giovedì, gennaio 31, 2008

DECRETI ATTUATIVI IMPRESA SOCIALE: ANNI DI ATTESA E, PROPRIO IL 24 GENNAIO, VENGONO APPROVATI SENZA CONCERTAZIONE ALCUNA

"E’ con vivo stupore - affermano Maria Guidotti e Vilma Mazzocco, portavoce del Forum del Terzo Settore - che apprendiamo che “proprio” il 24 gennaio sono stati approvati dai Ministri Bersani e Ferrero i decreti attuativi della disciplina dell’impresa sociale (L.118/05)".

"Mentre ci riserviamo una valutazione nel merito del testo - proseguono le portavoce - esprimiamo tutto il nostro sconcerto per un atto affrettato e inusuale, su cui non siamo stati né consultati né addirittura informati".

"Non vi è stata traccia - concludono Mazzocco e Guidotti - di quella concertazione che ha informato l’intero iter di definizione della legge e che riteniamo prassi normale con le parti direttamente interessate, specie se riferita a norme che hanno ricadute dirette su soggetti giuridici esistenti".

Cambiano le modalità di accesso alla pensione di vecchiaia: verifica la tua "finestra"

Cambiano le modalità di accesso alla pensione di vecchiaia: mentre, fino al 2007, la pensione di vecchiaia veniva percepita dal primo giorno del mese successivo a quello di compimento dell’età pensionabile, dal 2008 si dovranno attendere tre o più mesi prima di poter riscuotere la rendita.

VERIFICA ON LINE LA TUA FINESTRA
ATTENZIONE!!!!
Se sei un lavoratore dipendente e hai già dato le dimissioni dal lavoro tenendo conto della vecchia normativa, ti invitiamo a rivolgerti con urgenza ai nostri uffici per verificare la nuova finestra d’uscita e valutare la possibilità di revocare le dimissioni. Se devi ancora presentare la domanda, presentati per analizzare la tua posizione contributiva e verificare il diritto e la decorrenza della pensione in base alla nuova normativa.
  • patronato acli
  • mercoledì, gennaio 30, 2008

    Marini: un alpino prova a "scalare" la crisi


    "Prima di tutto sono alpino e poi presidente del Senato". Franco Marini, 75 anni, sposato, un figlio, non ha mai nascosto il suo grande amore per la montagna e la sua fiera appartenenza alle penne nere, di cui ha ricoperto il grado di tenente nella divisione ''Tridentina''. Legatissimo al suo Abruzzo, amante della buona tavola e del buon vino, collezionista di pipe (ne possiede piu' di cento) Marini ha fama di essere uno tosto, tanto che Romano Prodi lo ha ribattezzato 'il lupo marsicano'. Una tenacia che probabilmente gli deriva da anni di allenamento nelle fila del sindacato.

    Marini nasce a San Pio delle Camere, in provincia de L'Aquila, il 9 aprile del 1933. Primogenito di una famiglia numerosa, di modeste condizioni economiche, si diploma al liceo classico per poi conseguire la laurea in giurisprudenza. Il servizio di leva lo svolge negli alpini e alle penne nere, da buon appassionato di montagna, e' rimasto molto legato.

    Si iscrive alla Democrazia cristiana nel 1950 e, attivo nell'Azione cattolica e nelle Acli, inizia la sua attivita' lavorativa, durante gli studi universitari, in un ufficio contratti e vertenze della Cisl. Segretario generale aggiunto della Federazione dei dipendenti pubblici nel 1965, nella Cisl, assume via via incarichi sempre piu' importanti fino a diventare negli anni '70 vicesegretario e poi, nel 1985, segretario generale della Cisl.

    Nel 1991, alla morte di Carlo Donat Cattin, ne eredita la corrente politica di Forze nuove, tradizionalmente piu' sensibile alle problematiche del mondo del lavoro. Nello stesso anno passa dalla segreteria del sindacato a palazzo Chigi, diventando ministro del Lavoro e della previdenza sociale del settimo governo Andreotti.

    La Democrazia cristiana lo candida per la prima volta alle elezioni politiche del 1992: e' il primo degli eletti a livello nazionale e Mino Martinazzoli lo sceglie per l'incarico di responsabile organizzativo. Nel 1994, dopo il ciclone tangentopoli, entra a far parte del Partito popolare e nel 1997 ne diviene segretario succedendo a Gerardo Bianco. Guida una segreteria che vuole rimarcare una propria autonomia e individualita' all'interno dell'alleanza dell'Ulivo. E' questo che lo differenzia dall'idea di Romano Prodi di una vera e propria unione dei partiti.

    Eletto al Parlamento europeo alle elezioni del 1999, nello stesso anno, con alle spalle un deludente risultato elettorale per il partito, lascia la segreteria e la guida del partito viene affidata a Pierluigi Castagnetti.

    Nel 2001 Marini non ostacola l'entrata nell'alleanza elettorale della Margherita alle elezioni politiche dello stesso anno. L'anno successivo, la formazione guidata da Francesco Rutell lo designa come responsabile organizzativo. All'interno del partito Marini rappresenta la componente piu' centrista, inizialmente piu' prudente sull'idea del Partito democratico che intanto comincia a farsi strada.

    Nel confronto del maggio del 2005 tra Prodi e Rutelli, Marini sostiene l'ex sindaco di Roma sottolineando la necessita' che la Margherita si presenti da sola al proporzionale. Eletto senatore alle elezioni politiche del 2006 viene scelto come candidato alla presidenza dell'assemblea di palazzo Madama, in aperta sfida al candidato espresso dal centrodestra, l'intramontabile Giulio Andreotti. Il 26 aprile 2006, con 165 voti, al terzo scrutinio, Marini diventa presidente del Senato.

    Marini ha fama di uno che non molla mai, anche per questo Prodi lo ha soprannominato 'il lupo marsicano'. Lui, pero', dice che con l'eta' si e' un po' 'ammorbidito', ma ammette pure di avere ogni tanto un po' di nostalgia per certe battaglie condotte in passato, soprattutto negli anni del sindacato: "stavo in prima linea –ha raccontato in una intervista- e se non mi offrivano la prima linea ci andavo io". Ora da Napolitano l'incarico di formare un governo per varare la riforma elettorale. E' la 'prima linea' auspicata dal 'lupo marsicano'.

    martedì, gennaio 29, 2008

    Il localismo amorale dei rifiuti


    di Michele Buonomo, presidente regionale Legambiente
    Centocinquanta comuni campani, i comuni ricicloni, quelli che hanno raggiunto e spesso superato il 35 per cento di differenziata, hanno scritto una lettera aperta al presidente della Repubblica non per chiedere sussidi ma certezze della gestione integrata dei rifiuti che parte dalla raccolta differenziata, il compostaggio della frazione organica e passa per il recupero energetico attraverso i termovalorizzatori-gassificatori, destinando alla discarica solo quanto non è utilizzabile.Hanno chiesto che le norme dalla legge per la gestione dei rifiuti fossero rispettate con fermezza e che, in un’ottica di federalismo fiscale, venissero premiati i Comuni che fanno della raccolta differenziata la soluzione prioritaria.
    Sono gli stessi Comuni che una settimana prima a Napoli hanno aperto la manifestazione promossa da Legambiente, Coldiretti, Acli e tanti altri «Rifiuti: uscirne si può. Voler bene alla Campania». Le due iniziative, la lettera e la manifestazione, hanno lo scopo di lanciare un messaggio al Paese e soprattutto agli amministratori e per essi ai cittadini campani: per superare l'emergenza rifiuti che da anni attanaglia la Campania e ne sta mettendo a repentaglio, insieme ad un ambiente fino a qualche anno fa invidiato da tutti, i due maggiori fattori di sviluppo, l'agricoltura di qualità ed il turismo, è necessaria una forte assunzione di responsabilità. Legambiente crede da tempo che la crisi dei rifiuti sia il paradigma di molti ritardi in campo ambientale: mancata valorizzazione delle aree protette, che dovevano rappresentare un fiore all'occhiello della politica di questi anni; scarsa depurazione delle acque; perdita di suolo e cementificazione abusiva; cave da bonificare; messa in sicurezza dei territori a rischio di dissesto idrogeologico; un adeguato sistema di prevenzione degli incendi. Riteniamo, quindi, che ciò che occorre alla nostra regione in tempi brevissimi sia una sorta di New Deal che abbia come protagonisti assoluti gli abitanti stessi della Campania. Perchè accada sono necessarie due cose: da un lato chiudere l'abisso di sfiducia che si è venuto a creare fra i cittadini e la loro classe dirigente con un profondo rinnovamento della stessa e dall'altro il superamento del localismo amorale. Il primo si supera ricreando il sistema delle responsabilità e favorendo la partecipazione alle decisioni che riguardano il futuro di tutti; il secondo riverbera l'analisi di Banfield - che poneva a base dell'arretratezza del Mezzogiorno il familismo amorale e l’incapacità degli abitanti di agire insieme per il bene comune oltre l’orizzonte di convenienze del proprio ristretto nucleo familiare - sullo scenario attuale di pericolose chiusure nell'ambito del proprio specifico territoriale. In tempi di globalizzazione bisogna che tutti siano pronti a fare la propria parte per contribuire allo sviluppo comune. La difesa del territorio è una battaglia sacrosanta, un diritto-dovere di tutti. Negare la propria disponibilità, per qualsiasi esigenza (fosse un impianto di compostaggio, un'isola ecologica o un impianto per il riciclaggio dei rifiuti o una fattoria eolica) è un'insopportabile espressione della sindrome nimby. L'ambientalismo vive di conflitto, senza conflitto morirebbe. La «riforma ecologica» che noi proponiamo richiede scelte di cambiamento radicale da parte della politica, scelte «conflittuali» perchè inevitabilmente penalizzano determinati interessi e ne premiano altri. Un ambientalismo che rinunciasse al conflitto, anche locale e territoriale, perderebbe ogni capacità di coinvolgere e di convincere. E di contribuire a cambiare veramente le cose. Però bisogna intendersi su quali siano i conflitti ambientalisti e quali no e sapere che gli avversari delle scelte necessarie a migliorare l'ambiente non sono sempre «altrove». Un po' di anni fa la sinistra liquidava l'ambientalismo come una moda «borghese». Oggi qualche «antagonista» accusa Legambiente di non saremmo abbastanza «radicali», ma noi continuiamo a ritenere che sia sbagliata l'equazione tra difesa dell'ambiente e conservazione di tutto ciò che c'è e crediamo che per trasformare l'economia, la società, i rapporti internazionali in senso sostenibile l'ambientalismo debba essere meno conservatore e più innovatore.

    Immigrati: gravi ritardi nel rilascio dei permessi

    Le Acli, fortemente preoccupate, chiedono una immediata risposta

    Le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani si dicono «fortemente preoccupate» per i gravi ritardi nel rilascio dei permessi di soggiorno ai cittadini immigrati. Il Patronato Acli, che sin dall'inizio collabora nell'invio telematico delle richieste di rinnovo dei permessi o per il rilascio della carta di soggiorno, ha lamentato più volte questi ritardi facendo presente il disagio in cui versano quanti ne hanno fatto richiesta.

