giovedì, febbraio 26, 2009

bonus elettrico????

Bonus sociale

aggiornate 19 febbraio 2009

Che cos’è il ”bonus elettrico”?

Il cosiddetto “bonus elettrico” (ovvero ‘il regime di compensazione della spesa sostenuta dai clienti domestici per la fornitura di energia elettrica’) è uno strumento introdotto dal Governo con l’obiettivo di sostenere le famiglie in condizione di disagio economico, garantendo loro un risparmio sulla spesa annua per energia elettrica.

Il bonus è previsto anche per i casi di disagio fisico, cioè per i casi di grave malattia che imponga l’uso di apparecchiature elettromedicali indispensabili per il mantenimento in vita.

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In che cosa consiste il bonus?

Il bonus elettrico è una riduzione applicata alle bollette dell’energia elettrica.
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Per quanto tempo viene riconosciuto il bonus?

Per il disagio economico è riconosciuto per 12 mesi; al termine di tale periodo, per ottenere un nuovo bonus, il cittadino dovrà rinnovare la richiesta di ammissione, ciò al fine di tener conto delle eventuali variazioni intervenute con riferimento al nucleo familiare, al suo reddito e alle caratteristiche della fornitura.

Per i casi di grave malattia che imponga l’uso di apparecchiature elettromedicali indispensabili per il mantenimento in vita, la riduzione sarà applicata senza interruzioni fino a quando sussiste la necessità di utilizzare tali apparecchiature.

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Da quando è operativo?

Il sistema è pienamente operativo dal gennaio 2009

Il godimento del “bonus” può essere retroattivo anche per tutto il 2008. In questo caso le richieste dovranno essere presentate al Comune di residenza entro il 30 aprile 2009.

Le richieste pervenute dopo tale data non consentiranno di beneficiare del bonus retroattivamente per il 2008, ma avranno diritto al bonus per i successivi 12 mesi.

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Chi ne ha diritto?

Potranno accedere al bonus elettrico per disagio economico tutti i clienti domestici, intestatari di una fornitura elettrica nell’abitazione di residenza, con potenza impegnata:

  • fino a 3 kW, per un numero di persone residenti fino a 4,
  • fino a 4,5 kW per un numero di persone residenti superiori a 4,
  • e che presentino una certificazione ISEE:
  • con valore dell’indicatore fino a 7.500€ per la generalità degli aventi diritto,
  • con valore fino a 20.000€ per i nuclei familiari con quattro e più figli a carico.

L’ISEE (Indicatore di situazione economica equivalente) è uno strumento largamente utilizzato in Italia per l’accesso a prestazioni assistenziali o a servizi di pubblica utilità e permette di misurare la condizione economica delle famiglie, tenendo conto del reddito, del patrimonio immobiliare, dei titoli posseduti (conti correnti, azioni, BOT e simili) e del numero di componenti della famiglia.

Hanno inoltre diritto al bonus elettrico per disagio fisico tutti i clienti elettrici presso i quali vive un soggetto affetto da grave malattia, costretto ad utilizzare apparecchiature elettromedicali necessarie per il mantenimento in vita. In questi casi, per avere accesso al bonus elettrico, il cliente finale deve essere in possesso di un certificato ASL che attesti:

  1. la necessità di utilizzare tali apparecchiature,
  2. il tipo di apparecchiatura utilizzata;
  3. l’indirizzo presso il quale l’apparecchiatura è installata
  4. la data a partire dalla quale il cittadino utilizza l’apparecchiatura.

I due bonus sono cumulabili qualora ricorrano i rispettivi requisiti di ammissibilità.

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Quanti bonus si possono richiedere per ogni nucleo familiare?

Ogni nucleo familiare può richiedere il bonus per un solo contratto di fornitura di energia elettrica.
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A quanto ammonta il “bonus elettrico”?

Descrizione Anno 2008 Anno 2009
Numerosità familiare 1-2 componenti € 60 € 58
Numerosità familiare 3-4 componenti € 78 € 75
Numerosità familiare oltre 4 componenti € 135 € 130
Disagio fisico € 150 € 144

Il valore del bonus è aggiornato annualmente dall’Autorità entro il 31 dicembre dell’anno precedente.

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Esiste un bonus analogo anche per le forniture di gas naturale?

Con il decreto legge 184/08, convertito con la Legge 2/09 è stato istituito il bonus anche per le forniture di gas. L’Autorità ha avviato le procedure per la sua applicazione. Tali procedure comprendono anche una opportuna e necessaria fase di consultazione per tutti i soggetti interessati, le associazioni dei consumatori e gli operatori del settore. Ferma restando la sua decorrenza dal 1 gennaio 2009, la definizione delle regole per il riconoscimento del “bonus gas” è prevista entro il primo semestre 2009.

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Dove si presenta la domanda per il riconoscimento del bonus sociale?

Secondo quanto disposto dalla legge, per accedere al bonus elettrico il cittadino deve recarsi presso il proprio Comune di residenza o presso altro istituto designato dallo stesso Comune, compilando l’apposita modulistica.

E’ possibile consultare la lista aggiornata dei Comuni già operativi.
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Dove sono reperibili i moduli?

I moduli sono reperibili sul sito dell’Autorità e presso i Comuni. E’ sconsigliato fare richiesta di ammissione senza utilizzare l’apposita modulistica, per evitare l’eventualità che non siano fornite informazioni essenziali con conseguente rifiuto della domanda.
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E’ possibile presentare la domanda delegando ad una terza persona questa incombenza?

Sì, compilando l’apposita sezione prevista nei moduli predisposti per la presentazione dell’istanza.
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Quali documenti servono?

Nuova istanza per disagio economico Nuova istanza per famiglie con 4 o più figli a carico Nuova istanza per disagio fisico Nuova istanza per disagio fisico con punto di fornitura già compreso tra le forniture non disalimentabili ai fini del PESSE
Modulo richiesta X X X X
Copia documento di riconoscimento X X X X
Copia attestazione ISEE X X
Certificazione ASL X
Dichiarazione sostitutiva di certificazione ASL X
Copia attesatante l'inclusione negli elenchi PESSE (*) X
Dichiarazione sostitutiva di certificazione dei figli a carico X
Delega a presentare la dichiarazione (**) X X X X
Copia documento di riconoscimento del delegato (**) X X X X

(*) Comunicazione ricevuta dal distributore di riferimento
(**) Solo per le istanze presentate delegata persona delegata dal richiedente

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Che cos’è il PESSE?

IL PESSE (Piano di Emergenza per la Sicurezza del Sistema Elettrico) è stato predisposto per ridurre, in caso di necessità, i prelievi di energia elettrica in maniera selettiva e programmata evitando così black out incontrollati.

In alcune circostanze, se l’assetto della rete lo consente, è possibile escludere dal distacco alcune utenze per le quali la mancanza di energia elettrica potrebbe risultare critica. Queste utenze sono incluse in un elenco, redatto dai distributori di energia elettrica che gestiscono le reti a cui queste utenze sono allacciate.

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Come si ottiene l’attestazione ISEE?

I cittadini che vogliono ottenere l’attestazione del valore ISEE devono:

  1. redigere una dichiarazione sostitutiva unica (DSU), sulla base di un modulo facsimile reperibile presso i Comuni, i CAF convenzionati ovvero presso le sedi dell’INPS, contenente informazioni sul proprio nucleo familiare, sui redditi e sul patrimonio di tale nucleo;
  2. presentare tale dichiarazione ai Comuni, ai Centri di Assistenza Fiscale (CAF), oppure alle Sedi ed Agenzie INPS presenti sul territorio;

Una volta presentata la dichiarazione, il cittadino riceverà, da parte dei soggetti che hanno ricevuto la dichiarazione sostitutiva (quindi Comuni, CAF e INPS) un'attestazione provvisoria, contenente le informazioni della dichiarazione sostitutiva, gli elementi necessari per il calcolo dell'ISEE, nonché l’indicazione del valore ISEE. Tale attestazione è il documento ISEE necessario per il riconoscimento del bonus.

Maggiori informazioni sull’ISEE sono reperibili all’indirizzo Internet: https://servizi.inps.it/servizi/isee/default.htm

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Cosa accade se cambiano le condizioni grazie alle quali è stato riconosciuto il bonus?

  • Variazione del numero di componenti:
    Nel caso in cui, durante il periodo di godimento del bonus, intervengano variazioni nella numerosità del nucleo familiare anagrafico, il cittadino potrà chiedere l’adeguamento del bonus al nuovo numero di componenti. La variazione della compensazione decorre dal primo giorno del mese successivo all’avvenuta notifica della variazione all’impresa di distribuzione da parte del Comune, fermo restando il termine di scadenza originaria della compensazione.
  • Variazione del reddito:
    Le variazioni della situazione reddituale e patrimoniale del cittadino verranno recepite solo al momento del rinnovo della domanda di ammissione al bonus.
  • Variazione del numero dei figli a carico:
    Le variazioni del numero dei figli a carico verranno recepite solo al momento del rinnovo della domanda di ammissione al bonus.
  • Cessato uso dei macchinari elettromedicali salvavita:
    Il cessato uso delle apparecchiature elettromedicali salvavita deve essere tempestivamente comunicato al Comune di riferimento. L’agevolazione è interrotta a decorrere dal primo giorno del secondo mese successivo alla notifica del cessato uso all’impresa di distribuzione, da parte del Comune.li>
  • Cambio di residenza:
    Se il cittadino cambia residenza durante il periodo di godimento del bonus elettrico, dovrà recarsi presso il nuovo Comune di residenza per effettuare nuovamente la domanda. In questo caso il bonus sarà trasferito sulla nuova abitazione e sarà applicato fino alla scadenza originaria del diritto.
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E’ necessario essere un cliente del servizio di "maggior tutela" per la fornitura di energia elettrica, per avere diritto al bonus ?

