sabato, maggio 30, 2009
Microcredito per il lavoro: conferenza stampa del Cardinale Crescenzio Sepe

Sabato 30 maggio 2009 ore 11:30
Microcredito per il lavoro
Conferenza stampa
del Cardinale Crescenzio Sepe
Alle ore 11.30 di sabato 30 maggio 2009, nel Salone delle Conferenze del Palazzo Arcivescovile
L’iniziativa fu annunciata, in occasione della Pasqua, dallo stesso Arcivescovo con la Lettera Pastorale «Dove possiamo comprare il pane?», nella quale il Cardinale Sepe faceva riferimento alla «dolorosa e difficile situazione economico-finanziaria e lavorativa nella quale vive e soffre tanta parte della nostra gente», che chiede lavoro e pane, rendendo più consistente la lista di quanti, già numerosi, vivono in uno stato di estremo bisogno e povertà.
Di fronte alle nuove folle che chiedono pane - diceva l’Arcivescovo - la Chiesa di Napoli non può restare a guardare, ma vuole aprire le sue braccia e il suo cuore. «Io stesso, come pastore del mio amato gregge, farò il primo passo verso l’etica della solidarietà, donando parte dei miei risparmi personali e lo stipendio di un anno per aprire un Fondo finalizzato all’attivazione di un microcredito per il lavoro, per far riemergere cioè la creatività e l’ingegno della nostra gente, trasformando così l’arte di arrangiarsi in una nuova vocazione al lavoro».
Per rendere concreta e operativa questa sua idea il Cardinale Sepe pensò alla costituzione di un piccolo nucleo di valutazione, di un piccolo gruppo di esperti, i quali, in questo tempo, hanno approfondito l’obiettivo e definito tutta l’articolazione del meccanismo che, essi stessi, assieme all’Arcivescovo, presenteranno alla stampa questo sabato, prima di aprire le porte alla presentazione delle domande e dei relativi progetti per cui si chiede il microcredito.
La conferenza stampa, che si terrà alla vigilia della raccolta in tutte le chiese delle offerte necessarie per la costituzione del Fondo di garanzia in favore delle famiglie in difficoltà, voluto dalla Conferenza Episcopale Italiana,vedrà la presenza anche del Vicario Episcopale per la Carità, mons. Gaetano Romano, e sarà coordinata e introdotta dal Vicario Episcopale per le Comunicazioni, mons. Gennaro Matino.
, il Cardinale Crescenzio Sepe terrà una conferenza stampa per illustrare gli obiettivi, le modalità, i criteri, la costituzione del Fondo S.P.E.S. riguardanti la concessione di prestiti a tasso zero a persone rimaste senza lavoro o da sempre disoccupate, che abbiano una idea-progetto da realizzare per procurare lavoro e reddito a se stessi, alla propria famiglia e ad altra persona.Etichette: Cardinale Crescenzio Sepe, chiesa napoli, microcredito
BOBBA: UNA LEGGE PER RIFORMARE IL NON PROFIT.

« È assolutamente necessaria una legge quadro per riformare il codice civile e costruire un moderno Terzo settore. Altrimenti il rischio è che prevalga la valenza fiscale e non quella settoriale». Lo ha affermato Luigi Bobba, parlamentare del Pd, ex presidente nazionale delle Acli e portavoce del Forum del Terzo settore, in occasione della presentazione del libro-intervista Non profit, scritto con Gabriella Meroni, avvenuta ieri all’Università Cattolica di Milano. Tre milioni di volontari, oltre 30mila organizzazioni non profit, 700mila dipendenti: sono questi i numeri del Terzo settore italiano, ovvero quel mondo, fatto di solidarietà, volontariato, partecipazione civica ed economia sociale che non è «né Stato né mercato». Un mondo fatto di persone, giovani e meno giovani, impegnate per un ideale di giustizia e orientate dai valori della sussidiarietà, che negli ultimi 20 anni è costantemente cresciuto fino a diventare interlocutore irrinunciabile delle istituzioni ed elemento portante anche del sistema economico. «I nostri legislatori – spiega Stefano Zamagni, presidente dell’Agenzia delle onlus – hanno due strade: un Testo unico o, appunto, una legge quadro organica. La scelta legislativa non serve solo a razionalizzare il settore, ma a indicare il modello e gli obiettivi per i prossimi anni, divisi tra funzione assistenziale e funzione produttiva. Il mercato, comunque, deve cominciare a fare i conti con le imprese del non profit». Il presidente dell’Agenzia delle onlus si è detto dispiaciuto per come sia passata sotto silenzio la direttiva sull’economia sociale approvata a febbraio scorso dal Parlamento europeo: «Una normativa ispirata da noi italiani, che però non si riesce a imporre nel nostro Paese». Anche Mariella Enoc, vicepresidente della Fondazione Cariplo, ha sottolineato che «servono leggi e innovazioni culturali per cambiare le Fondazioni, viste ancora come legate alle banche. Oggi, invece, sono più dedite alla sussidiarietà. Se c’è trasparenza, se ci sono progetti seri, ci possono essere esempi di eccellenza perfino nel non profit. Tuttavia è necessaria una formazione mirata: da un lato rivolta all’impresa e alle logiche economiche, dall’altra agli imprenditori del Terzo settore». Il libro-intervista pubblicato dall’Editrice La Scuola (126 pagine, 9 euro) è qualcosa che è molto di più di una mappa del non profit italiano, pure scandagliato nelle caratteristiche e nei numeri più significativi, nelle dinamiche di partecipazione e rappresentanza, nei suoi rapporti con la politica. Il volume, infatti, aiuta anche a capire quali sfide attendono oggi questa realtà dinamica, tra crisi economica, globalizzazione, povertà emergenti e bisogni sociali, senza eludere il problema delle risorse: donazioni e 5 per mille. Ribadendo l’indipendenza del volontariato e di un «non profit moderno» che non ha smarrito la sua anima comunitaria, nelle pagine del libro e nel corso della presentazione – a cui hanno partecipato anche Giambattista Armelloni, presidente regionale delle Acli Lombardia, e Luigi Campiglio, prorettore dell’Università Cattolica di Milano – è stato lanciato un preciso allarme contro l’imperante tendenza della loro statalizzazione. Insomma: «no al volontariato di Stato». MAURIZIO CARUCCI |
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Non aver paura! Apriti agli altri, apri ai diritti

Molte associazioni hanno deciso di reagire.
Tante associazioni, di ogni estrazione, con storie diverse. Un solo obiettivo.
Uno sforzo collettivo e concreto che, nei prossimi mesi, vuole dare voce e credibilità a un messaggio di "lungo respiro" che sappia creare e supportare una reazione coordinata al razzismo e alla paura.
Dobbiamo sostenere i diritti e la dignità di ognuno. Su tutto il territorio e in ogni circostanza.
Vogliamo dare visibilità a una realtà che già esiste, creare una rete che colleghi e dia energia all’indignazione e ai sentimenti di solidarietà che, benché siano già presenti nelle realtà sensibili al tema, faticano ad emergere.
E vogliamo coinvolgere in questo percorso il maggior numero di persone possibili, di ogni età, per chiamare tutti all’assunzione delle proprie responsabilità. L’adesione deve trasformarsi in partecipazione e impegno concreto.