    «L'ottenimento rapido del permesso di soggiorno valido - afferma il Patronato Acli - è la condizione indispensabile perché il cittadino immigrato si possa sentire effettivamente tutelato. Ne va sia del processo di integrazione sia del sistema di sicurezza generale. L'amministrazione deve trovare un'immediata risposta a questa situazione che rappresenta una piaga cronica presente praticamente da sempre. Nello stesso tempo il mondo politico deve altrettanto dare una risposta responsabile accelerando l'iter per l'approvazione della proposta di legge di modifica del Testo Unico Immigrazione in cui si prospetta l'aumento del periodo di validità dei permessi di soggiorno, così da ridurre il carico di lavoro dei funzionari delle Questure. Nel frattempo, in attesa della politica, si suggerisce al Ministero dell'Interno di effettuare eventuali convenzioni con enti che possano contribuire nelle Questure al disbrigo di questo cumulo di pratiche così da cercare di azzerare i ritardi. Si ricorda infatti che oggi, insieme all'esame delle pratiche per il rilascio dei permessi di soggiorno, le Questure devono anche esaminare le pratiche di quanti hanno inoltrato domande secondo il recente Decreto Flussi».

    Facendo appello al senso di solidarietà cui sprona la Costituzione, le Acli chiedono agli stessi Comuni, di cui si prevede nel progetto di legge in Parlamento una maggiore responsabilità in questo contesto, che si sentano interpellati e spronati fin da ora a dare una mano di aiuto. «La persona immigrata è un'immensa risorsa per il nostro Paese che non può essere umiliata proprio con l'incertezza della propria stabilità regolare nel territorio italiano»

    Scaricare velocemente film con mIRC


    22 gen, 2008
    Scaricare velocemente film con mIRC
    Posted by: GipuntoE In: News
    Poichè me l’hanno chiesto in molti, eccovi qui un breve tutorial su come scaricare velocemente film con mIRC.Premetto che non l’ho scritto io e che è qui solo per motivi di studio, non certamente per invogliare il P2P illegale! ^_^
    Per incominciare, avete bisogno di scaricare un client IRC, ce ne sono tanti ma io vi consiglio mIRC scaricabile da qui.Installatelo (non è sempre necessario: a volte basta clickare su mIRC.exe) e avviatelo.Vi apparirà una finestra per poter inserire il seriale di mIRC. Se l’avete, inseritelo e fate OK. Si dovrebbe aprire anche una finestra delle opzioni. Se così non fosse apritela da Tools - Opzioni.Nella sezione Connessione riempite tutti i campi richiesti, poi andate nella sezione servers.Clickate su aggiungi per inserire un nuovo server.Quello che utilizzeremo noi è Darksin, perciò scrivete nella descrizione “Darksin” e nel campo dell’indirizzo server questo “irc.darksin.info“. La porta deve essere impostata su 6667. Premete OK e andate nella sezione DCC e evidenziate la casella di autoricezione dei files e poi “Se il file esiste- Riprendi\Riavvia\Resume“. Adesso andate nella sottosezione Ignora e selezionate il metodo “Accetta solo\Accept only“. Poi nella casella di testo sottostante scrivete “*.avi” e cliccate su aggiungi.Clickate il tasto OK. Adesso è tutto configurato.
    Passiamo al download.Prima di tutto dobbiamo connetterci al server aggiunto in precedenza, perciò andate in Connessione - Servers, selezionate il server “Darksin” e clickate su “Connetti Al Server“.Vi usciranno tante scritte “incomprensibili” ( ^_^ ) e vi si aprirà una finestra. Chiudetela.Fatto ciò, clickate sulla quarta icona nella barra degli strumenti e clickate su “Ottieni Lista\Get List“. Comparira’ una lunga finestra contenente tutti i canali disponibili sul server. Selezionatene uno qualsiasi e clickate con il tasto destro: Poi andate su “Ordina Per\Sort By” e selezionate “Utenti\Users“.Adesso avremo tutti i canali più popolari in cima alla lista, e per comodità potremmo selezionare i primi 15-16 e clickando con il tasto destro su “Aggiungi Ai Preferiti\Add To Favourites” e poi su OK, li andremo ad aggiungere uno alla volta alla lista dei canali preferiti.Chiudiamo questa finestra e apriamo la scheda “Preferiti\Favourites” nel menù in alto.Comparirà una finestra con tutti i canali inseriti in precedenza.Clickate su uno di questi. Per esempio #fusion che è solitamente il più popolato e aggiornato.Per visualizzare la lista dei film scaricabili dovrete scrivere nella barra di immissione del testo questo comando “!lista” e il bot vi risponderà prontamente visualizzando l’url del sito dove è inserita la lista dei film.Per questo canale sarà http://fusion.darksin.net/ .Da qui sarete sempre aggiornati sulle news dei film disponibili.Per poterli scaricare avrete bisogno dell’addon. Allora scrivete “!addon” nella casella di immissione del testo.Non è necessario utilizzare l’addon, ma è consigliato perchè vi facilita molto l’operazione di download. Per fusion comparirà questo url.Clickate su addon e scaricatelo. Unzippate l’archivio e seguite le istruzioni contenute nel file “istruzioni.txt“.Riassumo in breve i passaggi da compiere: Copiate la cartella addon nella cartella principale di mIRC e poi caricate l’addon scrivendo nella barra di immissione del testo il comando “/load -rs addon/addonfus.mrc“.Vi dovrebbe apparire una finestra alla quale dovrete rispondere “Si\Yes”.Ok è tutto pronto. Adesso non vi resta che clickare col tasto destro in un punto qualsiasi all’interno della finestra del canale e clickare su “@Find[#Fusion]“.Comparirà la finestra dell’addon. Clickate su “Aggiorna Sito” e poi finalmente scrivete il nome del file nella casella di immissione e poi clickare su Cerca.Scrivete per esempio “Spiderman 3” e vi comparirà una lista di tutti i bot che permettono di effettuare il download (nella sezione bot ON-Line). Clickate 2 volte su uno di questi nella lista e se non c’è nessuno in coda, partirà il download. Il file scaricato lo si potrà visualizzare nella cartella “Downloads” di mIRC.PS: il canale consigliato per i telefilm è NOVA!!!

    lunedì, gennaio 28, 2008

    Bassolino: Se il piano De Gennaro non va avanti, la camorra ringrazia

    140 commenti discutono sul blog di Antonio Bassolino questo intervento del Presidente della Campania sulla questione rifiuti, il piano De Gennaro e la camorra. Lo pubblichiamo qui per allargare la riflessione e la responsabilità collettiva.

    La battaglia contro la camorra non dev’essere un alibi per nessuno. L’ho detto tante volte, parlando dell’emergenza rifiuti. I limiti della politica, dell’azione di governo e le difficoltà di far prevalere l’interesse generale sui localismi, devono essere riconosciuti da tutti noi con chiarezza. Ma con altrettanta chiarezza dobbiamo guardare negli occhi un nemico aggressivo e violento, che non esita ad arricchirsi sacrificando la vita e la salute di tanti cittadini e l’integrità del nostro territorio. Una violenza che i dati dell’ultima indagine Eures-Ansa testimoniano in modo evidente.

    Per la camorra l’inefficienza dei processi di smaltimento dei rifiuti - ordinari e speciali - è oro. Ce lo dicono diversi magistrati, impegnati in prima linea per individuare gli interessi e le strategie della criminalità organizzata in questo settore. Lo abbiamo visto tante volte, in questi anni, in occasione delle grandi indagini sulle ecomafie. Lo abbiamo percepito, con inquietudine, anche nelle tristi immagini degli scontri a Pianura, che hanno visto la legittima voce dei cittadini preoccupati soffocata dalla violenza organizzata di teppisti probabilmente pagati dai clan.

    L’impegno della magistratura negli ultimi vent’anni ci ha aiutato a capire il fenomeno sempre meglio. A partire dal 1991, quando per la prima volta, con l’Operazione “Adelphi“, si sollevò il velo su un business che contava su decine e decine di discariche in terreni agricoli, cave e cantieri abusivi. Da allora si sono moltiplicate le inchieste e si è certificato che negli ultimi quindici anni milioni di tonnellate di rifiuti speciali, spesso provenienti dal nord del Paese, trovavano nella nostra regione efficienti “servizi” di smaltimento illegale. E’ questo uno dei motivi fondamentali che mi hanno portato in questi anni a lottare per dotare la Campania di discariche a norma, impianti di Cdr e soprattutto termovalorizzatori, necessari a chiudere il ciclo di trattamento industriale dei rifiuti.

    Di fronte a questo scenario comprendo lo sconforto di chi si chiede perché contro questi traffici di veleni non si siano levate quelle proteste popolari che invece puntualmente accompagnano l’allestimento di impianti a norma, da parte dello Stato, nell’interesse di tutti. E’ uno sconforto che ho vissuto anch’io. Ma sentiamo e abbiamo tutti il dovere di andare avanti, dotandoci di tutti i mezzi e gli strumenti necessari.

    Anche da questo punto di vista vorrei sottolineare come la scelta di De Gennaro, unita all’impegno della magistratura, possa rappresentare un punto di svolta. Esprime infatti la volontà del Governo - e di tutti noi - di non arretrare di un millimetro nella lotta alle ecomafie ma anzi, di condurre quest’ultima fase di commissariamento facendo il possibile per far emergere le collusioni e gli interessi illeciti che si muovono e si sono mossi intorno all’emergenza rifiuti.

    Attenzione, dunque, se il piano De Gennaro non va avanti la camorra ringrazia e festeggia.


    Campania: Formazione, tirocini "sud-nord-sud"

    14/05/2007 - Formazione, tirocini "sud-nord-sud" è una iniziativa per favorire, sostenere e rafforzare la cooperazione tra Istituzioni e i sistemi dell'educazione inseriti in un processo di mobilità geografica

    La Regione Campania attraverso l'Assessorato all'istruzione, formazione e lavoro al fine di favorire, sostenere e rafforzare la cooperazione fra aree geografiche, istituzioni, soggetti economici e sociali e i sistemi dell'educazione, della formazione professionale e del lavoro, anche in un'ottica di promozione dello sviluppo locale ha aderito, con Deliberazione di Giunta Regionale n.1591 del 20 agosto 2004, al "Programma Quadro per la integrazione e lo sviluppo delle sperimentazioni in materia di tirocini formativi inseriti in processi di mobilità geografica" sancito in sede di Conferenza Unificata tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, l'ANCI, l'UPI e l'UNCEM in data 20 maggio 2004.

    "Con la pubblicazione del Bando - illustra i dettagli l'assessore Corrado Gabriele - i cittadini residenti in Campania, disoccupati ai sensi del D.Lgs. n° 181/2000, di età compresa tra i 18 anni compiuti ed i 35 non compiuti, in possesso di qualifica professionale o diploma di scuola media superiore ovvero laurea possono presentare, ai Centri per l'Impiego di riferimento, la loro disponibilità a tutte le proposte di tirocinio per cui sono richiesti titoli e/o qualifiche in loro possesso ovvero rispondere ai singoli avvisi.

    "Il tirocinio rappresenta un'esperienza formativa e di orientamento, ma soprattutto un'opportunità di inserimento temporaneo nel mondo del lavoro realizzata presso aziende pubbliche e private. E' finalizzato all'acquisizione pratica, alla crescita professionale e personale del tirocinante e rientra in un progetto personalizzato di formazione o ricerca di lavoro".
    Difatti il tirocinio permette la socializzazione reciproca tra mondo del lavoro e processi educativo-formativi o ricerca di occupazione, contribuisce all'acquisizione di nuove competenze e favorisce l'inserimento o il reinserimento lavorativo.

