giovedì, luglio 30, 2009

Acli: CITTADINI IN-COMPIUTI QUALE POLIS GLOBALE NEL XXI SECOLO


CITTADINI IN-COMPIUTI QUALE POLIS GLOBALE NEL XXI SECOLO
42° incontro di studi
Perugia, 3-5 settembre 2009

Dal 3 al 5 settembre si terrà a Perugia il 42° Incontro nazionale di studi delle Acli dal titolo “Cittadini in-compiuti. Quale polis globale per il XXI secolo”. Durante la tre giorni, si proverà a ripensare e ridefinire il profilo dei “cittadini”. Per l’occasione le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani proporranno un “manifesto” sulla nuova cittadinanza da presentare al mondo politico.Per le Acli la cittadinanza nella polis globale del XXI secolo non si esaurisce in una rivendicazione di diritti ma chiama in causa lo stesso statuto della persona. Ri-pensare oggi le nozioni di cittadino e di cittadinanza comporta la necessità di mettere in gioco noi stessi, come italiani e come europei, come aclisti e come democratici.Con questo 42° Incontro nazionale di studi, le Acli si tenterà di innovare, allargare e spostare in avanti il significato che la cittadinanza ha oggi concretamente nell’ordinamento legislativo.L’articolo 3 della Costituzione, afferma che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.In questo senso bisognerà avere la coerenza e l’onestà di riconoscere che il deficit strutturale della cittadinanza appare legato sia a un’ancestrale concezione etnica (jus sanguinis) sia anche a una statica concezione territoriale (jus soli), l’una e l’altra non più adeguate rispetto a una società mobile e plurale, com’è quella odierna delle migrazioni e della multiculturalità.Possiamo dire che allargare la cultura della cittadinanza implichi allo stesso tempo un allargamento della cultura della democrazia e delle sue istituzioni.Tre sono le novità più significative del prossimo Incontro di studi: la programmazione di quattro momenti seminariali (già in corso) sui territori, per favorire una prima sensibilizzazione al tema; la realizzazione di sei laboratori tematici a Perugia nella seconda giornata dei lavori; infine, l’elaborazione di un “Manifesto” sulla nuova cittadinanza che conterrà le proposte delle Acli alla società e al mondo politico.
Note organizzative

mercoledì, luglio 29, 2009

Atitech, La protesta per i mancati pagamenti degli stipendi


Atitech, tafferugli e cariche a Capodichino
Bloccati 12 check-in, scalo nel caos

Manifestazione davanti ai gate Alitalia e Air One
La protesta per i mancati pagamenti degli stipendi

NAPOLI - Un'ora di tensione, sfociata in tafferugli tra dimostranti e forze dell'ordine. L'ennesiama giornata di protesta dei lavoratori Atitech - che da giorni chiedono il pagamento degli stipendi - finisce con «ruvidi contatti» tra lavoratori e polizia.

LA PROTESTA - Una cinquantina di dipendenti dell’Atitech protestano a Napoli all’interno dell’aeroporto di Capodichino, bloccando i check-in dell’Alitalia e di Air One. La manifestazione è scattata intorno a mezzogiorno, sono 12 i banchi dei check-in occupati. Momenti di forte tensione con scontri tra i lavoratori dell’Atitech e la polizia in assetto antisommossa. Gli agenti sono intervenuti per spostare i manifestanti e rimuovere il blocco degli imbarchi in atto dal check in 36 al 44, consentendo così gli imbarchi.

«NON CE NE ANDIAMO» - «Siamo stati caricati dalla polizia ma non ce ne andiamo», dice Pasquale Lione, segretario di Napoli della Ugl Trasporti settore aereo, che si trova tra i manifestanti «Ieri - aggiunge - nel corso di un incontro, il prefetto di Napoli aveva dato assicurazioni in merito a un’ipotetica soluzione del pagamento degli stipendi e in merito a incontri finalizzati a capire il futuro dell’azienda. Al momento non c’è alcun sviluppo sui nostri stipendi. La cosa ridicola è che ci è anche arrivata la busta paga ma i soldi no».

LOTTA CONTINUA - Nel frattempo, l’Sdl Intercategoriale Trasporto aereo afferma in una nota: «Se nelle prossime ore non si dovesse sbloccare positivamente la situazione, a partire dal pagamento immediato degli stipendi e l’avvio immediato di un serrato confronto sul futuro dell’azienda, la lotta in atto proseguirà ininterrottamente. Ci sono mille famiglie senza stipendio, oltre i lavoratori in cigs. Gravi le responsabilità del Governo e del Commissario straordinario.

Atitech, 650 lavoratori senza stipendio

Un gruppo di dipendenti ha attuato un sit-in bloccando il traffico veicolare nella rotonda di accesso allo scalo

NAPOLI - Niente stipendio per i 650 lavoratori dell’Atitech, il polo di manutenzione che ha sede a Napoli e il cui futuro, dopo il passaggio di Alitalia a Cai, resta ancora da definire. Un gruppo di dipendenti ha attuato un sit-in bloccando il traffico veicolare nella rotonda di accesso allo scalo. «Serve subito una trattativa seria partendo dall’accordo di Palazzo Chigi - dice il segretario provinciale della Ugl Francesco Falco. - È inaccettabile la fuga di Cai mentre ai lavoratori si nega anche lo stipendio». «Che aria tirasse per i lavoratori lo si era capito già venerdì scorso - spiega Pasquale Lione della Ugl di settore - quando l’azionista di maggioranza Alitalia ha disertato il Consiglio di Amministrazione. Ora tutto è rinviato al 30 luglio, dopo di che si rischia il commissariamento».

SINDACATI - Se non ci saranno novità significative, a partire da venerdì prossimo, 31 luglio, l’azienda verrà chiusa. È quanto hanno detto i vertici dell’azienda in mattinata in un incontro Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Sdl intercategoriale, secondo quanto riferito dai sindacati. «L’azienda - si legge in una nota congiunta delle organizzazioni sindacali - ha comunicato che per la drammatica situazione economica finanziaria venutasi a creare, non possono essere garantiti gli stipendi di luglio ai dipendenti. La situazione venutasi a creare in alcun modo può incidere in maniera cosi devastante sui 700 lavoratori che da un anno già stanno attraversando il calvario della cassa integrazione straordinaria, ragion per cui - prosegue la nota - verranno messe in campo tutte le iniziative atte a scongiurare questo assurdo scempio». Per questi motivi, i sindacati chiedono «un tempestivo intervento del Governo e delle istituzioni locali affinchè vengano garantiti gli stipendi ai lavoratori e che si definisca improrogabilmente il nuovo asset industriale, condizione imprescindibile circa il futuro aziendale».

SARUBBI - «Mentre il premier Berlusconi parla di rilancio delle politiche per il Sud e rivendica la grande attenzione dell’esecutivo per Napoli e la Campania, i lavoratori di Atitech si ritrovano senza stipendio. Tra il dire e il fare, ancora una volta, c'è di mezzo il mare». È quanto dichiara Andrea Sarubbi, deputato del Pd. «A causa delle lungaggini e delle difficoltà che sta trovando la cordata capitanata dal presidente degli industriali campani Lettieri, banca Intesa Sanpaolo ha bloccato la liquidità della società con il conseguente mancato accredito dello stipendio di luglio. Tale situazione, che incide su lavoratori già provati da mesi di incertezza e dalla cassa integrazione, rappresenta la dura realtà che continua a contrastare evidentemente con le parole in libertà del presidente del Consiglio».

RONGHI - «Incredibile: l’Atitech non paga gli stipendi per mancanza di liquidità e ancora una volta pagano i più deboli, i lavoratori»: così il vicepresidente del Consiglio regionale della Campania ed esponente del MpA, Salvatore Ronghi. «La vicenda che attiene l’Atitech ha il sapore del paradosso. Nonostante le assicurazioni ricevute la Palazzo Chigi durante la vertenza Cai-Alitalia, siamo giunti - aggiunge - sull’orlo della liquidazione dell’Atitech senza alcuna prospettiva».

