giovedì, aprile 30, 2009
Le Acli di Napoli celebrano il Primo Maggio con il pensiero rivolto a chi non ha lavoro
Napoli, 30 aprile 2009 – Una celebrazione del primo maggio dedicata a chi il lavoro non ce l’ha, a chi rischia di perderlo, a chi per esso ha perso la propria vita. E’ questo il pensiero del presidente provinciale delle Acli Pasquale Orlando mentre si avvicina la ricorrenza della festa dei lavoratori.
“Saremo a Pomigliano d’Arco – afferma Orlando – a fianco di quanti rischiano il licenziamento, con un pensiero speciale a tutte le vittime di incidenti sul lavoro. Le Acli chiedono che il tema della sicurezza sul lavoro diventi concretamente una priorità nell’agenda politica del Paese, che significa essenzialmente tre cose: tempi certi per l’approvazione del disegno di legge in materia approvato dal consiglio dei ministri; garanzie, anche economiche, per la reale efficacia delle ispezioni sul lavoro; promozione da parte di imprese, sindacati e associazioni di una cultura della sicurezza tra i lavoratori stessi, superando ignoranza, pigrizia e resistenze diffuse.”
“La solitudine dei lavoratori – spiega il presidente Orlando – soprattutto quelli precari e irregolari, la maggior parte giovani e immigrati, rappresenta un ostacolo alla diffusione della cultura della sicurezza e della responsabilità, facilitando al contrario il prodursi di situazioni rischiose. Ma è una solitudine che riguarda oggi tutti i lavoratori, vittime di una deriva individualistica che ha intaccato il lavoro e i lavoratori così come la società intera. Bisogna allora recuperare e ricostruire quella radice di socialità del lavoro, che nella storia ha significato diritti di cittadinanza, giustizia sociale e solidarietà. È questa la ragione per cui riteniamo importante rilanciare e promuovere anche in futuro i valori della mutualità, della cooperazione e della solidarietà, che da sempre si collegano alla cultura dei lavoratori.”
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Fiat, Marchionne scrive al vescovo «Pomigliano, impegno per difesa lavoro»
POMIGLIANO D'ARCO (30 aprile) - «Stiamo facendo e faremo tutto il possibile per difendere e sostenere i nostri prodotti, i nostri stabilimenti e, sopra ogni cosa, tutte le persone che lavorano con noi»: è quanto sottolineato da Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat in una lettera indirizzata al vescovo di Nola monsignor Beniamino Depalma. Il vescovo, nelle scorse settimane, aveva scritto a Marchionne per chiedergli un interessamento per lo stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco. «Il futuro di Pomigliano d'Arco - aveva sottolineato il presule - non può essere lasciato solo nelle mani del mercato».
«La grave crisi che tutto il mondo sta attraversando in questo momento - ha risposto l'ad della Fiat - è il frutto di una follia finanziaria mai vista prima. Sono d'accordo con lei quando dice che non possono essere i lavoratori a pagarne il prezzo, perchè non è giusto. Credo che la Fiat abbia dimostrato di voler costruire il proprio futuro in maniera trasparente, onesta e responsabile, compiendo le scelte con coscienza e considerando sempre le conseguenze che ne possano derivare». «Quello che le posso garantire - ha concluso Marchionne - è che non restiamo indifferenti di fronti ai disagi che tutto ciò comporta per molti lavoratori e per le loro famiglie».
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mercoledì, aprile 29, 2009
Quarto: MUSICA, SPORT E TANTA ALLEGRIA, PER DIRE BASTA ALLE DROGHE E SI ALLA GIOIA DI VIVERE
Quarto, 29 APRILE 2009
SECONDA EDIZIONE DELLA “GIORNATA DEI GIOVANI FLEGREI”
Ragazzi, adulti ed Istituzioni, tutti uniti in una lunga catena umana che da Piazzale Europa del Comune di Quarto, si è sviluppata fino a circondare tutta la Casa Comunale e che ha visto partecipe anche il Primo Cittadino, a simboleggiare il patto di fiducia che lega le giovani generazioni con i rappresentanti delle Istituzioni, per dire basta all’uso di droghe ed alle nuove dipendenze. << È stato emozionante – sostiene il Sindaco di Quarto, Dr. Sauro Secone - essere circondato da centinaia di giovani a cui bisogna dare risposte concrete per alimentare l’entusiasmo ad una partecipazione attiva alla vita del loro paese, crescendo da protagonisti e no da soggetti passivi>>.
Si è conclusa con un grande successo la seconda edizione della “GIORNATA DEI GIOVANI FLEGREI”, promossa dal direttore del Dipartimento Dipendenze Patologiche dell’ASL NA2 Nord, Dr. Giorgio Di Lauro e dalle ACLI “Campi Flegrei”, in collaborazione con il Comune di Quarto ed il Terzo Settore locale. Oltre 1000 ragazzi provenienti dai Comuni Flegrei e non solo, sono stati animati dalla musica di gruppi emergenti e dalla partecipazione gratuita di artisti come Luca Sepe, Massimo Burgada, Alberto Selli e Frank Tellina.
<< È stato possibile organizzare un tale evento, senza avere alcuna forma di contributo economico, grazie alla collaborazione del Terzo Settore locale ed al volontariato di tanti cittadini, sensibili all’iniziativa - dichiara il portavoce delle ACLI flegree Pino Di Maio - Stiamo già programmando l’evento del prossimo anno, che, assicuro, sarà di grande impatto sociale e che inizierà a vedere come sede della manifestazione un quartiere di periferia dove spesso le grida di aiuto restano inascoltate>>.
Segreteria organizzativa:
ACLI CAMPI FLEGREI
TEL/FAX 081.8543644
CELL. 339.87.80.519
E-MAIL aclicampiflegrei@libero.it
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da Il Quaderno
Circa 500 persone hanno sfilato stamane in corteo per le strade principali di Benevento contro il trasferimento a Sant’Agata dei Goti del reparto di Psichiatria deciso dalla Regione Campania e attuato dall’Azienda Sanitaria Locale. La manifestazione è stata organizzata dal Comitato di protesta dei familiari e dei malati e ha ricevuto l’adesione di numerose associazioni e sindacati presenti sul territorio.
In testa al corteo il sindaco Fausto Pepe che ha raccolto l’invito alla mobilitazione già da alcune settimane sollecitando un passo indietro da parte della Regione. I manifestanti hanno indossato un lenzuolo bianco e hanno attraversato Via Perasso, Viale Mellusi, Viale Atlantici fino al Corso Garibaldi. Si sono fermati dinanzi al Palazzo del Governo per essere ricevuti dal prefetto Antonella De Miro.
Una delegazione ha avuto la possibilità di un colloquio con il capo di gabinetto Floriana Maturi a cui ha consegnato la richiesta di un incontro urgente con i rappresentanti di Asl e Assessorato regionale alla Sanità affinché il provvedimento venga revocato. Erano presenti Nino Rosa della Fesmed, Vincenzo Mervoglino della Federazione Sindacati Autonomi, Giovanni Venditti e Alessandro Marotti della RdB/Cub, Maria Teresa Vallefuoco dell’associazione Giuristi Democratici, Serena Romano e Nicola La Peccerella per il Comitato di protesta.
Il Comune, invece, è stato rappresentato dall’assessore ai Servizi Sociali Luigi Scarinzi e dal consigliere comunale Nazzareno Orlando. Al corteo di oggi ha partecipato anche l’associazione “Parliamone”: “L'unione di intenti a tutti i livelli è la vera forza di ogni battaglia – si legge in una nota -. Tra le altre cose si tratta di un argomento delicatissimo e forte che merita grande attenzione. Per questo un’associazione culturale, ma volta al sociale come la nostra, sarà sempre in prima linea a tutela del territorio e dei suoi servizi essenziali".
