giovedì, luglio 30, 2009
Acli: CITTADINI IN-COMPIUTI QUALE POLIS GLOBALE NEL XXI SECOLO

Dal 3 al 5 settembre si terrà a Perugia il 42° Incontro nazionale di studi delle Acli dal titolo “Cittadini in-compiuti. Quale polis globale per il XXI secolo”. Durante la tre giorni, si proverà a ripensare e ridefinire il profilo dei “cittadini”. Per l’occasione le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani proporranno un “manifesto” sulla nuova cittadinanza da presentare al mondo politico.Per le Acli la cittadinanza nella polis globale del XXI secolo non si esaurisce in una rivendicazione di diritti ma chiama in causa lo stesso statuto della persona. Ri-pensare oggi le nozioni di cittadino e di cittadinanza comporta la necessità di mettere in gioco noi stessi, come italiani e come europei, come aclisti e come democratici.Con questo 42° Incontro nazionale di studi, le Acli si tenterà di innovare, allargare e spostare in avanti il significato che la cittadinanza ha oggi concretamente nell’ordinamento legislativo.L’articolo 3 della Costituzione, afferma che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.In questo senso bisognerà avere la coerenza e l’onestà di riconoscere che il deficit strutturale della cittadinanza appare legato sia a un’ancestrale concezione etnica (jus sanguinis) sia anche a una statica concezione territoriale (jus soli), l’una e l’altra non più adeguate rispetto a una società mobile e plurale, com’è quella odierna delle migrazioni e della multiculturalità.Possiamo dire che allargare la cultura della cittadinanza implichi allo stesso tempo un allargamento della cultura della democrazia e delle sue istituzioni.Tre sono le novità più significative del prossimo Incontro di studi: la programmazione di quattro momenti seminariali (già in corso) sui territori, per favorire una prima sensibilizzazione al tema; la realizzazione di sei laboratori tematici a Perugia nella seconda giornata dei lavori; infine, l’elaborazione di un “Manifesto” sulla nuova cittadinanza che conterrà le proposte delle Acli alla società e al mondo politico.
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mercoledì, luglio 29, 2009
Atitech, La protesta per i mancati pagamenti degli stipendi

Atitech, tafferugli e cariche a Capodichino
Bloccati 12 check-in, scalo nel caos
Manifestazione davanti ai gate Alitalia e Air One
La protesta per i mancati pagamenti degli stipendi
NAPOLI - Un'ora di tensione, sfociata in tafferugli tra dimostranti e forze dell'ordine. L'ennesiama giornata di protesta dei lavoratori Atitech - che da giorni chiedono il pagamento degli stipendi - finisce con «ruvidi contatti» tra lavoratori e polizia.
LA PROTESTA - Una cinquantina di dipendenti dell’Atitech protestano a Napoli all’interno dell’aeroporto di Capodichino, bloccando i check-in dell’Alitalia e di Air One. La manifestazione è scattata intorno a mezzogiorno, sono 12 i banchi dei check-in occupati. Momenti di forte tensione con scontri tra i lavoratori dell’Atitech e la polizia in assetto antisommossa. Gli agenti sono intervenuti per spostare i manifestanti e rimuovere il blocco degli imbarchi in atto dal check in 36 al 44, consentendo così gli imbarchi.
«NON CE NE ANDIAMO» - «Siamo stati caricati dalla polizia ma non ce ne andiamo», dice Pasquale Lione, segretario di Napoli della Ugl Trasporti settore aereo, che si trova tra i manifestanti «Ieri - aggiunge - nel corso di un incontro, il prefetto di Napoli aveva dato assicurazioni in merito a un’ipotetica soluzione del pagamento degli stipendi e in merito a incontri finalizzati a capire il futuro dell’azienda. Al momento non c’è alcun sviluppo sui nostri stipendi. La cosa ridicola è che ci è anche arrivata la busta paga ma i soldi no».
LOTTA CONTINUA - Nel frattempo, l’Sdl Intercategoriale Trasporto aereo afferma in una nota: «Se nelle prossime ore non si dovesse sbloccare positivamente la situazione, a partire dal pagamento immediato degli stipendi e l’avvio immediato di un serrato confronto sul futuro dell’azienda, la lotta in atto proseguirà ininterrottamente. Ci sono mille famiglie senza stipendio, oltre i lavoratori in cigs. Gravi le responsabilità del Governo e del Commissario straordinario.
Atitech, 650 lavoratori senza stipendio
Un gruppo di dipendenti ha attuato un sit-in bloccando il traffico veicolare nella rotonda di accesso allo scalo
NAPOLI - Niente stipendio per i 650 lavoratori dell’Atitech, il polo di manutenzione che ha sede a Napoli e il cui futuro, dopo il passaggio di Alitalia a Cai, resta ancora da definire. Un gruppo di dipendenti ha attuato un sit-in bloccando il traffico veicolare nella rotonda di accesso allo scalo. «Serve subito una trattativa seria partendo dall’accordo di Palazzo Chigi - dice il segretario provinciale della Ugl Francesco Falco. - È inaccettabile la fuga di Cai mentre ai lavoratori si nega anche lo stipendio». «Che aria tirasse per i lavoratori lo si era capito già venerdì scorso - spiega Pasquale Lione della Ugl di settore - quando l’azionista di maggioranza Alitalia ha disertato il Consiglio di Amministrazione. Ora tutto è rinviato al 30 luglio, dopo di che si rischia il commissariamento».