    In caso di accoglimento della domanda ai tirocinanti sarà garantita la copertura delle spese di vitto, alloggio e trasporto, nonché eventuale borsa di studio e la formazione off the job in accompagnamento al tirocinio".
    "Gia dalla prossima settimana - annuncia l'Assessore alla Formazione Corrado Gabriele - saranno in visine sul sito del portale della Regione Campania le prime opportunità da vagliare per i progetti dei tirocini formativi attraverso la mobilità extraregionale".


    «Napoletani negligenti coi rifiuti? No, cornuti e mazziati»

    «Napoletani negligenti coi rifiuti? No, cornuti e mazziati»

    Lello Arena dalla parte di Greenpeace: «Subito la raccolta differenziata. Ci salverà»

    Il comico partenopeo aderisce all'iniziativa «Differenziamoci». Ne parlerà in diretta sul blog dell'associazione ambientalista alle 15

    Lello Arena in campo con Greenpeace per pubblicizzare una delle poche vie di salvezza alla crisii campana: la raccolta differenziata. Il comico partenopeo ha infatti preso parte all'iniziativa dell'associazione ambientalista su Napoli dal titolo «Differenziamoci», ovvero, spiegano i promotori, «un'azione positiva per rispondere all'emergenza rifiuti». Per una settimana l'associazione ha fornito a un gruppo di cittadini quanto occorre per un'efficace differenziata domiciliare. «Mi pare impossibile che gli artisti napoletani non si siano mobilitati e resi visibili per scendere in città e dare una mano - ha dichiarato l'attore - Certo, ciascuno deve fare il suo mestiere, ma ora che la gente si sente avvilita e abbandonata è importante dare dei segni per condividere lo scempio di una città che appartiene al mondo e non solo all'Italia. Aderisco perché un gesto significativo andava fatto e l'iniziativa di Greenpeace lo è».


    IN DIRETTA SU INTERNET - Lello Arena sarà presente «in diretta» sul blog di Greenpeace lunedì 28 gennaio dalle 15. Ecco il link: http://blog.libero.it/greenpeace.


    50 FAMIGLIE - Le cinquanta famiglie coinvolte a scopo dimostrativo nell'iniziativa «Differenziamoci» - si legge in una nota - hanno risposto entusiaste dimostrando che il problema non sono i napoletani ma la mancanza di volontà politica e capacità organizzativa. «Che l'accumulo dei rifiuti possa essere frutto della negligenza dei napoletani - dice ancora il comico napoletano - mi fa ridere. Come dire: cornuti e mazziati! Non si può dare la responsabilità a chi ne sta soffrendo il carico maggiore - Appena a Napoli si è saputo che la spazzatura è oro, immediatamente, alcuni gruppi di persone che, evidentemente, questo lo sanno molto bene hanno pensato di dover onorare la secolare tradizione di razzie e saccheggi sulla nostra povera città rubando anche la spazzatura ai napoletani. Sembra incredibile ma in questa straordinaria città può succedere anche questo. Mi auguro invece che, con il riciclo, questa ricchezza rimanga ai napoletani. Per favore, almeno la spazzatura, lasciatecela!».



    domenica, gennaio 27, 2008

    Obama: "Abbiamo fame di cambiamento".



    Vittoria schiacciante del senatore dell'Illinois in South Carolina

    "L'America ha fame di cambiamento" ha dichiarato Barack Obama davanti ai suoi sostenitori acclamando la vittoria alle primarie del South Carolina. Con il 95 per cento delle schede già scrutinate, il senatore dell'Illinois ha raccolto più della metà dei voti di Hillary Clinton, 55 per cento delle preferenze contro 27. Solo terzo John Edwards che non è riuscito a insidiare il secondo posto dell'ex First Lady.

    "Questa sera i cinici che credevano che quello che è accaduto in Iowa fosse solo un'illusione hanno dovuto ricredersi grazie alla buona gente del South Carolina" ha concluso Obama, per il quale, dopo le sconfitte in New Hampshire e in Nevada, la vittoria nello stato è cruciale per il proseguo della corsa verso la nomination democratica alla presidenza degli Stati Uniti.


    La senatrice, prima di lasciare lo stato, ha chiamato il vincitore Obama: "Ti auguro ogni bene"

    Hillary Clinton rende omaggio a Barack Obama, che si appresta a vincere con un ampio margine di vantaggio le primarie democratiche del South Carolina. "Ho chiamato il senatore Obama per congratularmi e augurargli tutto il bene - recita il comunicato ufficiale della senatrice - Grazie alle persone del South Carolina che oggi hanno votato e che mi hanno accolto nelle loro case nell'ultimo anno". Incassato il secondo posto nello Stato, l'interesse dell'ex First Lady è ora rivolta agli elettori degli altri Stati prossimi al voto. "Ora la nostra attenzione va ai milioni di americani che faranno sentire la loro voce in Florida - la cui primarie sono previste martedì 29 gennaio - e gli altri 22 stati che voteranno il 5 febbraio" conclude la dichiarazione.

    La Clinton ha già lasciato il South Carolina per continuare la campagna elettorale negli altri Stati del sud del paese.

    sabato, gennaio 26, 2008

    D'Alema: Governo per salvare Italia, ma se si vota Pd e' pronto


    di Corrado Sessa
    ROMA - "Un governo per salvare l'Italia", evitando di precipitarla, invece, verso una "irresponsabile resa dei conti". Massimo D'Alema si schiera al fianco di Walter Veltroni nel pressing su Silvio Berlusconi perché la crisi non abbia come sbocco solo il voto. Vicepremier e segretario del Pd sostengono ad una voce la possibilità di un governo a tempo che cambi la legge elettorale, in modo da evitare "coalizioni caravanserraglio" e esecutivi con le mani legate dai veti incrociati. La mattina, al convegno dei liberal del Pd al Teatro Ambra Jovinelli, Veltroni fa appello alla "responsabilità" di Berlusconi e Fini, apprezza l'apertura di Casini ad un esecutivo istituzionale. Nel pomeriggio, davanti a una platea di 4.000 persone arrivate all'Auditorium del Massimo per celebrare i 10 anni della Fondazione ItalianiEuropei, D'Alema ha ripetuto il concetto. Ma è andato anche oltre, avvertendo Berlusconi che il Pd "non ha paura" del voto ed è pronto alla sfida, "rispettando la propria vocazione maggioritaria, cioé presentando un programma di governo e facendo accordi con chi lo condivide". Parole che hanno galvanizzato una platea delusa per la crisi di governo e anche preoccupata per la piega che può prendere il confronto nel partito ("No al centralismo democratico", ha chiesto nel suo intervento il professor Roberto Gualtieri). "Piuttosto che fiondarsi in una contesa senza senso in un fracasso che non può che peggiorare le cose - dice D'Alema - la classe dirigente dovrebbe dimostrare senso di responsabilità. Occorre un governo per salvare il paese". Il vicepremier invita a ripartire dalla bozza Bianco, dal testo di riforma della Costituzione all'esame della Camera, dalla riforma dei regolamenti parlamentari per bloccare l'effetto "cluster bomb" delle attuali liste elettorali, che portano alla moltiplicazione di micropartiti in Parlamento, e dalla riduzione dei costi della politica. "Abbiamo dei dubbi però - aggiunge - che l'appello rivolto a Berlusconi possa essere accolto, vista la sua propensione a privilegiare il proprio interesse".

    D'Alema dipinge il Cavaliere come una persona la cui "bramosia di tornare al potere è più forte degli interessi generali". "Temo questo suo atteggiamento, ma dobbiamo insistere fino all'ultimo", dice. Se poi il centrodestra chiuderà la porta, "dobbiamo essere pronti anche alla sfida elettorale". "Non siamo mossi da paure sull'esito al limite - ironizza - torneremo a fare quello che abbiamo fatto per una vita, l'opposizione... Se avessimo voluto stare sempre al governo, avremmo scelto un'altra vita". D'Alema tende la mano a Veltroni. "La grande novità" del Pd, sarà il punto di forza della contesa elettorale, un partito che si stringe intorno al suo segretario: "E' evidente che chi lo ha eletto deve conferirgli, oggi più che mai, quella delega di autorità e fiducia di cui c'é bisogno in questo momento". Ed è anche sul tema delle alleanze che i due leader sembrano convergere. "Vogliamo programmi chiari e alleanze che in quei programmi si riconoscano", aveva detto in mattinata Veltroni. Una versione attenuata dell' "andiamo da soli" di Orvieto, mantenendo però il punto che il Pd, come ha precisato D'Alema "é una forza votata a governare con ispirazione maggioritaria, così come avviene in Europa, dove i partiti non si limitano ad essere solo parti di una coalizione". Insomma, "una via di mezzo" tra l'andare da soli e il presentarsi tutti insieme, come ha chiesto il fassiniano Cesare Damiano. E un modo per aderire anche all'invito di Pier Luigi Bersani a "non partire dal presupposto di correre da soli". A suggellare l'intesa al vertice del Pd arriva, a fine giornata, il plauso di Goffredo Bettini, braccio destro di Veltroni, alle parole di D'Alema: "Un contributo di grande rilievo per affrontare nel migliore dei modi i giorni difficili che ci stanno di fronte. Un aiuto decisivo a rafforzare l'unità del gruppo dirigente del Pd".

    Il sangue di San Gennaro contro i rifiuti


    Straordinaria iniziativa del cardinale Crescenzio Sepe
    Il sangue di San Gennaro contro i rifiuti
    Ieri le ampolle del santo patrono in processione. L'intento è di invocarne la protezione contro «l'emergenza che dura da troppo»

    NAPOLI - Un fatto eccezionale, un evento che non avveniva da centinaia di anni. Ieri sono uscite le ampolle del sangue di San Gennaro, in processione dalla cappella del Tesoro lungo la navata e fino all'altare del Duomo di Napoli . Obiettivo: con questo atto eccezionale - le ampolle vanno in processione solo tre volte l'anno: il sabato precedente la prima domenica di maggio; il 19 settembre e il 16 dicembre - , la Chiesa di Napoli intende invocare la protezione del santo rispetto a un evento che ritiene «luttuoso»: l'emergenza rifiuti.
    In passato era successo qualcosa di analogo solo durante la peste (in quella del Seicento furono portate in giro per la città le reliquie del Santo patrono di Napoli) e in concomitanza con altri eventi catastrofici (carestie e terremoti). La decisione del cardinale Crescenzio Sepe è stata assunta al culmine di una serie di rilevanti interventi del presule e dopo che lo stesso papa, Benedetto XVI, aveva chiesto alle regioni italiane un gesto di solidarietà verso la Campania.
    Due giorni fa il cardinale di Napoli era nuovamente intervenuto sulla vicenda-rifiuti, anticipando la clamorosa iniziativa: «E' giunto il momento in cui tutti devono prendersi le proprie responsabilità per risolvere questo problema e iniziare a collaborare, a cominciare dalla Chiesa». «Per questo venerdì (stasera, ndr) ho chiamato tutti in Cattedrale - aveva aggiunto Sepe - per un'ora di preghiera per chiedere al Signore di illuminare coloro che sono i responsabili e tutti i cittadini, a che siano attori di un risveglio. C'è bisogno della buona volontà di tutti. Tutto questo - aveva aggiunto - è durato fin troppo tempo, non si puo' continuare con questa situazione vergognosa, non solo per l'immagine del nostro territorio ma anche per la nostra dignità: un cittadino non può vivere in un immondezzaio. Ma Napoli - aveva consluso il presule - è una città troppo grande per arrendersi e credo che non lo farà neanche oggi».
    Elena Scarici dal Corriere del Mezzogiorno

    Oggi Montesarchio in piazza per dire "no" alla discarica: «È una scelta dittatoriale»


    Situazione pesante
    Sabato Montesarchio in piazza per dire "no" alla discarica: «È una scelta dittatoriale»
    Posti di blocco improvvisati: a uno di questi fermato un bus a cui sono state tagliate le ruote, dopo aver fatto scendere i passeggeri

    NAPOLI - Dopo l'aoccupazione della statale Appia e dei binari della stazione, la popolazione della Valle Caudina si prepara a vivere una giornata di mobilitazione per dire «no» alla riapertura (definita «dittatoriale») della discarica di «Tre Ponti» di Montesarchio. In prima linea è sceso in campo il sindaco di Montesarchio, Antonio Izzo, che ha fatto affiggere locandine e manifesti in tutta la vallata «affinché la popolazione delle Forche Caudine possa far sentire la propria voce e non subire l'ennesimo schiaffo da Napoli». Per sabato mattina si sta organizzando, con la partecipazione di tutti i sindaci della Valle Caudina una marcia di protesta che partirà alle 8,30 da piazza Umberto a Montesarchio.