NOCERA - «La protesta messa in campo dai lavoratori Atitech a Capodichino è giusta. Dopo vari incontri e nonostante le rassicurazioni ricevute dal governo durante la vertenza Cai-Alitalia, le promesse non sono state mantenute», afferma Vito Nocera, capogruppo regionale del Prc. «Non c’è nessuna prospettiva e non si prevede nulla di positivo per i lavoratori dell’indotto aeronautico campano - sottolinea - Domani incontrerò una delegazione di lavoratori dell’Atitech e chiederò ai presidenti della giunta Bassolino e del Consiglio regionale Lonardo la convocazione di una riunione per fare il punto sulla vertenza».

Rifiuti: Bertolaso Vuole commissariare 11 Comuni in Campania

Rifiuti, la lista nera di Bertolaso
Vuole commissariare 11 Comuni

di Dario Del Porto e Roberto Fuccillo
Undici Comuni rischiano lo scioglimento perché ritenuti «gravemente inadempienti» nella raccolta e gestione dei rifiuti. La struttura guidata dal sottosegretario Guido Bertolaso è pronta a chiedere al ministero dell´Interno di procedere nei confronti di sette amministrazioni del Casertano e quattro della provincia di Napoli: Castel Volturno, San Marcellino, Aversa, Trentola Ducenta, Maddaloni, Casal di Principe, Casaluce, Giugliano, Afragola, Qualiano e Nola.

I nomi dovrebbero essere ufficializzati oggi. La scure, afferma Bertolaso, che ieri è stato sentito dalla commissione sul ciclo dei rifiuti, colpirà «Comuni che non raccolgono la spazzatura, non fanno la differenziata e dunque non fanno quel che dovrebbero così come previsto dalla legge». E gli altri 540 comuni della regione? «Sono meno birichini», replica il sottosegretario.
«Vogliono sciogliere il comune? - commenta il sindaco di Castel Volturno, Francesco Nuzzo - mi fanno solo un piacere, venissero loro a gestire una situazione difficile come la nostra. Si addebitano ai comuni responsabilità di altri. Affrontiamo emergenze che mortificano i lavoratori, abbiamo bisogno di supporti. Oltre ai cittadini, vivono sul nostro territorio 15 mila immigrati clandestini e 20 mila italiani che occupano case realizzate abusivamente e non sono censiti: certo non fanno la raccolta differenziata».

Si dice «basito» Giovanni Pianese, sindaco di Giugliano: «Il termine stabilito dalla legge è il 31 dicembre 2009. Come fa Bertolaso a trarre già le somme? Abbiamo ereditato un servizio in proroga, ma siamo riusciti a fare una nuova gara, a giorni apriremo le buste, poi finalmente partiremo col nuovo sistema che prevede anche il porta a porta. Sono ottimista sulla possibilità di raggiungere l´obiettivo a fine anno. E non dimentichiamo quel che ha sofferto questa terra. Al mio sollecito per la bonifica di Taverna del Re non ho ancora avuto risposte».


Anche Geremia Biancardi, neosindaco di Nola, fa notare che «i provvedimenti vanno per annualità. Con la precedente amministrazione, Nola aveva il 35,6 per cento di differenziata, largamente sopra gli obiettivi. E per il 2009 non abbiamo dubbi di centrare il 25. Stimo Bertolaso, vogliamo collaborare, ma evidentemente gli portano dati errati». Fra i possibili destinatari c´è anche un senatore del Pdl, Enzo Nespoli, sindaco di Afragola, ieri presente all´audizione: «Ho trovato una ditta che era stata selezionata dal commissariato. Non facevano nulla per rescindere il contratto, ho dovuto affrontare un contenzioso di nove mesi. Ora abbiamo fatto una nuova gara, ma aspettiamo il certificato antimafia per la ditta vincitrice. Cosa deve fare un povero sindaco, senatore o meno?»

Seicento nuove assunzioni entro il 2010. I curricula possono essere inviati nella sezione "Lavora con noi"di Enel.it

Lavoro? Ci pensa Enel

Seicento nuove assunzioni entro il 2010. I curricula possono essere inviati nella sezione "Lavora con noi" di questo sito

Enel, seicento nuove assunzioni entro il 2010

Seicento nuove assunzioni nei prossimi dodici mesi per la manutenzione e lo sviluppo della rete elettrica. Nei giorni scorsi, la divisione Enel Infrastrutture e Reti e le segreterie nazionali di Filcem-Cgil, Flaei-Cisl e Uilcem-Uil hanno concluso il confronto sull'ingresso di nuovi lavoratori in azienda.

Enel, in controtendenza con la situazione economica del paese, entro luglio 2010 assumerà 600 nuove unità lavorative (500 operai diplomati e 100 tecnici, prevalentemente ingegneri), selezionate tra giovani sotto i 29 anni. Le assunzioni avverranno in tutto il territorio nazionale. I 500 operai, tra diplomati e diplomandi, avranno a disposizione "tirocini di formazione" della durata di 6 mesi da svolgersi presso le unità operative di zona.

In caso di esito positivo del tirocinio e di superamento della valutazione per l'assunzione i tirocinanti saranno assunti con contratto di apprendistato, così come regolato dal vigente contratto collettivo nazionale di settore". Alcuni requisiti di idoneità richiesti per l'assunzione sono: età, voto di diploma e residenza ai fini della reperibilità.

Gli aspiranti candidati possono inserire il proprio curriculum vitae sul format presente nella sezione Lavora con noi del sito Enel, dopo essersi registrati.

martedì, luglio 28, 2009

Napoli: “RESTIAMO APERTI” ORARI DI APERTURA DEGLI ESERCIZI COMMERCIALI - AGOSTO 2009


In vista del periodo cruciale delle ferie estive, l’Assessorato allo Sviluppo, grazie al fondamentale contributo di Ascom Napoli, Confesercenti Napoli, delle altre associazioni locali del commercio e dei singoli esercenti, è in grado di fornire un primo dato parziale - che sarà aggiornato continuato nelle prossime settimane - sulle aperture degli esercizi commerciali nel mese di agosto.
Difatti, nelle settimane scorse, all’avvicinarsi della pausa estiva, e in particolare del mese di agosto, l’Assessore allo Sviluppo con delega al commercio, Mario Raffa, ha avviato con il Commissario Confederale dell’Ascom, Tullio Nunzi, il Presidente della Confesercenti, Vincenzo Schiavo e i rappresentanti di altre associazioni del settore, tra cui Carlo Pane e Attilio Wanderlingh, un tavolo per assicurare l’apertura di un numero congruo di esercizi commerciali - in particolare di bar, ristoranti e generi di prima necessità - nella bella stagione.
Il risultato è stato un piano che prevede l’apertura in tutti i quartieri di un numero significativo di esercizi commerciali.
“Dai dati finora trasmessi dalle Associazioni di categoria e dalle segnalazioni autonome dei singoli esercenti – informa l’Assessore allo Sviluppo, Mario Raffa – risulta che il numero dei negozi alimentari aperti nel mese di agosto sarà nettamente maggiore rispetto a quello degli scorsi anni, così come resteranno aperti i mercati rionali e i punti vendita delle più importanti catene distributive, come si evince dagli elenchi riportati in allegato.
In particolare, quasi tutti i bar e i ristoranti resteranno aperti fino al 7 agosto e dal 24 agosto in poi. Notevole è anche il numero degli esercizi che resteranno aperti nel periodo “caldo” delle ferie di agosto, tra l’8 e il 24, in tutti i quartieri della città, con punte altissime nell’area centrale di Napoli, dove si registra un incremento del 52% rispetto allo scorso anno, ma anche con una presenza significativa nelle zone periferiche, ad esempio l’area centro-nord in cui, sempre rispetto allo scorso anno, si registra un incremento del 58%.
Tali risultati appaiono ancora più significativi se si tiene conto che aumentano giorno per giorno le adesioni degli esercenti circa l’apertura ad agosto. Ciò ci fa ritenere che queste percentuali cresceranno ancora di più. A questo proposito, vorrei far notare che è stata istituita un’apposita casella di posta elettronica – restiamoaperti@comune.napoli.it- per raccogliere le segnalazioni circa i periodi di apertura estiva da parte degli esercenti che non l’hanno ancora comunicato.
Va notato – prosegue l’Assessore Raffa – che questo risultato è dovuto, da un lato, alla sensibilità dei commercianti sull’importanza di garantire un servizio alla cittadinanza e ai turisti; dall’altro al fatto che, di fronte alla crescita delle presenze in città, dovuta alla riduzione dei giorni di vacanza fuori Napoli per un numero sempre maggiore di cittadini, l’apertura dei negozi consente di coprire i costi di gestione anche in questo particolare periodo dell’anno.
Mi preme inoltre sottolineare che l’obiettivo di questa iniziativa – condiviso dagli assessori che hanno collaborato, tra cui Belfiore (Edilizia), Scotti (Legalità), Valente (Turismo)- è quello di fornire a cittadini e turisti un’adeguata offerta anche nella bella stagione e, contemporaneamente, di pubblicizzare sui canali di comunicazione istituzionale gli esercenti che decidono di rimanere aperti.
In conclusione, mi sento di aggiungere che, per quanto riguarda i giorni cruciali di Ferragosto, la nostra informazione sul canale virtuale del sito web comunale, sarà affiancata, grazie all’assessore al Turismo, Valeria Valente, da materiale cartaceo che sarà stampato in 4 lingue e distribuito a turisti e cittadini, nei punti di accesso alla città – Stazioni Ferroviarie, Porto e Aeroporto – negli alberghi e negli Uffici di Relazione con il Pubblico (URP).


