giovedì, maggio 31, 2007

Domenica a Portici: Cammino di preparazione alla 3a Assemblea Ecumenica Europea


Il 2007 è un anno importante per la missione di riconciliazione tra i cristiani ed avrà il suo apice nell’impegno di confronto e comunione che animerà l’Assemblea Ecumenica Europea a Sibiu. Per rafforzare e diffondere nel territorio della diocesi di Napoli ed in alcune diocesi vicine questa missione di comunione alcuni gruppi ed associazioni si sono unite nella preparazione di una serie di incontri di approfondimento, meditazione e soprattutto preghiera a partire dall’esperienza concreta di comunione che si svolge a Taizè e prendendo come riferimento costante lo stile di preghiera della comunità ecumenica fondata da frèrè Roger Schutz.
L’assemblea ecumenica nasce nel 1989, anno in cui crollava il muro di Berlino che aveva per decenni separato l’Europa Orientale da quella Occidentale. In quell’anno 125 Chiese e 34 Conferenze episcopali si incontrarono a Basilea (Svizzera) per celebrare la prima assemblea ecumenica europea. Otto anni dopo si svolse a Graz (Austria) la 2° assemblea alla quale parteciparono 800 delegati delle Chiese e delle Conferenze episcopali ed oltre 10.000 cristiani provenienti da tutta Europa. Il risultato storico di questo incontro fu la sottoscrizione della Carta Ecumenica Europea.
Nel settembre del 2007, 9 anni dopo, saranno attesi a Sibiu, nel cuore della Romania, circa 2.500 delegati ufficiali e circa 30.000 partecipanti.
L’assemblea ecumenica europea è organizzata dal Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE) e dalla Conferenza delle Chiese Europee (KEK) e prevede assemblee plenarie e fora cui parteciperanno i delegati ma anche personalità europee del mondo della cultura, della politica e dell’economia, le agorà, che saranno un momento di confronto tra vari organismi del nostro continente, le preghiere, le meditazioni bibliche e le celebrazioni con le comunità locali ma anche un programma culturale (Sibiu sarà capitale europea della cultura 2007) ed un programma per i giovani.
Contemporaneamente all’Assemblea si intende promuovere gemellaggi e pellegrinaggi in diverse città della Romania da parte di gruppi, specie di giovani, di altri paesi che saranno ospiti delle comunità locali e delle famiglie. Il giorno 8 settembre si terrà un pellegrinaggio della luce con una veglia di preghiera ed un programma comune con tutti i delegati.
Il calendario degli prossimi incontri di preparazione è il seguente:
3 giugno ore 18.30 – Circolo ACLI di Portici – Parrocchia della Salute - approfondimento con il pastore Holger Milkau
17 giugno ore 19.30 – Comunità Musci di Pollenatrocchia
15 luglio ore 19.00 – Centro Giovani Agorà (Portici) – incontro tecnico per il pellegrinaggio estivo

L’esperienza di preghiera si concluderà con un pellegrinaggio estivo a Taizè nella settimana dal 18 al 27 agosto oppure in alternativa (se vi saranno adesioni sufficienti e laddove sarà possibile attivare un gemellaggio tra la diocesi di Napoli ed una diocesi romena) a Sibiu dal 2 al 9 settembre in concomitanza con l’Assemblea Ecumenica Europea.
Per informazioni sull’Assemblea vedere www.eea3.org;
Per informazioni sugli incontri itineranti scrivere a topmt@hotmail.com

Avellino: ‘Populorum progressio’: 40anni dopo… al Palazzo Vescovile

Avellino – “Populorum progressio: quarant’anni dopo”. Questo l’argomento al centro del convegno che si svolgerà oggi pomeriggio presso il Palazzo Vescovile di Avellino. I lavori, che saranno moderati da Rosanna Repole, della direzione nazionale delle Acli, inizieranno alle ore 18.00. Presente il Vescovo di Avellino, Monsignor Francesco Marino. Relatori: il presidente delle Acli provinciali, Gerardo Salvatore, il coordinatore provinciale di Dl – La Margherita, Giuseppe De Mita, e il docente universitario Giuliano Minichiello. Le conclusioni saranno affidate a Luca Jahier, del dipartimento internazionale delle Acli.

Il "Delitto d'onore" reintrodotto per l'assassinio di Perugia?

Tante persone sono rimaste sgomente dall'orrore del grave delitto di Perugia dove una giovane donna, incinta di otto mesi e madre di due figli è stata uccisa. Toccherà ai giudici trovare il colpevole, senza creare mostri, (al primo minuto qualche fonte giornalistica immaginando la rapina riproponeva il tema della sicurezza e dell'ordine). Oggi considerando come possibile colpevole il marito e immaginando come movente la gelosia si chiede l'autopsia del feto per capire se non era figlio suo. Un orrore. L'omicidio resta tale e quale comunque, anche doppio. Per spiegare meglio, però, pubblico integralmente un articolo di Gennaro Carotenuto che ci fa capire l'assurdo e propone di non guardare indifferenti. (cliccando sul titolo vai all'articolo originale).


Codice Penale, art. 587
Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell'atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d'ira determinato dall'offesa recata all'onor suo o della famiglia, è punito con la reclusione da tre a sette anni. Alla stessa pena soggiace chi, nelle dette circostanze, cagiona la morte della persona che sia in illegittima relazione carnale col coniuge, con la figlia o con la sorella.



Il caso del "femminicidio" di Marsciano (Perugia), dove una giovane madre incinta di otto mesi, Barbara Cicioni, è stata ammazzata di botte, e per il suo assassinio è stato arrestato il marito, Roberto Spaccino, incriminato per omicidio e maltrattamenti, necessita l'impegno immediato della società civile.

La rassegna stampa di Radio3 porta una notizia che fa sobbalzare. Siccome il movente sarebbe la gelosia e in specie Spaccino avrebbe accusato la moglie di aspettare un figlio non suo, il magistrato ha disposto l'esame del DNA sul feto.

Un moto di sorpresa viene sostituito immediatamente dallo sdegno.
Esame del DNA per far cosa? Per accertare se i timori dell'assassino di avere "le corna" erano fondati? E se fosse? Sarebbe un'attenuante ai fini processuali?

E se fosse un'attenuante allora dovremmo dedurre che la magistratura umbra ha ristabilito il delitto d'onore, abolito con estremo ritardo su tutto il mondo civile appena il 5 agosto 1981, sembra un secolo?

Che Spaccino abbia "ragione" o no, la paternità del feto è del tutto irrilevante a fini processuali e quell'esame è l'ultimo insulto a Barbara Cicioni e alla privatezza di lei e perfino della bambina.

Questo paese mostra sempre più segni di involuzione. A quando la reintroduzione dell'Art. 559 del Codice Rocco che puniva l'adulterio della moglie, ma non del marito, o quello del "matrimonio riparatore" che nel Codice Zanardelli estingueva la violenza carnale?

Quell'esame del DNA, irrilevante processualmente e indegno culturalmente, va fermato. A volte avvengono episodi apparentemente marginali, nei quali una società intera deve rivoltarsi e deve dire basta. Poi potrebbe essere troppo tardi.

Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli ospita una mostra suggestiva e unica.


Fino al 10 settembre 2007 il Museo Archeologico Nazionale di Napoli ospiterà la mostra “ Ambre. Trasparenze dell’antico.” Un percorso espositivo dei principali rinvenimenti di questo prezioso materiale provenienti dal territorio nazionale e internazionale.
La tradizione classica vuole che l’ Ambra fosse stata generata dalle lacrime delle figlie del sole per la morte del fratello Fetente, questa preziosa resina in epoca classica era considerato uno dei materiali più preziosi, perché gli si attribuivano doti magiche.
La mostra espone dai monili alle statuette, ha lo scopo di far conoscere al grande pubblico la diffusione dell’Ambra nel territorio italiano, dalla padania al meridione, dall’età del bronzo al medievo.
L’esposizione saprà regalare ai visitatori uno spettacolo prezioso e delicato, unico nel suo genere.

Annunziata Mastroianni

mercoledì, maggio 30, 2007

CIRCUITO JAZZ FESTIVAL – UNA PROVINCIA IN JAZZ

Dopo il successo della prima edizione la provincia di Napoli farà nuovamente da cornice alla seconda edizione del “Circuito Jazz Festival” otto festival – Marechiaro Jazz Festival, Pomigliano Jazz Festival, Vico Jazz Festival, Sorrento Jazz e…dintorni, Ischia Jazz Festival, Nick La Rocca European Jazz Festival, Divino Jazz Festival, Napoli Jazz Festival – che copriranno tre mesi di programmazione da giugno a settembre con più di cento concerti, nomi nazionali e internazionali. Un programma che porterà nella nostra provincia appassionati di ogni età, un occasione di sviluppo turistico anche per le aree meno note. Tra gli artisti ci sarà la O.N.J. Orchestra Napoletana Jazz, nata dallo stesso progetto, di cui fanno parte i migliori musicisti partenopei che avranno date nelle varie sedi del circuito.
I festival saranno ospitati in luoghi artistico naturali di gran prestigio, come il Parco Virgiliano di Posillipo, che accompagneranno le travolgenti note portando lo spettatore in una dimensione onirica.

Annunziata Mastroianni

Arcidonna, Italia maglia nera per pari opportunità. Il BelPaese è al 21esimo posto in classifica

Maglia nera all'Italia in tema di Pari opportunita' ed occupazione femminile. Tra i 27 Paesi Ue, infatti, la Penisola si colloca al 21esimo posto nella classifica degli Stati che si avvicinano agli obiettivi di Lisbona. A sette anni di distanza dalla firma del testo, infatti, il bel paese e' ben lontano dal dato del 60% dell'occupazione in rosa. Tra il 2000 e il 2006, infatti, il tasso di occupazione femminile e' cresciuto, passando dal 39,6% al 46,7%, ma l'Italia e' rimasta fanalino di coda. La fotografia dell'attuale situazione e' stata tracciata dall'Osservatorio di Genere di Arcidonna, durante un convegno svoltosi allo Steri di Palermo. La situazione non migliora se si considera la condizione della Sicilia. Nella Regione nel 2006 il tasso di occupazione in rosa e' stato pari al 30,3%, meno dei due terzi della media nazionale (46,7%) e ben lontano dal 60% chiesto dall'Europa.

Nello stesso periodo di tempo sempre secondo i dati Istat riportati da Arcidonna il tasso di disoccupazione nell'Isola si e' fermato al 16%, il doppio quasi di quello medio italiano. Non va meglio se si considera il dato europeo che confina l'Italia alle ultime posizioni con un 45,3% di occupate femminili (fonte Eurostat, 2005) a fronte del 71,9% della Danimarca. Arcidonna punta il dito anche sui fondi destinati alle famiglie. Si scopre cosi' che mentre l'Europa destina il 7,8% della spesa sociale a questo settore, l'Italia con il suo 4,4% si classifica al penultimo posto (fonte Eurostat).