Il diritto all’agevolazione non dipende dal servizio (maggior tutela o mercato libero) o dal venditore prescelto ma spetta a tutti i clienti domestici che ne abbiano i requisiti.

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Se si cambia il contratto di fornitura accettando una nuova offerta, cosa accade?

In caso di cambio delle condizioni economiche del contratto o del fornitore il bonus continuerà ad essere erogato senza interruzioni fino al termine della validità del diritto (per il disagio economico) ovvero fino a quando è necessario l’utilizzo dell’apparecchiatura elettromedicale (per il disagio fisico), indipendentemente dal venditore scelto.

Il bonus gode di totale e gratuita portabilità!

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Il bonus sociale è per sempre o andrà rinnovato?

Nel caso di disagio economico, la richiesta di rinnovo dovrà essere presentata ogni 12 mesi, entro due mesi dalla scadenza; nel caso di grave malattia che imponga l’uso di apparecchiature elettromedicali essenziali per il mantenimento in vita, il bonus verrà erogato senza interruzione fino a quando sarà necessario l’uso di tali apparecchiature. Il cessato uso di tali apparecchiature deve essere tempestivamente segnalato al Comune di residenza.

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Da quando può essere applicato il bonus?

Le domande di ammissione al bonus possono già essere presentate presso i Comuni che risultano essere già operativi (lista aggiornata). L’operatività sarà progressivamente estesa al resto dei Comuni italiani.

Il bonus elettrico comincerà ad essere applicato in bolletta non prima di due mesi dalla presentazione dall’inserimoneto dei dati dell’istanza nel sistema (SGATE), come attestato dalla ricevuta fornita dal Comune.
Il bonus elettrico sarà evidenziato in deduzione nelle bollette che si riferiscono ai consumi:

  • dei successivi 12 mesi, nel caso di disagio economico;
  • fino al cessato uso dei macchinari salvavita, nel caso di disagio fisico.
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Nel dettaglio, come viene erogato il bonus retroattivo per il 2008?

Per garantire il riconoscimento del bonus retroattivamente per il 2008, i cittadini dovranno presentare la richiesta entro e non oltre il 30 aprile 2009.

  • Per i casi di disagio economico, il riconoscimento della retroattività verrà effettuato secondo lo schema riassuntivo riportato nella tabella seguente:
Bonus 2008 Bonus 2009
Attestazione ISEE emessa prima del 2007 No No
Attestazione ISEE emessa nel 2007 Si No
Attestazione ISEE emessa nel 2008, scaduta all’atto della richiesta Si Quota parte
Attestazione ISEE emessa nel 2008, valida all’atto della richiesta, presentata entro il 30 aprile 2009 Si Si
Attestazione ISEE emessa nel 2008, valida all’atto della richiesta, presentata dopo il 30 aprile 2009 No 12 mesi a partire dalla richiesta
Attestazione ISEE emessa nel 2009, presentata entro il 30 aprile 2009 Si Si
Attestazione ISEE emessa nel 2009, presentata dopo il 30 aprile 2009 No 12 mesi a partire dalla richiesta
  • Per i casi di disagio fisico:
    • o i cittadini già inclusi negli elenchi delle forniture non interrompibili ai sensi del Piano di Emergenza per la Sicurezza del Sistema Elettrico (PESSE), dovranno presentare apposita autocertificazione specificando il tipo di apparecchiatura elettromedicale utilizzata, l’indirizzo presso il quale la medesima apparecchiatura è installata, la data a partire dalla quale si utilizza l’apparecchiatura elettromedicale;
    • o i cittadini non inclusi negli elenchi relativi al PESSE dovranno munirsi di apposita certificazione presso la propria ASL di appartenenza che attesti l’utilizzo dell’apparecchiatura elettromedicale, il tipo di apparecchiatura installata, l’indirizzo presso il quale l’apparecchiatura è installata, la data a partire dalla quale si utilizza l’apparecchiatura elettromedicale. Ove la certificazione ASL non riporti la data a partire dalla quale si utilizza l’apparecchiatura elettromedicale, dovrà essere presentata apposita autocertificazione attestante tale data.
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Acli Terra: soddisfazione per ICI – preoccupazione per quote latte.



Roma, 26 Febbraio 2009: Acli Terra, attraverso il suo Presidente Michele Zannini, esprime apprezzamento per la positiva e giusta soluzione data alla vertenza sull’ICI per i fabbricati rurali, dal cui onere sono finalmente, e in maniera definitiva, esclusi. Governo e Parlamento hanno adottato una decisione chiara e risolutiva, convertendo in legge il decreto “mille proroghe”, che, di fatto, cancella un’errata interpretazione di due sentenze della Corte di Cassazione, prodotta da una circolare in materia dell’ANCI dell’Emilia Romagna. I fabbricati rurali sono soggetti alla tassazione del reddito dominicale, non sono soggetti all’ICI. Non fosse così, paradossalmente, i fabbricati rurali sarebbero stati sottoposti ad un doppio tributo.

Contemporaneamente il Presidente Zannini ha rappresentato enorme preoccupazione per quanto sta producendo nel mondo agricolo la vertenza relativa al decreto legge sulle quote latte. Ancora ad oggi non emerge con chiarezza la volontà di garantire i produttori e gli allevatori che hanno rispettato le regole. Bisogna, per Acli Terra, principalmente garantire e sostenere, anche mediante l’attivazione di finanziamenti adeguati dello specifico fondo di intervento, gli allevatori che hanno investito nell’acquisto di quote latte, ottenere che coloro che accettano la rateizzazione rinuncino a tutti i contenziosi in atto, prevedere, tra l’altro, livelli di priorità d’accesso per l’assegnazione delle quote che favoriscano, evidentemente, allevatori e produttori rispettosi della legalità, gli affittuari prima che gli “splafonatori”, le aziende ubicate in zone montane e svantaggiate.

Il volontariato come risorsa socio-economica nelle politiche comunitarie sostenibili

Il volontariato come risorsa socio-economica nelle politiche comunitarie sostenibili

Teatro del Centro Giovanile Asterix Via Atripaldi, 52

San Giovanni a Teduccio-Napoli

27 Febbraio 2009 ore 16.30- 19.30

Il giorno 27 Febbraio 2009, come celebrazione dell'anniversario della storica onlus FIGLI IN FAMIGLIA - fondata da Carmela Manco, Gaetano Romano, Giovanni Galano - giunta al suo quindicesimo anno di impegno nella società civile napoletana, si terrà un convegno sul valore del volontariato, come esempio di capitale sociale nelle comunità contemporanee. Saranno discusse le attività delle associazioni "gemmate" da FIGLI IN FAMIGLIA, grazie agli interventi di uomini e di donne che dimostreranno come sia possibile lavorare ad una società fondata, non esclusivamente sulle logiche dell'economia, ma piuttosto sulla salvaguardia del benessere fisico ed emotivo degli individui, anche di quelli appartenenti a fasce socialmente più deboli della popolazione. Il Convegno sarà ,altresì, occasione di incontro tra FIGLI IN FAMIGLIA e l'Associazione A.M.A. SEMPRE che indirizza le sue energie verso il supporto del Terzo Settore, operante nelle aree meridionali dell'India. Un incontro che arriva, dopo la presentazione del progetto audiovisivo "Silent eyes of the children", prodotto da INDRAPUR CINEMATOGRAFICA e realizzato da Simona Chiapparo, come contributo di FIGLI IN FAMIGLIA all' International Conclave Ethics in Human Development tenutosi a Calcutta nel 2007. Seppur nell'immobilità istituzionale che, da tempo, grava sulla città, l'esempio di FIGLI IN FAMIGLIA, delle Associazioni che ne sono derivate, di A.M.A. SEMPRE consente di intravedere la possibilità che Napoli diventi "Città della Pace" , per citare Aldo Masullo . Una città rinnovata, in cui provare con l'aiuto di tutte le forze politiche,economiche e sociali a costruire un futuro, dove la realpolitik sia, finalmente, affiancata dall'etica, nella gestione delle comunità con l'obiettivo di lavorare tutti insieme per un Development with Human Face.

Interventi di Carmela Manco (presidente di FIGLI IN FAMIGLIA), Alessandra Manco (polisportiva La Mangrovia), Massimo Morga (presidente dell'Ass. FACCIMME AMMUINA), Milena Fontanella (presidente Coop. La Tempra), Giovanni Galano (Coordinatore del Circolo Politico Culturale Aldo Moro). Contributi e testimonianze di Davide Tizzano (Campione olimpionico di canottaggio), Salvatore Presutto (attore teatrale), Andrea Sarubbi (Deputato alla Camera), Sergio Scapagnini e Luca Marinelli (associazione A.M.A. SEMPRE), Gaetano Romano (Vicario Episcopale, Direttore della CARITAS di Napoli). Modera, il giornalista Elio Scribani.