mappa aggiornata degli esercizi aperti ad agosto, suddivisi per aree metropolitane di appartenenza

lunedì, luglio 27, 2009

Il Sud affonda nella crisi perenne. da il manifesto, 17 luglio 2009


di Riccardo Realfonzo

Le previsioni più pessimistiche sul Mezzogiorno risultano confermate. Questa amara conclusione si ricava dalla lettura del Rapporto Svimez 2009 il quale mostra inequivocabilmente che il reddito di un cittadino del Sud rappresenta una parte sempre più risicata del reddito di un italiano del Nord. Si tratta, quel che è peggio, di un dato non strettamente congiunturale, dal momento che negli ultimi dieci anni il Sud è cresciuto la metà rispetto al resto del Paese. Ma il grado di sviluppo e di benessere non si misura certo solo in base al reddito. Se guardiamo alla qualità dei servizi pubblici o dell’ambiente, il Mezzogiorno perde ancor più terreno rispetto al resto del Paese. Con il risultato che, in Italia, la povertà, la disoccupazione, il lavoro precario e quello nero si concentrano quasi esclusivamente nel Sud.
Queste considerazioni impietose sullo stato dell’economia meridionale ci spingono a interrogarci sull'efficacia delle politiche per il Mezzogiorno di questi anni. Il riferimento purtroppo non è solo alle scellerate politiche leghiste del Governo in carica (per inciso lo Svimez stima in 18 miliardi la quota di risorse sottratta negli ultimi due anni al Mezzogiorno) ma anche agli interventi sostenuti dalle stesse coalizioni progressiste al livello nazionale e locale. Assolutamente vane si sono infatti dimostrate le speranze di quanti, tra le fila progressiste, credevano nei virtuosi meccanismi spontanei del mercato che avrebbero dovuto attivarsi con la moneta unica, con l'apertura dei mercati, con la precarizzazione del lavoro. Così come del tutto illusori si sono mostrati gli effetti delle privatizzazioni. E qui bisognerebbe interrogarsi sugli esiti delle politiche che hanno sostituito l’intervento straordinario, teorizzate da economisti di moda anche nel centrosinistra benché irretiti dal fascino della concorrenza e dalle teorie neoliberiste. Politiche che hanno visto la sterile stagione degli incentivi automatici e l'erogazione a pioggia dei fondi europei, degenerando troppo spesso in mere strategie del consenso.
Ed ora la gravissima crisi che stiamo attraversando assume nel Mezzogiorno i caratteri cupi dell'emergenza sociale e si abbatte sull'economia come una sorta di gigantesco moltiplicatore dei divari regionali. Come viene sottolineato dalla Svimez: “la diffusa percezione di una crisi che avrebbe riguardato soprattutto le aree più industrializzaste del Paese è purtroppo smentita dai fatti”.
Per tutte queste ragioni, occorrerebbe una svolta nel quadro delle proposte progressiste capace di mettere a valore gli sviluppi recenti del meridionalismo e di recuperare la migliore cultura della programmazione economica e della pianificazione territoriale. Al centro di questa azione – come lo stesso Rapporto Svimez suggerisce – non possono che essere poste le politiche industriali specificamente indirizzate a spingere il tessuto produttivo meridionale verso un “salto” tecnologico e dimensionale. Forse è troppo sperarlo, ma sarebbe davvero il caso che il congresso del Partito Democratico si scuotesse dal torpore, stigmatizzasse qualsiasi ipotesi di aggregazione politica meridionale sul modello leghista, e riprendesse le fila di un dibattito vero intorno alle condizioni per un riscatto del Sud.

Berlusconi: Movimenti cattolici tra fedeltà e 'scissione morbida'