In Sicilia, dove poi un nucleo familiare su tre e' a rischio poverta' e dove ben un quarto delle famiglie dichiara di arrivare a fine mese con molta difficolta', l'Associazione critica gli strumenti di sostegno messi in campo dall'esecutivo regionale: ''per nulla risolutivi'', a partire dal bonus bebe' assegnato nel 2005 solo a 2.985 famiglie a fronte di un numero di nuovi nati che supera i 50 mila. Disarmante anche il dato delle donne in politica: in Sicilia su 90 parlamentari solo quattro sono donne. Un dato che pone l'Isola al diciassettesimo posto nella classifica delle regioni italiane, seguita solo da Calabria, Molise e Puglia.

redazione@vita.it

martedì, maggio 29, 2007

“Se Eni ha procurato danni economici agli utenti l’Authority dovrà intervenire.”

Napoli, 29 maggio 2007 - Il presidente regionale della Campania della Lega Consumatori Acli, Pasquale Orlando esprime “preoccupazione in merito all’inchiesta della Procura di Milano su presunte misurazioni improprie di consumo di gas da parte dell’Eni e delle sue società controllate.”
Il gas erogato dall’Eni e dalle sue controllate Snam e Italgas ai suoi clienti, secondo i giudici, sarebbe stato infatti misurato in maniera non corretta utilizzando un metro cubo non standard e manomettendo gli strumenti a monte dei contatori. Ad essere penalizzati sarebbero stati, oltre i privati, anche molti enti pubblici, ignari del lucroso raggiro.
“Non è ancora chiaro quali e quanti danni siano stati eventualmente procurati ai consumatori, ma aspettiamo con fiducia le decisioni della magistratura milanese, con la speranza che si faccia presto chiarezza su una vicenda che sembra assai torbida. – afferma Orlando – Chiediamo,con fiducia, comunque, l’intervento dell’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas affinché verifichi le responsabilità da parte delle società e rassicuri gli utenti: è d’obbligo prevedere dei rimborsi automatici in bolletta o riduzioni tariffarie per compensare gli importi che, nel caso, siano stati illegittimamente versati.”


Riparte da Foggia l'impegno delle ACLI per i diritti dei lavoratori immigrati


Venerdì 1 giugno a Foggia presso la Sala del Tribunale della Dogana della Provincia alle ore 17,00, le ACLI nazionali e quelle di Capitanata, con l'aiuto di autorevoli interlocutori, affronteranno i temi dell'immigrazione.
Il Convegno nazionale, dal titolo "IL FUTURO DELL'ITALIA QUALI POLITICHE MIGRATORIE. Inserimento lavorativo, processi di inclusione sociale e convivenza interetnica", si pone il duplice obiettivo di analizzare le questioni legate ai diritti dei lavoratori immigrati e di prospettare ,anche alla luce della nuova legge delega sull'immigrazione, percorsi di integrazione socio cultuale.
Ad un anno dalla grande manifestazione sindacale contro lo sfruttamento del lavoro nero, le ACLI raccolgono la sfida per la legalità e la piena realizzazione dei diritti sociali e di cittadinanza degli immigrati che,proprio in provincia di Foggia, si fa più forte ed impellente. Ai lavori del convegno, coordinati dal Presidente provinciale delle ACLI Antonio Russo e introdotti dalle relazioni del Vice Presidente nazionale del Patronato ACLI Michele Consiglio e del Prof. Luigi Perrone dell'Università di Lecce, interverranno, oltre agli Assessori regionale, provinciale e comunale ( Elena Gentile , Benvenuto Grisorio e Michele del Carmine ), il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, la Responsabile nazionale del dipartimento politiche sociali e welfare Vittoria Boni, la mediatrice culturale Bella Amina, la Presidente nazionale Ipsia Paola Villa.
Il convegno sarà arricchito dal contributo del Sottosegretario al Ministero dell'interno con delega all'immigrazione On. Marcella Lucidi e concluso dall'intervento del Presidente nazionale delle ACLI Andrea Olivero.

I Nas nelle scuole? "I ragazzi ci rideranno in faccia"

Gli operatori impegnati nella prevenzione a scuola commentano la proposta del ministro Turco di inviare i Nas a fare controlli antidroga tra gli studenti.

- Don Gino Rigoldi (Comunità Nuova): "Non sappiamo più parlare ai ragazzi, allora mandiamo i carabinieri". "Ogni settimana scopro che insegnanti, genitori e studenti non si parlano e sanno poco di droghe". "Non serve essere autoritari, i ragazzi ti ridono in faccia".

- Mongardi (La Rupe, Bologna): "Si creerebbe una situazione da ‘guardie e ladri’...". "Così si distruggono le basi della prevenzione".

- Clavario (Strada Facendo, Pescara). "Sarebbe un disastro". "Se militarizziamo la scuola e criminalizziamo i ragazzi, questi si sentiranno traditi e perderemo ogni possibilità di interagire con chi consuma droghe e con chi è a rischio". vai>>


- Don Vinicio Albanesi: "Questi genitori 'adolescenti', che non hanno più il coraggio di dire cosa è bene e cosa è male". NEL BLOG>>


- "Più psicologi e meno carabinieri nelle scuole", dice l'Ordine degli psicologi della Lombardia. "Inserire i Nas a scuola è come chiudere il serraglio quando le mucche sono già scappate".

- Gonnella (Antigone) annuncia le dimissioni dalla Consulta sulle dipendenze istituita dallo stesso ministro della Salute.
da Redattore sociale. http://www.redattoresociale.it/

HASANKEYEF, SULLE RIVE DEL TIGRI MINACCIATO DALLA DISTRUZIONE! di Annunziata Mastroianni.

Hasankeyf è un territorio addormentato sulle rive del Tigri, uno dei più antichi insediamenti della Mesopotamia, 12.000 anni di storia, all’interno dei confini della Turchia sud- orientale. Luogo fiorente di arte e cultura, sito archeologico tra i più importanti per l’umanità intera con le sue chiese, i ponti, le moschee, i monumenti. Territorio occupato dalla popolazione curda che da secoli l’insedia, luogo d’incontro tra le popolazioni asiatiche e occidentali.
Oggi tale luogo è minacciato dalla realizzazione del progetto GAP: 22 dighe e 19 impianti idroelettrici sul Tigri, sull’Eufrate e sui suoi affluenti in territorio turco che prevede la distruzione di quest’antico patrimonio ambientale e storico artistico oltre all’evacuazione della popolazione che andrebbe ad ingrossare il numero già elevato dei profughi interni che peggiorerebbero il loro livello di sopravvivenza. In tale progetto sono coinvolte imprese turche e europee (Germania, Austria) con probabile coinvolgimento della tedesca Siemens.
Per contrastare tale minaccia s’è formato un comitato di associazioni e municipalità col nome “Facciamo vivere Hasankeyf ” che spera in una mobilitazione anche in Europa. Noi possiamo dare una mano ai fratelli che abitano tale area geografica aderendo alla petizione “Difendete 12.000 anni di storia” che porteranno i nostri politici a discutere la situazione all’interno del Parlamento Europeo. Per saperne di più e aderire alla petizione visitate il sito
  • www.acquasuav.org

  • Annunziata Mastroianni

    APPELLO:
    Salva Hasankeyf e la Valle del Tigri nel Kurdistan turco!
    Fermate la sofferenza di decine di migliaia di persone.
    Non sostenete la costruzione della diga Ilisu in Turchia attraverso le agenzie di credito all’export.
    Testo da inviare con vostra firma!!!!
    DIFENDETE 12000 ANNI DELLA NOSTRA STORIA
    Illustre Ministro/Onorevole,
    le esprimo la mia più viva preoccupazione per le conseguenze che la costruzione della diga Ilisu sul fiume Tigri in Turchia porterebbe nei territori del sud-est dell’Anatolia.
    Tale diga infatti:
    • sommergerebbe un’eredità preziosa quale la storica città di Hasankeyf, che 12000 anni di storia hanno lasciato all’umanità, nonché altri innumerevoli e rilevanti siti archeologici presenti nella valle del Tigri;
    • distruggerebbe irrimediabilmente l’ecosistema del fiume Tigri, uno degli ultimi ancora quasi completamente incontaminati, causando la perdita irreparabile di biodiversità;
    • sradicherebbe oltre 55.000 persone dal proprio territorio, minandone alle basi l’identità culturale, peggiorandone le già precarie condizioni di vita e causando loro ulteriori sofferenze, così come già la realizzazione di altre dighe – costruite nell’ambito del progetto GAP – ha dimostrato;
    • consentirebbe il controllo dei flussi di acqua verso i Paesi a valle, Siria e Iraq, aumentando pericolosamente – in assenza di accordi con gli stessi – il rischio di conflitti. La diminuzione della portata di acqua e il suo peggioramento qualitativo graveranno pesantemente sugli Stati confinanti.
    Chiedo quindi al governo turco di dare ascolto alle richieste della società civile, fermando questo progetto e sviluppandone altri alternativi insieme ai soggetti interessati; progetti che migliorino le condizioni socio-economiche della popolazione nella regione, rispettandone l’eredità culturale e l’ambiente. Chiedo ai governi tedesco, austriaco e svizzero di ritirare le garanzie al credito per la realizzazione della diga Ilisu. Chiedo al governo e al parlamento italiano, nonché ai parlamentari europei di riportare il dibattimento relativo all’accesso della Turchia in Europa anche su questi temi, che hanno – per le menzionate conseguenze – portata internazionale ed investono la responsabilità dell’Europa per la costruzione di un futuro di pace nel vicino oriente.

    Mittente Firma


    Indirizzi a cui inviare il testo petizione
    On. Marco Cappato
    Commissione Affari Esteri
    Parlamento Europeo
    Bat. Altiero Spinelli 09G346 60
    Rue Wiertz 60
    B- 1047 Bruxelles
    BELGIO


    ON. Pasqualina Napoletano
    Commissione Diritti dell’Uomo
    Parlamento Europeo
    Rue Wiertz ASP 15 G218
    BE-1047 Bruxelles
    BELGIO

    Ministro Ambiente
    Alfonso Pecoraio Scanio
    Ministero dell’Ambiente e della
    Tutela del Territorio e del Mare
    Via Cristoforo Colombo n°44
    00147 -Roma

    NB: La petizione si può firmare direttamente sul web all’indirizzo
    www.acquasuav.org


    lunedì, maggio 28, 2007

    Porchetta, Porco, ..un pò di rispetto!!!


    Passi per l'uccisione, passi per la cottura, passi per l'affettamento......ma anche il ridicolo......


    tratto da radiocittà www.radiocitta.net

    domenica, maggio 27, 2007

    overdose di sport domenicale. Tra Gran premio di Montecarlo, giro d'Italia , e Roland Garros oltre tutto il calcio minuto (per minuto)

    L'overdose è una assunzione eccessiva o eccessivamente ripetuta di una sostanza stupefacente; l'overdose produce nell'organismo uno stato fisiologico pericoloso, con la compromissione delle funzioni vitali e il rischio di morte.
    (Attenzione lo sport fa male da sè, non conviene esagerare, almeno....)

    i seguenti link sono sbagliati ma servono a rappresentare al minimo l'ingorgo sportivo domenivcale.






