Manca ormai poco alla partenza della 6^ edizione di "Settembre, andiamo, è tempo di migrare", itinerario di turismo sportivo, a cavallo e in mountain bike, promosso dall'Unione Sportiva Acli lungo l'originario percorso del Regio Tratturo Pescasseroli-Candela. La manifestazione partirà il 2 settembre dal comune abruzzese, capitale del Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise, per chiudersi sabato 8 a Candela(Fg), dopo aver attraversato le Province dell'Aquila, Isernia, Campobasso, Benevento e Avellino. “La Presidenza Nazionale dell'U.S. Acli e gli attivissimi Comitati territoriali -precisa il Presidente Nazionale dell'Associazione, Alfredo Cucciniello- intendono, con questa iniziativa, rinverdire l'antico fenomeno della transumanza che costituisce un prezioso tesoro della storia delle nostre genti; nel contempo, vogliamo salvaguardare e valorizzare i tratturi, le vie verdi lungo le quali si effettuava la transumanza, recuperandone il ruolo di attori di unione e coesione tra le comunità e di fonte di sviluppo, da reinterpretare e rendere attuale”. Il Tratturo Regio Pescasseroli-Candela è entrato a far parte del Progetto Appennino Parco d'Europa (APE), che prevede la riscoperta e la valorizzazione di sentieri naturalistici che attraversano tutta l'Europa, e si propone quale itinerario ideale per rafforzare l'idea di sport sociale proposto dall'U.S. Acli, lungo l'asse dell'ambiente, in linea con gli orientamenti dell'Agenda 21, del Codice Verde del Comitato Olimpico Internazionale, e con il documento "Turismo e sport: le sfide future per l'Europa" elaborato dal Comitato Economico e Sociale Europeo, il CESE. Non è certamente un caso che "Settembre, andiamo..." abbia ricevuto il patrocinio di diversi Ministeri ed il sostegno di Istituzioni nazionali ed Enti Locali che, in qualche caso, ne hanno fatto un punto di riferimento per progetti di sviluppo territoriale, in grado di sostenere l'ipotesi di realizzazione dei Parchi dei Tratturi. Proprio sul tema "Le vie della transumanza tra passato e futuro. Parco dei Regi tratturi: associazionismo, istituzioni e comunità" è incentrato il Convegno, organizzato il 1° settembre presso l'Hotel Du Park di Opi (Aq), che farà da anteprima al suggestivo viaggio che consentirà a cavalieri e ciclisti di scoprire e conoscere beni ambientali, paesaggistici, culturali, storici ed archeologici che il fenomeno della transumanza ha generato nei secoli. I partecipanti, oltre il paesaggio speciale, avranno modo di sostare in siti archeologici, antiche taverne, masserie, luoghi di culto, musei etnografici e delle tradizioni popolari. Proprio queste ultime, insieme agli antichi mestieri e ai prodotti tipici delle località attraversate, saranno oggetto di incontri pubblici che avranno come temi di approfondimento l'ambiente, lo sport di cittadinanza, il turismo sociale, la ruralità, lo sviluppo sostenibile, gli stili di vita. Dopo il Convegno dell'1 settembre -cui hanno assicurato la presenza il Sottosegretario al Ministero delle Attività sportive, On. Giovanni Lolli, Regioni e Province, Sindaci, Amministratori, Docenti Universitari e ricercatori, esponenti dei GAL (Gruppi di Azione Locale), rappresentanti del mondo della Cooperazione, esperti ed operatori turistici- si parte domenica 2 settembre con il suggestivo itinerario; prima sede di tappa sarà Rionero Sannitico. Le successive sei tappe attraverseranno i territori molisani di Forlì del Sannio, Miranda, Pesche, Pettoranello, Castelpetroso, Indiprete, Santa Maria del Molise, Cantalupo, San Massimo, Boiano, San Polo Matese, Campochiaro e Sepino; mercoledì 5, la carovana, proveniente da Boiano, approderà in Campania, attraversando Morcone, Sassinoro, Santa Croce del Sannio, Colle Sannita, Circello, Cerreto, Reino, San Giorgio La Molara, Buonalbergo, Casalbore, dove farà tappa il 6 settembre, proseguendo il 7 per Montecalvo, Ariano Irpino, Villanova, Savignano e Zungoli, sede della penultima tappa. Sabato 8, salvo una piccola escursione in Irpinia, e precisamente in territorio di Lacedonia e Scampitella, i partecipanti al trekking della transumanza approderanno in Provincia di Foggia, attraversando Monteleone, Anzano, S. Angelo, Rocchetta S. Antonio ed arrivo a Candela dove è prevista una grande festa finale.
A partire dall'esperienza associativa vissuta nelle ACLI e da quella amministrativa a Napoli e Castellammare di Stabia utilizzo questo spazio per affrontare i temi del dialogo tra le generazioni, del lavoro, della formazione, del welfare, della partecipazione e della loro necessaria innovazione.
venerdì, agosto 31, 2007
Vesuvio dorme o è desto?
VESUVIO: DIPARTIMENTO PROTEZIONE CIVILE SMENTISCE ALLARME
Roma, 30 ago. - (Adnkronos) - Non c'e' nessun allarme eruzione per il Vesuvio. Lo si apprende dal Dipartimento di Protezione Civile che smentisce quindi l'allarme lanciato dal 'National Geographic'.
Come spiega il Dipartimento, le strutture dell'Osservatorio vesuviano che fanno parte dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che monitorano ogni giorno il vulcano, non hanno rilevato nessun segnale che puo' far pensare a qualsiasi tipo di attivita'. Sul piano d'evacuazione il Dipartimento fa sapere che non avverrebbe certo 'tra ceneri e lapilli' anche perche', nel caso ci fosse davvero un allarme, scatterrebbe prima di una eventuale eruzione.
(Rre/Ct/Adnkronos)VESUVIO: DIRETTORE OSSERVATORIO, VULCANO QUIESCIENTE NESSUN ALLARME
Napoli, 30 ago. - (Adnkronos) - "In questo momento non c'e' nessun allarme: il Vesuvio e' quiescente. Quel 50% di probabilita' che si risvegli nel peggiore dei modi, sicuramente non e' possibile domani. Se riferito a un lasso di tempo molto lungo, dell'ordine di migliaia di anni, allora si', diventa possibile". A dichiararlo all'ADNKRONOS e' Marcello Martini, direttore dell'Osservatorio Vesuviano, commentando l'allarme lanciato dalla rivista Usa 'National Geographic' e da altri ricercatori e vulcanologi in merito a un possibile risveglio del Vesuvio, che potrebbe mettere in pericolo l'intera citta' di Napoli.
"Nell'immediato non e' possibile un'esplosione del vulcano - ribadisce Martini - E comunque siamo dotati di sistemi di rilevazione in grado di avvertire di un'eventuale risveglio del Vesuvio con mesi o settimane di anticipo. Bisogna tener presente che l'Ingv e l'Osservatorio Vesuviano hanno un complesso sistema di monitoraggio su tutte le variazioni che si possono verificare, in merito alle deformazioni del suolo, alla sismicita', alla composizione chimica delle fumarole del vulcano, in modo tale da poter comunicare immediatamente una eventuale ripresa dell'attivita'".
"I piani della Protezione civile sono stati modulati in considerazione della scarsa possibilita' che si possano verificare fenomeni di attivita' maggiore rispetto a quella subpliniana - spiega il direttore - Anche se ovviamente non e' escluso che cio' si possa verificare, la probabilita' e' abbastanza bassa da rendere ragionevole assumere un livello di rischio subpliniano. La casistica infatti ci dice che nell'arco di 20mila anni si sono verificate soltanto 4 di queste eruzioni, due delle quali negli ultimi 4mila anni".
(Laf/Ct/Adnkronos)
Roma, 30 ago. - (Adnkronos) - Non c'e' nessun allarme eruzione per il Vesuvio. Lo si apprende dal Dipartimento di Protezione Civile che smentisce quindi l'allarme lanciato dal 'National Geographic'.
Come spiega il Dipartimento, le strutture dell'Osservatorio vesuviano che fanno parte dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che monitorano ogni giorno il vulcano, non hanno rilevato nessun segnale che puo' far pensare a qualsiasi tipo di attivita'. Sul piano d'evacuazione il Dipartimento fa sapere che non avverrebbe certo 'tra ceneri e lapilli' anche perche', nel caso ci fosse davvero un allarme, scatterrebbe prima di una eventuale eruzione.
(Rre/Ct/Adnkronos)VESUVIO: DIRETTORE OSSERVATORIO, VULCANO QUIESCIENTE NESSUN ALLARME
Napoli, 30 ago. - (Adnkronos) - "In questo momento non c'e' nessun allarme: il Vesuvio e' quiescente. Quel 50% di probabilita' che si risvegli nel peggiore dei modi, sicuramente non e' possibile domani. Se riferito a un lasso di tempo molto lungo, dell'ordine di migliaia di anni, allora si', diventa possibile". A dichiararlo all'ADNKRONOS e' Marcello Martini, direttore dell'Osservatorio Vesuviano, commentando l'allarme lanciato dalla rivista Usa 'National Geographic' e da altri ricercatori e vulcanologi in merito a un possibile risveglio del Vesuvio, che potrebbe mettere in pericolo l'intera citta' di Napoli.
"Nell'immediato non e' possibile un'esplosione del vulcano - ribadisce Martini - E comunque siamo dotati di sistemi di rilevazione in grado di avvertire di un'eventuale risveglio del Vesuvio con mesi o settimane di anticipo. Bisogna tener presente che l'Ingv e l'Osservatorio Vesuviano hanno un complesso sistema di monitoraggio su tutte le variazioni che si possono verificare, in merito alle deformazioni del suolo, alla sismicita', alla composizione chimica delle fumarole del vulcano, in modo tale da poter comunicare immediatamente una eventuale ripresa dell'attivita'".
"I piani della Protezione civile sono stati modulati in considerazione della scarsa possibilita' che si possano verificare fenomeni di attivita' maggiore rispetto a quella subpliniana - spiega il direttore - Anche se ovviamente non e' escluso che cio' si possa verificare, la probabilita' e' abbastanza bassa da rendere ragionevole assumere un livello di rischio subpliniano. La casistica infatti ci dice che nell'arco di 20mila anni si sono verificate soltanto 4 di queste eruzioni, due delle quali negli ultimi 4mila anni".
(Laf/Ct/Adnkronos)
Al sud laurearsi non basta. Lavoro «per conoscenze»
Spesso al Sud la laurea non basta per trovare lavoro. Un quarto dei laureati meridionali che a tre anni dal titolo di studio è occupato nel Mezzogiorno ha trovato l'impiego attraverso conoscenze. Lo sottolinea lo Svimez in uno studio dal quale emerge che la percentuale si dimezza per quei laureati meridionali che studiano al Nord e decidono di non tornare nella regione di appartenenza.
Al Sud le segnalazioni e le conoscenze quindi rappresentano il canale più seguito nella ricerca del lavoro sia tra coloro che studiano nel Mezzogiorno (vale per il 24,6% dei casi), sia per coloro che studiano al Nord ma decidono di tornare dopo la laurea (il 22,9% di chi lavora trova l'impiego tramite conoscenze). Tra coloro che studiano al Nord e decidono di non tornare solo il 12,3% trova lavoro tramite conoscenze, una percentuale simile a coloro che pur studiando al Sud emigrano al Nord per cercare occupazione (il 13,8%).
I laureati del Sud che sono riusciti a trovare lavoro nelle regioni di appartenenza (a tre anni dalla laurea erano 20.700 su 34.500 occupati complessivi tra i 55.000 laureati meridionali nel 2001) hanno fatto ricorso alle conoscenze nel 9,3% dei casi, alla segnalazione nell'11,7% dei casi e alla collaborazione a una attività familiare nel 3,6% dei casi. Le percentuali si riducono di molto tra i laureati meridionali che hanno studiato al Nord e hanno deciso di non tornare nel territorio d'origine (3,4% hanno trovato lavoro tramite conoscenze, l'8,6% tramite segnalazione e lo 0,3% collaborando a una attività familiare).
Tra coloro che risultano occupati avendo iniziato una attività autonoma ci sono il 13,7% di coloro che hanno studiato al Sud e lì sono rimasti, ma anche il 18,6% di coloro che hanno studiato al Nord ma poi sono tornati nel Mezzogiorno. Hanno iniziato una attività autonoma invece solo il 6,2% di coloro che hanno studiato al Centro Nord e non sono tornati e il 7,9% di coloro che si sono trasferiti solo dopo la laurea.
L'invio del curriculum è risultato un canale utile per trovare lavoro nel 22,2% dei laureati «immobili» e nel 25% dei casi dei «mobili tornati». Per i mobili non tornati il curriculum è servito per il 24,9% dei casi mentre per coloro che si sono trasferiti dopo la laurea è servito nel 23,7% dei casi. Il collocamento pubblico è servito solo nell'1,7% dei laureati del Sud mentre l'agenzia privata di mediazione tra domanda e offerta di lavoro è stata utile nel 2,3% dei casi.
Il 15,3% di coloro che si sono trasferiti dopo la laurea hanno trovato impiego tramite inserzione su un giornale, il doppio dei casi rispetto a coloro che sono rimasti a studiare e a lavorare al Sud (7,8%). Infine il concorso pubblico mantiene tra i laureati meridionali un grande appeal con il 15,1% di coloro che lavora che ha trovato impiego come travet.
Quasi la metà dei laureati meridionali che a tre anni dal conseguimento del titolo di studio lavora è stata costretta per trovare un impiego a emigrare al Nord: è quanto emerge da una ricerca dello Svimez secondo la quale su 55.000 laureati residenti al Sud al momento dell'iscrizione all'Università ne lavoravano dopo tre anni 34.500. Ma se 20.700 ha trovato impiego nelle regioni di appartenenza sono circa 13.800 quelli che invece lavorano nelle regioni del Nord.
«La percentuale tra i laureati meridionali che lavorano - spiega il vice direttore dello Svimez Luca Bianchi - è del 40% ma sale al 50% se si considerano le lauree scientifiche».
La tendenza alla mobilità territoriale dei laureati del Mezzogiorno si è intensificata - si legge nello studio Svimez - a partire dalla seconda metà degli anni Novanta. Tra il 1994 e il 2000 si sono trasferiti dal Mezzogiorno al Centro Nord circa 850.000 persone ma anche nei primi anni del decennio attuale si sono trasferite oltre 100.000 lavoratori all'anno. La differenza rispetto alle ondate migratorie degli anni Cinquanta e Sessanta è nelle quantità ma anche nella tipologia dei lavoratori che si spostano. Nel 2003 il 49% di coloro che si sono spostati avevano un diploma superiore o una laurea contro il 41% del 1999.
La laurea, soprattutto per i ceti sociali più bassi, riduce il rischio di disoccupazione ma non quello di trovare un'occupazione mal retribuita. I laureati del Sud che trovano un impiego al Nord spesso hanno contratti con condizioni peggiori dei loro colleghi che riescono a restare nel Mezzogiorno. Il 60,3% dei laureati meridionali che lavorano nel Centro-Nord a tre anni dalla laurea lavora con un contratto a tempo determinato contro il 41,7% di coloro che hanno studiato e trovato impiego nel Mezzogiorno.
Al Sud le segnalazioni e le conoscenze quindi rappresentano il canale più seguito nella ricerca del lavoro sia tra coloro che studiano nel Mezzogiorno (vale per il 24,6% dei casi), sia per coloro che studiano al Nord ma decidono di tornare dopo la laurea (il 22,9% di chi lavora trova l'impiego tramite conoscenze). Tra coloro che studiano al Nord e decidono di non tornare solo il 12,3% trova lavoro tramite conoscenze, una percentuale simile a coloro che pur studiando al Sud emigrano al Nord per cercare occupazione (il 13,8%).
I laureati del Sud che sono riusciti a trovare lavoro nelle regioni di appartenenza (a tre anni dalla laurea erano 20.700 su 34.500 occupati complessivi tra i 55.000 laureati meridionali nel 2001) hanno fatto ricorso alle conoscenze nel 9,3% dei casi, alla segnalazione nell'11,7% dei casi e alla collaborazione a una attività familiare nel 3,6% dei casi. Le percentuali si riducono di molto tra i laureati meridionali che hanno studiato al Nord e hanno deciso di non tornare nel territorio d'origine (3,4% hanno trovato lavoro tramite conoscenze, l'8,6% tramite segnalazione e lo 0,3% collaborando a una attività familiare).
Tra coloro che risultano occupati avendo iniziato una attività autonoma ci sono il 13,7% di coloro che hanno studiato al Sud e lì sono rimasti, ma anche il 18,6% di coloro che hanno studiato al Nord ma poi sono tornati nel Mezzogiorno. Hanno iniziato una attività autonoma invece solo il 6,2% di coloro che hanno studiato al Centro Nord e non sono tornati e il 7,9% di coloro che si sono trasferiti solo dopo la laurea.
L'invio del curriculum è risultato un canale utile per trovare lavoro nel 22,2% dei laureati «immobili» e nel 25% dei casi dei «mobili tornati». Per i mobili non tornati il curriculum è servito per il 24,9% dei casi mentre per coloro che si sono trasferiti dopo la laurea è servito nel 23,7% dei casi. Il collocamento pubblico è servito solo nell'1,7% dei laureati del Sud mentre l'agenzia privata di mediazione tra domanda e offerta di lavoro è stata utile nel 2,3% dei casi.
Il 15,3% di coloro che si sono trasferiti dopo la laurea hanno trovato impiego tramite inserzione su un giornale, il doppio dei casi rispetto a coloro che sono rimasti a studiare e a lavorare al Sud (7,8%). Infine il concorso pubblico mantiene tra i laureati meridionali un grande appeal con il 15,1% di coloro che lavora che ha trovato impiego come travet.
Quasi la metà dei laureati meridionali che a tre anni dal conseguimento del titolo di studio lavora è stata costretta per trovare un impiego a emigrare al Nord: è quanto emerge da una ricerca dello Svimez secondo la quale su 55.000 laureati residenti al Sud al momento dell'iscrizione all'Università ne lavoravano dopo tre anni 34.500. Ma se 20.700 ha trovato impiego nelle regioni di appartenenza sono circa 13.800 quelli che invece lavorano nelle regioni del Nord.
«La percentuale tra i laureati meridionali che lavorano - spiega il vice direttore dello Svimez Luca Bianchi - è del 40% ma sale al 50% se si considerano le lauree scientifiche».
La tendenza alla mobilità territoriale dei laureati del Mezzogiorno si è intensificata - si legge nello studio Svimez - a partire dalla seconda metà degli anni Novanta. Tra il 1994 e il 2000 si sono trasferiti dal Mezzogiorno al Centro Nord circa 850.000 persone ma anche nei primi anni del decennio attuale si sono trasferite oltre 100.000 lavoratori all'anno. La differenza rispetto alle ondate migratorie degli anni Cinquanta e Sessanta è nelle quantità ma anche nella tipologia dei lavoratori che si spostano. Nel 2003 il 49% di coloro che si sono spostati avevano un diploma superiore o una laurea contro il 41% del 1999.
La laurea, soprattutto per i ceti sociali più bassi, riduce il rischio di disoccupazione ma non quello di trovare un'occupazione mal retribuita. I laureati del Sud che trovano un impiego al Nord spesso hanno contratti con condizioni peggiori dei loro colleghi che riescono a restare nel Mezzogiorno. Il 60,3% dei laureati meridionali che lavorano nel Centro-Nord a tre anni dalla laurea lavora con un contratto a tempo determinato contro il 41,7% di coloro che hanno studiato e trovato impiego nel Mezzogiorno.
giovedì, agosto 30, 2007
dipendenti e pensionati della pubblica amministrazione sono iscritti "d'ufficio" al "Fondo Inpdap
Il fondo dell'Inpdap
Il 7 marzo scorso, senza destare particolare clamore, è stato approvato un decreto (il DM 45) in base al quale dipendenti e pensionati della pubblica amministrazione sono iscritti "d'ufficio" al "Fondo Inpdap per la gestione unitaria delle prestazioni creditizie".
Automaticamente, a partire dal mese di novembre, i titolari di pensione con importo superiore ai 600 euro lordi mensili si vedranno applicare una trattenuta dello 0,15% - per i dipendenti in servizio l'aliquota sale allo 0,35% - ma potranno in compenso chiedere un mutuo per l'acquisto della prima casa o, più convenientemente, un piccolo prestito, fatta salva la disponibilità di bilancio dell'Inpdap.
E' sottinteso, anzi esplicitamente previsto dall'art. 2 del Decreto, che a chi non usufruirà di prestiti non verrà comunque restituito nulla.
L'iscrizione al fondo, dicevamo, è effettuata "di diritto", come è scritto testualmente nel Decreto, mentre l'obbligo di contribuzione scatta con l'assegno di novembre, qualora gli interessati non comunichino all'INPDAP la loro volontà contraria.
Adottando il più in voga tra i sistemi di marketing - quello per cui l'opzione possibile non è scegliere un prodotto ma rifiutarlo - il Decreto prevede che la "volontà contraria" sia espressa esplicitamente ed entro il termine perentorio del 25 ottobre 2007, trascorso il quale viene concessa un'ultima, unica possibilità: il recesso entro i 6 mesi dal pagamento della prima rata!
