)

Flavio Emilio Scogna (direttore)

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Imprenditoria e creatività per cinema, teatro e televisione L’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli presenta un nuovo corso di laurea

Università degli Studi Suor Orsola Benincasa

Cinecittà Luce

Rai Net - Rai Trade - Rai Storia

Mediaset – Videonews

Teatro San Carlo

Teatro Stabile di Napoli

Imprenditoria e creatività per cinema, teatro e televisione

L’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli presenta un nuovo corso di laurea

Alta formazione accademica per i nuovi professionisti del management e della produzione per cinema, teatro e televisione. L’Università Suor Orsola Benincasa lancia quest’anno un nuovo corso di laurea fortemente innovativo e lo fa con partnership di grande rilievo (Rai, Mediaset, Cinecittà Luce, Teatro San Carlo e Teatro Stabile di Napoli). Con la creazione di questo nuovo percorso di studi il nostro Ateneospiega il RettoreFrancesco De Sanctis,– ha scelto di aprire il mondo accademico ad un nuovo ventaglio di alleanze strategiche con il mondo delle imprese della cultura e dello spettacolo cercando di realizzare un duplice obiettivo: arricchire il percorso formativo con una sempre maggiore vocazione alle professioni ed alle esperienze pratiche e laboratoriali, grazie anche alla presenza di docenze legate alle realtà professionali ed imprenditoriali, e investire sin dal momento della formazione universitaria anche sul momento successivo dell’inserimento nel mondo del lavoro attraverso percorsi privilegiati di stage e di placement con le aziende che sono parte integrante del nuovo corso di laurea”.

Del resto il mercato del lavoro legato alla produzione ed al management del teatro, del cinema e della televisione necessita sempre più di figure professionali in grado di cogliere le chances offerte dalle nuove tecnologie e soprattutto dal digitale nell'ideazione, organizzazione, gestione e marketing nel campo del teatro, delle arti performative, del cinema e della televisione.

Ed è proprio questa necessità una delle ragioni che hanno portato alla nascita di questo nuovo corso di laurea magistrale in un momento storico in cui, per altro, il passaggio dalla trasmissione in analogico a quella in digitale non è un semplice cambio di tecnologia, ma rappresenta e rappresenterà un vero e proprio punto di discontinuità nell'economia del mercato dello spettacolo, sia esso teatrale, televisivo o cinematografico.

“Questo nuovo modo di “fare università” – evidenzia Lucio d’Alessandro, Preside della Facoltà di Scienze della Formazione al Suor Orsola – può davvero rappresentare un nuovo modello di autoriforma e di adeguamento per gli Atenei italiani, che, senza abbassare, ma anzi elevando gli standard scientifico-didattici,scelgono di stipulare con il sistema paese, con le sue forze economiche ed imprenditoriali, una nuova alleanza per il sapere e per lo sviluppo che può rappresentare come un New Deal dell’Università, per l’Italia ed i suoi giovani”

La presentazione del nuovo corso di laurea è su:

www.unisob.na.it/universita/facolta/formazione/spc/lm65/index.htm?vr=1

MOVIES EVENT
Via Salvator Rosa, 137/E
80129 Napoli NA
Tel./Fax +39 0815491838
Email: accordiedisaccordi@gmail.com

mercoledì, ottobre 28, 2009

pezzogna al sale.....stupendo intermezzo prelevato dall'ottimo sito di Luciano Pignataro

La mia pezzogna al sale

28/10/2009

di Raffaele Bracale


Quando il pagello nuota nel Golfo di Napoli

Questa volta voglio illustrare ai miei affezionati ventiquattro lettori una mia particolare ricetta per servire un pesce gustoso qual è il pagello (a Napoli: pezzógna) di media o grossa taglia.Prima di passare ad illustrare la ricetta soffermiamoci un po’ a parlare del pesce protagonista di questa preparazione.