  • sabato, maggio 26, 2007

    RIFIUTI: IERVOLINO QUERELA CASINI PER ACCUSA 'SUBALTERNITA' A CAMORRA'


    (ASCA) - Napoli, 25 mag - Come aveva annunciato nei giorni scorsi, il Sindaco di Napoli, Rosa Iervolino Russo, ha esposto querela nei confronti di Pier Ferdinando Casini che, intervenendo sull'emergenza rifiuti a Napoli, aveva parlato di una classe politica paralizzata da una ''subalternita' almeno psicologica, nei confronti della camorra''. Alle parole di Casini Iervolino aveva replicato sostenendo: ''L'accusa di essere 'psicologicamente subalterna' alla camorra, che spaccia droga e uccide, e' davvero troppo grande'' ed aveva annunciato che non avrebbe esitato a sporgere querela se non fosse arrivata un'immediata smentita da parte del leader dell'Udc. La smentita non e' arrivata e il primo cittadino ha sporto querela. tmn/mcc/ss

    "77 Million Paintings for Naples" by Brian Eno

    "77 Million Paintings for Naples" by Brian Eno
    La Mostra-evento sarà aperta al pubblico fino al 3 Giugno

    Napoli, 26 maggio 2007 – ore 12
    Ingresso Grotta di Seiano, Napoli


    Oggi, alla Grotta di Seiano - sito archeologico di Pausylipon discesa Coroglio-Napoli– sarà presentata la performance multimediale " 77 Million Paintings for Naples" di Brian Eno, quarto ed ultimo evento del cartellone della tredicesima edizione del Maggio dei Monumenti.

    Alla conferenza stampa interverranno Valeria Valente, Assessore al Turismo, Grandi Eventi e Pari Opportunità del Comune di Napoli, il Prof. Girolamo De Simone, musicologo, Juan J. Arzubialde, produttore di Brian Eno, Paolo Uva, curatore dell'evento per Angeli Musicanti Festival, e Nicola Di Tullio, responsabile comunicazione.

    L'installazione audiovisiva 77 Million Paintings for Naples, creata da uno dei più geniali musicisti e sperimentatori d'arte dei nostri tempi, si avvale delle straordinarie possibilità di un particolare software l' Intel Integrated Performance Primitives per Apple, in grado di selezionare e combinare 300 immagini create da Brian Eno nell'arco degli ultimi vent'anni della sua attività di ricerca. 77 Million è infatti il numero delle possibili combinazioni di immagini generate dal software.

    L'alchimia di suoni e luci di 77 Million Paintings for Naples mette simbolicamente in luce le infinite possibilità di una città, Napoli, divisa tra antico e moderno, innovazione e tradizione, bene e male. Attraverso l'installazione di Brian Eno, si intende legittimare il Nuovo nell'Antico e ri-leggittimare l'Antico nel Nuovo, attraverso un luogo simbolo pieni di mistero di una Naples/Napoli/Partenope/Neapolis, in tema con il Maggio dei Monumenti 2007. Geometria, musica e pittura si aprono così con l'artista sull'orizzonte di una sconfinata virtualità creativa, per raccontare in modo "nuovo" l'uomo "nuovo" del Ventunesimo secolo.

    Il progetto 77 Million Paintings è stato presentato in Giappone e nella Biennale di Venezia 2006. A Napoli, in occasione del Maggio dei Monumenti 2007, la mostra sarà aperta al pubblico dal 27 maggio fino al 3 giugno.

    Per raggiungere il luogo del vernissage, ci sarà a disposizione dei giornalisti una navetta con partenza alle ore 11.00 da piazza Municipio. E' gradita una conferma della prenotazione all'Ufficio Stampa.

    UFFICIO STAMPA
    http://www.brianenofornaples.com/
    complexbrian@gmail.com

    "Pace e legalità" a Scampia.


    Organizzato dal docente Evaristo Cicatiello presidente del Circolo Acli Secondigliano, il 28 maggio alle ore 9,00 presso l'auditorium dell'ITI "G. Ferraris" si svolgerà l'incontro conclusivo organizzato nell'ambito del progetto "Pace e legalità".
    Gli alunni che hanno partecipato al progetto illustreranno alcune tematiche ponendo l'attenzione soprattuto sul meccanismo del debito estero dei Paesi sottosviluppati, sulla Campagna Antimine e sul fenomeno delle "Banche Armate".
    Tra le varie iniziative i ragazzi hanno aderito alla raccolta firme relativa alla messa al bando delle bombe cluster.
    Alcune classi hanno adottato bambini a distanza, mostrando un particolare interesse per l'eventuale servizio civile all'estero previsto in alcuni progetti umanitari.

    Oltre che offrire un momento di riflessione, informazione e sensibilizzazione relativo alle tematiche indicate, si è cercato di trasmettere alcuni messaggi che vanno dal concetto di pace vissuto concretamente nella non violenza attiva al concetto di promozione della cultura alla pace come educazione alla legalità.
    La necessità di umanizzare la globalizzazione è presente come elemento comune e fondamentale in tutte le tematiche trattate.
    Il concetto riduttivo di pace come passività per deboli, come distacco totale dalle prolematiche che generano conflitti, spesso giustificato da una sorta di rassegnazione o sentita impotenza è del tutto estraneo nell'intero percorso che ha caratterizzato il progetto stesso.
    Volutamente si è cercato poi di calare nella realtà del quartiere vissuto quotidianamente, i valori emersi durante la riflessione sulle diverse problematiche e, attraverso filmati e ricerche in internet, si è cercato ulteriormente di evidenziare l'importanza dello sviluppo del senso critico ponendo in discussione tutto ciò che conduce alla complicità, all'omertà, all'illegalità, proponendo alternative creative ed umanizzanti.
    Interverràno l'Assessore alla legalità e trasparenza Giuseppe Gambale, il Presidente delle ACLI di Napoli Pasquale Orlando, Padre Fabrizio Valletti, Marco Critelli, responsabile "Scuola di Pace" della Comunità di S. Egidio, Rosario La Rossa autore del libro "Al di là della neve - storie di Scampia".

    venerdì, maggio 25, 2007

    Appello del 5° Cammino di Riconciliazione e Pace Benevento - Pietrelcina, 26 maggio 2007

    PARTENZA ORE 9,30 PIAZZA RISORGIMENTO – BENEVENTO

    “SCEGLIERE LA LEGALITA’
    PER COSTRUIRE RICONCILIAZIONE E PACE”

    Il nostro cammino di pace e riconciliazione continua!

    Il nostro “mai” alla guerra, a tutte le guerre, è legato alla consapevolezza delle sue cause e dunque alle ragioni di una pace che nasce e si alimenta dalla giustizia.

    Per questo abbiamo messo al centro del nostro impegno la lotta alla povertà partecipando attivamente alla campagna sugli obiettivi di sviluppo del millennio: abbiamo denunciato che “la povertà non è un destino” ineluttabile e che “i poveri non possono aspettare” i tempi di uno sviluppo fondato sul neo-liberismo, con il suo carico di ulteriori e sempre più gravi ingiustizie.

    Il nostro cammino è continuato facendo nostro “il grido dell’Africa”, cioè del continente nel quale le ingiustizie e le storture dello sviluppo ineguale continuano a portare, più che in altri luoghi del pianeta, povertà e morte: morte per malattie generalmente curabili, morte per AIDS, morte per fame o denutrizione, morte per violenza e guerre.

    Il Forum Sociale Mondiale di Nairobi è stata l’occasione con la quale questo grido ha provato a diventare voce. E così abbiamo potuto ascoltare direttamente le parole di coloro che, nonostante tutto, non perdono la speranza.

    Ma abbiamo anche toccato con mano il divario sempre più grande tra miseria e ricchezza; la violenza che nasce dall’ingiustizia; la corruzione dei governi che moltiplica gli interessi del debito estero mentre la popolazione continua a vivere nel degrado degli slums senza godere di alcun beneficio dai crediti erogati dai Paesi donatori.

    Paradossalmente, le stesse risorse di cui il continente africano è ricco sono state finora la sua maledizione: lo sfruttamento che ne è stato e che ne viene fatto da parte di grandi gruppi multinazionali viene scambiato con il sostegno ai gruppi di potere locale più conniventi. E troppo spesso questo sostegno si traduce in fornitura illegale di armi affinché il potere di questi gruppi possa prevalere e garantire che la rapina (di oro nero, di metalli preziosi e rari, di diamanti, ora anche dell’acqua…) possa continuare.

    Da qui la miriade di grandi o più piccoli conflitti che seminano morte e ulteriore miseria. E dalla morte e dalla miseria si può solo provare a fuggire, se ci si riesce e se si ha il denaro per pagare chi della tratta di essere umani fa la sua fonte di arricchimento.


    L’illegalità tocca allora le nostre sponde con le carrette dei disperati, ma attraversa anche i nostri ricchi paesi del nord del mondo con i carichi illegali delle armi, leggere o pesanti, fabbricate anche da noi ed esportate (intere o smontate) in quei Paesi grazie ad abili “triangolazioni”, formalmente legali, o caricate clandestinamente camuffando documenti di trasporto; o diventando crocevia di import-export di prodotti frutto di lavoro schiavo…

    E anche nella nostra civilissima Europa, in Italia, nelle terre in cui viviamo, quest’illegalità non solo transita, ma mette radici, si alimenta, si trasforma e trova nuovi canali e nuovi affari per prosperare e riprodursi.

    Triadi cinesi, yakusa giapponese, mafie russe, “cartelli” latino americani, mafia, camorra, ‘ndrangheta, Sacra Corona,… non importa i nomi e le forme che assume fuori o dentro casa nostra. L’unica cosa certa è il potere illegale e trasversale che esercita sui più deboli, sui più poveri, su coloro che per sopravvivere o, come spesso accade da noi, per inseguire i miti insensati dell’avere, non esitano a vendersi e a farsi schiavi e schiave per sempre: fino al punto di diventare complici dei loro aguzzini nell’innescare spirali di violenza e conflitto che coinvolgono anche noi, la nostra vita quotidiana, e tentano di imporre a tutti le loro leggi.

    Non lasciare spazio alla disperazione e alla morte, ma proporre riconciliazione e pace, in questi contesti, significa prima di tutto rimettere al centro le singole persone, restituendo a loro stesse e alla comunità le loro storie come risorsa per tutti, come possibilità per tracciare nuovi percorsi che diano concretamente voce alla speranza.

    In questo cammino personale e comunitario ci si guardi attorno, si rileggano le relazioni che si intrecciano quotidianamente nelle nostre città, nelle nostre case, nelle nostre scuole, nei luoghi di lavoro, nelle nostre istituzioni,… per ri-scoprirne il senso e tracciare nuovi fili di collaborazione solidale che si riapproprino del territorio, liberandolo dai ricatti della criminalità organizzata e dei clan.

    Costruire pace ricostruendo legalità diventa dunque un obiettivo vicino, possibile per tutti e per tutte. Non ci sono da fare viaggi in terre lontane e non conosciute; in palio non ci sono encomi o medaglie, ma la ricerca e la pratica della legalità richiedono comunque coraggio: ce lo dicono le vittime delle mafie.