Ultima "chicca": non è previsto nessun modulo per esercitare il recesso.
Cosa fare? Il "popolo di Internet" si è mobilitato e girano in rete numerosi modelli preimpostati.
Altra possibilità è rivolgersi a qualsiasi ufficio del Patronato Acli, dove è possibile compilare la lettera di recesso già predisposta e inoltrarla all'Inpdap.
Il 7 marzo scorso, senza destare particolare clamore, è stato approvato un decreto (il DM 45) in base al quale dipendenti e pensionati della pubblica amministrazione sono iscritti "d'ufficio" al "Fondo Inpdap per la gestione unitaria delle prestazioni creditizie".
Automaticamente, a partire dal mese di novembre, i titolari di pensione con importo superiore ai 600 euro lordi mensili si vedranno applicare una trattenuta dello 0,15% - per i dipendenti in servizio l'aliquota sale allo 0,35% - ma potranno in compenso chiedere un mutuo per l'acquisto della prima casa o, più convenientemente, un piccolo prestito, fatta salva la disponibilità di bilancio dell'Inpdap.
E' sottinteso, anzi esplicitamente previsto dall'art. 2 del Decreto, che a chi non usufruirà di prestiti non verrà comunque restituito nulla.
L'iscrizione al fondo, dicevamo, è effettuata "di diritto", come è scritto testualmente nel Decreto, mentre l'obbligo di contribuzione scatta con l'assegno di novembre, qualora gli interessati non comunichino all'INPDAP la loro volontà contraria.
Adottando il più in voga tra i sistemi di marketing - quello per cui l'opzione possibile non è scegliere un prodotto ma rifiutarlo - il Decreto prevede che la "volontà contraria" sia espressa esplicitamente ed entro il termine perentorio del 25 ottobre 2007, trascorso il quale viene concessa un'ultima, unica possibilità: il recesso entro i 6 mesi dal pagamento della prima rata!
Ultima "chicca": non è previsto nessun modulo per esercitare il recesso.
Cosa fare? Il "popolo di Internet" si è mobilitato e girano in rete numerosi modelli preimpostati.
Altra possibilità è rivolgersi a qualsiasi ufficio del Patronato Acli, dove è possibile compilare la lettera di recesso già predisposta e inoltrarla all'Inpdap.
Il Mezzogiorno può essere il protagonista della sfida energetica
Nei prossimi giorni Enrico Letta visiterà alcune importanti realtà meridionali: il 31 Agosto sarà in Basilicata a Maratea e Policoro, il primo settembre ad Avellino e Benevento, il 3 settembre a Napoli, Bari e Foggia. Al centro di tali incontri ci saranno i temi del Mezzogiorno e tra questi l'idea, già raccolta da Letta, che il Mezzogiorno possa diventare la piattaforma italiana per la produzione di energia da fonti rinnovabili.
Il settore energetico è il settore del domani ed il Mezzogiorno ha le caratteristiche migliori in Italia per aumentare la produzione di energie alternative come il solare a concentrazione, il solare fotovoltaico e l’eolico.
Al di là della piena partecipazione al raggiungimento dell’obiettivo dell’Unione Europea, che è quello di triplicare gli investimenti nelle fonti alternative per il 2020, sono almeno tre le grandi opportunità per il Mezzogiorno legate alla produzione di energia da fonti rinnovabili.
In primo luogo, lo sfruttamento del vantaggio tecnologico che l'Italia, grazie soprattutto a progetti di ricerca condotti dall'Enea, ha nella produzione da solare a concentrazione. In Sicilia si assisterà alla realizzazione del primo impianto che utilizza queste innovazioni tecnologiche. Inoltre, non bisogna dimenticare cosa può rappresentare nei prossimi anni, a livello mondiale, il vettore idrogeno prodotto da mix di fonti energetiche.
In secondo luogo, la realizzazione di impianti di produzione di energia necessita della fornitura di nuovi componenti. Lo sviluppo di un’industria della componentistica per la produzione energetica può trovare nel Mezzogiorno interessanti possibilità di localizzazione, e può contribuire in maniera decisiva alla maggiore competitività del territorio nella produzione rivolta anche ad un mercato internazionale in crescita continua. In questo senso, il primo screening di proposte di "Industria 2015" relative al Progetto di Innovazione Industriale “Efficienza energetica” può essere un interessante punto di partenza. Su 1067 proposte pervenute, oltre un terzo riguardano possibili investimenti nel Mezzogiorno. Accelerare la valutazione della validità delle proposte e, d’intesa con le Regioni, accelerare i possibili investimenti nel Mezzogiorno utilizzando i fondi europei come volano è una cosa da fare subito.
In terzo luogo, la politica energetica è un elemento cruciale dello sviluppo delle relazioni euro-mediterranee dei prossimi anni, sia per quanto riguarda l’olio e il gas, ma ancora di più in relazione alle potenzialità dell’energia solare. Avviare accordi di collaborazione finalizzati al consolidamento e trasferimento di tecnologie più efficienti per la produzione di energia solare è la strada da percorrere per attuare politiche lungimiranti. Da questo punto di vista i dati sull’irradiamento solare medio giornaliero, non solo devono portare il Mezzogiorno a sfruttare il proprio potenziale endogeno, ma anche a stabilire rapporti virtuosi con i paesi della sponda Sud del Mediterraneo. Basti pensare ai 9 milioni di Kmq su cui si estende il Sahara, dove, in un futuro non lontano, potrebbe essere prodotto idrogeno da energia solare sufficiente a soddisfare la domanda di energia di tutta l’Africa e tutta l’Europa a 25.
on. Gianni Pittella
Coordinatore nazionale campagna per le primarie di Enrico Letta
Il settore energetico è il settore del domani ed il Mezzogiorno ha le caratteristiche migliori in Italia per aumentare la produzione di energie alternative come il solare a concentrazione, il solare fotovoltaico e l’eolico.
Al di là della piena partecipazione al raggiungimento dell’obiettivo dell’Unione Europea, che è quello di triplicare gli investimenti nelle fonti alternative per il 2020, sono almeno tre le grandi opportunità per il Mezzogiorno legate alla produzione di energia da fonti rinnovabili.
In primo luogo, lo sfruttamento del vantaggio tecnologico che l'Italia, grazie soprattutto a progetti di ricerca condotti dall'Enea, ha nella produzione da solare a concentrazione. In Sicilia si assisterà alla realizzazione del primo impianto che utilizza queste innovazioni tecnologiche. Inoltre, non bisogna dimenticare cosa può rappresentare nei prossimi anni, a livello mondiale, il vettore idrogeno prodotto da mix di fonti energetiche.
In secondo luogo, la realizzazione di impianti di produzione di energia necessita della fornitura di nuovi componenti. Lo sviluppo di un’industria della componentistica per la produzione energetica può trovare nel Mezzogiorno interessanti possibilità di localizzazione, e può contribuire in maniera decisiva alla maggiore competitività del territorio nella produzione rivolta anche ad un mercato internazionale in crescita continua. In questo senso, il primo screening di proposte di "Industria 2015" relative al Progetto di Innovazione Industriale “Efficienza energetica” può essere un interessante punto di partenza. Su 1067 proposte pervenute, oltre un terzo riguardano possibili investimenti nel Mezzogiorno. Accelerare la valutazione della validità delle proposte e, d’intesa con le Regioni, accelerare i possibili investimenti nel Mezzogiorno utilizzando i fondi europei come volano è una cosa da fare subito.
In terzo luogo, la politica energetica è un elemento cruciale dello sviluppo delle relazioni euro-mediterranee dei prossimi anni, sia per quanto riguarda l’olio e il gas, ma ancora di più in relazione alle potenzialità dell’energia solare. Avviare accordi di collaborazione finalizzati al consolidamento e trasferimento di tecnologie più efficienti per la produzione di energia solare è la strada da percorrere per attuare politiche lungimiranti. Da questo punto di vista i dati sull’irradiamento solare medio giornaliero, non solo devono portare il Mezzogiorno a sfruttare il proprio potenziale endogeno, ma anche a stabilire rapporti virtuosi con i paesi della sponda Sud del Mediterraneo. Basti pensare ai 9 milioni di Kmq su cui si estende il Sahara, dove, in un futuro non lontano, potrebbe essere prodotto idrogeno da energia solare sufficiente a soddisfare la domanda di energia di tutta l’Africa e tutta l’Europa a 25.
on. Gianni Pittella
Coordinatore nazionale campagna per le primarie di Enrico Letta
mercoledì, agosto 29, 2007
Enrico Letta a Benevento: incontro con i sostenitori sanniti
Sabato 1 settembre
15,00 Benevento - Villa de Papi- sede Marsec (Centro satellitare)
Incontro con i i sostenitori Sanniti
a seguire 15,45 Conferenza Stampa
Entra nel vivo anche a Benevento la campagna per le primarie del Partito Democratico. Sabato Enrico Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio sarà in città per incontrare i tanti sostenitori sanniti e la stampa. L'appuntamento è fissato per il primo pomeriggio al Marsec, esempio della grande innovazione possibile nel Mezzogiorno. Giovani ricercatori, esponenti dei partiti fondatori e della società civile parteciperanno a questo incontro utile ad approfondire i contenuti programmatici della candidatura Letta alla segreteria del Partito Democratico.
"La candidatura di Letta è una ottima opportunità di partecipazione alla costruzione di un nuovo soggetto politico in grado di realizzare le riforme necessarie al buon governo del Paese. - dichiara Pasquale Orlando, presidente delle Acli di Napoli e membro della Direzione Nazionale dell'associazione dei lavoratori cristiani - Anche nel Sannio il cambiamento è possibile se si crea lo spazio per idee e persone nuove".
15,00 Benevento - Villa de Papi- sede Marsec (Centro satellitare)
Incontro con i i sostenitori Sanniti
a seguire 15,45 Conferenza Stampa
Entra nel vivo anche a Benevento la campagna per le primarie del Partito Democratico. Sabato Enrico Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio sarà in città per incontrare i tanti sostenitori sanniti e la stampa. L'appuntamento è fissato per il primo pomeriggio al Marsec, esempio della grande innovazione possibile nel Mezzogiorno. Giovani ricercatori, esponenti dei partiti fondatori e della società civile parteciperanno a questo incontro utile ad approfondire i contenuti programmatici della candidatura Letta alla segreteria del Partito Democratico.
"La candidatura di Letta è una ottima opportunità di partecipazione alla costruzione di un nuovo soggetto politico in grado di realizzare le riforme necessarie al buon governo del Paese. - dichiara Pasquale Orlando, presidente delle Acli di Napoli e membro della Direzione Nazionale dell'associazione dei lavoratori cristiani - Anche nel Sannio il cambiamento è possibile se si crea lo spazio per idee e persone nuove".
Caro-libri,arrivano i prestiti delle Poste per diluire spese
Finanziamenti fino a 4mila euro per correntisti Banco-Posta
(ANSA)-ROMA, 28 AGO-Per affontare il caro libri arrivano i prestiti delle Poste Italiane: un modo per diluire il costo in piu' mesi, pagando pero' gli interessi. Con questa iniziativa, rivolta ai correntisti di BancoPosta, si potranno chiedere mille euro per ogni figlio che va a scuola e 2mila per ogni figlio iscritto all'universita',per un massimo di 4 mila euro.La contropartita e' il pagamento del tasso di interesse in 12 o 24 rate:il Tan e' al 6% mentre il Taeg/Isc massimo e' del 6,19%.
(ANSA)-ROMA, 28 AGO-Per affontare il caro libri arrivano i prestiti delle Poste Italiane: un modo per diluire il costo in piu' mesi, pagando pero' gli interessi. Con questa iniziativa, rivolta ai correntisti di BancoPosta, si potranno chiedere mille euro per ogni figlio che va a scuola e 2mila per ogni figlio iscritto all'universita',per un massimo di 4 mila euro.La contropartita e' il pagamento del tasso di interesse in 12 o 24 rate:il Tan e' al 6% mentre il Taeg/Isc massimo e' del 6,19%.
lunedì, agosto 27, 2007
Caro libri, caro scuola, fiamme gialle e antitrust in campo.
Caro libri: Antitrust chiede accertamenti a Fiamme Gialle
ROMA - L'autorita' Antitrust ha chiesto alla Guardia di Finanza l'avvio di accertamenti sull'andamento dei prezzi dei libri di testo. La verifica riguardera' i prezzi dei libri delle scuole secondarie superiori negli ultimi tre anni in otto grandi citta'. L'Authority si e' riunita oggi ed ha stabilito che solo dopo una prima indagine preliminare sara' possibile decidere se procedere o meno a ulteriori accertamenti sugli aumenti, come chiesto dai consumatori. (Agr)
Il salasso di libri, zaini e diari nel nuovo anno rincari fino all'11%
ROMA - Le vacanze stanno ormai per terminare e per migliaia di genitori italiani si riaffaccia il problema dell'acquisto dei libri e del materiale scolastico. E anche quest'anno dalle ricerche delle associazioni che tutelano i consumatori emergono aumenti, nell'ordine dell'11 per cento circa, sia per l'acquisto dei libri che per il cosiddetto corredo scolastico (astucci, diari, zaini).
Un'indagine di Altroconsumo su 355 classi di 55 scuole medie a Milano, Roma e Napoli dimostra che, pur avendo il ministro dell'Istruzione Fioroni indicato un tetto di spesa di 280 euro per alunno, questo non venga quasi mai rispettato, con aumenti che possono arrivare anche a 394 euro, cifra che dovranno sborsare i genitori degli alunni che frequenteranno la sezione "D" della scuola "Giovanni Falcone" di Napoli. E proprio al capoluogo campano, con circa 300 euro di spesa media per la dotazione libraria (e di conseguenza uno sforamento dei limiti imposti dal Ministero) spetta la maglia nera. Un po' meglio a Milano e Roma, con 275 euro di spesa media. Inoltre, in una classe su quattro si spenderà di più di quanto si è speso lo scorso anno.
La ricerca mette poi in luce che a sforare il tetto di spesa sono poco meno della metà delle classi considerate, con una percentuale che sale al 65 per cento nel capoluogo partenopeo. Le classi che superano il tetto rimanendo al di sotto del 10 per cento (con una spesa fino a 308 euro) sono il 29 per cento, mentre quelle che superano i 308 euro sono 54 (quindi il 15 per cento del totale), di cui la maggior parte, ancora, a Napoli. Deludente anche il monitoraggio effettuato presso le scuole medie che l'anno scorso avevano sforato: 20 su 35 lo hanno fatto anche quest'anno.
Il Ministero dell'Istruzione il 22 maggio scorso aveva fissato i tetti per la dotazione libraria per il 2007-2008, confermando sostanzialmente quelli decisi per il 2006: 280 euro per la prima media, 180 per la seconda, 124 per la terza. Il decreto permette uno sforamento dei tetti del 10 per cento, se quello che si paga in più viene poi recuperato gli anni successivi (situazione che però puntualmente poi non si verifica). I risultati dell'inchiesta, fa sapere Altroconsumo, sono stati inviati al ministro Fioroni "affinché provveda a rivalutare le scelte di manica larga degli istituti scolastici", vigilando di più sulle adozioni dei testi.
I rincari non si fermano però solo ai libri di testo: secondo Federconsumatori quest'anno la spesa delle famiglie italiane per mandare i figli a scuola (considerati anche per astucci, zaini e diari) è cresciuta dell'11 per cento rispetto al 2006. A lievitare maggiormente sono i costi del corredo scolastico: gli accessori come quaderni e matite colorate incideranno, a seconda dell'età del ragazzo, fino al 7,2 per cento rispetto allo scorso anno. A far crescere i prezzi, come sempre, le pubblicità, che consigliano a ogni inizio d'anno di acquistare nuovi articoli, nonostante sia possibile nella maggior parte dei casi riutilizzare quelli dell'anno precedente.
Adusbef e Federconsumatori consigliano di effettuare le proprie spese presso i supermercati e gli ipermercati, dove il risparmio rispetto alle cartolerie può arrivare anche al 25 per cento. Per i libri, invece, dove possibile è sempre meglio comprarli usati: ormai ogni città ha il suo mercatino, e muoversi in tempo può portare a fare dei veri e propri affari.
"Accogliamo le segnalazioni pervenute in merito al superamento dei tetti di spesa per la scuola media che vanno ad integrare le rilevazioni effettuate e le azioni di controllo attualmente in corso dalle singole regioni da parte degli Uffici Scolastici Regionali", comunica in una nota il direttore generale per gli Ordinamenti scolastici, Mario Giacomo Dutto. "Il ministero - continua la nota - è impegnato a rendere agevole la partecipazione alla scuola con misure che limitino il più possibile il peso economico a carico delle famiglie".
"Anche quest'anno - sottolinea Dutto - le scelte dei libri di testo sono state oggetto di monitoraggio esteso e di dettaglio soprattutto per quanto si riferisce ai costi e al rispetto dei tetti di spesa fissati per la scuola media. Già prima della fine di luglio sono stati informati tutti i direttori scolastici regionali e a quella data la copertura dei dati riguardava per le scuole medie il 95% delle scuole statali. Su questa base i direttori regionali sono in grado di individuare le scuole nelle cui classi la scelta dei libri di testo ha comportato il superamento dei tetti previsti; il controllo è tuttora in corso".
Il caro-prezzi per libri, zaini e diari ha suscitato immediatamente la reazione dei sindacati. Il segretario generale della Cgil Scuola, Enrico Panini, ha definito gli aumenti "ingiustificati". E ha proseguito: "Temo che, a causa dei tagli alle risorse degli enti locali, i rincari riguarderanno anche i servizi scolastici, come mensa e trasporti, che sono di loro competenza". Per la Cgil il problema del 'caro scuola' può essere arginato solo col rilancio delle politiche per il sostegno allo studio. Se "il corso degli studi si è allungato molto nel tempo", determinando "un costo insostenibile per le famiglie", l'unica soluzione è l'istituzione di una "Banca del tempo educativo, che si configuri come un contributo economico dello Stato per ogni anno di studio".
SCUOLA: FIORONI, BENE ANTITRUST SU CARO-LIBRI
(AGI) - Roma, 25 ago. - “Ben venga l’iniziativa dell’antitrust e qualsiasi intervento in grado di assicurare a studenti e famiglie trasparenza nella dinamica del mercato e del contenimento della spesa”. Cosi’ il ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, commenta l’apertura di una pre-istruttoria dell’Antitrust, annunciata dal presidente Antonio Catricala’, per verificare gli aumenti dei prezzi sui libri scolastici. “Un’opera di controllo e vigilanza - prosegue Fioroni - rendera’ anche piu’ efficace l’azione del ministero, tesa a fissare tetti massimi di spesa oggetto di continuo monitoraggio”. (AGI)
PREZZI. Contro il "caro scuola" i consigli di Confconsumatori
Non acquistare tutti i testi scolastici subito e proporre al personale docente l'utilizzo di modalità didattiche alternative. Sono questi alcuni dei consigli messi a punto da Confconsumatori per affrontare l'aumento dei prezzi che ha colpito anche il settore scolastico. L'associazione auspicando una maggiore collaborazione tra le parti coinvolte, dal Ministero della Pubblica Istruzione alle scuole, dalle famiglie degli studenti ai produttori e venditori di accessori per la scuola ed editori di libri scolastici, alle associazioni dei consumatori consiglia, inoltre, di:
* incentivare una buona pratica di impiego dell'usato, invitando le istituzioni e gli editori a non promuovere nuove edizioni, ma limitandosi ad aggiornare al minimo il contenuto e le copertine.
* prestare attenzione agli incentivi che, ogni anno, dall'amministrazione comunale, possono essere attuati a favore delle famiglie con reddito più basso.
ROMA - L'autorita' Antitrust ha chiesto alla Guardia di Finanza l'avvio di accertamenti sull'andamento dei prezzi dei libri di testo. La verifica riguardera' i prezzi dei libri delle scuole secondarie superiori negli ultimi tre anni in otto grandi citta'. L'Authority si e' riunita oggi ed ha stabilito che solo dopo una prima indagine preliminare sara' possibile decidere se procedere o meno a ulteriori accertamenti sugli aumenti, come chiesto dai consumatori. (Agr)
Il salasso di libri, zaini e diari nel nuovo anno rincari fino all'11%
ROMA - Le vacanze stanno ormai per terminare e per migliaia di genitori italiani si riaffaccia il problema dell'acquisto dei libri e del materiale scolastico. E anche quest'anno dalle ricerche delle associazioni che tutelano i consumatori emergono aumenti, nell'ordine dell'11 per cento circa, sia per l'acquisto dei libri che per il cosiddetto corredo scolastico (astucci, diari, zaini).