Acli:Chiarezza.Forum famiglie:Coerenza.'Soft'invece Opus dei-Cdo
Roma, 27 lug. (Apcom) - Che Silvio Berlusconi non sia un "santo" turba, indigna, interroga il mondo cattolico italiano. O, almeno, una sua componente. Di certo, non è solo 'Famiglia cristiana', ormai, a criticare le vicende private del Presidente del Consiglio. Dopo un iniziale, diffuso silenzio, rotto solo dalle proteste del settimanale dei paolini, notoriamente poco tenero con questo governo (come, del resto, con i precedenti), più di un vescovo ha espresso dubbi e ha domandato chiarimenti e anche il quotidiano della Conferenza episcopale italiana 'Avvenire' ha espresso "disagio" per tutta la vicenda. E se c'è chi, in Vaticano, sottolinea che l'Italia "non è un paese di Amish o di calvinisti", c'è chi non esita a denunciare una "scissione morbida" dei cattolici dal berlusconismo. "Sembra che sia in atto una scissione morbida e silenziosa da Berlusconi e dal berlusconismo", afferma Mimmo Delle Foglie, portavoce dell'associazione Scienza e vita ed ex coordinatore del Family day: "Sono singolari le domande posto al mondo cattolico. Chi può immaginare che il giudizio dei cattolici su queste vicende sia positivo? Un comportamento del genere non si addice a un uomo privato, figuriamoci a un uomo pubblico". Gli fa eco il nuovo presidente del Forum delle famiglie Francesco Belletti: "Il valore della coerenza bisognerebbe chiederlo a tutti, a maggior ragione a chi ha ruoli pubblici". Poi punta alle promesse non mantenute su un fisco 'family friendly': "Non si vede ancora niente all'orizzonte. L'attenzione è molto debole. Questo governo, come quello precedente, ha promesso ma non ha ancora mantenuto. Le motivazioni sono comprensibili - la crisi, il debito pubblico, l'equilibrio del sistema tributario - ma chiediamo un segnale di inversione di tendenza, per essere certi che la famiglia non sia l'ultima riga della finanziaria". Il malumore cattolico nei confronti del premier, in effetti, è alimentato anche dall'insoddisfazione per alcune politiche care alla Chiesa. Sul cosiddetto quoziente famigliare, così come sui fondi alle scuole paritarie, l'associazionismo cattolico attende ancora risposte. Anche sui destini del testamento biologico c'è incertezza ora che il disegno di legge è approvato in un ramo del Parlamento, la Camera, il cui presidente, Gianfranco Fini, ha più volte espresso perplessità e critiche. "In alcuni ambiti, soprattutto sul tema della famiglia e dell'immigrazione, ci attendiamo un cambio di passo", afferma il presidente delle Acli (Associazioni italiane lavoratori cristiani) Andrea Olivero. Che su Berlusconi e i suoi incontri a Palazzo Chigi precisa: "Non basta dire 'non sono un santo'. Nessuno chiede che i governanti siano santi. Il punto è che laddove si esercitano mandati pubblici bisogna evitare condizioni che diano scandalo e che possono mettere la persona nella condizione di essere ricattabile". In questo senso, "è chiaro che oggi c'è una rilevanza pubblica di queste vicende che richiedono risposte chiare e limpide". Tra associazioni e movimenti cattolici, peraltro, non c'è, sulle vicende delle escort come su altri temi, l'unanimità. Bernhard Scholz, presidente della Compagnia delle opere (il 'braccio operativo' di Comunione e Liberazione), ha usato di recente parole di grande prudenza. "La coerenza personale, importante e desiderabile, non è il criterio esclusivo per valutare l'azione politica di chi governa. C'è una questione più importante: se la politica lascia libertà alle realtà che lavorano per il bene comune". Tradotto: associazioni, imprese, cooperative, scuole paritarie. "Le gerarchie cattoliche questo lo sanno bene", ha spiegato Scholz. Parole simili a quelle pronunciate, in tutt'altro contesto, da monsignor Rino Fisichella. Che, presentando in Vaticano l'enciclica del Papa con il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, spiegava, in termini generali: "L'etica non può essere assunta come la panacea di tutti i mali che la società oggi vive per la crisi generalizzata, che non è solo di ordine economico, ma principalmente di carattere antropologico". E mentre il segretario della Cei Mariano Crociata fustigava - in un'omelia dedicata a Santa Maria Goretti - chi mette in piazza il "libertinaggio", il portavoce dell'Opus Dei, Pippo Corigliano, rilasciava un'intervista al 'Giornale' nella quale sosteneva: "E' pericoloso giudicare in piazza gli uomini, che siano politici o no, riguardo a quella che è la loro moralità: se si intraprende questa strada si può anche arrivare al 'Terrore' di Robespierre". Lontana dai furori termidoriani, insomma, una parte del mondo cattolico continua a guardare a Berlusconi come un alleato politico e un interlocutore per i propri progetti. Libero, ormai, da ogni condizionamento, anche il cardinale Carlo Maria Martini è sembrato accennare all'affaire Berlusconi. "La Chiesa può e deve protestare contro comportamenti rovinosi e immorali, che siano in contrasto col bene comune e deve usare cautela nel ricevere o nell'onorare certi personaggi", ha detto in una delle sue risposte ai lettori del 'Corriere della sera'. "Ma ciò non è sempre facile da stabilire e può darsi che in certi periodi si pecchi per difetto e in altri per eccesso", ha aggiunto. Diversa la posizione del Vaticano, dove prevale una posizione di cautela. Se certi comportamenti appaiono riprovevoli, altrettanto sospetto suscita l'impressione di una strumentalizzazione tutta politica delle vicende del premier e il fastidio per l'invasione che alcuni media hanno fatto della sua vita privata. Nei Sacri Palazzi, del resto, prevale il pragmatismo di chi considera molto buoni i rapporti tra le due sponde del Tevere. Tanto più che a Palazzo Chigi lavora un uomo - Gianni Letta - che, oltre ad essere Gentiluomo di Sua Santità, offre più di una garanzia per il mondo cattolico. Buoni rapporti confermati, tra l'altro, dall'incontro che domani il cardinale Tarcisio Bertone avrà in Senato per parlare con i senatori dell'anciclica 'Caritas in veritate'. L''Osservatore romano', da parte sua, non dà spazio a tutta la vicenda berlusconiana. E se 'Avvenire', pressato dalle rimostranze dei lettori, ha finito col chiedere "chiarezza" al premier e ammonirlo che il consenso dei sondaggi non va considerato "l'avallo a scelte poco consone", non ha mancato si sollevare dubbi sulle rivelazioni "non sappiamo quanto autentiche".

“Come i gerani” divertente monologo, scritto diretto e interpretato da Brunella Cappiello


Per la Rassegna Arte e Cultura sotto le stelle nell’Arena Comunale di San Nicola la Strada, giovedì 30 luglio 2009, alle ore 21.00, l’Associazione Culturale “Perché no?” presenta “Come i gerani” divertente monologo, scritto diretto e interpretato da Brunella Cappiello,

“Mangia c’adda cresce!” “Trovate uno apparettuo!” “Nun ghi a ffà a serva all’uommene!”

In una casa piena di sole e statue di santi, profumata di varecchina nelle stanze da letto e di sugo che “peppeteia” in cucina, si dipana l’educazione sentimentale di una bambina a cura delle tre zie signorine.

Le signorine, fanno vita ritirata e stanno a balcone, non scendono mai tra la folla a sentire gli odori, gli umori.

La bambina vive così tra canzoni, giaculatorie, parabole bibliche e racconti.

“Ce steva na vota Prutusenella, che era na uagliuncella bella e brava, ma una fata dispettosa l’aveva chiusa int’a ‘na torre. Chesta torre non teneva porte e sta pora Prutusenella nun puteva ascì. Teneva solo nu barcone chino e sciure e là Prutusenella steva affacciata e suspirava”.

E così cresce, al balcone, come i gerani.

Arena Comunale di San Nicola La Strada – adiacenze Convitto Borbonico

domenica, luglio 26, 2009

Sportelli unici per l’Immigrazione e Questure sono già sommersi dall’arretrato. Come risponderanno a centinaia di migliaia di domande?

Gli uffici aspettano la bomba regolarizzazione
Roma – 24 luglio 2009 - Si godranno forse le ferie estive. Poi, dal primo settembre, saranno investiti da centinaia di migliaia di domande. Non si respira ancora panico negli uffici coinvolti nella regolarizzazione, ma è già chiaro a tutti che, con gli organici attuali, non sarà una passeggiata.

“Non sappiamo quante domande arriveranno, quindi è difficile prevedere con precisione che impatto avranno sul nostro ufficio. Il lavoro, comunque, sarà notevole, basti pensare alle migliaia di persone escluse dai flussi degli anni passati e a tutti quelli che da oltre un anno ci contattano per sapere se ci sono altre possibilità” dice Gabriella D’Orso, responsabile dello Sportello unico per l’immigrazione di Napoli.

“Sarà lavoro nuovo, - nota d’Orso - che si sommerà a ricongiungimenti e vecchi flussi. Dovremo riorganizzarci. Grazie alle convenzioni con le università possono anche darci una mano diversi stagisti, la regolarizzazione non ci spaventa”.

A Roma, che probabilmente sarà la piazza più calda, c’è meno ottimismo. “Questa regolarizzazione si abbatte su uffici che hanno già un arretrato molto pesante, una situazione che non credo sia stata valutata abbastanza” denuncia Adelaide Benvenuto, sindacalista Fp Cgil alla prefettura della Capitale. “Siamo abituati a lavorare nell’emergenza e continueremo a farlo, ma questo non farà sparire l’arretrato”.

Con le assunzioni bloccate, bisogna farsi bastare il personale che c’è. “Allo Sportello Unico per l’immigrazione - continua Benvenuto - quasi tutto il personale è a tempo determinato, ci sono i vecchi interinali che hanno superato il concorso e altri precari. È difficile affrontare un lavoro del genere con personale preparato, ma non stabilizzato”.

Non va meglio sul fronte delle Questure, chiamate a controllare se ci sono motivi ostativi alla regolarizzazione, come un’espulsione per motivi di sicurezza o una segnalazione come persona “non ammissibile” non Italia.

“Questo controllo è però solo un lato della medaglia, perchè poi tutti i regolarizzati chiederanno un permesso di soggiorno. Significa centinaia di migliaia di nuove domande, mentre Roma, Milano, Brescia e tante altre questure già affogano col carico di lavoro attuale” dice Enzo Marco Letizia, segretario dell’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia.

I poliziotti non avranno iniezioni di organico per la regolarizzazione. “Siamo in sofferenza. Lo stesso agente che oggi lavora alle pratiche dell’immigrazione, domani sarà allo stadio a fare ordine pubblico e il giorno dopo su una volante per controllare il territorio. A cosa dare la precedenza?“ chiede Letizia.