    La rinascita di intere comunità liberate dal giogo della mafia e della corruzione ci dice anche però che ricostruire legalità significa disegnare nuova convivenza civile, mettere in moto nuovo sviluppo culturale, sociale, economico proprio ed anche nel nostro Sud.

    Il nostro cammino di riconciliazione e pace vuole percorrere questa strada.

    Vieni anche tu?

    Campagna nazionale di informazione e confronto su politiche sociali, pensioni e TFR


    Continua la campagna nazionale voluta dalle ACLI e dal Patronato Acli per allargare il confronto e dibattito con i cittadini attorno alle questioni oggi in campo relativamente al varo della previdenza complementare e ai temi scottanti legati alle pensioni e alle politiche sociali.

    Si tratta - come è scritto nel testo di presentazione dell'iniziativa - di questioni che riguardano tutti, non 'solo' i milioni di cittadini che entro il 30 giugno dovranno scegliere la destinazione del loro TFR. Per noi delle Acli, si tratta di questioni alla base della nostra ragion d'essere, che si inscrivono nel contesto più ampio del pensiero e dell'azione sociale: dalla tutela dei diritti sociali e previdenziali allo sviluppo di un welfare solidaristico e ispirato a principi universalistici...'.
    Con la campagna, di fatto già avviata in tutto il territorio nazionale, le Acli intendono aprire spazi di dibattito e di riflessione con la cittadinanza; dare vita ad incontri sociali a carattere formativo e informativo; promuovere iniziative che coinvolgano le realtà territoriali e le parti sociali, chiamandole a confrontarsi con le proposte avanzate dalle Acli.


    Vai alle pagine sulla campagna


    Consulta l'agenda delle iniziative in corso

    www. emergenzarifiuti campania.it

    il sito ufficiale del commissario delegato ai rifiuti Guido Bertolaso.
    A prescindere dalle valutazioni, utile per conoscere, informarsi e giudicare. Ci sono documenti, notizie,foto e rassegna stampa quotidiana. Presente anche un Filo diretto con Bertolaso che lo presenta così:

    Stiamo lavorando per liberare la Campania dall'assedio dei rifiuti. Chi vuole potrà inviarmi, tramite questo sito, commenti sul nostro operato, suggerimenti, contributi, segnalazioni di casi difficili, rendiconti sulla situazione del luogo in cui vive. Non risponderò a nessuno, perché dedicherò tutto il mio tempo alla gestione dell'emergenza rifiuti, ma leggerò con attenzione i vostri messaggi e i vostri consigli. Grazie.
    Guido Bertolaso
    Commissario Delegato
    per l'emergenza rifiuti in Campania.

    Continueremo a pubblicare opinioni, documenti e notizie per contribuire alla formazione di una cittadinanza attiva e responsabile.
    La situazione rifiuti è il primo tema all'ordine del giorno in Campania, conviene saperne di più e affrontare consapevolmente un periodo in cui la partecipazione non potrà essere generica o attendista o incendiaria (la diossina avanza) o localista.

    RIFIUTI, CHE FARE

    RIFLESSIONE. GUIDO VIALE: RIFIUTI, CHE FARE
    [Dal quotidiano "Il manifesto" del 22 maggio 2007.
    Guido Viale e' nato nel 1943, e' stato uno dei leader della protesta
    studentesca nel '68, lavora a Milano, si occupa di politiche attive del
    lavoro in campo ambientale, fa parte del Comitato tecnico-scientifico dell'
    Agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente (Anpa). Opere di Guido
    Viale: segnaliamo particolarmente Il Sessantotto, Mazzotta, Milano 1978; Un
    mondo usa e getta, Feltrinelli, Milano 1994, 2000; Tutti in taxi,
    Feltrinelli, Milano 1996; Governare i rifiuti, Bollati Boringhieri, Torino
    1999; A casa, L'ancora del Mediterraneo, Napoli 2001; Vita e morte
    dell'automobile, Bollati Boringhieri, Torino 2007]