Infoline: 333 54 58 537

s.chiapparo@accademiascienze.it

DON LUIGI CIOTTI Incontra le associazioni di volontariato della provincia di Benevento

Centro Servizi per il Volontariato della
provincia di Benevento “Cantieri di Gratuità”

DON LUIGI CIOTTI
Incontra le associazioni di volontariato della provincia di Benevento

Giovedì 26 febbraio alle ore 17.30 presso la Sala Conferenze del Centro Servizi per il Volontariato “Cantieri di Gratuità” di Benevento (Viale Mellusi, 68) Don Luigi Ciotti, Presidente di LIBERA. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, incontrerà le organizzazioni di volontariato della Provincia di Benevento. Introdurranno l’incontro Angelo Iacoviello ed Ettore Rossi, rispettivamente Presidente e Direttore del CESVOB.
L’importante evento rientra tra le tappe di avvicinamento alla XIV Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle Vittime delle Mafie, prevista per il 21 marzo a Napoli.
La giornata del 21 marzo, primo giorno di primavera, è il momento che Libera dedica alla memoria di tutti coloro che hanno dato la vita nel nostro Paese per contrastare le mafie. E' questa l'occasione nella quale Libera rilancia ogni anno un impegno che non deve venire mai meno.
“In continuità con le altre edizioni il 21 marzo 2009 ribadisce con forza la voglia di tanti di essere contro tutte le mafie, contro la corruzione politica e gli intrecci clientelari che alimentano gli affari delle organizzazioni criminali e l'illegalità, e di voler continuare a costruire percorsi di libertà, cittadinanza, informazione, legalità, giustizia, solidarietà”.
L’appuntamento organizzato a Benevento con i rappresentanti dell’associazionismo sannita sarà un’occasione per approfondire le tematiche della legalità nel nostro territorio.

mercoledì, febbraio 25, 2009

Salvatore Galiero: “L’OSSERVATORIO NAPOLI CITTA’ SICURA”


Il tema della sicurezza è ultimamente molto sentito nel nostro paese; non vi è un giorno che non avvengano mortalità sui luoghi di lavoro!


Il Consiglio Comunale di Napoli ha voluto interagire in modo significativo su questo tema,demandando alla Commissione Sviluppo –Innovazione -Lavoro a produrre progettualità sull’indirizzo profuso.


E’ stato, quindi,proposto “L’OSSERVATORIO NAPOLI CITTA’ SICURA” che ha promosso e curato la stipula del “ PROTOCOLLO D’INTESA”. L’OSSERVATORIO composto da esponenti istituzionali,attori dello sviluppo, società civile,intellettuali rappresentanze del mondo del lavoro,si è mosso in 2 direzioni: a) preparazione ed elaborazione dell’iniziativa del 5 e 6 marzo p.v. con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica; b) elaborazione di politiche propedeutiche alla formazione delle coscienze e della cultura della sicurezza.


Il 5 marzo è la GIORNATA DELLA SICUREZZA e bisogna ribadire con orgoglio che Napoli è la prima città in Italia a dedicare questa solennità ed a promuovere questo evento; nel pomeriggio, infatti alla città della Scienza si proseguirà con un convegno,dove i lavori continueranno anche il 6 marzo.(Stand,concerto serale con Mariella Nava , proiezione di un film con la presenza del regista Squitieri e workshop sui temi della sicurezza. Il lavoro prodotto è stato sicuramente significativo,ma non esaustivo,in quanto sempre si può fare di più e meglio con il contributo di tutti. Il lavoro dell’Osservatorio non si esaurirà con il 5 e 6 marzo; già si sta lavorando per un concorso per l’attribuzione di borse di studio per alunni ed allievi che nei vari livelli d’istruzione si distingueranno con i lavori più significativi. Il Consiglio Comunale di Napoli nella sua interezza, con la Commissione Sviluppo e Innovazione, unitamente all’Assessore Regionale Gabriele e Assessore Provinciale Tuccillo hanno impresso una valente e significativa testimonianza che dovrà poi concretizzarsi nel quotidiano con atti concreti tesi a rafforzare sempre più “ UNA CULTURA DELLA SICUREZZA “.


IL PRESIDENTE DELL’OSSERVATORIO(Dott. Salvatore Galiero)

martedì, febbraio 24, 2009

Cisl Benevento: eletta la nuova segreteria.



Attilio Petrillo è stato eletto segretario generale della Cisl di Benevento al termine del congresso provinciale che si è svolto ieri e oggi a Pietrelcina. Nella segreteria, invece, entrano Adele Rossi e Antonio Follo. L’assemblea è stata dedicata al tema “Oltre la crisi: un nuovo modello di sviluppo, una nuova organizzazione sociale”. E’ stato approvato anche un ordine del giorno per esprimere “pieno e convinto sostegno alla lotta dei lavoratori del polo tessile di Airola impegnati nella difesa dei livelli occupazionali e di sostegno al reddito delle loro famiglie”.

Buon Lavoro!

Don Tonino Bello: Quaresima, Cenere in testa e Acqua sui piedi


Quaresima, Cenere in testa e Acqua sui piedi

Cenere e acqua. Ingredienti primordiali del bucato di un tempo. Ma, soprattutto, simboli di una conversione completa, che vuole afferrarci finalmente dalla testa ai piedi - di don Tonino Bello

Carissimi, cenere in testa e acqua sui piedi, una strada, apparentemente, poco meno di due metri. Ma, in verità, molto più lunga e faticosa. Perché si tratta di partire dalla propria testa per arrivare ai piedi degli altri. A percorrerla non bastano i quaranta giorni che vanno dal mercoledì delle ceneri al giovedì santo. Occorre tutta una vita, di cui il tempo quaresimale vuole essere la riduzione in scala. Pentimento e servizio. Sono le due grandi prediche che la Chiesa affida alla cenere e all'acqua, più che alle parole. Non c'è credente che non venga sedotto dal fascino di queste due prediche. Le altre, quelle fatte dai pulpiti, forse si dimenticano subito. Queste, invece, no: perché espresse con i simboli, che parlano un "linguaggio a lunga conservazione". È difficile, per esempio, sottrarsi all'urto di quella cenere. Benché leggerissima, scende sul capo con la violenza della grandine. E trasforma in un'autentica martellata quel richiamo all'unica cosa che conta: "Convertiti e credi al Vangelo". Peccato che non tutti conoscono la rubrica del messale, secondo cui le ceneri debbono essere ricavate dai rami d'ulivo benedetti nell'ultima domenica delle palme. Se no, le allusioni all'impegno per la pace, all'accoglienza del Cristo, al riconoscimento della sua unica signoria, alla speranza di ingressi definitivi nella Gerusalemme del cielo, diverrebbero itinerari ben più concreti di un cammino di conversione. Quello "shampoo alla cenere", comunque, rimane impresso per sempre: ben oltre il tempo in cui, tra i capelli soffici, ti ritrovi detriti terrosi che il mattino seguente, sparsi sul guanciale, fanno pensare per un attimo alle squame già cadute dalle croste del nostro peccato. Così pure rimane indelebile per sempre quel tintinnare dell'acqua nel catino. È la predica più antica che ognuno di noi ricordi. Da bambini, l'abbiamo "udita con gli occhi", pieni di stupore, dopo aver sgomitato tra cento fianchi, per passare in prima fila e spiare da vicino le emozioni della gente. Una predica, quella del giovedì santo, costruita con dodici identiche frasi: ma senza monotonia. Ricca di tenerezze, benché articolata su un prevedibile copione. Priva di retorica, pur nel ripetersi di passaggi scontati: l'offertorio di un piede, il levarsi di una brocca, il frullare di un asciugatoio, il sigillo di un bacio. Una predica strana. Perché a pronunciarla senza parole, genuflesso davanti a dodici simboli della povertà umana, è un uomo che la mente ricorda in ginocchio solo davanti alle ostie consacrate. Miraggio o dissolvenza? Abbaglio provocato dal sonno, o simbolo per chi veglia nell'attesa di Cristo? "Una tantum" per la sera dei paradossi, o prontuario plastico per le nostre scelte quotidiane? Potenza evocatrice dei segni! Intraprendiamo, allora, il viaggio quaresimale, sospeso tra cenere e acqua. La cenere ci bruci sul capo, come fosse appena uscita dal cratere di un vulcano. Per spegnerne l'ardore, mettiamoci alla ricerca dell'acqua da versare... sui piedi degli altri. Pentimento e servizio. Binari obbligati su cui deve scivolare il cammino del nostro ritorno a casa. Cenere e acqua. Ingredienti primordiali del bucato di un tempo. Ma, soprattutto, simboli di una conversione completa, che vuole afferrarci finalmente dalla testa ai piedi. Un grande augurio.
Don Tonino Bello, Vescovo

Enrico Letta: e ora dobbiamo mettercela tutta!

Editoriale di Enrico Letta, pubblicato su «Europa» di martedì 24 febbraio.