HANNO SFILATO AVVOLTE IN UN LENZUOLO BIANCO, CON CARTELLONI COLORATI, STRISCIONI E BANDIERE AGITATE ...
da Il Mattino
Hanno sfilato avvolte in un lenzuolo bianco, con cartelloni colorati, striscioni e bandiere agitate dal vento, in un corteo volutamente silenzioso per protestare contro lo spostamento del reparto psichiatrico di diagnosi e cura dall'ospedale Rummo di Benevento a Sant'Agata dei Goti. Il numero dei manifestanti ( diverse centinaia) - che partiti da piazza Risorgimento alla fine sono stati ricevuti in Prefettura - è stato dedotto facilmente dagli organizzatori contando il numero delle lenzuola distribuite ai partecipanti. Fra questi, in prima fila, c'era il sindaco di Benevento Fausto Pepe: «Sono qui al vostro fianco - ha detto - perché il primo dovere di un politico, e a maggior ragione di un sindaco, è la difesa della salute del cittadino». E con lo stesso spirito sono intervenuti il sindaco di Arpaise Mena Laudato, il vicesindaco di Colle Sannita, Giorgio Nista, il consigliere comunale Nazzareno Orlando e la segretaria provinciale del Pd Graziella Gaudiello. Presenti, inoltre, i vertici nazionali e provinciali dei sindacati di base Fsi e Rdb/cub con Vincenzo Mervoglino e Giovanni Venditti e il sindacato Medici dirigenti con Antonio Rosa, nonché gli aderenti al Comitato di Protesta nato con il supporto di associazioni di utenti e familiari dei sofferenti psichici quali La Clessidra e La Rete sociale : gente scesa in piazza per difendere un diritto civile anche sulla sedia a rotelle - come molti giovani di "E' più bello insieme" - e raccolta sotto le sigle Acli, Caritas, Parliamone, Vivere Dentro, Luce Vera, Bambino Incompreso, Rete Arcobaleno, Pendolari Sanniti, Giuristi Democratici. Tutti con il lenzuolo ormai diventato un simbolo e un'allusione: alle lenzuola dei letti di contenzione manicomiali, alle camicie di forza in uso prima della legge 180 sulla riforma psichiatrica, a coloro che, per colpa della malattia mentale, vivono nascosti come fantasmi. Fantasmi che stamattina, però, hanno avuto finalmente il coraggio di uscire allo scoperto ottenendo un primo risultato. Una delegazione del corteo è stata ricevuta dal capo di gabinetto del prefetto, la dottoressa Floriana Maturi: ne facevano parte oltre ai rappresentanti sindacali, l'assessore Luigi Scarinzi e Nazzareno Orlando per il Comune di Benevento, Serena Romano e Nicola La Peccerella presidente e vice del Comitato di Protesta e l'avvocato Maria Teresa Vallefuoco responsabile provinciale dei Giuristi democratici. La delegazione ha chiesto che il prefetto si faccia promotore di un incontro fra Comitato di protesta, Comune, Provincia e responsabili della Regione e della Asl affinché il reparto psichiatrico di emergenza non venga spostato da Benevento. «Pieno sostegno alle giuste e legittime richieste delle Associazioni dei malati psichiatrici che chiedono tutela forte per problemi seri com'è la gestione di questi ammalati ma ritengo che il problema, se esiste, può e deve essere risolto utilizzando la stessa metodologia che oggi c'è: attualmente il servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura (S.P.D.C.) allocato strutturalmente presso l'Azienda Ospedaliera Rummo passa come trasmissione dati attraverso il Presidio Ospedaliero di Santa Maria delle Grazie di Cerreto Sannita». È quanto dichiarato dal capogruppo dei Popolari Udeur alla Regione Campania, Fernando Errico, cui abbiamo chiesto di esplicitare la posizione dopo il corteo di protesta che ieri mattina ha attraversato la città. Secondo Errico, la proposta su cui si può e si deve lavorare, con la condivisione del management Aziendale della ASL, «che conosciamo sensibile alla risoluzione delle problematiche», è quello di mantenere la struttura allocata dov'è ora, presso l'Azienda Ospedaliera Rummo, e far transitare la trasmissione dei dati (Reports) attraverso il Nuovo Ospedale di S.Alfonso Maria dei Liguori di S.Agata dei Goti.
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Via libera definitivo del Senato. Anche Di Pietro vota sì: il Paese va rinnovato
ROMA
Più autonomia per Regioni, Province e Comuni, un tetto alla pressione fiscale; "bicameralina" per il parere sui decreti attuativi, maggiore trasparenza nei meccanismi finanziari; istituzione di 10 città metropolitane. Questi i punti cardine del provvedimento sul federalismo fiscale che oggi ha ottenuto il via libera definitivo dall’assemblea di palazzo Madama.
Il ddl è stato approvato con 154 voti favorevoli, 6 contrari, e 87 astensioni. A favore hanno votato il Pdl, la Lega e l’Idv. Astenuto il Pd. Contraria l’Udc e i senatori del Pd Marco Follini e Franco Bruno. La Lega non ha perso tempo e ha dato subito il via ai festeggiamenti. Negli uffici senatoriali al terzo piano di Palazzo Madama della vicepresidente leghista Rosi Mauro, Bossi Zaia, Maroni, Calderoli, il poker di ministri del Carroccio, più Tremonti, e i sottosegretari lumbard ed in blocco i senatori, si è brindato con spumante per una «giornata storica». In tribuna per il grande evento c'era Renzo Bossi, figlio del Senatur.
Non appena il presidente del Senato Schifani ha letto i risultati della votazione i senatori del Carroccio si sono alzati in piedi tutti insieme e hanno sventolato i fazzolettoni verdi con il simbolo della Lega. I senatori si sono rivolti verso la tribuna della stampa sfoggiando sorrisi per la gioia dei fotografi presenti in modo massiccio per immortalare il momento del voto. Tra i banchi del governo ci sono stati abbracci e strette di mano verso il leader del Carroccio Umberto Bossi e gli altri ministri leghisti. Strette di mano anche con il ministro dell’Economia Giulio Tremonti e gli altri ministri della maggioranza: Matteoli, Sacconi, Fitto, Vito che sono arrivati durante le dichiarazioni di voto.
Secondo le nuove norme, le autonomie locali per finanziare i servizi erogati potranno avvalersi di un fondo perequativo e della compartecipazione a tributi erariali e a tributi propri. Per i Comuni è previsto un sistema misto di compartecipazione a Iva e Irpef. Con questa riforma si punta a dare autonomia tributaria agli enti territoriali evitando di aumentare la pressione fiscale. Fissati criteri di quantificazione dei fondi perequativi nella fase transitoria che garantiscono agli enti locali di ricevere, nel complesso, lo stesso ammontare di risorse di cui dispongono attualmente. Attraverso i decreti attuativi, quindi, dovrà essere garantita l’individuazione di un tetto limite massimo della pressione fiscale e del suo riparto tra i vari livelli di governo.
In arrivo norme specifiche per la Capitale: il Consiglio comunale di Roma infatti sarà chiamato «assemblea capitolina» e il suo status sarà regolato da una apposita legge dello Stato. Per il via libera definitivo di Roma città metropolitana, a differenza di quanto accade per le altre, servirà l’accordo tra il Comune e la Provincia. Oltre a quelle attualmente spettanti al comune di Roma, sono attribuite alla Capitale nuove funzioni amministrative: concorso alla valorizzazione dei beni storici, artistici, ambientali e fluviali, previo accordo con il ministero per i Beni e le attività culturali; sviluppo economico e sociale di Roma capitale con particolare riferimento al settore produttivo e turistico; sviluppo urbano e pianificazione territoriale; edilizia pubblica e privata; organizzazione e funzionamento dei servizi urbani, con particolare riferimento al trasporto pubblico e alla mobilità; protezione civile, in collaborazione con la presidenza del Consiglio dei ministri e la regione Lazio.