Cominciamo con il dire che il pagello ( dal volgare *pagellu(m), dim. del classico. p(h)ager, che è dal gr. phágros, propr. 'pietra per affilare' in quanto la sua forma ovale ed appiattita richiama quella di talune pietre per affilare) è un gustoso pesce di mare dalle carni morbide e bianche, dal corpo ovale compresso lateralmente con testa corta, bocca e occhi grandi, di colore argenteo-scuro per quello di taglia medio-grande ( dai tre – quattro etti ai due chilogrammi) - di colore grigio - rossastro per quello di taglia medio-piccola (sino ai tre etti); è un pesce comune nel Mediterraneo (ord. Perciformi) però è conosciuto con molti altri nomi a seconda delle zone di pesca.
1)besugo cosí in Liguria e zone limitrofe; la voce a margine (il cui etimo è sconosciuto) è usato nelle medesime zone come aggettivo nel significato di grullo, sciocco,idiota, deficiente.il pesce détto besugo è un pagello di taglia medio-grande che si lascia abbastanza facilmente pescare (e perciò forse si è meritato il nome di besugo= sciocco) ed è una delle specie piú ambite dagli appassionati di bolentino (s. m. lenza di nailon con piú ami e con un piombo all'estremità che si cala a mano da un'imbarcazione per effettuare la pesca di media e grande profondità sul fondo, pesca détta appunto pesca al bolentino); è un pesce non molto combattivo e dalle carni squisite; presenta il corpo ovale compresso lateralmente con testa corta, bocca e occhi grandi. Il colore é grigio sulla pancia e rosa sulla groppa, e presenta una macchia scura alla base della pinna pettorale che a volte non è evidente.

Vive sia lungo le coste (soprattutto nelle scogliere dove trova cibo in abbondanza), ma anche in zone molto profonde con fondali accidentati e ricchi di anfratti. Preferisce acquartierarsi tra i relitti e soprattutto tra i 100 ed i 200 metri di profondità. Questo pesce à abitudini gregarie per cui una volta individuato un branco non è difficile fare numerose catture multiple. Raggiunge i 40/50 cm. di lunghezza ed un peso che può giungere ai due chilogrammi.

2) lúvaro imperiale (pesce imperatore) cosí in Calabria e in talune zone costiere di Basilicata e Campania: si tratta di un pesce che va dalle taglie piccole (ma in tal caso è détto fragolino), sino a quelle medio-grandi (giunge ad oltre i cinque chili); è un pesce che à corpo compresso lateralmente, ovale, arrotondato nel lato frontale e rastremato all'estremità posteriore; è dotato di uno strettissimo peduncolo codale, su cui si trova una piccola chiglia dermica per lato, laterale e sporgente. Il corpo è ricoperto di squame piccole, soffici e caduche. La testa, arrotondata nella parte dorsale, discende in basso, dando al muso un profilo molto ripido;l'occhio è piccolissimo e ciò lo fa rapidamente distinguere tra i pagelli che l’ànno in genere molto sviluppato ( occhioni o occhialoni); Il muso è carenato e dall'estremità inferiore parte una cresta orizzontale sporgente che passa al disopra dell'occhio e termina nella parte alta dell'apertura branchiale; la bocca è molto piccola, orizzontale e situata in basso con mascelle prive di veri denti,sostituiti da una rugosità del palato.

La pinna dorsale è unica ed è sposta nella metà posteriore del corpo simmetricamente a quell'anale. La pinna codale è ampia, semilunare, con i lobi divergenti, quasi verticali. Le pinne pettorali sono spatolate e lunghe ed aderiscono ai fianchi incastrandosi in una apposita depressione. Le ventrali sono ridotte a due raggi spinosi saldati insieme, tali da formare una placchetta triangolare, che copre una depressione del lato ventrale, dove è situata l'apertura anale.
Il dorso è nero azzurro, i fianchi ed il ventre bianco argenteo. Il muso, la fronte, la bocca ed i lati della testa ànno sfumature rosse e rosa, maggiormente apprezzabili nei pesci di taglia medio-piccola détti fragolini appunto per il colore rosso-fragola della loro livrea. Nei pesci di taglia grande la pinna anale è bianca alla base per passare ad azzurro scuro verso il margine e l'estremità posteriore della pinna, mentrele pinne pettorali, i raggi della dorsale ed anale e la codale sono di colore rosso -scarlatto. I primi tre o quattro spazi interradiali della dorsale sono scarlatto come il primo dell'anale. Il resto della dorsale è di colore azzurro nerastro.È proprio questa particolarità del colore rosso scarlatto di pinne ed altre appendici di questo pesce ad offrire l’etimo alla voce lúvaro imperiale; lúvaro è dal lat. rubru(m)= rosso donde lúvaro con alternanza r/l della prima liquida, alternanza b/v e metatesi ru→ur mentre l’aggettivo imperiale è stato aggiunto per connotare l’imponenza e/o maestosità del proporsi di questo grosso e gustoso pagello noto pure, in tutto il Mediterraneo, col nome di pesce imperatore.