E ora dobbiamo mettercela tutta. Abbiamo davanti cento giorni in cui possiamo realmente raggiungere gli obiettivi che hanno animato il dibattito dell'Assemblea costituente di sabato. Obiettivi che sono comuni a tutti quelli che vi hanno preso parte, qualunque decisione abbiano assunto. Obiettivi che sono sintetizzabili nel rilancio e nel successo del progetto del PD, come era emerso alle primarie del 14 ottobre del 2007.
Tante sono le priorità e i desideri per questi cento giorni. Due mi sembrano irrinunciabili.
Il primo riguarda la scommessa che abbiamo fatto di pensare che nella politica italiana del Duemila possa esistere ancora un grande partito politico, partecipato e democratico al suo interno, attraente ed interessante per il mondo esterno. Di tutte le scommesse che stavano dietro al 14 ottobre, questa è probabilmente la più difficile. Nella politica italiana, infatti, ci si è ormai abituati ad una democrazia senza partiti, perché tali non possono definirsi i movimenti e i soggetti politici che per buona parte la compongono. Plebiscitarismo, assenza di democrazia interna, leaderismi sfrenati: sono i tratti ai quali siamo assuefatti. Sembra quasi di vivere in un mondo in cui siano state portate a estrema conseguenza le idee che Simone Weil aveva espresso nel suo Manifesto per la soppressione dei partiti politici: ? I partiti sono un meraviglioso meccanismo in virtù del quale nessuno spirito dedica la sua attenzione allo sforzo di discernere negli affari pubblici il bene, la giustizia, la verità (?) Entrare in un partito equivale a non pensare?. Non possiamo arrenderci a questo esito. La politica tramite i partiti migliora il naturale egoismo dei singoli e contribuisce a rendere il sistema più giusto. Col PD abbiamo scommesso che lavorare per un partito moderno e utile alla società è possibile. Per questo i cento giorni che abbiamo davanti dovranno chiudere rapidamente la fase iniziale della vita organizzativa del partito e rendere possibile quello che tutti sabato hanno chiesto: un congresso vero con primarie partecipate. E' quello che faremo subito dopo le elezioni, è quello che è stato reso difficile finora anche dall'incompleto radicamento del partito, dei circoli e del tesseramento sul territorio. Quindi, l'organizzazione innanzitutto, e il riequilibrio tra Roma e i territori a favore di questi ultimi.
In secondo luogo, dobbiamo riuscire a definire un profilo di partito che colpisca gli elettori per la sua capacità di farsi carico della grande crisi economica e sociale del paese. Se c'era qualcuno che aveva ancora dubbi, credo che ormai essi possano essere definitivamente fugati. La crisi non passerà da sola. L'ulteriore carico di preoccupazione che quest'ultima settimana ha portato, sia sul versante bancario e finanziario, sia su quello economico e sociale, lascia intuire un allungamento e un approfondimento delle caratteristiche della crisi. E' netta la percezione, ormai, che nulla sarà come prima. Cambieranno molte dinamiche di relazioni economiche e di reazioni sociali. Ma cambierà molto anche nel sistema politico e nel rapporto tra i partiti e la società. Sbaglia Berlusconi a ostentare tranquillità. Sbaglia il governo a non mettere in campo risposte all'altezza delle crescenti difficoltà. Per il PD le risposte alla crisi devono diventare un'ossessione, deve essere il tema sul quale costruiamo il profilo di un moderno movimento popolare capace di farsi carico dei problemi dei lavoratori, delle famiglie, delle imprese. E in grado, attraverso questa quotidiana condivisione delle fatiche della crisi, elaborare e mettere in pratica, là dove governiamo, risposte efficaci e durature. Questo vuol dire superare quella dicotomia tra interessi di partito e interesse generale che per Simone Weil era centrale nella sua critica ai partiti.
In concreto, vuol dire viaggiare per l'Italia della fatica, ascoltare e condividere i segnali della difficoltà, mettersi a studiare soluzioni originali e straordinarie. Questo oggi gli italiani si aspettano da noi. Vogliono vedere se dopo la paura di questi giorni abbiamo imparato la lezione e se effettivamente sappiamo tutti mettere da parte qualunque altra considerazione rispetto a questo irrinunciabile obiettivo.
Su queste linee credo debba svilupparsi il sostegno di ognuno di noi all'impegno di Dario Franceschini per il successo del PD.

lunedì, febbraio 23, 2009

"Il Carnevale dei Piccoli Artisti" a Pozzuoli


A conclusione del Laboratorio Teatrale della durata di due mesi realizzato dal circolo ACLI DICEARCHIA di Pozzuoli si terrà lo Spettacolo "Il Carnevale dei Piccoli Artisti" il giorno 1 marzo 2009 alle ore 18 presso Art Garage - P.co Bognar - Pozzuoli.

IL PRESIDENTE
Dott.ssa Giovanna Di Francia

QUELL'INUTILE LINEA DURA SULL'IMMIGRAZIONE.



Il pacchetto sicurezza approvato in Senato contiene norme sull'immigrazione dal chiaro significato: maggior controllo e maggiore severità. Al di là delle considerazioni etiche sul diritto speciale riservato agli stranieri, sono provvedimenti del tutto inefficaci. Non ci sono né le risorse, né le forze per espellere davvero gli irregolari, che in gran parte sono donne occupate nelle famiglie italiane. Dovremmo invece seguire l'esempio di altri paesi occidentali, dove gli inasprimenti legislativi sono accompagnati da misure a favore dell'integrazione.
Del pacchetto sicurezza approvato nei giorni scorsi dal Senato, fanno discutere in modo particolare le norme relative agli immigrati: una serie di modifiche normative, che spaziano dalla definizione dell’immigrazione irregolare come reato alla verifica dell’idoneità abitativa degli alloggi, dal permesso di soggiorno a punti all’inasprimento della tassazione sui permessi di soggiorno, fino alla norma più controversa, quella della facoltà di denuncia degli immigrati senza documenti che si presentano ai servizi sanitari pubblici.Il significato è univoco: una volontà asserita di maggior controllo sull’immigrazione, di maggior rigore e severità. Fino a istituire una sorta di diritto speciale a carico degli immigrati, più esplicito nel caso degli irregolari, con i quali secondo il ministro degli Interni “bisogna essere cattivi”. È una linea che sembra incontrare ampio consenso da parte della maggioranza degli italiani, anche in seguito a recenti episodi di cronaca.In questo contributo non intendo addentrarmi in considerazioni di natura etico-politica, relative ai diritti umani e ad altri aspetti controversi. Vorrei limitarmi ad alcune considerazioni relative all’efficacia presumibile dei provvedimenti e quindi agli obiettivi perseguiti.

IL REATO DI IMMIGRAZIONE

Cominciamo dalla definizione dell’immigrazione come reato, non più punito con il carcere, ma con un’ammenda, comminata dal giudice di pace. A costo di ripetere una constatazione già espressa su questo foglio, i posti disponibili nei centri di identificazione ed espulsione (Cie) sono circa 1.160 in tutta Italia. Se aggiungiamo i 4.169 dei centri di prima accoglienza, pure destinati a ospitare gli immigrati irregolari, arriviamo a poco più di 5.300. Gli immigrati espulsi, fino all’ottobre 2008, sono stati in tutto 6.500, mentre gli irregolari circolanti sul territorio nazionale sono, stando alle auto-denunce dell’ultimo decreto flussi, almeno 740mila. La sproporzione è evidente, così come la natura retorica della misura. Difficile credere che qualcuno pagherà mai l’ammenda. Non ci sono né le risorse, né le forze per espellere davvero gli irregolari, che per la maggior parte sono donne occupate nelle famiglie italiane. Del resto, la grande maggioranza degli immigrati oggi regolari, sono stati nel passato irregolari, due su tre in Lombardia: le categorie sono molto più fluide di quanto si pretende. In realtà, l’immigrazione irregolare, in Italia come negli Stati Uniti e in molti altri paesi, è vituperata a parole e tollerata nei fatti, anche perché funzionale a molti interessi.Non deve infatti sfuggire il fatto che tra le molte norme del pacchetto sicurezza, nessuna inasprisce le pene per i datori di lavoro di immigrati irregolari. Anzi, i controlli ispettivi sui luoghi di lavoro sono stati alleggeriti. Eppure lì si trova la calamita che attrae l’immigrazione irregolare, tanto che l’Unione Europea ha preannunciato un giro di vite sul tema.Non dimentichiamo poi che gli immigrati rumeni, in quanto comunitari, non potranno essere perseguiti.

LA SALUTE DELLO STRANIERO

Quanto alla norma più discussa, quella sulla sanità, molti hanno già osservato che se gli irregolari non si curano, ne scapita l’igiene pubblica e quindi la salute di tutti, perché malattie come la Tbc o l’Aids potrebbero propagarsi più facilmente. Molti medici si sono già dichiarati contrari, varie associazioni hanno chiamato alla disobbedienza. Ma c’è un altro elemento, molto prosaico, da tenere presente: che succede se un immigrato dichiara di non avere i documenti? Ammettiamo che parta una denuncia: in un qualche commissariato arriverà una segnalazione secondo cui una persona sconosciuta, presumibilmente straniera, si è presentata al pronto soccorso per farsi medicare. Se anche partisse una volante, il ferito sarebbe già lontano. Solo in caso di ricovero, e ipotizzando una notevole efficienza delle istituzioni preposte all’ordine pubblico, la disponibilità di posti nei Cie, le risorse per il rimpatrio e quant’altro, si potrà immaginare un qualche effetto. Che sarà comunque molto modesto, costoso e pagato con una minor tutela della salute pubblica.

SOLDI, ROM E PERMESSI A PUNTI

Un terzo esempio: non si potrà più trasferire denaro verso l’estero se non si è in possesso di permesso di soggiorno. L’effetto sarà soltanto quello di favorire lo sviluppo di un mercato di intermediari, provvisti di regolari documenti, che effettueranno l’operazione al posto di chi non potrà più farla personalmente, in genere soprattutto madri che mandano denaro ai figli lontani. Vorrei richiamare un precedente: il prelievo delle impronte digitali degli immigrati disposto, tra roventi polemiche, in seguito alla legge Bossi-Fini. Una volta effettuata qualche azione dimostrativa, non se ne è più saputo nulla.Per i campi rom, nell’estate scorsa, nuovi annunci di raccolta delle impronte e nuove polemiche. Nei fatti, le impronte prelevate sono state pochissime, a Milano quasi nessuna, e non è dato sapere se siano servite a qualcosa. Di certo, se non altro, si sono sgonfiate le voci incontrollate sull’arrivo e l’insediamento di decine di migliaia di rom: per la provincia di Milano, si è arrivati a parlare di 20mila unità.Un cenno finale va al permesso di soggiorno “a punti”: un’innovazione che tende a rendere gli immigrati dei sorvegliati speciali, dallo status precario e reversibile. Credo servirebbero di più, come in altri paesi, misure che incoraggino un’integrazione positiva: per esempio, giacché le competenze linguistiche vengono viste dall’Olanda al Canada come un requisito necessario per l’inserimento nella società, un piano massiccio di alfabetizzazione in lingua italiana, sul modello delle 150 ore che hanno consentito nel passato alle classi popolari di accedere all’istruzione di base. L’accertamento della conoscenza dell’italiano dovrebbe produrre qualche beneficio, come un accorciamento dei tempi per l’accesso alla carta di soggiorno e alla cittadinanza. Così si istituirebbe un incentivo a impegnarsi su questo aspetto saliente dell’acculturazione nel nuovo contesto di vita.Nei paesi occidentali, gli inasprimenti legislativi nella gestione dell’immigrazione, e indubbiamente ne sono intervenuti, giacché il tema quasi ovunque è salito di rango nell’agenda politica, sono generalmente accompagnati da misure a favore dell’integrazione: non si vuole ingenerare l’idea dell’immigrato come nemico da combattere, anche per non alimentare spinte xenofobe nella società.Dovremmo forse imparare che una politica dell’immigrazione ridotta a controllo e sicurezza, all’insegna del pregiudizio e dell’ostilità, può fruttare in termini di voti, ma non prepara un futuro sereno per la convivenza sociale.

