martedì, giugno 30, 2009
Pensioni: a luglio il pagamento della “quattordicesima” per le pensioni di importo “modesto”
Con la rata di luglio 2009 i titolari di pensioni di importo “modesto” percepiranno la “somma aggiuntiva”, esente da tassazione, stabilita dalla legge n.127/2007.
Si tratta della cosiddetta “quattordicesima” che viene erogata a poco più di 2 milioni e 300 mila pensionati, titolari di pensioni previdenziali (non quindi le pensioni sociali e gli assegni sociali), che abbiano compiuto almeno 64 anni di età e si trovino in determinate condizioni reddituali.
La somma aggiuntiva è compresa tra un minimo di 336, e un massimo di 504 euro, ed è corrisposta in misura crescente in rapporto al numero di contributi versati nel corso della vita lavorativa.
L’Inps ha già inviato a ciascun pensionato una lettera con l’indicazione dell'importo spettante: i pensionati che non ricevono la lettera dall’Inps, e che ritengano di avere diritto alla “quattordicesima”, possono rivolgersi alle sedi del Patronato Acli per verificare la correttezza della posizione pensionistica.
Per verificare i limiti reddituali e il numero dei contributi necessari per ottenere la “somma aggiuntiva”, clicca qui.
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Napoli: presentazione Estate Ragazzi 2009


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lunedì, giugno 29, 2009
Turismo in festa con le ACLI a Carovigno


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domenica, giugno 28, 2009
AAA Wanted: La Diocesi di Napoli sta cercando l’Animatore di Comunità che, per i prossimi tre anni, porterà avanti il Progetto.
«Il Progetto Policoro è un'iniziativa della Chiesa Cattolica rivolta ai giovani del Sud, fondata sulla presenza ai vari livelli dei tre uffici promotori (Pastorale per i problemi sociali e il lavoro, Pastorale giovanile e Caritas), che assieme alle associazioni e con l’apporto competente degli animatori di comunità agiscono in sinergia per evangelizzare, educare, esprimere gesti concreti – idee imprenditoriali» (Relazione Di Mons. Casile febbraio 2009); uno «spazio di evangelizzazione, formazione e promozione umana dove si mettono alla prova, con la necessaria umiltà, strade nuove e soluzioni inedite intorno al grave problema della disoccupazione. Così le nostre comunità ecclesiali investono sulle capacità dei giovani di promuovere un autentico sviluppo e di dare una testimonianza cristiana caratterizzata dalla solidarietà e dal rispetto della legalità» (Card. Camillo Ruini, Prolusione all’Assemblea Generale, 19 maggio 2003, 5).
L’Animatore di Comunità è il vero protagonista del Progetto Policoro, è colui il quale incontra i giovani nelle scuole e nelle parrocchie per diffondere una nuova cultura del lavoro basata sui principi della Dottrina Sociale della Chiesa; stimola l’ideazione e la nascita di nuove realtà imprenditoriali; cura il rapporto con il vescovo, il tutor, i direttori degli uffici di pastorale, il clero e con il coordinamento regionale; presta servizio presso il Centro Servizi per l’orientamento al lavoro; partecipa alla formazione nazionale e regionale; intesse reti con i responsabili della filiera della formazione (Confcooperative, Acli, Banca Etica, etc.) e dell’evangelizzazione (Azione Cattolica, GIOC, etc.).
Se sei un giovane dinamico, con buone capacità relazionali, hai avuto esperienza nell’evangelizzazione di gruppi giovanili parrocchiali o associativi, ti interessa il mondo dei giovani e il suo rapporto col mercato del lavoro, ti invitiamo ad un incontro informativo
giovedi 2 luglio 2009 alle ore 18 presso l’Ufficio di Pastorale Giovanile a largo Donnaregina, 23, Napoli.
Segnala la tua partecipazione all’incontro inviando una mail, entro il 30 giugno, all’indirizzo progettopolicoronapoli@hotmail.it
Salvatore Montella
Animatore di Comunità del Progetto Policoro - diocesi di Napoli
Largo Donnaregina, 22 - Napoli
tel e fax: 081 5574227
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Campania: Scuole Aperte. I nuovi bandi per l'anno scolastico 2009-2010
Bando Scuole Aperte - Primarie (dim.: 284 kbyte)
Lettera Assessore Gabriele (dim.: 256 kbyte)
Bando Scuole Aperte. (dim.: 523 kbyte)
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Campania: La programmazione regionale del Fondo Sociale Europeo 2007 - 2013

Interverranno il Presidente della Regione Antonio Bassolino, gli Assessori Alfonsina De Felice, Corrado Gabriele e Nicola Mazzocca.
Parteciperanno all’incontro rappresentanti della Commissione europea e del Ministero del Lavoro.
Il Programma operativo del Fondo sociale europeo in Campania attua strategie di sviluppo, attraverso politiche attive del lavoro, aiutando l'inserimento dei giovani nella vita professionale, accrescendo la capacità delle persone di essere occupate, di cercare attivamente un lavoro e mantenerlo.
Interventi sostanziali sono stati avviati per sostenere e migliorare la formazione professionale, l'istruzione e l'orientamento per accrescere l'adattabilità dei lavoratori e delle imprese al cambiamento e alla competitività, favorendo l'integrazione tra il mondo del lavoro, la formazione, l'istruzione, la ricerca e le nuove tecnologie e sviluppando così l'imprenditorialità campana.
Il Fondo sociale europeo investe sul capitale umano della nostra Regione, fornendo un sostegno ai disoccupati, ai giovani alla ricerca del primo impiego e con necessità di migliorare la propria formazione, alle persone a rischio di esclusione dal mercato del lavoro come le persone diversamente abili, migranti, minoranze etniche e soggetti appartenenti a gruppi svantaggiati, per migliorarne la condizione professionale e la qualità della vita.