“Risponderemo come sempre alle esigenze della gente, ma gli uffici vanno messi in condizione di lavorare” dice il segretario dell’Anfp. E allarga le braccia se gli prospettano l’arrivo di nuovi interinali in Questura per la regolarizzazione: “Gli interinali sono utili l’emergenza e l’emergenza è già arrivata. A questo punto ci servono tutti quelli che possono dare una mano”.

Facile immaginare come questa situazione si abbatterà sulla marea di famiglie e lavoratori che parteciperanno alla regolarizzazione. Per quanto tempo dovranno aspettare una risposta?

Elvio Pasca

nella transizione infinita: papere alla deriva...

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Preghiera della Domenica

“Eliseo disse: «Dallo da mangiare alla gente». Ma il suo servitore disse: «Come posso mettere questo davanti a cento persone?»” (2Re 4,42-44)

“Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti.” (Ef 4,1-6)

“E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto»” (Gv 6,1-15)



Festa del pane e dell’acqua
oggi nella Tua domenica
Una festa che anche oggi
ci indica la vera fame, la vera sete!
Che bello!
Sulla nostra povera terra
ancora troppo umana
batte un cuore di ingiustizia
per pani sprecati
per acqua venduta
per popoli divisi
per nazioni contro,
ma oggi Signore del tempo e della storia
ancora oggi ci indichi
che fame
è mangiare
che sete
è bere
diritto e dovere
di ogni tua creatura
di ogni parte del mondo
da Te creato
Che bello!
Semplicemente indichi ancora una volta:
il poco
riempie lo stomaco
la goccia
disseta la gola.
Il poco
non troppo né molto né tutto.
Il poco
ché per poco
hai dato tutto
Te stesso per noi
perché non mancasse a nessuno
Che bello allora oggi e domani
e sempre
mangiare per fame
bere per sete
un poco dal mondo
Ma tutto di Te!


Carissimo/a non è la dieta della linea in forma per le curve o i muscoli che brillino sulle spiagge nei costumi, in piscina sui sentieri, in discoteca o nei supermercati, NO! Questa è la fame del diavolo che da tempo stai mangiando.
La dieta di Dio è stile di vita più sobrio di poco perché sia Lui il tuo pane la tua acqua…non metterti in dieta per piacere al Diavolo, vivi del poco che basta al Signore. Il resto non è tuo!
Buon agosto nel Signore!

Alberto Signorini

Che Dio ti Benedica

www.maestroalberto.blogspot.com

sabato, luglio 25, 2009

I giovani delle Acli con il Sindaco di Napoli

Dichiarazione del segretario provinciale dei Giovani delle Acli Michele M. Ippolito sulla situazione politica della città di Napoli:
“Desta sconcerto che in un momento difficile come questo per la città di Napoli ci sia chi, come soluzione ai problemi che quotidianamente affliggono i cittadini, non ha di meglio che offrire il commissariamento dell’Amministrazione Comunale. Napoli, invece, ha bisogno di essere governata fino alla scadenza naturale del mandato popolare perché è necessario portare a termine i progetti già avviati per il rilancio del territorio. Rosetta Jervolino tenga duro e non si pieghi a pressioni e minacce, da qualsiasi parte provengano: siamo sicuri che continuerà a trovare tanta gente perbene dalla sua parte.”

Sardegna: “TURISMO SOCIALE E SVILUPPO TERRITORIALE SOSTENIBILE”. Inziativa del Consorzio Solaris.




“TURISMO SOCIALE E SVILUPPO TERRITORIALE SOSTENIBILE”

Il 16 e 17 luglio scorsi l’Hostel dell’Argentiera, in provincia di Sassari, ha ospitato il seminario nazionale su Turismo sociale e sviluppo territoriale sostenibile organizzato dal Consorzio Solaris, con il contributo del Banco di Sardegna e la collaborazione delle Acli regionali.

Nel seminario di carattere in-formativo si è parlato e dibattuto dell’attuale situazione del turismo sociale e della possibilità per le imprese sociali di divenire attori non marginali della filiera. Un settore che, per appartenenza e vocazione, si caratterizza per la forte presenza del non profit, ma anche come terreno di un possibile nuovo sviluppo territoriale sostenibile.

Coerentemente con gli obiettivi prefissati, nelle due giornate, oltre a fornire una maggiore conoscenza della filiera del turismo, si è dibattuto sulla possibilità di creare nuove sinergie tra pubblico e privato sociale per promuovere attività economiche e produttive di qualità, rispettose dell’ambiente in cui si radicano e capaci di promuovere il bene comune.

Dopo una breve introduzione fatta dal Direttore del Consorzio, sul palco si sono alternati esponenti e tecnici del settore (Benito Perli Presidente della FITuS, , Marta Rossato dell’ISNART- Unioncamere, Pino Vitale Presidente del CTA e Mauro Corricelli General Manager di Vieste in tour), imprenditori sociali operanti nella filiera (Renate Goergen, Presidente di “Le Mat”, Giuseppe Madeddu Presidente della coop. sociale “San Lorenzo”) e operatori sociali che hanno presentato progetti sperimentati sul campo (Gaetano Di Pietro di Confesercenti naz.le e Angelo Mariano del Consorzio di coop sociali “Rete.Sol”).

A rappresentare le Istituzioni, sono intervenuti Costantino Ligas, Assessore al Turismo del Comune di Porto Torres e Valeria Serra, Assessore Regionale al Lavoro e Cooperazione della Sardegna.

Nel suo intervento a conclusione del seminario, l’assessore Serra si è impegnata ad assumere i contenuti emersi dall’incontro per riproporli nell’ambito della programmazione di competenza del proprio assessorato.

L’incontro - concluso dall’intervento del Presidente del Consorzio Solaris, nonché Presidente delle Acli Sardegna, Ottavio Sanna - ha registrato una consistente partecipazione di cooperatori e di operatori sociali e del settore provenienti sia dall’isola che dal resto d’Italia.

I presenti hanno espresso notevole soddisfazione per l’organizzazione del seminario, per la modalità e i contenuti dei temi trattati.

A riprova che il sociale può realizzare un turismo di qualità, è stata molto apprezzata l’accoglienza offerta dalla cooperativa sociale che gestisce l’hostel Argentiera.

L’incontro è il primo di un ciclo di seminari, formativi/informativi, organizzati

dal Consorzio sul tema: il sociale come leva dello sviluppo locale.

venerdì, luglio 24, 2009

Da Miliscola a Miseno: la mappa flegrea del mare balneabile

Ecco la mappa dei tuffi possibili

Da Miliscola a Miseno: la mappa flegrea del mare balneabile
di Angelo Carotenuto
Bagni sicuri a Miliscola, Acquamorta, Monte di Procida, Capo Miseno. Lo dicono gli ultimi dati dell´Agenzia regionale per l´ambiente. I prelievi risalgono a 14 giorni fa, e confermano che gli sversamenti in mare di reflui non trattati dal depuratore di Cuma non hanno inciso sui tratti di mare balneabile. Ma l´Arpac s´è pure accorta che sversamenti illeciti sono proseguiti a inizio luglio.

Il battello si chiama Elios. Ha fatto il giro del litorale con i tecnici dell´Arpac a bordo. Il 9 luglio hanno ripetuto le analisi daccapo. «E lo faremo ogni 15 giorni». I risultati saranno sempre online. C´è una barriera di diffidenza da demolire. «Inoltre il lavoro dei depuratori verrà monitorato a monte e a valle». È la prima volta. Una novità voluta da Gennaro Volpicelli, neo direttore generale dell´agenzia. S´è insediato tre giorni fa. «Non siamo di fronte a dati diversi da quelli dell´estate 2008». L´unico nuovo punto non balneabile è a Napoli città, via Nazario Sauro, 200 metri d´acqua tra due scarichi: un divieto comunque non permanente. Bagnoli era non balneabile, e resta tale. Cuma non c´entra. Così come non hanno influito sul litorale flegreo gli sversamenti in mare dei reflui non trattati dal depuratore.