    La questione dei rifiuti in Campania e' un concentrato di tutte le crisi del
    nostro paese: crisi culturale, politica, amministrativa, economica,
    occupazionale, ambientale, urbana, sanitaria, securitaria: insomma, una
    bancarotta della democrazia.
    La crisi nasce innanzitutto da una sottovalutazione della questione dei
    rifiuti, che continua ancor oggi a essere considerata un ambito settoriale e
    non un tema che incrocia tutti gli ambiti della vita, sia quotidiana che
    istituzionale. Ci si riempie la bocca con le parole crescita e sviluppo,
    senza rendersi conto che una gestione lungimirante del ciclo dei rifiuti e
    delle filiere che li generano puo' trasformarsi in una fonte di occupazione
    qualificata, di impresa innovativa, di reddito e di qualita' della vita e
    dell'ambiente. Ma anche senza rendersi conto che non saper gestire i propri
    rifiuti distrugge la principale industria del territorio, il turismo, e
    "l'attrazione degli investimenti": quella capacita' che oggi mette in
    competizione tutte le citta'-regioni del mondo. Cosi' le ambizioni di
    Napoli, capitale del Mediterraneo, insieme al cosiddetto "Rinascimento
    napoletano", sono state definitivamente affossate sotto un cumulo di
    immondizia.
    In materia, destra e sinistra non hanno fatto nulla che le distinguesse tra
    loro. Quindici anni fa la giunta Rastrelli (An) aveva varato un piano dei
    rifiuti che attribuiva la parte onerosa del ciclo (la raccolta) ai comuni e
    ai loro consorzi, e quella in cui si guadagna (gli impianti) ai privati.
    Anzi, a un privato, la societa' Fibe, che con un'unica gara (sulla cui
    correttezza sono stati avanzati molti dubbi) si era aggiudicata costruzione
    e gestione di tutti gli impianti previsti dal piano: tre inceneritori e
    cinque impianti di trattamento meccanico-biologico (Mtb), comunemente
    chiamati Cdr (da combustibile ricavato dai rifiuti: uno dei due prodotti,
    quello destinato ad alimentare gli inceneritori, che dovrebbero uscire da
    quegli impianti; l'altro si chiama Fos, frazione organica stabilizzata, ed
    e' un terriccio usato per ricoprire cave e discariche).
    *
    L'infelice scelta di Acerra
    Ma insieme agli impianti, alla Fibe era stato attribuita anche la scelta del
    sito in cui costruirli (per aggiudicarsi l'appalto i concorrenti dovevano
    gia' disporre delle aree) e questa, per convenienze sue, aveva scelto
    Acerra, l'area piu' infestata dai tumori di tutta l'Europa.
    L'amministrazione regionale aveva cioe' abdicato da quella che e' la
    funzione per eccellenza di chi ha responsabilita' di governo del territorio,
    ma le due giunte successive (Bassolino) non hanno mai messo in discussione
    quelle scelte, nonostante che ve ne fossero tutte le condizioni (tanto e'
    vero che il contratto con la Fibe alla fine e' stato rescisso); e nonostante
    che i presidenti di tutte e tre le giunte fossero stati investiti dei poteri
    straordinari connessi alla gestione commissariale.
    Per 15 anni si e' lasciato che le cose corressero verso il baratro:
    percentuali irrisorie di raccolta differenziata; dieci milioni di "ecoballe"
    uscite dai Cdr: cioe' balle di immondizia, vere e proprie bombe ecologiche,
    accatastate in immense piramidi, da fare invidia a quella di Cheope; quasi
    mille discariche illegali, ma non clandestine, di rifiuti industriali e
    ospedalieri provenienti da mezza Italia e gestite dalla camorra; altre
    centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti che periodicamente si
    accumulano per le strade, fino a quando qualcuno non le incendia spargendo
    nell'aria piu' diossina di trenta inceneritori messi insieme; decine e
    decine di treni per portare nel resto dell'Italia e in Germania un
    gigantesco campionario dei nostri rifiuti made in Italy; decine di migliaia
    di lavoratori, un vero e proprio esercito, in cui si sovrapponevano gestioni
    comunali, appaltatori privati, consorzi a cui i comuni non hanno mai voluto
    cedere le competenze e, dulcis in fundo, Lsu (lavoratori socialmente utili)
    in carico alla giunta di destra, poi quelli delle giunte di sinistra; tutti
    ingannati con la promessa di lavorare a una raccolta differenziata che non
    si e' mai fatta. A riprova del fatto che i rifiuti sono il ricettacolo non
    solo delle cose che non ci servono piu', ma anche delle persone di cui ci si
    vuole sbarazzare: con politiche cosiddette di workfare senza capo ne' coda.
    La gestione commissariale ha trasformato il cancro in metastasi, affidando
    la soluzione del problema alle stesse persone - i presidenti della giunta
    regionale - che, come titolari dell'ordinaria amministrazione ne erano stati
    esautorati. Ma anche quando la palla e passata al prefetto Catenacci (in una
    regione dove l'intreccio tra camorra e rifiuti e' il nodo da sciogliere) le
    cose non sono cambiate. Non perche' lo scontro con la malavita organizzata
    sia stato troppo aspro, ma perche' non c'e' stato: per non disturbare i
    sindaci che non volevano "interferenze" nei loro feudi, fatti di appalti e
    gestioni dirette che spesso non arrivavano nemmeno al tre per cento di
    raccolta differenziata. Cosi' abbiamo visto tanti sindaci indossare la
    fascia tricolore per mettersi alla testa di mobilitazioni contro le
    discariche decise dal commissario, ma nessuno fare la stessa cosa per
    impedire lo sversamento di rifiuti industriali mille volte piu' pericolosi
    nelle cave abusive gestite dalla camorra, che tutti sanno dove sono e tutti
    sanno di chi sono.
    *
    Uno spirito di delega
    Oltretutto, la gestione commissariale ha accentuato nella popolazione uno
    spirito di delega, per cui, a risolvere il problema, deve essere "lo Stato".
    Questo offusca la responsabilita' diretta dei cittadini non solo rispetto
    alla raccolta differenziata (che con amministrazioni latitanti e' peraltro
    impossibile fare); ma anche rispetto alla regolare riconferma di maggioranze
    e sindaci che nella gestione dei rifiuti vedono solo occasioni di malaffare
    e di clientele.
    L'attuale gestione del commissario Bertolaso non promette di meglio, perche'
    non sono cambiati i presupposti che ne definiscono gli obiettivi: cioe'
    prender tempo - come si e' fatto negli ultimi 15 anni - in attesa che siano
    pronti i tre impianti di incenerimento definiti dalla nuova gara di appalto
    da 4,5 miliardi di euro (avete letto bene: quattro virgola cinque miliardi
    di euro), divisa in tre lotti, ma andata deserta gia' due volte. Tanto che
    la Fibe, pur licenziata ed esclusa, e' ancora li' al suo posto; a "finire il
    lavoro", come direbbe Bush. La Fibe, peraltro, si era aggiudicata la gara in
    project-financing, cioe' anticipando il denaro dell'investimento, perche'
    contava di recuperarlo con i proventi dell'inceneritore. Come ci insegna
    infatti il caso da manuale dell'Asm di Brescia, l'inceneritore e' una
    macchina per fare soldi: non solo a spese degli utenti - i comuni che
    producono i rifiuti - ma anche dei contribuenti: attraverso i famigerati
    incentivi denominati Cip6. Ma ora che gli inceneritori sono stati finalmente
    esclusi dai benefici del Cip6, che senso ha continuare a costruirli?
    All'incasso puo' ancora aspirare la Fibe, o chi la sostituira'; ma
    l'inceneritore di Acerra, se mai entrera' in funzione, avra' il suo daffare
    a bruciare - per i prossimi 15-20 anni: quanto e' l'arco della sua vita
    utile - le "ecoballe" accumulate dagli impianti di Cdr; senza poter
    accogliere nemmeno un grammo dei rifiuti che verranno prodotti da ora in
    poi. E senza il Cip6 nessuno vorra' mai piu' finanziare con denaro proprio
    nuovi inceneritori. D'altronde, per costruirne uno, tra gare, progettazione,
    autorizzazioni e cantiere - ammesso, e ovviamente non concesso, che la
    popolazione non frapponga ostacoli - ci vogliono almeno quattro anni. Tutto
    il lavoro di Bertolaso per tappare i buchi in attesa dei nuovi inceneritori
    campani e' dunque una fatica di Sisifo, che non fara' avanzare di un palmo
    la situazione.
    Che fare allora? La montagna di errori - per usare un eufemismo - accumulati
    negli anni sono una pietra al collo di chiunque si cimenti con il problema.
    La discarica che il nuovo commissario ha ottenuto di aprire a Serre (l'esito
    della vicenda dimostra comunque che ricorrendo fin da subito al negoziato si
    sarebbe probabilmente ottenuto lo stesso risultato in modo piu' rapido e
    meno traumatico) e' appena sufficiente ad assorbire meta' del milione di
    tonnellate di rifiuti che gia' ora si trova per strada. E poi?
    *
    Via gli imballi
    Poi. Primo: bisogna ridurre drasticamente la produzione dei rifiuti. Non
    c'e' alternativa: va vietata in tutta la regione, a tempo indeterminato e
    fino alla ricostituzione di uno stato di normalita', la vendita al dettaglio
    di prodotti imballati, sia alimentari che non (compresa l'acqua minerale e
    le bibite gassate), introducendo l'obbligo dei contenitori riusabili per la
    vendita dei prodotti sfusi, con esenzioni limitate ai soli casi in cui, per
    ragioni sanitarie, il rischio supera quello determinato dall'attuale
    accumulo di rifiuti per le strade. Si fa gia' da molte altre parti d'Italia
    e d'Europa. In Campania bisogna solo rendere generale e obbligatoria la
    cosa. Contestualmente, va fatto obbligo alla rete della distribuzione al
    dettaglio, e alle relative associazioni di categoria, di spacchettare i beni
    venduti e di avviare gli imballaggi agli impianti di recupero. Lo stesso
    deve valere per tutti gli inutili supplementi dei quotidiani e per la
    pubblicita' cartacea. Da soli, gli imballaggi costituiscono il 40 per cento
    in peso dell'intera massa dei rifiuti urbani, ma fino al 60-70 per cento in
    volume.
    Ne potrebbe anche nascere del buono. 1: la sperimentazione, da parte della
    cittadinanza, che si puo' vivere bene anche senza, o con molti imballaggi in
    meno; 2: la costruzione di canali di reverse-logistic (restituzione agli
    impianti di trattamento dei vuoti e dei prodotti dismessi) da parte dei
    commercianti e delle loro associazioni; 3: il potenziamento di detti
    impianti - molti possono essere realizzati e montati in pochi mesi; 4: lo
    stimolo per i produttori di beni di consumo - durevoli e non - a mettere in
    produzione articoli che comportino minor spreco di materiali. E' un
    esperimento che potrebbe far compiere alla Campania il salto di un'intera
    fase storica, trasformandola nel laboratorio di un'economia piu'
    sostenibile.
    Secondo: la raccolta differenziata, per essere efficiente, deve essere fatta
    porta-a-porta, con una responsabilizzazione diretta non solo di ogni singolo
    utente ma anche, e soprattutto, degli addetti (alias, operatori ecologici).
    A questi spetta individuare le diverse tipologie di utenze servite, i loro
    problemi, e contribuire a trovare le soluzioni piu' acconce per ciascuna di
    esse con un confronto in seno ai rispettivi gruppi di lavoro.
    E' una scelta organizzativa che professionalizza gli operatori,
    trasformandoli in lavoratori cosiddetti front-line. Richiede
    un'organizzazione capillare del servizio, la formazione continua degli
    addetti e, ovviamente, personale motivato, economicamente incentivato, e
    maggiori risorse: infinitamente meno, comunque, di quelle che sono state
    sprecate in anni di gestioni scellerate. L'esperienza insegna che si possono
    raggiungere percentuali di raccolta differenziata del 60-70 per cento anche
    in contesti urbani difficili in un anno o poco piu'. D'altronde alcuni
    centri della Campania questi obiettivi li hanno gia' raggiunti grazie agli
    sforzi dei loro amministratori: dunque, si puo' fare. La raccolta
    differenziata i cittadini la fanno volentieri e ne sono orgogliosi.
    Terzo: la costruzione di nuovi impianti di trattamento meccanico-biologico
    e/o la riabilitazione di quelli esistenti deve mirare a un ulteriore
    recupero di materiali dal rifiuto residuo (frazione organica stabilizzata,
    plastica, cartaccia e metalli). Le tecnologie per farlo sono disponibili e
    gia' ampiamente sperimentate e il residuo da destinare alla discarica puo'
    scendere fino al 10 per cento di quanto prodotto. A questo punto il miraggio
    degli inceneritori che ci liberino finalmente (e quando?) dai rifiuti perde
    ogni ragion d'essere: sia ambientale, sia anche, e soprattutto, economica.
    *
    Come le piramidi di Giza
    Quarto: il pregresso, cioe' le montagne di ecoballe. Viene la tentazione di
    dire: che restino la', come le piramidi di Giza; a perenne monito dei rischi
    connessi alla riconferma di sindaci inetti. E invece no. Qui, in presenza di
    un impegno concreto della popolazione campana, e di poteri sostitutivi nei
    confronti di tutti i comuni e i consorzi inadempienti, si puo' chiedere per
    l'ultima volta alle altre regioni italiane di farsi carico di una parte
    almeno del loro smaltimento: in impianti dedicati (inceneritori e
    discariche) e non (centrali a carbone, cementifici) che siano in grado di
    contenere gli impatti di quel disastro. E' un debito che le altre regioni
    hanno contratto nel tempo, perche' la maggior parte delle discariche abusive
    che inquinano la Campania sono state riempite con rifiuti provenienti da
    fuori.
    Quinto: per quanto riguarda l'ordine pubblico, le cause della montagna di
    rifiuti che invade la Campania sono camorra e corruzione o, piu' spesso, la
    contiguita' tra camorra e amministrazioni pubbliche, a tutti i livelli. Per
    combattere entrambe non mancano le leggi (il codice penale), ne' gli
    strumenti (prefetti, polizia, carabinieri, guardia di finanza,
    magistratura).
    Forse, qui come altrove, manca del tutto la volonta' politica e, a monte,
    tra noi cittadini ed elettori, una cultura adatta ai problemi da affrontare.

    ho tratto questo testo da:
    NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
    Numero 100 del 25 maggio 2007
    Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca
    per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
    Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
    Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it


    giovedì, maggio 24, 2007

    www.unfrancescano.net

    “A ridere si rischia di apparire pazzi.
    A piangere si rischia di apparire sentimentali.
    A cercare gli altri si rischia di rimanere coinvolti.
    A esprimere i propri sentimenti si rischia di essere respinti.
    A esporre i propri sogni di fronte a tutti si rischia il ridicolo.
    Ad amare si rischia di non essere corrisposti.
    A continuare, pur con pronostici sfavorevoli, si rischia la sconfitta.
    Ma bisogna sapere correre dei rischi perché il rischio più grande nella vita è non rischiare nulla.
    Quelli che non rischiano nulla,non fanno nulla, non hanno nulla non sono nulla.
    E’ possibile che evitino di soffrire, ma non possono imparare, sentire, cambiare, crescere od amare.
    Solo chi rischia è libero”.
    Autore Sconosciuto

  • un francescano


  • Appuntamento in chat tutte le sere dalle 21,00 alle 23,00

    La situazione geo-politica del Mediterraneo e il dialogo tra le culture e le religioni

    Venerdì 25 maggio 2007
    ore 18 Libreria Paoline
    Via Duomo 145

    Ultimo appuntamento del ciclo di incontri «Napoli: faro di luce per il Mediterraneo. A vent’anni dallo spirito di Assisi», domani 25 maggio alle ore 18 presso la Libreria Paoline di Via Duomo, in vista dell’Incontro interreligioso di Preghiera per la Pace, in programma a Napoli, per volontà del card. Crescenzio Sepe dal 21 al 23 ottobre.

    «Oriente-Occidente: memorie, contrasti, nuove luci»
    è il tema dell’incontro che vedrà protagonista

    il prof. PASQUALE COPPOLA
    ordinario di Geografia politica
    presso l’Istituto Universitario «L’Orientale» di Napoli

    intervistato da ANTONELLA TARQUINI
    coordinatrice di Ansamed

    Il Mediterraneo, come suggerisce il suo stesso nome, è un mare fra terre, un mare che le divide e le collega nello stesso tempo: è un mare diverso dagli altri perché porta dentro di sé il problema del rapporto tra identità diverse, della loro difficile, ma necessaria convivenza. È un pluriverso irriducibile di popoli e di lingue che nessun assetto geopolitico può ridurre ad unum. È a questa ricchezza, a questi legami, a questa complessità che dobbiamo volgere lo sguardo per comprendere le dinamiche in atto per poi individuare possibili azioni comuni nella definizione di politiche culturali, sociali e commerciali di pace. L’incontro intende offrire un contributo all’ampio dibattito in corso sull’assetto geopolitico del Mediterraneo, destinato a diventare crocevia dei destini di buona parte dell’umanità: uomini e donne che attraversando queste acque sognano un futuro migliore, cercano un’occasione di riscatto o, al contrario, tornano nella propria terra per far fruttare talenti e saperi acquisiti altrove.