Dall’autunno del 2008 la crisi finanziaria ha imposto al Governo nazionale e alle Regioni di individuare misure di contrasto alla situazione di crisi occupazionale, programmando e attuando interventi supplementari di supporto alla programmazione nazionale anticrisi, sancito dall’accordo Conferenza Stato Regioni del 12 febbraio 2008.
La Regione Campania, tempestivamente e in coerenza con tale accordo, ha programmato con DGR n.256 del 13 febbraio, e con DGR n. 397 del 6 marzo, una serie di interventi per un importo pari a 123 milioni di euro, a sostegno di:
- imprese per le attività di formazione destinate ai lavoratori in CIGS e CIGO;
- lavoratori in mobilità;
- disoccupati provenienti da bacini in crisi;
- lavoratori privi di tutele, in stato di disoccupazione determinato dalla cessazione di contratti atipici, Co.co.pro, lavoro interinale ed altre forme contrattuali.
Nell'attuale situazione di crisi economica internazionale, la Regione si è impegnata a sostenere azioni combinate di politica attiva del lavoro ed interventi di completamento di sostegno al reddito dei lavoratori.
Il FSE, dunque, si propone come ulteriore strumento di collaborazione alla programmazione nazionale "anticrisi", sia attraverso percorsi di formazione e riqualificazione sia attraverso strumenti adeguati di sostegno nell'ambito delle politiche sociali. Si tratta di interventi a sostegno del lavoro e delle fasce sociali più deboli.
Visita il sito internet del Fondo Sociale Europeo
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La programmazione regionale del Fondo Sociale Europeo 2007 - 2013 - Invito Programma (dim.: 400 kbyte)
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sabato, giugno 27, 2009
Ritorna accordi @ DISACCORDI, il festival di cinema all’aperto di Estate a Napoli alla sua decima edizione
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All’arena cinematografica del Parco del POGGIO di Napoli riconosciuta d’essai, è confermato per quest’estate l’appuntamento col cinema d’autore e spettacolare, con una spirale in crescendo di eventi con registi, attori, produttori, prime visioni ed opere prime. Il festival cinematografico accordi @ DISACCORDI, sotto l’egida dell'assessorato al Turismo del Comune di Napoli e nell’ambito delle iniziative di “Estate a Napoli”, rappresenta uno degli appuntamenti più attesi dai napoletani e dai turisti che trascorrono l’estate in città, assicurando un fitto programma di proiezioni diverse ogni sera dal 2 Luglio al 13 Settembre 2009 alle ore 21.15, ad un costo molto contenuto.
Al soffio sulle dieci candeline accordi @ DISACCORDI, il festival di cinema all’aperto organizzato dalla “Movies Event” e diretto da Pietro Pizzimento in collaborazione con Ignazio Senatore e Gaetano Di Vaio, potenzia la formula che già per un decennio ha incontrato il favore e l’entusiasmo degli spettatori, puntando sempre di più sul loro coinvolgimento diretto ed offrendo occasione di dibattito e di partecipazione.
La rassegna cinematografica, che da sempre si prefigge di essere una finestra sul nuovo cinema nazionale, arricchisce quest’anno, infatti, il suo cartellone con un più nutrito calendario di incontri con i registi ed i protagonisti del Cinema Italiano, selezionati stavolta tra quelli più rappresentativi della stagione cinematografica appena trascorsa, già consacrati dalla critica ed acclamati dal pubblico, ma anche tra numerosi autori “emergenti”. Saranno ospiti di accordi @ DISACCORDI: l’attrice Donatella Finocchiaro il 12 luglio inaugurerà le danze con “Galantuomini” di Edoardo Winspeare, il giorno dopo Francesca Archibugi presenterà e discuterà il suo film “Questione di cuore” con il pubblico e i giornalisti presenti alla proiezione, Davide Ferrario sarà presente il 20 luglio alla proiezione di “Tutta colpa di Giuda”, Roberto Faenza a quella di “Il caso dell’infedele Klara” il 23 luglio e Giuseppe Piccioni alla serata del 4 agosto con il suo “Giulia non esce la sera”. Il miglior cinema indipendente italiano sarà rappresentato dalla presenza degli Autori al cinema all’aperto del Parco del Poggio, con Ago Panini la sera del 27 luglio con “Aspettando il sole”, Stefano Incerti con il suo nuovo film “Complici del silenzio” il 25 agosto, il giorno successivo Stefano Tummolini con “Un altro pianeta”, Marco Amenta il 1° settembre con “La siciliana ribelle” ed infine, il 4 settembre in prima visione per Napoli, Vito Vinci presenterà il suo film “Le cose in te nascoste”
Dialogare con i protagonisti del cinema italiano, tracciare un bilancio della stagione conclusa, scoprire nuove tendenze e poetiche, sono da sempre i punti salienti della filosofia della rassegna, che non tralascia di offrire e (ri)proporre quelle opere dei più significativi autori contemporanei che, limitate dalle logiche di mercato, hanno attraversato come meteore il panorama cinematografico.
La serata inaugurale, organizzata da Università degli Sudi Suor Orsola Benincasa e da Movies Event, si terrà Martedì 30 Giugno 2009 alle ore 21,00 con la proiezione, con ingresso ad inviti, del film “Fortapàsc” di Marco Risi e il festival di cinema all’aperto proseguirà con la proiezione di circa 65 film d’essai dal 2 Luglio al 13 Settembre 2009 con pellicole dei cinque continenti, in particolare i principali film vincitori dei Film Festival di Venezia, Cannes, Roma, Sundance, Tribeca, Torino, dei principali premi nazionali (David di Donatello, Goya, Bafta, César) e dei premi Oscar e Golden Globe, inoltre, in programma tre maratone cinematografiche con singolo film a serata: la Maratona “Eastwood”, la Maratona “El Che” e la Maratona “Nemico Pubblico 1”.
Infine, per il pubblico giovanile accordi @ DISACCORDI propone quest’anno quattro serate in compagnia di Cartoon e Manga: “Valzer con Bashir”, “Ponyo sulla Scogliera”, “Ken il Guerriero -La leggenda di Raoul” ed il film per ragazzi “Bolt” della Walt Disney.