SINDACATI - Se non ci saranno novità significative, a partire da venerdì prossimo, 31 luglio, l’azienda verrà chiusa. È quanto hanno detto i vertici dell’azienda in mattinata in un incontro Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Sdl intercategoriale, secondo quanto riferito dai sindacati. «L’azienda - si legge in una nota congiunta delle organizzazioni sindacali - ha comunicato che per la drammatica situazione economica finanziaria venutasi a creare, non possono essere garantiti gli stipendi di luglio ai dipendenti. La situazione venutasi a creare in alcun modo può incidere in maniera cosi devastante sui 700 lavoratori che da un anno già stanno attraversando il calvario della cassa integrazione straordinaria, ragion per cui - prosegue la nota - verranno messe in campo tutte le iniziative atte a scongiurare questo assurdo scempio». Per questi motivi, i sindacati chiedono «un tempestivo intervento del Governo e delle istituzioni locali affinchè vengano garantiti gli stipendi ai lavoratori e che si definisca improrogabilmente il nuovo asset industriale, condizione imprescindibile circa il futuro aziendale».
SARUBBI - «Mentre il premier Berlusconi parla di rilancio delle politiche per il Sud e rivendica la grande attenzione dell’esecutivo per Napoli e la Campania, i lavoratori di Atitech si ritrovano senza stipendio. Tra il dire e il fare, ancora una volta, c'è di mezzo il mare». È quanto dichiara Andrea Sarubbi, deputato del Pd. «A causa delle lungaggini e delle difficoltà che sta trovando la cordata capitanata dal presidente degli industriali campani Lettieri, banca Intesa Sanpaolo ha bloccato la liquidità della società con il conseguente mancato accredito dello stipendio di luglio. Tale situazione, che incide su lavoratori già provati da mesi di incertezza e dalla cassa integrazione, rappresenta la dura realtà che continua a contrastare evidentemente con le parole in libertà del presidente del Consiglio».
RONGHI - «Incredibile: l’Atitech non paga gli stipendi per mancanza di liquidità e ancora una volta pagano i più deboli, i lavoratori»: così il vicepresidente del Consiglio regionale della Campania ed esponente del MpA, Salvatore Ronghi. «La vicenda che attiene l’Atitech ha il sapore del paradosso. Nonostante le assicurazioni ricevute la Palazzo Chigi durante la vertenza Cai-Alitalia, siamo giunti - aggiunge - sull’orlo della liquidazione dell’Atitech senza alcuna prospettiva».
NOCERA - «La protesta messa in campo dai lavoratori Atitech a Capodichino è giusta. Dopo vari incontri e nonostante le rassicurazioni ricevute dal governo durante la vertenza Cai-Alitalia, le promesse non sono state mantenute», afferma Vito Nocera, capogruppo regionale del Prc. «Non c’è nessuna prospettiva e non si prevede nulla di positivo per i lavoratori dell’indotto aeronautico campano - sottolinea - Domani incontrerò una delegazione di lavoratori dell’Atitech e chiederò ai presidenti della giunta Bassolino e del Consiglio regionale Lonardo la convocazione di una riunione per fare il punto sulla vertenza».
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Rifiuti: Bertolaso Vuole commissariare 11 Comuni in Campania
Rifiuti, la lista nera di Bertolaso
Vuole commissariare 11 Comuni
I nomi dovrebbero essere ufficializzati oggi. La scure, afferma Bertolaso, che ieri è stato sentito dalla commissione sul ciclo dei rifiuti, colpirà «Comuni che non raccolgono la spazzatura, non fanno la differenziata e dunque non fanno quel che dovrebbero così come previsto dalla legge». E gli altri 540 comuni della regione? «Sono meno birichini», replica il sottosegretario.
«Vogliono sciogliere il comune? - commenta il sindaco di Castel Volturno, Francesco Nuzzo - mi fanno solo un piacere, venissero loro a gestire una situazione difficile come la nostra. Si addebitano ai comuni responsabilità di altri. Affrontiamo emergenze che mortificano i lavoratori, abbiamo bisogno di supporti. Oltre ai cittadini, vivono sul nostro territorio 15 mila immigrati clandestini e 20 mila italiani che occupano case realizzate abusivamente e non sono censiti: certo non fanno la raccolta differenziata».
Si dice «basito» Giovanni Pianese, sindaco di Giugliano: «Il termine stabilito dalla legge è il 31 dicembre 2009. Come fa Bertolaso a trarre già le somme? Abbiamo ereditato un servizio in proroga, ma siamo riusciti a fare una nuova gara, a giorni apriremo le buste, poi finalmente partiremo col nuovo sistema che prevede anche il porta a porta. Sono ottimista sulla possibilità di raggiungere l´obiettivo a fine anno. E non dimentichiamo quel che ha sofferto questa terra. Al mio sollecito per la bonifica di Taverna del Re non ho ancora avuto risposte».
Anche Geremia Biancardi, neosindaco di Nola, fa notare che «i provvedimenti vanno per annualità. Con la precedente amministrazione, Nola aveva il 35,6 per cento di differenziata, largamente sopra gli obiettivi. E per il 2009 non abbiamo dubbi di centrare il 25. Stimo Bertolaso, vogliamo collaborare, ma evidentemente gli portano dati errati». Fra i possibili destinatari c´è anche un senatore del Pdl, Enzo Nespoli, sindaco di Afragola, ieri presente all´audizione: «Ho trovato una ditta che era stata selezionata dal commissariato. Non facevano nulla per rescindere il contratto, ho dovuto affrontare un contenzioso di nove mesi. Ora abbiamo fatto una nuova gara, ma aspettiamo il certificato antimafia per la ditta vincitrice. Cosa deve fare un povero sindaco, senatore o meno?»