    «La scelta scellerata, operata dal Commissario De Gennaro - è scritto in un manifesto -, di riaprire la discarica di Montesarchio, già chiusa ed in via di risanamento per accordi contrattuali assunti dallo stesso Stato e per una emergenza che perdura per precise colpe e negligenze di politici che non hanno saputo, né voluto governare con senso di responsabilità i propri territori - si legge nel manifesto - impone a noi tutti una presa di coscienza ed uno scatto d'orgoglio in difesa del nostro comune e della nostra Valle. Non possiamo accettare, avendo già pagato il nostro pesante tributo alla causa dell'emergenza rifiuti, che una decisione `dittatoriale¨, adottata da Istituzioni che stracciano accordi scritti e che distruggono per sempre la fiducia dei cittadini e la certezza del diritto, militarizzi i nostri territori, buttando nei liquami tutto cio' che generazioni operose di imprenditori hanno creato in termini di benessere e posti di lavoro».
    Intanto la situazione si fa sempre più pesante. A un pullman di linea della «Air», bloccato ad uno dei posti di blocco allestiti dai manifestanti, sono stati tagliati li pneumatici. Il mezzo di trasporto è stato costretto a fermarsi e far scendere i passeggeri. «Anche io sono un lavoratore - ha commentato l’autista del mezzo - ma certi atteggiamenti vanno evitati».

    Le Acli del Mezzogiorno per una nuova stagione di partecipazione civile


    Verso il Congresso Nazionale delle ACLI
    'Migrare dal Novecento. Abitare il presente. Servire il futuro'
    Dall'emergenza al futuro possibile.
    Le Acli del Mezzogiorno
    per una nuova stagione di partecipazione civile


    15 febbraio ore 16
    Napoli Hotel Ramada Via G.Ferraris.

    0re 16. Saluti e introduzione di
    Pasquale ORLANDO, presidente ACLI Napoli

    interventi:

    Il Mezzogiorno tra passato e futuro: condizioni per lo sviluppo.
    Prof. Adriano GIANNOLA , Presidente dell'Istituto Banco di Napoli Fondazione*

    conclude:

    Andrea OLIVERO , presidente nazionale delle ACLI


    ore 18. Tavola rotonda.
    Le ACLI del, nel, per, con il Mezzogiorno
    Passione civile e radicamento sociale per sostenere la crescita e lo sviluppo del Sud
    Riconoscere le potenzialità per cambiare l'associazione e il territorio.

    intervengono:

    Sebastiano ARCIDIACONO presidente ACLI Sicilia
    Giuseppe ARDITO presidente ACLI Puglia
    Eleonora CAVALLARO presidente ACLI Campania
    Francesco MASSARA presidente ACLI Calabria
    Sigilfredo RIGA presidente ACLI Abruzzo
    Ottavio SANNA presidente ACLI Sardegna

    conclude:

    Michele RIZZI vice presidente nazionale delle ACLI

    *in attesa di conferma

    venerdì, gennaio 25, 2008

    Bassolino: c'è bisogno di una svolta. Mozione di sfiducia della Cdl respinta


    Il governatore duro anche con i suoi: «Mi assumo le responsabilità, ma io non lascio: c'è bisogno di responsabilità»

    NAPOLI – Bassolino incassa la fiducia (la mozione della Cdl viene respinta per 29 a 17, 3 sono gli astenuti di Idv e l'Udeur che non ha partecipato) e resta presidente della Regione. Nessuna sorpresa, sebbene tutti i gruppi, anche quelli che hanno votato la fiducia al governatore (ad esempio, i consiglieri Scala, Carpinelli, Vaccaro, Corace, Nocera) chiedono modifiche profonde. Tanto che, in un lungo intervento – gli servono ben 85 minuti – Bassolino replica punto su punto e chiede, egli stesso, «una svolta», una «risposta forte», e propone un «patto istituzionale su statuto e deleghe». Nel suo intervento in Consiglio regionale, replica in modo puntiglioso, prendendosi le sue responsabilità, ma ricordando che «basta cliccare su internet per vedere le immagini di coloro che hanno protestato contro i termovalorizzatori e contro qualunque impianto. In alcuni casi c’è stata una grave mala fede per lucrare voti dai cittadini. Ogni due mesi in Consiglio regionale si votava per fermare i lavori del termovalorizzatore di Acerra ci sono stati conflitti politici nella maggioranza, tanto che ci sono state crisi di giunta, ma sono sempre andato avanti».
    E poi l’affondo rivolto a Verdi e sinistra radicale: «Fino a poco tempo fa discariche, termovalorizzatori e anche i siti di compostaggio erano il Male». Da qui la necessità di non farsi “processare” politicamente in aula sui rifiuti, oltre che nell’aula giudiziaria («Andrò a rispondere con serenità davanti agli organi dello stato», dice) . «Mi assumo le mie responsabilità politiche, ma non quelle che non mi appartengono, perché io, come altri commissari, non siamo riusciti a far coincidere i tempi del piano rifiuti, ma siamo andati avanti con limiti e problemi, tentando sempre di togliere i rifiuti dalle strade. Mandavo i rifiuti in Germania, dovunque potevo, ma non lasciavo i rifiuti per strada, soprattutto in momenti particolari in cui la città aveva gli occhi dei media puntati addosso».
    Poi la prospettiva politica, replicando alla richiesta di lasciare il posto che gli arriva anche da qualche settore ed esponente della maggioranza . Forse è questo il punto più atteso, il più delicato. Bassolino usa parole sferzante: «Posso lasciare questo posto in qualunque momento, ma non possiamo venire meno alla responsabilità con la quale dobbiamo affrontare i prossimi cento giorni di De Gennaro». «Non è responsabile - aggiunge rivolto a chi sollecita il ricorso agli elettori - invocare il ricorso alle urne in questo momento. Non perché voglio un ruolo e un posto. Questo posto e la responsabilità posso lasciarli in un secondo. L’ho già fatto nel 1972 quando andai a fare il segretario provinciale ad Avellino, lasciando il posto in consiglio regionale, mentre potecvo anche non farlo».
    Il suo futuro è lontano dalla regione, conferma: «Io mi fermo a quattro volte, a quattro mandati, non faccio come Berlusconi che punta su cinque. L’ho già detto a San Giovanni a Teduccio, dopo l’elezione del sindaco di Napoli: “Ora avanti altri, alla Regione e al Comune. E’ aperta una fase di rinnovamento”. E mi rendevo conto di dare un piccolo colpo alla situazione». Ma in questi anni, in questi mesi che restano alla fine della legislatura? «Facciamo un patto dell’istituzione consiliare su statuto e deleghe agli enti locali, nella limpida distinzione di ruoli. Andiamo avanti, ma non a tutti i costi . Non stiamo qui a tirare a campare».
    Nino Femiani

    "Dottò, Fuorigrotta sembra nu salotto". De Gennaro : piano non cambia di una virgola

    "Dottò, Fuorigrotta sembra nu salotto". Qualche risultato, Gianni De Gennaro, comincia ad ottenerlo. Ma dal suo ufficio al secondo piano del comando logistico sud che affaccia su piazza Plebiscito, sa benissimo che la partita rifiuti è ancora tutta da giocare e da vincere. E infatti: "oggi il piano è un castello di carta, se lo tocco cade tutto - dice in un colloquio con l'ANSA -. Ma se riesco ad aprire una discarica diventa un castello di sabbia. E se poi allestisco anche un sito di stoccaggio allora il castello diventa di tufo. E così via, fino a quando il cemento armato avrà preso il posto della carta. E' evidente dunque che il piano non cambierà di una virgola". Il giorno dopo la caduta di Prodi, il commissario di governo del governo che non c'é più è al suo posto e della situazione politica a dir poco incerta sembra non interessarsi. "Io non conosco nessuno, vado avanti nel compito che mi hanno assegnato", dice. Domani sarà a Benevento, dove le proteste cominciano a montare per la riapertura imminente della discarica di Montesarchio. "Non sono ottimista ma fiducioso - spiega riferendosi non soltanto alla situazione nel beneventano -, sono convinto che riuscirò a far capire ai cittadini che la soluzione indicata è quella giusta e, soprattutto, che sono qui per restituire loro la fiducia nelle istituzioni". Perché, e De Gennaro lo sa bene, uno dei problemi principali è proprio la sfiducia della gente, che per anni si è vista fare promesse poi mai mantenute. E paradossalmente il suo compito è più facile degli altri commissari che lo hanno preceduto, che avevano un mandato più lungo e l'obbligo di predisporre anche un piano per l'intero ciclo dei rifiuti. "Io devo risolvere l'emergenza - conferma - e non è né la prima né l'ultima che ne affronto una. Poi è evidente che se c'é qualcuno che ha un piano per avviare in futuro un ciclo dei rifiuti virtuoso conviene innanzitutto a me assecondarlo, perché mi consente di raggiungere i risultati con meno difficoltà".

    Dunque si prosegue sulla strada indicata: apriranno prima le discariche di Difesa Grande e Montesarchio e poi si comincerà ad allestire i siti di Marigliano, Ferrandelle, Pianura e Manifattura Tabacchi, contestualmente alla discarica di Villaricca. Perché è chiaro che i problemi maggiori sono quelli che riguardano Napoli e la provincia e quindi è necessario prima avviare il ciclo così come stabilito e poi affrontare i nodi più spinosi. "La situazione mi ricorda l'inizio degli anni novanta, quando mi diedero un pezzo di carta e mi dissero 'fai la Dia' - racconta -. Non avevo nulla, lo staff era composto praticamente soltanto da me. Con l'autista ci fermavamo in una traversa di via Barberini e in macchina scrivevo le relazioni. La differenza è che qui ho anche dovuto studiare, perché di mafia qualcosa sapevo, di rifiuti no".

    Dizionarietto della crisi, cosa dice la Costituzione


    La crisi di governo è regolata nei principi generali dalla Costituzione, e nelle sue dinamiche da consuetudini e prassi che si sono formate negli anni.