Vogliamo creare una rete nazionale per una società più libera, più democratica e con un futuro, che sappia trovare nelle realtà locali, sul territorio, la sua vera linfa vitale. Un percorso articolato e coordinato, nel quale il lavoro e l’impegno quotidiano dei singoli si inseriscono in una cornice comunicativa comune, che sappia placare la paura dello straniero strumentalizzata dalla politica e dai media.
Parte la campagna contro il razzismo, l’indifferenza e la paura dell’altro, e ha bisogno di tutti noi.
Questa non è una raccolta di firme. Non solo.
Vi chiediamo di partecipare, di organizzare degli eventi, di informarvi e di informare, di comunicare. Di reagire.
Il nostro manifesto
Più di quattro milioni di persone di origine straniera vivono oggi in Italia. Si tratta in gran parte di lavoratrici e lavoratori che contribuiscono al benessere di questo Paese e che lentamente e faticosamente, sono entrati a far parte della nostra comunità.
Persone spesso vittime di pregiudizi e usate come capri espiatori specialmente quando aumentano l’insicurezza economica e il disagio sociale.
Chi alimenta il razzismo e la xenofobia attraverso la diffusione di informazioni fuorvianti e campagne di criminalizzazione fa prima di tutto un danno al Paese. L’aumento degli episodi di intolleranza e violenza razzista a cui assistiamo sono sintomi preoccupanti di un corto circuito che rischia di degenerare e che ci allontana dai riferimenti cardine della nostra civiltà.
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella Costituzione italiana e nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, senza distinzione alcuna di nazionalità, colore della pelle, sesso, lingua, religione, opinione politica, origine, condizioni economiche e sociali, nascita o altro.
Sono questi i principi fondamentali che accomunano ogni essere umano e costituiscono la base di ogni moderna democrazia.
Una società che si chiude sempre di più in se stessa, che cede alla paura degli stranieri e delle differenze, è una società meno libera, meno democratica e senza futuro.
Non si possono difendere i nostri diritti senza affermare i diritti di ogni individuo, a cominciare da chi è debole e spesso straniero. Il benessere e la dignità di ognuno di noi sono strettamente legati a quelli di chi ci vive accanto, chiunque esso sia.
Acli Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati Amnesty International Antigone Arci Asgi Cantieri SocialiCaritas Italiana Centro Astalli Cgil Cir Cisl Cnca Comunità di Sant'Egidio Csvnet Emmaus Italia Federazione Chiese Evangeliche in Italia Federazione Rom e Sinti Fio Psd Gruppo Abele Libera Rete G2 Seconde Generazioni Save the ChildrenSei - Ugl Tavola della Pace Terra del Fuoco Uil
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Stamattina fiori sul luogo dove è morto Petru Birladeanu
La cerimonia c'è stata dopo una grande assemblea con tutte le comunità straniere e le associazioni di volontariato di Napoli con il Sindaco Rosa Russo Iervolino. Non aver paura, questo il messaggio emerso con forza. La città può far crescere solidarietà ed accoglienza.
Le ACLI di Napoli con il presidente Pasquale Orlando e le responsabili ACLI Colf Maria Laura Biscaglia e Anna Cristofaro erano lì a testimoniare il lavoro dell'associazione e la sfida educativa e sociale che le ACLI conducono per una città accogliente, sicura e giusta.
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giovedì, maggio 28, 2009
Ad Afragola si parla della crisi economica


VII CONFERENZA JPV
Ad Afragola si parla della crisi economica
Si è tenuta nei giorni scorsi nello splendido scenario chiostro della Basilica di S. Antonio di Afragola, l’annuale conferenza organizzata dalla Commissione Giustizia, Pace e Integrità del Creato (JPV) dell’Ordine Francescano Secolare e della Gioventù Francescana di Afragola. Il tema affrontato quest’anno è stato quello della crisi economica, dei suoi riflessi sulla vita delle famiglie e delle modalità per superarla con uno stile di vita più sobrio.
La manifestazione ha avuto inizio fin dal mattino con l’esposizione, sul sagrato della Basilica, dei fumetti realizzati dalle scuole e associazioni afragolesi. Alla conferenza era legato un concorso “Lauda Francescana”, che vedeva la partecipazione di scuole pubbliche, medie e medie superiori, ed associazioni del territorio, per la realizzazione di un fumetto sul tema della conferenza. La giornata ha riscosso un notevole successo di pubblico con l’attenta partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni e dei cittadini.
La conferenza serale ha visto l’intervento di autorevoli relatori che hanno stimolato la riflessione del pubblico presente. Ad aprire i lavori, i saluti del vice sindaco di Afragola, Antonio Pannone. Il rappresentante istituzionale ha incoraggiato le iniziative della Commissione JPV, che si è fatta promotrice in questi anni di diverse iniziative di sensibilizzazione per la città. Si è augurato una sempre più ampia collaborazione tra i soggetti che lavorano sul territorio e per il territorio, anche se con proprie peculiarità e vocazioni. Riprendendo, poi, il Magistero della Chiesa, ha invitato a ricercare uno stile di vita più sobrio. A rappresentare la diocesi di Napoli, Don Tonino Palmese, Direttore dell’Ufficio giustizia, pace ed integrità del Creato, che ha affermato che la crisi economica non può non essere collegata all’attuale crisi dei valori ed ha quindi esortato i cristiani a vivere costantemente gli uni per gli altri.
I lavori sono proseguiti con l’intervento di Franco Frazzarin. Sociologo e consigliere internazionale dell’Ordine Francescano Secolare, Frazzarin, ha fatto un’attenta analisi della situazione italiana e ha messo in evidenza come divario tra chi vive una situazione di assoluta povertà e chi detiene la ricchezza è sempre più ampio. Per diminuire tale divario e intervenire in favore delle fasce più deboli, occorre che siano messe in campo già dagli amministratori locali serie politiche di sviluppo, ma si devono anche sostenere iniziative sovranazionali che mirino al rilancio dell’economia. Da francescano secolare, Frazzarin suggerisce che la soluzione della crisi passa necessariamente per “processi di cambiamento connotati da lente metamorfosi” che portino tutti i grandi attori ad agire avendo come riferimento il bene comune e la costruzione di una società più giusta e fraterna.
A seguire ha preso la parola Pasquale Orlando, presidente delle ACLI di Napoli, il quale ha incentrato il proprio intervento sull’importanza delle scelte personali “perché sono esse a cambiare il mondo”. Oggi si sta constatando che quegli atteggiamenti che una volta venivano etichettati come moralistici, come ad esempio l’attenzione ad evitare gli sprechi, sono invece virtuosi. Bisogna passare infatti, secondo il Presidente ACLI, dalla cultura del cowboy, che va alla ricerca delle risorse illimitate, a quella dell’astronauta, che utilizza poche cose. Ridurre gli sprechi con un atteggiamento virtuoso, acquistare beni direttamente da chi li produce, incentivare all’utilizzo delle fonti rinnovabili di energia, scegliere un turismo responsabile rispettoso delle popolazioni, sono alcuni dei suggerimenti proposti che possiamo mettere in pratica per diminuire gli effetti della crisi.