3) occhione o occhialone altri nomi del pesce pagello in uso nel livornese; si tratta del medesimo pesce pagello di taglia medio-grande, descritto antea sotto il nome di besugo e, come quello è una delle specie piú ambite dagli appassionati di bolentino; in particolare l’occhione o occhialone è una varietà di pagello che à una macchia nerastra dietro l'opercolo e grandi occhi (da cui il nome) rossi (ord. Perciformi). Corpo allungato e compresso lateralmente, testa corta ed ottusa. Nei grossi esemplari è evidente una bozza frontale.
Il muso è tondeggiante e la bocca, terminale inferiore, non molto grande. È dotato di denti piccoli e in serie fitte e strette che posteriormente sono modestamente molariforme.
Gli occhi sono molto grandi (donde i nomi di occhione/occhialone)e negli esemplari in pescheria spesso sono estroflessi per rapido sbalzo di pressione durante la pesca in fondali profondi.
À un'unica pinna dorsale, composta da 12 raggi spinosi nella prima metà, che si ripiega ad unghia in un apposito solco.
L'anale à 3 raggi spinosi e 12 molli. Le pettorali sono falciformi e le ventrali toraciche con una sola spina. La colorazione è grigiastra che può tendere al giallastro o al rossastro, piú scura dorsalmente. Una macchia nerastra è presente all'inizio della linea laterale e un'altra, meno evidente, alla base della pinna pettorale
Frequenta nei mesi estivi fondali rocciosi intorno ai 30-50 metri. Normalmente si trova su fondali fangosi o a coralline anche a profondità notevoli (600m)
Le forme giovanili di 10-15 cm nel periodo primaverile ed estivo si avvicinano molto alla costa.
È un pesce che si raggruppa in branchi di individui della stessa taglia.
Il periodo di maturità sessuale è all'inizio della primavera. Le uova sono galleggianti
À alimentazione carnivora. Gli adulti misurano tra i 30 e i 40 cm di lunghezza, ma possono raggiungere anche il mezzo metro. Ottima la carne.
Comune nei mari d'Italia.

Tralasciando ora di illustrare altri nomi regionali in uso in tutta la penisola per indicare il pagello in esame, (parago a Portoferraio – scazzatiedde a Taranto ed Otranto – chialà a Giulianova - molo, alboretto a Rimini – albaro bastardo a Venezia – basucu a Cagliari e mopu/mopa a Messina e Catania) veniamo finalmente a dire della pezzógna è il nome usato a Napoli ed adiacenze, oltre che in talune zone lucane ed a Molfetta per indicare un pesce che si pesca esclusivamente nel Mediterraneo basso ad una profondità maggiore dei 50m.
Dalle altre parti, come ò già detto si chiama diversamente: con il generico nome di pagello, "besugo", ecc. ma comunque l’autentica pezzógna (non per campanilismo culinario!) è quella del golfo di Napoli o pescata al largo di Pozzuoli, Baia etc. Non bisogna confondere la carne della pezzógna con quella dei piccoli lúvari o fragolini: la pezzógna è sempre di taglia medio-grande e di colore argenteo scuro; per l’ottima qualità della sua carne, la pezzógna è ritenuto tra i migliori pesci esistenti alla pari con l'orata,la spigola, la cernia, il dentice, la ricciola etc. e da molti è ritenuta superiore a tutti questi pesci or ora elencati; per taluni è secondo solo al baccalà, ma a mio avviso il paragone non è proponibile in quanto la pezzógna è un pesce fresco, laddove il baccalà (ottimo soprattutto per la parte (groppa) détta mussillo!) è un pesce (nasello/merluzzo) eviscerato, salato e conservato.
Come ò ricordato, questa pezzógna è l'obbiettivo principale del bolentino di profondità. La sua presenza è omogenea in tutto il Mediterraneo, Adriatico a parte. Predilige i fondali misti di roccia e fango a profondità comprese tra i 140 e 750 metri. Si nutre prevalentemente di piccoli crostacei e cefalopodi, ma non disdegna tutti i piccoli organismi presenti sul fondo ad alte profondità. Negli ultimi anni le profondità ottimali di pesca si sono stabilizzate tra i 350 e i 600 metri, a causa del prelievo indiscriminato con i palamiti di profondità a profondità inferiori. La pezzógna può arrivare a oltre 5 chilogrammi di peso, ma sono considerati grandi già gli esemplari che passano i 2 chilogrammi. Vive in fitti banchi.
La pesca della pezzógna si effettua con canne abbastanza sensibili, in modo da avvertire súbito la beccata del pesce, per altro voracissimo;bisogna perciò usare ami ad alta penetrazione, con punta ad artiglio d'aquila; l'esca regina sono polpi e seppie, ma anche la sardina dà ottimi risultati. Si pesca tutto l'anno, con una diradazione considerevole delle catture nei mesi di febbraio e marzo, quando la pezzógna va in riproduzione.
Questo pesce è particolarmente ricercato per l'eccezionale bontà delle sue carni. In Campania viene considerato, a ragion veduta,mi ripeto, uno dei pesci di maggior valore culinario.



