

A partire dall'esperienza associativa vissuta nelle ACLI e da quella amministrativa a Napoli e Castellammare di Stabia utilizzo questo spazio per affrontare i temi del dialogo tra le generazioni, del lavoro, della formazione, del welfare, della partecipazione e della loro necessaria innovazione.

I precari sul tetto del provveditorato di Benevento
Con Messaggio n. 18645 del 19 agosto 2009, l’Inps conferma di avere inviato ai pensionati il sollecito per la comunicazione dei dati reddituali (“Modello RED”).
Sono interessati i titolari di prestazioni pensionistiche collegate al reddito, come l’integrazione al minimo o le maggiorazioni sociali, che devono rendere noti all’Inps i loro redditi per consentire all’Istituto previdenziale la verifica della correttezza dell’importo pensionistico in pagamento.
Il sollecito è stato inviato a coloro che non avevano provveduto a rispondere entro lo scorso 30 giugno alla prima richiesta inviata dall’Inps all’inizio del corrente anno.
I pensionati hanno tempo 30 giorni da quando hanno ricevuto il sollecito per recarsi al Patronato Acli, o al Caf-Acli, per comunicare la propria condizione reddituale: Patronato e Caf invieranno quindi i dati all’Inps per via telematica.
Per i pensionati residenti nelle province dell’Aquila, di Teramo e di Pescara, colpite dal terremoto, il termine è prorogato al 30 novembre 2009,
Attenzione: in caso di mancata comunicazione, l’Inps sospenderà la quota di pensione interessata dalla verifica reddituale.
Per leggere il Messaggio dell’Inps clicca qui.
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Per accedere al servizio si potrà fissare un appuntamento telefonando al “Numero verde” 800.74.00.44 (da lunedì a venerdì tra le 9.00 e le 18.00: la telefonata è gratuita) oppure contattando direttamente la sede provinciale del Patronato Acli presso la quale ci si vuole recare: per trovare la sede del Patronato Acli che ti può interessare clicca qui.
Sono interessati alla regolarizzazione i datori di lavoro che alla data del 30 giugno 2009, avevano dato occupazione, non regolare, e da almeno 3 mesi lavoratori, a cittadini italiani o di uno Stato appartenente all’Unione europea, ovvero cittadini extracomunitari, presenti sul territorio italiano.
La regolarizzazione prevede innanzi tutto il pagamento di un contributo forfetario di 500,00 euro, che potrà essere pagato utilizzando il modello F24 sulla base delle istruzioni fornite dall’Agenzia delle entrate.
Occorrerà anche compilare il modulo di regolarizzazione che è stato predisposto in duplice formato:
Il servizio gratuito di assistenza attivato presso gli uffici del Patronato Acli prevede, oltre alla compilazione della modulistica, anche la presentazione delle domande di regolarizzazione per via telematica, accelerando in tal modo le operazioni, per le quali viene rilasciata agli interessati regolare ricevuta.
Per saperne di più sulla “Regolarizzazione”, clicca qui.

ultimo aggiornamento 27 agosto 2009 - Pubblichiamo le domande e le risposte sulla regolarizzazione di colf e badanti compilate e aggiornate dagli esperti del Ministero dell'Interno:
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Da aggiungere la festa del Santo Patrono e le seguenti Feste Nazionali:
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Settembre, finite le vacanze, iniziano gli esami. Sono quelli dei test di ammissione delle università. Quasi tutte infatti chiedono il superamento di una prova a quiz prima di accettare la formale iscrizione accademica. E se sono oltre 120 mila i test effettuati dalla fine di luglio negli atenei italiani, ora, dopo la pausa di agosto, le università riaprono le porte ai neo diplomati e aspiranti matricole: saranno 200 mila gli studenti impegnati nelle prove di ammissione ai corsi di laurea, si comincia il 3 settembre con la selezione nazionale per l’accesso a Medicina e chirurgia, per passare poi, il 4, il 5 e l’8, rispettivamente al test di Odontoiatria, Veterinaria e Architettura. Il 9 è il giorno delle prove per le ammissione ai corsi di laurea delle professioni sanitarie, per finire il 10 settembre con l’esame per l’accesso a Scienze della formazione primaria. Le date del 9 e del 10 possono però variare a seconda dell’Università.