Riccardo Milano, economista e responsabile delle relazioni culturali di Banca Popolare Etica, ha incentrato il proprio intervento sull’analisi economica della crisi.
La crisi che stiamo vivendo è caratterizzata dalla completa assenza di norme etiche che la disciplinino e dalla mancanza di “amministratori adeguati” e “capaci di fronteggiarla”.
Cosa bisogna fare, continua Milano, affinché perché questo periodo difficile possa divenire un’opportunità e quali attività bisogna intraprendere. Detto in altro modo, bisogna porsi nuovamente la domanda socratica:” Come bisogna vivere?”
La ricerca e la pratica di una nuova economia rispettosa della persona e dell'ambiente devono quindi essere, anche alla luce della crisi che stiamo vivendo, un must obbligato, così come la pratica della sobrietà e della ricerca di una felicità di vita collettiva e comune.
La riscoperta di una finanza etica, solidale, civile, sociale e il suo successo rendono possibili nuove vie economiche che puntano non solo alla riduzione della povertà e dell'ingiustizia sociale, ma appunto a creare armonia tra persona e persona, persona e stati/società, persona ed economia, persona ed ambiente. Il tutto anche con il ben-essere fisico ed economico e non solo di un vago benessere. Occorre, quindi - e come da più parti si richiama - più etica e più responsabilità sia personale che sociale.
A chiudere gli interventi, Padre Eduardo Parlato ofm, già parroco di Sant’Antonio e attualmente Direttore dell’Ufficio Beni Culturali della diocesi di Napoli, che con un intervento molto accorato e ricordando i suoi trascorsi afragolesi, ha confermato il pieno appoggio ad iniziative del genere che hanno l’obiettivo di coinvolgere le persone, incentivare il dialogo sui i temi portanti della società di oggi e promuovere una cultura francescana che faccia apparire “un arcobaleno tra le nuvole della tempesta” come preludio di giustizia, pace e fratellanza universale.
A concludere la giornata, la premiazione del concorso “Lauda Francescana” che ha visto la vittoria per la Giuria Popolare, della Scuola Media “Ciaramella”, dell’ITG “Dalla Chiesa” e, per le associazioni, della Pro-Loco.
La Pro Loco si è aggiudicata anche il Premio della Giuria di Qualità. Presieduta da Mario Punzo, direttore della scuola italiana di Comix, la giuria ha inteso premiare l’originalità e il tratto dell’opera. Il premio è un mese di stage gratuito presso la prestigiosa Scuola di fumetto.
Al termine della serata, Rita Lucido, a nome della Commissione JPV, ha ringraziato gli intervenuti, le scuole e le associazioni che hanno partecipato al concorso Lauda Francescana. Il risultato ottenuto conforta che la via intrapresa della collaborazione è giusta e da perseguire con costanza ed impegno da parte di tutti.
Un particolare ringraziamento è andato a chi ha contribuito alla riuscita della giornata, l’associazione onlus Gocce di Fraternità, l’associazione culturale L’artefatta, per il fondamentale contributo offerto, la Scuola Italiana di Comix, per la presenza alla manifestazione e il premio offerto. Infine, un ultimo ringraziamento all’Ordine dei Frati Minori di Napoli, che ha fortemente sostenuto l’iniziativa, e al Comune di Afragola che ha concesso il proprio patrocinio.
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Regione Campania, ecco il piano casa Aumento delle volumetrie fino al 35%

NAPOLI (28 maggio) - Offrire una risposta al disagio abitativo delle fasce più deboli senza occupare nuovo territorio, ma puntando alla riqualificazione delle aree degradate e periferiche e al cambio di destinazione di capannoni industriali dismessi.
La Giunta della Regione Campania ha approvato oggi il ddl Piano Casa, anticipando le decisioni del governo nazionale attese nelle prossime settimane. Il ddl è un mix di edilizia privata, popolare e convenzionata che tende a rimettere in moto il settore edile, creando, in questa fase di crisi, anche nuove opportunità di lavoro.
Tre gli ambiti di intervento previsti dal disegno di legge regionale: ristrutturare abitazioni provate, riqualificazione degli edifici Iacp e costruzione di nuovi alloggi in stabili industriali dismessi.
Quali sono le novità? Sarà possibile aumentare le volumetrie delle abitazioni private, non superiori ai mille metri cubi, villette mono e bifamiliari, fino a un massimo del 20%; mentre per gli edifici abbattuti e ricostruiti seguendo moderni standard urbanistici, l'aumento previsto è del 35%.
I vecchi immobili Iacp, potranno essere interamente abbattuti per poi essere riedificati, mantenendo la volumetria originaria, secondo moderni criteri. Si tratta di interventi rivolti alla fasce deboli della popolazione. Il ddl prevede che le ditte, incaricate, previa aggiudicazione della gara, avranno la possibilità di aumentare le volumetrie fino al 50% per realizzare alloggi da immettere sul mercato e che non rientrano negli alloggi popolari.
Ad ogni incremento di volumetria si accompagnerà un fascicolo dell'edificio, un dossier il quale attesti che l'ampliamento avviene nel segno della sicurezza antisismica.
Tra le novità anche la «moneta urbanistica»: il ddl prevede interventi in aree urbane degradate, ad esempio in zone industriali ormai dismesse, per cambiare la destinazione d'uso dei fabbricati, senza aumenti delle volumetrie, per trasformarli in edilizia abitativa e il 20% del valore dee essere destinato ad housing sociale.
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Viaggio tra i borghi e le strade delle arti di Napoli”

Viaggio tra i borghi e le strade delle arti di Napoli”
“Otto anni di intenso lavoro, 96 mesi di impegno congiunto, un unico obiettivo: ridare dignità al Borgo Orefici e più in generale al Centro Storico di Napoli, attraverso il recupero urbanistico ed ambientale e la rivitalizzazione delle piccole attività commerciali ed artigianali che vi sono ubicate, tenendo presente l’attrattività turistica dell'area.
Un progetto di alta risonanza che ha radici lontane, ovvero in quel 7 maggio del 2001, quando il Comune di Napoli, la Regione Campania ed altri enti pubblici locali da un lato, e alcune associazioni di privati, tra cui il Consorzio Antico Borgo Orefici, il Consorzio Oromare, il Consorzio Il Tarì, dall’altro, stipularono un protocollo di intesa per la nascita e la crescita di un “Polo Orafo Campano” all’interno del quale il Borgo Orefici era destinato a costituire uno dei tre sistemi di sviluppo locale del settore.
Otto anni, dunque, ma i risultati oggi sono sotto gli occhi di tutti. Un Borgo più vivibile e più sicuro, un consorzio di artigiani e commercianti che esportano i loro prodotti anche all’estero, una variegata offerta per collezionisti e curiosi dove ammirare ed acquistare gioielli e pietre preziose. H otel e servizi a disposizione di chiunque intenda trascorrere del tempo in uno di quei luoghi di Napoli che è riuscito a mantenere e a fare tesoro dell’antico assetto medioevale.
Scopo dell’amministrazione è continuare a promuovere il Borgo Orefici quale porta d’ingresso al Centro Antico di Napoli attraverso la creazione, grazie al lavoro dell’assessore Valente e al contributo della Provincia di Napoli e della Regione Campania, di circuiti turistico-culturali tematici ed iniziative coordinate di promozione dei prodotti dell’artigianato artistico.