Un'indagine di Altroconsumo su 355 classi di 55 scuole medie a Milano, Roma e Napoli dimostra che, pur avendo il ministro dell'Istruzione Fioroni indicato un tetto di spesa di 280 euro per alunno, questo non venga quasi mai rispettato, con aumenti che possono arrivare anche a 394 euro, cifra che dovranno sborsare i genitori degli alunni che frequenteranno la sezione "D" della scuola "Giovanni Falcone" di Napoli. E proprio al capoluogo campano, con circa 300 euro di spesa media per la dotazione libraria (e di conseguenza uno sforamento dei limiti imposti dal Ministero) spetta la maglia nera. Un po' meglio a Milano e Roma, con 275 euro di spesa media. Inoltre, in una classe su quattro si spenderà di più di quanto si è speso lo scorso anno.
La ricerca mette poi in luce che a sforare il tetto di spesa sono poco meno della metà delle classi considerate, con una percentuale che sale al 65 per cento nel capoluogo partenopeo. Le classi che superano il tetto rimanendo al di sotto del 10 per cento (con una spesa fino a 308 euro) sono il 29 per cento, mentre quelle che superano i 308 euro sono 54 (quindi il 15 per cento del totale), di cui la maggior parte, ancora, a Napoli. Deludente anche il monitoraggio effettuato presso le scuole medie che l'anno scorso avevano sforato: 20 su 35 lo hanno fatto anche quest'anno.
Il Ministero dell'Istruzione il 22 maggio scorso aveva fissato i tetti per la dotazione libraria per il 2007-2008, confermando sostanzialmente quelli decisi per il 2006: 280 euro per la prima media, 180 per la seconda, 124 per la terza. Il decreto permette uno sforamento dei tetti del 10 per cento, se quello che si paga in più viene poi recuperato gli anni successivi (situazione che però puntualmente poi non si verifica). I risultati dell'inchiesta, fa sapere Altroconsumo, sono stati inviati al ministro Fioroni "affinché provveda a rivalutare le scelte di manica larga degli istituti scolastici", vigilando di più sulle adozioni dei testi.
I rincari non si fermano però solo ai libri di testo: secondo Federconsumatori quest'anno la spesa delle famiglie italiane per mandare i figli a scuola (considerati anche per astucci, zaini e diari) è cresciuta dell'11 per cento rispetto al 2006. A lievitare maggiormente sono i costi del corredo scolastico: gli accessori come quaderni e matite colorate incideranno, a seconda dell'età del ragazzo, fino al 7,2 per cento rispetto allo scorso anno. A far crescere i prezzi, come sempre, le pubblicità, che consigliano a ogni inizio d'anno di acquistare nuovi articoli, nonostante sia possibile nella maggior parte dei casi riutilizzare quelli dell'anno precedente.
Adusbef e Federconsumatori consigliano di effettuare le proprie spese presso i supermercati e gli ipermercati, dove il risparmio rispetto alle cartolerie può arrivare anche al 25 per cento. Per i libri, invece, dove possibile è sempre meglio comprarli usati: ormai ogni città ha il suo mercatino, e muoversi in tempo può portare a fare dei veri e propri affari.
"Accogliamo le segnalazioni pervenute in merito al superamento dei tetti di spesa per la scuola media che vanno ad integrare le rilevazioni effettuate e le azioni di controllo attualmente in corso dalle singole regioni da parte degli Uffici Scolastici Regionali", comunica in una nota il direttore generale per gli Ordinamenti scolastici, Mario Giacomo Dutto. "Il ministero - continua la nota - è impegnato a rendere agevole la partecipazione alla scuola con misure che limitino il più possibile il peso economico a carico delle famiglie".
"Anche quest'anno - sottolinea Dutto - le scelte dei libri di testo sono state oggetto di monitoraggio esteso e di dettaglio soprattutto per quanto si riferisce ai costi e al rispetto dei tetti di spesa fissati per la scuola media. Già prima della fine di luglio sono stati informati tutti i direttori scolastici regionali e a quella data la copertura dei dati riguardava per le scuole medie il 95% delle scuole statali. Su questa base i direttori regionali sono in grado di individuare le scuole nelle cui classi la scelta dei libri di testo ha comportato il superamento dei tetti previsti; il controllo è tuttora in corso".
Il caro-prezzi per libri, zaini e diari ha suscitato immediatamente la reazione dei sindacati. Il segretario generale della Cgil Scuola, Enrico Panini, ha definito gli aumenti "ingiustificati". E ha proseguito: "Temo che, a causa dei tagli alle risorse degli enti locali, i rincari riguarderanno anche i servizi scolastici, come mensa e trasporti, che sono di loro competenza". Per la Cgil il problema del 'caro scuola' può essere arginato solo col rilancio delle politiche per il sostegno allo studio. Se "il corso degli studi si è allungato molto nel tempo", determinando "un costo insostenibile per le famiglie", l'unica soluzione è l'istituzione di una "Banca del tempo educativo, che si configuri come un contributo economico dello Stato per ogni anno di studio".
SCUOLA: FIORONI, BENE ANTITRUST SU CARO-LIBRI
(AGI) - Roma, 25 ago. - “Ben venga l’iniziativa dell’antitrust e qualsiasi intervento in grado di assicurare a studenti e famiglie trasparenza nella dinamica del mercato e del contenimento della spesa”. Cosi’ il ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, commenta l’apertura di una pre-istruttoria dell’Antitrust, annunciata dal presidente Antonio Catricala’, per verificare gli aumenti dei prezzi sui libri scolastici. “Un’opera di controllo e vigilanza - prosegue Fioroni - rendera’ anche piu’ efficace l’azione del ministero, tesa a fissare tetti massimi di spesa oggetto di continuo monitoraggio”. (AGI)
PREZZI. Contro il "caro scuola" i consigli di Confconsumatori
Non acquistare tutti i testi scolastici subito e proporre al personale docente l'utilizzo di modalità didattiche alternative. Sono questi alcuni dei consigli messi a punto da Confconsumatori per affrontare l'aumento dei prezzi che ha colpito anche il settore scolastico. L'associazione auspicando una maggiore collaborazione tra le parti coinvolte, dal Ministero della Pubblica Istruzione alle scuole, dalle famiglie degli studenti ai produttori e venditori di accessori per la scuola ed editori di libri scolastici, alle associazioni dei consumatori consiglia, inoltre, di:
* incentivare una buona pratica di impiego dell'usato, invitando le istituzioni e gli editori a non promuovere nuove edizioni, ma limitandosi ad aggiornare al minimo il contenuto e le copertine.
* prestare attenzione agli incentivi che, ogni anno, dall'amministrazione comunale, possono essere attuati a favore delle famiglie con reddito più basso.
Bossi alza i toni sul fisco: per fucili c'è sempre prima volta
chi lo dice, chi lo pensa, chi lo fa....nel senso che li usa.
MILANO (Reuters) - Intervenendo ad un comizio nel Bergamasco, Umberto Bossi ha alzato oggi i toni per riaffermare la determinazione della Lega sulla protesta fiscale, dicendo che sebbene i "padani" abbiano sempre pagato le tasse e non abbiano mai "tirato fuori i fucili", c'è sempre "una prima volta".
I toni duri del leader del Carroccio, espressi al microfono davanti a una folla di sostenitori riuniti a Cà San Marco, rafforzano la proposta di una "protesta" del Nord contro la pressione fiscale.
"A Roma - ha detto Bossi ripreso dai tg - pensano: 'Al nord sono un po' pirla. Parlano ma poi pagano, quindi non diamogli niente".
Ma, ha proseguito il leader della Lega, "se la Lombardia potesse chiudere i rubinetti, l'Italia morirebbe in cinque giorni, perchè l'Italia vive con i soldi della Lombardia".
La protesta fiscale "è una cosa pericolosa per i romanofili e per tutta la banda di chi vive sulle spalle dei lombardi e dei veneti e dei piemontesi, di quelli che pagano le tasse", ha detto ancora Bossi, che non è la prima volta che ricorre a metafore forti per arringare i suoi simpatizzanti.
"Finora gli è andata bene. A loro interessano solo i nostri soldi. I lombardi di fucili non ne han mai tirato fuori ma (per farlo) c'è sempre la prima volta".
Lo sciopero fiscale, lanciata dallo stesso Bossi da Ponte di Legno il giorno dopo Ferragosto, propone di pagare le tasse direttamente alle Regioni anziché allo Stato centrale, un modo per chiedere che in Finanziaria ci sia un maggiore impegno per il federalismo fiscale.
I toni di Bossi sono destinati a sollevare un coro di reazioni tra i politici, tra chi la considera solo una provocazione e chi ne accusa l'eccesso. Per il ministro e leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro, "la chiamata alle armi di Umberto Bossi rivolta ai lombardi stanchi di pagare le tasse è inaccettabile, ma questo è un giudizio scontato. Ci sarà il solito polverone e, dopo, i fucili saranno usati solo per andare a caccia".
Per il capogruppo dei Verdi alla Camera Angelo Bonelli, "Bossi fa del terrorismo politico". "Cosa ne pensano Berlusconi, Fini e Casini? Ci attendiamo una netta condanna delle deliranti affermazioni del leader leghista", aggiunge il deputato dei Verdi.
© Reuters 2007. Tutti i diritti assegna a Reuters.
sabato, agosto 25, 2007
PD: ENRICO LETTA LANCIA IL 'WIKI PD', ORIZZONTALE E IN RETE
Un partito orizzontale, capace di lavorare in rete. Insomma un "Wiki Pd", dove chiunque possa dare il proprio contributo. E' la visione del Partito Democratico del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta, che, in conferenza stampa al Meeting di Rimini, paragona la nascente formazione politica all'enciclopedia on line Wikipedia. Un partito che sia "a servizio della sussidiarieta'" precisa il candidato alla leadership del Pd.Cosi' concepito, il Pd "sarebbe una forte sfida per la politica italiana" conclude.
In vista delle primarie per il Pd incontro dei sostenitori della candidatura Letta.
giovedì 30 agosto 2007 alle ore 18 presso l'Hotel Oriente di Napoli (Via Armando Diaz, 44 - http://www.oriente.thi.it/) si terrà l'assemblea dei sostenitori di Enrico Letta di Napoli e provincia. Alla riunione prenderà parte Gianni Pittella, coordinatore nazionale della campagna per le primarie. Hanno già aderito, il consigliere regionale Guglielmo Vaccaro, l’avvocato Marinella De Nigris, l’imprenditrice Pina Amarelli Mengano, l’ex ad di Bagnolifitura Carlo Borgomeo, l’ex presidente di Azione cattolica ed ex senatore Raffaele Cananzi, i docenti universitari capitanati dal preside della Facoltà di Lettere Eugenio Mazzarella, Amedeo Lepore, Erminia Agozzino, Michele Cioffi, Enrico De Simone, Paola De Vivo, Amelia Filippelli, Giuliana Di Fiore, Franco Ortolani, Valerio Tozzi, Mario Raffa e Gustavo Mita. Quindi gli economisti Massimo Lo Cicero e Adriano Giannola. E poi una folta rappresentanza dal mondo dell’associazionismo, da Pasquale Orlando delle Acli ad Ernesto Mostardi di Fuoricentro Scampia, da Marisa Camardella dell’Assopedoni a Teresa Leone di Anthares.
venerdì, agosto 24, 2007
Pippo Matino omaggio a Jaco Pastorius
La Movida
Notte bianca a Cerreto Sannita
1 settembre 2007
Pippo Matino omaggio a Jaco Pastorius
Alla Movida 2007 partecipa Pippo Matino che farà tributo al grande Jaco Pastorius!
In piazza Roma a partire dalle 22.00 un concerto jazz di notevole interesse grazie alla presenza di un trio composto da Giampiero Franco alla batteria, Giulio Martino al sax e Pippo Matino al basso.
Pippo Matino è considerato dalla critica nazionale tra i maggiori specialisti e virtuosi del basso elettrico. Musicista poliedrico che spazia dalla musica jazz e relative contaminazioni funky, blues, rock alla musica leggera italiana. Dopo una lunga gavetta ricca di esperienze con i più importanti musicisti dell'area napoletana dell?epoca (E. VITOLO, J. SENESE e NAPOLI CENTRALE, LARRY NOCELLA, DANIELE SEPE, FRANCO GIACOIA). Si sposta poi a Roma e inizia una nuova serie di collaborazioni e, nel contempo, intraprende la sua carriera solistica da band leader incidendo il suo primo disco nel 1993 prodotto dalla VIA VENETO JAZZ, "BASSA TENSIONE", praticamente il primo della nota etichetta romana che nacque appunto grazie alla volontà dell?indimenticabile BIAGIO PAGANO di produrre questo lavoro che, per la presenza di brani come DOCTOR MIKE e BASS SONG FOR NAPOLI, è diventato una icona per molti giovani bassisti. Ha partecipato a tutte le edizioni di EUROBASSDAY a Verona,al GUITAR SHOW di Londra, MUSIKMESSE Francoforte, DISMA Rimini, BASS PLAYER LIVE di New York sempre come protagonista, come testimonial dei MARK BASS AMP e R. COCCO strings, sia con la sua band e sia in duetto con altri grandi virtuosi mondiali dello strumento suonando con Jeff Berlin, Dominique di Piazza, Dario Deidda, Darryl Jones, Stu Hamm, Jonas Helborg, Linley Marthe, Mattew Garrison? E? stato co-leader con il chitarrista ROCCO ZIFARELLI e il batterista cubano HORACIO "El Negro" HERNANDEZ di un trio ITALO CUBANO e, contemporaneamente, leader dell? ESSENTIAL TEAM, band composta alternativamente a seconda dei periodi dai batteristi PIETRO IODICE, SERGIO DI NATALE, CLAUDIO ROMANO ed i sassofonisti ROSARIO GIULIANI, JAVIER GIROTTO o GIULIO MARTINO + ROBERTO SCHIANO al trombone esprimendo, in ambedue i gruppi, una musica ricca di influenze jazz-rock-funk che non dimentica la lezione melodica della musica mediterranea. Nel suo secondo disco del 2005 (rai trade, Alfa Music) "ESSENTIAL TEAM" ha ospitato il fuoriclasse STEFANO DI BATTISTA al sax.
www.movidacerreto.it
organizzazione: tabula rasa eventi www.tabularasaeventi.net
ufficio stampa: Domenico Tescione d_tescione@libero.it--
Notte bianca a Cerreto Sannita
1 settembre 2007
Pippo Matino omaggio a Jaco Pastorius
Alla Movida 2007 partecipa Pippo Matino che farà tributo al grande Jaco Pastorius!
In piazza Roma a partire dalle 22.00 un concerto jazz di notevole interesse grazie alla presenza di un trio composto da Giampiero Franco alla batteria, Giulio Martino al sax e Pippo Matino al basso.
Pippo Matino è considerato dalla critica nazionale tra i maggiori specialisti e virtuosi del basso elettrico. Musicista poliedrico che spazia dalla musica jazz e relative contaminazioni funky, blues, rock alla musica leggera italiana. Dopo una lunga gavetta ricca di esperienze con i più importanti musicisti dell'area napoletana dell?epoca (E. VITOLO, J. SENESE e NAPOLI CENTRALE, LARRY NOCELLA, DANIELE SEPE, FRANCO GIACOIA). Si sposta poi a Roma e inizia una nuova serie di collaborazioni e, nel contempo, intraprende la sua carriera solistica da band leader incidendo il suo primo disco nel 1993 prodotto dalla VIA VENETO JAZZ, "BASSA TENSIONE", praticamente il primo della nota etichetta romana che nacque appunto grazie alla volontà dell?indimenticabile BIAGIO PAGANO di produrre questo lavoro che, per la presenza di brani come DOCTOR MIKE e BASS SONG FOR NAPOLI, è diventato una icona per molti giovani bassisti. Ha partecipato a tutte le edizioni di EUROBASSDAY a Verona,al GUITAR SHOW di Londra, MUSIKMESSE Francoforte, DISMA Rimini, BASS PLAYER LIVE di New York sempre come protagonista, come testimonial dei MARK BASS AMP e R. COCCO strings, sia con la sua band e sia in duetto con altri grandi virtuosi mondiali dello strumento suonando con Jeff Berlin, Dominique di Piazza, Dario Deidda, Darryl Jones, Stu Hamm, Jonas Helborg, Linley Marthe, Mattew Garrison? E? stato co-leader con il chitarrista ROCCO ZIFARELLI e il batterista cubano HORACIO "El Negro" HERNANDEZ di un trio ITALO CUBANO e, contemporaneamente, leader dell? ESSENTIAL TEAM, band composta alternativamente a seconda dei periodi dai batteristi PIETRO IODICE, SERGIO DI NATALE, CLAUDIO ROMANO ed i sassofonisti ROSARIO GIULIANI, JAVIER GIROTTO o GIULIO MARTINO + ROBERTO SCHIANO al trombone esprimendo, in ambedue i gruppi, una musica ricca di influenze jazz-rock-funk che non dimentica la lezione melodica della musica mediterranea. Nel suo secondo disco del 2005 (rai trade, Alfa Music) "ESSENTIAL TEAM" ha ospitato il fuoriclasse STEFANO DI BATTISTA al sax.
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ufficio stampa: Domenico Tescione d_tescione@libero.it--
Pd Campania: Veltroni all’attacco, i demitiani insorgono

CORRADO CASTIGLIONE Sul versante del Pd ci sono due elementi di novità, nella stretta finale che porta all’indicazione delle candidature alla segreteria regionale. Da una parte, Ciriaco De Mita ha convocato la direzione regionale della Margherita, appuntamento martedì nella sede di via Santa Brigida: invitati speciali, i vertici regionali di Ds e Alleanza riformista Enzo Amendola e Felice Iossa. Forse è presto per l’annuncio di una candidatura, ma comunque potrebbero venire fuori elementi importanti. Dall’altra arrivano da Roma, non senza suscitare reazioni, le parole di Walter Veltroni che anche a proposito dei candidati alla segreteria del Pd campano ha espressamente chiesto: «Devono essere personaggi indiscussi che rappresentino il rinnovamento». E qualcuno lancia in alternativa l’ipotesi di un compromesso sull’europarlamentare Alfonso Andria. Intendiamoci, quello che Veltroni afferma è condiviso in verità da larghi settori della Quercia campana. Basti considerare che soltanto due giorni fa il segretario provinciale Massimo Paolucci al Mattino affermava: «Francamente non credo che il nuovo Pd possa essere guidato da lui». Ma non tutti la pensano così. Insorge soprattutto la Margherita, con Mario Sena, capogruppo in Regione, demitiano: «C’è una grandissima maggioranza dei consiglieri Dl e ci sono importanti riferimenti nei Ds che pensano il contrario, e cioè che quella di De Mita sia una candidatura espressione del territorio, per capacità di consenso, di proposta e di collegamenti anche verso i mondi più estranei alla politica, come quello della cultura. Senza dimenticare che già ora lui è punto di equilibrio ed elemento importante per il rilancio della governabilità regionale. D’altro canto, di fronte allo spirito federale di questo nuovo partito che nasce ci sembra sorprendente che si facciano filtrare da Roma notizie di improbabili mediazioni». Si differenzia un po’ il collega di aula e di partito Pasquale Sommese, che pur condannando l’uscita di Veltroni con lo spiegare che «è impensabile una soluzione di grande contrapposizione e di svolta totale rispetto alle due figure carismatiche (De Mita e Bassolino, ndr) del sistema politico campano», si annuncia promotore insieme al capogruppo Ds Antonio Amato di un manifesto che da una parte ribadisca l’adesione a Veltroni e dall’altra solleciti un attimo di riflessione, rispetto alle fibrillazioni che ci sono. Diplomatico di fronte alla lettura romana anti-De Mita il capogruppo Ds in Consiglio comunale di Napoli Antonio Borriello: «Non dobbiamo porre alcuna pregiudiziale nei confronti di alcuno. Però prima di parlare di nomi dovremmo soffermarci un attimo sui contenuti. Le ipotesi di Salvatore Piccolo o di Andrea Cozzolino vanno bene. Ma soffermiamoci prima sui programmi». Scetticismo da Alleanza riformista. Dichiara Andrea America: «Sono contrario ad ogni forma di ingerenza romana sulla scelta del segretario regionale, che finirebbe per mortificare le energie politiche che ci sono qui». Sul tema anche dall’area Letta arriva un contributo, è quello di Amedeo Lepore: «Vedo una confusione di lingue dalla quale si esce con una maniera molto semplice, ovvero con l’annuncio formale delle candidature». Intanto sul suo blog www.campaniademocratica.ilcannocchiale.it l’assessore Cozzolino lancia sei punti programmatici per il nuovo Pd in Campania: i giovani, lo sviluppo, il rinnovamento della politica, la sicurezza, l’integrazione nel Mediterraneo, il ruolo del partito «motore di un orgoglio campano».