Affrontiamo ora il problema etimologico del nome
Premesso che la voce pezzógna è quasi del tutto ignota sia ai vocabolarî della lingua nazionale che a quelli dell’idioma partenopeo, il compito che m’ero assegnato di trovarne un plausibile e/o convincente e semanticamente apprezzabile etimo(senza trincerarmi dietro un pilatesco etimo ignoto) mi è costato molto lavoro e m’auguro che troverò un qualche consenso quando avrò esposto la mia idea.
Come ò détto la voce pezzógna è quasi del tutto ignota sia ai vocabolarî della lingua nazionale che a quelli dell’idioma partenopeo; pensavo che mi potesse soccorrere il D.E.I., ma rimasi deluso: il compianto prof. Giovanni Alessio che nel D.E.I. curò – tra le altre – le voci sotto la lettera P registra sí una voce pezzogno ,ma - annotato che si tratta di un termine ittico -,non s’esprime circa l’etimo, in barba al fatto che il D.E.I. sia (o dovrebbe essere) un dizionario etimologico.
Visto dunque che non ò trovato occorrenze per la voce in esame in nessun altro calepino in circolazione, mi son visto costretto a far da solo ed ò pensato che fosse cosa giusta, per formulare un’ ipotesi etimologica apprezzabile e semanticamente credibile, farsi guidare dal medesimo criterio seguíto nella formazione e/o spiegazione degli altri nomi con i quali si indica regionalmente il pagello: ò pensato cioè che si dovesse far riferimento ad una connotazione morfologica del pesce summenzionato, come avviene, se si esclude la voce ligure besugo (che non prende in considerazione una connotazione morfologica del pesce, ma un suo modo comportamentale: agire da sciocco con il lasciarsi facilmente catturare, abboccando rapidamente a gli ami), se si esclude la voce ligure besugo tutte le altre voci fanno riferimento ad una connotazione morfologica del pesce: lúvaro o fragolino =di colore rosso – pagaro=schiacciato - occhione/occhialone= dall’occhio grande etc.,mi è sembrato esatto per ciò che riguarda la voce pezzógna far riferimento ad una morfologia del pesce in esame e precisamente alla morfologia della sua pinna dorsale composta da 12 raggi a punta (a Napoli pizzo), che si ripiegano quasi a mo’ di artiglio o unghia (a Napoli ógna) di modo che m’è parso che nulla di strano ci sia stato se i pescatori partenopei,non scolarizzati, ma dotati di gran fantasia e nel cui àmbito nacque la voce in esame, colpiti dalla morfologia della gran pinna dorsale di questo pesce gli abbiano dato un nome che richiamasse appunto la forma di tale pinna a punte unghiate (in napoletano a pizzo (e) ógna→pizzógna donde per comodità di pronuncia (la e semimuta si pronuncia piú facilmente della i…) pezzógna.

E qui penso finalmente di avere completato questa lunga, ma spero interessante ed esauriente, se non necessaria, premessa e di poter passare senz’ altri indugi alla vera e propria ricetta della mia pezzógna al sale

Ingredienti e dosi per 6 persone
una o due pezzógne per complessivi due chilogrammi,
sale doppio alle erbette un chilogrammo,
7 etti di pomidorini d’’o piennolo,
1 bicchiere e mezzo di olio d’oliva e.v. p. s. a f.,
4 spicchi d’agli mondati e tritati finemente,
sale fino e pepe decorticato q.s.
abbondantissimo trito di prezzemolo fresco lavato ed asciugato