di Maurizio Ambrosini 13.02.2009 www.lavoce.info

domenica, febbraio 22, 2009

Le ronde fanno discutere in Campania

Scritto da Umberto Adinolfi e Paolo Cuozzo da il Corriere del Mezzogiorno, 21-02-2009 08:20


Il ministro dell'Interno ha previsto le ronde nelle città coordinate dai sindaci. Ma a Napoli, dove il sindaco è un ex ministro dell'Interno, e l'assessore alla Sicurezza l'ex ministro della Giustizia, rispondono «no».
Accade così che nella città italiana in cui sono presenti più che in ogni altro luogo d'Italia (forse d'Europa) sia la macro sia la micro- criminalità, il Comune decida di non attivare un altro canale di presidio della sicurezza. E Scotti, magistrato oltre che ex guardasigilli, è chiarissimo sulle intenzioni dell'amministrazione cittadina: «A Napoli non ci saranno ronde di cittadini, almeno non è certo intenzione dell'attuale giunta promuovere iniziative del genere». Scotti si è detto politicamente lontano dalla decisione assunta dal governo Berlusconi: «Sono sicuramente critico nei confronti del provvedimento: è compito dello Stato provvedere alla sicurezza dei cittadini, alla sicurezza urbana e pubblica». Eppure il Comune napoletano si è attirato non poche critiche per come ha interpretato il decreto del ministro Maroni in materia di poteri ai sindaci sulla sicurezza, con un piano che ha spaziato dalle multe a chi imbratta i muri alla denuncia per i clienti delle prostitute e dei parcheggiatori abusivi. Il ragionamento che al Comune di Napoli viene fatto, però, è che, proprio in considerazione della pericolosità della città, prevedere delle ronde, quindi avallarne l'esistenza, può trasformarsi in un pericolo per le ronde stesse. Immaginiamo — è il ragionamento che viene fatto a Palazzo San Giacomo — gente che di notte si mette a girare per le strade di Secondigliano o di Scampia, ma anche di Barra o nei Quartieri spagnoli. Di contro, l'assessore provinciale Francesco Borrelli si dice pronto a mettere a disposizione del prefetto di Napoli i volontari della Protezione civile e di altre associazioni per istituire un primo gruppo che non è nato ma ha già un nome, «Guardian Angels». La sua richiesta l'ha già formalizzata in una nota inviata al prefetto. «Le ronde istituite dal Governo non possono essere scelte a caso ma richiedono una preparazione e, soprattutto, la giusta propensione rispetto alle attività che andranno a svolgere sul territorio », sostiene Borrelli.
Molto più deciso il punto di vista del primo cittadino di Salerno Vincenzo De Luca, considerato «sindaco sceriffo» pur essendo anche lui del Pd, come la collega Iervolino. Salerno, infatti, ha già attivato le ronde in città, a sostegno delle forze dell'ordine: l'impegno dell'amministrazione comunale sul versante sicurezza è stato confermato personalmente da De Luca, che proprio ieri mattina, a Palazzo di Città, ha presentato un'iniziativa in sinergia con polizia municipale, carabinieri e costruttori dell'Ance volta alla prevenzione delle truffe e dei raggiri nei confronti degli anziani e delle persone sole.
«Certo, bisogna vedere concretamente cosa dice il testo del Governo — ha spiegato il sindaco — ma se si tratta di una forma di collaborazione, noi l'abbiamo già acquisita. Ci sono i volontari del Parco del Mercatello che supportano le forze dell'ordine sia sul terreno della prevenzione sia in termini di segnalazione di situazioni poco chiare. D'accordo con le ronde anche nei quartieri di Salerno a patto che si tratti di forme di collaborazione, l'intervento definitivo lo devono fare comunque le forze dell'ordine».
Allargando il discorso alle ultime vicende che hanno visto violenze subite da donne anche giovanissime, De Luca ha voluto rimarcare come il Comune di Salerno abbia anticipato tutti in Italia adottando una politica di rigore assoluto. «Abbiamo il polso — ha detto il primo cittadino — delle situazioni reali che si vivono in città. Poco più di un anno fa in alcune zone c'erano persone con coltelli, gente disponibile a tutto per rapinare, rubare, violentare. Avevamo percepito per tempo un fenomeno che oggi sta dilagando in Italia e procedemmo a bonificare quelle aree da campi rom e altre forme di illegalità, nonostante qualcuno abbia anche storto il naso». Tanti sforzi che però, a detta dello stesso De Luca, non trovano conforto nella «miopia» dell'esecutivo, incapace di dare risposte concrete in termini di sicurezza. «Il Governo è comunque contraddittorio: si parla molto ma si sta facendo molto poco. C'è un ministro dell'Interno capace e intelligente ma la decisione di tagliare le risorse alle forze di polizia è assolutamente irresponsabile. Qui si prendono in giro gli italiani. Occorre un finanziamento di un miliardo per le forze di polizia, ora e subito, senza fare demagogia parlando dei fondi e dei beni sottratti alla camorra. Abbiamo una percentuale altissima di romeni che vengono in Italia a delinquere: ladri, rapinatori e stupratori. Dobbiamo guardare in faccia alla realtà. Ma c'è anche una legge che va cambiata. Gli stupratori li liberano dopo 48 ore. Ottaviano Del Turco, invece, è stato agli arresti per due mesi con accuse per reati di tipo finanziario e amministrativo. Sono reati, certo, ma comunque reati che non hanno a che fare con fatti di sangue: occorre una gerarchia nelle pene e nel rigore dello Stato».

sabato, febbraio 21, 2009

Sanremo: Bonolis saluta gli operai di Pomigliano D'Arco


Paolo Bonolis ha richiamato l'attenzione sulla difficile situazione degli operai dello stabilimento Fiat Auto di Pomigliano d'Arco, da mesi in cassa integrazione e con un salario di 750 euro mensili, una cui delegazione è venuta oggi a Sanremo proprio per chiedere una visibilità sulla loro difficile situazione. "Gli effetti della crisi colpiscono alcuni settori - ha detto Bonolis - e oggi gli operai dello stabilimento di Pomigliano d'Arco sono in una situazione difficile e da mesi in cassa integrazione. Hanno chiesto che il Festival accendesse una luce su di loro. Coraggio ragazzi".

Via alle 'ronde': il Quirinale precisa, il Vaticano critica

da JulieNews.it
di Nico Falco

Il nuovo decreto legge ‘antistupri’ è stato approvato all’unanimità. Tra le novità introdotte, lo stanziamento di cento milioni di euro per rafforzare i reparti di pubblica sicurezza, anche con l’assunzione di 2500 nuove unità delle forze dell’ordine. Grande attenzione anche nei confronti dell’immigrazione clandestina, con l’aumento del tempo di permanenza nei centri di accoglienza e di espulsione a sei mesi, in modo da garantire il rimpatrio di tutti. Norme precise sono arrivate per lo stalking, mentre è stato ‘affinato’, e sarà discusso nei prossimi giorni, il piano sulle intercettazioni
Ma la novità che più fa discutere è sicuramente quella delle ronde. Se da un lato il governo sottolinea che i cittadini non saranno armati ed avranno un compito di mero controllo, con l’obbligo di allertare le forze dell’ordine, dall’altro lato il Vaticano parla di ‘abdicazione dello Stato’ e di ‘pericolosa deriva xenofoba’.




“Abbiamo varato il decreto per il clamore che gli stupri stanno provocando, ma le violenze sessuali nel 2008 sono diminuite del 10 per cento. E il dato vale anche per la città di Roma”. Al termine del Consiglio dei ministri, il premier Silvio Berlusconi illustra i contenuti del decreto legge, approvato all’unanimità, su sicurezza ed emergenza stupri. Il premier ritiene che la diminuzione degli stupri registrata nel 2008 sia dovuta al “pattugliamento più diffuso e all’utilizzo dei militari”, ed approfitta per ribadire l’importanza dello strumento della decretazione d’urgenza: il decreto “è uno strumento essenziale perché il governo possa legiferare” con “norme che immediatamente siano applicabili e quindi possano consentire dei risultati nelle situazioni che si manifestano e che richiedono provvedimenti restrittivi”.
Grazie al cosiddetto decreto antistupri, spiega ancora il Cavaliere, è stato impossibile introdurre con urgenza norme inserite in “alcuni nostri ddl già presentati dal giugno scorso e poi in un Consiglio dei ministri a Napoli e consegnati al Parlamento”. Un escamotage, se così si può dire, per aggirare i tempi lunghi richiesti per l’approvazione da parte del Parlamento, che ha permesso, attraverso appunto il decreto, di far divenire i provvedimenti immediatamente “vigenti ed esecutivi”.

Il Guardasigilli Angelino Alfano ribadisce lo stesso concetto, ripetendo che “con questo provvedimento sulla sicurezza anticipiamo di circa 100 giorni gli effetti giuridici di norme già presenti o approvate in precedenza dal Parlamento”. Per Alfano “quello approvato questa mattina dal Consiglio dei ministri è un provvedimento che si pone dalla parte della donna. Abbiamo previsto l’ergastolo per chi è colpevole di omicidio in occasione di una violenza sessuale”.