L'ADDIO A TRENTIN SUI QUOTIDIANI
(AGI) - Roma, 24 ago. - Si e' spento ieri ad 81 anni, a Roma, l'ex segretario della Cgil Bruno Trentin. 'Addio Bruno' il titolo che apre la prima pagina dell'Unita' che lo definisce 'un grande innovatore del sindacato e della sinistra' e sulla quale spicca il ricordo di Gugliemo Epifani dal titolo 'Dalla parte dei lavoratori': 'La sua lezione, la sua eredita' sta soprattutto nell'aver rifondato l'identita' della Cgil, di averla basata sul programma, non piu' sull'appartenenza per logiche di partito'. Sulla prima pagina del Messaggero il cordoglio di Franco Marini che ricorda come con Trentin abbia 'vissuto momenti difficili, importanti, decisivi per la vita di questo Paese, per il movimento sindacale, per i lavoratori'. E individua tre caratteristiche per ricordarlo: quello di essere stato un 'intellettuale, 'che metteva al servizio del sindacato, in un periodo duro come quello tra il '70 e l'80, la sua grande preparazione, la sua sensibilita'', un uomo di 'rigore morale' che 'proveniva dall'esperienza vissuta nella Resistenza' e dalla 'grande esperienza internazionale': 'La sua forza intellettuale, la sua cultura, il rigore morale - scrive il presidente del Senato - ne facevano un vero sindacalista. Un uomo che, pur con posizioni diverse dalle mie, aveva un obiettivo preciso, quello di trovare soluzioni, non di cavalcare posizioni estreme'. 'Addio a Trentin, marxista critico' il titolo sulla prima pagina della Stampa (che intervista Cesare Damiano: 'Come Di Vittorio sapeva parlare a chi e' in fabbrica'), 'Addio a Bruno Trentin, e' stato uno dei padri del sindacato moderno' quello di Repubblica.
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giovedì, agosto 23, 2007
Consumatori e giovani con Nardone
Centrali a biomasse, i consumatori sono con Nardone
- Le sedi provinciali del Movimento Difesa del Cittadino, Lega Consumatori e Federconsumatori sono intervenute in una nota congiunta sulle dimissioni decise dal presidente della Provincia Carmine Nardone a seguito della bocciatura in Consiglio Provinciale sulla questione delle centrali a biomasse da costruire nel Sannio.
Le associazioni hanno confermato stima e fiducia nell'operato svolto sino ad oggi dal presidente, “apprezzandone l'azione politica rivolta costantemente alla promozione degli interessi dei consumatori e della innovazione tecnologica nel Sannio”.
”Purtroppo – hanno sottolineato i responsabili Francesco Luongo (MDC), Vincenzo Mucci(Federconsumatori), e Raffaele Ascione (Lega Consumatori) - il problema rifiuti si dimostra ancora una volta particolarmente delicato sul fronte dell’informazione, soprattutto quanto alla condivisione e comprensione delle strategie da attuare per affrontarlo. I Comitati nascono ed operano legittimamente quando le comunità sentono di subire decisioni prese dall'alto ed a cui non sono partecipi”.
Ha sorpreso in particolar modo le associazioni dei consumatori, “la gestione della vicenda da parte delle amministrazioni locali che dopo aver condiviso con la Provincia il programma di installazione di impianti per lo sfruttamento di energia da bio-masse, contenuto nel documento strategico provinciale, invece di spiegare le ragioni di questa scelta ai cittadini sono tornate sui propri passi, senza chiare motivazioni e confondendo ancora di più l'opinione pubblica, già allarmata da voci incontrollate ed assurde circa il paventato smaltimento delle ecoballe dei Cdr campani negli impianti”.
”Purtroppo – prosegue la nota - al di la delle polemiche è vero che la provincia di Benevento ha bisogno di attivare al più presto fonti di energia alternative e rinnovabili per ridurre l'inquinamento ed abbassare i costi di fornitura dell'energia a consumatori e imprese. L'elettricità prodotta tramite le biomasse avrebbe evidentemente un prezzo inferiore a quello delle varie società distributrici operanti sul mercato con un indubbio vantaggio per le comunità”.
Le associazioni hanno auspicato il ritiro delle dimissioni da parte di Nardone e hanno proposto alle forze politiche e sociali l'avvio di un confronto trasparente con tutte le comunità locali che faccia chiarezza sull'utilità o meno dell' insediamento nel territorio provinciale di Benevento di nuove tecnologie per la produzione di energia e lo smaltimento dei rifiuti agricoli.
I giovani con Nardone e critici con i partiti dell'Unione: 'Presidente ripensaci'
- Il Comitato “Giovani in Democrazia” esprime sostegno e solidarietà al presidente della Provincia di Benevento che ha oggi pomeriggio rassegnato le dimissioni. "Carmine Nardone - scrivono i tre portavoce - ha sempre dimostrato negli ultimi anni una tempra comportamentale in sede istituzionale di inscalfibile spessore e di indubbia qualità. A ciò va aggiunto l'ammirevole e lodevole lavoro che ha compiuto, riuscendo a dragare nel Sannio investimenti finanziari e prestigio d'immagine.
Auspichiamo che il presidente, dunque, ritorni sui suoi passi il prima possibile, riuscendo a superare, come in passato ha già fatto, le complesse ed intricate impasse che troppe volte hanno bloccato ed irretito l'operatro dell'Ente provinciale.
Crediamo, infine, che la maggioranza di centrosinistra della Rocca dei Rettori abbia compiuto un grave errore nel finire con lo sfiduciare Nardone, compromettendo l'immagine comunicativa dei soddisfacenti risultati acquisiti da lui, e da tutta la coalizione.
I portavoce Gennaro Ilias Vigliotti, Valerio Fulgione, Angelo De Marco".
- Le sedi provinciali del Movimento Difesa del Cittadino, Lega Consumatori e Federconsumatori sono intervenute in una nota congiunta sulle dimissioni decise dal presidente della Provincia Carmine Nardone a seguito della bocciatura in Consiglio Provinciale sulla questione delle centrali a biomasse da costruire nel Sannio.
Le associazioni hanno confermato stima e fiducia nell'operato svolto sino ad oggi dal presidente, “apprezzandone l'azione politica rivolta costantemente alla promozione degli interessi dei consumatori e della innovazione tecnologica nel Sannio”.
”Purtroppo – hanno sottolineato i responsabili Francesco Luongo (MDC), Vincenzo Mucci(Federconsumatori), e Raffaele Ascione (Lega Consumatori) - il problema rifiuti si dimostra ancora una volta particolarmente delicato sul fronte dell’informazione, soprattutto quanto alla condivisione e comprensione delle strategie da attuare per affrontarlo. I Comitati nascono ed operano legittimamente quando le comunità sentono di subire decisioni prese dall'alto ed a cui non sono partecipi”.
Ha sorpreso in particolar modo le associazioni dei consumatori, “la gestione della vicenda da parte delle amministrazioni locali che dopo aver condiviso con la Provincia il programma di installazione di impianti per lo sfruttamento di energia da bio-masse, contenuto nel documento strategico provinciale, invece di spiegare le ragioni di questa scelta ai cittadini sono tornate sui propri passi, senza chiare motivazioni e confondendo ancora di più l'opinione pubblica, già allarmata da voci incontrollate ed assurde circa il paventato smaltimento delle ecoballe dei Cdr campani negli impianti”.
”Purtroppo – prosegue la nota - al di la delle polemiche è vero che la provincia di Benevento ha bisogno di attivare al più presto fonti di energia alternative e rinnovabili per ridurre l'inquinamento ed abbassare i costi di fornitura dell'energia a consumatori e imprese. L'elettricità prodotta tramite le biomasse avrebbe evidentemente un prezzo inferiore a quello delle varie società distributrici operanti sul mercato con un indubbio vantaggio per le comunità”.
Le associazioni hanno auspicato il ritiro delle dimissioni da parte di Nardone e hanno proposto alle forze politiche e sociali l'avvio di un confronto trasparente con tutte le comunità locali che faccia chiarezza sull'utilità o meno dell' insediamento nel territorio provinciale di Benevento di nuove tecnologie per la produzione di energia e lo smaltimento dei rifiuti agricoli.
I giovani con Nardone e critici con i partiti dell'Unione: 'Presidente ripensaci'
- Il Comitato “Giovani in Democrazia” esprime sostegno e solidarietà al presidente della Provincia di Benevento che ha oggi pomeriggio rassegnato le dimissioni. "Carmine Nardone - scrivono i tre portavoce - ha sempre dimostrato negli ultimi anni una tempra comportamentale in sede istituzionale di inscalfibile spessore e di indubbia qualità. A ciò va aggiunto l'ammirevole e lodevole lavoro che ha compiuto, riuscendo a dragare nel Sannio investimenti finanziari e prestigio d'immagine.
Auspichiamo che il presidente, dunque, ritorni sui suoi passi il prima possibile, riuscendo a superare, come in passato ha già fatto, le complesse ed intricate impasse che troppe volte hanno bloccato ed irretito l'operatro dell'Ente provinciale.
Crediamo, infine, che la maggioranza di centrosinistra della Rocca dei Rettori abbia compiuto un grave errore nel finire con lo sfiduciare Nardone, compromettendo l'immagine comunicativa dei soddisfacenti risultati acquisiti da lui, e da tutta la coalizione.
I portavoce Gennaro Ilias Vigliotti, Valerio Fulgione, Angelo De Marco".
Si accende la corsa in vista delle primarie per la guida del Partito democratico in Campania
Pd, la terza via di Piccolo "Senza De Mita e Cozzolino"
Ottavio Lucarelli LaRepubblica
Il segretario della Margherita pronto a candidarsi
«È assolutamente sbagliato trasformare la competizione per la segreteria regionale del Partito democratico in uno scontro tra Ds e Margherita. Un braccio di ferro tra Ciriaco De Mita e l´assessore regionale diessino Andrea Cozzolino, peraltro, sarebbe un epilogo pericoloso». Salvatore Piccolo, segretario provinciale della Margherita e fondatore della sede unitaria provvisoria del Pd di Napoli al viale Gramsci, boccia quello che in Campania si sta delineando, in vista delle primarie nazionali e regionali del 14 ottobre, come una sorta di ballottaggio. Campania che ancora una volta rischia di diventare un "caso" nella geografia del centrosinistra, anche se manca un mese alla presentazione di liste e candidati.
Segretario Piccolo, perché parla di un epilogo pericoloso?
«Non mi riferisco, ovviamente, alle persone di De Mita e Cozzolino. La mia preoccupazione è nel rischio di uno scontro frontale tra Ds e Margherita».
E qual è la soluzione?
«A quel punto potrebbe nascere una terza candidatura».
Sarebbe lei il terzo candidato?
«Non ho detto questo. Io credo però che l´eventualità di più persone in corsa per la segreteria regionale possa essere un arricchimento, ammesso che le candidature scaturiscano da un progetto che dia nuova credibilità al centrosinistra in Campania recuperando consenso e fiducia in un´opinione pubblica che oggi appare disorientata».
Ma l´opinione pubblica campana secondo lei cosa vorrebbe dal Pd per riacquistare fiducia?
«Innanzitutto una competizione aperta senza accordi di potere e senza soluzioni precostituite, in cui sia coinvolto chi sul territorio aspetta con speranza il nuovo partito. Credo che la gente guardi a candidati e a programmi che siano espressione di una condivisione ampia e trasversale che metta assieme esponenti di Margherita, Ds, Alleanza riformista e mondi esterni, dall´associazionismo ai movimenti e a quanti sono estranei alla militanza di partito. Occorre coinvolgere seriamente giovani, donne e personalità esterne, alimentando una forte e reale partecipazione che renda credibile il processo di costituzione del Partito democratico».
Ma cosa non sta funzionando in queste settimane di rodaggio in vista delle Primarie di ottobre?
«C´è chi lavora per trasformare la competizione in una guerra di apparati, ma troverà il fermo dissenso mio e di quanti altri, da amministratori locali a dirigenti di partito, contrasteranno qualsiasi percorso del nuovo
Ottavio Lucarelli LaRepubblica
Il segretario della Margherita pronto a candidarsi
«È assolutamente sbagliato trasformare la competizione per la segreteria regionale del Partito democratico in uno scontro tra Ds e Margherita. Un braccio di ferro tra Ciriaco De Mita e l´assessore regionale diessino Andrea Cozzolino, peraltro, sarebbe un epilogo pericoloso». Salvatore Piccolo, segretario provinciale della Margherita e fondatore della sede unitaria provvisoria del Pd di Napoli al viale Gramsci, boccia quello che in Campania si sta delineando, in vista delle primarie nazionali e regionali del 14 ottobre, come una sorta di ballottaggio. Campania che ancora una volta rischia di diventare un "caso" nella geografia del centrosinistra, anche se manca un mese alla presentazione di liste e candidati.
Segretario Piccolo, perché parla di un epilogo pericoloso?
«Non mi riferisco, ovviamente, alle persone di De Mita e Cozzolino. La mia preoccupazione è nel rischio di uno scontro frontale tra Ds e Margherita».
E qual è la soluzione?
«A quel punto potrebbe nascere una terza candidatura».
Sarebbe lei il terzo candidato?
«Non ho detto questo. Io credo però che l´eventualità di più persone in corsa per la segreteria regionale possa essere un arricchimento, ammesso che le candidature scaturiscano da un progetto che dia nuova credibilità al centrosinistra in Campania recuperando consenso e fiducia in un´opinione pubblica che oggi appare disorientata».
Ma l´opinione pubblica campana secondo lei cosa vorrebbe dal Pd per riacquistare fiducia?
«Innanzitutto una competizione aperta senza accordi di potere e senza soluzioni precostituite, in cui sia coinvolto chi sul territorio aspetta con speranza il nuovo partito. Credo che la gente guardi a candidati e a programmi che siano espressione di una condivisione ampia e trasversale che metta assieme esponenti di Margherita, Ds, Alleanza riformista e mondi esterni, dall´associazionismo ai movimenti e a quanti sono estranei alla militanza di partito. Occorre coinvolgere seriamente giovani, donne e personalità esterne, alimentando una forte e reale partecipazione che renda credibile il processo di costituzione del Partito democratico».
Ma cosa non sta funzionando in queste settimane di rodaggio in vista delle Primarie di ottobre?
«C´è chi lavora per trasformare la competizione in una guerra di apparati, ma troverà il fermo dissenso mio e di quanti altri, da amministratori locali a dirigenti di partito, contrasteranno qualsiasi percorso del nuovo
www.campaniademocratica. ilcannocchiale.it
Repubblica Napoli
PARTITO DEMOCRATICO - In vista delle primarie del 14 ottobre
Cozzolino ha un suo blog "Strumento di confronto"
«Un blog come luogo di discussione e confronto: così inizia il mio contributo per le primarie del 14 ottobre». Andrea Cozzolino accelera, con una iniziativa che sa di anticamera alla presentazione ufficiale della sua candidatura alla guida del Pd campano. Il blog è sul sito «www.campaniademocratica.ilcannocchiale.it». Dice Cozzolino: «Sarà uno strumento utile per tutti quelli che vorranno confrontarsi sul prossimo futuro del Pd campano, sono sicuro che questa iniziativa aiuterà anche il dibattito interno ai partiti». Cozzolino conferma anche quanto già detto al meeting di Cl a Rimini, ovvero che non lo spaventa la eventuale mancanza di unanimismo sul suo nome, anzi: «Le primarie saranno tanto più ricche quanto più numerose saranno le idee che si confronteranno. Ognuno di noi si rimetta in gioco, abbandoni le proprie posizioni e si cimenti in una competizione aperta e plurale».
PARTITO DEMOCRATICO - In vista delle primarie del 14 ottobre
Cozzolino ha un suo blog "Strumento di confronto"
«Un blog come luogo di discussione e confronto: così inizia il mio contributo per le primarie del 14 ottobre». Andrea Cozzolino accelera, con una iniziativa che sa di anticamera alla presentazione ufficiale della sua candidatura alla guida del Pd campano. Il blog è sul sito «www.campaniademocratica.ilcannocchiale.it». Dice Cozzolino: «Sarà uno strumento utile per tutti quelli che vorranno confrontarsi sul prossimo futuro del Pd campano, sono sicuro che questa iniziativa aiuterà anche il dibattito interno ai partiti». Cozzolino conferma anche quanto già detto al meeting di Cl a Rimini, ovvero che non lo spaventa la eventuale mancanza di unanimismo sul suo nome, anzi: «Le primarie saranno tanto più ricche quanto più numerose saranno le idee che si confronteranno. Ognuno di noi si rimetta in gioco, abbandoni le proprie posizioni e si cimenti in una competizione aperta e plurale».
mercoledì, agosto 22, 2007
BROWN REVOLUTION
VOLONTARIATO. La nuova strategia del primo ministro britannico.
Ecco il discorso della svolta.
Eroi di tutti i giorni. Sembra una contraddizione in termini l’appellativo scelto dal primo ministro inglese Gordon Brown per definire i milioni di inglesi impegnati a migliorare la società. Invece è un manifesto politico. Presentato a un mese esatto dall’ingresso del premier a Downing Street, insieme al suo libro Britain’s Everyday Herpes e al rapporto “The future role of the third sector in social and economic regeneration”, il 24 luglio. Una data che è tutto un programma. Già perché 24/7, come scrivono gli inglesi, oltre che un giorno del calendario indica l’impegno ventiquattro ore su ventiquattro degli eroi su cui Brown punta per rifondare una British way of life alle prese con il fondamentalismo islamico, il bullismo, l’invecchiamento della popolazione e altre nuove problematiche sociali del terzo millennio. Eroi molto diversi dalle star della musica. Bono Vox e Bob Geldof in testa, che Tony Blair scelse come consiglieri. Nel suo discorso del 24/7 – che d’ora in avanti, ogni anno, verrà festeggiato come il giorno del volontariato - Gordon Brown ha celebrato le organizzazioni di base, gli innovatori sociali sconosciuti e il senso di appartenenza ad una comunità che ciascuno porta iscritto nel dna.
Annunciando nuovi stanziamenti per il terzo settore e il superamento di uno storico tabù – il divieto di fare campagne politiche per le charity – che avrà ripercussioni in tutta Europa. Ecco il discorso del premier.
Oggi siamo qui per riconoscere e celebrare uomini e donne che sono in prima linea sul fronte del cambiamento ma che raramente, o addirittura mai, ottengono gli onori della cronaca. Persone che dedicano le loro energie e le loro vite a prendersi cura di parenti e amici; volontari, vicini di casa, tutor e allenatori disposti a offrire la sola cosa che veramente conta, tempo e amicizia; leader che giorno dopo giorno rendono più forti le loro comunità; operatori dei servizi di emergenza disponibili a dare una mano ben oltre gli orari e gli obblighi di lavoro; innovatori che sperimentano nuove soluzioni ai problemi sociali; uomini e donne che hanno riscontrato personalmente un bisogno e che reagiscono nella maniera più straordinaria: esponendosi in prima persona, assumendosi dei rischi, opponendosi a grandi interessi commerciali.
Nuove forme di impegno per nuovi bisogni
Viviamo in un tempo in cui molte delle strutture tradizionali della società sono in declino, in cui si tengono sempre meno incontri di comunità nelle nostre chiese e nei nostri municipi. Ma in ogni angolo del Regno Unito ho visto con i miei occhi nuove,e vibranti, forme di impegno civile e tecnologie che stanno cambiando la natura e la missione dell' azione sociale al punto che la parola "volontariato" non basta più per definire e rendere giustizia a tutte le modalità d'azione che i cittadini si stanno inventando per esprimere la loro volontà di costruire una società migliore. Assistiamo alla nascita di nuove associazioni - da quelle delle mamme con bambini piccoli ai club sportivi passando per le organizzazioni dedicate agli anziani- e di molti network informali che rispondono a nuovi bisogni comunitari in nuovi modi.
Girando il Paese per scrivere il mio libro, ovunque ho incontrato persone che, giorno dopo giorno e anno dopo anno, offrono il loro cuore e le loro esperienze per rendere il loro quartiere più sicuro, più solidale e più forte. Le energie, le idee e la devozione di genitori che danno una mano a raccogliere fondi per la comunità e a gestire la squadra di calcio locale, o di ragazzi che fanno da tutor a bambini più piccoli bisognosi di aiuto, ogni giorno contribuiscono a cambiare il nostro Paese. Alcune delle loro attività sono nuove, ma tutte nascono dai valori universali e senza tempo di una buona società. Una società in cui ciascuno si sente parte, e si attiva per essere parte, di qualcosa più grande di se stesso.
Basta monadi: la comunità come nuova dimensione
La mia idea della società inglese, e dell'essere inglesi oggi, è questa: non l'individuo isolato che basta a se stesso, ma l'individuo con un senso di appartenenza forte che cresce man mano che si passa dalla dimensione della famiglia a quella della scuola, del lavoro, degli amici e del vicinato fino a superare i confini della propria città e a definire la nostra nazione come una società.
Ho in mente una Gran Bretagna in cui le persone riconoscono che sono i doveri e la responsabilità di ciascuno la chiave per migliorare il benessere di tutti. È ciò che ho visto girando il Paese per scrivere il libro che ha rafforzato la mia fiducia nella capacità dei singoli di lavorare insieme per trasformare le comunità. E se, come credo che sia, gli atti straordinari di cui sono stato testimone rappresentano ciò che sta avvenendo nel Paese, pensare al potenziale di cambiamento che abbiamo e ai risultati che possiamo ottenere in futuro. È in questi milioni di atti di solidarietà, portati avanti lontano dalla luce dei riflettori, che dobbiamo cercare la grandezza del Regno Unito.