    Migliaia di studenti uniti contro la mafia




    Oltre 15mila studenti provenienti da tutta Italia hanno celebrato la "giornata della memoria"

    Ci sono volti buoni sulla terra che ha conosciuto la barbarie, sguardi limpidi nelle strade di una città che ha combattuto una lunga guerra. Sono i bambini venuti a piantare il futuro dove era stata sepolta la speranza, un esercito colorato che ha invaso Palermo nel giorno del quindicesimo anniversario dell'eccidio di Capaci.
    Gerbere gialle strette tra le mani, indosso la maglietta con l'immagine di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino vicini, sorridenti, oltre 15mila studenti di tutta Italia hanno celebrato la "giornata della memoria".
    Scatenati in canti e balli ma anche impegnati in un acceso dibattito con alte cariche dello Stato - il presidente del Senato Franco Marini, i ministri dell'Interno e della Pubblica Istruzione Giuliano Amato e Giuseppe Fioroni - sono stati loro i veri protagonisti della giornata, mentre dalla banchina del porto di Palermo, dove è attraccata la nave della legalità che da Civitavecchia ha portato in Sicilia le scolaresche, all'aula bunker dell'Ucciardone risuonavano le note di Pensa, il rap antimafia.
    L'hanno cantato tutti insieme prima del dibattito nell'aula bunker, l'hanno gridato con l'autore, il cantante Fabrizio Moro, arrivato a Palermo per partecipare alle manifestazioni organizzate dalla Fondazione Falcone e dal ministero della Pubblica Istruzione, per la prima volta coinvolto nella fase organizzativa delle celebrazioni.
    La lezione di legalità, tenuta dove nel 1986 si celebrò il primo maxi processo alle cosche, è cominciata con la lettura del saluto inviato ai ragazzi dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che si è detto "convinto che la lotta alla mafia e l'appello a una cultura della legalità abbiano bisogno di un grande movimento di popolo, della mobilitazione della cultura e della scuola".
    Sullo scranno dei giudici sono seduti il procuratore di Palermo Francesco Messineo, che definisce «eroi e non solo vittime» Falcone e Borsellino, Amato, Fioroni, Marini, il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso e Maria Falcone, sorella del magistrato assassinato.

    Foggia 1 giugno : Quali politiche migratorie. Confronto promosso dalle ACLI

    Esami di Stato 2007: firmato il decreto su debiti e crediti

    Fioroni: ragazzi, basta con il condono per il "sei rosso". I debiti si
    saldano sempre, anche a scuola. Dobbiamo valorizzare il merito per
    stimolare tutti a dare il meglio perchè il livellamento verso il basso
    non aiuta nessuno

    I debiti vanno saldati
    La nuova legge sull'esame di Stato prevede che lo studente, a partire dall'anno scolastico 2008-2009, non potrà essere ammesso all'esame di Stato se non avrà saldato i debiti formativi, in una o più discipline, contratti negli anni precedenti. La stessa legge ordina al Ministro della Pubblica Istruzione di definire, in apposito decreto, le modalità di recupero di tali debiti.
    Il decreto, firmato oggi dal Ministro Giuseppe Fioroni, si applica in questo anno scolastico nelle terzultime classi; l'anno prossimo si estenderà alle penultime e nell'anno 2008-2009 riguarderà anche le ultime classi. Il decreto prevede che lo studente che quest'anno frequenta il terzultimo anno, se viene promosso con debito formativo in qualche disciplina, deve saldare questo debito entro il prossimo anno scolastico.

    La scuola informerà la famiglia con un resoconto dettagliato e programmerà tempi e modi dei corsi di recupero
    La scuola, dopo lo scrutinio finale, deve informare la famiglia comunicando le motivazioni della promozione con debito ed inviando un resoconto dettagliato sulle carenze dello studente.
    Nel corso del penultimo anno lo studente deve colmare le lacune riscontrate nel terzo anno e solo in casi eccezionali, e in particolari situazioni, gli sarà concesso di estinguere il debito o la parte residua di esso entro il 15 marzo dell'ultimo anno.
    Consiglio di istituto, collegio dei docenti e consigli di classe all'inizio di ogni anno dovranno programmare tempi e modi di attuazione di corsi didattici finalizzati al recupero dei debiti, e li realizzeranno utilizzando tutte le risorse disponibili. Al termine di tali corsi i docenti dovranno verificare i risultati raggiunti dallo studente e informarne le famiglie.
    Per prevenire l'insuccesso scolastico e mettere gli studenti in condizione di arrivare alla fine dell'anno senza debiti, il decreto ministeriale raccomanda alle istituzioni scolastiche di organizzare corsi di sostegno durante l'anno, per aiutare gli alunni a colmare da subito le eventuali carenze nelle varie discipline rilevate dai docenti.
    L'attivazione dei corsi di recupero è rimessa all'autonomia organizzativa e didattica della scuola: potranno farlo con modalità, anche innovative, che salvaguardino in ogni caso la centralità dei bisogni formativi del singolo studente.

    I punteggi: la carriera scolastica passa da 20 a 25, il colloquio da 35 a 30. Più punti a chi ha medie alte
    Il decreto ministeriale sulle modalità di recupero dei debiti formativi reca in allegato le nuove tabelle di ripartizione del punteggio di credito scolastico. La nuova legge sull'esame di Stato ha modificato il punteggio del credito scolastico, portandone il massimo da 20 a 25 punti, per valorizzare la carriera scolastica dello studente. I cinque punti di maggiorazione, tolti a quelli del colloquio, che passa da 35 a 30, sono stati distribuiti negli ultimi tre anni del percorso scolastico, rispettando le fasce corrispondenti alla media dei voti riportati dallo studente nello scrutinio finale.
    Un maggiore aumento di punti è stato attribuito alla fascia corrispondente alla media dei voti da 8 a 10.
    Il processo avviato con la modifica dei punteggi relativi al credito scolastico e con la introduzione della lode si inserisce nella volontà di premiare il merito e in particolare l'eccellenza nel percorso scolastico. I nuovi punteggi di credito scolastico indicati nelle tabelle allegate al decreto si attribuiscono da questo anno scolastico 2006-2007 agli studenti che frequentano la terzultima classe.
    Nell'anno scolastico 2007-2008 si applicheranno agli alunni delle penultime classi e nel 2008-2009 a quelli dell'ultimo anno.

    Fioroni: basta con i condoni per il "sei rosso"
    "Il decreto - ha commentato il ministro Giuseppe Fioroni - vuole mandare tre messaggi. Il primo agli studenti: ragazzi, basta con gli sconti e i condoni per il "sei rosso": i debiti, nella vita, vanno saldati e onorati sempre, dovete farlo anche a scuola perché chi vi fa sconti sulla vostra preparazione non vi aiuta a costruirvi un futuro degno. Il secondo messaggio è alle famiglie: siete i nostri principali alleati nel mestiere di istruire educando, serve la vostra
    corresponsabilità: le scuole vi terranno informati con trasparenza e nel dettaglio sul "sei rosso" dei quadri per capire insieme le strategie di recupero.
    Il terzo messaggio è alle scuole: siete i principali attori del sostegno durante l'anno e del recupero, avrete più autonomia nell'utilizzo del capitolo di spesa per il recupero, nella scelta dei corsi, potrete avvalervi di collaborazioni esterne, se lo riterrete opportuno. Infine la parola d'ordine sarà "merito": dobbiamo valorizzare il merito per stimolare tutti a dare il meglio perchè il livellamento verso il basso non aiuta nessuno"

    la prima radio in Italia On Air gestita dagli alunni di una scuola

    Gli allievi dei salesiani concludono l’anno scolastico con due iniziative
    RADIO WEB la prima radio in Italia On Air gestita dagli alunni di una scuola
    MUSICAL E CD con canzoni inedite per le comunità famiglie di Napoli
    Radio WEB: Gli alunni della scuola salesiana di Napoli Vomero hanno ideato e realizzato una Radio WEB con programmi radiofonici progettati ed eseguiti dagli stessi ragazzi.
    Tenendo conto che oramai i ragazzi passano gran parte del loro tempo sul pc tra studio, chat, blog e musica, Radio Sales vuole essere uno strumento di comunicazione e partecipazione per tutta la comunità della scuola salesiana (circa mille studenti) e, nello stesso tempo, una palestra di alta professionalità.
    I ragazzi si sono preparati a “fare” radio attraverso un corso, organizzato e svolto da professionisti del settore (giornalisti, conduttori, speaker, tecnici, etc.) coordinati da Radio CRC Targato Italia, toccando tutte le tematiche che ruotano intorno al mondo della radio sia negli aspetti teorici che pratici sia nella tecnica di conduzione radiofonica esaminando le caratteristiche di tutte le figure professionali che lavorano in una radio, dal conduttore al fonico, dal programmatore musicale al direttore dei artistico .
    Da lunedì 28 maggio inizieranno programmi, tutti ideati e prodotti dai ragazzi. Ci saranno programmi di musica (house, jazz, dance, leggera…) programmi culturali (Rockmantic - un programma si storia del rock – Ciao prof - interviste a personaggi noti del mondo della scuola e non), programmi di intrattenimento (Special su artisti, Hit parade…) programmi di informazioni (Good news - un GR di buone notizie – e Nigthlive cosa fare durante il week end)
    Il ministero dell’Istruzione ha finanziato una buona parte delle strutture. La scuola è venuta incontro affrontando i costi del resto delle strutture, le spese vive e il corso.
    Radio Sales si può ascoltare sul sito della scuola: www.salesianivomero.it e ciccare sul logo della radio stessa.
    Musical:
    L’Istituto Salesiano del Vomero rappresenterà il 25 ,26 e 27 maggio presso il Teatro Salvo D’Acquisto di Via Morghen il musical inedito CE STA’ DIMANE interpretato dai ragazzi della scuola.
    Gli allievi della scuola hanno reso l’attività teatrale non solo come un hobby ma un modo diverso per conoscere i problemi di Napoli; per avvicinarsi a realtà lontane dalla cosiddetta “Napoli bene”, se non del tutto ignorate, dalla maggior parte di loro; per mettere, per la prima volta, la fatica teatrale al concreto servizio di coetanei che vivono nel bisogno
    La storia narra di Maria, una ragazza di oggi, che vive in uno dei tanti vicoli della Napoli attuale. Maria ha un sogno: che Napoli possa cambiare, senza per questo perdere le sue tradizioni; che i napoletani possano riscoprire il bene che hanno dentro, senza per questo perdere le loro mille peculiarità. Maria sogna e, napoletana doc, si rivolge al Santo protettore, San Gennaro, che decide di scendere le scale del cielo per rendersi conto di cosa stia mai succedendo a Napoli. E’ un sogno che in un’aria da favola diventa realtà con la complicità dell’intera città che, in un vero e proprio gioco di ruoli, riesce a trasformare positivamente le negatività napoletane.
    Nel corso della rappresentazione saranno cantate undici canzoni che fanno parte di un CD che l’Istituto ha prodotto. Il ricavato della vendita dei CD sarà devoluti in beneficenza a favore della comunità Famiglia “il Sogno” di via don Bosco.

    mercoledì, maggio 23, 2007

    Prodi: e' nato il comitato 14 ottobre per il Partito Democratico

    "E' nato il comitato del 14 ottobre. Inizia un'attività veramente collettiva, cominciamo a costruire un nuovo partito diverso dal passato". Così il premier Romano Prodi commenta, all'uscita da piazza Santi Apostoli, la nascita del comitato promotore nazionale per il Pd, composto da 45 persone.

    "I membri sono 45, ma non c'è stato un blocco, cioè solo esponenti Ds e Dl e ministri, ma è nata una cosa in cui non vogliamo più distinguere il futuro che sarà comune".