Ne sono ormai sicuri, all´Arpac. Così come sono certi che gli sversamenti irregolari non si sono fermati a metà giugno. «Superamenti vistosi dei parametri microbiologici», c´è scritto nella relazione agli ultimi prelievi del 9 luglio, «consentono di ritenere che nella settimana precedente il prelievo si sia avuto un ulteriore episodio di sversamento a mare di acque reflue non trattate». A inizio luglio, dunque, è capitato ancora. In asse allo scarico dell´impianto è stata così accertata la presenza di salmonella nella sabbia. «Ma in un solo campione. E solo in quel punto lì». In ogni caso si tratta di un punto già ritenuto non balneabile. In definitiva: gli sversamenti in mare - compreso l´ultimo di inizio luglio - non hanno compromesso tratti di costa in cui è possibile fare il bagno. Là dove il mare risultava fruibile prima, rimane possibile tuffarsi oggi (nella tabella a centro pagina, fonte Arpac, i punti rossi segnalano i divieti, i punti azzurri indicano mare pulito).

Bagni consentiti tra l´isolotto di San Martino e l´ex macello di Pozzuoli, compreso Acquamorta a Monte di Procida, Miliscola, capo Miseno, e i tratti di Bacoli dal Poggio, a Marina grande alla spiaggia del castello. E allora l´acqua torbida? Alfonso De Nardo, direttore Arpac Napoli, spiega: «È dovuta all´alta temperatura e alla bassa salinità, alle grosse piogge che hanno lasciato in mare tanta acqua dolce in superficie, alla mancanza di venti di terra, alle alghe che si formano». Segnalazioni del genere sono giunte persino da Punta Campanella e Policastro. «Nessun allarme neanche lì». E neppure a Capri, a Ischia, in Cilento. «Bisogna abituarsi, la costa sta cambiando», parole di Vincenzo Saggiomo, della stazione Dohrn.

Ovviamente non tutto il litorale flegreo si salva. I tratti non balneabili sono quelli storici: Varcaturo, Licola, Fusaro. Ma qui le strutture balneari si sono da tempo attrezzate per offrire docce, piscine e servizi alternativi al mare inaccessibile. Chi si tuffava qui l´anno scorso, lo faceva comunque in uno specchio d´acqua in cui vigeva un divieto. La psicosi da caso Cuma, in certi casi, ha solo reso più percepibile la non balneabilità.

I corvi si aggirano su Napoli. Tieni duro Rosetta!

è così paradossale nella vicenda napoletana l'atteggiamento di chi propende per il tanto peggio tanto meglio.
Difficoltà straordinarie, tagli agli enti locali, il commissariamento della sanità in Regione, le fibrillazioni del congresso del PD, la discutibile credibilità del governo nazionale e a Napoli vogliamo mettere in crisi l'Amministrazione Comunale che può tenere la barra diritta e governare per il bene comune Napoli fino al 2011 senza tante ed infinite mediazioni considerando che il mandato ha termine e saranno le elezioni a scegliere il futuro?
Lo so che è difficile dirlo ed ascolarlo, ma lo affermo forte e chiaro: Tieni duro Rosetta, Lavora per Napoli e non cedere a nessuna pressione, come sempre.
La città non ha bisogno di apprendisti stregoni o aspiranti esattori degli ultimi giorni dell'impero. Chi vuole governare la città si candidi alle elezioni e rispetti il mandato popolare!

"CARO BRUNETTA, IL NOSTRO WELFARE FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI"

dal quotidiano "Europa" del 28.03.2009

In un articolo apparso nei giorni scorsi sul quotidiano Europa il ministro Renato Brunetta (“Un welfare da fare invidia”) presenta una fotografia precisa della composizione degli occupati e dell’organizzazione del sistema di protezione sociale del lavoro. Nel testo si indugia con dovizia di percentuali sull’articolazione della forza lavoro per poi passare a spiegare il funzionamento dei diversi ammortizzatori sociali, senza però far menzione della concreta e non ideale o presunta capacità del sistema di welfare di far fronte all’urto di una crisi economica della quale ancora non si conoscono bene le proporzioni. Quanto il sistema di protezione è adeguato alla congiuntura economica attuale? A fronte di quella che sembra essere la più grande crisi occupazionale degli ultimi trent’anni, il governo con il pacchetto anti-crisi ha destinato la somma di 600 milioni di euro per i cosiddetti ammortizzatori sociali in deroga, ovvero le misure di sostegno per i lavoratori che operano al di fuori della grande impresa. Facendo le debite proporzioni i 600 milioni stanziati potrebbero coprire una crisi occupazionale che oscilla tra le 40mila e le 60mila unità. Prendendo in considerazione gli scenari occupazionali tratteggiati dal centro studi Confindustria, in cui si prevede nel 2009 una perdita complessiva di circa 600mila posti di lavoro, è facile prevedere che le azioni poste in essere dal governo siano del tutto insufficienti.
Insomma, i primi interventi del governo sul fronte della tutela dell’occupazione confermano alcuni dei problemi del sistema italiano: a sopportare il costo sociale ed economico della disoccupazione saranno sia i lavoratori a tempo determinato e indeterminato che prestano il loro servizio presso aziende non beneficiarie del trattamento di integrazione salariale sia gli artigiani, gli apprendisti, i cosiddetti liberi professionisti che lavorano per un solo committente e gli iscritti alla gestione separata, per gran parte dei quali non è prevista nessuna copertura o al massimo un mini indennizzo praticamente inutile.
Inoltre, ad aggravare la situazione già di per sé tutt’altro che rosea, nel decreto che autorizza la prima tranche di finanziamento (pari a 151 milioni di euro) vengono riammesse all’utilizzo degli ammortizzatori in deroga anche quelle imprese che hanno terminato l’uso degli ammortizzatori previsti dal regime generale nell’arco temporale dal primo gennaio ad oggi (cfr. ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, “Decreto per l’assegnazione delle risorse a regioni e province autonome” del 19 febbraio 2009).
Già qualche mese fa Tito Boeri e Pietro Garibaldi (“Una rete per tutti” in la voce.info del 11.11.2008) facevano notare che i fondi “in deroga” vengono spesso utilizzati “in proroga”, ovvero a favore dei disoccupati di serie A, quelli che già oggi accedono alla cassa integrazione.
Tirando le fila di questo breve ragionamento il sistema di ammortizzatori tanto osannato dal ministro sembra far acqua da tutte le parti: esso di fatto risulta piuttosto iniquo e anche economicamente sottodimensionato.
È nel solco di questa iniquità che, con buona pace del ministro Brunetta, va letta la proposta di Dario Franceschini, segretario del Partito democratico, secondo il quale occorre istituire un assegno mensile di disoccupazione, pari a circa il 60 per cento della retribuzione percepita nell’ultimo anno ogni mese. La proposta mira ad infrangere il muro di cristallo che divide i lavoratori protetti da quelli che obiettivamente non lo sono, proponendo un provvedimento in grado di tutelare tutti coloro che perderanno il lavoro a causa della imponente crisi economica che ha colpito il mondo, senza fare distinzioni di sorta.
Su questo punto, tuttavia, secondo il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, «è nell’intenzione del governo fare anche di più» di quanto proposto da Franceschini, ma purtroppo, date le condizioni in cui versano i conti italiani, un aggravio di spesa pari a 1,5 punti di pil (16 miliardi circa) non è sostenibile. In sostanza, secondo il premier, Dario Franceschini ha individuato una misura sicuramente utile ma non realizzabile.
Ma è veramente così? Sembra proprio di no. Intanto, i fondi da stanziare sono circa un terzo di quanto sostenuto dal premier e poi esisterebbero almeno quattro provvedimenti da adottare per poter raccogliere una quantità di denaro pari a 5-6 miliardi di euro. Innanzitutto, una parte di questa ingente somma potrebbe essere recuperata attraverso la lotta all’evasione fiscale, attività che sembra essere poco praticata dall’attuale governo. Secondo, si potrebbe risparmiare sulla spesa corrente, attraverso la centrale unica degli acquisti per le pubbliche amministrazioni. Infine, si potrebbero utilizzare le risorse non impegnate nell’erogazione dei trattamenti in deroga, previste dal protocollo tra governo, regioni e province del 12 febbraio 2009.
La strategia adottata dal governo e in particolar modo dal ministro Brunetta appare chiara: negare anche l’evidenza e temporeggiare aspettando che passi la bufera. Invece di intervenire seriamente in modo deciso, si preferisce attendere la ripresa del mercato. In tempi che richiedono interventi rapidi, la virtù dell’attesa è tutt’altro che meravigliosa.