Sotto il profilo dei rapporto col Quirinale, il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, assicura che “non c’è stato alcun veto. Ieri con Napolitano ho concordato questo testo, senza alcuna forzatura o obiezione”. Sulla questione delle ronde, al centro di accese polemiche, Maroni ha sottolineato che l’obiettivo è “passare dalle ronde fai da te ai volontari per la sicurezza, regolati e controllati”, in un’ottica, come specificato nell’articolo 6 del decreto legge, di “un piano straordinario di controllo e presidio del territorio”.


LE PRECISAZIONI DEL QUIRINALE

Il Quirinale, dal canto suo, ha precisato che il proprio ruolo non è stato quello di avallare i contenuti, ma solo di controllare che siano in regola con le leggi. In una nota diffusa si legge infatti che:
"È opportuno puntualizzare il carattere della consultazione informale intervenuta, secondo una prassi consolidata, tra il Governo e la Presidenza della Repubblica in ordine allo schema di decreto-legge in materia di sicurezza pubblica, poi approvato dal Consiglio dei Ministri nella riunione odierna.
Quando si ipotizzi, da parte del Governo, il ricorso a un decreto-legge, la Presidenza della Repubblica concorre - in uno spirito di leale collaborazione istituzionale - a verificarne i profili di costituzionalità, oltre che la coerenza e correttezza legislativa nel rapporto con l'attività parlamentare.
Resta naturalmente l'autonoma ed esclusiva responsabilità del Governo per le scelte di indirizzo e di contenuto del provvedimento d'urgenza da sottoporre per l'emanazione al Presidente della Repubblica".


LE RONDE: CITY ANGELS, NESSUNO ‘SCERIFFO’

Maroni fa notare che alcune esperienze di “sicurezza partecipata” (ovvero non gestita esclusivamente dalle forze dell’ordine, ma con l’aiuto delle amministrazioni e dei cittadini) si sono rivelate positive, citando i casi di Bologna e Firenze.

Ma non si tratta, come teme qualcuno, di autorizzare degli ‘sceriffi’ che possano farsi giustizia da soli arbitrariamente. Le ronde, infatti, “non saranno armate, ma dotate solo di telefonini e ricetrasmittenti con cui avvertire le forze dell’ordine”. Viene da sé che branchi di ‘punitori’ non saranno tollerati, e che i gruppi dovranno sempre e comunque rispondere del proprio operato. Niente linciaggi pubblici, nessun processo sommario a colpi di spranga o pistolettate.
In particolare, il provvedimento prevede il coinvolgimento di “associazioni di cittadini che, sotto il coordinamento del sindaco e con certi requisiti previsti da un decreto che emanerà il ministero dell’Interno, coordinati e controllati dal prefetto e dal comitato provinciale per l'ordine e sicurezza", potranno "controllare il territorio per prevenire i reati e contrastare la criminalità con regole ben precise e ben definite".

Maroni aggiunge che “il modello che abbiamo pensato per gestire le ronde è simile a quello dei City Angels, che a Milano, ma anche in altre città, funziona da 15 anni e che si occupano di iniziative di prima assistenza e di controllo del territorio per prevenire reati”. Quanto agli elenchi delle associazioni coinvolte, “il modello sarà quello delle associazioni ant-racket”.
Nessun provvedimento, ha specificato Maroni, è stato preso sull’onda emotiva dei recenti fatti di cronaca, visto che sono state anticipate misure “già previste dal disegno di legge sulla sicurezza, già approvato dal Senato e ora in discussione alla Camera”.

Il ministro dell’Interno, di fianco al sindaco di Roma Gianni Alemanno, ha poi sottolineato che “il testo del Consiglio dei ministri è stato arricchito di una proposta, che mi sembra molto buona, allo studio anche del Comune di Roma, e cioè il fatto di dare la precedenza alle ronde alle associazioni di carabinieri e poliziotti in congedo. Persone che sanno quello che fanno”. E che conoscono bene la legge, soprattutto.


I CLANDESTINI

E’ stata inoltre aumentata la permanenza degli immigrati nei centri di identificazione ed espulsione da 2 a 6 mesi, per “garantire il rimpatrio di tutti coloro che sono nei centri per immigrati, in particolare quelli provenienti dalla Tunisia che sono stati trattenuti in queste settimane a Lampedusa”. In generale, "i clandestini che arrivano in Italia saranno rimpatriati, a meno che non chiedano asilo o non siano minori". Inoltre, "non tollereremo - chiarisce il responsabile del Viminale - nessuna forma di violenza dentro o fuori i Centri per gli immigrati (come quelle avvenute a Lampedusa) da parte di chi sta illegalmente sul territorio italiano".

Maroni annuncia poi che saranno aperti nuovi Centri di identificazione ed espulsione. "La prossima settimana - dice il ministro dell'Interno – convocherò il Comitato interministeriale di monitoraggio della Bossi-Fini per definire i nuovi centri e fare una verifica delle iniziative da prendere per contrastare in modo sempre più efficace l'immigrazione clandestina".

CONTROLLO DEL TERRITORIO E STALKING

Tra le novità del dl, lo stanziamento di 100 milioni di euro “per allestire un sistema più eficace di presidio del territorio e procedere entro il 31 marzo all’assunzione di 2500 unità di forze dell’ordine da mettere per questo piano straordinario di controllo del territorio”.
Per quanto riguarda lo stalking, aggiunge il ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, "sono previste sanzioni per gli episodi di molestie e minacce reiterate prima che possano degenerare in condotte più gravi: le pene vanno da sei mesi a 4 anni, con aggravanti se il reato è commesso da un ex partner o marito o ai danni di soggetti particolarmente deboli". Inoltre, è previsto "che la vittima si possa rivolgere al questore che può 'ammonire' il colpevole, nonchè il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa".

LE INTERCETTAZIONI

Per quanto riguarda le intercettazioni, il cui dossier sarà discusso lunedì dall’aula di Montecitorio, Alfano precisa: “Non abbiamo eliminato i reati ma bensì gli abusi e la possibilità che qualcuno possa immaginare la vita delle persone”. Per il ministro della Giustizia il provvedimento “è il giusto punto di equilibrio tra l’esigenza di non spuntare le armi alla magistratura e di tutelare la privacy dei cittadini. Quando abbiamo presentato il provvedimento ci avevano criticato per il fatto che avevamo tolto alcuni reati: abbiamo presentato un emendamento per reintrodurre le intercettazioni per questi reati (come la violenza sessuale, ndr) trovando un punto di equilibrio per non spuntare le armi ai magistrati e per tutelare la privacy dei cittadini come prevede l’articolo 15 della Costituzione così tanto evocata da alcuni esponenti della sinistra”.


LE CRITICHE DEL VATICANO

Abdicazione dello Stato. Di questo ha parlato il Vaticano in seguito alla scelta del governo di dare il via libera alle ronde composte da cittadini. Il provvedimento è stato contestato dal segretario del Pontificio consiglio per i migranti, mons. Agostino Marchetto. La preoccupazione è che dal decreto si possa arrivare ad una deriva xenofoba che prenda il sopravvento nelle politiche per la sicurezza. La Chiesa aveva già aspramente criticato altri aspetti del provvedimento, come la possibilità che i medici denuncino gli immigrati irregolari e le restrizioni in materia di ricongiungimenti familiari.

venerdì, febbraio 20, 2009

Avvocato di strada contro l'obbligo di denuncia per i medici

L'appello

Il Decreto 733 (Decreto Sicurezza), approvato dal Senato il 5 febbraio 2009, introduce una norma che abroga il divieto per i medici di segnalare gli stranieri privi di permesso di soggiorno ed introduce il reato di immigrazione clandestina. Ciò comporterà l’obbligo per i medici di denunciare gli immigrati non in regola col permesso di soggiorno che si rivolgano alle strutture sanitarie perché bisognosi di cure.

Questo significa:
-trasformare i medici in delatori obbligandoli a contravvenire al giuramento di Ippocrate; -impedire di fatto a persone ammalate di curarsi;
-creare gravi rischi di epidemie per tutta la popolazione;
-favorire la diffusione di malattie infettive come la tubercolosi o l’Aids;
-favorire la diffusione di servizi sanitari irregolari e non controllati.

Questa norma ci pare ingiusta, incostituzionale e ignobile. Avvocato di strada parteciperà a tutte le iniziative organizzate per chiedere al Parlamento di non approvare questa legge.

Tutte le associazioni di volontariato e gli Ordini dei Medici hanno espresso la loro ferma contrarietà all’approvazione di tale provvedimento. Nel caso in cui la legge fosse approvata così com’è Avvocato di strada si attiverà per eccepire l’incostituzionalità della legge e la sua contrarietà alle Direttiva Europee in materia di sanità e immigrazione.

Avvocato di strada, inoltre, lancia un appello a tutti gli avvocati, aderenti o meno all’Associazione, affinché si attivino per costituire in ogni città collegi di difesa per tutelare gratuitamente i medici che si rifiuteranno di denunciare i loro pazienti.

Antonio Mumolo
Presidente Avvocato di Strada Onlus


Per adesioni
Associazione Avvocato di strada Onlus
Via Corazza 7/8, 40128, Bologna
Tel.051397971, Fax 0513370670, Cell.3939794642
Web: www.avvocatodistrada.it, Email: info@avvocatodistrada.it

Per aderire su Facebook: http://www.facebook.com/event.php?eid=129332310590&ref=nf

Daccordo con Platini: sì al doppio arbitro nel calcio

Sport: Us Acli, sì al doppio arbitro nel calcio
La proposta del presidente Uefa Platini. L'esperienza dell'Us Acli

Roma, 19 febbraio 2009 - Utilizzare il doppio arbitro nelle partite di calcio per ridurre errori e contestazioni. Lo ha proposto ieri il presidente dell'Uefa Michel Platini al cospetto del Parlamento europeo. In Italia - pochi lo sanno - questa esperienza esiste da oltre 20 anni nel calcio amatoriale organizzato. «Sono più di 20 anni che utilizziamo il doppio arbitro nei nostri campionati nazionali di calcio» racconta Alfredo Cucciniello, presidente nazionale dell'Unione sportiva Acli, 320 mila iscritti su tutto il territorio.