Ulteriori informazioni sul sito ufficiale del festival cinematografico: http://www.accordiedisaccordi.
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Colf, Badanti: Bocciato l'emendamento che proponeva una sanatoria. Previste sanzioni anche per le famiglie che le ospitano
| IL GOVERNO SI PREPARA A CRIMINALIZZARE 600 MILA BADANTI | |
| ROMA Decine di migliaia di badanti irregolari che da anni vivono e lavorano nel nostro paese rischiano adesso di ritrovarsi disoccupate e di precipitare nella clandestinità. Una situazione drammatica, che inevitabilmente finirà per ripercuotersi - anche dal punto di vista penale - sulle famiglie che le ospitano e che proprio alle loro mani hanno affidato la cura e l'assistenza di anziani, familiari malati e bambini. E' quanto accadrà tra pochi giorni, quando il Senato avrà definitivamente approvato il disegno di legge sicurezza che, tra le altre cose, introduce anche il reato di clandestinità. Per scongiurare questa possibilità, che da settimane angoscia migliaia di famiglie e di lavoratrici, nei giorni scorsi il Pd aveva presentato un emendamento in cui si chiedeva una sanatoria per le circa 600 mila persone, tra badanti, colf e baby sitter che già oggi lavorano in Italia. Emendamento bocciato ieri dalle commissione Giustizia e Affari costituzionali al cui esame si trova il testo di legge, e dove sull'esigenza di mettere fine a una situazione paradossale, visto che riguarda persone fondamentali per l'assistenza familiare, ha prevalso quella di procedere il più velocemente possibile all'approvazione del ddl tanto caro alla Lega. Un voto favorevole alla sanatoria avrebbe infatti comportato un nuovo passaggio alla Camera (il quarto) ritardando così ulteriormente l'approvazione del provvedimento. «Oggi si poteva compiere un primo passo verso la legalità - commenta la senatrice Emanuela Baio, presentatrice dell'emendamento bocciato -, ma nonostante l'evidenza dei dati e l'importanza anche economica che la regolarizzazione delle badanti avrebbe comportato, la maggioranza preferisce il lavoro nero». Le conseguenze, drammatiche per le lavoratrici straniere, non saranno leggere neanche per le famiglie che le ospitano. Sempre secondo quanto previsto dal ddl, infatti, chi ospita un immigrato irregolare rischia l'arresto da 6 mesi e 3 anni e una multa fino a 5 mila euro. «Ironia della sorte vuole che molte famiglie hanno chiesto ormai, una o due volte, di regolarizzare la posizione di queste collaboratrici - conclude Baio - ma il governo preferisce che siano clandestine». Da settimane ormai ai centralini di associazioni come le Acli arrivano telefonate di persone preoccupate per quanto potrebbe accadere. Sono 600 mila le lavoratrici domestiche iscritte all'Inps, e si calcola che almeno altrettante siano in una situazione di irregolarità, pur lavorando stabilmente presso una famiglia. «Le conseguenze di questa situazione potrebbero essere drammatiche», spiega Raffaella Maioni, responsabile nazionale delle Acli-Colf. «Stando alla nostra esperienza le famiglie non rinunceranno comunque all'aiuto offerto da queste persone, ma è chiaro che il clima di terrore che si è creato intorno agli stranieri potrebbe creare reazioni difficili da prevedere. Stiamo pagando una gestione non coscienziosa dei decreti di ingresso - prosegue Maioni - mentre servirebbe la programmazione di un nuovo decreto flussi». E dire che solo poche settimane fa era stata il ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna a chiedere di non criminalizzare le badanti. Richiesta accolta da Roberto Maroni, che aveva promesso un suo impegno in tal senso. «Terremo conto - aveva detto alla festa della polizia il titolare del Viminale - delle situazioni che hanno un forte impatto sociale come quella delle badanti». Ma si trattava solo di promesse elettorali. | |
| Carlo Lania |
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Maurizio Valenzi. Il ricordo di Amedeo Lepore.
Vi sarà il tempo per un ricordo meditato e sistematico di Maurizio Valenzi, di cui il 16 novembre si sarebbero celebrati i cento anni. Nel momento in cui termina la sua intensa e irripetibile presenza, vale la pena, forse, di dare spazio ai pensieri disordinati, all’immagine dell’uomo vivo e indomito, che ha lasciato una traccia indelebile, nella storia di questa comunità civile del Mezzogiorno, di sé, del suo comportamento umano, della sua azione di governo e che ha consegnato un messaggio di amore profondo a ciascuno di quelli che lo hanno conosciuto. Maurizio - così lo chiamavano un pò tutti - non solo è stato il sindaco di Napoli in una stagione difficile, come quella di prima e dopo il terremoto, ma ha rappresentato, soprattutto, l’anima della città che non intende arrendersi e vuole aprirsi al mondo. Nato a Tunisi, da una famiglia livornese, fin da giovane si è dedicato alle passioni della sua vita, a cominciare dalla pittura. La politica è stato l’impegno principale della sua esistenza, ma non ha mai rappresentato un mestiere, un’occupazione esclusiva e totalizzante, un grigio strumento di gestione del potere. Del resto, il suo cosmopolitismo, le conoscenze e le amicizie consolidate nel corso della sua permanenza in Tunisia, in Francia e in Italia, si