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Seicento nuove assunzioni entro il 2010. I curricula possono essere inviati nella sezione "Lavora con noi"di Enel.it
Lavoro? Ci pensa Enel Seicento nuove assunzioni entro il 2010. I curricula possono essere inviati nella sezione "Lavora con noi" di questo sito
Seicento nuove assunzioni nei prossimi dodici mesi per la manutenzione e lo sviluppo della rete elettrica. Nei giorni scorsi, la divisione Enel Infrastrutture e Reti e le segreterie nazionali di Filcem-Cgil, Flaei-Cisl e Uilcem-Uil hanno concluso il confronto sull'ingresso di nuovi lavoratori in azienda. Enel, in controtendenza con la situazione economica del paese, entro luglio 2010 assumerà 600 nuove unità lavorative (500 operai diplomati e 100 tecnici, prevalentemente ingegneri), selezionate tra giovani sotto i 29 anni. Le assunzioni avverranno in tutto il territorio nazionale. I 500 operai, tra diplomati e diplomandi, avranno a disposizione "tirocini di formazione" della durata di 6 mesi da svolgersi presso le unità operative di zona. In caso di esito positivo del tirocinio e di superamento della valutazione per l'assunzione i tirocinanti saranno assunti con contratto di apprendistato, così come regolato dal vigente contratto collettivo nazionale di settore". Alcuni requisiti di idoneità richiesti per l'assunzione sono: età, voto di diploma e residenza ai fini della reperibilità. Gli aspiranti candidati possono inserire il proprio curriculum vitae sul format presente nella sezione Lavora con noi del sito Enel, dopo essersi registrati. |
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martedì, luglio 28, 2009
Napoli: “RESTIAMO APERTI” ORARI DI APERTURA DEGLI ESERCIZI COMMERCIALI - AGOSTO 2009
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lunedì, luglio 27, 2009
Il Sud affonda nella crisi perenne. da il manifesto, 17 luglio 2009

Queste considerazioni impietose sullo stato dell’economia meridionale ci spingono a interrogarci sull'efficacia delle politiche per il Mezzogiorno di questi anni. Il riferimento purtroppo non è solo alle scellerate politiche leghiste del Governo in carica (per inciso lo Svimez stima in 18 miliardi la quota di risorse sottratta negli ultimi due anni al Mezzogiorno) ma anche agli interventi sostenuti dalle stesse coalizioni progressiste al livello nazionale e locale. Assolutamente vane si sono infatti dimostrate le speranze di quanti, tra le fila progressiste, credevano nei virtuosi meccanismi spontanei del mercato che avrebbero dovuto attivarsi con la moneta unica, con l'apertura dei mercati, con la precarizzazione del lavoro. Così come del tutto illusori si sono mostrati gli effetti delle privatizzazioni. E qui bisognerebbe interrogarsi sugli esiti delle politiche che hanno sostituito l’intervento straordinario, teorizzate da economisti di moda anche nel centrosinistra benché irretiti dal fascino della concorrenza e dalle teorie neoliberiste. Politiche che hanno visto la sterile stagione degli incentivi automatici e l'erogazione a pioggia dei fondi europei, degenerando troppo spesso in mere strategie del consenso.
Ed ora la gravissima crisi che stiamo attraversando assume nel Mezzogiorno i caratteri cupi dell'emergenza sociale e si abbatte sull'economia come una sorta di gigantesco moltiplicatore dei divari regionali. Come viene sottolineato dalla Svimez: “la diffusa percezione di una crisi che avrebbe riguardato soprattutto le aree più industrializzaste del Paese è purtroppo smentita dai fatti”.
Per tutte queste ragioni, occorrerebbe una svolta nel quadro delle proposte progressiste capace di mettere a valore gli sviluppi recenti del meridionalismo e di recuperare la migliore cultura della programmazione economica e della pianificazione territoriale. Al centro di questa azione – come lo stesso Rapporto Svimez suggerisce – non possono che essere poste le politiche industriali specificamente indirizzate a spingere il tessuto produttivo meridionale verso un “salto” tecnologico e dimensionale. Forse è troppo sperarlo, ma sarebbe davvero il caso che il congresso del Partito Democratico si scuotesse dal torpore, stigmatizzasse qualsiasi ipotesi di aggregazione politica meridionale sul modello leghista, e riprendesse le fila di un dibattito vero intorno alle condizioni per un riscatto del Sud.