Con la riforma viene definito il percorso per l’istituzione di 10 città metropolitane: Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria. L’iter, che prevede anche un referendum consultivo della popolazione, potrebbe anche portare alla cancellazione delle corrispondenti Province. Con la riforma viene istituita una Commissione bicamerale per l’attuazione del federalismo fiscale. Sarà composta da trenta membri tra deputati e senatori e sarà affiancata da un Comitato delle autonomie locali. Il Comitato è composto da dodici membri dei quali sei in rappresentanza delle regioni, due in rappresentanza delle province e quattro in rappresentanza dei comuni. Al via anche una commissione tecnica paritetica per l’attuazione del federalismo fiscale, con il compito di acquisire ed elaborare elementi conoscitivi per consentire all’esecutivo di predisporre gli schemi dei decreti legislativi di attuazione. Ne fanno parte 30 componenti, dei quali 15 rappresentanti tecnici dello Stato e 15 rappresentanti tecnici degli enti territoriali.
Partecipano inoltre alle riunioni un rappresentante tecnico della Camera e uno del Senato e un rappresentante tecnico delle Assemblee legislative regionali e delle Province autonome. Con la nuova legge Viene cancellata la riserva di aliquota Irpef tra le fonti che le Regioni utilizzano per finanziare le spese essenziali, sostituita da compartecipazioni ai tributi erariali e, in via prioritaria, al gettito Iva. Sì al Patto di stabilità in sostituzione del precedente Patto di convergenza e via libera all’ istituzione di un tavolo confronto nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni tra Governo e singole Regioni a Statuto speciale. Entro due anni saranno emanati i decreti legislativi attuativi. La fase transitoria durerà 5 anni.
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Scade oggi alle 20,30 il termine ultimo per la presentazione delle liste in
corsa per le elezioni europee del 6 e 7 giugno.
Ecco le prime liste presentate per il collegio meridionale:
Popolo della LibertàSILVIO BERLUSCONISALVATORE TATARELLARAFFAELE BALDASSARREGIUSEPPE GARGANIFRANCO MALVANOGIACOMO MANCINIMARIO CLEMENTE MASTELLABARBARA MATERAERMINIA MAZZONIALDO PATRICIELLOGIUSEPPE PEDA’PAOLA PELINOGIOVANNA PETRENGAUMBERTO PIRILLICRESCENZIO RIVELLINI DETTO ENZOLUCIANA SCALZISERGIO PAOLO FRANCESCO SILVESTRISMARIA ELENA STASI
Partito DemocraticoPAOLO DE CASTRO - senatoreROSARIA CAPACCHIONE - giornalistaGIANNI PITTELLA - europarlamentare uscenteMARIAGRAZIA PAGANO - europarlamentare uscenteANDREA LOSCO - europarlamentare uscenteVINCENZO LAVARRA - europarlamentare uscenteLILIANA FRASCA' - assessore regionaleANDREA COZZOLINO - assessore regionale Attività produttiveCINZIA DE MARZO - esperta progetti comunitariGERARDO DE GENNARO - imprenditoreELENA GENTILE - assessore regionale Solidarietà SocialeCOSIMO DURANTE - assessore provincialeELVIRA MATARAZZO -avvocato GIOVANNI IULIANO - vicepresidente Provincia SalernoANGELO MONTEMARANO - primario ospedalieroMARIO PIRILLO - assessore regionalePASQUALE SOMMESE - consigliere regionaleMARCO VERTICELLI - già assessore regionale AgricolturaPRC – Comunisti ItalianiVITTORIO AGNOLETTO - europarlamentare uscenteMASSIMO VILLONE - costituzionalistaGIUSTO CATANIA - europarlamentare uscenteLAURA MARCHETTI - docente Università FoggiaCICCIO BRIGATI - operaio IlvaNICOLA CATALDO - avvocato PELLEGRINO DEL REGNOSANDRO FUCITO - consigliere comunale NapoliLUCIO LIBONATI - Sinistra europeaDOMENICO LOFFREDO - operaio di PomiglianoANTONIO MACERA - segretario regionale PdCICARMELA MAGLIONE - insegnanteGIUSEPPE MERICO - segretario regionale PdCIGIOVANNI PISTOIA - presidente Fondazione De LucaAMEDEO ROSSI (detto LOREDANA) - operatrice Cooperativa Dedalus di NapoliMICHELANGELO TRIPODI - assessore regionale CalabriaBERNARDO TUCCILLO – assessore provinciale NapoliDANIELE VALLETTA - consigliere comunale BrindisiItalia dei ValoriANTONIO DI PIETRO – presidente nazionaleLUIGI DE MAGISTRIS – magistratoSONIA ALFANO – funzionario Regione SiciliaPINO ARLACCHI – sociologoALDO MICHELE RADICECARLO VULPIO – giornalistaMARIA CARMELA ANNA ANASTASIA (DETTA MARIANNA) – consulente legaleVIVIANA CAPONIGRO – avvocatoANNAMARIA CATINOAMALIA COCCHINIERMINIA GATTI - avvocato amministrativistaLILIA INFELISE - economista industrialeVINCENZO IOVINE – dirigente d’aziendaALBERTO LUCARELLI – docente universitarioNUNZIO PACIFICO – assessore Provincia BeneventoGIOVANNI PESCE - avvocato amministrativistaELISABETTA ROLLI – architettoGIANNI VATTIMO - filosofoSinistra e LibertàNICOLA VENDOLAMARCO DI LELLO RICCARDO DI PALMA EVA CATIZONE SALVATORE VOZZA DANIELA SANTRONI IMMA BATTAGLIA FRANCO BARRETTA NICOLA BENEDETTO BLASI RAFFAELE CAMMARANO FRANZ CARUSO ISADORA D'AIMMO MARIA GRAZIA MASSARO FERNANDO PIGNATARO MICHELE RAGOSTA GERARDO ROSANIA GIOVANNA SALVATORI
Lista Bonino - Pannella
ALDO LORIS ROSSIGIACINTO DETTO MARCO PANNELLAEMMA BONINOMARCO CAPPATOSERGIO D’ELIAMAURIZIO BOLOGNETTIMINA WELBYANNA ALBA AUTORINOMICHELE CAPANOROBERTO MANCUSOVALERIA MANIERIMARCO MARCHESESEVERINO MINGRONIANTONIO MOSCAIMMACOLATA PASSANNANTIMARIA LEONIA TARANTA RENDIANTONIO TRISCIUOGLIOGIUSEPPE RIPPA Etichette: candidati collegio sud, liste europee
martedì, aprile 28, 2009
Con il decreto n. 378 del 28 aprile 2009 è stato approvato l'"Avviso Pubblico per il finanziamento di Asili Nido, di Micro Nidi Comunali e di Progetti per Servizi Integrativi, innovativi e/o sperimentali".
Tale avviso pone in essere tutte le azioni necessarie al sostegno dei servizi di cui sopra
favorendo il protagonismo degli enti locali, delle loro forme aggregative e dei soggetti del terzo settore quali
partner per il raggiungimento degli obiettivi di servizio.
La Regione Campania, con l’adozione del Piano Straordinario per lo sviluppo dei servizi socioeducativi per la
prima infanzia si è posta i seguenti obiettivi:
- incrementare il numero di posti dei servizi socio-educativi destinati alla prima infanzia;
- differenziare l’offerta di servizi in relazione alle specifiche esigenze delle famiglie e dei territori;
- garantire una diffusione omogenea dei servizi sul territorio regionale;
- assicurare standard qualitativi dei servizi.
Il Piano concorre, inoltre, al raggiungimento degli obiettivi fissati nel QSN 2007 – 2013 riguardanti
“l’aumento dei servizi di cura alla persona, alleggerendo i carichi familiari per innalzare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro”.
In allegato l'avviso pubblico relativo al bando e gli allegati
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LE ACLI AMMAINANO LE LORO BANDIERE PER SALUTARE MONSIGNOR ANTONINO PACE
Napoli, 28 aprile 2009 - Le Acli ammainano le loro bandiere per salutare monsignor Antonino Pace, per oltre cinquant'anni assistente spirituale delle Acli partenopee e per lungo tempo responsabile della pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Napoli.