LUIGI BOBBA

Sanità commissariata, incarico a Bassolino. Ma il governatore rifiuta

Sanità commissariata, incarico a Bassolino. Ma il governatore rifiuta

Bufera politica dopo la mossa del ministro Sacconi
In una seconda fase la gestione passerà a sub-commisari

Antonio Bassolino

Antonio Bassolino

NAPOLI - Il Consiglio dei ministri ha deciso il commissariamento del sistema sanitario in Campania ed in Molise, affidandone la gestione ai presidenti delle rispettive regioni. Ma il governatore Antonio Bassolino ha deciso di rifiutare l'incarico di commissario. Una decisione assunta - secondo quanto rivela «Il Velino» - dopo un'accesa riunione a Santa Lucia tra il presidente, l'assessore alla sanità Mario Santangelo e alcuni tecnici del settore per definire la strategia da adottare. Il commissariamento viene considerato una sconfitta politica da Bassolino che contesta i numeri forniti dal ministero del Welfare e dell'Economia sul deficit campano. Da qui il rifiuto dell'incarico di commissario che il governo ha deliberato, su proposta di Tremonti e Sacconi.

In ogni caso la gestione della sanità, secondo quanto riferito da fonti governative, dovrebbe essere successivamente affidata a «sub-commissari» esterni alle rispettive amministrazioni.

Insomma, dopo le tante ipotesi di commissariamento mai diventate realtà, ora c'è la svolta. Su cosa poggia l'intervento del governo? Su un «disavanzo non coperto», recita il verbale del la seduta tenutasi il 20 luglio scorso fra Regione e tecnici dei ministeri di Salute e Economia «di 237 milioni di euro (a quella data), in luogo del di savanzo di 260 milioni valuta to il 2 aprile 2009. Qualora non coperti — si legge nel verbale — porrebbero la Re gione nella condizione di ge nerare nuovamente uno stock di debito sanitario per manente. La manovra neces saria per ricondurre in equili brio strutturale l’anno 2009, valutata in circa 881 milioni di euro, anche alla luce della nuova stima delle entrate fiscali, risulta non garantita».


giovedì, luglio 23, 2009

ACLI: Cittadini in-compiuti: il 42° incontro di studi

Cittadini in-compiuti: il 42° incontro di studi

A Perugia dal 3 al 5 settembre. Interviene il presidente della Camera Gianfranco Fini. Tra gli altri ospiti, il segretario nazionale del PD Dario Franceschini, il presidente del Forum delle Famiglie Francesco Belletti; il direttore della Caritas Italiana Vittorio Nozza

Cittadini in-compiuti. Quale polis globale per il XXI secolo. E' dedicato quest'anno al tema della cittadinanza, tra limiti e possibili sviluppi, il tradizionale Incontro nazionale di studi delle Acli, giunto alla sua quarantaduesima edizione, in programma a Perugia dal 3 al 5 settembre. Ospite nella prima giornata: ilpresidente della Camera dei deputati Gianfranco Fini.

Partendo dal riconoscimento dell'«insufficienza» dell'attuale statuto, non più adeguato ad una società «mobile e plurale» come quella odierna, le Acli si propongono di elaborare un «
nuovo modello di cittadinanza», capace di riconoscere le esigenze e i diritti dei nuovi lavoratori precari, delle donne, dei giovani, degli immigrati, delle famiglie. Cittadinanza vuol dire insieme «democrazia e inclusione sociale» - sostengono le Acli - ma questo è oggi possibile solamente passando «da una concezione stato-centrica della cittadinanza ad una nuova visione umano-centrica, che faccia coincidere, appunto, il cittadino con la persona».

Numerosi gli ospiti porteranno il loro contributo alle giornate di studio di Perugia. A partire da giovedì 3 settembre (ore 15.00, Teatro del Pavone, Piazza della Repubblica) con l'intervento del presidente della Camera dei deputati Gianfranco Fini. La relazione del presidente nazionale delle Acli
Andrea Olivero darà il via ai lavori della tre giorni. Prenderanno quindi la parola, tra gli altri, la presidente della Regione Umbria Maria Pia Lorenzetti, il presidente dell'Istituto Treccani Giuliano Amato (La cittadinanza come fondamento della democrazia politica ed economica), il sovrintendete ai beni culturali del comune di Roma Umberto Broccoli (Alle radici della cittadinanza: l'eredità del mondo classico).

La giornata di venerdì 4 settembre è dedicata ai laboratori tematici, che affronteranno la questione cittadinanza declinandola nei diversi ambiti della famiglia, dell'immigrazione, delle donne e dei giovani, del lavoro, dell'economia, dell'ambiente, dell'educazione e della partecipazione. Parteciperanno, tra gli altri, il neo-presidente del Forum delle Famiglie
Francesco Belletti e la storica Anna Bravodell'Università di Torino.

Nel pomeriggio, porterà il suo contributo il segretario nazionale del Partito Democratico
Dario Franceschini.

Sabato 5 settembre, infine, presso la Sala dei Notari nel Palazzo dei Priori (Piazza IV Novembre). la giornata conclusiva dell'Incontro di Studi, con la proposta di un manifesto per la nuova cittadinanza. Intervengono tra gli altri: mons.
Vittorio Nozza, direttore della Caritas Italiana (La cittadinanza e la nuova questione sociale);Leonardo Becchetti, dell'Università di Tor Vergata (La cittadinanza economica); mons. Aldo Giordano, osservatore permanente della Santa Sede presso il consiglio d'Europa (Anche in Europa cittadini in-compiuti: quale ruolo per i cristiani nella società civile europea?).

mercoledì, luglio 22, 2009

In arrivo in Campania 85 mila rimborsi per oltre 41 milioni di euro


Attenzione alle truffe: l’Agenzia non richiede le coordinate via e-mail

Per i contribuenti campani sono in arrivo 85 mila rimborsi dall’Agenzia delle Entrate, richiesti nelle dichiarazioni dei redditi anteriori al 2007, per un importo totale oltre 41 milioni di euro.

I rimborsi in arrivo saranno accreditati sul conto corrente comunicato dall’interessato oppure liquidati in contanti, presso un qualsiasi ufficio postale, tramite esibizione del modulo in corso di spedizione al domicilio dei beneficiari, oppure con vaglia cambiario della Banca d’Italia.

Per l’erogazione dei rimborsi, la modalità più rapida e sicura è l'accredito sul conto corrente, attraverso la comunicazione delle proprie coordinate Iban presso uno dei 24 uffici dell’Agenzia delle Entrate sul territorio regionale o in via telematica.

I contribuenti sono invitati a prestare massima attenzione alle truffe: le coordinate bancarie per erogare i rimborsi non vengono mai richieste dall’Agenzia delle Entrate via e-mail.

Napoli, 22 luglio 2009

Vogliamo andare in pensione prima? Regolarizziamo molti più lavoratori immigrati.

Vogliamo andare in pensione prima? Regolarizziamo molti più lavoratori immigrati.

di Leonardo Becchetti da benecomune.net


Sono molti gli aspetti dolorosi dal punto di vista umano della legge che rende l’immigrazione clandestina un reato ma purtroppo nel dibattito politico non contano. Gli immigrati irregolari non votano e scontano la contraddizione di un sistema socioeconomico che è ormai globale nei movimenti di persone e di merci a fronte di sistemi politici ancora nazionali.

Dunque il timore e lo smarrimento di chi non è mai uscito dall’Italia e si sente perduto vedendo tante facce straniere nelle strade e sugli autobus vale di più di tanti disperati che perdono la vita cercando di arrivare nel nostro paese.

Quello che intendo sottolineare però in questo articolo è il paradosso economico e il circolo vizioso che questo provvedimento rischia di creare.