I campionati nazionali di calcio dell'Us Acli coinvolgono oltre 500 squadre in tutta Italia, per circa 15 mila calciatori tesserati e 9000 partite l'anno. «I risultati di questa lunga esperienza - testimonia Cucciniello - confermano le aspettative del presidente Uefa. Si riducono i margini di errore, contribuendo a stemperare gli animi e a creare un clima in campo più sereno».

Arbitri a parte, il presidente dell'Unione sportiva Acli esprime apprezzamento per tutto l'intervento di Michel Platini, che ha richiamato l'attenzione su un calcio più attento ai valori etici dello sport.

«Ci sembra giusto il monito a ridimensionare le spese per evitare l'implosione del sistema calcistico - dice Cucciniello - così come la proposta di una sorta di tetto per gli stipendi, per il numero di calciatori in rosa e per i costi dei trasferimenti. Da anni sosteniamo che le offerte esorbitanti per assicurarsi le prestazioni di un calciatore sono contrarie all'etica e alla morale comune, e questo vale tanto di più in una fase di profonda crisi sul piano internazionale. Il lievitare incontrollato del giro di affari legato al grande spettacolo calcistico è a nostro giudizio uno dei fattori principali per il proliferare di doping amministrativo, corruzione, violenza negli stadi. Siamo inoltre totalmente d'accordo con Platini, quando chiede di riconoscere la specificità dello sport, rivedendo alcune norme sulla libera circolazione dei calciatori; ci sembra utile fissare dei criteri che tutelino i vivai nazionali e che impediscano l'indiscriminata circolazione di calciatori giovanissimi, minorenni che vengono strappati ai loro contesti ambientali e alle loro famiglie per essere sfruttati nel mondo del calcio».

Insomma, conclude il presidente dell'Us Acli, «il calcio va cambiato, ma in forma umana - come ha detto Platini - prima che tecnologica».

giovedì, febbraio 19, 2009

Oggi Massimo Troisi avrebbe compiuto 56 anni.

Social card: il 3 febbraio sono stati accreditati altri 80 euro

Con Messaggio n.2881 del 4 febbraio 2009, l’Inps ha comunicato di avere accreditato 80 euro sulla Social card: si tratta dell’accredito relativo al primo bimestre del 2009. I prossimi accrediti verranno effettuati all’inizio dei mesi dispari. Con successivo Messaggio n.3639 del 13 febbraio 2009, l’Inps ha confermato che ai fini dei requisiti reddituali rilevano sia la cosiddetta “quattordicesima”, istituita dal DL 81/2007, sia le “maggiorazioni” di pensione di cui all’art.70 della Legge 388/2000.

mercoledì, febbraio 18, 2009

LUIGI BOBBA: ORA RIPENSIAMO IL PD.


Onorevole Bobba, Veltroni si è dimesso. Aveva altra scelta? Avrebbe avuto senso restare?
Bobba: La sua scelta è stata sicuramente un atto di coraggio, ma era anche inevitabile, dopo quattro sconfitte. In più, il Partito democratico è nato un anno e mezzo fa incardinato sulla sua leadership grazie alle primarie, un sistema che non era mai stato realizzato prima, e quindi con una forte legittimazione popolare, elettorale del leader. Credo quindi che l’identificazione di Veltroni con il Pd fosse nella nascita stessa del partito, e quindi oggi uno shock come le sue dimissioni, che è sicuramente pesante, forse vale più di una rassicurazione.
Veltroni ha detto in queste ora: «Per tanti ero un problema». Per lei lo era?
Bobba: Il tema non è da porre in questo modo. Queste dimissioni sono un punto di svolta: o partito si unisce, cercando di salvare questo esperimento ancora fragile, oppure rischia di liquefarsi, e che l’esperimento fallisca è nelle cose. Forse questo shock non ci dice se ci piace di più questo o quel dirigente, ma sicuramente ci obbliga a confrontarci e chiederci se siamo coinvinti o meno di questo esperimento, se vogliamo portarlo fino in fondo.
Adesso che succede?
Bobba: Non lo so, non ho la palla di cristallo; so comunque che chiunque prenderà il timone del partito dovrà cercare di fare quattro cose: primo, abbandonare un certo "nuovismo" che Veltroni aveva incarnato e che si è rivelato incapace di cogliere dinamiche reali della società; secondo, avere più chiarezza e linearità nel sistema delle alleanze; terzo, avviare una gestione meno leaderistica e più collegiale e coinvolgente, se si vuole salvare l’esperimento del Pd; da ultimo, curare maggiormente le modalità con cui il partito si relaziona, interpreta, ascolta e dà voce alle istanze della società, verificando la sua capacità di reinterpretare le domande del paese trasformandole in iniziative e proposte politiche. Sono queste le questioni obbligate su cui qualunque leader dovrà misurarsi.
Lei ha preferenze?
Bobba: È difficile dire. La mia preferenza è più nel metodo che nelle persone: a mio parere non può essere il solito caminetto a sciogliere il nodo della leadership, ma deve essere convocata l’assemblea, eletta con suffragio popolare, e da lì deve nascere sia la responsabilità del nuovo leader sia, soprattutto, la linea politica. Ripeto, se si vuole salvare questo esperimento occorre nettezza e chiarezza nelle scelte; altrimenti sarà difficile che gli elettori ci capiscano.

Facebook e YouTube rischiano la chiusura?

Scritto da Federico Diana | mercoledì 18 febbraio 2009
Facebook e YouTube rischiano la chiusura?E' polemica per l'approvazione del disegno di legge proposto dal senatore dell'Udc Gianpiero D'Alia, che in caso di istigazione a delinquere ed apologia di reato su internet permette al Ministro dell'Interno di oscurare, tramite imposizione ai provider, interi siti web.

Il criticatissimo emendamento di sicurezza proposto alcune settimane fa dal senatore dell'Udc Gianpiero D'Alia, che prevede la possibilità di censurare i siti web che ospitano contenuti riconducibili all'istigazione a delinquere e all'apologia di reato, è stato approvato. Il Ministro dell'Interno, dopo segnalazione dell’autorità giudiziaria, avrà il potere di ordinare ai fornitori di servizi internet (inclusi ISP come Telecom Italia, Tiscali e Fastweb) la rimozione o l'oscuramento tramite filtraggio dei siti che presentano i contenuti pericolosi. Se l'ISP non ottempera alla richiesta entro 24 ore, sono previste pesanti sanzioni, fino ad un massimo di 250.000 euro.

Chiusura di Youtube e Facebook?
La legge nasce come reazione alla nascita di gruppi che inneggiano alla criminalità nei maggiori siti di social network: su Facebook sono infatti recentemente apparsi gruppi di fan di noti mafiosi, ma anche petizioni a favore degli stupratori, o a sfondo xenofobo. La reazione dei più importanti colossi a rischio censura, come il sito di condivisione video YouTube ed il sopracitato social network Facebook, non si è fatta attendere. Secondo la portavoce di Facebook Debbie Frost, l'emendamento di D'Alia "mira a chiudere l'intera ferrovia di una nazione a causa di alcuni discutibili graffiti in una singola stazione". "Prendiamo molto seriamente la comparsa di contenuti che incitano alla violenza, e lavoriamo per rimuoverli nella maniera più celere possibile" dichiara la Frost.


"Per ogni contenuto controverso pubblicato su Facebook, ci sono letteralmente migliaia di interazioni positive, che promuovono la comunicazione, l'amicizia ed il commercio". Le affermazioni della portavoce Facebook sono effettivamente suffragate dai numeri: sono ad esempio 433 i membri del fan club Provenzano, ma il gruppo dedicato agli eroici magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino conta circa 370.000 sostenitori. Secondo Google Italia (ricordiamo che YouTube è un servizio di Google) la Legge D'Alia è un attentato alla libertà di espressione, e si accanisce contro determinate aziende. Anche il mondo politico è in subbuglio: Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, ha pubblicato sul suo blog un breve ma esplicito articolo intitolato "Internet in Italia: come Cina e Birmania", e giudica la legge "antidemocratica e incostituzionale".


I detrattori dell'emendamento puntano il dito sulla scarsissima competenza in materia della classe politica italiana, incapace di comprendere e valutare in maniera adeguata il funzionamento e le dinamiche dell'universo web. Nell'attesa che l'emendamento venga esaminato dalla Camera, il senatore D'Alia si difende dalle critiche definendo il suo disegno come uno "strumento operativo non generalizzato", ma il popolo della rete non ci sta: sono infatti già comparsi su Facebook nuovi gruppi che osteggiano, in maniera più o meno audace, il provvedimento.

martedì, febbraio 17, 2009

Centro servizi sociali Acli a Vitulazio. Verso il Punto Famiglia


Sabato 21 febbraio 2009, con inizio alle ore 15 e 30, nel Comune di Vitulazio (Caserta), presso l'Auditorium della Parrocchia di Santa Maria dell'Agnena, si terrà una manifestazione per inaugurare un Centro di Servizi Sociali, che la Parrocchia di Vitulazio riceve in donazione da una benefattrice, Minuccia Scialdone.

Grazie alla preziosa iniziativa del suo Parroco, Don Pietro Lagnese, il complesso è stato ristrutturato, fino a configurarsi come una sorta di Segretariato sociale, pensato espressamente per offrire una serie di servizi al territorio, mettendo in rete competenze e disponibilità volontarie e gratuite di diverse Associazioni presenti.

Nel contesto, alle Acli di Caserta viene affidato uno spazio specifico, dove attiveranno innanzitutto tutti i servizi del loro Patronato ed uno Sportello per gli immigrati, ma anche servizi agli agricoltori ed ai pensionati ed iniziative particolari che risultano propedeutiche alla organizzazione in futuro di un "Punto Famiglia".