È su questa forza che dobbiamo contare. Non esiste nel nostro Paese un problema che non possa essere risolto facendo leva sulla parte migliore degli inglesi. Su ciò che ci accomuna e che ci fa primeggiare: l'impegno e la solidarietà.
Una nuova banca per il terzo settore
L’agenda di cambiamento sociale di questo governo deve superare le sue tradizionali modalità di intervento per seguire i nuovi canali d'azione sociale in cui si muovono attivisti, volontari, imprenditori, organizzazioni non profit e aziende. Ciò significa che il governo deve cambiare approccio, trovando nuove forme di sostegno per il non profit e un nuovo stile di leadership inclusiva. Oggi voglio celebrare tutte le persone che quotidianamente fanno la differenza ma, soprattutto, annunciare l'inizio di una nuova partnership tra individui, organizzazioni non profit e un governo che si impegna a lavorare per sostenere e aiutare chi si batte per il cambiamento sociale. Nelle molte interviste e chiacchierate che ho fatto per scrivere il libro, spesso ho sentito ribadire l'importanza di micro finanziamenti per piccoli progetti portati avanti da singoli individui o comunità.
Per questo motivo ho deciso di aggiungere agli 80 milioni di sterline allocati ai micro finanziamenti nell'ultimo budget, altri 50 milioni di sterline che le fondazioni locali dovranno investire per .sostenere i progetti di organizzazioni e comunità impegnate sul campo. Abbiamo semplificato le modalità per accedere al GiftAid Scheme, che oggi vale 800 milioni di sterline, e tra le mie priorità oggi c'è quella di esaminare la fattibilità di una nuova Social Investment Bank con cui facilitare l'accesso al credito del terzo settore.
Diritto di campaigning . politico per il non profit
Grazie alla loro capacità di agire in modo informale e di accettare sfide che nessun altro vuole portare avanti, spesso i volontari e le loro organizzazioni no profit cambiano il modo in cui pensiamo ed agiamo. Per facilitare l’incontro e lo scambio di idee tra innovatori sociali, sosterremo lo sviluppo di un forum annuale sulla leadership sociale e lanceremo un premio, il Prime Ministerial Award for Social Technology, dedicato alle innovazioni tecnologiche ad alto impatto sociale. Ed Milliband oggi stesso lancerà la ricerca di 20 Ambasciatori di impresa sociale che agiscano come modelli per gli imprenditori sociali del futuro. Sono deciso a creare un ambiente in cui innovatori sociali e organizzazioni si sentono liberi di proporre nuove soluzioni e di criticare quelle esistenti: per questo, insieme alla Charity Commission, lavorerò per consentire alle organizzazioni di fare campagne politiche senza perdere il loro status di charity.
Più fondi al servizio civile e per il volontariato
Voglio trovare nuovi modi per spingere i ragazzi a impegnarsi nel sociale. L’anno scorso, in seguito a un' ampia azione di consultazione con le organizzazioni giovanili, abbiamo lanciato uno schema di servizio civile, "V', che nei primi 12 mesi di operatività ha: creato 120mila opportunità con 21 milioni di sterline donate da aziende private; lanciato un fondo"il V Cashpoint, dedicato ai giovani che possono richiedere fino a 2.500 sterline per gestire progetti di comunità; lanciato "V inspired. com", portale dedicato al volontariato giovanile. Oggi voglio annunciare un passo ulteriore: nei prossimi tre anni stanzieremo altri 117 milioni di sterline per finanziare occasioni di volontariato full time e part time.
24/7: la festa degli eroi di tutti i giorni
Oggi solo il 40% delle onorificenze sono dedicate a chi serve la comunità locale. Questa cifra dovrebbe essere molto più alta: è la maggioranza degli onori che dovrebbe andare a chi serve il bene comune nelle nostre scuole, negli ospedali e nelle organizzazioni di volontariato. Oltre a dedicare nuovi riconoscimenti a individui e organizzazioni che fanno la differenza nella società, voglio che il 24 luglio diventi il giorno in cui si celebrano le persone impegnate a cambiare la società, 24 ore al giorno, per 7 giorni a settimana. Perché la società che vogliamo costruire non deve dipendere da individui eccezionali che fanno cose straordinarie una volta ogni tanto ma dall'impegno di ognuno di noi, 24/7.
Non profit budget
Downing Sstreet mette sulla bilancia 515 milioni di sterline
Per il non profit il premier ha annunciato un pacchetto da 515 milioni di sterline. Questi i finanziamenti più rilevanti:
- 50 milioni di sterline per il sostegno delle comunità locali. Andranno ad aggiungersi agli 80 milioni già allocati per questo fine nel budget 2007
- 10 milioni di sterline saranno investite per la gestione di associazioni di assistenza e di organizzazione di base
- 117 milioni di sterline andranno, nei prossimi tre anni, al programma
di Carlotta Iesi
Ecco il discorso della svolta.
Eroi di tutti i giorni. Sembra una contraddizione in termini l’appellativo scelto dal primo ministro inglese Gordon Brown per definire i milioni di inglesi impegnati a migliorare la società. Invece è un manifesto politico. Presentato a un mese esatto dall’ingresso del premier a Downing Street, insieme al suo libro Britain’s Everyday Herpes e al rapporto “The future role of the third sector in social and economic regeneration”, il 24 luglio. Una data che è tutto un programma. Già perché 24/7, come scrivono gli inglesi, oltre che un giorno del calendario indica l’impegno ventiquattro ore su ventiquattro degli eroi su cui Brown punta per rifondare una British way of life alle prese con il fondamentalismo islamico, il bullismo, l’invecchiamento della popolazione e altre nuove problematiche sociali del terzo millennio. Eroi molto diversi dalle star della musica. Bono Vox e Bob Geldof in testa, che Tony Blair scelse come consiglieri. Nel suo discorso del 24/7 – che d’ora in avanti, ogni anno, verrà festeggiato come il giorno del volontariato - Gordon Brown ha celebrato le organizzazioni di base, gli innovatori sociali sconosciuti e il senso di appartenenza ad una comunità che ciascuno porta iscritto nel dna.
Annunciando nuovi stanziamenti per il terzo settore e il superamento di uno storico tabù – il divieto di fare campagne politiche per le charity – che avrà ripercussioni in tutta Europa. Ecco il discorso del premier.
Oggi siamo qui per riconoscere e celebrare uomini e donne che sono in prima linea sul fronte del cambiamento ma che raramente, o addirittura mai, ottengono gli onori della cronaca. Persone che dedicano le loro energie e le loro vite a prendersi cura di parenti e amici; volontari, vicini di casa, tutor e allenatori disposti a offrire la sola cosa che veramente conta, tempo e amicizia; leader che giorno dopo giorno rendono più forti le loro comunità; operatori dei servizi di emergenza disponibili a dare una mano ben oltre gli orari e gli obblighi di lavoro; innovatori che sperimentano nuove soluzioni ai problemi sociali; uomini e donne che hanno riscontrato personalmente un bisogno e che reagiscono nella maniera più straordinaria: esponendosi in prima persona, assumendosi dei rischi, opponendosi a grandi interessi commerciali.
Nuove forme di impegno per nuovi bisogni
Viviamo in un tempo in cui molte delle strutture tradizionali della società sono in declino, in cui si tengono sempre meno incontri di comunità nelle nostre chiese e nei nostri municipi. Ma in ogni angolo del Regno Unito ho visto con i miei occhi nuove,e vibranti, forme di impegno civile e tecnologie che stanno cambiando la natura e la missione dell' azione sociale al punto che la parola "volontariato" non basta più per definire e rendere giustizia a tutte le modalità d'azione che i cittadini si stanno inventando per esprimere la loro volontà di costruire una società migliore. Assistiamo alla nascita di nuove associazioni - da quelle delle mamme con bambini piccoli ai club sportivi passando per le organizzazioni dedicate agli anziani- e di molti network informali che rispondono a nuovi bisogni comunitari in nuovi modi.
Girando il Paese per scrivere il mio libro, ovunque ho incontrato persone che, giorno dopo giorno e anno dopo anno, offrono il loro cuore e le loro esperienze per rendere il loro quartiere più sicuro, più solidale e più forte. Le energie, le idee e la devozione di genitori che danno una mano a raccogliere fondi per la comunità e a gestire la squadra di calcio locale, o di ragazzi che fanno da tutor a bambini più piccoli bisognosi di aiuto, ogni giorno contribuiscono a cambiare il nostro Paese. Alcune delle loro attività sono nuove, ma tutte nascono dai valori universali e senza tempo di una buona società. Una società in cui ciascuno si sente parte, e si attiva per essere parte, di qualcosa più grande di se stesso.
Basta monadi: la comunità come nuova dimensione
La mia idea della società inglese, e dell'essere inglesi oggi, è questa: non l'individuo isolato che basta a se stesso, ma l'individuo con un senso di appartenenza forte che cresce man mano che si passa dalla dimensione della famiglia a quella della scuola, del lavoro, degli amici e del vicinato fino a superare i confini della propria città e a definire la nostra nazione come una società.
Ho in mente una Gran Bretagna in cui le persone riconoscono che sono i doveri e la responsabilità di ciascuno la chiave per migliorare il benessere di tutti. È ciò che ho visto girando il Paese per scrivere il libro che ha rafforzato la mia fiducia nella capacità dei singoli di lavorare insieme per trasformare le comunità. E se, come credo che sia, gli atti straordinari di cui sono stato testimone rappresentano ciò che sta avvenendo nel Paese, pensare al potenziale di cambiamento che abbiamo e ai risultati che possiamo ottenere in futuro. È in questi milioni di atti di solidarietà, portati avanti lontano dalla luce dei riflettori, che dobbiamo cercare la grandezza del Regno Unito.
È su questa forza che dobbiamo contare. Non esiste nel nostro Paese un problema che non possa essere risolto facendo leva sulla parte migliore degli inglesi. Su ciò che ci accomuna e che ci fa primeggiare: l'impegno e la solidarietà.
Una nuova banca per il terzo settore
L’agenda di cambiamento sociale di questo governo deve superare le sue tradizionali modalità di intervento per seguire i nuovi canali d'azione sociale in cui si muovono attivisti, volontari, imprenditori, organizzazioni non profit e aziende. Ciò significa che il governo deve cambiare approccio, trovando nuove forme di sostegno per il non profit e un nuovo stile di leadership inclusiva. Oggi voglio celebrare tutte le persone che quotidianamente fanno la differenza ma, soprattutto, annunciare l'inizio di una nuova partnership tra individui, organizzazioni non profit e un governo che si impegna a lavorare per sostenere e aiutare chi si batte per il cambiamento sociale. Nelle molte interviste e chiacchierate che ho fatto per scrivere il libro, spesso ho sentito ribadire l'importanza di micro finanziamenti per piccoli progetti portati avanti da singoli individui o comunità.
Per questo motivo ho deciso di aggiungere agli 80 milioni di sterline allocati ai micro finanziamenti nell'ultimo budget, altri 50 milioni di sterline che le fondazioni locali dovranno investire per .sostenere i progetti di organizzazioni e comunità impegnate sul campo. Abbiamo semplificato le modalità per accedere al GiftAid Scheme, che oggi vale 800 milioni di sterline, e tra le mie priorità oggi c'è quella di esaminare la fattibilità di una nuova Social Investment Bank con cui facilitare l'accesso al credito del terzo settore.
Diritto di campaigning . politico per il non profit
Grazie alla loro capacità di agire in modo informale e di accettare sfide che nessun altro vuole portare avanti, spesso i volontari e le loro organizzazioni no profit cambiano il modo in cui pensiamo ed agiamo. Per facilitare l’incontro e lo scambio di idee tra innovatori sociali, sosterremo lo sviluppo di un forum annuale sulla leadership sociale e lanceremo un premio, il Prime Ministerial Award for Social Technology, dedicato alle innovazioni tecnologiche ad alto impatto sociale. Ed Milliband oggi stesso lancerà la ricerca di 20 Ambasciatori di impresa sociale che agiscano come modelli per gli imprenditori sociali del futuro. Sono deciso a creare un ambiente in cui innovatori sociali e organizzazioni si sentono liberi di proporre nuove soluzioni e di criticare quelle esistenti: per questo, insieme alla Charity Commission, lavorerò per consentire alle organizzazioni di fare campagne politiche senza perdere il loro status di charity.
Più fondi al servizio civile e per il volontariato
Voglio trovare nuovi modi per spingere i ragazzi a impegnarsi nel sociale. L’anno scorso, in seguito a un' ampia azione di consultazione con le organizzazioni giovanili, abbiamo lanciato uno schema di servizio civile, "V', che nei primi 12 mesi di operatività ha: creato 120mila opportunità con 21 milioni di sterline donate da aziende private; lanciato un fondo"il V Cashpoint, dedicato ai giovani che possono richiedere fino a 2.500 sterline per gestire progetti di comunità; lanciato "V inspired. com", portale dedicato al volontariato giovanile. Oggi voglio annunciare un passo ulteriore: nei prossimi tre anni stanzieremo altri 117 milioni di sterline per finanziare occasioni di volontariato full time e part time.
24/7: la festa degli eroi di tutti i giorni
Oggi solo il 40% delle onorificenze sono dedicate a chi serve la comunità locale. Questa cifra dovrebbe essere molto più alta: è la maggioranza degli onori che dovrebbe andare a chi serve il bene comune nelle nostre scuole, negli ospedali e nelle organizzazioni di volontariato. Oltre a dedicare nuovi riconoscimenti a individui e organizzazioni che fanno la differenza nella società, voglio che il 24 luglio diventi il giorno in cui si celebrano le persone impegnate a cambiare la società, 24 ore al giorno, per 7 giorni a settimana. Perché la società che vogliamo costruire non deve dipendere da individui eccezionali che fanno cose straordinarie una volta ogni tanto ma dall'impegno di ognuno di noi, 24/7.
Non profit budget
Downing Sstreet mette sulla bilancia 515 milioni di sterline
Per il non profit il premier ha annunciato un pacchetto da 515 milioni di sterline. Questi i finanziamenti più rilevanti:
- 50 milioni di sterline per il sostegno delle comunità locali. Andranno ad aggiungersi agli 80 milioni già allocati per questo fine nel budget 2007
- 10 milioni di sterline saranno investite per la gestione di associazioni di assistenza e di organizzazione di base
- 117 milioni di sterline andranno, nei prossimi tre anni, al programma
di Carlotta Iesi
Napoli,scatti a 899 da ignari cittadini Maxifrode telefonica:13 arresti
Maxi frode informatica ai danni di numerosi napoletani che hanno telefonato senza saperlo a numeri con prefisso 899 pagando 12,50 euro solo per la risposta alla chiamata. L'ha scoperta, dopo un anno di indagini, la Finanza che ha arrestato 13 persone, tutte originarie dei quartieri napoletani di Pianura e Vasto-Arenaccia. La frode ha avuto proventi stimati in oltre 3 milioni di euro di cui hanno beneficiato due società di Avellino.
I truffatori accedevano al sistema informatico della Telecom utilizzando le linee telefoniche di centinaia di utenti ignari di Napoli e provincia, per effettuare chiamate al numero ad alta tariffazione 899. Le indagini, avviate nel novembre del 2006, dagli specialisti del nucleo di polizia tributaria di Napoli, hanno messo fine all'attività di un'organizzazione che, attraverso l'utilizzo di appositi "badge" di accesso alle centrali Telecom detenuti illecitamente, riusciva ad introdursi abusivamente nel sistema informatico attraverso il quale si eroga il servizio telefonico per la città di Napoli e della sua provincia.
L'attività riguardava principalmente la città di Napoli, ma anche molti comuni della provincia: San Giorgio a Cremano, Pompei, Torre del Greco, Acerra, Ottaviano, Lucrino, Baia quelli maggiormente interessati. Gli investigatori, monitorando il centro di sorveglianza del traffico telefonico della Telecom, hanno individuato l'esistenza di migliaia di telefonate anomale verso utenze 899.
Le telefonate avevano una durata di pochi secondi, in modo da far generare lo scatto alla risposta che ha un costo pari a 12.50 euro. Al momento dell'accesso abusivo sulla linea di un utente, veniva interrotta la fruizione del servizio telefonico ai legittimi intestatari. I finanzieri hanno individuato le centrali telefoniche dalle quali l'organizzazione accedeva alle linee degli ignari utenti e hanno atteso il tentativo di collegamento, sorprendendo le 13 persone arrestate, tutte originarie dei quartieri Pianura e Arenaccia.
A beneficiare dei proventi delle attività illecite sono state due società con sede ad Avellino, titolari del diritto di uso delle numerazioni a tariffazione specifica. L'operazione è tra le più rilevanti nel settore delle frodi telefoniche. Le fiamme gialle hanno sequestrato anche 5.000 azioni ed obbligazioni rinvenute su due conti correnti intestati alle società avellinesi, 155 utenze 899, 27 apparati telefonici modificati, 13 cellulari e 3 badge di ingresso alle centrali telefoniche.
I truffatori accedevano al sistema informatico della Telecom utilizzando le linee telefoniche di centinaia di utenti ignari di Napoli e provincia, per effettuare chiamate al numero ad alta tariffazione 899. Le indagini, avviate nel novembre del 2006, dagli specialisti del nucleo di polizia tributaria di Napoli, hanno messo fine all'attività di un'organizzazione che, attraverso l'utilizzo di appositi "badge" di accesso alle centrali Telecom detenuti illecitamente, riusciva ad introdursi abusivamente nel sistema informatico attraverso il quale si eroga il servizio telefonico per la città di Napoli e della sua provincia.
L'attività riguardava principalmente la città di Napoli, ma anche molti comuni della provincia: San Giorgio a Cremano, Pompei, Torre del Greco, Acerra, Ottaviano, Lucrino, Baia quelli maggiormente interessati. Gli investigatori, monitorando il centro di sorveglianza del traffico telefonico della Telecom, hanno individuato l'esistenza di migliaia di telefonate anomale verso utenze 899.
Le telefonate avevano una durata di pochi secondi, in modo da far generare lo scatto alla risposta che ha un costo pari a 12.50 euro. Al momento dell'accesso abusivo sulla linea di un utente, veniva interrotta la fruizione del servizio telefonico ai legittimi intestatari. I finanzieri hanno individuato le centrali telefoniche dalle quali l'organizzazione accedeva alle linee degli ignari utenti e hanno atteso il tentativo di collegamento, sorprendendo le 13 persone arrestate, tutte originarie dei quartieri Pianura e Arenaccia.
A beneficiare dei proventi delle attività illecite sono state due società con sede ad Avellino, titolari del diritto di uso delle numerazioni a tariffazione specifica. L'operazione è tra le più rilevanti nel settore delle frodi telefoniche. Le fiamme gialle hanno sequestrato anche 5.000 azioni ed obbligazioni rinvenute su due conti correnti intestati alle società avellinesi, 155 utenze 899, 27 apparati telefonici modificati, 13 cellulari e 3 badge di ingresso alle centrali telefoniche.
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Dimissioni di Nardone, Rutelli è con lui: 'Sono allibito'

(ASCA) - Roma, 21 ago - Il Vicepresidente del Consiglio e leader della Margherita Francesco Rutelli ha espresso la solidarieta' al Presidente della provincia di Benevento Carmine Nardone che ha annunciato le sue dimissioni dopo che il consiglio provinciale - all'unanimita' e con il suo solo voto contrario - ha bocciato la localizzazione di due impianti ecologici per la produzione di energia con le biomasse ovvero essenzialmente scarti dell'agricoltura; localizzazione gia' deliberata dalla Regione e interamente finanziata, anche grazie ai fondi europei. ''Sono allibito - ha commentato Rutelli, che ha promosso il manifesto per il coraggio delle riforme - della deriva fondamentalista che rischia di paralizzare ogni decisione razionale''. ''Ho espresso a Nardone la piu' piena condivisione della sua linea di amministratore lungimirante'', conclude Rutelli. res-muz/mcc/alf
martedì, agosto 21, 2007
Oggi altra riunione molto affollata a Napoli in pieno agosto dei sostenitori campani di Enrico letta.
Incombono questioni organizzative, liste per l’assemblea costituente nazionale e regionale del PD, scelta del segretario regionale in Campania da sostenere, responsabili di collegio, etc… ma soprattutto è necessario creare nuove opportunità di partecipazione, sui territori, ma anche in mondi professionali che vivono, in particolare in Campania, una fase di grande difficoltà, penso al mondo della sanità ma anche a quello dei saperi, della ricerca, dell’innovazione. Abbiamo bisogno di discontinuità di metodo e merito che possa avvicinare al progetto del PD quanti vi hanno guardato con simpatia ma si sentono respinti dai partiti che con gli apparati e i molteplici strumenti di governo del consenso sono schierati in modo direi “militare” per la candidatura di Veltroni. Letta rappresenta una speranza di cambiamento per il futuro. L’occasione per superare le difficoltà e òa diffidenza , il senso di rassegnazione e di antipolitica così diffuso in Camopania oggi. Vi segnalo siti utili per informazioni : www.ulivo.it; www.enricoletta.it; e il nostro sito campano che con un po’ di difficoltà stò curando www.enricolettacampania.it.
tratto da:
Il Blog di Alfredo Budillon: Oggi altra riunione molto affollata a Napoli in pieno agosto dei sostenitori campani di Enrico letta.
tratto da:
Il Blog di Alfredo Budillon: Oggi altra riunione molto affollata a Napoli in pieno agosto dei sostenitori campani di Enrico letta.