    COSA DICE LA COSTITUZIONE - La carta costituzionale detta poche regole. Il principio fondamentale (art. 92) è che il presidente della Repubblica nomina il presidente del consiglio e, su proposta di questi, i ministri. Una volta nominato (art. 94), il governo deve presentarsi entro dieci giorni alle camere per avere la fiducia. Quando la crisi non trova soluzione, il capo dello Stato, sentiti i presidenti delle Camere, può sciogliere il Parlamento per andare alle elezioni anticipate, da tenere entro settanta giorni (art. 88).

    LE CONSULTAZIONI - La prassi delle consultazioni si è instaurata per far conoscere al capo dello stato il parere dei partiti, e dargli modo di scegliere la persona che possa avere la fiducia delle Camere. Il capo dello stato ascolta anche i presidenti delle camere e gli ex presidenti della Repubblica.

    L'INCARICO - Quando il capo dello stato affida l'incarico di formare il governo, è prassi che il PRESIDENTE DEL CONSIGLIO INCARICATO accetti CON RISERVA, per verificare se i partiti sono disponibili a sostenerlo. In caso positivo, SCIOGLIE LA RISERVA e presenta la lista dei ministri; se fallisce, RIMETTE IL MANDATO nelle mani del capo dello Stato (che può riaprire le consultazioni o dare un altro incarico).

    IL MANDATO ESPLORATIVO - In situazioni di incertezza, il capo dello Stato affida ad un'alta personalità l'incarico di "esplorare" le intenzioni dei partiti. Un importante incarico fu quello affidato da Cossiga alla presidente della Camera, Nilde Iotti, nel 1987, prima volta per un esponente del Pci. A metà fra incarico e mandato esplorativo si pone il PREINCARICO: in questo caso, l'esploratore è la persona che il capo dello stato ha poi intenzione di nominare. Nel 1998, fu Prodi a ricevere un preincarico da Scalfaro; ma l'esito fu negativo.

    RINVIO ALLE CAMERE E REINCARICO - Col rinvio alle Camere, il presidente della Repubblica chiede al governo dimissionario di tornare a chiedere il voto di fiducia. L'ultimo precedente è quello del governo Prodi del 2007. Nella crisi attuale il rinvio non è possibile, perché il governo ha avuto la sfiducia; resta possibile il REINCARICO, che consiste nell'incaricare il presidente uscente di formare un nuovo governo.

    VARI TIPI DI GOVERNO - Quando la crisi viene risolta da un accordo fra partiti, nasce una maggioranza politica. Quando non é possibile, si possono creare diverse situazioni: GOVERNO ISTITUZIONALE - Il presidente incarica un'alta personalità che occupa (o abbia occupato) una posizione 'super partes', come il presidente di una camera. Questi non tenta la strada di una maggioranza omogenea, ma cerca un accordo nell'interesse delle istituzioni. Può essere anche GOVERNO DI GARANZIA, perché la posizione super partes di chi lo presiede é considerata di garanzia per tutti i partiti.

    GOVERNO TECNICO - Simile al governo istituzionale, è caratterizzato dal fatto che il presidente del consiglio e una parte dei ministri sono tecnici e non politici. Il governo più tecnico della storia fu quello di Lamberto Dini, nel 1995, di cui non faceva parte neanche un parlamentare.

    GOVERNO A TERMINE - In situazioni di incertezza, si insedia un governo con un programma delimitato per lasciar maturare le condizioni di una maggioranza politica. Tipici governi a termine furono affidati al presidente della Camera, Giovanni Leone, nel 1963 e nel 1968, detti "governi balneari" perché nominati subito prima dell'estate e dimissionari in autunno.

    GOVERNO DI UNITA' NAZIONALE - In situazioni di emergenza, tutti i partiti sono invitati a governare assieme. Tipici esempi furono i governi di unità antifascista, fino al 1947. Simile il caso della SOLIDARIETA' NAZIONALE, che fra il 1976 e il 1979 vide il Pci favorire (prima con l'astensione, poi col voto a favore), i governi della Dc. Simile è anche il concetto di governo di RESPONSABILITA' NAZIONALE (proposto oggi dall'Udc).

    GOVERNO DEL PRESIDENTE - Il capo dello stato può nominare una persona di sua fiducia, che forma il governo e si presenta alle Camere senza maggioranza precostituita. La figura del governo del presidente, costituzionalmente possibile, è oggetto di diffidenze perché il precedente più importante è quello del governo di Fernando Tambroni del 1960, nominato da Giovanni Gronchi, che ricevette a sorpresa il voto determinante del Msi, e sfociò in una grave crisi politica e sociale.

    GOVERNO DI FINE LEGISLATURA - Come quelli Fanfani nel 1983 e nel 1987, nati al solo scopo di gestire le elezioni anticipate.

    Pediatria: vaccinazioni facoltative? Rischi per 200 mila bimbi l'anno

    Milano, 21 gen. (Adnkronos Salute) - Vaccinazioni facoltative? Occhio, perché "senza l'obbligatorietà si rischia di non vaccinare 200.000 bambini ogni anno". Lo sottolinea Italo Farnetani, pediatra e professore a contratto all'Università di Milano-Bicocca, che si inserisce nel dibattito sulle vaccinazioni con in mano i dati di un'indagine condotta su un campione di 2.500 visitatori del sito www.ambulatorio.com.

    Guardando alle risposte, si scopre che "il 61% dei genitori italiani preferisce che le vaccinazioni siano obbligatorie, contro il 39% che le vorrebbe facoltative. Una scelta - spiega Farnetani, coordinatore dell'indagine - che non è dettata da interessi o una paure personali: ben il 75% dei genitori sa, infatti, che se a scuola c'è un bambino non vaccinato, il rischio lo corre chi non ha eseguito la vaccinazione, non gli altri". Dall'indagine, inoltre, si scopre che i genitori italiani non sono sufficientemente informati.

    Nel questionario infatti è stato chiesto loro di stilare una graduatoria in base all'importanza delle vaccinazioni, esprimendo tre preferenze. Dai risultati si scopre che le risposte sono dettate dall'impatto emotivo e dalle notizie di cronaca, più che da un'informazione appropriata. Saldamente al primo posto per importanza, secondo mamme e papà italiani, si piazza la vaccinazione contro il meningococco, indicata dal 67% dei genitori; al secondo posto quella contro lo pneumococco, scelta dal 54%, e al terzo posto quella contro morbillo parotite e rosolia (29%). Una delle vaccinazioni meno votate è stata quella contro la pertosse (7%). Un grave errore, sottolinea Farnetani.

    "Si pensi solo - commenta il pediatra - che quando, all'inizio degli anni '80, in Gran Bretagna fu interrotta la vaccinazione contro la pertosse, perché il vecchio vaccino aveva gravi effetti collaterali, si ebbe un incremento del numero dei morti nei primi 6 mesi di vita a causa della malattia". E ancora, dove eseguire le vaccinazioni? Per il 68% dei genitori il luogo ideale è lo studio del pediatra di famiglia. Per il 21% le Asl, mentre per il 7% va bene qualsiasi ambulatorio.

    Secondo Farnetani, "l'indagine dimostra che è necessario agevolare al massimo la possibilità di eseguire le vaccinazioni, facendole effettuare nei luoghi abitualmente frequentati dai genitori, come per esempio l'ambulatorio del pediatra curante. La necessità di mantenere l'obbligatorietà delle vaccinazioni, infatti - sottolinea il pediatra - è l'unico sistema per riuscire a immunizzare un numero di bambini sufficiente a impedire la circolazione degli agenti infettivi della malattia che si intende prevenire. Quando le vaccinazioni non sono obbligatorie, resta non vaccinata una parte di popolazione che può, perciò, ricevere l'agente infettivo e tenere sempre attiva la malattia". I genitori hanno dimostrato, inoltre, di non possedere informazioni sufficienti per poter esercitare una scelta consapevole e informata sull'argomento.

    "Le risposte denotano che le opinioni sull'importanza dei vaccini sono state fortemente condizionate dalle notizie di cronaca delle ultime settimane. Peraltro - prosegue il medico - la poca informazione dei genitori si mantiene costante negli anni, come emerge dal confronto con altre indagini effettuate in passato". Un ulteriore elemento che dimostra il rischio di riduzione del numero dei bambini vaccinati, se venisse tolta l'obbligatorietà, arriva da un'indagine effettuata alcuni anni fa, quando in Italia le vaccinazioni venivano praticate anche nelle scuole. Risultò che, se le immunizzazioni erano effettuate a scuola, veniva vaccinato il 76% dei bambini. Se la stessa vaccinazione doveva essere praticata negli ambulatori delle Asl, si scendeva al 56%.

    "In base a questi dati - assicura Farnetani - si rischierebbe di non vaccinare circa 200.000 bambini ogni anno". Proprio per evitare che i piccoli non abbiano una protezione sufficiente contro le malattie, "molte nazioni, ove non sono obbligatorie le vaccinazioni per accedere alla scuola, hanno reso indispensabile - conclude l'esperto - la presentazione del certificato che attesti di averle eseguite''.

    NAPOLI: SEPE INVITA CITTA' A VEGLIA DI PREGHIERA DALLE 20,00 DI DOMANI

    (ASCA) - Napoli, 24 gen - Il Cardinale di Napoli Crescenzio Sepe invita i napoletani ad una veglia di preghiera e di riflessione per la Citta' che si terra' nella Chiesa Cattedrale, alle ore 20 di domani, venerdi' 25 gennaio 2008. Sepe si rivolge non solo alle comunita' parrocchiali, agli istituti religiosi, alle associazioni e ai movimenti ecclesiali ma ''a tutti gli uomini di buona volonta', a quelli che amano questa Citta' e ne hanno a cuore la vita e il destino, a coloro che vivono nel disagio, nella sofferenza ed anche nella insofferenza per le offese, l'affronto e lo sfregio all'immagine, alla bellezza, al decoro di Napoli e alla dignita' delle persone''.
    Le ACLI parteciperanno, insieme a tutta la comunità ecclesiale, alla Veglia in Cattedrale e promuoveranno territorialmente altri appuntamenti in comunione con le Chiese locali.

    giovedì, gennaio 24, 2008

    Cambiano le modalità di accesso alla pensione di vecchiaia: verifica la tua "finestra"


    Cambiano le modalità di accesso alla pensione di vecchiaia: verifica la tua "finestra"


    Cambiano le modalità di accesso alla pensione di vecchiaia: mentre, fino al 2007, la pensione di vecchiaia veniva percepita dal primo giorno del mese successivo a quello di compimento dell’età pensionabile, dal 2008 si dovranno attendere tre o più mesi prima di poter riscuotere la rendita.


    VERIFICA ON LINE LA TUA FINESTRA

    ATTENZIONE!!!!
    Se sei un lavoratore dipendente
    e hai già dato le dimissioni dal lavoro tenendo conto della vecchia normativa, ti invitiamo a rivolgerti con urgenza ai nostri uffici per verificare la nuova finestra d’uscita e valutare la possibilità di revocare le dimissioni. Se devi ancora presentare la domanda, presentati per analizzare la tua posizione contributiva e verificare il diritto e la decorrenza della pensione in base alla nuova normativa.