sviluppavano nei campi più diversi, come dimostrano i suoi rapporti con personalità come Loris Gallico, Carlo Levi, Tristan Tzara, Paul Eluard, Louis Aragon, Paolo Ricci, Renato Guttuso, Emilio Notte, Sebastian Matta ed Eduardo De Filippo. L’elenco potrebbe continuare ancora a lungo, ma già solo questi nomi rivelano lo spessore e la complessità di un’esperienza umana, che mai si sarebbe potuta inaridire nel solco di una “politica politicante”. Del resto, la straordinaria autonomia di giudizio, la nettezza delle opinioni e, perfino, l’ironia veemente, di cui Valenzi era dotato, gli consentivano di unire un’attività senza sosta, ad un sufficiente distacco da una politica meschina e fine a sé stessa, ad una curiosità per tutti gli altri aspetti della vita, che meritavano di essere vissuti intensamente, da quelli artistici a quelli personali. La sua particolare “scelta di vita” fu quella di una militanza lunga e coerente, non priva di sofferenze e privazioni, ma sempre accompagnata da una visione generale dell’esistenza e dei rapporti umani, che non si esauriva in una sola dimensione: per questo, Valenzi ha poi confessato, nel suo ultimo libro, di “essersi divertito”. In un quadro tanto articolato, in una vita così estesa e ricca, la sua presenza a Napoli è sicuramente l’elemento distintivo, che permette di ricondurre a sintesi compiuta il mare di fatti e vicende che ha solcato lungo un secolo. Come egli stesso ha ricordato, in un’intervista: “Io sono arrivato qui a Napoli nel gennaio del 1944 dopo essere stato liberato dall’ergastolo a cui ero stato condannato dai francesi per sabotaggio industriale. Ma prima però fui portato ad Algeri dove insieme ad altri prigionieri inglesi liberati feci una trasmissione radiofonica ispirata a quelle che faceva De Gaulle. Dopo tornai a Tunisi e ritrovai mia moglie - anche lei era in carcere ma ne era potuta uscire quando i francesi con l’occupazione tedesca e italiana aprirono le prigioni e scapparono verso i loro alleati - e mio figlio. Fu lì che ricevetti un messaggio da Spano e Reale che mi invitano a raggiungerli il prima possibile a Napoli. Così, grazie all’aiuto degli amici aviatori inglesi, riuscii a raggiungere il territorio italiano: prima Taranto, poi Bari e, finalmente, Napoli dove subito mi misi a lavorare con i miei compagni alla testa di una nuova organizzazione che stava nascendo”. Da allora, il suo lavoro per la città, anche da parlamentare italiano ed europeo, è stato denso e lungimirante. Io l’ho conosciuto, in due diversi momenti. Da giovane consigliere di quartiere, il più giovane di Napoli, all’inizio della sua attività da sindaco. E poi, da compagno di partito e di ispirazione politica, nel gruppo dei riformisti napoletani, fino a diventarne - se posso usare questo termine - amico. Del primo periodo, conservo il ricordo di un sindaco dotato di grande forza e autorevolezza, ma anche impegnato concretamente nella soluzione dei problemi, a diretto contatto con i cittadini, pur nelle condizioni più sfavorevoli. Valenzi, infatti, ha guidato Napoli per otto anni, compresi quelli del terremoto e del terrorismo, senza disporre di una maggioranza in consiglio comunale. Eppure è riuscito a realizzare, nel solco di una continuità di azione, molti programmi per la città. La sua esperienza di governo non va sicuramente “santificata”, ma rivista alla luce di una lettura più approfondita, in grado di restituire alla storia il valore della sua figura e della sua opera. Certo è che, di quella fase e, soprattutto, di Maurizio Valenzi sindaco, i napoletani conservano un ricordo molto favorevole e benaccetto. Del secondo periodo, in cui ho avuto la possibilità di frequentarlo da vicino, ricordo, soprattutto, le riunioni nella sua casa di via Manzoni, “pericoloso ritrovo” dei non sempre numerosi riformisti napoletani, centro di incontri e di discussioni ricorrenti. Lì aveva possibilità di svilupparsi un confronto politico sulle sorti di Napoli e del paese, che spesso vedeva partecipe Giorgio Napolitano. L’unico tra i presenti che interloquiva con lui, senza timori reverenziali, era proprio Maurizio Valenzi, che svolgeva riflessioni originali, talvolta interrompendo e replicando, talaltra apertamente divergendo dalle opinioni altrui, anche le più autorevoli. Tuttavia, la sua preoccupazione maggiore, anche negli ultimi anni della sua vita, era quella per una vera democrazia della partecipazione, per la ricerca di sedi libere in cui esprimere il parere di ciascuno, dibattere veramente la politica. Di quest’ultima fase, resta indelebile la memoria del suo viso gioviale, della sua lucidità, della sua curiosità per il mondo e del suo dolore per non poterlo più vedere (e raffigurare) con i suoi occhi gentili. Così come, acquista oggi un grande significato, la ricerca continua della moglie Litza, anche dopo la sua scomparsa, l’amorevole e ininterrotto rapporto con i figli Marco e Lucia, l’affetto smisurato nei confronti dell’amatissima nipote Libara. Maurizio Valenzi diceva che il suo impegno maggiore era cominciato verso i settant’anni. Vogliamo fermamente pensare che non si sia concluso e continui ancora tra noi, perché di uomini della sua umanità, concreta e temporale, abbiamo molto bisogno.