procedimento
Approntare innnanzi tutto il/i pesce/i per la cottura: eliminare occhi, branchie e pinne laterali, sbuzzare longitudinalmente il ventre ed eviscerare il/i pesce/i, eliminare con un netto taglio alla francese (lama poggiata a 45° e deciso taglio inferto spingendo verso l’esterno un’affilatissima lama)le parti della pancia troppo molli e ricche di spine, sciacquare abbondantemente il/i pesce/i, sotto acqua fredda corrente , poggiarlo/i aperto/i a libro su di un tagliere e sistemare in ognuno una cucchiaiata d’aglio mondato e tritato finemente; richiudere il/i pesce/i e sistemarlo/i nella placca del forno su di un letto fatto con mezzo chilo di sale grosso alle erbette e ricoprirlo/i con uno strato di altro mezzo chilo di sale grosso alle erbette; mandare in forno (180°) per circa un’ora. A cottura ultimata si formerà sui pesci una spessa crosta che, eliminata quando il pesce è ancora caldo, permetterà d’eliminare contemporaneamente pelle e squame e mettere a nudo la gustosa carne bianca della pezzógna; mentre il pesce è in cottura al forno, approntare un abbondante, ma leggero sughetto con pomidorini del piennolo, sughetto necessario e sufficiente per irrorare e presentare tutte le singoli porzioni di pezzógna al sale; ecco come procedere: porre in una pentolina tutto l’olio con due spicchi d’aglio mondato e tritato finemente, mandare a temperatura a fuoco vivo e quando tutti i pezzetti d’aglio saranno dorati, ma non bruciati aggiungere i pomidorini lavati, asciugati, privati di corone e piccioli ed incisi alla sommità ortogonalmente a croce: schiacciarne con una forchetta una parte, lasciandone alcuni non schiacciati per la guarnizione finale, salare e pepare ad libitum e portare a cottura il sughetto in circa venti primi.Tenere in caldo il sugo e dedicarsi alla porzionatura a caldo della/e pezzógna/e appena tirata/e fuori dal forno, staccando le croste e contemporaneamente eliminando pelle e squame; eliminare testa e lisca mettendo a nudo la gustosa carne bianca della pezzogna e porzionare il/i pesce/i, irrorando alla fine abbondantemente le porzioni con il sughetto tenuto in caldo e guarnendo ogni piatto con alcuni pomidorini cotti, ma non schiacciati ed abbondante trito di prezzemolo fresco. Servire in tavola quando il pesce è ancóra caldo accompagnandolo con patate in insalata o con una fresca insalata incappucciata condita all’agro con olio e.v. p. s. a f. sale doppio, aglio trito ed aceto di vino bianco.

Vini: secchi e profumati bianchi campani freddi di frigo.

Mangia Napoli, bbona salute! E scialàteve!

Ps: vi stupisco con gli effetti speciali dicendovi che la cottura al sale è quella che preferisco con i pesci da taglio appena pescati. A differenza di Raffaele manco l'olio voglio, tanto meno il limone perché il problema dell'acidità necessaria me lo risolve il vino. Quale? Esige in abbinamento bianchi assolutamente salati e aggressivi per cui la mia idea sono i Greco di Tufo di Centrella, Vadiaperti,Bambinuto, Colline del Sole oppure alcuni Lacryma Christi bianchi, direi quelli di Sylva Mala sopra tutti. NO a vini morbidi, peggio se fruttati al naso e con vocazioni dolci (l.p.)

Lavoratori dipendenti: permessi per l’assistenza ai neonati anche se la moglie è casalinga


Con circolare n.112, del 15 ottobre 2009, l’Inps afferma che un lavoratore dipendente può usufruire dei riposi giornalieri per l’assistenza del bambino, anche nel caso in cui la madre sia casalinga.

I riposi possono essere fruiti dopo il terzo mese successivo al parto, vale a dire partire dal giorno successivo alla fine del periodo di maternità riconosciuto dalla vigente normativa.
In caso di parto plurimo, il padre che sia lavoratore dipendente può raddoppiare i periodi di riposo, e le ore aggiuntive possono essere utilizzate anche nel corso dei tre mesi successivi al parto.

martedì, ottobre 27, 2009

Solidarietà indifesa. L'informazione nel sociale di Paola Springhetti

n un libro di Paola Springhetti il rapporto tra volontariato e media. Un'analisi della ''asocialità'' della comunicazione mainstream incapace di capire e raccontare la società.