Proprio per questo abbiamo già patrocinato diverse iniziative nell’ambito delle quali le botteghe ed i laboratori artigiani sono stati aperti al pubblico e si sono integrati con il patrimonio artistico e storico del Centro Antico dando vita ad un circuito culturale tematico di rilievo internazionale, unico al mondo.
Entro la fine del mese di giugno inoltre avremo un altro importante risultato: l’inaugurazione de “La Bulla”, il primo incubatore di imprese cittadino interamente dedicato all’artigianato orafo, che sorgerà in un immobile comunale sito in Via Duca di S. Donato concesso in comodato d'uso al Consorzio Antico Borgo Orefici.
Sono certo che “Borgo Orefici tra tradizione e innovazione - Viaggio tra i borghi e le strade delle arti di Napoli” attirerà cittadini e turisti, che interverranno all’evento per avere l'occasione di entrare in contatto con la produzione partenopea di alta qualità, all’interno di un edificio come l’Archivio di Stato, che è inserito nell’incantevole contesto storico di un Centro Antico che a breve diventerà un vero e proprio “Polo della cerimonia e del tempo libero.
Il convegno, infatti, sarà preceduto da una visita guidata a “I borghi e le strade delle arti di Napoli. I gioielli e i tessuti d’oro e d’argento dei maestri dell’arte”, mostra curata dalla dott.ssa Nicoletta D’Arbitrio che è in corso di svolgimento proprio presso l’Archivio di Stato.
Una mostra, inserita nel Maggio dei Monumenti, dedicata a gioielli e tessuti preziosi, importanti opere che più di ogni altra forma d’arte sapranno raccontare delle eccellenze dei maestri che da sempre operano nelle aree del Borgo Orefici e di Piazza Mercato secondo una tradizione artigianale mai interrotta.
Desidero, infine, ringraziare tutti coloro – imprenditori, uffici tecnici e assessori al ramo che si sono succeduti, al Comune, alla Provincia e alla Regione - che nel corso di questi otto lunghi anni, hanno lavorato per ottenere i risultati che presenteremo sabato.”
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mercoledì, maggio 27, 2009
Centotrentamila passi per raggiungere l’ Assisi del Sud.


CONCLUSO CON SUCCESSO IL SETTIMO CAMMINO DELLA RICONCILIAZIONE E PACE
Grande successo per la manifestazione del Cammino di Riconciliazione e Pace, la Benevento Pietrelcina del 23 maggio 2009, inserita nel programma per il 122° anno dalla nascita di San Pio, da Pietrelcina. Centotrentamila passi, che distano da Benevento a Pietrelcina, città che ha dato i natali ad uomo di riconciliazione cha ha globalizzato la solidarietà. Per miglia di persone, sotto un sole cocente, un impegno concreto, testimoniato dalla fatica di arrivare e di essere solidale, con chi viene vinto dalla fatica non riesce a camminare da solo. Migliaia le presenze, triplicata la partecipazione rispetto al sesto cammino di otto mesi fa. Alzare la voce, per avere il coraggio di porre le attenzioni su ciò che non ci piace in questa realtà fenomenica: le criticità PER LA CRISI DEL LAVORO, i dati che ci dicono che il SUD d’Italia è fermo, il Pil in decrescita. “Il coraggio del Sud, per Alzare la Voce per la carità e la giustizia”. È l’unico modo per uscire da una condizione di insignificanza politica, per ricercare nuovi spazi dove esercitare una pressione, un minimo potere che permetta di riportare l’ambito della decisione politica nelle mani della società civile. Camminare insieme con i giovani adulti per creare le condizioni sociali che mirano a creare legami, costruire una rete in grado di mettere in discussione le istituzioni dominanti (politiche economiche, globalizzazione sfrenata per la lotta al profitto a tutti i costi.
È il lavoro che deve essere messo al centro della agenda politica del governo nazionale e internazionale- dichiara Antonio MEOLA portavoce della Tavola Sannita, meritiamo delle risposte in questo tempo di crisi, guardare oltre la crisi occupazionale per il sud d’ Italia significa accettare la sfida di produrre beni e servizi, di fare impresa, di misurarsi con la creazione e gestione di aziende in forme mutualistiche e cooperative e comunque senza perseguire il principio della massimizzazione del profitto. È quella “economia sociale” conclude Meola che non può essere considerata ruota di scorta di un “capitalismo compassionevole”, ma soggetto originale e creativo di una libera economia sociale di mercato.
Le Acli – afferma il vice presidente nazionale vicario e presidente del Patronato ACLI Michele RIZZI - sono oggi nuovamente chiamate a rispondere ad un bisogno profondo di fare, di sentirsi comunità. “Un movimento sociale si forma solo quando i singoli si accorgono che altri vivono le stesse esperienze”; si riscoprono chiamate a tessere legami sociali, allargando i confini della loro azione, per riaprire cammini di speranza, di condivisione, di piena realizzazione della condizione umana. Rinnoviamo, nelle ACLI del futuro, continua Rizzi- che si fanno presente il loro impegno nel leggere i bisogni, soprattutto delle persone più deboli, nel promuovere cittadinanza attiva, nel sostenere percorsi di assunzione di responsabilità sociale e politica per gli uomini e le donne del nostro tempo in cammino per una società che non concede sicurezze, che non genera speranze, che sperimenta fino in fondo le radicali povertà e solitudini del mondo globale. Oggi stiamo costruendo ponti – non muri – conclude Rizzi in diversi Paesi del mondo (Balcani, America Latina, Africa), sia per ricomporre conflitti, sia per affrontare le situazioni di ingiustizia più gravi. Vogliamo contribuire alla costruzione di un futuro in cui ci sia meno ingiustizia, meno povertà: nel mezzogiorno d’Italia, é questo il modo di costruire la pace; iniziando,da Benevento per far diventare questa manifestazione con Pietrelcina l’Assisi del Sud.
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Le commissioni degli esami di maturità
Ad esaminarli saranno impegnate 840 commissioni (l’anno scorso erano 826) per 1680 classi (di cui 291 sono di scuole paritarie). Nel 2008 erano 1652 classi, di cui 256 di scuole paritarie. Si inizierà giovedì 25 giugno (l’anno scorso il 18 giugno) con la prima prova scritta, uguale per tutti: il tema di italiano.
Il giorno dopo, 26 giugno, avrà luogo la seconda prova scritta. Quest’anno le materie sono state comunicate «on line» dal ministro dell’Istruzione Gelmini e sono: latino per il Classico; Matematica per lo Scientifico; elementi di architettura per il liceo Artistico; pedagogiaper ilPedagogicoe lingua straniera peril Linguistico.
Chiuderà la prima tranche d’esame il 29 giugno la terza prova. Qualche giorno per correggere gli scritti e si passerà all’orale. E per tornare alle commissioni, la componente «esterna» è quella che spaventa di più gli studenti. E,come sempre, ci sarà il solito balletto delle defezioni dell’ultim’ora. L’anno scorso furono due mila i docenti rinunciatari.
per leggere le commissioni clicca sul titolo e accedi alla pagina de IL MATTINO
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CISL: CERRITO NELLA SEGRETERIA NAZIONALE

Il Segretario Generale della Cisl Campania, Pietro Cerrito è stato eletto nella Segreteria Nazionale del sindacato guidato da Raffaele Bonanni.