Abitare la città. Convegno di Orvieto delle ACLI.
L’Incontro di studi delle Acli affronta quest’anno il legame tra questione sociale, questione antropologica e questione oiko-logica
Anche quest’anno si rinnova l’appuntamento di Orvieto dove le Acli nei giorni 6-8 settembre 2007 organizzano il loro consueto Incontro di studi, il 40° della serie, sul tema suggestivo: “I luoghi dell’abitare, incontri, conflitti… grammatiche del con-vivere”. Questa volta, come si vede, la scelta valorizza il secondo termine del binomio programmatico “Bios & Polis”, concludendo in tal modo una trilogia che ha attraversato in coerente successione i grandi temi della vita, della felicità e ora della città o, più precisamente, dei luoghi dell’abitare.
Alla luce del percorso culturale già precedentemente realizzato con i convegni di Vallombrosa, dove la globalizzazione era vista come «nome nuovo della questione sociale» (Giovanni Paolo II), l’attuale ciclo di incontri orvietani ci sta facendo scoprire come essa sia intimamente connessa con la questione antropologica, a tal punto che i problemi tradizionali del lavoro e della cittadinanza appaiono sempre più intrecciati – a causa del progresso della scienza e della tecnica – con quelli della vita, dal concepimento al suo termine naturale, rendendo evidente come le decisioni dell’agire politico si caratterizzino al contempo come scelte di biopolitica e di etica pubblica.
Appare così in modo crescente come tra questione sociale, questione antropologica e questione oiko-logica (cioè del luogo, della casa, dell’ambiente) esista una correlazione intrinseca che trova nello “spaesamento” dell’uomo la sua radice comune e unificante.
Di qui l’attuale insistenza delle Acli sul senso dell’oikos, sull’importanza dei luoghi dell’abitare, sulle grammatiche del con-vivere nella città plurale, globale e reticolare dove aumentano i conflitti che trovano la loro origine nella differenza etnica, culturale, religiosa che è tipica di una società caratterizzata da una forte mobilità umana e da una debole coesione sociale.
La perdita del senso civico e l’indebolimento dell’etica dell’abitare sono i segnali allarmanti di una “nuova questione sociale”, che trova eco e conferma nelle ricerche sociologiche condotte da Mauro Magatti dell’università Cattolica di Milano in collaborazione con la Caritas italiana.
Come afferma il cardinale Tettamanzi, il dramma delle periferie urbane non si risolve soltanto con progetti di riqualificazione urbanistica ma «chiede un di più, domanda un coinvolgimento e un vero ascolto di coloro che abitano quelle periferie e che ne vivono il disagio».
Ognuno di noi sta forse sperimentando sulla propria pelle che più si allargano gli spazi infiniti della conoscenza e della mobilità, anche virtuale, più si intensifica la voglia di comunità, il bisogno di radici e di tornare ad abitare un luogo e non un semplice spazio impersonale. Ma questo viaggio di riscoperta, di re-invenzione e di ri-generazione di legami fragili e logori, o forse già spezzati, non si improvvisa in un momento ma richiede i tempi lunghi della gestazione e lo stupore che sempre si accompagna ad ogni nuovo inizio.
Ma quali sono gli obiettivi che intendono perseguire le Acli con l’Incontro di studi 2007? Essenzialmente sono quelli indicati dal presidente Andrea Olivero nella sua relazione al Consiglio nazionale di Pesaro (8 giugno del 2007): a) guardare la città a partire dai luoghi; b) vedere nella territorialità un elemento caratterizzante dell’azione sociale aclista; c) trovare nuovi alfabeti per dare un senso nuovo al con-vivere; d) fare in modo che questo percorso associativo sia sostenuto da un pensiero condiviso.
Pare anche a noi centrale l’interrogativo che pone la Presentazione dell’Incontro: “Che ne sarebbe delle Acli senza i luoghi (i circoli, il territorio, le strade, le piazze?)”. E il suo rovescio: “Che ne sarebbe di questi luoghi senza la presenza di un “noi” associativo che continuamente e da capo ritesse legami, reti di solidarietà, trame di significati condivisi?”. Ecco allora perché un convegno sull’abitare i luoghi può trasformarsi in un evento salutare per un’associazione territoriale come le Acli. Siamo dunque dinanzi ad un tema strategico per l’Associazione, in quanto l’attuale crisi della politica potrà essere superata soltanto con la partecipazione dei cittadini a iniziare dalle comunità locali, come è stato riaffermato anche nel recente incontro che gli amministratori aclisti hanno tenuto a Roma, il 5 luglio scorso, dove la cura del territorio è stata scelta significativamente come la risposta più efficace all’anti-politica.
In questi due slogan aclisti – “ricostruire legami” e “ripartire dai luoghi” – c’è, infatti, un’indicazione strategica da approfondire ulteriormente. Due pennellate che lasciano sulla tela della democrazia non solo strisce colorate ma vettori per agire, quasi una segnaletica dell’ortoprassi.
Ciò di cui oggi si avverte il bisogno, anche nelle Acli, è compiere scelte condivise orientate a trasformare lo spazio urbano, così spesso anonimo e spersonalizzato, in un luogo vivente, carico di legami e di socialità. Le Acli sono oggi chiamate a riscoprire che abitare un territorio significa propriamente impegnarsi a trasformare quello spazio in un luogo. Per cui siamo anche noi responsabili quando i territori in cui abitiamo, diventano sempre più spazi confusi e impersonali, senza legami, senza memoria e senza regole. Oppure spazi precisi e asettici, raffinati e perfino geometrici ma pur sempre “nonluoghi” direbbe Marc Augé, perché privi di vita e di relazioni interpersonali.
Antonio Nanni
Anche quest’anno si rinnova l’appuntamento di Orvieto dove le Acli nei giorni 6-8 settembre 2007 organizzano il loro consueto Incontro di studi, il 40° della serie, sul tema suggestivo: “I luoghi dell’abitare, incontri, conflitti… grammatiche del con-vivere”. Questa volta, come si vede, la scelta valorizza il secondo termine del binomio programmatico “Bios & Polis”, concludendo in tal modo una trilogia che ha attraversato in coerente successione i grandi temi della vita, della felicità e ora della città o, più precisamente, dei luoghi dell’abitare.
Alla luce del percorso culturale già precedentemente realizzato con i convegni di Vallombrosa, dove la globalizzazione era vista come «nome nuovo della questione sociale» (Giovanni Paolo II), l’attuale ciclo di incontri orvietani ci sta facendo scoprire come essa sia intimamente connessa con la questione antropologica, a tal punto che i problemi tradizionali del lavoro e della cittadinanza appaiono sempre più intrecciati – a causa del progresso della scienza e della tecnica – con quelli della vita, dal concepimento al suo termine naturale, rendendo evidente come le decisioni dell’agire politico si caratterizzino al contempo come scelte di biopolitica e di etica pubblica.
Appare così in modo crescente come tra questione sociale, questione antropologica e questione oiko-logica (cioè del luogo, della casa, dell’ambiente) esista una correlazione intrinseca che trova nello “spaesamento” dell’uomo la sua radice comune e unificante.
Di qui l’attuale insistenza delle Acli sul senso dell’oikos, sull’importanza dei luoghi dell’abitare, sulle grammatiche del con-vivere nella città plurale, globale e reticolare dove aumentano i conflitti che trovano la loro origine nella differenza etnica, culturale, religiosa che è tipica di una società caratterizzata da una forte mobilità umana e da una debole coesione sociale.
La perdita del senso civico e l’indebolimento dell’etica dell’abitare sono i segnali allarmanti di una “nuova questione sociale”, che trova eco e conferma nelle ricerche sociologiche condotte da Mauro Magatti dell’università Cattolica di Milano in collaborazione con la Caritas italiana.
Come afferma il cardinale Tettamanzi, il dramma delle periferie urbane non si risolve soltanto con progetti di riqualificazione urbanistica ma «chiede un di più, domanda un coinvolgimento e un vero ascolto di coloro che abitano quelle periferie e che ne vivono il disagio».
Ognuno di noi sta forse sperimentando sulla propria pelle che più si allargano gli spazi infiniti della conoscenza e della mobilità, anche virtuale, più si intensifica la voglia di comunità, il bisogno di radici e di tornare ad abitare un luogo e non un semplice spazio impersonale. Ma questo viaggio di riscoperta, di re-invenzione e di ri-generazione di legami fragili e logori, o forse già spezzati, non si improvvisa in un momento ma richiede i tempi lunghi della gestazione e lo stupore che sempre si accompagna ad ogni nuovo inizio.
Ma quali sono gli obiettivi che intendono perseguire le Acli con l’Incontro di studi 2007? Essenzialmente sono quelli indicati dal presidente Andrea Olivero nella sua relazione al Consiglio nazionale di Pesaro (8 giugno del 2007): a) guardare la città a partire dai luoghi; b) vedere nella territorialità un elemento caratterizzante dell’azione sociale aclista; c) trovare nuovi alfabeti per dare un senso nuovo al con-vivere; d) fare in modo che questo percorso associativo sia sostenuto da un pensiero condiviso.
Pare anche a noi centrale l’interrogativo che pone la Presentazione dell’Incontro: “Che ne sarebbe delle Acli senza i luoghi (i circoli, il territorio, le strade, le piazze?)”. E il suo rovescio: “Che ne sarebbe di questi luoghi senza la presenza di un “noi” associativo che continuamente e da capo ritesse legami, reti di solidarietà, trame di significati condivisi?”. Ecco allora perché un convegno sull’abitare i luoghi può trasformarsi in un evento salutare per un’associazione territoriale come le Acli. Siamo dunque dinanzi ad un tema strategico per l’Associazione, in quanto l’attuale crisi della politica potrà essere superata soltanto con la partecipazione dei cittadini a iniziare dalle comunità locali, come è stato riaffermato anche nel recente incontro che gli amministratori aclisti hanno tenuto a Roma, il 5 luglio scorso, dove la cura del territorio è stata scelta significativamente come la risposta più efficace all’anti-politica.
In questi due slogan aclisti – “ricostruire legami” e “ripartire dai luoghi” – c’è, infatti, un’indicazione strategica da approfondire ulteriormente. Due pennellate che lasciano sulla tela della democrazia non solo strisce colorate ma vettori per agire, quasi una segnaletica dell’ortoprassi.
Ciò di cui oggi si avverte il bisogno, anche nelle Acli, è compiere scelte condivise orientate a trasformare lo spazio urbano, così spesso anonimo e spersonalizzato, in un luogo vivente, carico di legami e di socialità. Le Acli sono oggi chiamate a riscoprire che abitare un territorio significa propriamente impegnarsi a trasformare quello spazio in un luogo. Per cui siamo anche noi responsabili quando i territori in cui abitiamo, diventano sempre più spazi confusi e impersonali, senza legami, senza memoria e senza regole. Oppure spazi precisi e asettici, raffinati e perfino geometrici ma pur sempre “nonluoghi” direbbe Marc Augé, perché privi di vita e di relazioni interpersonali.
Antonio Nanni
lunedì, agosto 20, 2007
LE FAMIGLIE LA SPESA «A Napoli tariffe altissime anche un piccolo ritocco farà saltare i bilanci»

SALVO SAPIO Autunno caldo dei prezzi, con la spesa dei napoletani che costerà di più. E se pure si tratterà di un «mal comune» a tutta la penisola, per Napoli non ci sarà motivo di trovare «mezzo gaudio». La mancanza di siti produttivi locali, i costi di trasporto e il livello dell’inflazione saranno fattori che penalizzeranno maggiormente i consumatori di casa nostra. Esempio: le prime ad accorgersi dell’arrivo dell’autunno saranno le massaie, le colf straniere che vanno a fare la spesa con i «soldi contati», le vecchierelle che leggono a lungo (e sconsolate) i prezzi dei prodotti. Tutte si fermeranno davanti al banco del latte fresco e scopriranno di dover pagare almeno dieci centesimi in più per ogni busta. In Campania non c’è un marchio locale capace di coprire con la distribuzione tutti i punti vendita, in particolare i megastore. Con l’assurdo di trovare latte campano distribuito da marchi nazionali e con prezzo rincarato. L’aumento del latte sarà il primo, evidente, segnale dell’autunno caldo dei rincari, con stangate in particolare sugli alimentari. Sale il prezzo del latte (gli economisti dicono per colpa della Cina che ne chiede sempre di più), aumenta il costo dei derivati (formaggi, burro e prodotti caseari), cresce anche il prezzo del pane per la diminuzione (a livello mondiale) di produttori di grano e mais. Il battito d’ali di farfalla dall’altra parte del mondo che provoca un uragano tra i nostri scaffali. «Rincari - spiega Giuseppe Ursini del Codacons - che si sommeranno ai prezzi già alti che vengono praticati in città. Non servirà arrivare all’autunno per averne percezione. Basta pensare, ad esempio, che le pesche costano attualmente anche 2 euro e mezzo al chilo. Un prezzo altissimo che rischia, la prossima stagione di salire ancora di più. Il fatto che il costo della vita a Napoli sia basso è un luogo comune che la realtà, purtroppo, smentisce. La Nord fare la spesa costa di meno, A Napoli anche un piccolo ritocco con tariffe tanto alte è davvero pesante». E se gli alimentari incideranno per circa 180 euro in più sul bilancio delle famiglie napoletane, il bollettino dei rincari è scandito anche dalla crescita dei costi per i trasporti. Annunciati (ma non ufficializzati) i rincari per gli abbonamenti della Circumvesuviana, i costi per i trasporti locali e nazionali dovrebbero pesare per circa 45 euro in più sulle tasche dei viaggiatori. Per chi si sposta in auto raddoppierà la preoccupazione per le multe: il divieto di sosta potrà arrivare a 143 euro, circolare in moto senza casco costerà fino a 286 euro, andare contromano può costare fino a 594 euro. «Il tutto a fronte di servizi poco soddisfacenti per utenti del trasporto pubblico e per gli automobilisti - commenta Alfredo Capasso dell’Acusp - Non è ammissibile che le tariffe salgano in maniera incontrollata. Ecco perché riproponiamo l’idea di uno sportello dei consumatori che possa monitorare i prezzi con attenzione a quanto accade nei vari quartieri. Sarebbe utile sapere che in alcune zone si spende di meno, sarebbe giusto vigilare sulla qualità dei prodotti offerti nelle varie zone. Attendiamo risposte dall’assessorato al Commercio». Ma non c’è alcun modo per difendersi dagli aumenti? «Inutile ripetere di stare con gli occhi aperti - rilancia Ursini del Codacons - ma bisogna anche avere la pazienza di segnare i prezzi. Se si notano rincari immotivati, se gli aumenti sono troppo frequenti bisogna segnalare e denunciare».
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SentirsiAcasaNellaChiesa: Ci sono anche uomini di Chiesa che sanno comprendere e accogliere
SentirsiAcasaNellaChiesa: Ci sono anche uomini di Chiesa che sanno comprendere e accogliere
tutto considerando nel clima attuale vi rimando a questo post
tutto considerando nel clima attuale vi rimando a questo post
PENA MORTE USA: IERVOLINO ADERISCE A MOBILITAZIONE PER FOSTER
(AGI) - Napoli, 20 ago. - Il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino ha aderito alla mobilitazione mondiale in difesa di Kenneth Foster, il giovane americano che dovra’ essere giustiziato in Texas il prossimo 30 agosto per un omicidio che avrebbe non ha commesso.
Il primo cittadino partenopeo ha anche rivolto un appello al governatore dello stato americano Rick Perry, chiedendogli di commutare la pena. “La nostra contrarieta’ alla pena di morte e’ convinta e assoluta - gli ha scritto Rosa Russo Iervolino - nessuno puo’ essere privato al diritto alla vita, e la pena, come recita la nostra Costituzione, deve sempre avere fini rieducativi. E’ quindi in nome dei diritti umani fondamentali che Le chiedo di commutare la pena di morte di Kenneth Foster in altra pena”. (AGI)
Il primo cittadino partenopeo ha anche rivolto un appello al governatore dello stato americano Rick Perry, chiedendogli di commutare la pena. “La nostra contrarieta’ alla pena di morte e’ convinta e assoluta - gli ha scritto Rosa Russo Iervolino - nessuno puo’ essere privato al diritto alla vita, e la pena, come recita la nostra Costituzione, deve sempre avere fini rieducativi. E’ quindi in nome dei diritti umani fondamentali che Le chiedo di commutare la pena di morte di Kenneth Foster in altra pena”. (AGI)
Festa dei Funghi e Mostra Micologica
7-8-9 settembre Sant'Angelo d'Alife (Ce)
21-22-23 Alife (Ce)
Il calendario degli appuntamenti estivi nella nostra regione è ricco e multiforme, scorrendolo scopriamo che si può andare oltre la riscoperta dei prodotti tipici del luogo, lasciandoci trasportare dalle bellezze dei centri storici e dalle sconosciute perle che custodiscono, a volte abbandonate, spesso recuperate, ma purtroppo, non sempre fruibili per il pubblico. E' il caso di Alife e di Sant'Angelo d'Alife, cittadine incastonate lungo i versanti del Matese, da sempre conosciute, soprattutto la prima, per la sua antica ed interessante storia.
"La festa dei funghi" che si svolgerà dal 7 al 9 settembre a Sant'Angelo e dal 21 al 23 ad Alife, sarà un'ottima occasione per "calarsi" in due realtà che nei loro territori conservano insieme ad uno dei tesori dell'habitat del Matese, il fungo, anche dei piccoli tesori artistici ed architettonici. Alife ci accoglie con la sua imponente cinta muraria sannitico-romana e le sue scenografiche piazze, Sant'Angelo custodisce nella cappella di Sant'Antonio Abate, adiacente alla chiesa di Santa Maria della Valle, un ciclo di affreschi, del Vecchio e del Nuovo Testamento, presumibilmente realizzato da un artista della scuola di Pietro Cavallini ( grande pittore gotico-giottesco vissuto nel sec.XIV), che operò nel Regno angioino tra il 1308 e il 1309.
"La festa dei funghi" sarà anche l'occasione per riflettere con attenzione sul futuro di questa che da sempre è stata e continua ad essere, una risorsa non soltanto gastronomica ma anche economica per molti abitanti matesini. Ci saranno incontri con esperti, degustazioni presso gli stand gastronomici, mostre ed escursioni micologiche curate dal CAI.
A Sant'Angelo si esibirà l'8 settembre alle 21 il gruppo dei Cantica Popularia, le cui esibizioni sono da sempre il risultato di una ricerca musicale incessante e coerente, che mai lascia spazio alla effimera spettacolarizzazione.
Durante la tre giorni alifana oltre agli interessanti incontri tra gli esperti, saranno proposte ai visitatori delle ricercate delizie culinarie a base di funghi elaborate dal bravo chef Antonio Ruggiero, presso la Fortezza Normanna ed una mostra di pittura curata dall'UCAI.
comunicazione>www.tabularasaeventi.net
info: www.prolocoalifana.it
ass.micologica.delmatese@gmail.it--
21-22-23 Alife (Ce)
Il calendario degli appuntamenti estivi nella nostra regione è ricco e multiforme, scorrendolo scopriamo che si può andare oltre la riscoperta dei prodotti tipici del luogo, lasciandoci trasportare dalle bellezze dei centri storici e dalle sconosciute perle che custodiscono, a volte abbandonate, spesso recuperate, ma purtroppo, non sempre fruibili per il pubblico. E' il caso di Alife e di Sant'Angelo d'Alife, cittadine incastonate lungo i versanti del Matese, da sempre conosciute, soprattutto la prima, per la sua antica ed interessante storia.
"La festa dei funghi" che si svolgerà dal 7 al 9 settembre a Sant'Angelo e dal 21 al 23 ad Alife, sarà un'ottima occasione per "calarsi" in due realtà che nei loro territori conservano insieme ad uno dei tesori dell'habitat del Matese, il fungo, anche dei piccoli tesori artistici ed architettonici. Alife ci accoglie con la sua imponente cinta muraria sannitico-romana e le sue scenografiche piazze, Sant'Angelo custodisce nella cappella di Sant'Antonio Abate, adiacente alla chiesa di Santa Maria della Valle, un ciclo di affreschi, del Vecchio e del Nuovo Testamento, presumibilmente realizzato da un artista della scuola di Pietro Cavallini ( grande pittore gotico-giottesco vissuto nel sec.XIV), che operò nel Regno angioino tra il 1308 e il 1309.
"La festa dei funghi" sarà anche l'occasione per riflettere con attenzione sul futuro di questa che da sempre è stata e continua ad essere, una risorsa non soltanto gastronomica ma anche economica per molti abitanti matesini. Ci saranno incontri con esperti, degustazioni presso gli stand gastronomici, mostre ed escursioni micologiche curate dal CAI.