    PENSIONE DI VECCHIAIA: la decorrenza, ovvero le finestre d'uscita


    PENSIONI DI VECCHIAIA: i requisiti richiesti nel sistema retributivo


    PENSIONE DI VECCHIAIA: i requisiti richiesti nel sistema contributivo


    ASSEGNO SOCIALE






    "HOTEL MEINA", DELL’OTTANTASEIENNE CARLO LIZZANI SULLE RIVE DELLA MEMORIA


    Nell’albergo sul Lago Maggiore, nell’autunno 1943 si trovano un gruppo di ebrei, alcuni villeggianti e un plotone di SS. Una storia vera finita in tragedia.

    Non è un caso se Hotel Meina esce nelle sale a partire da venerdì, due giorni prima della Giornata della Memoria che si celebra il 27 gennaio per ricordare la Shoah e tutte le vittime della persecuzione nazista. E ancor meno lo è il fatto che a firmare la pellicola sia Carlo Lizzani, regista di titoli storici come La vita agra, Banditi a Milano, Celluloide e di toccanti film-tv come Maria Josè, l’ultima regina.

    Cineasta sensibile, formatosi alla dura scuola del documentario, Lizzani ha sempre avuto un’attenzione particolare per quelle vicende, ispirate a eventi realmente accaduti o a opere letterarie, che tratteggiassero una sorta di storia per immagini del fascismo e dell’antifascismo. Dalle origini negli anni Venti (Fontamara con Michele Placido e Cronache di poveri amanti con Mastroianni) agli illusori anni Trenta (Un’isola basato sul libro di Giorgio Amendola). Dalla nascita della Resistenza (Achtung! Banditi! ) fino al tragico epilogo nell’aprile 1945 (L’oro di Roma e poi Mussolini ultimo atto con Rod Steiger ed Henry Fonda).

    Ora Lizzani chiude il cerchio rievocando in modo asciutto ed emozionante il primo eccidio di ebrei, un gruppo di 16, perpetrato dai nazisti in Italia (a Meina sul Lago Maggiore) all’indomani dell’armistizio dell’8 settembre 1943. Una pagina nera della storia italiana a lungo rimossa. Ma anche una testimonianza struggente dell’incapacità di credere a cotanto orrore, di quella sorta di inerzia paralizzante che fece di milioni di ebrei le vittime sacrificali della bestialità hitleriana.

    «Gli anni dell’ultimo conflitto mondiale sono fonte inesauribile di storie, individuali e collettive, dalla valenza universale», spiega Lizzani, 86 anni il prossimo 3 aprile ma ancora tanta vitalità, nel corpo dritto e asciutto, da reggere la fatica del set. «Ciò che mi ha affascinato nella storia, tutta vera, dell’Hotel Meina, raccontata nel suo omonimo libro da Marco Nozza, è il modo sottile e imprevedibile con cui Male e Bene sono entrati in conflitto in un luogo e in un momento apparentemente idilliaci».

    * A che cosa si riferisce?

    «In questo albergo affacciato su uno degli scorci più belli del Lago Maggiore, nel settembre ’43 si trovano a convivere per giorni alcuni ebrei benestanti, un plotone di SS e un gruppo di villeggianti italiani e tedeschi fuggiti lontano dai fronti di guerra e dai bombardamenti alleati. La caduta di Mussolini nonché l’armistizio, annunciato in quel modo equivoco che tutti ricordiamo, fanno dell’Italia una sorta di terra di nessuno. Non è possibile lasciare l’albergo, eppure la sorveglianza dei nazisti sugli ebrei è morbida. Tutti sembrano in attesa di ordini, di notizie. Il confine svizzero è lì vicino. Perché, però, scappare se la guerra probabilmente sta per finire? Così, qualche volta si mangia insieme, si fa musica, si gioca a carte... Finché vittime e carnefici non saranno chiamati ai loro ruoli».

    Raccontata in questo modo la storia sembrerebbe banale. Ma sullo schermo Lizzani la traduce in un duello sottile di sguardi, allusioni, minacce, seduzioni intrecciate tra alcuni personaggi che emergono sullo sfondo del gruppo di villeggianti. C’è il comandante Krassler, che guida il plotone di SS: giovane, altero, belloccio, ben educato eppure di una spietatezza inumana. C’è Giorgio Benar, proprietario dell’albergo, di fede giudaica ma di passaporto turco (quindi cittadino di Paese neutrale) che intuisce la minaccia ma non sa come sventarla. C’è sua figlia Noa, innamorata del giovane ebreo Julien. Poi un drappello di soldati svogliati e di clienti eleganti che si incrociano ogni giorno pericolosamente. Su tutti, l’affascinante tedesca Erika Bern: ambigua, incline a dare spago al voglioso ufficiale ma in realtà antinazista in combutta con un gruppo internazionale.

    A dare spessore a sentimenti e tradimenti fra le mura dell’hotel (il cui scheletro diroccato spicca tutt’oggi sulle rive di Meina, quasi fosse un monumento alla vergogna) sono attori tanto bravi quanto sconosciuti alla grande platea: italiani come Federico Costantini, Ivana Lotito, Marta Bifano e soprattutto i tedeschi Benjamin Sadler e Ursula Buschhorn.

    * Lizzani, il suo film è stato lungamente applaudito alla Mostra di Venezia ma anche criticato da alcuni storici...

    «Che non capiscono che il cinema deve narrare la verità di una vicenda ma dare pure allo spettatore umori e segnali che lo calino nello spirito dell’epoca. È vero, il radiogiornale anticipa l’avvento della Repubblica di Salò, ma devo far capire cosa aleggiava nell’aria... E se il personaggio di Erika nel libro non c’è, a me serve per restituire dignità alle migliaia di tedeschi antinazisti che pagarono con la vita, come i giovani universitari della Rosa Bianca o gli ufficiali impiccati dopo l’attentato a Hitler del ’44».

    Arbeit macht frei: "il lavoro rende liberi", campeggia tuttora sul cancello di Auschwitz. Ma la memoria di più.

    Maurizio Turrioni

    Napoli e rifiuti: I pm sospettano che ci fosse un legame tra tifosi e camorristi

    Disordini a Pianura: la Procura apre un'inchiesta contro gli ultrà violenti
    I pm sospettano che ci fosse un legame tra tifosi e camorristi
    Sospetti su un politico, considerato «regista» degli scontri

    NAPOLI - I magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Napoli hanno aperto un’inchiesta su un gruppo di ultrà violenti che sarebbero stati utilizzati per provocare le proteste delle scorse settimane a Pianura. Dalle indagini della polizia di Stato è emerso che oltre ai tifosi, che sarebbero stati pagati per provocare gli incidenti, sarebbero stati presenti anche camorristi.
    Si inadaga, inoltre, anche su un politico di Napoli che al momento non è ancora indagato dai pm della Direzione distrettuale antimafia. Un esponete della «bassa politica» sospettato di essere il regista e l’istigatore degli scontri avvenuti nelle scorse settimane a Pianura. Il politico, secondo le indagini dei carabinieri, avrebbe utilizzato un gruppo di tifosi violenti per provocare gli scontri. Dall’indagine emerge pure che gli ultrà napoletani sarebbero stati pagati. Il «gruppo di mercenari», come viene indicato dagli investigatori, si è mischiato, come sostengono gli investigatori, con la brava gente che invece voleva manifestare pacificamente.
    Nelle scorse settimane a Pianura si sono vissute giornate e notti di vera e propria guerriglia . Sabotaggi ai mezzi meccanici, bus dati alle fiamme, blocchi stradali, autobotti dei vigili del fuoco incendiate. Vere azioni di guerra urbana, che apparivano studiate a tavolino, con giovani incappucciati in sella a motorini, pronti a lancare sassi e molotov contro el forze dell'ordine. Alcune forze politiche avevano, fin dall'inizio, lanciato l'allarme e segmalato l'ombra della camorra, interessata a non far riaprire la discarica.
    Dalle indagini della polizia di Stato è emerso che, oltre ai tifosi, sarebbero stati presenti anche alcuni pregiudicati ritenuti vicino a clan camorristi. Alcuni gruppi criminali avrebbero interesse, infatti, a mantenere lo stato d’emergenza in modo da poter favorire le imprese a loro vicine, facendole lavorare direttamente con la pubblica amministrazione. Anche se viene fatto notare negli ambienti investigativi che altri gruppi camorristici sono ormai infastiditi della presenza massiccia sul territorio di forze dell’ordine che non gli consente di portare avanti i loro affari. A Pianura gli scontri erano esplosi dopo l’annuncio che la discarica in contrada Pisani si sarebbe fatta. La polizia aveva caricato i manifestanti che avevano incendiato due autobus, divelto pali della segnaletica stradale, bloccato le strade con detriti per impedire il passaggio dei mezzi e incendiato i cumuli di rifiuti. Bombe molotov e sassi erano stati poi lanciati contro i vigili del fuoco accorsi a spegnere gli incendi. Inoltre, tre operatori di Rai, Sky e Mediacom erano stati picchiati con calci, pugni e derubati. eranoo state rubate anche le cassette delle registrazioni, che contenevano le immagini degli scontri.

    Le badanti in Italia: ripensare le forme di assistenza familiare


    Lavoro e Welfare
    Le badanti in Italia: ripensare le forme di assistenza familiare

    Cristiano Caltabiano - 21/01/2008

    Il tema delle assistenti familiari è ritornato prepotentemente alla ribalta delle cronache all’inizio del 2008: ad Albano Laziale, una donna di 81 anni è morta a causa delle ferite che avrebbe riportato in un violento diverbio con la sua “badante”. La tragica vicenda è ancora al vaglio degli inquirenti, quindi si dovrà attendere la conclusione delle indagini per fare chiarezza su questo episodio drammatico.

    Ad ogni buon conto, il rischio è che tale caso giudiziario possa essere strumentalizzato. La tentazione di fare di tutta l’erba un fascio è sempre presente, soprattutto fra i fautori di una politica di “tolleranza zero” nei confronti degli immigrati. Senza contare che la presunta colpevole dell’omicidio è una lavoratrice proveniente dalla Romania. Un gruppo nazionale che provoca spesso reazioni scomposte nell’opinione pubblica: da un velato senso di apprensione ad una ostilità aperta, ben esemplificata dallo stereotipo sulla “pericolosità dei rumeni”. In tal senso, è necessario ragionare con cautela, per evitare che l’onda montante della xenofobia dilaghi nella nostra società. Bisogna inquadrare in un contesto più ampio il fenomeno delle collaboratrici domestiche, riflettendo sulle cause che spingono molte famiglie italiane a pagare una persona di un’altra nazionalità per accudire gli anziani o, semplicemente, per tenere in ordine la propria casa.
    leggi tutto su:
  • Bene Comune.net

  • mercoledì, gennaio 23, 2008

    Campania: Turismo in ginocchio, arriva un piano anti-crisi.