È la prima volta da sempre che un esponente sindacale assurge dalla Segreteria della Campania a quella Nazionale.
«È il frutto del lavoro di tutte le donne e di tutti gli uomini della Cisl in Campania, nella continua azione di rilancio e di rinnovamento che abbiamo intrapreso da tempo – ha dichiarato Cerrito intervenendo al Congresso Nazionale».
«Sono onorato di questa nuova responsabilità che arriva in un momento particolare della vita del Paese – ha aggiunto Cerrito - Il concetto di partecipazione più forte dei lavoratori alla vita delle aziende e di azionariato diffuso, da sempre al centro delle proposte della Cisl, stanno assumendo una rilevanza come mai è avvenuto in passato. Si tratta di uno stimolo ulteriore a continuare a perseguire con forza lungo il solco che la Cisl ha tracciato da tempo e che si basa sulla partecipazione, appunto, e sulla concertazione»...
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martedì, maggio 26, 2009
Emanato il Decreto che definisce gli importi spettanti ai superstiti delle vittime di gravi infortuni sul lavoro
La Legge 296/2006 (L.Fin.2007), aveva istituito il “Fondo di sostegno per le famiglie delle vittime di gravi infortuni sul lavoro”, con la finalità di assicurare un tempestivo sostegno ai familiari delle vittime di gravi incidenti sul lavoro, anche nel caso di mancanza di copertura assicurativa obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro, rinviando a specifici Decreti ministeriali le modalità attuative.
Con il DM 2 marzo 2009, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 9 maggio 2009, il Ministero del lavoro ha comunicato gli importi da erogare a favore dei familiari superstiti, nelle seguenti misure:
- un superstite : euro 3000
- due superstiti : euro 3.800
- tre superstiti : euro 4.400
- più di tre superstiti : euro 5.000
Per leggere il testo del Decreto ministeriale clicca qui
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lunedì, maggio 25, 2009
Costituzione e cittadinanza
ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE
“ENRICO MEDI”
Via Buongiovanni - 80046 - s. giorgio a cremano (na)
Pbx 081/7713823 - 081/5747857 - Fax 081/5747864
Mercoledì 27 maggio 2009 ore 10.00
Incontro dibattito: presso ITI “E. MEDI”
Aprirà i lavori la D.S. dell’ ITI Medi prof. Annunziata Muto
Interverranno:
Raffaele Marino
Procuratore agg. Torre Annunziata
Alberto Bottino
Direttore U.S.R. per la Campania
Sindaco della città di San Giorgio a Cremano
Francesco Micera
Presidente Assemblea Forum Nazionale Giovani
Antonio Di Maria
Presidenza Provinciale ACLI Napoli
Moderatore del Dibattito
Francesco Gentile
Presidente Rete NACO “Nuova Anti Camorra Organizzata”
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Colf e badanti: i numeri del fenomeno
Roma, 22 maggio 2009 - Più di un milione e mezzo di rapporti di lavoro attivi presso l'Inps a fine 2008 e 600mila lavoratori domestici registrati, in gran parte donne straniere. Ma le stime che comprendono le colf e le ‘badanti’ irregolari arrivano a calcolarne fino al doppio.
L'ultimo decreto flussi ne ha previsto l'ingresso per poco più di 100mila (105.400), in aggiunta al decreto precedente che già nel 2007 aveva registrato 420.366 domande per lo svolgimento di attività domestiche e di cura sul totale di 740.813 istanze presentate.
La fotografia del lavoro domestico è scattata dalle Acli Colf in occasione della loro XVII Assemblea nazionale – ‘Per un nuovo welfare della cura oltre il fai da te’ - che apre oggi pomeriggio a Roma con un convegno alla Pontificia università San Tommaso d'Aquino. 160 delegate provenienti da tutta italia, il 40% immigrate.
Lavoratrici straniere
Dei circa 600mila lavoratori domestici regolarmente registrati, la stragrande maggioranza proviene da Paesi stranieri. Solo il 22,3% del totale è di nazionalità italiana. Le donne sono l'87% fra i lavoratori stranieri, il 96% fra gli italiani.
Il 20% proviene dalla Romania, il 12,7% dall'Ucraina, il 9% circa dalle Filippine e il 6% dalla Moldavia, per citare le comunità etniche e nazionali più numerose. Seguono Perù, Ecuador, Polonia e Sri Lanka, con percentuali che vanno dal 3,6 al 2,8% e rappresentanze minori di numerosi altri Paesi, europei, asiatici, africani e sudamericani.
‘Queste donne - commentano le Colf delle Acli - rappresentano oggi l'unica speranza delle famiglie italiane per la cura dei bambini e l'assistenza di anziani. Infatti è noto che il nostro welfare è largamente carente di adeguati servizi per l'infanzia, per le persone anziane o per i non autosufficienti’.
Lavoratrici italiane
Le lavoratrici italiane che lavorano nelle case sono prevalentemente sposate, separate o vedove con età superiore ai 40 anni, e svolgono lavori domestici ad ore.
Solo alcune si dedicano agli anziani, ma non in forma di co-residenza. Le donne italiane generalmente prestano servizi di cura e manutenzione della casa, le tradizionali incombenze domestiche di pulizia, riassetto locali, stiro, cucina, ecc.
‘Non si percepiscono tanto come lavoratrici domestiche - spiegano le Acli Colf - ma come casalinghe. Non considerano il lavoro domestico un vero lavoro, piuttosto un ripiego, che abbandonano appena possono’.
Nei periodi di crisi economica come quella attuale e di espulsione di manodopera da altri settori produttivi, sono molte le donne che ritornano nel settore domestico dove si verifica un aumento di domande di lavoro.
C'è poi il caso delle giovani, spesso studentesse, che per diverse ragioni (difficoltà di inserimento nel mercato del lavoro, necessità di mantenersi agli studi etc.) svolgono lavoro in qualità di baby sitter o di compagnia agli anziani. Inoltre è notevole è la presenza di pensionate ex-colf, che non possono vivere con l'importo misero di pensione maturata, che non è mai superiore al trattamento minimo Inps.
‘Per le italiane - aggiungono le Acli Colf - il lavoro domestico ad ore rappresenta un'occasione per arrotondare il bilancio familiare e per conciliare l'occupazione extradomestica, seppur svolta in un'altra casa, con le proprie esigenze casalinghe. Per le immigrate, la cui famiglia è rimasta in patria, è il modo per mantenere i figli, il marito o per costruire la casa’.
Famiglie divise
Secondo l'indagine Iref, l'istituto di ricerca delle Acli – ‘Il Welfare fatto in casa’ (2007) - le famiglie 'divise' sono più del 60%. Solo il 38% delle colf straniere, infatti, ha i familiari più stretti (figli o coniuge) che vivono tutti in Italia.
Nello specifico, il 57% delle lavoratrici vive ancora lontano dai propri figli, che sono affidati in Patria alle cure dell'altro coniuge (41%) o degli altri parenti (41%).