Amedeo Lepore
Etichette: maurizio valenzi
Napoli: “ESTATE RAGAZZI 2009”
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venerdì, giugno 26, 2009
Pace: le Acli inaugurano 'Planetaria 2009'
Dal 2 al 5 luglio sull'Altopiano Laceno, in provincia di Avellino Roma, 26 giugno 2009 – Si chiama 'Planetaria 2009' ed è la manifestazione-evento ideata dalle Acli – il dipartimento Pace e stili di vita – per approfondire e condividere con la gente i temi della pace, della legalità, dell’economia solidale. Attraverso il gioco e la riflessione, la formazione e la creatività, la musica e lo sport. Quest’anno la prima edizione: dal 2 al 5 luglio sull’Altopiano Laceno, a Bagnoli Irpino, in provincia di Avellino. Quattro giorni di stand e laboratori artigianali, workshop formativi e incontri di approfondimento. E poi spettacoli, concerti, mostre fotografiche, tornei sportivi, escursioni, iniziative eno-gastronomiche. 'Planetaria' – scrivono gli organizzatori – vuole essere «una proposta politico-culturale, sia per le Acli che per l’intera società civile, sui temi della pace, della legalità, degli stili di vita, del bene comune, dell’economia solidale, del bene comune». «Un’occasione e luogo 'popolare' di conoscenza, relazione e sperimentazione di azioni, buone prassi, iniziative e proposte educative». (In allegato il programma dettagliato) |
Allegati - [Clicca sul link per il download]: - planetaria 09 1.pdf (107.43 Kbytes) - planetaria 09 2.pdf (555.96 Kbytes) |
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mercoledì, giugno 24, 2009
Maturità al via per 500 mila Toto-tema: Dante, Obama e la crisi
Giovedì si parte con la prova di italiano. In Rete gli studenti si confrontano sulle possibili tracce
Etichette: esame di stato, Le commissioni degli esami di maturità, temi maturità, tototema
I SUD CHE SI MUOVONO Tavola rotonda “I Sud che si muovono. Dinamismo e sviluppo del Meridione"
martedì, giugno 23, 2009
È morto Maurizio Valenzi, ex sindaco di Napoli e parlamentare del Pci

Etichette: giorgio napolitano, maurizio valenzi
CSV Napoli: a luglio 2009 tornano i campi estivi
Etichette: campi estivi csv napoli, estate ragazzi, formazione, volontariato
lunedì, giugno 22, 2009
Napoli: presentazione di Estate Serena 2009


Gite, feste e solidarietà per anziani e disabili

Un'estate napoletana fitta di impegni per chi resta in città, ma anche un'occasione per coinvolgere le fasce deboli della popolazione, che hanno bisogno ora più che mai di non essere lasciate sole, soprattutto quando la città si svuota
Tante le iniziative gratuite organizzate dal Comune di Napoli, Assessorato alle Politiche Sociali
Estate Serena per gli anziani: Minicrociere a Capri e a Ischia, gite in città, escursioni in treno, cineforum, telesoccorso
Ragazzi in città - estate: per i più giovani, un'estate tra mare e divertimento, lontani dalla strada
Da questa pagina è possibile prelevare il Programma, sempre aggiornato, di ciascuna iniziativa

"Estate Serena" per gli anziani di Napoli
Minicrociere a Capri ed Ischia, gite in città, escursioni in treno, serate al cinema.
Quest'anno, l'estate a Napoli è ancora più bella, soprattutto per gli anziani che restano in città. Ritorna il programma "Estate Serena Anziani" per combattere, con attività di animazione e turismo, l'isolamento, l'emarginazione dei cittadini più fragili. Tutti gli eventi sono gratuiti e pensati proprio per gli anziani e per i disabili, per promuovere la loro partecipazione, scoprire i mille volti di Napoli d'estate e passare una giornata in compagnia. Da luglio a settembre, quindi, un ricco calendario di attività, che spazia dalle escursioni, al mare, dalle gite fuori porta alle proiezioni di film. L'Estate per chi vive senza fissa dimora può essere un periodo particolarmente difficile. Per questo, il Comune di Napoli ha previsto un servizio di Pronto Intervento Sociale che coprirà l'intera città con operatori specializzati nell'assistenza alle persone senza fissa dimora.
Grazie alle immersioni subacquee organizzate in collaborazione con la Cooperativa "Il Mare per Tutti", i disabili potranno scoprire i fondali più suggestivi
del nostro mare, in un indimenticabile momento di socializzazione e di integrazione. I "Pony dell'Estate" aiuteranno gli anziani per superare i piccoli problemi del quotidiano.
Per maggiori informazioni e per chiedere alcuni dei servizi, basta telefonare al numero verde 800 07 99 99 oppure rivolgersi all'ufficio dell'Assessorato alle Politiche Sociali in Via Diocleziano 330, Napoli.
Programma aggiornato al 12 luglio

Tutte le informazioni utili per partecipare a Estate Serena Anziani
"Estate Serena anziani " è un evento organizzato dall'Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Napoli. Per qualsiasi informazione sul programma e sulle attività, si può contattare il Numero Verde dell'ufficio dell'Assessorato alle Politiche Sociali: 800 079999.
Il numero verde fornisce notizie sui servizi offerti dal Comune di Napoli e informa il cittadino sulla rete dei servizi e delle opportunità attive sul territorio, informa sugli eventi e le attività in corso e prenota gli incontri presso gli uffici. Nei mesi di luglio e agosto, il numero è attivo dal lunedì alla domenica dalle 8,00 alle 20,00.
Il Servizio Politiche di Inclusione Sociale dell'Assessorato alle Politiche Sociali si trova in Via Diocleziano 330, al 3° piano ericeve il pubblico dal lunedì al venerdì, dalle 9,00 alle 13,00
Progetto "Ragazzi in città - estate"
Un'estate tra mare e divertimento, lontani dalla strada.
Il progetto è dedicato esclusivamente ai minori, comprende gite al mare, alle quali quest'anno prenderanno parte in via sperimentale anche i giovani disabili e soggiorni residenziali. Inoltre, i ragazzi delle varie Municipalità Cittadine saranno ospiti, secondo dei turni settimanali, del Centro Comunale di Marechiaro, dove nel corso del progetto "Mario e Chiara a Marechiaro - Estate" avranno la possibilità di giocare e stare insieme. Nel mese di luglio, alcune strutture del litorale campano accoglieranno gruppi di 30 ragazzi tra gli 8 e gli 11 anni, provenienti dalle diverse Municipalità. Tra un tuffo e l'altro, i giovani potranno dedicarsi a laboratori, sport, gare ed altre iniziative.