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Berlusconi: Movimenti cattolici tra fedeltà e 'scissione morbida'
Roma, 27 lug. (Apcom) - Che Silvio Berlusconi non sia un "santo" turba, indigna, interroga il mondo cattolico italiano. O, almeno, una sua componente. Di certo, non è solo 'Famiglia cristiana', ormai, a criticare le vicende private del Presidente del Consiglio. Dopo un iniziale, diffuso silenzio, rotto solo dalle proteste del settimanale dei paolini, notoriamente poco tenero con questo governo (come, del resto, con i precedenti), più di un vescovo ha espresso dubbi e ha domandato chiarimenti e anche il quotidiano della Conferenza episcopale italiana 'Avvenire' ha espresso "disagio" per tutta la vicenda. E se c'è chi, in Vaticano, sottolinea che l'Italia "non è un paese di Amish o di calvinisti", c'è chi non esita a denunciare una "scissione morbida" dei cattolici dal berlusconismo. "Sembra che sia in atto una scissione morbida e silenziosa da Berlusconi e dal berlusconismo", afferma Mimmo Delle Foglie, portavoce dell'associazione Scienza e vita ed ex coordinatore del Family day: "Sono singolari le domande posto al mondo cattolico. Chi può immaginare che il giudizio dei cattolici su queste vicende sia positivo? Un comportamento del genere non si addice a un uomo privato, figuriamoci a un uomo pubblico". Gli fa eco il nuovo presidente del Forum delle famiglie Francesco Belletti: "Il valore della coerenza bisognerebbe chiederlo a tutti, a maggior ragione a chi ha ruoli pubblici". Poi punta alle promesse non mantenute su un fisco 'family friendly': "Non si vede ancora niente all'orizzonte. L'attenzione è molto debole. Questo governo, come quello precedente, ha promesso ma non ha ancora mantenuto. Le motivazioni sono comprensibili - la crisi, il debito pubblico, l'equilibrio del sistema tributario - ma chiediamo un segnale di inversione di tendenza, per essere certi che la famiglia non sia l'ultima riga della finanziaria". Il malumore cattolico nei confronti del premier, in effetti, è alimentato anche dall'insoddisfazione per alcune politiche care alla Chiesa. Sul cosiddetto quoziente famigliare, così come sui fondi alle scuole paritarie, l'associazionismo cattolico attende ancora risposte. Anche sui destini del testamento biologico c'è incertezza ora che il disegno di legge è approvato in un ramo del Parlamento, la Camera, il cui presidente, Gianfranco Fini, ha più volte espresso perplessità e critiche. "In alcuni ambiti, soprattutto sul tema della famiglia e dell'immigrazione, ci attendiamo un cambio di passo", afferma il presidente delle Acli (Associazioni italiane lavoratori cristiani) Andrea Olivero. Che su Berlusconi e i suoi incontri a Palazzo Chigi precisa: "Non basta dire 'non sono un santo'. Nessuno chiede che i governanti siano santi. Il punto è che laddove si esercitano mandati pubblici bisogna evitare condizioni che diano scandalo e che possono mettere la persona nella condizione di essere ricattabile". In questo senso, "è chiaro che oggi c'è una rilevanza pubblica di queste vicende che richiedono risposte chiare e limpide". Tra associazioni e movimenti cattolici, peraltro, non c'è, sulle vicende delle escort come su altri temi, l'unanimità. Bernhard Scholz, presidente della Compagnia delle opere (il 'braccio operativo' di Comunione e Liberazione), ha usato di recente parole di grande prudenza. "La coerenza personale, importante e desiderabile, non è il criterio esclusivo per valutare l'azione politica di chi governa. C'è una questione più importante: se la politica lascia libertà alle realtà che lavorano per il bene comune". Tradotto: associazioni, imprese, cooperative, scuole paritarie. "Le gerarchie cattoliche questo lo sanno bene", ha spiegato Scholz. Parole simili a quelle pronunciate, in tutt'altro contesto, da monsignor Rino Fisichella. Che, presentando in Vaticano l'enciclica del Papa con il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, spiegava, in termini generali: "L'etica non può essere assunta come la panacea di tutti i mali che la società oggi vive per la crisi generalizzata, che non è solo di ordine economico, ma principalmente di carattere antropologico". E mentre il segretario della Cei Mariano Crociata fustigava - in un'omelia dedicata a Santa Maria Goretti - chi mette in piazza il "libertinaggio", il portavoce dell'Opus Dei, Pippo Corigliano, rilasciava un'intervista al 'Giornale' nella quale sosteneva: "E' pericoloso giudicare in piazza gli uomini, che siano politici o no, riguardo a quella che è la loro moralità: se si intraprende questa strada si può anche arrivare al 'Terrore' di Robespierre". Lontana dai furori termidoriani, insomma, una parte del mondo cattolico continua a guardare a Berlusconi come un alleato politico e un interlocutore per i propri progetti. Libero, ormai, da ogni condizionamento, anche il cardinale Carlo Maria Martini è sembrato accennare all'affaire Berlusconi. "La Chiesa può e deve protestare contro comportamenti rovinosi e immorali, che siano in contrasto col bene comune e deve usare cautela nel ricevere o nell'onorare certi personaggi", ha detto in una delle sue risposte ai lettori del 'Corriere della sera'. "Ma ciò non è sempre facile da stabilire e può darsi che in certi periodi si pecchi per difetto e in altri per eccesso", ha aggiunto. Diversa la posizione del Vaticano, dove prevale una posizione di cautela. Se certi comportamenti appaiono riprovevoli, altrettanto sospetto suscita l'impressione di una strumentalizzazione tutta politica delle vicende del premier e il fastidio per l'invasione che alcuni media hanno fatto della sua vita privata. Nei Sacri Palazzi, del resto, prevale il pragmatismo di chi considera molto buoni i rapporti tra le due sponde del Tevere. Tanto più che a Palazzo Chigi lavora un uomo - Gianni Letta - che, oltre ad essere Gentiluomo di Sua Santità, offre più di una garanzia per il mondo cattolico. Buoni rapporti confermati, tra l'altro, dall'incontro che domani il cardinale Tarcisio Bertone avrà in Senato per parlare con i senatori dell'anciclica 'Caritas in veritate'. L''Osservatore romano', da parte sua, non dà spazio a tutta la vicenda berlusconiana. E se 'Avvenire', pressato dalle rimostranze dei lettori, ha finito col chiedere "chiarezza" al premier e ammonirlo che il consenso dei sondaggi non va considerato "l'avallo a scelte poco consone", non ha mancato si sollevare dubbi sulle rivelazioni "non sappiamo quanto autentiche".
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“Come i gerani” divertente monologo, scritto diretto e interpretato da Brunella Cappiello

Per la Rassegna Arte e Cultura sotto le stelle nell’Arena Comunale di San Nicola la Strada, giovedì 30 luglio 2009, alle ore 21.00, l’Associazione Culturale “Perché no?” presenta “Come i gerani” divertente monologo, scritto diretto e interpretato da Brunella Cappiello,
“Mangia c’adda cresce!” “Trovate uno apparettuo!” “Nun ghi a ffà a serva all’uommene!”
In una casa piena di sole e statue di santi, profumata di varecchina nelle stanze da letto e di sugo che “peppeteia” in cucina, si dipana l’educazione sentimentale di una bambina a cura delle tre zie signorine.