    L’ASSESSORE DI LELLO METTE A PUNTO LA STRATEGIA PER SALVARE IL TURISMO
    Patto con i tour operator, piano anticrisi


    MARIAGIOVANNA CAPONE Turismo in ginocchio, arriva un piano anti-crisi. Basta un giro su internet o accendere la tv, ed ecco che i cumuli di monnezza sostituiscono mediaticamente le perle della Costiera, gli scavi di Pompei o le selvagge vallate cilentane. La necessità di pianificare un piano strategico è stato chiesto a gran voce nei giorni scorsi dagli operatori del settore. Ecco allora che l'assessore regionale al Turismo, Marco Di Lello, si rimbocca le maniche e mette a punto un progetto suddiviso in cinque punti da mettere in atto non appena le strade e i cassonetti saranno sgombri di immondizia. Creato a tavolino con le associazioni di categoria e tour operator, il piano prevede azioni mirate e turisticamente appetibili. Si va dai pacchetti turistici integrati, che comprendono trasporto, artecard ed eventi a prezzi scontatissimi, agli accordi di co-marketing con tour operator e vettori aerei. I benefici attesi da tali azioni di partnership saranno un aumento dell'esposizione del marchio e il miglioramento dell'immagine complessiva del territorio, ma anche un incremento dei soggiorni ricercando la riduzione dei «vuoti di offerta». Altri due punti sono legati ad azioni di supporto del prodotto diffuso, con interventi di sostegno al turismo congressuale e sociale, e l'organizzazione di press tour, fam trip ed educational tour con tour operator nazionali e internazionali. Ultima strategia, forse più importante, è quella di una campagna di comunicazione tesa al recupero dell'immagine della Campania, «attraverso un messaggio unico, chiaro e inequivocabile, concordato con una task force che si sta creando in questi giorni», precisa Di Lello. La promozione del prodotto turistico «Campania» sarà infatti pianificata da un tavolo permanente presieduto da Di Lello, al quale partecipano gli assessori al turismo delle cinque province campane e i rappresentanti di tutti i maggiori organismi del settore. La delibera approvata in queste ore, che mette a disposizione dell'assessorato al turismo due milioni e mezzo di euro, potrebbe permettere di essere operativi già da marzo. «Ma è la vetrina della Borsa Internazionale del Turismo di Milano, prevista dal 21 al 24 febbraio, il punto di partenza - dichiara l'assessore Di Lello - Se per quella data, Napoli sarà a buon punto dalla fine della crisi, saremo in grado di proporre tutte le iniziative da mettere in atto di lì a qualche settimana».

    Il Patronato ACLI di Napoli va diritto in meta!




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    martedì, gennaio 22, 2008

    fondo il partito del broccolo

    «Non so se sono io il ”broccolo” oggetto della conversazione intercettata, ma visto che molti partiti si ispirano per i loro simboli a piante o vegetali, alle prossime elezioni non è escluso che possa fondare il ”partito del broccolo”. D’altronde di professione sono agronomo». Così il presidente della Provincia di Benevento, Carmine Nardone, ha commentato la conversazione intercettata nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere tra Carlo Camilleri e Umberto Del Basso De Caro, esponente del Pd, e nella rosa dei nomi quotati per una candidatura nel centrosinistra alle prossime elezioni provinciali.

    INFANZIA: RAPPORTO UNICEF 2008, OGNI GIORNO NEL MONDO MUOIONO 26.000 BAMBINI

    (Sesto Potere) - Roma - 22 gennaio 2008 - In media ogni giorno muoiono oltre 26.000 bambini sotto i cinque anni, la maggior parte di loro per cause prevenibili
    Il numero annuale di morti infantili si è dimezzato, passando da circa 20 milioni nel 1960 a 9,7 milioni nel 2006;
    Oltre l'80% di tutte le morti di bambini nel 2006 si sono verificate nell'Africa sub-sahariana e nell'Asia meridionale
    In generale, le regioni che non sembrano avviate a raggiungere il quarto Obiettivo di Sviluppo del Millennio (OSM 4, che prevede la riduzione di 2/3 della mortalità infantile entro il 2015) sono Medio Oriente e Nord Africa, Asia meridionale e Africa Subsahariana
    Dei 46 paesi dell'Africa Subsahariana, solo tre sono sulla via del raggiungimento dell'OSM 4: Capoverde, Eritrea e Seichelles
    Per raggiungere l'OSM 4, occorrerà dimezzare ulteriormente i tassi di mortalità 0-5 anni da oggi al 2015. Il tasso globale di mortalità infantile 0-5 anni dovrà calare a 31 su 1.000
    A partire dal 1970 l'Africa sub-sahariana ha pesato sempre più, in percentuale, sul totale delle morti di bambini: nel 1970 vi si verificavano l'11% del totale mondiale delle nascite e il 19% delle morti infantili; nel 2006, la regione è arrivata a contare il 22% delle nascite e il 49% delle morti tra 0 e 5 anni
    Un bambino nato nell'Africa Subsahariana nel 2006 ha 1 probabilità su 6 di morire prima di compiere 5 anni.

    Nel 2006 il tasso globale di mortalità infantile sotto i cinque anni era di 72 morti ogni 1.000 nati vivi, il 23% in meno rispetto al 1990
    Dal 1990, 61 paesi hanno ridotto i tassi di mortalità infantile di almeno il 50%
    Dei 191 paesi per cui si dispone di dati, 129 sono sulla via di raggiungere l'OSM 4
    Quasi 1/3 dei 50 paesi meno sviluppati ha ridotto la mortalità infantile del 40% o più dal 1990, nonostante la povertà. Tra essi: Maldive, Timor Est, Bhutan, Nepal, Bangladesh, Laos, Eritrea, Haiti, Malawi, Samoa, Capo Verde, Comore, Mozambico, Etiopia , Isole Salomone
    In sette paesi, Bangladesh, Buthan, Bolivia, Eritrea, Laos, Timor Est e Nepal la mortalità infantile è stata ridotta del 50% o più
    In Etiopia si è verificato un calo della mortalità infantile del 40%
    Il tasso di mortalità infantile 0-5 anni in Cina è sceso da 45 morti ogni 1.000 nati vivi nel 1990 a 24 nel 2006, segnando una riduzione del 47%
    In India la mortalità infantile 0-5 anni è calata del 34%

    Salute materna e mortalità
    Un fattore comune nelle morti infantili è rappresentato dalla salute delle madri, oltre 500.000 delle quali ogni anno muoiono in gravidanza o per complicazioni da parto
    Nei paesi in via di sviluppo 1/4 delle donne in gravidanza non riceve nemmeno una visita medica prima del parto
    Le bambine sotto i 15 anni hanno 5 volte più probabilità di morire per parto rispetto alle ventenni
    Se una madre ha meno di 18 anni, il suo bambino ha il 60% di probabilità in più di morire prima di raggiungere i 5 anni, rispetto a un bambino nato da una madre di oltre 19 anni
    Nei paesi in via di sviluppo solo il 27% delle donne di età compresa tra i 15 e 49 anni partorisce in una struttura sanitaria
    Il rischio di morte per cause legate a gravidanze o parti nel corso della vita di una donna è 1 su 17 nell'Africa centrale e occidentale, rispetto a 1 su 8.000 nei paesi industrializzati.

    Le principali cause di morte per i bambini sotto i 5 anni sono: complicazioni neo natali (36%); polmonite (19%), diarrea (17%); malaria (8%); morbillo (4%); AIDS (3%)
    1 persona su 5 non ha accesso a forniture di acqua potabile e circa la metà sono prive di adeguati servizi igienico-sanitari
    Il numero di bambini che muore per malattie diarroiche è stimato a circa 2 milioni l'anno, circa il 17% di tutte le morti infantili 0-5 anni
    L'istruzione e l'empowerment delle donne hanno benefici diretti sulla sopravvivenza, la salute e lo sviluppo dei loro bambini. Ma quasi 1 ogni 4 adulti (definiti qui come di età superiore a 15 anni) è analfabeta, con netta sproporzione a sfavore delle donne
    I conflitti spesso portano a emergenze complesse, con scontri armati, popolazioni sfollate e insicurezza di cibo, con conseguenze particolarmente letali per i bambini. Attualmente oltre 40 paesi, il 90% dei quali a basso reddito, sono coinvolti in conflitti
    Nelle emergenze complesse, le cause prevalenti di morte di bambini sono in larga parte coincidenti con le principali cause di mortalità infantile in generale: morbillo, malaria, malattie diarroiche, infezioni respiratorie acute, malnutrizione
    I più alti tassi di mortalità tra le popolazioni rifugiate tendono a verificarsi nella popolazione infantile, in particolare tra i bambini al di sotto dei cinque anni
    Degli 11 paesi in cui il 20% o più di bambini muoiono prima di raggiungere i cinque anni (Afghanistan, Angola, Burkina Faso, Ciad, Repubblica democratica del Congo, Guinea equatoriale, Guinea Bissau, Liberia, Mali, Niger e Sierra Leone) oltre la metà hanno sofferto a causa di gravi conflitti armati sin dal 1989.

    Tassi più alti di mortalità infantile 0/5 anni:
    Sierra Leone, con il tasso più alto di mortalità infantile 0-5 anni: 270 morti su 1.000
    Angola, al secondo posto con 260 morti ogni 1.000 nati vivi
    Afghanistan, al terzo posto con 257 morti ogni 1.000 nati vivi

    Tassi più bassi di mortalità infantile 0/5 anni:
    Cuba, al 157° posto con 7 morti ogni 1.000 nati vivi
    Sri Lanka, al 135° posto con 13 morti ogni 1.000 nati vivi
    Siria, al 130° posto con 14 morti ogni 1.000 nati vivi

    Tassi più alti e più bassi di mortalità materna
    Tassi più alti di mortalità materna:
    Niger, dove le donne hanno 1 probabilità su 7 di morire di gravidanza o parto
    Sierra Leone e Afghanistan, dove le probabilità sono 1 su 8
    Ciad, dove le probabilità sono 1 su 11

    Tassi più bassi di mortalità infantile:
    Argentina, dove il rischio di morte è 1 su 530
    Tunisia, dove la probabilità di morte durante la gravidanza o parto è 1 su 500
    Giordania, dove la probabilità di morte è di 1 su 450

    A Napoli mancava solo la Bomba.....

    La bomba inesplosa risale alla seconda guerra mondiale. Per gli artificieri è "difficile da trattare". L'area da sgombrare è quella di piazza Municipio
    Traffico in tilt e caos nel centro della città, dove è stato trovato un ordigno bellico risalente alla II guerra mondiale. La bomba inesplosa si trova nei cantieri della metropolitana di piazza Municipio.

    Gli artificieri hanno definito 'anomala' e difficile da trattare la bomba: l'ordigno, di circa 500 chilogrammi, modificato dopo la costruzione, sarebbe difficile da trattare. Secondo quanto trapela dall'unità di crisi in corso nella prefettura di Napoli, alcune manovre di spostamento attuate con un escavatore potrebbero aver provocato l'innesco rendendola 'pericolosa'.

    In Prefettura si aspetta l'arrivo di alcuni tecnici degli artificieri da Roma. A quanto risulta al momento l'ordigno dovrà essere sottoposto a 144 ore di osservazione. Alla riunione dell'unità di crisi ha partecipato anche l'assessore al Comune di Napoli Nugnes.
    E' stata disposta l'evacuazione prudenziale, da questo momento, fino a mercoledì mattina, della zona compresa in un raggio di 300 metri dal punto di ritrovamento dell'ordigno bellico.

    Sono già stati mobilitati, intanto, tutti gli uomini della Protezione civile. In tilt il traffico nel cuore della città, dove sono state transennate le arterie che circondano il cantiere. In particolare, su via Vittorio Emanuele la viabilità è stata incanalata in un'unica corsia per i due sensi di marcia.