"Abbiamo appreso la notizia della dipartita di monsignor Pace con grande commozione - afferma il presidente provinciale delle Acli Pasquale Orlando. - Monsignor Pace è stato un fedele servitore della Chiesa, dei lavoratori, della democrazia ed il suo esempio ha formato tante persone che hanno avuto la fortuna di poter camminare affianco a lui in un tratto della loro vita. Il suo impegno pastorale, la sua caparbietà nello studio della realtà sociale, la sua voglia di favorire la conoscenza e la diffusione della dottrina sociale della Chiesa e la sua profonda fiducia nei movimenti del laicato cattolico sono stati, negli anni, una luce sulla strada di molti di noi che ci occupiamo dei diritti dei più poveri, degli esclusi degli emarginati. Monsignor Pace ci ha preceduto in Paradiso ma siamo certi che continuerà a vegliare sui "suoi" tanto amati lavoratori."
Alla cerimonia funebre, presieduta in Cattedrale da S.E. il Cardinale Sepe ha preso parte una folta delegazione delle ACLI napoletane.
Per comunicazioni: Michele M. Ippolito (Portavoce Acli Napoli) - 3403008340Etichette: acli napoli, lavoratori cristiani, mons. antonino pace
domenica, aprile 26, 2009
Con L'Aquila, fedeli al futuro
In Abruzzo, anche le Acli sono chiamate alla ricostruzione: quella della vita sociale
(da Aesse 4 2009)
Sentirsi comunità è difficile, lo sappiamo. Eppure è in momenti come questo, di fronte a tragedie come quella che ha colpito L’Aquila e l’Abruzzo, che ci rendiamo tutti conto che abbiamo bisogno l’uno dell’altro, dei beni materiali e insieme dell’affetto, della simpatia o anche solo della presenza di persone amiche.
La perdita di persone care, della propria casa e degli oggetti personali non può essere risanata dagli aiuti che pur copiosi (ma tanto ancora c’è da fare, e va fatto!) stanno giungendo alle popolazioni. Né sono sufficienti le polemiche che già si stanno levando per denunciare le tante, troppe, negligenze o colpe nella gestione della sicurezza delle nostre città. Tanto gli aiuti quanto l’accertamento delle responsabilità sono un dovere di civiltà e una responsabilità nei confronti di chi ha perso la vita sotto le macerie, ma da soli non bastano. C’è bisogno di solidarietà, nel senso più alto e vero del termine: ciascuno di noi è chiamato a farsi vicino agli amici dell’Abruzzo, a garantire aiuto e amicizia non solo nell’emergenza, ma a partire da oggi anche nei mesi e negli anni a venire, fino a che la ferita non sarà risanata.
Le Acli non sono un’associazione di protezione civile, pronta ad attivarsi, come altre hanno fatto con professionalità e abnegazione, per venire incontro alle prime necessità, ma hanno un compito ugualmente importante da assolvere: ricostruire vita sociale, ripristinare la normalità dello stare insieme, dell’affrontare la quotidianità, del fare festa. Non solo le case sono necessarie per riprendere a vivere in modo degno, ma servono anche i circoli, i luoghi di ritrovo, le sedi dei servizi di prossimità cui rivolgersi per le piccole o grandi necessità che nascono con la ripresa del ritmo abituale del lavoro, della famiglia, della vita parrocchiale e comunitaria. Qui le Acli debbono esserci, per mettersi al servizio di chi ha più bisogno e per manifestare concretamente la forza dei valori che le sostengono.
Tanti nostri soci e dirigenti sono stati colpiti nei loro affetti e nei loro beni e ci chiedono di non abbandonarli, di stare loro vicini e di scommettere con loro sulla ripresa di una terra magnifica, per quanto oggi provata. Non possiamo non rispondere al loro appello: attiviamoci tutti, ciascuno secondo le proprie forze, con donazioni, gemellaggi, animazione nei campi e le mille idee che l’associazionismo sa inventare per dare corpo alla solidarietà. L’importante è non stare fermi, non delegare a qualcun altro, non chiuderci nell’egoismo. È questo il momento per testimoniare nel concreto agli amici dell’Aquila e dei tanti paesi terremotati, animati dalla speranza cristiana, la nostra fedeltà al futuro. Da costruire insieme.
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Il Contest di Vini-Pregiati.it
Questo contest è interessante: la dea fortuna porta il nettare degli dei (prodotto dal dio Bacco)
Primo premio:
- 6 bottiglie di Nobile di Montepulciano 2004
- 6 bottiglie di Rosso di Montepulciano 2007
- cavatappi e grembiule da degustazione
Secondo premio:
- 3 bottiglie di Nobile di Montepulciano 2004
- 3 bottiglie di Rosso di Montepulciano 2007
- cavatappi e wine bag
Come partecipare
Partecipare è semplicissimo e richiede solo qualche minuto!
E’ sufficiente scrivere un post sul tuo blog parlando di questo concorso.
Vino Nobile di Montepulciano.
Inviaci poi (tramite un commento) il link al tuo post ed un numero a tua scelta, tra 1 e 90. Per sapere quali sono i numeri ancora disponibili clicca qui.
Assegnazione dei premi
Dalla data in cui viene assegnato l’ultimo numero, si attenderà la terza estrazione del letto. Il primo premio verrà assegnato al blogger che avrà scelto come numero il primo estratto sulla Ruota Nazionale di tal giorno.
Il secondo premio, invece, verrà assegnato al blogger che avrà scritto il post più originale (a nostro insindacabile giudizio) riguardo il Nobile di Montepulciano.
Le spedizioni sono gratuite e avverrano solo in Italia.
I post per essere considerati validi:
- devono essere pubblicati in blog aperti da almeno due mesi
- devono includere il link senza l’attributo nofollow
In bocca al lupo!
Aggiornamenti
Ovviamente ogni persona può partecipare una sola volta. Tentativi di post multipli comporteranno l’eliminazione dell’utente dal contest.
Etichette: contest, vino nobile montepulciano
venerdì, aprile 24, 2009
Doping: 3,9% di positivi nello sport amatoriale
Al convegno dell'Unione sportiva Acli anticipati i dati 2008 della Commissione ministeriale di vigilanza e controllo antidoping. Cucciniello Us Acli: 'Emergenza educativa'
Roma, 24 aprile 2009 – Lo spettro del doping sugli sport amatoriali. Anticipati al convegno dell'Unione sportiva Acli sulla prevenzione antidoping i dati preliminari del 2008 della Commissione ministeriale per la vigilanza e il controllo del doping e per la tutela della salute nelle attività sportive. Su circa 860 controlli effettuati nel 2008, il numero di atleti ‘dilettanti’ positivi è pari al 3,9%. Un dato particolarmente allarmante si si pensa che tra gli atleti professionisti la percentuale di positività è intorno all'1%. Ciclismo, body building e box gli sport più ‘positivi’. Ormoni, steroidi e anabolizzanti le sostanze più rintracciate, ma anche cannabis.
A fornire i dati il direttore dell'Osservatorio Fumo, alcol e droga dell'Istituto superiore della Sanità Piergiorgio Zuccaro, che ha presentato contestualmente il ‘Kit formativo-informativo per gli sportivi e per le scuole”, realizzato in collaborazione con il Ministero del Lavoro e della Salute e delle politiche sociali.