Negli anni Ottanta e Novanta il giornalista che si occupavano di sociale era soprannominato "quello delle sfighe”. Gli altri intervistavano politici, imprenditori e registi, lui rom, tossicodipenenti e immigrati clandestini. Gli altri partecipavano a centralissime conferenze stampa con tanto buffet finale, lui contrattava con volenterosi ma inefficienti gruppi di volontariato e partecipava a periferici incontri con i giornalisti alla fine dei quali non di rado gli veniva anche chiesta un'offerta per le attività dell"associazione. Parte da questi stralci di vita vissuta il volume di Paola Springhetti “Solidarietà indifesa: l’informazione nel sociale”, (Editrice Missionaria Italiana, pp. 192, euro 10,00), un viaggio in quel giornalismo di serie B, lontano dai centri del potere e dai flussi della comunicazione mainstream, ma vicino alle battaglie della società civile e ai suoi diretti destinatari: i poveri, gli esclusi, quelli che negli anni Ottanta e Novanta chiamavano appunto gli “sfigati”.
Così pagina dopo pagina, il volume offre una lettura dell’informazione sociale su più livelli: sul ruolo anche (anzi in primo luogo) politico del volontariato e della sua possibile alleanza virtuosa con il mondo della comunicazione, sui media mainstream che Paola Springhetti definisce “asociali” perché non solo non riescono a “costruire società, ma non riescono neanche a rispecchiare il mondo circostante, sul giornalismo alternativo che, quando non si lascia schiacciare da uno sguardo eccessivamente autoreferenziale, riesce a diventare un giornalismo realmente indipendente e dotato di proprie caratteristiche: hard news contro soft news, sobrietà stilistica contro spettacolarizzazione, apprfondimento contro superficialità, indipendenza contro manipolazione, utilizzo di fonti non istituzionali contro fonti istituzionali, orientamento al sociale contro orientamento al mercato, pubblico di nicchia contro pubblico generalista.
Ma il volume di Paola Springhetti ha il pregio di far luce anche sulla figura del “redattore sociale”, che l’autrice racconta attraverso l’espediente narrativo del dischetto di memorie e riflessioni ritrovato in una polverosa stanza abbandonata da tempo e salvato solo casualmente dal macero. Il dischetto, da cui nasce il libro, appartiene appunto al redattore di una rivista del terzo settore, di cui non è possibile ricostruire l’identità. Si tratta di un giornalista che vive in prima persona una parte delle ansie e delle preoccupazioni di quelli di cui quotidianamente si occupa, un free lance o un precario che dir si voglia. Uno che, non guadagnando abbastanza, si da dà fare come può: alternando periodi di magra a periodi di iper attività in cui svolge due o più lavori contemporaneamente, accumulando collaborazioni di vario tipo. Ma è anche uno che non si dà mai per vinto, continuando sempre a interrogarsi e a lanciare i suoi messaggi in bottiglia in un mare che le bottiglie le sommerge, “mentre immense navi da crociera lo solcano, cariche di messaggi di significato opposto a quelli che io tento di fare arrivare lontano”.
Si tratta, insomma, di un giornalista costretto a ripensarsi ogni giorno e a mettersi continuamente in discussione. Nel tentativo di uscire dagli schemi troppo semplici che spesso caratterizzano l’informazione sociale per seguire l’evoluzione del mondo circostante, senza però però esserne dominati. Il redattore sociale, scrive Stefano Trasatti nell’introduzione del volume, “non è né un marziano né un idealista e nemmeno uno che si occupa necessariamente e solo di temi sociali: che si tratti di finanza o di sport, di cronaca o di politica, è attento a considerare gli aspetti che chiamano in causa i soggetti deboli”. Accettando di coinvolgersi con ciò che racconta, specie quando incontra i “mondi sconosciuti”, popolati da persone a volte sgradevoli soprattutto perché “possono metterci a disagio per il solo fatto di porre in discussione i nostri schemi”. Un giornalista, precisa Trasatti richiamando il grande reporter Ryszard Kapuscinski scomparso lo scorso anno, che fa questo mestiere 24 ore su 24 perché “non può permettersi di accendere il cervello solo nelle ore del lavoro d’ufficio, sempre che abbia un ufficio, e non sia uno dei sempre più numerosi precari di questa professione”.

L’ISEE va rinnovata in tempo per non perdere la Social card


Sul finire dello scorso anno numerosi pensionati, e genitori di bambini di età inferiore a 3 anni, avevano reso la dichiarazione ISEE per poter ottenere la “Carta acquisti”, altrimenti nota come “Social card”, sulla quale vengono accreditati 80 euro al bimestre.
La normativa vigente prevede che per poter ottenere la “Social card” debba essere presente, negli archivi dell’Inps, una dichiarazione ISEE in corso di validità in ciascun bimestre di accredito della somma stabilita dalla legge.

Com’è noto, la dichiarazione ISEE ha validità di durata pari a 12 mesi: se la dichiarazione non viene rinnovata l’Inps sospende l’accredito della Social card.
Occorre pertanto che i titolari di “Social card” si rechino presso il Patronato Acli o presso il Caf-Acli per aggiornare l’ISEE.
Attenzione: non è prevista retroattività ! Pertanto se un bimestre risulta “scoperto” della dichiarazione ISEE, non potrà essere effettuato l’accredito, anche se successivamente la persona interessata rende la dichiarazione ISEE che attesta il diritto alla “Carta acquisti”

lunedì, ottobre 26, 2009

Il Cardinale Sepe incontra l'associazione "I Ken Onlus"

L'Amore di Dio è per tutti. Nessuno è escluso dall’ovile del Maestro.