    Il comitato, che si riunira' mercoledi' prossimo, ha gia' fissato una serie di scadenze per le tappe di avvicinamento al nuovo partito: un seminario entro la meta' di giugno e una accelerazione (entro il 20 giugno) per le proposte che dovranno sovrintendere alla elezione dell'Assemblea Costituente del Pd.
    Confermata poi la data del 14 ottobre quando "i cittadini votando si iscriveranno al partito e cominceranno una grande avventura democratica".

    Giudizio positivo di Piero Fassino, segretario dei Ds, che al termine della prima riunione del comitato ha detto che "l'organismo e' equilibrato e rappresentativo con un mix di dirigenti politici nazionali, di esponenti delle istituzioni locali, di societa' e di partiti. Con una quota significativa di donne, oltre un terzo, e con rappresentativita' delle diverse sensibilita' politiche che concorrono alla formazione del Pd".

    Soddisfatto il leader della Margherita, Francesco Rutelli: "Abbiamo finalmente una creatura che nascerà il 14 ottobre con una enorme partecipazione popolare".

    "Da oggi ad allora (14 ottobre, ndr), dobbiamo costruire le condizioni perché la nascita del partito democratico sia anche un aiuto e uno stimolo per rafforzare l'azione del governo, per migliorarne i risultati e la buona pratica nel rapporto con gli italiani".

    Ecco l'elenco dei componenti:
    Giuliano Amato, Mario Barbi, Antonio Bassolino, Pireluigi Bersani, Rosi Bindi, Paola Caporossi, Sergio Cofferati, Massimo D'Alema, Marcello De Cecco, Letizia De Torre, Ottaviano Del Turco, Lamberto Dini, Leonardo Domenici, Vasco Errani, Piero Fassino, Anna Finocchiaro, Giuseppe Fioroni,
    Marco Follini, Dario Franceschini, Vittoria Franco, Paolo Gentiloni, Donata Gottardi, Rosa Jervolino, Linda Lanzillotta, Gad Lerner, Enrico Letta, Agazio Loiero, Marina Magistrelli, Lella Massari, Wilma Mazzocco, Maurizio Migliavacca, Enrico Morando, Arturo Parisi, Carlo Petrini, Barbara Pollastrini, Romano Prodi, Angelo Rovati, Francesco Rutelli, Luciana Sbarbati, Marina Sereni, Antonello Soro, Renato Soru, Patrizia Toia, Walter Veltroni e Tullia Zevi.

    martedì, maggio 22, 2007

    I bagagli smarriti vanno all'asta

    SOLIDARIETA' -
    Oltre 200 valigie piene, dimenticate dai viaggiatori sui treni e nelle stazioni, sono state donate da Grandi Stazioni Servizi e saranno messe all'asta per beneficenza. Il ricavato servirà per costruire la nuova sede dell'Associazione amici di Piazza Grande.

    L’UOMO DELLA CARITA’ DON LUIGI DI LIEGRO

    Il film è liberamente ispirato alla vita di Don Luigi Di Liegro

    Anni Cinquanta, Belgio, conosciamo Di Liegro nelle insolite vesti di minatore mentre lavora a fianco degli immigrati italiani. Quando Luigi era bambino ha visto suo padre tentare più volte di emigrare negli Stati Uniti, senza successo. Capisce lo strazio dell’emigrante: lasciare i propri cari o morire di fame. E allora sente il disperato bisogno di stare insieme a loro e tentare di alleviare i momenti di sconforto e di disperazione. Forse per la prima volta Luigi capisce che il compito principale di un prete, per migliorare la qualità della vita di chi sembra essere senza speranza è innanzitutto quello di essere una guida per la formazione di una comunità salda.

    E’ in queste circostanze che conosce don Eugenio (Carlo Gabardini), l’amico che rimarrà con lui tutta la vita per incoraggiarlo, spronarlo e qualche volta metterlo di fronte ai suoi errori. Di Liegro è un uomo d’azione, odia l’immobilità, desidera a tutti i costi aiutare gli altri ma spesso si trova a correre da solo, avanti a tutti, perché prima di tutti intuisce il problema e la sua soluzione.
    Come in questo caso, in cui il progetto di Luigi fallisce: il vescovo non vede di buon occhio la sua vicinanza con i minatori e lo rispedisce rapidamente a Roma.
    Ma qui Luigi continua la sua corsa. Anni Sessanta, dopo aver convinto la burocrazia ecclesiastica, incarnata nella austera figura di Mons. Fabbri (Mariano Rigillo), riesce a farsi assegnare a Giano, una borgata che rappresenta la miseria e le condizioni di vita disperate che una gran parte dell’Italia si trova ad affrontare in questi anni. E’ qui che conosciamo Alfio, figlio di baraccati, già indirizzato verso una vita di criminalità. Alfio è cinico, impenetrabile, non si lascia contagiare dal progetto di Don Luigi. Un giorno il ragazzo viene portato via dai Carabinieri e nel vederlo allontanarsi Luigi sente forse di aver fallito. Ma i due sono destinati ad incontrarsi ancora…
    Intanto, una notte, Luigi viene svegliato da Eugenio. Nella sua parrocchia i carabinieri hanno fatto irruzione nella struttura della Pastorale che si occupa di Servizi Sociali: malati legati ai letti e trattati come bestie. Di Liegro tocca con mano la scandalosa ipocrisia di quella che dovrebbe essere la carità cristiana. Il nostro ha un duro scontro con Mons. Fabbri, il quale, quasi per sfida, decide di affidargli la direzione della Pastorale. Luigi non si tira indietro e, dal niente, comincia a costruire quella che diventerà la Caritas. Il progetto è quello di sempre, ma questa volta su grande scala: si tratta non tanto di “fare la carità”, ma di realizzare una rete di solidarietà che restituisca ai dimenticati della società dignità e identità reinserendoli nella comunità che li ha emarginati. E’ un lavoro di squadra che coinvolge Eugenio, Fausto (Simone Gandolfo) e Suor Ada (Claudia Coli), una giovane suora del nord combattiva e instancabile. Nella squadra c’è anche Silvia (Moira Grassi), una giornalista interessata ai progetti di Luigi che lo appoggerà sempre, fino alla fine. Luigi e i suoi collaboratori dovranno affrontare anche la pigrizia e la diffidenza della classe politica, incarnata nella figura dell’on. Robatta (Renato Carpentieri). Questi si trova spiazzato dalla caparbietà di un rappresentante della Chiesa che decide sorprendentemente di non schierarsi con il potere. Il progetto culmina nella creazione dell’Ostello di via Marsala, una struttura efficiente e non degradante, con mensa e posti letto.
    E’ una vittoria indiscussa, della quale si fa vanto anche Robatta, ma Luigi è già oltre, alla sfida successiva. Siamo nei primi anni Ottanta e ha appena conosciuto Diana (Chiara Gensini), un’adolescente di buona famiglia che, dopo essere stata cacciata di casa per la sua tossicodipendenza, è finita a vivere per strada. Diana è la ragazza di Alfio (Flavio Pistilli), il bambino baraccato di Giano, ormai cresciuto e anch’egli tossicodipendente. Diana ha una strana malattia, poco conosciuta perché nuova, l’AIDS.
    Luigi ha capito in anticipo che quello dell’Aids è un problema serio ed inizia un’opera di sensibilizzazione. La Caritas è diventata una struttura forte, efficiente e autonoma e Luigi si dedica anima e corpo alla creazione di una casa famiglia per malati d’Aids a Villa Glori. La casa si trova in un quartiere dell’alta borghesia romana, i Parioli, e subito nascono i problemi. Incoraggiato dall’affetto per Diana, Luigi parte con la sua solita determinazione e occupa la casa, cominciando fin da subito a trasferirvi i malati. Tra questi anche Alfio che con la sua indole provocatoria e violenta continua a non credere ai progetti di Luigi. Alfio ricomincerà ben presto a drogarsi, scomparendo di nuovo.
    Intanto il quartiere si è mobilitato e ha costituito un comitato per l’espulsione dei malati da Villa Glori. Il comitato, nel quale è presente anche il padre di Diana, fa pressione al Comune e sembra avere la vittoria in pugno. Nel frattempo Diana muore, e Luigi decide di celebrare il funerale della ragazza ai Parioli. E’ un evento straordinario, che spiazza i fedeli tra i quali i genitori di Diana. Con parole semplici, Luigi riesce a far breccia nel cuore dei presenti e a convincerli che la ragazza scomparsa, insieme a tutti i malati, faceva parte della loro stessa comunità. Dopo questo evento il comitato si ritirerà e la casa famiglia di Villa Glori otterrà l’autorizzazione.
    Primi anni Novanta, i vertici della gerarchia ecclesiastica sono cambiati, l’eterno amico-nemico di Luigi, Mons. Fabbri, è stato rimosso. Senza più appoggi, Luigi viene mandato in Albania con un nuovo incarico. Il regime è caduto e c’è da avviare l’ordinazione di nuovi sacerdoti. In viaggio con Eugenio, Luigi ha la possibilità ancora una volta di intuire quale sarà il nuovo problema da affrontare. Migliaia di clandestini si stanno ammassando sulle coste. Stanno fuggendo e vogliono venire in Italia.
    Stavolta si tratta di un problema planetario, di portata storica, e Luigi è tra i primi ad intuirlo e a cercare concretamente delle soluzioni.
    Eccoci allora alla Pantanella, con Luigi che si batte per l’accoglienza degli immigrati. C’è Kamel, un pakistano che Luigi aveva già conosciuto all’Ostello di via Marsala, che si è innamorato di un’italiana e vorrebbe sposarla. Luigi celebra un matrimonio misto, a fianco dell’Imam. Durante la cerimonia nella Pantanella, però, scoppia una rissa che degenera in una vera e propria battaglia tra immigrati di diversi Paesi.
    La battaglia è finita e Luigi è sul tetto dell’edificio. Attende l’inesorabile arrivo delle forze dell’ordine. L’edificio sarà sgombrato, gli immigrati dislocati e allontanati. E’ una sfida che Luigi non fa in tempo a vincere. E’ troppo tardi, le sue condizioni si sono aggravate ed è costretto a ricoverarsi. Ma forse niente è ancora perduto, il problema della convivenza tra popoli è come un simbolico testimone che Luigi lascia alle generazioni future. Nelle ultime ore di vita di Luigi ricompare Alfio. Sembra in forma, ripulito, elegante. Luigi ha sempre creduto di aver fallito con il ragazzo. Invece sarà proprio lui, mano nella mano, ad accompagnarlo negli ultimi istanti di vita.

    lunedì, maggio 21, 2007

    5 MAGGIO: CISL IN PIAZZA... X TE


    Nell'ambito dell'iniziativa Confederale CISL INCONTRA 2007, che si svolgerà in concomitanza con l'INAS-DAY in 60 piazze italiane il giorno 26 maggio p.v., a Napolisi terrà un concerto gratuito la sera del 25 maggio presso Piazza Dante alle ore 20.30.
    Il concerto con gli Stadio, Simone Cristicchi e Ladri di carrozzelle, sarà presentato da Paola Maugeri e sarà trasmesso, in diretta, in 20 piazze italiane. Poco prima dell'inizio del concerto ci sarà il saluto di Raffaele BONANNI, Segretario Generale CISL.
    E', inoltre, convocato per il giorno 25 maggio alle ore 15.00 presso il Ramada Naples (ex New Europe Hotel) di Via G. Ferraris, 40 - Napoli il Consiglio Generale USR CISL Campania a cui interverranno, tra gli altri, il Ministro della Funzione Pubblica, On. Luigi NICOLAIS e lo stesso Raffaele BONANNI, che concluderà i avori.