I dati definitivi sui controlli del 2008, suddivisi per sport e sostanze dopanti, verranno resi noti a breve dalla Commissione ministeriale. Sandro Donati, membro della Commissione, commenta: ‘Il dato finora riscontrato, 3,9%, è preoccupante se messo a confronto con la percentuale di positività dell'1% che viene registrata nei controlli del sistema sportivo professionistico. Certo i professionisti sono più ‘abili’ ad evitare la positività, potendo contare su strutture mediche e laboratoristiche che consentono di assumere farmici senza risultare positivi ai controlli. Ma questo in parte è possibile anche agli atleti dilettanti. Anche per gli sport amatoriali le analisi antidoping sono poco efficaci. La percentuale realistica di positività al doping è senz'altro più alta, forse anche doppia’
Per il presidente dell'Unione sportiva Acli, Alfredo Cucciniello: ‘Siamo di fronte ad autentica emergenza sociale, educativa e sanitaria. Il problema è l'approccio culturale con cui c si avvicina allo sport, soprattutto da parte dei giovani. Se la cultura dominante è quella del successo, è evidente che anche lo sport di base non è esente da rischi. Deve essere incentivata l'azione preventiva e formativa soprattutto di quelle organizzazioni che promuovono lo sport come valore sociale, aggregativo, di promozione umana’.
Etichette: cucciniello, doping, Istituto superiore della Sanità, petrucci, sport sociale, us acli
di Salvatore D'Acunto
Professore di economia alla SUNDopo le note vicende giudiziarie dei mesi scorsi, i cittadini si attendono dal bilancio di previsione del Comune di Napoli qualche segnale di discontinuità. Purtroppo, la Giunta Iervolino non arriva a questo appuntamento nel momento storico più propizio. Tra crisi economica, tagli ai trasferimenti e nuovi vincoli all’autonomia impositiva, le casse comunali suonano vuote. L’unico linguaggio che l’amministrazione può parlare per lanciare messaggi di novità è quindi quello della riconversione della spesa.
Non è detto che sia un male. Con margini di manovra ristretti, la politica si trova costretta a fare i conti con la sua reale essenza. C’è meno spazio per strategie “ecumeniche” di costruzione del consenso e diventa giocoforza mandare alla cittadinanza segnali meno equivoci. Spiegare a chi si vuol dare e a chi togliere. Stabilire una gerarchia di meriti da premiare e bisogni da privilegiare. Definire i contorni di un blocco sociale sul quale investire per la rinascita della città. Insomma, una buona occasione, per la politica, per tornare a fare “politica”.
Sarò cinico, ma credo che Napoli avesse urgente bisogno di questa occasione. I problemi di Napoli sono tanti e complessi, ma un “filo rosso” salta agli occhi: quella complicità perversa tra politica e società civile che si è gradualmente cementata sull’uso delle risorse pubbliche. Da tempo Napoli è una città senza identità collettive forti, che lo smantellamento del suo tessuto industriale ha privato di quel minimo di dialettica sociale che ne aveva a lungo nutrito una sia pur intermittente vitalità. La struttura sociale della città si è andata frammentando in particolarismi esasperati, a cui la politica ha risposto con strategie che, soddisfacendo domande “corporative” con l’unico criterio della funzionalità alla riproduzione del proprio consenso, di quei particolarismi hanno di fatto favorito il consolidamento. Così, una società civile sempre più improduttiva e alla ricerca di rendite di posizione e un ceto politico ormai privo di istanze collettive da rappresentare si sono avvinghiate in un perverso amplesso. Il terreno su cui questo ambiguo rapporto si è consumato è stato il controllo delle risorse collettive: il saccheggio dei bilanci delle amministrazioni pubbliche, lo scempio del territorio, lo strangolamento del ceto produttivo ne sono state le nefaste conseguenze.
Per Napoli è tempo di invertire la rotta, e non vi è dubbio che l’amministrazione comunale possa giocare un ruolo importante in questo processo. L’approvazione del bilancio è una prima occasione per assumere alcuni impegni in tal senso: in primo luogo, l’impegno a porre un robusto argine al saccheggio; in secondo luogo, quello di riassoggettare la direzione dei flussi di risorse pubbliche al controllo di forme democratiche di rappresentanza degli interessi collettivi; infine, quello di indicare gerarchie di priorità coerenti con un progetto di rinascita della città.
Vale la pena di chiedersi in che misura il documento di programmazione proposto dall’assessore Realfonzo all’assemblea consiliare sia coerente con queste esigenze. Circa il primo punto, la relazione al bilancio mette un importante “paletto”: dopo un prolungato chiacchiericcio sull’ipotesi di privatizzazione della gestione delle risorse idriche, ci si impegna a non fare anche di questo settore un’arena di saccheggio. E’ senz’altro una scelta qualificante, legittimata da considerazioni di equità, ma anche di efficienza economica, e che segnala la volontà di valorizzare le risorse pubbliche in funzione di obiettivi collettivi, piuttosto che di sacrificarle sull’altare di interessi puramente speculativi. Sul secondo punto, l’amministrazione si impegna a disegnare le linee di indirizzo della propria azione attraverso un confronto alla luce del sole con le forme organizzate di rappresentanza del mondo della produzione. Si tratta di una mera dichiarazione di intenti, e va pertanto verificata nella prassi, ma segnala una profonda novità di metodo. Sottrarre il controllo dei flussi di spesa ai tanti tavoli di negoziazione “occulta” con la miriade di lobbies affaristiche che tanto hanno condizionato l’azione delle istituzioni locali va infatti considerato un piccolo, ma anche ineludibile passaggio della lunga battaglia necessaria a spezzare la spirale del “particolarismo”. Sul terzo punto, si è fatto uno sforzo importante per spostare risorse verso interventi cruciali per la riqualificazione del tessuto urbano (manutenzione delle strade e delle scuole, verde pubblico), per mantenere i livelli attuali di fornitura dei servizi pubblici senza aggravi di costo per gli utenti e per sostenere i ceti più colpiti dalla crisi. Va anche apprezzata la scelta di affrontare il nodo dell’efficienza della macchina amministrativa con alcune azioni mirate (turn-over del personale, revisione dei meccanismi per i conferimenti alle società partecipate, ecc.). Sono interventi di cui non va sottovalutata l’importanza nell’ottica della costruzione delle precondizioni di un progetto di sviluppo.
Ma la parte più rilevante dell’opera è tutta di là da venire. Qualunque sforzo di “ingegneria finanziaria” risulterà vano se le istituzioni non forniranno agli attori sociali stimoli adeguati ad indurli a cooperare alla riuscita del progetto. Le migliori energie della città sono state in questi anni indotte alla fuga o deviate, da un perverso sistema di incentivi, dall’investimento nel saper fare economico all’investimento nella ricerca di posizioni di rendita. Riconvertire queste energie verso un progetto di sviluppo sarà impresa ardua. Occorrerà “bonificare” risolutamente i meccanismi di allocazione delle risorse (mercato e autorità pubbliche), ricostituendo quel nesso tra mobilità sociale e apporto al benessere collettivo che Adam Smith considerava la “chiave” della ricchezza delle nazioni.
Da anni i cittadini di Napoli si chiedono se la loro classe dirigente abbia immaginazione e coraggio adeguati a progettare il futuro, dove con la parola “futuro” intendo un’epoca molto più lontana della prossima scadenza elettorale. Confesso il mio scetticismo, ma non nascondo qualche residua speranza.
Ho molto apprezzato l'articolo di Salvatore D'Acunto, professore di economia politica alla Seconda Università di Napoli. Mi pare un contributo serio alla riflessione sulla manovra finanziaria del Comune per il 2009.
Riccardo Realfonzo
assessore al bilancio e alla programmazione economica del Comune di Napoli
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giovedì, aprile 23, 2009
Acli Terra sui lavori del G8 Agricolo
È fondamentale, per Acli Terra, affermare la consapevolezza di una crisi alimentare che, a livello mondiale, divide popolazioni e forze sociali in relazione alle opportunità di cui esse dispongono sul drammatico confine dell’autosufficienza alimentare. La crisi impoverisce certamente le fasce più deboli della popolazione mondiale ed i paesi più poveri, che dipendono da quelli più sviluppati, innanzitutto perché non sono in grado di provvedere autonomamente al sostentamento primario delle popolazioni.
Il dibattito sulla qualità delle produzioni agricole, dei sistemi agroalimentari di riferimento, e dei relativi modelli di organizzazione comunitaria e sociale, che li caratterizzano, acquisisce, nel vivo delle attuali, drammatiche contraddizioni di una globalizzazione senza governance democratica, una nuova straordinaria centralità, un nuovo primato che dovrà riconoscere ed assegnare compiti nuovi al mondo agricolo.