Il Cardinale Sepe incontra l'associazione "I Ken Onlus"

Il Cardinale Crescenzio Sepe, accogliendo una cortese richiesta pervenuta dall’Associazione “I Ken ONLUS” di Napoli, ha avuto un incontro con una delegazione guidata dal Presidente, dottor Carlo Cremona.
Nel corso della cordiale conversazione sono state illustrate a Sua Eminenza le finalità dell’Associazione della quale fanno parte persone che vivono un diverso orientamento sessuale. A tale riguardo è stato evidenziato che tale alterità si impatta spesso con interpretazioni culturali e sociali assolutamente superficiali e prevenute, che non poche volte si traducono in atteggiamenti di dileggio e di offesa, se non addirittura di aggressione e di violenza, anche in forma grave e delittuosa, come purtroppo si è potuto registrare soprattutto in questi ultimi tempi.
E’ stato rivendicato dalla Associazione il diritto di vivere la propria libertà e le proprie tendenze naturali, nello spirito della civile convivenza e di quanto consentito dal nostro sistema democratico, senza che i propri comportamenti suonino come offesa alla pubblica decenza, mentre è stato espresso al Cardinale Sepe l’apprezzamento degli Associati per l’impegno sociale che va profondendo nella Sua azione pastorale e per l’attenzione e la sensibilità che manifesta nei confronti delle persone che hanno maggiore bisogno di comprensione e di sostegno, non solo materiale ma anche morale.
L’Arcivescovo di Napoli, nel dirsi lieto per l’incontro e nel prendere atto delle riflessioni esposte, ha sottolineato il valore fondamentale dei principi cristiani che mettono la persona al centro di tutto il lavoro di promozione umana, salvaguardandone la dignità e il rispetto, due parametri irrinunciabili che presuppongono comportamenti coerenti da parte di tutti. L’amore di Dio è per tutti, nessuno è escluso dall’ovile del Maestro. Rispondere all’amore di Dio è comunque, sempre e in ogni caso, seguire il dettato evangelico nel rispetto di se stessi e degli altri, in armonia con il diritto naturale e gli insegnamenti della Chiesa. Il Cardinale Sepe, pertanto, ha espresso ferma condanna per ogni forma di violenza personale e, nel contempo, ha evidenziato come siano da evitare atteggiamenti esuberanti che possano risultare non solo offesa verso se stessi, ma anche una provocazione capace di suscitare atti scorretti, se non delittuosi, da parte di facinorosi o perversi. Con paterna benevolenza, infine, ha ricordato come sia possibile vivere serenamente il proprio stato, mettendosi alla sequela di Cristo, dispensatore certo di amore e di speranza.

“Destinazione del sangue”, un’opera musicale sulle orme di San Paolo

“Destinazione del sangue”, un’opera musicale sulle orme di San Paolo

Domenica primo novembre, alle 21 presso l’Auditorium RAI di Napoli

Napoli, 26 ottobre 2009 - Secondo appuntamento dell’Autunno musicale della Nuova Scarlatti all’Auditorium RAI, (domenica 1 novembre, ore 21), propone Destinazione del sangue, una nuova opera poetico-musicale sulla figura di San Paolo nell’anno delle celebrazioni a lui dedicate (già accolta con grande favore in molte città italiane da Vicenza a Roma, e incisa in cd dalla Nuova Scarlatti per la Stradivarius).

Parole e musica si alternano rievocando gli ultimi momenti della vita di Paolo come quelli di un uomo di oggi, un migrante del nostro mondo globale – sospeso tra disperazione e speranza - in viaggio in treno verso Roma, un viaggio che si fa anche suggestivo itinerario dell’anima, tra illuminazioni, ricordi, visioni. I versi plastici e comunicativi di Davide Rondoni, uno dei più significativi poeti italiani del momento, affidati alla voce del noto attore Enzo Salomone, si alternano con le invenzioni sonore del giovane compositore friulano Cristian Carrara che, partendo da alcune semplici cellule musicali, investono con sapienza tutte le risorse espressive dell’orchestra, inseguendo le svolte della vicenda del santo, le luci, le ombre, i contrasti. Una trama sonora coinvolgente come un film.