L'ingresso in Italia
Oltre 6 lavoratrici su 10 (63%) - nella ricerca Iref - raccontavano di essere è entrate in Italia con un visto turistico. Il 18% in maniera irregolare, senza nessun documento di ingresso. Al momento dell'indagine, quasi una colf su quattro (24%) dichiarava di vivere e lavorare in Italia in condizione di irregolarità.
Il 54% aveva un regolare permesso di soggiorno, il 18% era riuscito ad ottenere una carta di soggiorno.
Il lavoro sommerso
Più della metà delle colf straniere (57%) dichiara di svolgere il proprio lavoro completamente o in parte senza contratto. Il dato si ottiene sommando il numero di coloro che non possono avere un contratto perché residenti in Italia irregolarmente (24%) a coloro (33%) che pur possedendo il permesso o la carta di soggiorno, svolgono almeno un lavoro in nero.
Considerando i soli collaboratori ‘regolari’ oltre la metà (55%) denuncia delle irregolarità nei versamenti previdenziali: nel 24% dei casi non viene versato alcun contributo; mentre al 31% degli intervistati vengono versati solo parzialmente.
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730, ecco le detrazioni per colf e badanti
I commercialisti o il consulente, dovendo apporre il visto di conformità, sono obbligati a controllare i dati esposti nella dichiarazione alle risultanze della relativa documentazione e alle norme in materia di oneri deducibili e detraibili. È per questa ragione che occorre esibire la documentazione attestante le ritenute subite: Cud, altre certificazioni rilasciate dai sostituti d’imposta che hanno erogato redditi di lavoro autonomo occasionale, fatture, ricevute o quietanze di pagamento da cui risulti il tipo di spesa e chi l’ha sostenuta.
E nella lista per usufruire degli sconti fiscali ci sono anche i contributi versati per gli addetti ai servizi domestici e familiari: colf, baby-sitter o badante.
In particolare, per chi assume lavoratrici domestiche o che accudisce gli anziani e le persone non autosufficienti sono previste le seguenti deduzioni e/o detrazioni fiscali:
- per la Colf e la babysitter il datore di lavoro può dedurre dal proprio reddito (rigo E24 del modello 730), per un importo massimo di 1.549,37 euro l’anno, i contributi previdenziali Inps obbligatori versati. A tal fine è tenuto a conservare le ricevute dei bollettini Inps. Da ricordare che l’importo massimo deducibile è fisso e non varia in base ai redditi dichiarati.
-per la Badante: il datore di lavoro può detrarre dall’imposta lorda il 19% delle spese, per un importo massimo di 2.100 euro l’anno, sostenute per gli addetti all’assistenza di persone non autosufficienti, anziani e non. La detrazione spetta al soggetto non autosufficiente o ai familiari che sostengono la spesa. Attenzione: si può usufruire di tale detrazione solo se il reddito complessivo non supera 40.000 euro.
È bene anche tenere presente che le deduzioni per le colf e le detrazioni per la badanti sono cumulabili.
Una possibilità, quella di detrarre e dedurre queste spese, che accomuna milioni di famiglie italiane che vanno avanti grazie al prezioso aiuto fornito loro dalle collaboratrici domestiche e a quello delle badanti.
Si tratta di numeri importanti: più di un milione e mezzo i rapporti di lavoro attivi presso l’Inps a fine 2008 e 600 mila lavoratori domestici registrati, in gran parte donne straniere. C’è da dire, tuttavia, che le stime che comprendono anche colf e badanti irregolari arrivano a calcolarne fino al doppio. Secondo il Censis si calcola, infatti, che il 37% di questi rapporti di collaborazione sfuggano parzialmente o totalmente all’Istituto di previdenza sociale.
Per arginare il fenomeno del sommerso dei contributi per le collaboratrici domestiche le Acli Colf - in occasione della XVII Assemblea nazionale - hanno lanciato la proposta di cambiare le regole contributive e di offrire ai datori di lavoro la possibilità di consistenti detrazioni fiscali.
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domenica, maggio 24, 2009
Tanti aclisti napoletani al Cammino di Pace e Riconciliazione da Benevento a Pietrelcina dedicato al grido del Mezzogiorno.
Con loro il presidente delle ACLI napoletane Pasquale Orlando ed il direttore provinciale del Patronato ACLI Pasquale De Dilectis.
Il gruppo della FAP ACLI NAPOLI è stato anche intervistato dal TGR Campania sottolineando la difficile condizione dei pensionati dentro la crisi.


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Il Papa da Cassino: «Solidarietà ai lavoratori in cassa integrazione»
Ricordando la lezione del padre del monachesimo europeo, San Benedetto - a cui si ispirò, al momento di salire sul trono pontificio, per scegliere il suo nome Benedetto XVI - il Papa ha sottolineato l’importanza del lavoro, «cardine» della spiritualità benedettina insieme alla preghiera. «Umanizzare il mondo lavorativo - ha detto Ratzinger nel corso della messa in piazza Miranda in occasione della solennità dell’ascensione - è tipico dell`anima del monachesimo, e questo è anche lo sforzo della vostra Comunità che cerca di stare a fianco dei numerosi lavoratori della grande industria presente a Cassino e delle imprese ad essa collegate».
«So - ha sottolineato il Papa tra gli applausi dei fedeli - quanto sia critica la situazione di tanti operai. Esprimo la mia solidarietà a quanti vivono in una precarietà preoccupante, ai lavoratori in cassa-integrazione o addirittura licenziati. La ferita della disoccupazione che affligge questo territorio induca i responsabili della cosa pubblica, gli imprenditori e quanti ne hanno la possibilità - ha scandito il Papa - a ricercare, con il contributo di tutti, valide soluzioni alla crisi occupazionale, creando nuovi posti di lavoro a salvaguardia delle famiglie».
Il Papa ha poi lodato l’attenzione rivolta dai monaci benedettini «all’uomo fragile, debole, alle
persone disabili e agli immigrati. Nell’odierno sforzo culturale teso a creare un nuovo umanesimo, fedeli alla tradizione benedettina - ha detto il Papa - voi intendete giustamente sottolineare anche l’attenzione all’uomo fragile, debole, alle persone disabili e agli immigrati. E vi sono grato che mi diate la possibilità di inaugurare quest’oggi la "Casa della Carità", dove si costruisce con i fatti una cultura attenta alla vita». Nel pomeriggio Benedetto XVI visiterà l’abbazia di Monte Cassino.
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BIODIVERSITÁ E PRODOTTI TIPICI DELL’AREA BRADANICA
BIODIVERSITÁ E PRODOTTI TIPICI DELL’AREA BRADANICA
Convegno Di Acli Terra In Basilicata - Maggio 2009
Presso l’Azienda agrituristica “Lama di Palio”, in Agro di Pomarico, nell’Area Bradanica, Acli Terra della Basilicata ha inaugurato un Museo vegetale storico-naturalistico.