    GOVERNO: PRODI NON MOLLA, VERIFICA CRISI SIA IN PARLAMENTO





    Andare fino in fondo, come sempre. E prima di salire al Colle, verificare in Aula se davvero la maggioranza di centrosinistra non esiste piu'. Se davvero, insomma, l'Udeur votera' contro il governo che ha contribuito a far nascere e che ha sostenuto. Solo in quel caso, la crisi sarebbe reale e la via d'uscita inevitabile: tornare alle urne.
    Romano Prodi, ancora una volta, non molla. E dopo la sorpresa e l'amarezza per lo strappo di Clemente Mastella, annunciato ai giornalisti prima che allo stesso presidente del Consiglio (al quale l'ex Guardasigilli fa recapitare una lettera in cui spiega le ragioni del suo abbandono), indica la strada che intende seguire per uscire dall'ennesima, e per molti stavolta decisiva, fase critica. E lo fa convocando a Palazzo Chigi un vertice - dopo avere informato telefonicamente il Capo dello Stato, Giorgio Naplitano - ''aperto a tutti'', che vede riunirsi a caldo, nel tardo pomeriggio di ieri, i vari esponenti del Partito democratico, a cominciare dal segretario Walter Veltroni, a cui si aggiungono poi, in serata, leader e segretari di partito. A Prodi, dunque, secondo quanto riferiscono anche alcuni dei presenti alla riunione, non basta constatare che Mastella per due giorni si sia reso irraggiungibile. Non basta apprendere dalle agenzie, mentre si trovava a colloquio con il presidente della Repubblica di Timor Est, che un pezzo dell'Unione non c'e' piu'. E non intende recarsi al Quirinale senza l'assoluta certezza che i fatti stavolta siano conseguenti ad annunci e minacce di crisi, ipotesi ventilate gia' numerose volte negli ultimi mesi. Quindi, tecnicamente, il premier intende parlamentarizzare la crisi. Partendo dalla Camera, dove oggi interverra' in Aula, nell'orario che stabiliranno stamattina i capigruppo: sara' il primo banco di prova. Non tanto per una questione prettamente numerica, perche' a Montecitorio, visto lo scarto elevato tra maggioranza ed opposizione, un voto di fiducia al governo, anche senza Udeur, appare scontato. Ma e' proprio la mossa del Campanile, in un verso o nell'altro, che potrebbe far decidere al Professore se insistere, incaponirsi, e andare contro una quasi certa sconfitta, riproponendo la questione all'Aula di Palazzo Madama. Oppure, prendere atto della caduta inevitabile e desistere, preferendo a quel punto recarsi dal presidente della Repubblica e rimettere nelle sue mani il mandato. Comunicandogli, al contempo, la propria indisponibilita' a guidare un governo di transizione.


    BERLUSCONI: LA PAROLA AI CITTADINI.

    ''Una crisi che era gia' evidente nei fatti'' ha detto Silvio Berlusconi commentando l'annuncio dell'Udeur. ''Ora - ha aggiunto - e' indispensabile e urgente ridare la parola ai cittadini''. Pierferdinando Casini ha detto che a questo punto ''la crisi e' inevitabile. Mi auguro che questo sia l'epilogo di una fase politica determinata dall'accanimento con cui all'indomani delle elezioni non si e' guardata in faccia la realta'. Si tratta di un fatto politico e istituzionale di rilievo che non puo' non coinvolgere il Quirinale''.
    Anche la Lega chiedera' che Prodi si dimetta subito per andare direttamente alle elezioni ''e che non si facciano pasticci con governi tecnici o istituzionali. Quando Prodi verra' alla Camera alle 9 per il dibattito sulla relazione sulla giustizia - ha detto Roberto Maroni - chiedero' la sospensione dei lavori e la convocazione immediata della conferenza dei capigruppo: non si puo' discutere della relazione della giustizia con un premier che non ha piu' la maggioranza''.


    BERTINOTTI: E' CRISI. RIFORME SONO URGENTI.

    Con la scelta di Clemente Mastella di uscire dalla maggioranza si apre di fatto la crisi di governo. Una crisi che deve portare non alle elezioni ma ad un governo istituzionale che realizzi quelle riforme che ''non possono aspettare''. Lo lascia intendere il presidente della Camera Fausto Bertinotti in una intervista alla Stampa.
    Per Bertinotti, la soluzione della crisi passerebbe per questa strada e ''il modo con cui questo accade, il carattere tortuoso, e ora extraparlamentare di questa crisi, dice quanto sia acuta la malattia politico-istituzionale del paese''.
    Di fronte a quanto sta accadendo la priorita' sono le riforme, sostiene con forza la terza carica dello Stato.
    Riforme, afferma, che ''il Paese non puo' piu' attendere''.
    Secondo Bertinotti ''dobbiamo tutti insieme operare interventi di riforma, e non coprire la crisi con l'idea di un presunto conflitto tra poteri dello Stato. Da qui, da questa istituzione, non si apprezza nessun conflitto con la magistratura. Ci sono semmai puntiformi, e ripeto puntiformi elementi di conflitto, che in quanto tali sono perfettamente risolvibili''. Il Parlamento, per Bertinotti, ''soffre una specie di separatezza col Paese, quella agitata dall'antipolitica. La soluzione non puo' che essere l'avvio di una puntuale risposta, con grandi riforme che sblocchino il sistema politico-istituzionale. E vorrei sottolineare che la riforma della legge elettorale, le modifiche costituzionali e dei regolamenti parlamentari non sono una deviazione - conclude Bertinotti - dai grandi temi sociali, ma il modo per poter affrontare e risolvere quei problemi''.

    Tessera sanitaria e scontrino "parlante" per detrarre le spese dei medicinali


    Il modo corretto per poter accedere alle detrazioni è presentare la tessera al farmacista e avere così uno scontrino contenente il codice fiscale dell'assistito e il nome del medicinale acquistato.

    Dal 1 gennaio 2008 è possibile detrarre dalla dichiarazione dei redditi le spese per l'acquisto di medicinali solo se certificate da scontrino fiscale ''parlante'', cioè contenente il nome del farmaco acquistato e l'indicazione del codice fiscale del destinatario.

    Per questo è sempre necessario presentare al farmacista la Tessera Sanitaria del destinatario dei medicinali. La Tessera Sanitaria, ideata per consentire un miglioramento nel monitoraggio della spesa sanitaria, è una tessera personale che, oltre a fungere da Codice Fiscale, ha la funzione di Tessera Europea di Assicurazione Malattia (in sostituzione del modello cartaceo E111 per l’accesso ai servizi sanitari nei paesi dell’Unione Europea).

    Negli ultimi mesi, la Tessera Sanitaria è stata inviata direttamente a casa di tutti i contribuenti marchigiani. Tuttavia, chi non l’avesse ancora ricevuta, deve rivolgersi all’Azienda sanitaria di competenza. Invece, chi l’avesse smarrita, può rivolgersi per informazioni o per richiedere un duplicato al numero verde 800030070, oppure può recarsi presso uno degli uffici delle Entrate presenti in regione. In alternativa, è possibile richiedere un duplicato anche attraverso la procedura telematica sul sito www.agenziantrate.gov.it, che consente di ricevere via posta una nuova Tessera entro pochi giorni.

    lunedì, gennaio 21, 2008

    Uscirne si può? S-periamo davvero.....

    Mastella se ne va, Prodi cerca la fiducia alle Camere


    Mastella se ne va, Prodi cerca la fiducia alle Camere
    di Sara Bianchi

    La decisione di Clemente Mastella ha aperto di fatto la crisi di governo. Il leader Udeur si è espresso per le elezioni anticipate ed è probabile che la soluzione possa rivelarsi questa. Ma non si esclude nemmeno l'ipotesi di un governo istituzionale, della quale è tornato a parlare Lamberto Dini proponendo «un esecutivo per le emergenze». Certamente l'inchiesta che ha coinvolto l'ex guardasigilli, sua moglie e altre persone a loro vicine ha fatto da potente detonatore nei già difficili equilibri della maggioranza. Ma l'altro elemento fortemente destabilizzante è stato la discussione sulla riforma della legge elettorale. Dopo il via libera della Corte Costituzionale al referendum i timori dei piccoli partiti si sono fatti più grandi. Non è bastata a rassicurarli la discussione in atto sulla bozza Bianco 2 nè quella sul Vassallum. E se il compito di avviare la crisi se l'è assunto Mastella, l'Italia dei Valori, i Verdi, il Pdci, tutti i piccoli dell'Unione, compresa Rifondazione comunista non hanno contribuito ad ammorbidire i toni dello scontro in atto in questi giorni.
    Domani mattina il Presidente del Consiglio riferirà alla Camera. Alle 9.00 si riunirà la conferenza dei capigruppo per modificare il calendario d'Aula e subito dopo, già alle 10.00, potrebbe parlare Romano Prodi. Prima del suo discorso a Montecitorio il premier potrebbe recarsi dal Capo dello Stato. Prodi vuole «parlamentarizzare» questo passaggio, presentandosi alle Camere e chiedendo una verifica della fiducia. Le sue comunicazioni dovrebbero dunque essere ripetute al Senato, aprendo in entrambi i rami del Parlamento un dibattito, a conclusione del quale Prodi trarrà le conseguenze, chiedendo il voto o andando al Colle a rimettere il mandato. È un modo per semplificare le procedure e sapere se nelle Camere esiste la possibilità di proseguire il mandato.
    Immediatamente dopo l'annuncio di Mastella il segretario del Pd, Walter Veltroni si è recato a Palazzo Chigi per un uncontro con il premier, presente anche Dario Franceschini. La riunione si è poi allargata ai vertici del Pd, con i due vicepremier Massimo D'Alema e Francesco Rutelli, i ministri Arturo Parisi e Giuseppe Fioroni e il capogruppo alla Camera, Antonello Soro. E in serata è cominciato un vertice di maggioranza, con tutti i capi dell'Unione.
    Secondo Gennaro Migliore, capogruppo Prc a Montecitorio «Mastella ha fatto prevalere gli interessi personali a quelli del paese e non si possono chiedere elezioni anticipate sulla base di interessi personali». Migliore ammette: «non ci aspettavamo una precipitazione degli eventi di questo tipo; l'appoggio esterno è durato fin troppo poco».
    Guarda con decisione ad elezioni anticipate il segretario Pdci. «Se dopo l'uscita dell'Udeur dalla maggioranza ci sarà crisi, non c'è che una strada: il voto anticipato», secondo Diliberto, che spiega: «questo Governo è l'unico legittimato dal voto degli elettori, non ce ne possono essere altri».
    Domani il Presidente del Consiglio riferirà in Aula alla Camera, mentre l'opposizione chiede che il premier salga al Quirinale.
    Silvio Berlusconi la definisce «una crisi che era già evidente nei fatti». «Ora - prosegue - è indispensabile e urgente ridare la parola ai cittadini».
    Secondo Pier Ferdinando Casini «la crisi di governo è inevitabile». Il leader Udc pensa che Prodi «nelle fasi e nei modi che riterrà opportuno, non può non coinvolgere il Quirinale», perchè «l'uscita di un partito dalla maggioranza è un fatto che ha rilievo istituzionale».
    Sulla stessa linea anche An, il cui portavoce Andrea Ronchi invita Prodi a «prendere atto della decisione dell'Udeur e rassegnare le dimissioni».
    È scettico il presidente dei senatori della Lega Nord, Roberto Castelli: «finché non vedo non ci credo. Dini, Mastella e compagnia cantante ci hanno abituato a troppi proclami. Li aspettiamo al voto, in Senato». Ma Roberto Maroni precisa: «chiediamo che Prodi si dimetta subito, che non si facciano pasticci con governi tecnici o istituzionali, e che si vada direttamente alle elezioni».
    21 gennaio 2008