Destinazione del sangue sarà introdotta da due suggestive metamorfosi musicali del mago del tango argentino, Astor Piazzolla, un tango lento che diventa preghiera - un’Ave Maria, per il clarinetto solista di Gaetano Russo – e un altro serrato e incalzante in forma di fuga. Dirige la Nuova Scarlatti per l’occasione Flavio Emilio Scogna, una delle figure più rilevanti dell’odierno panorama musicale italiano che si divide equamente tra podio e composizione.

Il concerto è stato realizzato grazie al contributo di Napoli Sociale e del Centro Servizi per il Volontariato di Napoli. “Arte, cultura ed impegno sociale si fondono e si compenetrano in questo concerto. – afferma Pasquale Orlando, presidente di Napoli Sociale e delle Acli partenopee – Andiamo verso la fine delle celebrazioni paoline e non poteva esserci, a Napoli, conclusione migliore. La storia di San Paolo può essere di monito e di esempio per la nostra comunità: la sua conversione e la sua rinascita in Cristo evocano il riscatto civile di cui si sta rendendo protagonista Napoli.”

Astor Piazzolla

Ave Maria per clarinetto e archi

Fuga per orchestra

“Destinazione del sangue”

ouverture / se questa scena passasse / una dura felicità

fantasmi o che cosa nel mondo / la carità deve bruciare ancora

opera poetico-musicale

musiche Cristian Carrara

testi Davide Rondoni

1 novembre Auditorium RAI, ore 21

Nuova Orchestra Scarlatti

Gaetano Russo (clarinetto), Pasquale Iannone (pianoforte)

Nicola Fiorino (violoncello), Enzo Salomone (voce narrante)

Flavio Emilio Scogna (direttore)

Primarie PD, i risultati delle elezioni del Segretario nazionale


Dati parziali, spoglio del 73% dei seggi

Con il 73% dei seggi scrutinati la vittoria di Pier Luigi Bersani alle primarie con 1.081.532 voti si attesta sul 53,3%, contro i 697.759 voti e il 34,4% di Dario Franceschini e i 249.784 voti e il 12,3% di Ignazio Marino. La stima del numero totale di votanti è di 2.826.114. Le schede bianche e nulle sono state 33.807, pari all'1,6%.

Maurizio Migliavacca, responsabile organizzazione del PD comunica il dato in conferenza stampa e precisa: "I dati sono ufficiosi, quelli ufficiali e definitivi saranno solo quelli certificati dalle Commissioni Regionali nei prossimi giorni".


BersaniFranceschiniMarinoschede bianche e nulle
regioneseggi%assoluto%assoluto%assoluto%assoluto%
ABRUZZO21669%24.97351,50%17.15735,40%6.36013,10%5331,10%
BASILICATA188100%35.82856,30%22.66435,60%5.1418,10%2.5433,80%
ALTO ADIGE20100%3.00052,60%1.68729,60%1.02017,90%791,40%
CALABRIA23653%39.51677,20%9.65018,90%1.9893,90%9941,90%
CAMPANIA64483%154.62261,80%79.60631,80%16.0906,40%8.4673,30%
EMILIA-ROMAGNA99896%196.92653,80%124.42634,00%44.46812,20%45391,20%
FRIULI VENEZIA GIULIA205100%23.05745,30%19.83439,00%7.97515,70%6781,30%
LAZIO41456%75.82146,90%63.31339,10%22.68614,00%1.9061,20%
LIGURIA299100%44.81351,40%28.34532,50%14.09716,20%9791,10%
LOMBARDIA62545%60.84454,80%32.59729,40%17.59515,80%1.0180,90%
MARCHE21959%18.51553,30%11.24132,30%5.01214,40%5071,40%
MOLISE3837%3.42978,20%95521,80%00,00%1663,60%
PIEMONTE531100%83.20853,60%45.22029,10%26.78417,30%2.3841,50%
PUGLIA12837%22.53553,10%17.35540,90%2.5276,00%8922,10%
SARDEGNA451100%41.83758,30%20.47528,50%9.48213,20%1.5212,10%
SICILIA16433%27.70443,40%32.90351,50%3.2995,20%1.5362,30%
TOSCANA98898%121.88146,40%104.91239,90%35.90313,70%2.7661,00%
TRENTINO74100%11.00355,00%6.28331,40%2.70413,50%7013,40%
UMBRIA9024%9.91052,10%6.77635,60%2.33212,30%2671,40%
VALLE D'AOSTA36100%1.14049,00%79634,20%39116,80%180,80%
VENETO612100%80.97051,80%51.56433,00%23.92915,30%13130,80%
TOTALI7.17673%1.081.53253,30%697.75934,40%249.78412,30%33.8071,60%