Sono numerosi i siti, come ad esempio Hoeplitest, nei quali basta selezionare il test che si vuole fare, e una volta registrati al sito, simulare la prova. Per ogni facoltà è indicato il tempo per lo svolgimento del test e tutti i criteri a cui la Commissione si attiene nella valutazione delle prove. Nell’incertezza è sempre meglio non rispondere alla domanda: per ogni risposta sbagliata sono infatti tolti da 0,25 punti a 0,50, mentre nessun punto viene dato o tolto per una risposta non data.
Sul sito di Alpha Test, una società che opera nel settore dell’editoria, della formazione e dell’orientamento scolastico-professionale è possibile ad esempio non solo trovare tutte le informazioni sui test di ammissione, ma anche sperimentare direttamente, facoltà per facoltà, la natura e la difficoltà delle domande.
Per l’accesso ai corsi universitari a numero programmato, su un punteggio massimo di 105 punti, 80 saranno assegnati sulla base del risultato del test d’ingresso e 25 saranno dati agli studenti che avranno conseguito risultati di eccellenza a scuola. A tal fine contribuiranno: la media complessiva, non inferiore a sette decimi, dei voti ottenuti negli scrutini finali di ciascuno degli ultimi tre anni di frequenza della scuola secondaria superiore; la valutazione finale conseguita nell’esame di Stato dal 20% degli studenti con la votazione più alta attribuita dalle singole commissioni, che comunque non deve essere inferiore a 80/100; la lode ottenuta nella valutazione finale dell’esame di Stato; le votazioni, uguali o superiori agli otto decimi, conseguite negli scrutini finali di ciascuno degli ultimi tre anni in discipline, predefinite nel bando di accesso a corsi universitari, che abbiano diretta attinenza o siano comunque significative per il corso di laurea prescelto.
E se in aumento risultano le iscrizioni ai test di ammissione per architettura, il camice bianco è ancora uno dei più ambiti. A Medicina, per circa 7.300 posti disponibili ci si aspettano, in base ai dati degli ultimi anni, oltre 55.000 candidati. Segue Odontoiatria, dove ci saranno oltre 15.000 pretendenti per i soli 782 posti disponibili in tutta Italia.
Per regolarizzare colf e badanti in nero basterà compilare un semplice modulo, che si potrà scaricare dal sito del Viminale. Ecco come funziona la procedura. La procedura informatica è stata illustrata, ieri al Viminale, alle associazioni e ai patronati interessati. Nella riunione, secondo Assindatcolf (Associazione nazionale dei datori di lavoro domestico aderente a Confedilizia), sono stati approfonditi e risolti alcuni problemi sorti. E la procedura viene definita «semplice e veloce» da un altro partecipante all'incontro, Pino Gulia del Patronato Acli. Per raggiungere lo scopo bisogna seguire tre passi: pagare l'una tantum di 500 euro, compilare la domanda di emersione online e infine recarsi alla convocazione allo Sportello Unico per l'Immigrazione. A chi si rivolge. I datori di lavoro che al 30 giugno 2009 hanno impiegato irregolarmente da almeno 3 mesi lavoratori italiani, comunitari o extracomunitari potranno avvalersi della procedura online. E' possibile la domanda per lavoratori impiegati di un unico datore che svolgano orari di lavoro settimanali non inferiori alle 20 ore. Possono essere regolarizzati anche stranieri colpiti da provvedimento di espulsione dovuto a violazione sulle norme di soggiorno ma non nel caso di violazioni dell'ordine pubblico. Primo passo: pagare il 500 euro. Per accedere alla procedura di emersione bisognerà prima effettuare un'atra operazione: il pagamento del contributo di 500 euro per ciascun lavoratore, possibile già dal 21 agosto scorso, utilizzando il modello F24 "Versamenti con elementi identificativi" scaricabile dal sito. Il modello può essere utilizzato anche per regolarizzare la posizione di più lavoratori (per ogni individuo va compilata una riga della domanda). Il contributo copre il periodo dal 1° aprile al 30 giugno 2009. Se il lavoratore è stato assunto prima il datore di lavoro sarà invitato dall'Inps a compilare il modello LD15-ter. Si indicano i codici fiscali del datore di lavoro e del lavoratore (in difetto, il numero del documento di identità), il numero di passaporto. Secondo