A Sant'Angelo si esibirà l'8 settembre alle 21 il gruppo dei Cantica Popularia, le cui esibizioni sono da sempre il risultato di una ricerca musicale incessante e coerente, che mai lascia spazio alla effimera spettacolarizzazione.
Durante la tre giorni alifana oltre agli interessanti incontri tra gli esperti, saranno proposte ai visitatori delle ricercate delizie culinarie a base di funghi elaborate dal bravo chef Antonio Ruggiero, presso la Fortezza Normanna ed una mostra di pittura curata dall'UCAI.
comunicazione>www.tabularasaeventi.net
info: www.prolocoalifana.it
ass.micologica.delmatese@gmail.it--
domenica, agosto 19, 2007
I PROFUMI E I SAPORI DELL'AFRICA MEDITERRANEA
L'associazione un Mondo di Mondi presenta
I PROFUMI E I SAPORI DELL'AFRICA MEDITERRANEA
17-18-19 AGOSTO 2007
località San Silvestro
Sant' Agata De'Goti (BN)
I PROFUMI E I SAPORI DELL'AFRICA MEDITERRANEA
17-18-19 AGOSTO 2007
località San Silvestro
Sant' Agata De'Goti (BN)
> 19 agosto 2007
MARCIA DELLA PACE E DELLA SOLIDARIETÀ
ore 18.00 - Raduno Marcia della pace e della solidarietà
ore 18.45 - Partenza piazza ex-campo sportivo S. Agata De' Goti
ore 20.00 - Arrivo in località San Silvestro
- Migrazioni e multiculturalità tavola rotonda
ore 21.30 - Festa africana con Dj Aly
Kebab e Cous Cous - i profumi e i sapori dell'Africa Mediterranea
Balliamo per e con l'Africa
www.unmondodimondi.it
info@unmondodimondi.it
info 340 8537351--
sabato, agosto 18, 2007
Prima causa contro Mattel. Codacons denuncia il Ministero

Prima causa contro Mattel. Codacons denuncia il Ministero I consumatori chiedono di sequestrare tutti i giocattoli prodotti con sostanze vietate e di accertare se vi siano responsabilità penali della Mattel
Parte la prima causa pilota del Codacons contro la Mattel per risarcire la signora L. S. di 44 anni preoccupata per le possibili conseguenze sulla sua bambina di 5 anni, Sara, che ha giocato fino a ieri con una Barbie.
Il Codacons denuncia per omissione di atti di ufficio gli organismi pubblici preposti a controllare che i prodotti immessi sul mercato siano sicuri, secondo quanto stabilito dall'art. 107 del decreto 206/2005.
I responsabili degli omessi controlli sui giocattoli, infatti, devono essere perseguiti. Si tratta di innumerevoli ministeri, a cominciare da quello dello Sviluppo Economico, ma anche Camere di Commercio, Guardia di Finanza, Agenzia delle Dogane e gli altri organismi di controllo e certificazione.
"Tutti se la prendono con i cinesi e con l’industria che ha per scopo il profitto ma i veri responsabili sono i funzionari dello Stato che hanno il dovere di controllare che la sicurezza dei consumatori non sia asservita al profitto" ha dichiarato Carlo Rienzi, presidente del Codacons.
Esposto del Codacons alla Magistratura, alla quale si chiede di accertare quali siano effettivamente i prodotti commercializzati in Italia con sostanze vietate e pericolose e di procedere conseguentemente al sequestro di tutti i giocattoli proibiti. E' la Magistratura, infatti, che deve fare chiarezza in tal senso.
Si chiede, inoltre, nel caso sia accertata la pericolosità di tali sostanze, di procedere contro la Mattel ex art. 112 del codice del consumo, per aver immesso sul mercato prodotti pericolosi, che secondo la definizione data dall'art. 103 è qualsiasi prodotto che non risponda alla definizione di prodotto sicuro.
Parte la prima causa pilota del Codacons contro la Mattel per risarcire la signora L. S. di 44 anni preoccupata per le possibili conseguenze sulla sua bambina di 5 anni, Sara, che ha giocato fino a ieri con una Barbie.
Il Codacons denuncia per omissione di atti di ufficio gli organismi pubblici preposti a controllare che i prodotti immessi sul mercato siano sicuri, secondo quanto stabilito dall'art. 107 del decreto 206/2005.
I responsabili degli omessi controlli sui giocattoli, infatti, devono essere perseguiti. Si tratta di innumerevoli ministeri, a cominciare da quello dello Sviluppo Economico, ma anche Camere di Commercio, Guardia di Finanza, Agenzia delle Dogane e gli altri organismi di controllo e certificazione.
"Tutti se la prendono con i cinesi e con l’industria che ha per scopo il profitto ma i veri responsabili sono i funzionari dello Stato che hanno il dovere di controllare che la sicurezza dei consumatori non sia asservita al profitto" ha dichiarato Carlo Rienzi, presidente del Codacons.
Esposto del Codacons alla Magistratura, alla quale si chiede di accertare quali siano effettivamente i prodotti commercializzati in Italia con sostanze vietate e pericolose e di procedere conseguentemente al sequestro di tutti i giocattoli proibiti. E' la Magistratura, infatti, che deve fare chiarezza in tal senso.
Si chiede, inoltre, nel caso sia accertata la pericolosità di tali sostanze, di procedere contro la Mattel ex art. 112 del codice del consumo, per aver immesso sul mercato prodotti pericolosi, che secondo la definizione data dall'art. 103 è qualsiasi prodotto che non risponda alla definizione di prodotto sicuro.
“Basta ai litigi sul segretario del Pd della Campania: il vero obiettivo deve essere eleggere cento volti nuovi nelle assemblee del Pd campano
Il presidente delle Acli di Napoli lancia una grande assemblea della società civile organizzata per fine agosto
Napoli, 14 agosto 2007 – “Basta ai litigi estivi sul nome del primo segretario del Partito Democratico campano: Margherita e Ds si pongano invece l’obiettivo, insieme alla società civile organizzata, di far eleggere almeno cento nomi nuovi il prossimo 14 ottobre come delegati alle assemblee nazionale e regionale. Si creerebbe così un importante tratto di discontinuità con l’attuale situazione politica della Campania e si darebbe alla gente un motivo valido per scegliere di darsi da fare all’interno del nuovo soggetto.”
Ad affermarlo è Pasquale Orlando, presidente delle Acli di Napoli e membro della direzione nazionale dell’associazione, che nelle scorse settimane ha annunciato il suo appoggio alla candidatura di Enrico Letta alla segreteria nazionale.
“La gente – afferma Orlando – si è già stufata di ascoltare questa ridda di nomi che riguarda una pletora di candidati, e spesso si tratta dei soliti noti, che corrono per una sola poltrona in un partito che dovrebbe invece essere caratterizzato dalla più ampia partecipazione nei propri organismi democratici. Piuttosto, è giunto il momento di coinvolgere la società civile organizzata, il mondo della cultura, delle professioni, dei saperi, e upportarle affinché da esse provengano numerosi candidati alle assemblee del 14 ottobre prossimo. Cento nomi nuovi, quindi, per un volto nuovo della politica, per un Partito Democratico che sia vera espressione del territorio e non solo degli apparati partitici.”
Orlando annuncia, inoltre, che “entro fine agosto si svolgerà una grande assemblea del civile organizzato che vuole impegnarsi per una politica diversa. Siamo anche noi pronti per dare un contributo che non sia marginale e dire con chiarezza quale Pd vogliamo per il rilancio del sistema Campania.”
Napoli, 14 agosto 2007 – “Basta ai litigi estivi sul nome del primo segretario del Partito Democratico campano: Margherita e Ds si pongano invece l’obiettivo, insieme alla società civile organizzata, di far eleggere almeno cento nomi nuovi il prossimo 14 ottobre come delegati alle assemblee nazionale e regionale. Si creerebbe così un importante tratto di discontinuità con l’attuale situazione politica della Campania e si darebbe alla gente un motivo valido per scegliere di darsi da fare all’interno del nuovo soggetto.”
Ad affermarlo è Pasquale Orlando, presidente delle Acli di Napoli e membro della direzione nazionale dell’associazione, che nelle scorse settimane ha annunciato il suo appoggio alla candidatura di Enrico Letta alla segreteria nazionale.
“La gente – afferma Orlando – si è già stufata di ascoltare questa ridda di nomi che riguarda una pletora di candidati, e spesso si tratta dei soliti noti, che corrono per una sola poltrona in un partito che dovrebbe invece essere caratterizzato dalla più ampia partecipazione nei propri organismi democratici. Piuttosto, è giunto il momento di coinvolgere la società civile organizzata, il mondo della cultura, delle professioni, dei saperi, e upportarle affinché da esse provengano numerosi candidati alle assemblee del 14 ottobre prossimo. Cento nomi nuovi, quindi, per un volto nuovo della politica, per un Partito Democratico che sia vera espressione del territorio e non solo degli apparati partitici.”
Orlando annuncia, inoltre, che “entro fine agosto si svolgerà una grande assemblea del civile organizzato che vuole impegnarsi per una politica diversa. Siamo anche noi pronti per dare un contributo che non sia marginale e dire con chiarezza quale Pd vogliamo per il rilancio del sistema Campania.”
Permesso di soggiorno: consentito agli stranieri che hanno in corso il rinnovo di lasciare l’Italia e di farvi regolare rientro
La facilitazione, solo se in possesso della ricevuta delle Poste Italiane, è prevista fino al 30 ottobre con una circolare del ministero dell'Interno
Fino al 30 ottobre prossimo potrà essere concessa una facilitazione temporanea di transito a gli stranieri che, provenienti dall’Italia o diretti verso l’Italia, siano in possesso, all’atto del transito, della ricevuta di Poste Italiane SpA attestante l’avvenuta presentazione della richiesta di rinnovo del titolo di soggiorno, del passaporto in corso di validità o del documento di viaggio equipollente e del titolo di soggiorno scaduto.
Nel caso, invece, di stranieri in possesso della ricevuta di Poste Italiane Spa attestante l’avvenuta richiesta di rilascio del primo permesso di soggiorno per lavoro subordinato, per lavoro autonomo o per ricongiungimento familiare, è previsto il ritorno nei Paesi di origine e successivamente il rientro in Italia, a condizione che:
l’uscita ed il rientro in Italia avvengano attraverso lo stesso valico di frontiera
il viaggio non preveda il transito attraverso altri Paesi Schengen
lo straniero esibisca il passaporto o il documento di viaggio equipollente unitamente al visto d’ingresso dal quale desumere i motivi del soggiorno (lavoro subordinato, lavoro autonomo o ricongiungimento familiare) e la ricevuta di Poste Italiane Spa.
Fino al 30 ottobre prossimo potrà essere concessa una facilitazione temporanea di transito a gli stranieri che, provenienti dall’Italia o diretti verso l’Italia, siano in possesso, all’atto del transito, della ricevuta di Poste Italiane SpA attestante l’avvenuta presentazione della richiesta di rinnovo del titolo di soggiorno, del passaporto in corso di validità o del documento di viaggio equipollente e del titolo di soggiorno scaduto.
Nel caso, invece, di stranieri in possesso della ricevuta di Poste Italiane Spa attestante l’avvenuta richiesta di rilascio del primo permesso di soggiorno per lavoro subordinato, per lavoro autonomo o per ricongiungimento familiare, è previsto il ritorno nei Paesi di origine e successivamente il rientro in Italia, a condizione che:
l’uscita ed il rientro in Italia avvengano attraverso lo stesso valico di frontiera
il viaggio non preveda il transito attraverso altri Paesi Schengen
lo straniero esibisca il passaporto o il documento di viaggio equipollente unitamente al visto d’ingresso dal quale desumere i motivi del soggiorno (lavoro subordinato, lavoro autonomo o ricongiungimento familiare) e la ricevuta di Poste Italiane Spa.
venerdì, agosto 10, 2007
Tra Francesco Caruso e Valentino Rossi la cosa di sinistra quest'estate l'ha fatta l'agenzia delle entrate.
stavolta basta il titolo come post!
giovedì, agosto 09, 2007
www.enricolettacampania.it
Da oggi è in rete il sito web campano dei sostenitori di Enrico Letta per le primarie del Partito Democratico, all'indirizzo http://www.enricolettacampania.it/. Il sito, curato da Alfredo Budillon e Pasquale Orlando, si arricchirà di giorno in giorno di nuovi contenuti. Già da questo momento è possibile aderire alla candidatura di Enrico Letta e partecipare alle sue iniziative in Campania, inviando una mail a info@enricolettacampania.it. Il sito campano è anche collegato al sito nazionale di Enrico Letta:www.enricoletta.it/.=
www.unita.it - Enrico Letta: «No alla personalizzazione dei partiti»
«Ho individuato una modalità diversa di presentazione del programma e di formazione delle liste». Enrico Letta spiega così la sua candidatura alla segreteria del Partito democratico rispetto a quella di Veltroni e della Bindi durante la videochat su l'Unità.it. «L'appuntamento è a Piacenza il 14 e 15 settembre per una due giorni di discussione con la gente che vorrà partecipare sui temi da declinare nel Partito Democratico». «Ho individuato comunque delle parole chiave: libertà, mobilità, natalità e lavoro» risponde Letta a Giampaolo, uno dei tanti navigatori che gli domanda quali siano i contenuti del suo programma. «Il 10 settembre invece sarò a nel seggio di Milano1, tradizionalmente di Berlusconi, per le primarie della lista che appoggia la mia candidatura». Una sorta di primarie delle primarie, propone Letta, per superare il problema delle liste bloccate e perché il nuovo partito non sia necessariamente lo specchio della vecchia classe dirigente. «L'obiettivo dell'assemblea costituente del Pd deve essere la sintesi fra i dirigenti dei due partiti che generosamente hanno accettato di entrare nel Pd e volti nuovi che si spera siano più giovani e anche più al femminile» spiega il candidato.
«La candidatura di Veltroni?» domanda il direttore Antonio Padellaro. «Sono contento che si sia candidato. Bisogna essere grati a Veltroni per aver messo a disposizione la sua candidatura per il Pd, ma» aggiunge Letta «Non ho apprezzato la frase conclusiva del suo discorso del Lingotto: questo è il mio programma, si candidi chi ha un programma diverso dal mio». «Non credo che per candidarsi bisogna avere un programma necessariamente alternativo» continua. «Si candida chi ha qualcosa da aggiungere e chi può portare gente diversa e una maggiore affluenza nel nuovo partito».
«Cosa ne pensa invece della polemica sulla visione degli anni '80 che Rosy Bindi ha proposto durante la sua videochat all'Unità online, anni di involuzione e in cui è nato il berlusconismo». «Non sono d'accordo con la visione provincialistica di quegli anni. Credo che a livello internazionale siano stati anni di grandi svolte per la libertà dei popoli per l'Europa e che, se visti quindi in una dimensione globale, possiamo dire siano stati necessari per gli anni che stiamo vivendo».
Per il candidato Enrico Letta «la competizione, se virtuosa, rafforza il partito nascente che altrimenti finirebbe per essere come sempre identificabile con il suo leader e dunque personalistico come nel caso di Berlusconi». E allora, come pensa che il Pd possa superare questo pericolo, domanda Mario. «Dobbiamo essere esigenti con noi stessi» risponde il candidato. «Il Pd deve far svoltare l'intero sistema con la formazione di un partito che non si identifichi nel suo leader. Berlusconi ci ha berlusconizzati tutti» aggiunge. «La candidatura di Di Pietro mi ha colpito positivamente, anche se è stato giusto non accettarla. I Ds e La Margherita hanno fatto un'assemblea in cui hanno deciso di sciogliersi, il partito di Di Pietro no, ma» aggiunge «un ampliamento del nuovo partito trovo sia positivo». «Il caso Pannella è diverso» spiega Letta. «Pannella teorizza la doppia appartenenza che va contro le regole del partito democratico». A proposito di Berlusconi molti lettori domandano cosa pensa di fare rispetto al conflitto di interessi una volta alla guida del partito democratico perché non si ripresenti il problema nel caso di nuove elezioni. «La questione del conflitto di interessi va risolta in modo strutturale perché non sia la legge per un singolo» dichiara. «Meno parlamentari cui si chieda dedizione assoluta, stessa cosa vale per il governo» spiega. «Risolvendo strutturalmente il problema possiamo riuscire a eliminare il conflitto di interessi come non siamo riusciti a fare finora».
«Non sono d'accordo con le alleanze di nuovo conio» risponde Letta a chi domanda se pensa ad un allargamento dell'alleanza diverso da quello dell'attuale maggioranza. E la sinistra radicale o popolare crede sia un problema per il governo? «Credo che questo governo stia lavorando bene. Abbiamo ministri provenienti dalla sinistra popolare che stanno facendo un buon lavoro, sono impegnati e determinati. È stato appena approvato un protocollo del welfare che risolve grandi temi cari alla sinistra come quello delle pensioni, del precariato, giovani, maternità». «Certo» aggiunge «bisogna fare ancora di più e meglio, ma si deve anche valorizzare il lavoro fatto fin'ora».
È il candidato di Prodi? «Non so chi voterà prodi», dice Letta sorridendo.
Alessia Grossi
«La candidatura di Veltroni?» domanda il direttore Antonio Padellaro. «Sono contento che si sia candidato. Bisogna essere grati a Veltroni per aver messo a disposizione la sua candidatura per il Pd, ma» aggiunge Letta «Non ho apprezzato la frase conclusiva del suo discorso del Lingotto: questo è il mio programma, si candidi chi ha un programma diverso dal mio». «Non credo che per candidarsi bisogna avere un programma necessariamente alternativo» continua. «Si candida chi ha qualcosa da aggiungere e chi può portare gente diversa e una maggiore affluenza nel nuovo partito».
«Cosa ne pensa invece della polemica sulla visione degli anni '80 che Rosy Bindi ha proposto durante la sua videochat all'Unità online, anni di involuzione e in cui è nato il berlusconismo». «Non sono d'accordo con la visione provincialistica di quegli anni. Credo che a livello internazionale siano stati anni di grandi svolte per la libertà dei popoli per l'Europa e che, se visti quindi in una dimensione globale, possiamo dire siano stati necessari per gli anni che stiamo vivendo».
Per il candidato Enrico Letta «la competizione, se virtuosa, rafforza il partito nascente che altrimenti finirebbe per essere come sempre identificabile con il suo leader e dunque personalistico come nel caso di Berlusconi». E allora, come pensa che il Pd possa superare questo pericolo, domanda Mario. «Dobbiamo essere esigenti con noi stessi» risponde il candidato. «Il Pd deve far svoltare l'intero sistema con la formazione di un partito che non si identifichi nel suo leader. Berlusconi ci ha berlusconizzati tutti» aggiunge. «La candidatura di Di Pietro mi ha colpito positivamente, anche se è stato giusto non accettarla. I Ds e La Margherita hanno fatto un'assemblea in cui hanno deciso di sciogliersi, il partito di Di Pietro no, ma» aggiunge «un ampliamento del nuovo partito trovo sia positivo». «Il caso Pannella è diverso» spiega Letta. «Pannella teorizza la doppia appartenenza che va contro le regole del partito democratico». A proposito di Berlusconi molti lettori domandano cosa pensa di fare rispetto al conflitto di interessi una volta alla guida del partito democratico perché non si ripresenti il problema nel caso di nuove elezioni. «La questione del conflitto di interessi va risolta in modo strutturale perché non sia la legge per un singolo» dichiara. «Meno parlamentari cui si chieda dedizione assoluta, stessa cosa vale per il governo» spiega. «Risolvendo strutturalmente il problema possiamo riuscire a eliminare il conflitto di interessi come non siamo riusciti a fare finora».
«Non sono d'accordo con le alleanze di nuovo conio» risponde Letta a chi domanda se pensa ad un allargamento dell'alleanza diverso da quello dell'attuale maggioranza. E la sinistra radicale o popolare crede sia un problema per il governo? «Credo che questo governo stia lavorando bene. Abbiamo ministri provenienti dalla sinistra popolare che stanno facendo un buon lavoro, sono impegnati e determinati. È stato appena approvato un protocollo del welfare che risolve grandi temi cari alla sinistra come quello delle pensioni, del precariato, giovani, maternità». «Certo» aggiunge «bisogna fare ancora di più e meglio, ma si deve anche valorizzare il lavoro fatto fin'ora».
È il candidato di Prodi? «Non so chi voterà prodi», dice Letta sorridendo.
Alessia Grossi
Valentino Rossi Ha tre soluzioni: pagare opporsi o fare un accordo
Lo Stato vuole 112 milioni con le sanzioni. Per la legge il campione della Yamaha rischia da 1 a 3 anni di carcere. Tutti i dettagli del caso in dieci domande
MILANO, 10 agosto 2007 - Una selva di numeri, leggi e normative fiscali che cambiano da Paese a Paese. Ecco dieci domande e dieci risposte per capire il caso Valentino
Rossi
.
1. A quanto ammonta il reddito che Valentino Rossi non avrebbe dichiarato?
L’Ufficio di
Pesaro
dell’Agenzia delle Entrate ha contestato a Rossi compensi non dichiarati per 58 milioni 950.311 euro, relativi al periodo 2000-2004.