Per Acli Terra, convenire, secondo principi di democrazia, di sussidiarietà e di solidarietà universali, ad affermare diritti fondamentali al cibo ed alla sicurezza alimentare, significa ridefinire un ruolo strategico per il comparto agricolo nel suo complesso e significa altresì stare dalla parte di quanti scelgono di mettere in discussione ingiustizie e squilibri che la crisi finanziaria globale ha brutalmente evidenziato.
Si tratta innanzitutto di riconoscere il ruolo fondamentale del comparto agricolo, che ripropone, in maniera non più rinviabile, la questione della governance globale dell’agricoltura e della sovranità alimentare, mentre risulta del tutto evidente che sono improponibili ed impraticabili soluzioni di neomercantilismo e di neocolonialismo.
Al centro di una nuova visione di una prospettiva di “neoumanesimo rurale” deve tornare il protagonismo dei territori e delle persone che lavorano in agricoltura e vivono la dimensione rurale, non solo per esigenze immediatamente economiche, ma anche per una scelta esistenziale, per una peculiare concezione anche della qualità della vita.
Si tratta di dar campo ad una visione culturale nuova, proiettata anche eticamente a contrastare speculazioni e sfruttamenti che sostengono antiche e nuove dipendenze tra pezzi differenti di società e tra aree del mondo, che hanno sempre minacciato la pace e la sicurezza globale.
In questa direzione va altresì affermata la volontà chiara di riconsiderazione del valore sociale, oltre che economico, di un modello di agricoltura di scala familiare, costituito su persone che conservano e valorizzano le risorse naturali, proteggono pratiche e culture di alimentazioni legate alle specificità e varietà dei territori, soddisfano bisogni alimentari fondamentali, tutelano stili di vita e di consumo a misura d’uomo, proteggono gli spazi rurali, ambientali e paesaggistici come beni sociali e comunitari.
Acli Terra pensa che il G8 agricolo debba rilanciare una forte idea di sviluppo agroalimentare autocentrato, proteso a valorizzare le risorse locali di tutte le aree del mondo, in Europa come in Africa, o nelle Americhe, nell’ottica di fare della sovranità alimentare un meccanismo di effetto politico reale, in grado di spezzare le nuove dipendenze internazionali che derivano da un ingiusto assetto economico mondiale che assegna a pochi soggetti politici e istituzionali il potere di decidere sulla testa e sulle sofferenze di milioni di attori sociali che vivono un loro drammatico disagio quotidiano perfino sul piano immediatamente esistenziale.
Il ruolo dell’Europa, in questa direzione, sarà fondamentale, a misura però di una scelta per la quale essa intenda riaffermare con forza le ragioni della sua originaria costituzione di soggetto portatore di sviluppo e di pace, attraverso politiche di cooperazione, e di garante del riconoscimento dei diritti fondamentali di tutte le comunità, a livello mondiale.
Sovranità alimentare vorrà dire allora che tutti i popoli e le nazioni avranno diritto a praticare le proprie scelte di politiche agroalimentari, nella consapevolezza, tuttavia, di una interdipendenza globale, per cui sarà certo un diritto per ogni popolo poter provvedere liberamente a se stesso, ma sarà altresì dovere indispensabile di tutti curare processi di integrazione economica a livello regionale e globale.
L’Europa si è assegnato un tale progetto all’atto stesso della sua costituzione, e all’atto della promozione di una politica agricola comunitaria che doveva garantire, oltre che autosufficienza alimentare, diritti e pace.
In questa prospettiva Acli Terra pensa ad un’agricoltura che esprima tutte le sue capacità multifunzionali, destinata sicuramente a produrre i beni ed il cibo necessari, caratterizzata da un forte radicamento territoriale e da una scelta di qualificazione della tipicità delle sue produzioni, ma pensa anche ad un ruolo proprio di un’agricoltura a dimensione territoriale e familiare, che tuteli l’ambiente, protegga le risorse naturali, assuma l’acqua, la terra ed il clima come beni fondamentali del creato, in grado di contribuire a sviluppare nuove e più moderne economie rurali.
Una prospettiva, in definitiva, che assegna un primato fondamentale ad un modello sociale dell’agricoltura, oltre che ad un suo ruolo immediatamente produttivistico.
Acli Terra riafferma, in questa ottica, le preoccupazioni che ha sempre espresso sulle convenienze ad ottenere energia dai cosiddetti biocarburanti, a difesa dei quali veri e propri potentati multinazionali inducono i paesi più poveri ad espandere le coltivazioni di cereali, destinate alla produzione di bioenergie, sottraendo così enormi quantità di terre alle coltivazioni di cereali per usi alimentari.
Nondimeno, Acli Terra ribadisce le preoccupazioni sempre rappresentate relative al rischio di mitizzazione delle biotecnologie e del ricorso alle colture di OGM.
L’una e l’altra esperienza hanno dimostrato di non essere in grado di risolvere i problemi della fame nel mondo, la cui vera, drammatica dimensione, etica e politica, più che dalla disponibilità complessiva di cibo, dipende principalmente dalla distribuzione ingiusta delle capacità di cui dispongono i popoli di provvedere da se stessi alle proprie esigenze di sopravvivenza. Torna dunque fondamentale il tema della democrazia e del governo democratico di tutte le incombenze economiche e sociali della globalizzazione.
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mercoledì, aprile 22, 2009
POVERTA' - Povere 975 mila famiglie italiane
Nel 2007 in Italia 975 mila famiglie si trovavano in condizioni di povertà assoluta. Sono il 4,1% delle famiglie residenti. In questi nuclei familiari vivono 2 milioni 427 mila individui, il 4,1% della popolazione. A riferirlo è l’Istat che oggi ha presentato i nuovi criteri per la definizione della soglia di povertà assoluta, intesa come la spesa mensile minima necessaria ad uno standard di vita minimamente accettabile.
Più poveri al sud, ma al nord la situazione peggiora. Delle 975 mila famiglie in condizioni di povertà assoluta, 443 mila si trovano nel Mezzogiorno. Rispetto al 2005 (2,7%) l’incidenza percentuale nelle regioni settentrionali sale al 3,5%. Stabile il centro. Più povere le famiglie numerose: nuclei con 5 o più componenti sono più poveri di quelli meno ampi: quasi un decimo (8,2%) si trova in condizioni di povertà assoluta.
Più povere anche le famiglie guidate da operai tra 45 e 54 anni. Tra il 2005 e il 2007 l’incidenza della povertà per le famiglie con a capo un adulto tra 45 e 54 anni con bassa istruzione è passata dal 2,6% al 3,4%. Migliora la situazione per quelle guidate da un giovane.
- Chiara Saraceno: “I dati presentati dall’Istat sulla base di una nuova metodologia di ricerca dimostrano che la social card è sfocata e che i soldi sono stati dati ai poveri, ma non ai più poveri fra i poveri”. Per la sociologa i requisiti di accesso non hanno saputo individuare le condizioni di maggiore povertà del paese. Fiopsd: ''Bene il nuovo metodo di rilevazione dell'Istat''. Il presidente, Paolo Pezzana, esprime soddisfazione: ''Mettere fine al paradosso durato sino ad oggi, per cui i più poveri tra i poveri sono esclusi dalle statistiche''.
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POVERTA' - Nuovi metodi per individuare le soglie dell'indigenza
Presentato dall’Istat il nuovo metodo di stima della povertà assoluta, che individua i beni e servizi essenziali, omogenei su tutto il territorio nazionale, che rappresentano il minimo accettabile sotto il quale si vive in una condizione di “povertà assoluta”. Nel nuovo metodo di calcolo tre le aree principali: l’alimentazione (con la definizione del fabbisogno minimo nutrizionale), l’abitazione (riscaldata e dotata degli elettrodomestici essenziali) e i rimanenti beni e servizi (sanità, istruzione, abbigliamento, trasporto, comunicazioni). In base ai prezzi sul territorio stabilite tante soglie di povertà quante sono le combinazioni tra tipologia familiare, ripartizione geografica e dimensione del comune di residenza.