Acli Terra, con l’occasione, ha promosso un Convegno dal tema: “Biodiversità e prodotti tipici”; l’iniziativa è parte di un progetto dal titolo: “Caratterizzazione dei percorsi di tipicità dell’Area Bradanica”, nato dalla collaborazione tra il GAL Bradanica, il CNR-Istituto di Genetica Vegetale, il Centro Tematico per la Difesa della Biodiversità Vegetale Mediterranea ed Acli Terra, che, sul territorio, ha realizzato una struttura per la conservazione delle biodiversità e la valorizzazione del patrimonio rurale.
A conclusione del dibattito, il Presidente nazionale di Acli Terra, Michele Zannini, ha dichiarato che esiste una questione dell’agricoltura che si ripropone nel passaggio tra tradizione e modernità.
È fondamentale, oggi, riposizionare le politiche agricole, tuttora ancorate ad un ambito strettamente settoriale, in una nuova prospettiva in cui gli aspetti settoriali si saldino strettamente con quelli territoriali.
Per Zannini, da una politica di spesa pubblica, che finanzia ancora principalmente attributi di status, bisogna passare ad un nuovo orientamento che incentivi e sostenga, in maniera sellettiva, comportamenti, cioè progetti aziendali e territoriali.
Nella presente fase di passaggio della politica comunitaria dall’asse uno, delle politiche di mercato, al due, delle politiche per lo sviluppo rurale e del territorio, e, finalmente, all’asse tre, della sicurezza degli alimenti, della qualità e della tutela dell’ambiente e, dunque, del miglioramento della qualità della vita e della diversificazione economica delle aree rurali, lo sviluppo rurale deve essere necessariamente concepito come sviluppo integrato, incarnato su imprese agricole multifunzionali.
L’impresa è di più dell’azienda: ha una visione strategica, pianifica lo sviluppo, si integra necessariemente sul territorio.
Per l’Assessore regionale all’agricoltura ed all’economia montana, On. Vincenzo Viti, gli attori principali del sistema di sviluppo rurale della Basilicata sono i Gal (Gruppi di azione locale), ma occorre rilanciarli, affinché siano sempre più funzionali e in grado di leggere quello di cui necessita il territorio.
Il sostegno della Regione Basilicata alle aree rurali, secondo l’Assessore Viti, dovrà realizzarsi con il coordinamento del massimo Ente territoriale e coinvolgendo le realtà locali, per mettere in rete le aree rurali, oltreché incentivare lo scambio di esperienze tra i Gal e i loro Psl (Piani di sviluppo locale); azione, questa, fondamentale per il successo dei programmi che saranno adottati nei prossimi anni.
L’Assessore ha apprezzato molto il lavoro di Acli Terra e ha assicurato il suo sostegno ad una iniziativa nazionale che Acli Terra intende promuovere sul tema specifico dello “Sviluppo della rete delle fattorie sociali”, nell’ottica di sostenere le esperienze di agricoltura multifunzionale, invitando espressamente il Presidente Zannini a programmare l’iniziativa in terra di Basilicata.
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“UN CALCIO ALLA PEDOFILIA e UN CALCIO ALL’ILLEGALITA’ ”
Lunedì 25 maggio 2009 alle ore 11
presso
Ospedale SS Annunziata
Napoli
Conferenza Stampa
di presentazione della manifestazione
1° Trofeo “UN CALCIO ALLA PEDOFILIA e
UN CALCIO ALL’ILLEGALITA’ ”
Lunedì 25 maggio alle ore 11, nel suggestivo Succorpo Vanvitelliano della Basilica SS Annunziata in via Egiziaca a Forcella - Napoli, Conferenza Stampa di presentazione della manifestazione 1° Trofeo “UN CALCIO ALLA PEDOFILIA e UN CALCIO ALL’ILLEGALITA’ ”.
Interverranno: Gennaro Imperatore - Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza Regione Campania, Roberto Gentile - Pubblico Ministero Tribunale per i Minori di Napoli, Gianluca Guida - Direttore del Carcere Minorile di Nisida, don Tonino Palmese - Coordinatore Regionale dell’Associazione “Libera”, Franco Roberti - Capo della Procura di Salerno, Domenico Ummarino - Presidente Regionale Società Italiana di Pediatria, Enrico Guida - Direttore Sanitario Ospedale SS Annunziata, Maria Carmela Inverno - Sociologa, Gennaro Iezzo - Portiere della Società Calcio Napoli.
Ad introdurre e moderare gli interventi sarà Mariano Piscopo - Giornalista.
L’iniziativa rientra nell’ambito delle attività di prevenzione e contrasto della pedofilia e dei maltrattamenti sui minori. L’organizzazione è a cura dell’Associazione “P.A.I.D.E.I.A. onlus” - Associazione “Scugnizzi” - Centro Sportivo “Il Boschetto” - Lega Nazionale Dilettanti con la collaborazione dell’ Ufficio del Garante dell’Infanzia e dell’ Adolescenza Regione Campania e con i patrocini della Presidenza del Consiglio Regionale della Campania, Provincia di Napoli, Curia Arcivescovile, Comuni di Cercola, Casavatore, Pollenatrocchia, Villa di Briano, Sapri.
Al torneo prenderanno parte 36 squadre composte da giocatori di età compresa tra i 7 e i 18 anni, direttamente selezionati dalla Lega Calcio Dilettanti, la Nazionale dell’Istituto di Pena Minorile di Nisida e la squadra degli “Scugnizzi”. L’evento si svolgerà nei giorni 29/30 maggio 2009 presso la società sportiva “Il Boschetto” A.S.D. Mariano Keller di Capodichino, mentre le finali di ogni categoria e la partita “Un calcio all’illegalità” avranno luogo il giorno 31 maggio presso il Centro Sportivo “Caravita” di Cercola.
Il calcio di inizio delle ore 9 di venerdì 29 maggio, sarà di Gennaro Iezzo Testimonial del Trofeo: in campo saranno schierati tutti i 718 bambini che partecipano al torneo e che indosseranno la maglietta con la scritta a retro “Un calcio alla pedofilia”.
Durante la manifestazione sarà presente il camper “anti-pedofilia” dell’Associazione P.A.I.D.E.I.A. (Prevenzione – Abusi – Infanzia – Difesa – Educazione – Interventi – Assistenza).
La Stampa, le Associazioni, i Cittadini e quanti vogliono partecipare al grido “NO alla PEDOFILIA e all’ ILLEGALITA’ ” sono invitati.
Napoli 22/05/2009
Ufficio Comunicazione e Relazioni Esterne
Tiziana Adolescente cell. 338/5811282
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giovedì, maggio 21, 2009
STATI GENERALI DEL SISTEMA ACLI DELLA CAMPANIA

DOMANI A BENEVENTO GLI STATI GENERALI DEL SISTEMA ACLI DELLA CAMPANIA
Napoli, 21 maggio 2009 – Domani a Benevento, alla vigilia dell’annuale marcia per la pace Benevento - Pietrelcina, si apriranno gli stati generali del sistema Acli Campania, incentrati sui temi della povertà e di un lavoro dignitoso per tutti. Il tema degli stati generali sarà “Povertà, reddito, dignità, lavoro, coesione, sviluppo”. L’appuntamento è a Benevento a partire dalle 10 presso il Museo del Sannio in piazza Santa Sofia.