Le signorine, fanno vita ritirata e stanno a balcone, non scendono mai tra la folla a sentire gli odori, gli umori.
La bambina vive così tra canzoni, giaculatorie, parabole bibliche e racconti.
“Ce steva na vota Prutusenella, che era na uagliuncella bella e brava, ma una fata dispettosa l’aveva chiusa int’a ‘na torre. Chesta torre non teneva porte e sta pora Prutusenella nun puteva ascì. Teneva solo nu barcone chino e sciure e là Prutusenella steva affacciata e suspirava”.
E così cresce, al balcone, come i gerani.
Arena Comunale di San Nicola La Strada – adiacenze Convitto Borbonico
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domenica, luglio 26, 2009
Sportelli unici per l’Immigrazione e Questure sono già sommersi dall’arretrato. Come risponderanno a centinaia di migliaia di domande?
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nella transizione infinita: papere alla deriva...
Preghiera della Domenica
“Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti.” (Ef 4,1-6)
“E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto»” (Gv 6,1-15)
Festa del pane e dell’acqua
oggi nella Tua domenica
Una festa che anche oggi
ci indica la vera fame, la vera sete!
Che bello!
Sulla nostra povera terra
ancora troppo umana
batte un cuore di ingiustizia
per pani sprecati
per acqua venduta
per popoli divisi
per nazioni contro,
ma oggi Signore del tempo e della storia
ancora oggi ci indichi
che fame
è mangiare
che sete
è bere
diritto e dovere
di ogni tua creatura
di ogni parte del mondo
da Te creato
Che bello!
Semplicemente indichi ancora una volta:
il poco
riempie lo stomaco
la goccia
disseta la gola.
Il poco
non troppo né molto né tutto.
Il poco
ché per poco
hai dato tutto
Te stesso per noi
perché non mancasse a nessuno
Che bello allora oggi e domani
e sempre
mangiare per fame
bere per sete
un poco dal mondo
Ma tutto di Te!
Carissimo/a non è la dieta della linea in forma per le curve o i muscoli che brillino sulle spiagge nei costumi, in piscina sui sentieri, in discoteca o nei supermercati, NO! Questa è la fame del diavolo che da tempo stai mangiando.
La dieta di Dio è stile di vita più sobrio di poco perché sia Lui il tuo pane la tua acqua…non metterti in dieta per piacere al Diavolo, vivi del poco che basta al Signore. Il resto non è tuo!
Buon agosto nel Signore!
Alberto Signorini
Che Dio ti Benedica
www.maestroalberto.blogspot.
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sabato, luglio 25, 2009
I giovani delle Acli con il Sindaco di Napoli
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Sardegna: “TURISMO SOCIALE E SVILUPPO TERRITORIALE SOSTENIBILE”. Inziativa del Consorzio Solaris.


Il 16 e 17 luglio scorsi l’Hostel dell’Argentiera, in provincia di Sassari, ha ospitato il seminario nazionale su Turismo sociale e sviluppo territoriale sostenibile organizzato dal Consorzio Solaris, con il contributo del Banco di Sardegna e la collaborazione delle Acli regionali.
Nel seminario di carattere in-formativo si è parlato e dibattuto dell’attuale situazione del turismo sociale e della possibilità per le imprese sociali di divenire attori non marginali della filiera. Un settore che, per appartenenza e vocazione, si caratterizza per la forte presenza del non profit, ma anche come terreno di un possibile nuovo sviluppo territoriale sostenibile.
Coerentemente con gli obiettivi prefissati, nelle due giornate, oltre a fornire una maggiore conoscenza della filiera del turismo, si è dibattuto sulla possibilità di creare nuove sinergie tra pubblico e privato sociale per promuovere attività economiche e produttive di qualità, rispettose dell’ambiente in cui si radicano e capaci di promuovere il bene comune.
Dopo una breve introduzione fatta dal Direttore del Consorzio, sul palco si sono alternati esponenti e tecnici del settore (Benito Perli Presidente della FITuS, , Marta Rossato dell’ISNART- Unioncamere, Pino Vitale Presidente del CTA e Mauro Corricelli General Manager di Vieste in tour), imprenditori sociali operanti nella filiera (Renate Goergen, Presidente di “Le Mat”, Giuseppe Madeddu Presidente della coop. sociale “San Lorenzo”) e operatori sociali che hanno presentato progetti sperimentati sul campo (Gaetano Di Pietro di Confesercenti naz.le e Angelo Mariano del Consorzio di coop sociali “Rete.Sol”).
A rappresentare le Istituzioni, sono intervenuti Costantino Ligas, Assessore al Turismo del Comune di Porto Torres e Valeria Serra, Assessore Regionale al Lavoro e Cooperazione della Sardegna.
Nel suo intervento a conclusione del seminario, l’assessore Serra si è impegnata ad assumere i contenuti emersi dall’incontro per riproporli nell’ambito della programmazione di competenza del proprio assessorato.
L’incontro - concluso dall’intervento del Presidente del Consorzio Solaris, nonché Presidente delle Acli Sardegna, Ottavio Sanna - ha registrato una consistente partecipazione di cooperatori e di operatori sociali e del settore provenienti sia dall’isola che dal resto d’Italia.
I presenti hanno espresso notevole soddisfazione per l’organizzazione del seminario, per la modalità e i contenuti dei temi trattati.
A riprova che il sociale può realizzare un turismo di qualità, è stata molto apprezzata l’accoglienza offerta dalla cooperativa sociale che gestisce l’hostel Argentiera.
L’incontro è il primo di un ciclo di seminari, formativi/informativi, organizzati
dal Consorzio sul tema: il sociale come leva dello sviluppo locale.