2. Quale è l’importo non versato al fisco?
Considerando
Irpef
, Irap e
Iva
, l’evasione fiscale è pari a 43,7 milioni di euro.
3. E’ la somma che l’Agenzia delle Entrate ha chiesto a Rossi?
No, perché il fisco chiede anche il pagamento delle sanzioni e degli interessi. Il totale dovuto ammonta quindi a 112 milioni di euro.
4. Come è stato possibile passare da "soli" 43,7 a "ben" 112 milioni?
Per tutti e 5 gli anni in questione
Rossi
ha presentato una dichiarazione Irpef infedele, cioè per un reddito inferiore a quello reale. Lo stesso ha fatto per l’Irap e l’Iva del 2000: per queste violazioni, la sanzione va dal 100 al 200 per cento dell’imposta in più dovuta. Per il quadriennio 2001-2004 non è invece stata presentata alcuna dichiarazione Irap e Iva: in questo caso la sanzione va dal 120 al 240 per cento dell’imposta dovuta.
5. Quali alternative ha ora Rossi?
Esclusa l’ipotesi che Rossi non faccia nulla, gli restano 3 possibilità: pagare quanto richiesto, impugnare la contestazione davanti alla Commissione tributaria provinciale, cercare un accordo con l’Agenzia delle Entrate, tramite una istanza di accertamento con adesione.
6. Quanto tempo ha Rossi per decidere cosa fare?
Rossi ha 60 giorni che solitamente decorrono da quando viene notificato l’avviso di accertamento. Nel caso in questione, però, la notifica è avvenuta il 3 agosto e questo gli garantisce ulteriori 45 giorni grazie alla "sospensione dei termini processuali nel periodo feriale". La legge 7 ottobre 1969 n. 742 prevede la sospensione del decorso dei termini processuali dal 1° agosto al 15 settembre. Pertanto i 60 giorni partono dal 16 settembre.
7. Quali criteri ha usato il fisco per dimostrare che Rossi è residente in Italia e non in Gran Bretagna?
Per contrastare le fittizie residenze anagrafiche all’estero vengono considerati i giorni trascorsi in Italia (almeno 183 all’anno, cioè la metà più uno di 365) ma anche i legami familiari e affettivi. Per essere considerati residenti in Italia è sufficiente quindi aver mantenuto nel nostro Paese il "centro" dei propri legami familiari. Ed è proprio quello che hanno appurato i ripetuti appostamenti.
8. Cosa rischia Rossi?
Dal semplice pignoramento dei beni fino al carcere da uno a 3 anni.
9. Quanto tempo ci vorrà prima di avere la sentenza definitiva?
Negli ultimi anni le cause fiscali si sono velocizzate ma in media per arrivare a una conclusione servono ancora dai 3 ai 4 anni.
10. E per gli anni 2005 e 2006?
Rossi rischia di pagare una multa salata anche per le ultime stagioni. Per evitarla può ricorrere al ravvedimento operoso, pagando il dovuto più una sanzione del 30 per cento.
Giovanni Cortinovis
MILANO, 10 agosto 2007 - Una selva di numeri, leggi e normative fiscali che cambiano da Paese a Paese. Ecco dieci domande e dieci risposte per capire il caso Valentino
Rossi
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1. A quanto ammonta il reddito che Valentino Rossi non avrebbe dichiarato?
L’Ufficio di
Pesaro
dell’Agenzia delle Entrate ha contestato a Rossi compensi non dichiarati per 58 milioni 950.311 euro, relativi al periodo 2000-2004.
2. Quale è l’importo non versato al fisco?
Considerando
Irpef
, Irap e
Iva
, l’evasione fiscale è pari a 43,7 milioni di euro.
3. E’ la somma che l’Agenzia delle Entrate ha chiesto a Rossi?
No, perché il fisco chiede anche il pagamento delle sanzioni e degli interessi. Il totale dovuto ammonta quindi a 112 milioni di euro.
4. Come è stato possibile passare da "soli" 43,7 a "ben" 112 milioni?
Per tutti e 5 gli anni in questione
Rossi
ha presentato una dichiarazione Irpef infedele, cioè per un reddito inferiore a quello reale. Lo stesso ha fatto per l’Irap e l’Iva del 2000: per queste violazioni, la sanzione va dal 100 al 200 per cento dell’imposta in più dovuta. Per il quadriennio 2001-2004 non è invece stata presentata alcuna dichiarazione Irap e Iva: in questo caso la sanzione va dal 120 al 240 per cento dell’imposta dovuta.
5. Quali alternative ha ora Rossi?
Esclusa l’ipotesi che Rossi non faccia nulla, gli restano 3 possibilità: pagare quanto richiesto, impugnare la contestazione davanti alla Commissione tributaria provinciale, cercare un accordo con l’Agenzia delle Entrate, tramite una istanza di accertamento con adesione.
6. Quanto tempo ha Rossi per decidere cosa fare?
Rossi ha 60 giorni che solitamente decorrono da quando viene notificato l’avviso di accertamento. Nel caso in questione, però, la notifica è avvenuta il 3 agosto e questo gli garantisce ulteriori 45 giorni grazie alla "sospensione dei termini processuali nel periodo feriale". La legge 7 ottobre 1969 n. 742 prevede la sospensione del decorso dei termini processuali dal 1° agosto al 15 settembre. Pertanto i 60 giorni partono dal 16 settembre.
7. Quali criteri ha usato il fisco per dimostrare che Rossi è residente in Italia e non in Gran Bretagna?
Per contrastare le fittizie residenze anagrafiche all’estero vengono considerati i giorni trascorsi in Italia (almeno 183 all’anno, cioè la metà più uno di 365) ma anche i legami familiari e affettivi. Per essere considerati residenti in Italia è sufficiente quindi aver mantenuto nel nostro Paese il "centro" dei propri legami familiari. Ed è proprio quello che hanno appurato i ripetuti appostamenti.
8. Cosa rischia Rossi?
Dal semplice pignoramento dei beni fino al carcere da uno a 3 anni.
9. Quanto tempo ci vorrà prima di avere la sentenza definitiva?
Negli ultimi anni le cause fiscali si sono velocizzate ma in media per arrivare a una conclusione servono ancora dai 3 ai 4 anni.
10. E per gli anni 2005 e 2006?
Rossi rischia di pagare una multa salata anche per le ultime stagioni. Per evitarla può ricorrere al ravvedimento operoso, pagando il dovuto più una sanzione del 30 per cento.
Giovanni Cortinovis
Marcinelle, un monito perenne
Le ACLI Germania, associazione cristiana dei lavoratori italiani con il proprio movimento e servizi da sempre impegnati per la tutela del lavoro e dei lavoratori italiani nel mondo, in occasione della celebrazione del 51° anniversario della tragedia di Marcinelle, in Belgio, dove perirono 136 italiani nelle gallerie delle miniere di carbone nella regione dell'Hainault, rendono omaggio al sacrificio di minatori che sulla via dell'emigrazione conobbero umiliazioni e sofferenze fino all'estremo tributo della propria vita. Così recita la nota diramata in mattinata dalla Germania.
Le 262 complessive vittime del lavoro nella sciagura della miniera di carbone di Bois du Cazier nel 1956, nella sua drammaticità, rimane "un monito perenne per la società civile e le istituzioni, perchè la salute e sicurezza sul posto di lavoro diventi improcratinabile priorità, anche alla luce dei quotidiani incidenti fatali sul lavoro che riportano alla ribalta una realtà italiana purtroppo ancora a rischio. La giornata nazionale dell'8 agosto del sacrificio del lavoro italiano nel mondo ci chiama a raccolta per mantenere viva la memoria di tante, troppe esistenze spezzate sul lavoro e superando il carattere celebrativo impone da parte delle istituzioni preposte interventi legislativi puntuali e severi ed il recupero costante di storie d'emigrazioni che hanno segnato le vicende di interi territori d'Italia e caratterizzato lo sviluppo".
e ancora oggi in miniera (dalla Cina all'America) si continua a soffrire e morire....
Le 262 complessive vittime del lavoro nella sciagura della miniera di carbone di Bois du Cazier nel 1956, nella sua drammaticità, rimane "un monito perenne per la società civile e le istituzioni, perchè la salute e sicurezza sul posto di lavoro diventi improcratinabile priorità, anche alla luce dei quotidiani incidenti fatali sul lavoro che riportano alla ribalta una realtà italiana purtroppo ancora a rischio. La giornata nazionale dell'8 agosto del sacrificio del lavoro italiano nel mondo ci chiama a raccolta per mantenere viva la memoria di tante, troppe esistenze spezzate sul lavoro e superando il carattere celebrativo impone da parte delle istituzioni preposte interventi legislativi puntuali e severi ed il recupero costante di storie d'emigrazioni che hanno segnato le vicende di interi territori d'Italia e caratterizzato lo sviluppo".
e ancora oggi in miniera (dalla Cina all'America) si continua a soffrire e morire....
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Fiumicino, all'asta i bagagli "dispersi": controlla se c'è il tuo..
Cronaca - Pedrini, segretario della Commissione Trasporti, rivela la presenza nei depositi di Fiumicino di 800 valigie senza cartellino identificativo. I sindacati:"Enac, ente di controllo che non fa controllo"
Roma, 8 agosto 2007 - "Ho trovato due magazzini con ben 800 bagagli senza scontrino che saranno messi all'asta". A rivelarlo il segretario della Commissione Trasporti della camera Egidio Pedrini nel corso dell'indagine, che dopo lo scandalo-bagagli degli ultimi giorni, ha voluto condurre personalmente nei meandri dell'aeroporto di Fiumicino. Un'indagine che ha messo in evidenzia anche la gravità della situazione relativa alla cosiddetta 'zona sensibile' del terminal C, "nella quale - ha commentato Pedrini - nelle ore di maggior afflusso ci sono non meno di 5.000 persone senza che la società di gestione sia in grado di garantire condizioni operative ottimali nè agli operatori né alle Forze dell'Ordine in servizio di sicurezza".
I SINDACATI - Come Pedrini anche i sindacati puntano il dito contro l'inefficienza delle società che gestiscono lo scalo aeroportuale di Fiumicino. Si scagliono in particolare contro gli organi che avrebbero dovuto vigilare. "L' Enac - sottolinea il sindacato Sdl - e' un ente di controllo che non fa controllo perchè come tutto il settore e' carente dell'organico sufficiente, basta dire che su Fiumicino ha 20 ispettori e su Malpensa ancora di meno, in due aeroporti che sviluppano più del 70% del traffico aereo italiano".
FIUMICINO:BAGAGLI;CARTA ENAC,I DIRITTI DEL PASSEGGERO/SCHEDA
(ANSA) - FIUMICINO (ROMA) - ''Conosci i tuoi diritti''. Sono diversi gli aspetti legati ai bagagli e alle modalita' di reclamo, contenuti nella guida rapida dell'Enac, sui diritti del passeggero nei casi di disservizi del trasporto aereo, che i viaggiatori possono ritirare prima dell'imbarco in aeroporto. In caso di mancata riconsegna o danneggiamento del bagaglio registrato, all'arrivo a destinazione, il viaggiatore deve aprire un 'Rapporto di smarrimento o di danneggiamento bagaglio' facendo constatare il fatto, prima di lasciare l'area di riconsegna bagagli, presso gli uffici lost and found dell'aeroporto di arrivo, e compilando appositi moduli, denominati 'P.I.R. - Propherty irregularity report'. Se entro 21 giorni dalla 'denuncia', non fossero state ricevute notizie sul ritrovamento, bisogna inviare la documentazione all'Ufficio relazioni clientela o assistenza bagagli della compagnia aerea per l'avvio della pratica di risarcimento. In caso di ritrovamento, entro i 21 giorni, bisogna seguire l'analoga procedura, ma per avviare la pratica di risarcimento delle eventuali spese sostenute. Lo stesso va compiuto in caso di danneggiamento del bagaglio, entro 7 giorni, dalla data di apertura del rapporto, per la pratica di risarcimento. In caso di smarrimento, danneggiamento o ritardata consegna del bagaglio registrato, il passeggero ha diritto fino a 1000 Dsp- Diritti speciali di prelievo (circa 1100 euro) dalle compagnie aeree dell'Ue e dei Paesi che aderiscobo alla convenzione di Montreal e fino A 17 dSP (circa 18 euro) per Kg dalle compagnie aeree dei Paesi che aderiscono alla convenzione di Varsavia, salvo che il passeggero abbia sottoscritto un'assicurazione integrativa. C'e' da ricordare, infine, che la Carta dei Servizi, validata dall'Enac e sottoscritta dalle maggiori associazioni di consumatori, prevede che i tempi di consegna, per i voli nazionali, del primo bagaglio siano entro 24 minuti e 32 per l'ultimo; per i voli internazionali, 32 minuti per il primo e 40 per l'ultimo.(ANSA) Y17-PEN
Le valigie non più richiesta vanno all'asta.
Roma, 8 agosto 2007 - "Ho trovato due magazzini con ben 800 bagagli senza scontrino che saranno messi all'asta". A rivelarlo il segretario della Commissione Trasporti della camera Egidio Pedrini nel corso dell'indagine, che dopo lo scandalo-bagagli degli ultimi giorni, ha voluto condurre personalmente nei meandri dell'aeroporto di Fiumicino. Un'indagine che ha messo in evidenzia anche la gravità della situazione relativa alla cosiddetta 'zona sensibile' del terminal C, "nella quale - ha commentato Pedrini - nelle ore di maggior afflusso ci sono non meno di 5.000 persone senza che la società di gestione sia in grado di garantire condizioni operative ottimali nè agli operatori né alle Forze dell'Ordine in servizio di sicurezza".
I SINDACATI - Come Pedrini anche i sindacati puntano il dito contro l'inefficienza delle società che gestiscono lo scalo aeroportuale di Fiumicino. Si scagliono in particolare contro gli organi che avrebbero dovuto vigilare. "L' Enac - sottolinea il sindacato Sdl - e' un ente di controllo che non fa controllo perchè come tutto il settore e' carente dell'organico sufficiente, basta dire che su Fiumicino ha 20 ispettori e su Malpensa ancora di meno, in due aeroporti che sviluppano più del 70% del traffico aereo italiano".
FIUMICINO:BAGAGLI;CARTA ENAC,I DIRITTI DEL PASSEGGERO/SCHEDA
(ANSA) - FIUMICINO (ROMA) - ''Conosci i tuoi diritti''. Sono diversi gli aspetti legati ai bagagli e alle modalita' di reclamo, contenuti nella guida rapida dell'Enac, sui diritti del passeggero nei casi di disservizi del trasporto aereo, che i viaggiatori possono ritirare prima dell'imbarco in aeroporto. In caso di mancata riconsegna o danneggiamento del bagaglio registrato, all'arrivo a destinazione, il viaggiatore deve aprire un 'Rapporto di smarrimento o di danneggiamento bagaglio' facendo constatare il fatto, prima di lasciare l'area di riconsegna bagagli, presso gli uffici lost and found dell'aeroporto di arrivo, e compilando appositi moduli, denominati 'P.I.R. - Propherty irregularity report'. Se entro 21 giorni dalla 'denuncia', non fossero state ricevute notizie sul ritrovamento, bisogna inviare la documentazione all'Ufficio relazioni clientela o assistenza bagagli della compagnia aerea per l'avvio della pratica di risarcimento. In caso di ritrovamento, entro i 21 giorni, bisogna seguire l'analoga procedura, ma per avviare la pratica di risarcimento delle eventuali spese sostenute. Lo stesso va compiuto in caso di danneggiamento del bagaglio, entro 7 giorni, dalla data di apertura del rapporto, per la pratica di risarcimento. In caso di smarrimento, danneggiamento o ritardata consegna del bagaglio registrato, il passeggero ha diritto fino a 1000 Dsp- Diritti speciali di prelievo (circa 1100 euro) dalle compagnie aeree dell'Ue e dei Paesi che aderiscobo alla convenzione di Montreal e fino A 17 dSP (circa 18 euro) per Kg dalle compagnie aeree dei Paesi che aderiscono alla convenzione di Varsavia, salvo che il passeggero abbia sottoscritto un'assicurazione integrativa. C'e' da ricordare, infine, che la Carta dei Servizi, validata dall'Enac e sottoscritta dalle maggiori associazioni di consumatori, prevede che i tempi di consegna, per i voli nazionali, del primo bagaglio siano entro 24 minuti e 32 per l'ultimo; per i voli internazionali, 32 minuti per il primo e 40 per l'ultimo.(ANSA) Y17-PEN
mercoledì, agosto 08, 2007
Clicca e scopri il candidato la sfida a sei corre sul Web
ROMA - Il più schivo, al limite dell'autolesionismo, è Jacopo Gavazzoli Schettini. Il suo sito web è monacale, sfondo giallo canarino, una foto del titolare in primo piano, una pianta d'appartamento dietro. Gavazzoli Schettini sorride, il naso ammaccato. Spiega che cos'è successo, usando la terza persona, nella sezione "storia personale": "Jacopo porta ancora i segni di una caduta con i pattini mentre giocava con il figlio. Dice che è stato quel colpo alla testa a fargli venire in mente di candidarsi...". Per chi non lo ricordasse, Gavazzoli Schettini, 42 anni, una laurea in Studi Strategici, è uno dei candidati alla segreteria del Pd e anche lui, come gli altri, fa campagna on-line. Chi c'è dietro, chi lo sponsorizza? Siccome glielo chiedono in tanti, GS cerca di fare lo spiritoso, ha tre risposte pronte: "Il Priorato di Sion", "Maga Maghella" o, "più semplicemente, la voglia di voltar pagina".
Un bel viaggio nel web, comodamente, senza muoversi da casa, è un modo di conoscere gli sfidanti. C'è il sito, virato sul verde, e ipersofisticato, di Walter Veltroni (www. lanuovastagione. it), che si affida al blog e al social network, a Youtube, a Twitter e al Cannocchiale "per costruire la community". C'è quello "della Rosy", che è come lei, mosso e imprevedibile nei contenuti (Un tale, Filippo, supera la politica, passa la censura, e annuncia: "E' intelligente, furba, tenace, la sposerei, tanto sono vedovo..."). Prima pagina color arancio: www. scelgorosy. it, "per un partito democratico, davvero". E, se non basta, ci si può collegare a "iostoconrosy. it", che è il sito dei sostenitori della candidatura del ministro della Famiglia, "rigorosamente realizzato da volontari".
Mario Adinolfi gioca in casa. E' "un blogger di Generazione U" ("u come inversione a U, come Unione, come Ulivo, come Unione Europea, ma anche come gli U2"). Chi entra nella sua casa web trova il diario di Adinolfi candidato ("Ogni giorno che passa, ogni nazione che attraverso, ho la sensazione che io sia un mero strumento per una forma di ribellione concreta e collettiva") e apprende che sta lavorando molto all'estero, in Danimarca e Svezia, "tra i giovani esuli italiani". Con il tono di chi davvero ci capisce, Adinolfi loda generosamente il sito di Enrico Letta. "Il suo video - dice - è estremamente televisivo in stile broadcast. Se mi passa la battuta amichevole, il ragazzo si farà". Il ragazzo, Enrico Letta, ti guarda dallo schermo se clicchi su www. enricoletta. it. E' in maniche di camicia, informale, davanti ad un computer. Anche lui ha scelto lo sfondo giallo, ma non anemico come quello di Gavazzoli Schettini. E' un colore carico, da mare, adatto alle sette spiagge dove Letta sta proponendo "la sua idea di politica e di Italia".
Piergiorgio Gawronski, che ieri ha tenuto la sua conferenza stampa a Roma, si è scelto la classica immagine da manager. E' al telefono, camicia e cravatta. Forse chiede aiuto e sostegno, visto che, alle 18 di ieri, i messaggi on-line sui suoi "forum interattivi" erano solo tre, di cui uno di Daniele Capezzone. Ben diversa , comprensibilmente, la situazione nella casa web di Veltroni. Nei soli primi due giorni i visitatori sono stati 15 mila, ricordano soddisfatti quelli del Comitato per Walter. Navighi e leggi gli sfoghi, i sogni, le paure, le idee, dei militanti. Più che con altre parole c'è chi vorrebbe riassumere il nascente partito democratico in volti da murales: "La faccia precaria di un ragazzo di un call center, quella degli operai dell'Italsider o dell'imprenditore antiracket cui hanno bruciato il capannone... ma anche la faccia di Enrico Berlinguer, non perché fosse comunista ma perché si fermava ai semafori". Comunicano on-line, sono tutti blogger, come Marco: "Ognuno di noi saprà trovare i suoi canali per farle sapere, caro Veltroni, come vorremmo vedere il nostro Paese tra 10 anni e come vorremmo lasciarlo ai nostri figli". Pieni di dubbi come Lulu: "Per ora discordo da quanto detto fin adesso" (sic). Tecnologici e vagamente inquietanti nel linguaggio come Nardo: "Vorrei un partito open source, un partito wiki, dove si tenga in conto la voce dei Prosumer, cioè quelli che consumano la politica". Gradita traduzione per i compagni delle sezioni.
di ALESSANDRA LONGO
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