    Benevento: il VI Circolo si apre alla città


    Martedì 22 maggio, alle ore 18,00, il VI circolo didattico di Benevento, dirigente dott.ssa Virginia Mercurio, si apre alla città.
    Presso il Teatro Massimo di Benevento, infatti, gli alunni delle classi V^A, V^B di S. Angelo a Sasso e della classe V di S. Giuseppe Moscati, presentano “NOI IMMERSI NELLA MEMORIA”.
    Attraverso tale manifestazione, momento conclusivo di un ricco ed articolato itinerario progettuale annuale, si mira ad accrescere l’interazione SCUOLA-FAMIGLIA-TERRITORIO e a promuovere, in termini amplificati, dinamiche di sensibilizzazione e di riflessività.
    L’Itinerario delle classi quinte, coerentemente collegato al Progetto di Educazione alla Legalità del Circolo, si prefigge l’educazione alla convivenza civile.
    Esplorando mito, arti, benefattori, ricerca, tradizioni, gli alunni hanno riflettuto su valori e disvalori, di ieri e di oggi….

    Campania: Inserimento lavorativo per i giovani a rischio

    Lavoro per 56 ragazzi a rischio nel settore metalmeccanico. La giunta regionale campana su proposta dell’assessore alle Politiche sociali Rosa D’Amelio ha approvato un protocollo d’intesa con l’associazione Jonathan onlus, e le aziende Indesit company e Prysmian per promuovere un piano di inclusione sociale per i giovani a rischio. Nello specifico, sono cinquantasei ragazzi provenienti dal mondo dell’emerginazione e dell’area penale saranno inseriti nel mondo del lavoro con contratti a tempo determinato nella categoria metalmeccanici.
    - L’associazione Jonathan curerà il percorso lavorativo di inserimento attraverso la costituzione di una rete organizzativa denominata “sportello delle pari opportunità sociali e lavorative” mentre due delle più grandi aziende del comparto produttivo campano – Indesit e Prysmian – avvieranno i contratti.
    - In più, la Regione promuoverà una certificazione di qualità con il marchio “fabbrica sociale” per le aziende che con protocolli d’intesa con altre istituzioni inseriscono minori a rischio nel mondo del lavoro.

    Benevento: si avvicina il Cammino di riconciliazione e pace



    Sabato 26 maggio con concentramento alle ore 9 in Piazza Risorgimento a Benevento, è prevista la partenza del 5° Cammino di riconciliazione e pace da Benevento a Pietrelcina. Anche quest’anno, dunque, la Regione Campania, la Provincia, i comuni di Benevento e Pietrelcina, ed il Convento dei Frati minori di Pietrelcina, riuniti nella Tavola della Riconciliazione e della pace, hanno organizzato, con l’appoggio delle Acli, un appuntamento divenuto patrimonio della coscienza civile nazionale.

    La marcia è stata presentata nei mesi scorsi nel corso del Forum sociale mondiale di Nairobi in Kenya. Il presidente della Provincia Carmine Nardone ha rivolto un appello alla cittadinanza a partecipare alla Marcia ed ha invitato tutti i comuni ad essere presenti con il proprio Gonfalone al fine di sottolineare la forte adesione della comunità locale sannita ad un percorso di riconciliazione sempre più necessaria ed urgente.
    SCEGLIERE LA LEGALITÀ PER COSTRUIRE RICONCILIAZIONE E PACE
    far vincere la legalità per aiutare il sud del mondo.
    CAMMINARE INSIEME PER LA LEGALITA’ 14 km da Benevento a Pietrelcina
    SABATO 26 MAGGIO PIAZZA RISORGIMENTO ORE 9.30

    domenica, maggio 20, 2007

    Quando l'immondizia fa rima con la Musica.



    "Fermate il Mostro" alla Manifestazione nazionale diel 19 Maggio a Napoli contro i rifiuti La novità viene da Caserta

    Alla manifestazione nazionale contro i rifiuti zero di Napoli del 19 Maggio scorso, è sfilato lungo il corteo anche lo striscione accompagnato dal ritornello: “Fermate il Mostro” , la canzone di protesta scritta dalla cantautrice pacifista originaria di Caserta Agnese Ginocchio, per la chiusura immediata della discarica casertana de Lo Uttaro. La canzone vuole essere un inno di protesta contro tutti i rifiuti, inceneritori, discariche e veleni che mettono in serio pericolo l'ambiente e la salute dell'uomo.

    Rappresentante del Movimento per la Pace e collaboratrice dei comitati emergenza rifiuti e antidiscarica Lo Uttaro di Caserta, Agnese Ginocchio è sempre e ovunque presente in tutte quelle manifestazioni pacifiste e popolari in cui si lotta per la difesa dei diritti ambientali e umani. Non poteva mancare la sua presenza, il suo impegno e la sua 'VOCE' anche nel contesto della triste vicenda della discarica illegale casertana de Lo Uttaro, voluta forzatamente dal commissario emergenza rifiuti Bertolaso, dal presidente della provincia di Caserta De Franciscis e dal sindaco di Caserta Petteruti. L' ultima canzone della cantante e testimonial della Pace Agnese Ginocchio, assurta a simbolo della lotta contro la discarica casertana de Lo Uttaro, ma, più in generale, contro ogni disastro ambientale, intitolata: “Fermate il Mostro” è diventata il leit motiv di ogni manifestazione che in questi ultimi mesi le associazioni ambientaliste e pacifiste ed i diversi comitati cittadini nati per contrastare la costruzione della discarica Lo Uttaro stanno portando avanti, ma non solo a Caserta. Anche al corteo della mega manifestazione nazionale di Napoli contro i Rifiuti del 19 Maggio scorso, “Fermate il Mostro”, accompagnata da un grosso striscione portato fra gli altri anche dalla stessa autrice della canzone, ha animato in musica il corteo lungo tutto il tratto della manifestazione ( per questo si ringraziano i gruppi giovani dei movimenti di Napoli contro i rifiuti, che gentilmente hanno aiutato Agnese Ginocchio per il supporto tecnico). La scena è stata ripresa e poi mandata anche sul circuito del TeleGiornale Rai 3 regionale (edizione delle 23:30 circa). La cantautrice e Testimonial di Pace Agnese Ginocchio, definita anche la Joan Baez casertana e italiana, ha ricevuto molti riconoscimenti per il suo alto e profondo impegno a favore della Pace e contro ogni ingiustizia, non canta per danaro ma perchè cantare é il solo modo che ha per far sentire la sua voce, per farsi a sua volta portavoce di chi non ha voce ed anche perché la musica avvicina molto i giovani alle diverse problematiche che ci affliggono quotidianamente, visto che i nostri ragazzi non hanno molta voglia di leggere i quotidiani.
    (Foto Manifestazione nazionale 19 Maggio contro i rifiuti Napoli. Autore Andrea Pioltini. Didascalia da sx Felicetta Parisi, Agnese Ginocchio, Alex Zanotelli, Alfonso Landolfi. Immagine 2 lo striscione dello slogan 'Fermate il Mostro portato dagli amici del COmitato Ambiente No alla discarica Lo Uttaro di Caserta. Da sx: Gianluca, Pietro, Nicola, Alfonso, Mena, Agnese , Amalia )

    Albania, immigrazione, diritti.




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  • sabato, maggio 19, 2007

    Giornata Oasi- 20 mggio 2007. www.wwf.it



  • scegli l'oasi in cui andare sul sito del WWF
  • il destino dei figli di Abramo: dialogo possibile?

    Settimana della PACE 19/26 maggio Benevento Pietrelcina

    La regione Campania STAP 08/17 Servizio Istruzione organizzerà il 21 maggio nell’ ambito della settimana della Pace, organizzata dalla Tavola di Riconciliazione e Pace, dalle ore 10,00 alle ore 12.00 presso l’ istituto Tecnico G.Alberti sito a Benevento in piazza Risorgimento un convegno dal Tema: “ il destino dei figli di Abramo: dialogo possibile?”. L’ iniziativa avrà come relatore il professore Ottavio Di Grazia docente di storia delle religioni del mediterraneo c/o l’ Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e di Storia delle religioni ebraiche c/o l’ Università di Trieste.
    Il confronto e lo scontro tra le grandi religioni dichiara Ugo Chiavelli dirigente STAP 08/17 Regione Campania, monoteistiche hanno attraversato i secoli e segnato la storia Ebrei, cristiani, mussulmani discendono, secondo la tradizione biblica da Abramo, il primo credente . Il loro destino doveva essere quello del dialogo. Non sempre è stato ed è cosi, durante il convegno saranno illustrati grazie al professore Di Grazia elementi importanti per un discussione con i docenti e gli alluni dell’ istituto Alberti, grazie al dirigente scolastico Giovanni Antonio Paolucci e gli insegnanti che hanno voluto approfondire queste tematiche attuali ed importante per la nostra società globalizzata.
    Interverrà al convegno il vicepresidente delle ACLI e del direttivo della Tavola della Riconciliazione e Pace Filiberto Parente che si è complimentato con gli organizzatori che hanno aderito alla settimana della Pace, in preparazione al Cammino, ma oltremodo ha detto che la riconciliazione presuppone il dialogo tra popoli e persone, per riannodare il fili spezzati nelle relazioni individuali e collettive.: ““Il fine del dialogo è la comprensione. continua Parente, non è vincere l’uno sull’altro, oppure arrivare a un accordo totale o a una religione universale. L’ideale è la comunicazione che permette di gettare dei ponti sugli abissi di mutua ignoranza e di malintesi fra le differenti culture del mondo, facendo in modo che si possano parlare e dire ad alta voce i loro punti di vista nelle proprie lingue. Alcuni possono anche desiderare di raggiungere la comunione, ma questo non implica affatto che il fine ricercato sia un’unità uniforme o una riduzione di tutta la varietà pluralistica dell’uomo ad una sola religione, a un solo sistema, a una sola ideologia, a una sola tradizione… È nelle polarità in atto della nostra esistenza umana che noi troveremo il nostro vero essere.”

    SCEGLIERE LA LEGALITÀ PER COSTRUIRE RICONCILIAZIONE E PACE
    far vincere la legalità per aiutare il sud del mondo.
    CAMMINARE INSIEME PER LA LEGALITA’ 14 km da Benevento a Pietrelcina
    SABATO 26 MAGGIO PIAZZA RISORGIMENTO ORE 9.30