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venerdì, luglio 24, 2009
Da Miliscola a Miseno: la mappa flegrea del mare balneabile
Ecco la mappa dei tuffi possibili

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I corvi si aggirano su Napoli. Tieni duro Rosetta!
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"CARO BRUNETTA, IL NOSTRO WELFARE FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI"
In un articolo apparso nei giorni scorsi sul quotidiano Europa il ministro Renato Brunetta (“Un welfare da fare invidia”) presenta una fotografia precisa della composizione degli occupati e dell’organizzazione del sistema di protezione sociale del lavoro. Nel testo si indugia con dovizia di percentuali sull’articolazione della forza lavoro per poi passare a spiegare il funzionamento dei diversi ammortizzatori sociali, senza però far menzione della concreta e non ideale o presunta capacità del sistema di welfare di far fronte all’urto di una crisi economica della quale ancora non si conoscono bene le proporzioni. Quanto il sistema di protezione è adeguato alla congiuntura economica attuale? A fronte di quella che sembra essere la più grande crisi occupazionale degli ultimi trent’anni, il governo con il pacchetto anti-crisi ha destinato la somma di 600 milioni di euro per i cosiddetti ammortizzatori sociali in deroga, ovvero le misure di sostegno per i lavoratori che operano al di fuori della grande impresa. Facendo le debite proporzioni i 600 milioni stanziati potrebbero coprire una crisi occupazionale che oscilla tra le 40mila e le 60mila unità. Prendendo in considerazione gli scenari occupazionali tratteggiati dal centro studi Confindustria, in cui si prevede nel 2009 una perdita complessiva di circa 600mila posti di lavoro, è facile prevedere che le azioni poste in essere dal governo siano del tutto insufficienti.
Insomma, i primi interventi del governo sul fronte della tutela dell’occupazione confermano alcuni dei problemi del sistema italiano: a sopportare il costo sociale ed economico della disoccupazione saranno sia i lavoratori a tempo determinato e indeterminato che prestano il loro servizio presso aziende non beneficiarie del trattamento di integrazione salariale sia gli artigiani, gli apprendisti, i cosiddetti liberi professionisti che lavorano per un solo committente e gli iscritti alla gestione separata, per gran parte dei quali non è prevista nessuna copertura o al massimo un mini indennizzo praticamente inutile.
Inoltre, ad aggravare la situazione già di per sé tutt’altro che rosea, nel decreto che autorizza la prima tranche di finanziamento (pari a 151 milioni di euro) vengono riammesse all’utilizzo degli ammortizzatori in deroga anche quelle imprese che hanno terminato l’uso degli ammortizzatori previsti dal regime generale nell’arco temporale dal primo gennaio ad oggi (cfr. ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, “Decreto per l’assegnazione delle risorse a regioni e province autonome” del 19 febbraio 2009).
Già qualche mese fa Tito Boeri e Pietro Garibaldi (“Una rete per tutti” in la voce.info del 11.11.2008) facevano notare che i fondi “in deroga” vengono spesso utilizzati “in proroga”, ovvero a favore dei disoccupati di serie A, quelli che già oggi accedono alla cassa integrazione.
Tirando le fila di questo breve ragionamento il sistema di ammortizzatori tanto osannato dal ministro sembra far acqua da tutte le parti: esso di fatto risulta piuttosto iniquo e anche economicamente sottodimensionato.
È nel solco di questa iniquità che, con buona pace del ministro Brunetta, va letta la proposta di Dario Franceschini, segretario del Partito democratico, secondo il quale occorre istituire un assegno mensile di disoccupazione, pari a circa il 60 per cento della retribuzione percepita nell’ultimo anno ogni mese. La proposta mira ad infrangere il muro di cristallo che divide i lavoratori protetti da quelli che obiettivamente non lo sono, proponendo un provvedimento in grado di tutelare tutti coloro che perderanno il lavoro a causa della imponente crisi economica che ha colpito il mondo, senza fare distinzioni di sorta.
Su questo punto, tuttavia, secondo il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, «è nell’intenzione del governo fare anche di più» di quanto proposto da Franceschini, ma purtroppo, date le condizioni in cui versano i conti italiani, un aggravio di spesa pari a 1,5 punti di pil (16 miliardi circa) non è sostenibile. In sostanza, secondo il premier, Dario Franceschini ha individuato una misura sicuramente utile ma non realizzabile.
Ma è veramente così? Sembra proprio di no. Intanto, i fondi da stanziare sono circa un terzo di quanto sostenuto dal premier e poi esisterebbero almeno quattro provvedimenti da adottare per poter raccogliere una quantità di denaro pari a 5-6 miliardi di euro. Innanzitutto, una parte di questa ingente somma potrebbe essere recuperata attraverso la lotta all’evasione fiscale, attività che sembra essere poco praticata dall’attuale governo. Secondo, si potrebbe risparmiare sulla spesa corrente, attraverso la centrale unica degli acquisti per le pubbliche amministrazioni. Infine, si potrebbero utilizzare le risorse non impegnate nell’erogazione dei trattamenti in deroga, previste dal protocollo tra governo, regioni e province del 12 febbraio 2009.
La strategia adottata dal governo e in particolar modo dal ministro Brunetta appare chiara: negare anche l’evidenza e temporeggiare aspettando che passi la bufera. Invece di intervenire seriamente in modo deciso, si preferisce attendere la ripresa del mercato. In tempi che richiedono interventi rapidi, la virtù dell’attesa è tutt’altro che meravigliosa.