- Le soglie di povertà Istat. Al nord servono più soldi per raggiungere un livello di qualità della vita minimo: più difficile in una grande città che in un piccolo comune. Un single fra i 18 e i 59 anni ha bisogno di 487 euro per vivere al di sopra della soglia di povertà assoluta in un piccolo comune del sud. Se però vive a Roma ha bisogno di 682 euro, mentre a Milano sotto i 724 euro è un povero assoluto. E ancora: a una famiglia di 4 persone con 2 figli sotto i tre anni occorrono 1.270 euro circa per vivere in condizioni minime accettabili a Milano: lo stesso standard si raggiunge con poco più di mille in un piccolo comune del Centro e con 930 euro in un grande comune del sud
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10 comandamenti uno sport sano
'Lo sport è rispetto. Rispetta lo sport!'.
La campagna dell’Unione sportiva Acli, che apre venerdì a Roma il XII Congresso nazionale.
Con il presidente del Coni Giovanni Petrucci
‘Fai della tua pratica sportiva uno strumento per combattere il razzismo. Recita così l’ultimo punto del ‘decalogo’ realizzato dall’Unione sportiva Acli per promuovere la Campagna ‘Lo sport è rispetto. Rispetta lo sport!’, per una nuova cultura e un nuovo protagonismo sportivo.
‘Dieci comandamenti’ per sfidare e vincere la mal-educazione sportiva, rilanciati dall’associazione alla luce delle ultime tristi vicende di cronaca ‘sportiva’, alla vigilia del XIII Congresso nazionale che aprirà venerdì 24 aprile a Roma e avrà come ospite il presidente del Coni Giovanni Petrucci.-
Punto uno del decalogo. Rifiuta i comportamenti aggressivi in campo e fuori: la tua gara è con avversari, non con nemici. Scegli di essere un fair player, un giocatore corretto.
- Due. Riconosci e accetta le regole: la regola d’oro del gioco è…non giocare con le regole.
- Tre. Rispetta le decisioni degli arbitri e dei giudici di gara: in camp difendi la tua dignità non le tue ragioni.
- Quattro. Sostituisci all’illegalità del doping la lealtà sportiva: il doping spegne lo sport e attenta alla salute fisica e mentale
- Cinque. Misurati con i tuoi limiti: volerli superare ad ogni costo ti renderà perdente, nello sport e nella vita
- Sei. Allenati con impegno ma senza strafare: un corretto allenamento e un giusto riposo ti aiutano in campo e fuori
- Sette. Sii solidale con i tuoi compagni: ricorda che non si vince mai da soli
- Otto. Aiuta e rispetta chi è in difficoltà: anche tu potrai aver bisogno degli altri
- Nove. Rispetta chi si misura con te e ha minori capacità qualunque sia la posta in gioco
- Dieci. Fai della tua pratica sportiva uno strumento per combattere il razzismo ed ogni forma di discriminazione e di esclusione: attraverso il gioco allenati ad essere flessibile e tollerante.
Ulteriori informazioni sulla campagna: www.usacli.org
Etichette: razzismo sport, sport sociale, usacli
martedì, aprile 21, 2009
di Leonardo Becchetti, Angela Schito
Una delle conseguenze della crisi che stiamo vivendo riguarderà senza dubbio le risorse per combattere la povertà a livello internazionale. Con il G20 sono stati stanziati 50 miliardi di dollari di aiuti, mentre la Banca mondiale in passato sosteneva che per raggiungere gli obiettivi di lotta alla povertà entro il 2015 erano necessari almeno 50 miliardi di dollari all’anno. Intanto nel mondo la quota dei malnutriti passa da 800 milioni a 924.
Quando si parla di povertà, bisogna anzitutto far chiarezza su alcuni concetti. Primo: la povertà è un concetto relativo. La povertà in Italia e quella nei Paesi in via di sviluppo differiscono molto l’una dall’altra. Nei paesi in via di sviluppo la soglia è 1 dollaro, e sotto di essa è possibile contare più di un miliardo di persone. In Italia la povertà relativa (perché misurata in rapporto al reddito medio), secondo i dati ISTAT, ha una soglia di circa 600 euro.
Nonostante le chiare differenze queste due realtà possono essere messe a confronto. Un’economia povera si difende dalla povertà grazie all’auto-consumo e all’auto-produzione o mettendo in atto scambi informali come il baratto. Nella nostra società tutto questo non c’è più, se non in rari casi come, ad esempio, il passaggio dei vestiti tra bambini e altre pratiche che fungono da sacche di difesa contro la povertà. Noi in generale dipendiamo dal mercato: tutto quello che serve al nostro fabbisogno quotidiano lo dobbiamo comprare.
Nel 2007, le famiglie italiane in condizioni di povertà relativa erano 2 milioni 653 mila (11,1% delle famiglie residenti); nel complesso gli individui poveri erano 7 milioni 542 mila, il 12,8% dell’intera popolazione. Se dal dato aggregato scendiamo a livello territoriale, vediamo che nel mezzogiorno l’incidenza della povertà è molto più alta rispetto al Nord (22,5% contro il 5,5%).

In Italia permangono delle contraddizioni di fondo: si calcola l’inflazione, ma non la differenza tra i livelli dei prezzi. Mentre tra Paesi la povertà si misura a parità di potere d’acquisto (cioè se ho 100 euro di stipendio in Italia e ne ho 100 a Cuba, se a Cuba la vita costa 10 volte meno, quel 100 in realtà varrà mille), in Italia le differenze di costo della vita, spesso anche enormi, non sono prese in considerazione.
La povertà altro non è se non il rapporto tra quello che si guadagna e il costo della vita.
Un altro assurdo logico, inoltre, è l’assenza di uno strumento di equità sociale come il quoziente familiare. Nel nostro Paese tra le categorie più svantaggiate ci sono le famiglie numerose che, giocoforza, devono sostenere dei costi più elevati: se il reddito familiare non è diviso per un quoziente che fa riferimento al numero dei componenti (che nell’OCSE generalmente corrisponde 0,5 per il coniuge e 0, 3 per tutti i figli), chi fa più figli si diventa sempre più povero.
Un altra categoria in forte difficoltà è costituita dalle persone che hanno perso o stanno perdendo il lavoro: il rischio di esclusione sociale cresce e questo stride fortemente con la realtà di coloro che il lavoro ce l’ hanno ancora e che, per effetto del calo dell’inflazione, vedranno addirittura una rivalutazione dei salari.
Per questo è necessario che le misure di welfare non premino solo il “non lavoro”. In un paese come l’Italia si rischierebbe infatti di incrementare il lavoro nero, riducendo l’incentivo della persona a ritrovare occupazione. Bisognerebbe piuttosto premiare la creazione di nuova occupazione: una parte di sussidi attivi potrebbe essere destinata a sostenere cooperative e piccole imprese per ridurre il costo del lavoro che in Italia mantiene livelli molto alti.
A livello globale, le iniziative di sostegno alla crisi prevedono molte risorse per il rilancio di settori dell’economia obsoleti senza incentivare abbastanza almeno la creazione di modelli meno inquinanti La distribuzione di denaro pubblico dovrebbe rispondere ad una prospettiva a lungo termine: bisogna tener conto del fatto che stiamo vivendo in una fase di conversione ad un’economia sostenibile e quindi è quanto mai necessario creare valore economico in maniera socialmente e ambientalmente sostenibile.
Tra i rimedi alla crisi, accanto a strumenti finanziari e di tutela sociale, l’istruzione rappresenta un fattore di indiscutibile importanza. L’ Italia è il Paese dove i rendimenti della scolarizzazione sono più bassi In pressoché tutti gli altri Paesi del mondo ogni anno in più di istruzione incide sul reddito medio più che in Italia al netto di tutti gli altri fattori considerati.