Programma aggiornato al 12 luglio

Come partecipare Ragazzi in città-Estate
Per ricevere ulteriori informazioni su tutte le attività organizzate dal Comune di Napoli, si può chiamare il numero verde 800 07 99 99. Tutte le attività sono gratuite. Per prendere parte alle iniziative basta rivolgersi al Centro Sociale Territoriale del proprio quartiere e compilare il modulo di richiesta. Il Centro elaborerà una graduatoria con i nomi dei ragazzi che potranno partecipare ai progetti. L'elenco dei centri sociali in cui recarsi, divisi per quartiere, è riportato nel programma Ragazzi in città-Estate prelevabile in questa pagina
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Benevento: ‘Quattro Notti' dal 27 al 30 agosto. Lucio Dalla direttore artistico

L’assessore alla Cultura del Comune di Benevento, Raffaele Del Vecchio, ha reso noto che l’edizione 2009 della rassegna “Quattro notti e…più di luna piena” si svolgerà a Benevento dal 27 al 30 agosto. La direzione artistica della manifestazione è stata affidata a Lucio Dalla (nella foto). La manifestazione, prevista inizialmente per la fine di giugno, è slittata dunque a fine agosto con il cambio della direzione artistica: Dalla succede così a Renato Giordano.
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domenica, giugno 21, 2009
Saviano: ecco le storie disperate di un Sud sempre meno europeo

di Marco Alfieri
«La questione meridionale, in fondo, continua a esistere». Siamo sempre lì, «al vecchio Giuseppe Mazzini, che ai nuovi militanti della Giovane Italia diceva: ricordatevi, l'Italia sarà soltanto quel che sarà il sud Italia…». Cos'altro è, dopotutto, «quella tragica diaspora di cervelli campani, pugliesi, calabresi o siciliani verso il nord che interrompe la speranza di migliorare il mezzogiorno, se non questione meridionale? Certo, la politica ha buon gioco a passarla sotto silenzio. Ma ci sono interi territori, paesi, che si stanno svuotando nel silenzio dell'opinione pubblica e dei media. Purtroppo sono rare le persone di talento che riescono a restare al sud. Il cinismo e l'apatia ti divorano. Che tu sia fabbro o musicista, quando tutto diventa impossibile, la quotidianità o anche solo una serata da passare in tranquillità, non puoi far altro che galleggiare, e appagarti di tutto…». L'altro ieri, per Mondadori, è uscito il nuovo libro di Roberto Saviano.
S'intitola La bellezza e l'inferno e raccoglie una serie di articoli e racconti brevi 2004-2009. Lo scrittore che ha svelato al mondo gli orrori e le miserie di Gomorra, ieri è venuto al Sole 24 Ore, e ha discusso con noi di politica, di economia, di criminalità, di bellezza, che è poter continuare a scrivere «ai miei lettori. A chi ha reso possibile che Gomorra divenisse un testo pericoloso», come sta scritto nel frontespizio di copertina del suo libro. Certo in una vita costretta. E di inferno, o almeno di un suo spicchio perverso: i brogli di Napoli, l'incendio siciliano a poche ore dal voto, e «l'astensionismo che ha paralizzato mezzo meridione, impedendo a molta gente di partecipare in modo pulito alla cosa pubblica».
Dice Saviano «che il sud continua ad essere un bacino enorme di voti facili, acquistati a poco». Una prassi consolidata, il voto di scambio, «ma ai tempi della Dc e del Psi era centrato su un baratto chiaro: un voto, un lavoro. Adesso lo scambio è costruito sui 50 euro. Sui 25 euro. Sul telefonino nuovo. Sul corso di formazione. Sono queste le nuove monete della politica meridionale. Tutto è svilito, svalutato».
Per Saviano l'astensionismo nasce da qui. «Lo dimostra come sia stato più alto alle Europee dove c'era meno da guadagnarci dal voto. Alle amministrative, invece, al seggio ci vai, perché in questo modo ti risparmi un mese di mutuo, o una spesa al supermercato pagata». Non sono esempi a caso quelli di Saviano, ma è la mappatura delle forze dell'ordine su questa terribile peste che è il voto di scambio. «Solo che c'è un salto di scala fortissimo rispetto ai tempi di Giovanni Falcone. Oggi i cartelli sanno che la politica va gestita con enorme cura. Non mettono più loro uomini direttamente, ma fanno al modo delle grandi corporation, in grado di fare pressioni sulla politica con il loro business economico. Le cosche hanno in mano il ciclo del cemento, dei trasporti, del petrolio». I punti nevralgici. «Ovvio che riescano ad indirizzare il consenso e i voti senza quasi sporcarsi le mani».
Ma così la politica diventa qualcosa di inutile, «che ti da un sollievo momentaneo, come quello dei pusher». Un placebo corruttivo. «E poi svaluta tutto. Chiunque vada su, poco cambia. Tanto rosso o nero che sia, sappiamo bene dietro chi comanda. Tanto più nella politica locale, dove la criminalità organizzata cerca la trasversalità. E non si salva nessuno». Nessuno.
Dice Saviano che lo stesso voto europeo «ha riacceso gli appetiti sulla grande fame di capitali pubblici per sostenere intere strutture di welfare che lo stato italiano non è più in grado di mantenere. Questa è oggi l'Europa vista dal meridione: una nuova grande Cassa del mezzogiorno. A Napoli, Reggio Calabria, Bari, Palermo, i fondi Ue servono per tenere insieme i corsi di formazione, la disoccupazione, le clientele e le attività sportive». Per questo il cambiamento elettorale alla provincia di Napoli fa pensare molto Saviano. «È difficile credere, dopo quel che è successo sui rifiuti e l'attenzione sui cartelli criminali, raccontata in mondovisione, che a Napoli si sia fatta una campagna elettorale senza citare mai una volta, la parola camorra. Mai, dico mai, un riferimento alle contraddizioni della criminalità organizzata. Mai un accenno al ciclo del cemento, o al fatto che molte persone coinvolte nella campagna hanno avuto problemi enormi con i cartelli criminali».
Purtroppo, invece, «prevale il cinismo che nasce dal quotidiano campare», dice Saviano. «L'idea che chi vuole che le cose cambino in realtà sta solo speculando sulle tue aspettative». A tutto questo contribuisce una politica ridotta a merce di scambio. «Un tremendo suk. E non è moralismo il mio, badate. La politica, lo insegnano gli anglosassoni, è anche affermazione delle proprie ambizioni e del proprio talento. Ma questo non significa rubare o saccheggiare, dovrebbe essere anzi uno stimolo a gestire meglio la cosa pubblica».