LUIGI BOBBA
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Sanità commissariata, incarico a Bassolino. Ma il governatore rifiuta
Sanità commissariata, incarico a Bassolino. Ma il governatore rifiuta
Bufera politica dopo la mossa del ministro Sacconi
In una seconda fase la gestione passerà a sub-commisari

Antonio Bassolino
NAPOLI - Il Consiglio dei ministri ha deciso il commissariamento del sistema sanitario in Campania ed in Molise, affidandone la gestione ai presidenti delle rispettive regioni. Ma il governatore Antonio Bassolino ha deciso di rifiutare l'incarico di commissario. Una decisione assunta - secondo quanto rivela «Il Velino» - dopo un'accesa riunione a Santa Lucia tra il presidente, l'assessore alla sanità Mario Santangelo e alcuni tecnici del settore per definire la strategia da adottare. Il commissariamento viene considerato una sconfitta politica da Bassolino che contesta i numeri forniti dal ministero del Welfare e dell'Economia sul deficit campano. Da qui il rifiuto dell'incarico di commissario che il governo ha deliberato, su proposta di Tremonti e Sacconi.
In ogni caso la gestione della sanità, secondo quanto riferito da fonti governative, dovrebbe essere successivamente affidata a «sub-commissari» esterni alle rispettive amministrazioni.
Insomma, dopo le tante ipotesi di commissariamento mai diventate realtà, ora c'è la svolta. Su cosa poggia l'intervento del governo? Su un «disavanzo non coperto», recita il verbale del la seduta tenutasi il 20 luglio scorso fra Regione e tecnici dei ministeri di Salute e Economia «di 237 milioni di euro (a quella data), in luogo del di savanzo di 260 milioni valuta to il 2 aprile 2009. Qualora non coperti — si legge nel verbale — porrebbero la Re gione nella condizione di ge nerare nuovamente uno stock di debito sanitario per manente. La manovra neces saria per ricondurre in equili brio strutturale l’anno 2009, valutata in circa 881 milioni di euro, anche alla luce della nuova stima delle entrate fiscali, risulta non garantita».
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giovedì, luglio 23, 2009
ACLI: Cittadini in-compiuti: il 42° incontro di studi
| Cittadini in-compiuti: il 42° incontro di studi |
A Perugia dal 3 al 5 settembre. Interviene il presidente della Camera Gianfranco Fini. Tra gli altri ospiti, il segretario nazionale del PD Dario Franceschini, il presidente del Forum delle Famiglie Francesco Belletti; il direttore della Caritas Italiana Vittorio Nozza Cittadini in-compiuti. Quale polis globale per il XXI secolo. E' dedicato quest'anno al tema della cittadinanza, tra limiti e possibili sviluppi, il tradizionale Incontro nazionale di studi delle Acli, giunto alla sua quarantaduesima edizione, in programma a Perugia dal 3 al 5 settembre. Ospite nella prima giornata: ilpresidente della Camera dei deputati Gianfranco Fini. Partendo dal riconoscimento dell'«insufficienza» dell'attuale statuto, non più adeguato ad una società «mobile e plurale» come quella odierna, le Acli si propongono di elaborare un «nuovo modello di cittadinanza», capace di riconoscere le esigenze e i diritti dei nuovi lavoratori precari, delle donne, dei giovani, degli immigrati, delle famiglie. Cittadinanza vuol dire insieme «democrazia e inclusione sociale» - sostengono le Acli - ma questo è oggi possibile solamente passando «da una concezione stato-centrica della cittadinanza ad una nuova visione umano-centrica, che faccia coincidere, appunto, il cittadino con la persona». Numerosi gli ospiti porteranno il loro contributo alle giornate di studio di Perugia. A partire da giovedì 3 settembre (ore 15.00, Teatro del Pavone, Piazza della Repubblica) con l'intervento del presidente della Camera dei deputati Gianfranco Fini. La relazione del presidente nazionale delle Acli Andrea Olivero darà il via ai lavori della tre giorni. Prenderanno quindi la parola, tra gli altri, la presidente della Regione Umbria Maria Pia Lorenzetti, il presidente dell'Istituto Treccani Giuliano Amato (La cittadinanza come fondamento della democrazia politica ed economica), il sovrintendete ai beni culturali del comune di Roma Umberto Broccoli (Alle radici della cittadinanza: l'eredità del mondo classico). La giornata di venerdì 4 settembre è dedicata ai laboratori tematici, che affronteranno la questione cittadinanza declinandola nei diversi ambiti della famiglia, dell'immigrazione, delle donne e dei giovani, del lavoro, dell'economia, dell'ambiente, dell'educazione e della partecipazione. Parteciperanno, tra gli altri, il neo-presidente del Forum delle Famiglie Francesco Belletti e la storica Anna Bravodell'Università di Torino. Nel pomeriggio, porterà il suo contributo il segretario nazionale del Partito Democratico Dario Franceschini. Sabato 5 settembre, infine, presso la Sala dei Notari nel Palazzo dei Priori (Piazza IV Novembre). la giornata conclusiva dell'Incontro di Studi, con la proposta di un manifesto per la nuova cittadinanza. Intervengono tra gli altri: mons. Vittorio Nozza, direttore della Caritas Italiana (La cittadinanza e la nuova questione sociale);Leonardo Becchetti, dell'Università di Tor Vergata (La cittadinanza economica); mons. Aldo Giordano, osservatore permanente della Santa Sede presso il consiglio d'Europa (Anche in Europa cittadini in-compiuti: quale ruolo per i cristiani nella società civile europea?). |
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mercoledì, luglio 22, 2009
In arrivo in Campania 85 mila rimborsi per oltre 41 milioni di euro
Attenzione alle truffe: l’Agenzia non richiede le coordinate via e-mail
Per i contribuenti campani sono in arrivo 85 mila rimborsi dall’Agenzia delle Entrate, richiesti nelle dichiarazioni dei redditi anteriori al 2007, per un importo totale oltre 41 milioni di euro.