passo: la procedura di emersione del lavoro. Sarà attiva sul sito del ministero degli Interni dal 1° al 30 settembre dove si potrà trovare l'apposito modulo. Importante sottolineare che in questo caso, diversamente dal decreto flussi, non c'è un numero massimo di domande e c'è tutto il mese per presentare la domanda. Una volta inviata via mail la domanda, il datore di lavoro riceverà, sempre per posta elettronica la conferma dell'acquisizione del documento da parte del Viminale. Entro 72 ore, poi, arriverà (sempre via mail) la ricevuta con i dati del datore di lavoro e del lavoratore, che dovranno ovviamente combaciare con quelli del modulo F24. Una copia di questa ricevuta va data al lavoratore: insieme al suo documento di identità, infatti, servirà a dimostrare, a un eventuale controllo, che la persona è in attesa di regolarizzazione. Il modulo di emersione rappresenta una autocertificazione di quanto dichiarato. Il fac simile del documento. Il terzo passo. E' la convocazione delle parti dal primo ottobre presso lo Sportello Unico Immigrazioneper portare tutta la documentazione necessaria. Bisogna ricordarsi di portare una marca da bollo di 14,62 euro. Lì verrà verificata la regolarità della domanda e stipulato il contratto di soggiorno. Entro 24 ore il datore di lavoro dovrà comunicare all'Inps l'avvenuta regolarizzazione per consentire l'iscrizione e ottenere i bollettini. Allo sportello postale, poi, il lavoratore potrà avere il permesso di soggiorno. Tutte le informazioni si trovano sul sito del Viminale. |
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“Immigrati Clandestini? Torturali! E’ legittima difesa”. Lo slogan spicca in grossi caratteri rossi nell’immagine del profilo della Lega Nord di Merano su Facebook. Tra gli oltre 430 amici del gruppo, compaiono un centinaio di circoli della Lega Nord sparsi in tutta Italia e due parlamentari leghisti: il leader e ministro delle Riforme, Umberto Bossi, ed il capogruppo alla Camera dei deputati, Roberto Cota. E l’Osservatorio antiplagio scrive a Presidente della Camera, ministro dell’Interno, Polizia delle comunicazioni e Guardia di Finanza auspicando l’intervento delle istituzioni. vai>>
sarebbe ora o vogliamo continuare a lungo così?

di Carlotta Jesi - pubblicato il 26 Agosto 2009 alle 11:43
È morto Ted Kennedy. Le sue ultime battaglie: il servizio civile nazionale e la riforma sanitaria
Il senatore del volontariato. Così sarà ricordato il 77enne Edward Kennedy, morto il 25 agosto dopo una lunga lotta contro il cancro che non gli ha impedito di continuare a battersi per le due cause sociali che gli stavano più a cuore e che il presidente Obama aveva eletto a priorità politica: un ambizioso e organizzato piano di servizio civile nazionale e la riforma sanitaria.
Il primo, è diventato realtà lo scorso mese di aprile (leggi qua il servizio che Vita gli aveva dedicato), quando il Presidente degli Stati Uniti ha posto la sua firma sull’Edward M. Kennedy Serve America Act: il testo di legge bipartisan che il democratico senatore del Massachussetts aveva ideato con il collega e amico repubblicano Orrin Hatch triplicando i fondi e il numero di partecipanti al servizio civile nazionale americano e, praticamente, creando dei programmi di volontariato ad hoc per ogni fascia di età della popolazione: studenti, donne, anziani, reduci di guerra. Obama aveva simbolicamente scelto di trasformare il Serve America Act in legge alla scadenza dei suoi primi 100 giorni da presidente, ricordando che Edward era il secondo Kennedy a chiamare gli americani all’impegno verso gli altri.
Il primo, era stato suo fratello John, il presidente ucciso a Dallas, fondatore dei Peace Corps e del mantra “chiediti cosa puoi fare per il tuo Paese” con cui incitò un’intera generazione a mettersi al servizio degli altri.
Edward, da tempo figura di riferimento del clan Kennedy e dei senatori democratici, non era nuovo a proposte di legge rivoluzionarie dal grande impatto sociale. Sua, per esempio, è la firma sotto al programma No Child left behind lanciato nel 2001 dal governo Bush e, ancora prima, sulla State Children Health Insurance entrata in vigore nel 1997 garantendo assistenza sanitaria ai bambini a basso reddito.