Com'è lontana l'America, per Saviano. «Democratici o Repubblicani, fa lo stesso. Piena di passione, di speranza. Da noi è ridotta ad un pantano. Lo diceva già Giustino Fortunato: al sud fa politica di solito il più brigone, il più furbo. Il figlio più di talento, fa l'imprenditore. O se ne va».
Invece l'ultima volta che Saviano ha sentito un tuffo al cuore è stata quella volta al Circo Massimo, ottobre 2003. «I tre milioni di Sergio Cofferati. Perché se non parla al cuore, se è a cuore freddo, la politica è finita. Spacciata». Per questo, «mi chiedo: ma davvero l'elettorato meridionale non si rende conto di quanto siano infettati molti suoi amministratori? Io non lo credo. Perché poi il 50 euro del voto di scambio ti torna indietro con interessi usurai quando ti intombano i rifiuti vicino a casa, o gli scarti tossici sotto le scuole dei tuoi figli, come in Calabria, o nelle discariche satolle in Campania, o quando sei costretto ad emigrare o a lavorare militarizzato nei cantieri».
Non solo sud, dice però Saviano. Perché il grande intreccio sale e sale come la linea della palma di Leonardo Sciascia. Ogni anno, si mangia un pezzetto di Stivale. «Il problema è proprio questo. Al nord cittadini e istituzioni non hanno cognizione vera della piaga. Al nord la mafia non è un problema sociale, come a Scampia, a Casal di Principe o a Locri, ma economico, perché ormai le mafie investono quasi solo qui. Al sud, non le conviene. Lo dicono i rapporti del Procuratore nazionale antimafia».
Siamo alla grande spartizione. «La ricostruzione dell'Abruzzo alla camorra, l'Expo di Milano alla n'drangheta». Come? «Una sola parolina magica: sub-appalto. La grande impresa pulita vince la gara, ma poi, dietro, chi fornisce il calcestruzzo? Chi le pale meccaniche? Chi i carpentieri? E chi ti fa il massimo ribasso del 40%?». Già il pool antimafia di Antonino Caponnetto lo diceva: «se l'unico criterio di aggiudicazione è sempre e solo il minor costo al minor tempo possibile di realizzazione, vinceranno sempre loro, le imprese colluse».
Ma dice Saviano che con la crisi salirà ancora la linea della Palma. «Gli studi dell'Onu ci dicono che la grande recessione sta spingendo il narcotraffico ad entrare nelle banche europee. La liquidità sta per finire lì dentro, con una certa perversa lungimiranza. Perché non entrano per impossessarsene. Ma per orientare e governare la ripresa economica, dirottando i flussi finanziari su quelle attività e quei settori d'impresa che decideranno le sorti del paese domani».
Nemmeno si può fermare questa peste solo con le belle parole. «Le associazioni, le denunce, i manifesti, gli appelli. No. Solo il business sano scaccerà i soldi marci. Solo se rendi conveniente fare i soldi puliti si riesce a sconfiggere Gomorra». Oggi pagare l'estorsione paradossalmente conviene. «In cambio hai sicurezza sul posto di lavoro, garanzia di consegna nei tempi dei Tir, le assicurazioni a sconto, uno sportello prestiti senza interessi usurai, i permessi per aprire i locali e i prodotti della spesa in offerta, come il latte, che i casalesi compravano da Parmalat al 30% in meno».
E poi l'inferno, come un pezzo di titolo del suo nuovo libro, per Saviano «è sempre più l'idiozia della classe dirigente meridionale, convinta che se si denuncia il marcio si allontanano gli investimenti. Parliamo del bene, non del male, dicono. Parliamo di turismo, non di camorra. Ma questa è una colossale bugia. Perché non puoi incentivare il turismo se distruggi le coste, o se il circuito viene alimentato con i soldi sporchi».
«È come se parlando del male tifassi per il male», s'immalinconisce Saviano. «Un'accusa che viene fatta a me e ai tanti maestri di strada che provano a cambiare le cose, ma che proprio non sopporto. Quasi fosse la missione di un fissato, di un mistico». Per questo, ripete, ci vuole la convenienza, anche utilitaristica, a fare business pulito.
«E' la Silicon valley che si deve fare nel sud. E questo lo possono fare solo grandi aziende illuminate. Chi ha uno spirito diverso, come Adriano Olivetti, che arrivò a Napoli e fece costuire piccole villette per i suoi dipendenti vista mare». Non un dettaglio romantico. «Già Eleonora Pimentel De Fonseca istituì il diritto di ogni napoletano a vedere il mare, che poi era il modo per fermare il futuro abusivismo». I rivoluzionari partenopei e Olivetti. «Ripartiamo da qui», dice Saviano. «Dal migliorare le piccole cose della vita quotidiana: i bus che arrivano in tempo, il laboratorio di analisi che funziona… Una quotidianità infernale ti peggiora solo, ti abbruttisce. Né basta per salvarsi il blasone della storia, o una cultura grandiosa alle spalle. Sarebbe solo un grande alibi…».
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Il Sud che resiste.