I rimborsi in arrivo saranno accreditati sul conto corrente comunicato dall’interessato oppure liquidati in contanti, presso un qualsiasi ufficio postale, tramite esibizione del modulo in corso di spedizione al domicilio dei beneficiari, oppure con vaglia cambiario della Banca d’Italia.
Per l’erogazione dei rimborsi, la modalità più rapida e sicura è l'accredito sul conto corrente, attraverso la comunicazione delle proprie coordinate Iban presso uno dei 24 uffici dell’Agenzia delle Entrate sul territorio regionale o in via telematica.
I contribuenti sono invitati a prestare massima attenzione alle truffe: le coordinate bancarie per erogare i rimborsi non vengono mai richieste dall’Agenzia delle Entrate via e-mail.
Napoli, 22 luglio 2009
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Allevi, undicimila in piazza del Plebiscito




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Vogliamo andare in pensione prima? Regolarizziamo molti più lavoratori immigrati.
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SICUREZZA STRADALE ECCO LE NOVITÀ: alcol tasso zero e multe
| SICUREZZA STRADALE: ECCO LE NOVITÀ |
| ROMA - Approvato alla Camera, in commissione Trasporti in sede legislativa, il testo sulla sicurezza stradale. Le nuove norme ora passano al Senato nel tentativo di approvarle prima dell'esodo di agosto. Ecco alcune delle principali novità previste dal provvedimento. ARRIVA TASSO ALCOL ZERO - I più giovani e tutti i neopatentati non potranno bere neanche un sorso di birra prima di mettersi alla guida. I nuovi paletti riguardano i conducenti che hanno meno di 21 anni, chi ha la patente da non più di tre anni e i conducenti professionali e di autoveicoli per i quali é richiesta la patente di categoria C, D e E e BK. NARCOTEST ANCHE DA POLIZIA STRADA - Gli agenti della Polizia stradale potranno fare direttamente on the road l'esame per verificare l'assunzione di sostanze stupefacenti ma alla presenza di personale sanitario ausiliario. In caso di rifiuto da parte del guidatore o di assenza del personale sanitari gli agenti accompagneranno i guidatori presso una struttura sanitaria dove effettuare gli esami. CARCERE FINO A 15 ANNI - E' questa la pena massima che si rischia se si è al volante ed è in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico superiore a 1,5 o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti e si è responsabili di un incidente mortale che coinvolge più persone. MULTE ANCHE PER CHI NON SOCCORRE ANIMALI - Da 389 a 1559 euro di multa per chi in caso di "incidente con danno a uno o più animali domestici, da lavoro o protetti, non ottempera all'obbligo di fermarsi". ESERCIZI DI GUIDA DA 17 ANNI - Il minore deve essere titolare di patente A e deve essere accompagnato da un conducente titolare di patente B da almeno dieci anni. TARGA PERSONALE - La targa non seguirà più le vicende giuridiche del veicolo ma quelle dell'intestatario. SCATOLA NERA E CASCO ELETTRONICO - Arriva la scatola nera anche per le auto. Voluta anche dalle assicurazioni registra variazioni di velocità e frenata, risultando utile in caso di sinistri e incidenti. Il casco elettronico, se non ben allacciato, non permette al motociclo di accendersi. LEZIONI AUTOSTRADA - Lezioni anche in autostrada e di notte: chi vuole prendere la patente dovrà cimentarsi anche con condizioni di guida più difficili di quelle in città. EDUCAZIONE STRADALE - Dall'anno scolastico 2010-2011 i corsi sull'educazione stradale a scuola diventano obbligatori. ADDIO PATENTE DI CARTA - Anche chi rinnova il permesso di guida, avrà la credit card al posto del vecchio permesso cartaceo. CERTEZZA DELLA PENA, STOP CONGELAMENTO SANZIONI - Chi incappa in una sanzione e fa ricorso al giudice di pace non potrà più sfruttare la cosiddetta 'sospensione' della sanzione stessa. Si dimezzano invece i tempi per la comunicazione dell'infrazione: si passa dagli attuali 150 giorni a 90 giorni. CERTIFICATO ANTIDROGA PER GUIDATORI CAMION - Chi è in possesso di una patente per veicoli 'pesanti' (anche pullman) dovrà esibire una prova che attesti il non uso di alcol e droghe. ARRIVA MEDICO SPIA - Il medico che venga a conoscenza di una patologia di un suo assistito, che determina una diminuzione della idoneità alla guida, deve darne comunicazione scritta e riservata al ministero delle Infrastrutture. MULTE PIU' SALATE, MA C'E' SCONTO PUNTI - Chi pigia sull'acceleratore e supera i limiti di velocità tra i 40 e i 60 km/h pagherà tra 500 e 2mila euro ma vedrà i punti ridursi di sei unità e non più di dieci, mentre chi supera di 60 km/h il tetto pagherà tra gli 800 e i 3200 euro. GIRO DI VITE PER CHI NON RISPETTA PEDONI - Chi non fa spazio a polizia e ambulanze vedrà i propri punti decurtati di 5 unità e sale la sanzione per chi non rispetta i pedoni (8 punti contro i 5 precedenti). Se le strisce non ci sono, la sanzione é più bassa ma comunque raddoppia. MULTE PER CHI NON RISPETTA ECOPALETTI - Multe da 155 a 624 euro per chi circola "con un veicolo appartenente, relativamente alle emissioni inquinanti, a categorie inferiori a quelle prescritte". Se poi si commette l'infrazione due volte nel giro di un biennio si rischia la "sospensione della patente di guida da quindici a trenta giorni". |
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Area Est (agg. 27 luglio)











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