Ma la povertà non è declinabile solo in termini materiali. Siamo sempre più poveri dal punto di vista relazionale e siamo sempre meno felici. Esistono una serie di alternative non relazionali all’uso del tempo che generano il crollo di tutti gli indicatori di vita sociale: partecipazione alla vita associativa, a quella religiosa, politica, la tenuta delle famiglie, e questo ci rende ancor più vulnerabili.
La crisi di beni relazionali è una delle cause del paradosso della felicità: secondo uno studio condotto in Germania su un campione di 60.000 intervistati, un terzo di coloro che hanno registrato un aumento annuale di reddito reale familiare hanno riportato contemporaneamente una diminuzione di felicità. I cosiddetti frustrated achievers sono persone cadute nella trappola della sottoproduzione relazionale che mina quelle risorse immateriali che fungono da pilastro del sistema socio-economico: dignità, autostima, fiducia, capitale sociale.
Contro il riduzionismo antropologico dell’homo oeconomicus, dell’uomo senza committment e senza sympaty, è utile ricordare le parole di Adam Smith secondo cui la felicità delle persone dipende dalla capacità di rendere felici gli altri. Per questo la soluzione alla crisi attuale potrebbe nascere dall’incontro tra due povertà: la povertà materiale delle aree di disagio (non solo fuori ma anche dentro L’Italia) e la povertà di senso dei paesi ricchi. L’unione di queste due realtà potrebbe aiutarci a costruire una nuova economia, che dia spazio alle relazioni e nuova dignità al mercato.
Le stesse vicende di questi giorni con l’enorme risposta di solidarietà e di disponibilità a donare tempo e denaro degli Italiani per la tragedia dell’Abruzzo testimoniano che si tratta della direzione più giusta e vitale.
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ROMA - Il 30 aprile scade il termine per presentare la richiesta per ottenere l’erogazione del bonus elettrico con decorrenza da gennaio 2008. Tale scadenza, però, è diventata temporalmente inadeguata per consentire l’attribuzione del bonus alla grande maggioranza delle famiglie che ne hanno necessità.
Infatti, sugli oltre 5 milioni di possibili beneficiari (secondo la stima dell’Autorità per l’Energia), ad oggi, la Federconsumatori stima, in base al proprio campione, che le richieste complete di documentazione lavorate dai Comuni, purtroppo, non superano le 900 mila.
La Federconsumatori ritiene inammissibile che i vari soggetti interessati possano assistere ad un simile fallimento dell’operazione senza intervenire nei modi più rapidi per aiutare chi ne ha bisogno, rimuovendo gli ostacoli, anche adottando misure eccezionali.
La Federconsumatori suggerisce alcuni interventi possibili:
1. Emettere una deroga al rispetto della scadenza del 30 aprile per le famiglie residenti nei Comuni terremotati;
2. Trasferire all’interno della piattaforma informatica SGATE dell’ANCITEL i dati: anagrafici, relativi alla residenza ed all’ISEE dei fruitori della Social Card, per consentire il riscontro da parte dei Comuni e delle aziende di distribuzione dell’elettricità dell’idoneità di tutti i soggetti ad accedere al bonus;
3. Considerare come richieste già presentate le esigenze delle famiglie bisognose che si sono già rivolte agli uffici di assistenza sociale dei Comuni;
4. Incaricare i CAAF di rilasciare la certificazione ISEE a tutti i nuclei familiari che si rivolgono ad essi per la compilazione del modello 730.
Alla fine di aprile sarà comunque necessario esaminare la situazione, a valle dei provvedimenti urgenti che auspichiamo siano adottati, al fine di valutare l’opportunità dell’avvio di ulteriori misure.
Ulteriori dettagli riguardo ai ritardi nell’attivazione del bonus sono disponibili sul sito della Federconsumatori.
per saperne di più clicca http://pasqualeorlando.blogspot.com/2009/02/bonus-elettrico.html
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Sulla Gazzetta Ufficiale n. 84 del 10 aprile 2009 è stato pubblicato il DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) del 20 marzo 2009 relativo alla programmazione transitoria dei flussi di ingresso dei lavoratori extracomunitari stagionali nel territorio dello Stato italiano per l’anno 2009.
Il DPCM consente l'ingresso nel nostro Paese, per motivi di lavoro subordinato stagionale, di 80 mila cittadini stranieri non comunitari, che verranno suddivisi tra le Regioni con provvedimento specifico adottato dal Ministero del Lavoro.
Sono interessati sia i cittadini non comunitari, titolari di permesso di soggiorno per lavoro subordinato stagionale negli anni 2006, 2007 o 2008, sia i cittadini provenienti dai seguenti Paesi: Serbia, Montenegro, Bosnia- Herzegovina, Macedonia, Croazia, India, Pakistan, Bangladesh, Sri Lanka, Ucraina, Tunisia, Albania, Marocco, Moldavia, Egitto.
Nell’imminenza della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del DPCM, il Ministero dell’interno ha emanato la circolare numero 1746 del 9 aprile 2009, nella quale si dettano, tra l’altro, le prime istruzioni per quanto concerne le modalità di presentazione delle domande, si conferma la modulistica già in uso per le istanze relative al decreto flussi 2008, e si comunica che le domande potranno essere presentate fino al 31 dicembre 2009.
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Corto in Stabia 2009: Il Festival ai nastri di partenza
Ai nastri di partenza “Corto in Stabia 2009”, il Festival di cortometraggi dedicato alle scuole di ogni ordine e grado che prenderà il via domani e fino a sabato prossimo presso il Cineteatro Montil di via Bonito a Castellammare di Stabia.
Dopo gli oltre 4.000 visitatori dello scorso anno, la città delle acque si prepara,ancora una volta, ad accogliere migliaia di persone tra studenti, genitori ed insegnanti, provenienti da tutta Italia e dall’estero, che hanno fatto già registrare il tutto esaurito nelle strutture alberghiere cittadine.
Il Festival, organizzato dall’Associazione Culturale Vivistabia, con il patrocinio morale ed economico dell’Assessorato al Turismo , Termalismo e Beni Culturali del Comune stabiese e con la collaborazione dell’Ept di Napoli – Azienda di Cura, Soggiorno e Turismo, prevede una quattro giorni di proiezioni cinematografiche ed eventi aperti al pubblico. La programmazione dei corti si svolge dalle ore 9.00 alle 18.00 del 22, 23 e 24 aprile. Da giovedì sera, ore 20.30, prenderanno il via le tre serate-spettacolo così articolate: 23 aprile, proiezione e premiazione di sei cortometraggi della sezione Ospiti, spettacolo in musica delle voci del Coro Città di Pompei e premiazione del giovane attore stabiese Pio di Stefano, che prossimamente vedremo protagonista in "La bella società", accanto a Maria Grazia Cucinotta, Raoul Bova e Giancarlo Giannini.
Venerdì sera la lunga serata di musica porterà a “Corto in Stabia” il m° Vincenzo Sandro Brancaccio, virtuoso della chitarra, Fabio Savarese, finalista di SanremoWeb, e Tony Amodio, che chiuderà il suo tour italiano con un concerto gratuito. La Serata di Gala e la premiazione dei corti vincitori è programmata per le 20.30 di sabato 25 aprile.
A fare da sfondo, la collettiva d’arte “Oltre la maschera: tra persone e personaggi” allestita dall’Associazione Nazionale Onlus “Amici dell’arte”, e l’attesissima mostra fotografica dedicata al regista, sceneggiatore e attore Natale Montillo, fondatore del Cineteatro Montil che ospita l’evento. Presentatore delle quattro serate il giovane e talentuoso Alfonso Senatore, inviato di Uno Mattina, la regia è di Onofrio Brancaccio.
21 aprile
Ufficio Comunicazione e Relazioni Esterne
Tiziana Adolescente cell: 338/5811282
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Direttore Artistico
Alfonso Galdi cell: 333/8564436
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