“La crisi economica e sociale che sta affliggendo la nostra regione – spiega la presidente regionale delle Acli della Campania Eleonora Cavallaro - richiede un momento di riflessione corale ed un programma di azioni di tipo sistemico, le Acli campane intendono offrire un’occasione di analisi e di confronto che parta dall’esperienza del Reddito di Cittadinanza e arrivi alla promozione di strategie multidimensionali integrate volte a prevenire e ridurre la povertà e a promuovere un mercato del lavoro inclusivo. L’iniziativa risponde alle finalità dell’ Anno Europeo della Lotta alla Povertà e all’Esclusione Sociale proclamato dal Parlamento europeo per il 2010 al fine di ribadire la volontà dell’Unione Europea di rafforzare un modello di società e di welfare che sappia coniugare una crescita economica sostenuta ed una maggiore coesione sociale.”
“In occasione degli Stati generali – continua Pasquale Orlando, presidente del Laboratorio Mezzogiorno delle Acli e presidente delle Acli di Napoli - presenteranno l’OSSERVATORIO DELLE INNOVAZIONI SOCIALI. Si tratta di un osservatorio permanente che attraverso una serie di indagini e di apporfondimenti intende favorire un’azione politica sempre più mirata ed incisiva.
I lavori si apriranno in mattinata con una ricognizione delle presenze in Campania delle ACLI, delle associazioni specifiche (Us.Acli, CTA, Acli Terra, Fap, Acli Colf, Anni Verdi, Unasp, etc) dei Servizi sociali ( Patronato Acli, Caf, Caa, etc.) nelle diverse articolazioni territoriali. Parteciperanno esponenti delle istituzioni, della Chiesa, dell'associazionsimo.
Per comunicazione: Michele M. Ippolito (Portavoce Acli Campania) - 3403008340
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mercoledì, maggio 20, 2009
SERVIZIO CIVILE - La prospettiva non è rosea
Più di 40 mila volontari per il 2009 e un buco di 90 milioni di euro risanato, ma il futuro del Servizio civile nazionale non è roseo e si spera che nel fondo del barile delle casse dello Stato ci siano ancora fondi disponibili per i prossimi anni. È quel che si affaccia all'orizzonte del Servizio civile nazionale visto attraverso le parole di Leonzio Borea, capo dell'Ufficio nazionale servizio civile, intervenuto questa mattina alla presentazione del V rapporto Arci sul Servizio civile. ‘’Con 211 milioni facciamo partire più volontari del 2008''. E dopo l'Inps (che incideva per il 25,4 % sul fondo nazionale) ora si pensa a eliminare un'altra imposta. vai>>
Quinto rapporto sull’attività dell’organizzazione. Meno volontari, più soggetti accreditati e progetti Si conferma nel 2008 il maggior impegno per interventi nel settore dell’educazione e promozione culturale (49,2% dei progetti, 51% dei volontari), seguono assistenza e ambiente.
Il profilo dei volontari: soprattutto donne (70%) e più giovani. L’età meda nel 2008 è stata di 24 anni (era di 25). Rispetto al 2007 cresce la quota di giovani laureati e diminuisce quella dei volontari in possesso di una laurea di secondo livello o specialistica. Meno idealismo, più spirito imprenditivo.
- Positivo l’impatto economico su enti e collettività. Il rapporto evidenzia che in termini di ritorno per il Paese sull’investimento iniziale, le ricadute derivanti dai capitali investiti dal pubblico per le attività di servizio civile sono più che doppie: per ogni euro investito se ne generano 2,9. L’esperienza del bando straordinario per Napoli. L’esperienza campana: necessario attivare canali di promozione del bando alternativi a quelli abitualmente utilizzati, per raggiungere potenziali volontari appartenenti a categorie fragili.
- La sfida dell’Asc: “Immaginare un servizio civile per i prossimi decenni”. Il presidente Palazzini: “Sono preoccupato che si guardi solo ai prossimi due o tre anni”. Le priorità per l'Asc: promuovere pace e solidarietà sociale, aprire il servizio agli stranieri e coerenza tra finalità e progetti. vai>>
Etichette: arci, bandi servizio civile, volontariato
“Fixati per lo sviluppo” Dal tirocinio post-laurea alla collocazione sul mercato del lavoro

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martedì, maggio 19, 2009
STATI GENERALI DEL SISTEMA ACLI DELLA CAMPANIA

STATI GENERALI DEL SISTEMA ACLI DELLA CAMPANIA
Il 22 maggio
“poVERtà___rediDIto___diGNItà___laVOro___coeSIone___sviLUPpo
STATI GENERALI DEL SISTEMA ACLI DELLA CAMPANIA”
Benevento, 22 maggio 2009
Ore 10
Museo del Sannio Piazza S.Sofia
La crisi economica e sociale che sta affliggendo la nostra regione richiede un momento di riflessione corale ed un programma di azioni di tipo sistemico, le ACLI CAMPANIA intendono offrire un’occasione di analisi e di confronto che parta dall’esperienza del Reddito di Cittadinanza e arrivi alla promozione di strategie multidimensionali integrate volte a prevenire e ridurre la povertà e a promuovere un mercato del lavoro inclusivo.
L’iniziativa risponde alle finalità dell’ Anno Europeo della Lotta alla Povertà e all’Esclusione Sociale proclamato dal Parlamento europeo per il 2010 al fine di ribadire la volontà dell’Unione Europea di rafforzare un modello di società e di welfare che sappia coniugare una crescita economica sostenuta ed una maggiore coesione sociale.
La scelta, anche per la Campania, di un approccio sistemico e rivolto a coinvolgere tutti i soggetti politici, ecomici e sociali nasce dalla condivisione dell’approccio scelto dal Parlamento per l’Europa tutta: “Il problema della povertà e dell’esclusione sociale assume forme estese, complesse e multidimensionali. Esse sono correlate ad un ampio numero di fattori, ad esempio al reddito e alle condizioni di vita, alla necessità di possibilità di istruzione e di lavoro dignitoso, all’efficacia dei sistemi di protezione sociale, all’alloggio, all’accesso a servizi sanitari di qualità, e alla cittadinanza attiva. È auspicabile pertanto che i soggetti interessati siano coinvolti in tutte le aree di intervento.
Di conseguenza, la prevenzione e la lotta contro la povertà necessitano di politiche multidimensionali a livello nazionale, regionale e locale, che assicurino un equilibrio tra politiche economiche e sociali e strategie mirate per categorie o persone in situazioni di particolare vulnerabilità” (DECISIONE N. 1098/2008/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 22 ottobre 2008 riguardante l’Anno Europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale (2010)
In occasione degli STATI GENERALI, le ACLI CAMPANIA presenteranno
OSSERVATORIO DELLE INNOVAZIONI SOCIALI
un osservatorio permanente che attraverso una serie di indagini e di apporfondimenti intende favorire un’azione politica sempre più mirata ed incisiva.
I lavori si apriranno in mattinata con una ricognizione delle presenze in Campania delle ACLI, delle associazioni specifiche (Us.Acli, CTA, Acli Terra, Fap, Acli Colf, Anni Verdi, Unasp, etc) dei Servizi sociali ( Patronato Acli, Caf, Caa, etc.) nelle diverse articolazioni territoriali.
Saranno con noi esponenti delle istituzioni, della Chiesa, dell'associazionsimo.
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