Sul paradosso era evidente che la legge avrebbe tirato con sé una sanatoria per gli irregolari da tempo regolarmente al lavoro nel nostro paese. Non si capisce però perché le badanti e le colf sì e non tutti gli altri lavoratori stranieri impegnati nell’industria e nei servizi che reggono il sistema paese e gli consentono di competere con il resto del mondo. Non per nulla l’incongruenza è stata rilevata prima di tutto in ambienti industriali e la preoccupazione per il provvedimento espressa più volte su quotidiani come il Sole 24 Ore.

Il circolo vizioso in cui rischiamo di cadere preoccupa ancora di più. La bolla speculativa della paura (il mondo è molto più insicuro di prima) alimentata da sciocchezze statistiche (ogni giornale quando parla di delitti efferati dovrebbe prima premettere la loro rilevanza statistica) trova negli stranieri (tutti non solo quelli che delinquono) un capro espiatorio. Il problema di polizia si confonde con il problema dell’economia. Un periodo di stagnazione economica così lungo come quello che stiamo vivendo accresce (come dimostrato da molti lavori di ricerca) l’ostilità verso gli stranieri. Gli stranieri sono una minaccia alla sicurezza e ci tolgono il lavoro. Si promulga una legge che rende reato l’immigrazione clandestina senza una seria politica dei flussi che riconosce il contributo decisivo della forza lavoro straniera. Se applicata alla lettera la legge genera espulsioni di massa che mettono in crisi l’economia (i posti vuoti sono in settori nei quali la sostituzione da parte dei lavoratori italiani è scarsa o nulla) e alzano il costo del lavoro. E’ opportuno domandarsi a quante forze, non solo dell’opposizione ma anche e soprattutto della maggioranza, convenga una dinamica del genere.


Infine molti italiani non hanno gradito le riforme pensionistiche (a proposito è interessante notare che i provvedimenti più scabrosi o controversi vengono varati strategicamente quando gli italiani sono al mare o sono in procinto di andarci) che hanno allineato la situazione delle donne a quella degli uomini nel pubblico impiego e prevedono nei prossimi anni (ragionevolmente) di adattare l’età pensionabile alle variazioni dell’aspettativa media di vita della popolazione. Gli studi sulla felicità dimostrano chiaramente l’enorme eterogeneità tra chi non vede l’ora di andare in pensione (per lui la pensione aumenta la soddisfazione di vita) e chi viceversa perde la propria ragione di esistenza il giorno dopo il pensionamento. Bisognerebbe sfruttare di più quest’eterogeneità per consentire, entro ragionevoli limiti, la possibilità di scambiare “diritti pensionistici” per un numero limitato di anni tra individui diversi (attraverso lo Stato). Si può lavorare molto di più sulla volontarietà delle decisioni di uscita dal lavoro tenendo il sistema in equilibrio. Una sorta di cap and trade del tipo di quello pensato per lo scambio di emissioni di CO2.

Cosa c’entra questo con i dolorosi problemi della legge sull’immigrazione? C’entra e molto. Date le proiezioni del nostro andamento demografico, del rapporto tra lavoratori e popolazione inattiva, le riforme approvate in questi giorni sono inevitabili per mantenere l’equilibrio. A meno che non si decida di accettare un numero molto più elevato di lavoratori stranieri regolari che pagano contributi ribaltando il rapporto tra lavoratori e popolazione inattiva contribuendo al riequilibrio dei conti. Vogliamo andare in pensione prima? Allora dobbiamo regolarizzare molti più lavoratori immigrati.

SICUREZZA STRADALE ECCO LE NOVITÀ: alcol tasso zero e multe

SICUREZZA STRADALE: ECCO LE NOVITÀ
ROMA - Approvato alla Camera, in commissione Trasporti in sede legislativa, il testo sulla sicurezza stradale. Le nuove norme ora passano al Senato nel tentativo di approvarle prima dell'esodo di agosto. Ecco alcune delle principali novità previste dal provvedimento.

ARRIVA TASSO ALCOL ZERO - I più giovani e tutti i neopatentati non potranno bere neanche un sorso di birra prima di mettersi alla guida. I nuovi paletti riguardano i conducenti che hanno meno di 21 anni, chi ha la patente da non più di tre anni e i conducenti professionali e di autoveicoli per i quali é richiesta la patente di categoria C, D e E e BK.

NARCOTEST ANCHE DA POLIZIA STRADA - Gli agenti della Polizia stradale potranno fare direttamente on the road l'esame per verificare l'assunzione di sostanze stupefacenti ma alla presenza di personale sanitario ausiliario. In caso di rifiuto da parte del guidatore o di assenza del personale sanitari gli agenti accompagneranno i guidatori presso una struttura sanitaria dove effettuare gli esami.

CARCERE FINO A 15 ANNI - E' questa la pena massima che si rischia se si è al volante ed è in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico superiore a 1,5 o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti e si è responsabili di un incidente mortale che coinvolge più persone.

MULTE ANCHE PER CHI NON SOCCORRE ANIMALI
- Da 389 a 1559 euro di multa per chi in caso di "incidente con danno a uno o più animali domestici, da lavoro o protetti, non ottempera all'obbligo di fermarsi".

ESERCIZI DI GUIDA DA 17 ANNI - Il minore deve essere titolare di patente A e deve essere accompagnato da un conducente titolare di patente B da almeno dieci anni.

TARGA PERSONALE
- La targa non seguirà più le vicende giuridiche del veicolo ma quelle dell'intestatario.

SCATOLA NERA E CASCO ELETTRONICO - Arriva la scatola nera anche per le auto. Voluta anche dalle assicurazioni registra variazioni di velocità e frenata, risultando utile in caso di sinistri e incidenti. Il casco elettronico, se non ben allacciato, non permette al motociclo di accendersi.

LEZIONI AUTOSTRADA - Lezioni anche in autostrada e di notte: chi vuole prendere la patente dovrà cimentarsi anche con condizioni di guida più difficili di quelle in città.

EDUCAZIONE STRADALE - Dall'anno scolastico 2010-2011 i corsi sull'educazione stradale a scuola diventano obbligatori.

ADDIO PATENTE DI CARTA - Anche chi rinnova il permesso di guida, avrà la credit card al posto del vecchio permesso cartaceo.

CERTEZZA DELLA PENA, STOP CONGELAMENTO SANZIONI - Chi incappa in una sanzione e fa ricorso al giudice di pace non potrà più sfruttare la cosiddetta 'sospensione' della sanzione stessa. Si dimezzano invece i tempi per la comunicazione dell'infrazione: si passa dagli attuali 150 giorni a 90 giorni.

CERTIFICATO ANTIDROGA PER GUIDATORI CAMION - Chi è in possesso di una patente per veicoli 'pesanti' (anche pullman) dovrà esibire una prova che attesti il non uso di alcol e droghe.

ARRIVA MEDICO SPIA - Il medico che venga a conoscenza di una patologia di un suo assistito, che determina una diminuzione della idoneità alla guida, deve darne comunicazione scritta e riservata al ministero delle Infrastrutture.

MULTE PIU' SALATE, MA C'E' SCONTO PUNTI
- Chi pigia sull'acceleratore e supera i limiti di velocità tra i 40 e i 60 km/h pagherà tra 500 e 2mila euro ma vedrà i punti ridursi di sei unità e non più di dieci, mentre chi supera di 60 km/h il tetto pagherà tra gli 800 e i 3200 euro.

GIRO DI VITE PER CHI NON RISPETTA PEDONI - Chi non fa spazio a polizia e ambulanze vedrà i propri punti decurtati di 5 unità e sale la sanzione per chi non rispetta i pedoni (8 punti contro i 5 precedenti). Se le strisce non ci sono, la sanzione é più bassa ma comunque raddoppia.

MULTE PER CHI NON RISPETTA ECOPALETTI - Multe da 155 a 624 euro per chi circola "con un veicolo appartenente, relativamente alle emissioni inquinanti, a categorie inferiori a quelle prescritte". Se poi si commette l'infrazione due volte nel giro di un biennio si rischia la "sospensione della patente di guida da quindici a trenta giorni".