La pubblicazione di un libro, a volte, può diventare l’occasione per l’apertura di un ampio confronto. È quanto sta avvenendo per il volume Il Sud che resiste. Storie di lotta per la cultura della legalità in Terra di Lavoro, con un’originale esperienza di partecipazione dal basso. Il suo autore, Pasquale Iorio, un sindacalista campano dotato di acutezza e tenacia, sta facendo di questa presentazione un vero e proprio tour in tutta Italia, tra grandi città e centri piccoli e medi. Il volume, partendo dall’efferato episodio della strage di sei ghanesi a Castevolturno, pone in evidenza come il fenomeno della delinquenza organizzata condizioni l’economia, colpisca i più deboli, crei emarginazione e inibisca la vita associativa; in sintesi, deprima ogni aspettativa per l’avvenire. Tuttavia, il libro non si ferma a queste constatazioni negative, ormai ricorrenti, ma si propone anche come un contributo di notevole interesse per la scoperta di buone pratiche di cittadinanza attiva e di legalità, in un’ottica di educazione permanente; come una narrazione serrata di storie di persone, associazioni e istituzioni di una provincia meridionale; come un paradigma dell’intero Sud e non solo delle vicende di una terra difficile, quale quella di Caserta. Questo volume si affianca alla sempre più vasta letteratura sulla illegalità diffusa e sul sistema criminale del Mezzogiorno, analizzata da Saviano, Capacchione, Di Fiore, Cantone, Sales, Barbagli, Becchi e vari altri. Da questo contesto, si distaccano le opere di Siebert, La Spina e Fantò, dedicate, in particolare, al rapporto tra criminalità e sviluppo economico e il peculiare punto di vista di Piero Barucci sulla “intermediazione impropria”, ovvero sulla grave diseconomia meridionale rappresentata dai rapporti perversi tra politica, istituzioni e delinquenza organizzata. Tuttavia, scorrendo le pagine de Il Sud che resiste, viene alla mente un saggio di Tullio e Quarella, apparso nel 1999 sulla “Rivista di Politica Economica”, dal titolo Convergenza economica tra le regioni italiane: il ruolo della criminalità e della spesa pubblica. In questo studio, si sosteneva che l’incremento degli investimenti pubblici per contrastare la disoccupazione poteva essere inefficace o, perfino, dannoso, se fosse avvenuto in un ambiente caratterizzato: da un impiego delle risorse finanziarie indotto da ragioni politico-elettorali, anziché economiche; da estesi fenomeni di decadimento delle istituzioni locali; da stretti legami tra criminalità e politica; da una scarsa tutela dei diritti di proprietà. Anche se la maggioranza dei meridionali era - ed è - onesta, la rete di relazioni a sostegno della criminalità era - ed è - tanto vasta, da penalizzare chi, come l’imprenditore agricolo portato ad esempio di un certo Mezzogiorno nel saggio, avesse una proprietà frazionata e mancasse di collegamenti con i partiti, la chiesa, la massoneria, ponendosi del tutto al di fuori dei sistemi di quel “capitale sociale negativo”, in grado di permettere una “ordinata sopravvivenza”. Iorio, al contrario, mette in rilievo un fattore di stimolo per lo sviluppo, quel “capitale sociale positivo”, che proviene dalle esperienze più diverse del territorio meridionale e che ne rappresenta un’indubbia caratteristica moderna e propulsiva. Questo è, probabilmente, l’aspetto più importante del libro, che parte dall’involuzione e dal degrado di una terra, un tempo fertile e di lavoro, come quella casertana, per arrivare a mostrare in piena evidenza alcuni dei volti positivi del Mezzogiorno. Infatti, il volume non è solo una testimonianza d’affetto e una memoria viva di questo territorio, ma rappresenta anche un concreto apporto alla costruzione di una speranza per il futuro. Le immagini che scorrono fanno parte del racconto di un Sud diverso dal senso comune prevalente: dagli imprenditori “dalla parte dello Stato”, impegnati a fondo nella lotta al racket, agli esponenti di una chiesa vicina ai più deboli, ai giornalisti anticamorra, alle associazioni giovanili e del volontariato, alle imprese e cooperative sociali, alle scuole aperte al territorio e alla multiculturalità, fino ai centri di insegnamento e di ricerca dell’università, viene un messaggio di notevole valore. Anche perché, non si tratta, secondo l’autore, di esperienze isolate, di tante monadi a sé stanti, ma di un insieme di figure, attività e ricchezze, “che vanno messe in rete e governate”. Questo obiettivo riguarda tutto il Mezzogiorno ed è il punto cruciale di un vero “nuovo meridionalismo”. Se da un lato, il Sud è ricolmo di talenti e creatività disperse, di iniziative di piccole e medie dimensioni, dall’altro, è difficile pensare che una stagione positiva possa riprendere solo con un intervento dall’alto, di tipo tradizionale. Allora, forse, il tema del protagonismo e della messa a sistema di questa ricchezza del Sud, fatta di energie positive, cervelli e operosità, troppo spesso abbandonata a sé stessa, può connettersi all’esigenza di una nuova fase di trasformazione e di superamento dei nodi strutturali del dualismo italiano. Il libro sottolinea come l’assenza della politica rappresenti un fattore di forte svantaggio per un’azione di questa portata. E qui il discorso, che rimanda ad una storia differente del Mezzogiorno, incarnata da politici interessati all’affermazione di un interesse generale della società e delle ragioni delle classi più disagiate, mossi da idee e valori di progresso civile, si fa più complesso. Rimanda alla possibilità di non sprecare o disperdere le energie positive, il capitale sociale dell’area meridionale, come il principale compito di una nuova classe dirigente, capace di sostituire quelle che hanno fallito. Chissà che una crescita dal basso, a partire da un impegno nelle pieghe della società, con la partecipazione di tanti alla costruzione di un’innovazione aperta del sistema culturale ed economico meridionale, non possa essere la più degna conclusione di un bel racconto, quasi, di una parabola civile su di noi.
Amedeo Lepore, 20 giugno 2009
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Roma, 25 giugno ore 9.30 Palazzo Altieri, Piazza del Gesù 49. Tavola rotonda “I Sud che si muovono. Dinamismo e sviluppo del Meridione”. Si confrontano sul tema: Cristiana Coppola, Sergio D'Antoni, Giuseppe De Rita, Andrea Olivero, Nichi Vendola, Gianfranco Viesti. Introduce Carlo Alfiero. Saluta Mons. Mariano Crociata. Modera Giuseppe De Filippi. Interviene il Ministro del Welfare Maurizio Sacconi.
preleva il programma "Estate Serena anziani"









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