Nella scaletta della manifestazione sono previsti: l’intervento del Moderatore Dott. Savino Compagnone, Sociologo; I saluti del Prof. Luigi Romano, Sindaco del Comune di Vitulazio; l'introduzione del Parroco, Don Pietro Lagnese; alcuni brevi interventi dei soggetti sociali che animeranno il centro, tra cui quelli: - del Dott. Vincenzo Abbracciamento, per il Coordinamento dei Centri terapeutici della Comunità Emmanuel; - di un rappresentante dell’Associazione “Alcolisti Anonimi”.una relazione di Michele Rizzi, come evento più significativo, nella qualità di Vice Presidente Nazionale Vicario delle Acli e di Presidente Nazionale del Patronato delle Acli, sul tema "dal territorio...la missione sociale delle Acli".

Sarà Michele Zannini, Presidente provinciale delle Acli di Caserta, a presentare Michele Rizzi, che svilupperà una specifica riflessione sulla visione e sulla missione sociale delle Acli. L’idea forza che qualifica la presenza delle Acli è quella di concorrere, con altri soggetti dell’associazionismo, alla condivisione di un progetto sistemico di servizi e di iniziative sociali che, complessivamente, devono tendere a valorizzare la centralità della famiglia.

Nella presente delicata congiuntura economica, sociale, ma anche etico - culturale, la famiglia ha particolarmente bisogno di essere sostenuta nel suo protagonismo civico e di essere riconosciuta nella sua essenziale, insostituibile funzione da parte delle istituzioni pubbliche, della società civile e del mondo economico.

Sul piano delle politiche per la famiglia, da quelle fiscali a quelle sanitarie, sociali, abitative e del lavoro, le Acli registrano i tratti di un modello di stato sociale frammentato e disarticolato, non integrato, poco efficace e certamente lontano dalle esperienze di welfare più avanzate e moderne di diversi Paesi Europei.

Sul complesso delle straordinarie risorse materiali ed immateriali disponibili con peculiari specificità nei territori, principalmente quelle relazionali, le Acli contano per ricomporre una trama di iniziative, di progetti e di servizi per fare della promozione sociale un’ autentica opportunità di promozione umana e civile. Il Vescovo di Capua, mons. Bruno Schettino, concluderà i lavori.

Vitulazio è una splendida cittadina situata all'uscita dell'autostrada di Capua.

lunedì, febbraio 16, 2009

Social Card: Una riflessione sull’efficacia e sulla natura della “concessione” del Governo per i meno abbienti




(da Aesse 1 2009)

“Al fine di soccorrere le fasce deboli di popolazione in stato di particolare bisogno, è concessa ai residenti di cittadinanza italiana che versano in condizione di maggior disagio economico una carta acquisti finalizzata all’acquisto di beni e servizi”. Così recita la norma istitutiva della “carta acquisti”, meglio nota come social card: concessione, dunque, e non diritto riconosciuto.
Poiché ogni parola ha un significato, va rammentato che la concessione era propria dei tempi in cui il sovrano, unica fonte di diritto, comandava sui sudditi; con l’avvento della democrazia si pensava che non vi sarebbero stati più sudditi, quindi niente più concessioni, ma solo cittadini, ai quali si riconoscono diritti.
La “carta” viene, invece, concessa. A beneficiarne sono i cittadini italiani di età superiore a 65 anni e le famiglie di bambini di età inferiore a 3 anni, in base a precisi requisiti. È dotata di 480 euro all’anno, accreditati in misura di 80 euro ogni due mesi: se la richiesta è stata effettuata entro il 31 dicembre 2008, il primo accredito è stato di 120 euro, comprensivo delle mensilità dell’ultimo trimestre 2008. Le Acli hanno chiesto al governo di prorogare il termine di richiesta al 28 febbraio 2009, per rimediare ai ritardi nell’emanazione dei provvedimenti attuativi, che hanno consentito l’avvio delle operazioni solo da dicembre. A oggi non si ha conferma ufficiale della proroga, anche se la notizia è data per certa da alcuni autorevoli organi di stampa.
Le somme accreditate possono essere spese presso esercizi commerciali convenzionati, per lo più corrispondenti alle grandi “catene” di distribuzione: dunque, niente spesa nella panetteria sotto casa, ma solo nei supermarket abilitati. Impossibile non domandarsi dove andranno gli anziani che vivono in località prive di grandi market, per loro non sarà neanche possibile farsi fare la spesa da un figlio, perché all’atto del pagamento la firma sullo scontrino deve corrispondere al titolare della “carta”.
Il governo ha stimato che il provvedimento possa interessare un milione di anziani e circa 300.000 famiglie con bimbi piccoli. A fine dicembre erano state presentate circa 520.000 domande: 130.000 sono state respinte, 360.000 accolte e le rimanenti in attesa di definizione. Appare prematuro esprimere valutazioni in proposito, sembra però opportuno domandarsi se si tratta di un provvedimento che va incontro alle esigenze di persone normalmente denominate povere.
Se si confrontano le stime del governo sul numero di persone potenzialmente interessate alla social card, con i “numeri” sulla povertà pubblicati dall’Istat solo nello scorso mese di novembre, parrebbe che si sarebbe potuto fare di più: secondo l’Istat vi sono, infatti, in Italia oltre 7 milioni e mezzo di poveri, distribuiti in oltre 2.500.000 famiglie, per lo più residenti al Sud.
Sorgono inoltre altre domande sui costi dell’operazione e sull’uso politico che potrebbe esserne fatto.
Il sistema bancomat, per esempio, genera dei costi per i servizi interbancari che si sarebbero evitati se la cifra “concessa” fosse stata accreditata direttamente sulle pensioni, o erogata come aggiunta agli assegni familiari per i bimbi; anzi, considerati i risparmi, si sarebbe potuto anche erogare una cifra di importo più elevato.
La legge non stabilisce inoltre la durata della “carta”, né definisce la cifra una volta per tutte. Anzi, “nel caso in cui risultino risorse disponibili”, l’importo potrà essere rimodulato, magari anche solo per un periodo limitato e, magari, nel corso di una campagna elettorale, visto che la social card è solo per gli italiani.
La dotazione del Fondo a regime è di circa 450 milioni di euro l’anno, e per alimentarlo è previsto che possano essere effettuate donazioni da parte di società ed enti, che in cambio riceveranno incentivi fiscali e pubbliche benemerenze da reclamizzare in occasione di campagne pubblicitarie. Ma il Signore non aveva detto: “Non sappia la mano sinistra ciò che fa la destra”?
Giuseppe Argentino

Festa sulla neve a Pescasseroli delle ACLI di Benevento





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  • Bonus energia

    Il cosiddetto “bonus sociale” (ovvero ‘il regime di compensazione della spesa sostenuta dai clienti domestici per la fornitura di energia elettrica’) è uno strumento a sostegno delle famiglie in condizione di disagio economico, per garantire loro un risparmio sulla spesa annua per energia elettrica.

    Il sistema sarà pienamente operativo dal gennaio 2009 ma il godimento del “bonus” può essere retroattivo anche per tutto il 2008. In questo caso, però, le richieste dovranno essere presentate entro il 31 marzo 2009. Le richieste pervenute dopo tale data non consentiranno di beneficiare del bonus retroattivamente per il 2008.

    Potranno accedere al bonus sociale tutti i clienti domestici, intestatari di una fornitura elettrica nell’abitazione di residenza con potenza impegnata fino a 3 kW, che abbiano un ISEE inferiore o uguale a 7.500 euro e tutti i clienti elettrici presso i quali vive un soggetto affetto da grave malattia, costretto ad utilizzare apparecchiature elettromedicali necessarie per il mantenimento in vita. In questi casi, per avere accesso al bonus sociale, il cliente finale deve essere in possesso di un certificato ASL che attesti:

    • la necessità di utilizzare tali apparecchiature,
    • il tipo di apparecchiatura utilizzata,
    • l’indirizzo presso il quale l’apparecchiatura è installata,
    • la data a partire dalla quale il cittadino utilizza l’apparecchiatura.

    sabato, febbraio 14, 2009

    Il tradimento del Mezzogiorno

    Negli ultimi dieci anni si è avuta una drastica redistribuzione di risorse dal Sud al Centro nord. In un libro di Gianfranco Viesti, i numeri di "una politica che non c'è"

    Viviamo tempi caratterizzati dalla affermazione di principi politici e di analisi interpretative che sono in realtà luoghi comuni, basati sulla forza della ossessiva ripetizione, e non sulla effettiva realtà dei fatti. Che l’economia meridionale sia la sentina della inefficienza e l’idrovora che assorbe fiumi di denaro pubblico sottratto a finalità che sarebbero maggiormente produttive, è diventato uno dei temi scontati della discussione politica italiana.

    Non si sta nemmeno a sottilizzare più di tanto nel cercare di reperire e leggere i dati, basta prendere dalle cronache l’ennesimo esempio di sperpero di denaro pubblico per confermare l’enormità del fenomeno. Episodi di questa natura ovviamente possono essere saccheggiati a piene mani dalla moltitudine degli eventi di pratiche devianti presenti nelle amministrazioni pubbliche meridionali. Però, basta questo approccio per giudicare le politiche economiche che si sono determinate nel nostro Paese ?

    Gianfranco Viesti, nel suo recente volume (“Mezzogiorno a tradimento”, Laterza 2009, 12 euro), prova a riportare la discussione sui dati di fatto. Ed emergono alcune considerazioni radicalmente contrastanti con le opinioni correnti, che gettano una luce meno convenzionale sulle scelte sostanziali di politica economica degli ultimi decenni.


    leggi tutto su:

    ACLI Risorsa Mezzogiorno. Vita sociale.: Il tradimento del Mezzogiorno