martedì, ottobre 31, 2006

Napoli

e il mio Maestro mi insegnò come è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire.....
(by Franco Battiato)

"Trovare l'alba dentro l'imbrunire" è d'altra parte un possibile eco delle teorie del maestro, che sosteneva la possibilità di trovare una nuova vita superiore (l'alba) che superi la morte (l'imbrunire) attraverso un faticoso percorso di ricerca della verità che porti a una nuova consapevolezza e ad un livello di vita superiore.

dai e dai alla fine lo cambieremo questo mondo.....

IERVOLINO: "A NAPOLI OPERAZIONI DI INTELLIGENCE, NON I MILITARI"

Roma, 31 ott. (Apcom) - "Siamo di fronte ad una recrudescenza terribile del fenomeno criminale, ma lo Stato c'è e si farà sentire". Non con l'esercito, però. E' l'opinione del sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino. In una intervista all'Unità il primo cittadino della città partenopea osserva: "Tutte le istituzioni democratiche di questa città e di questa regione, compreso il rettore della Federico II, Trombetti, ritengono che l'esercito non serva a niente. Io, poi, ho una remora di carattere culturale. Non sarei per niente contenta di vedere la città militarizzata". "La camorra - osserva Iervolino - è una holding che ricicla profitti su scala internazionale. Per snidarla, occorre prosciugare l'acqua in cui nuota con operazioni mirate di intelligence investigativa: bisogna infiltrarsi nelle organizzazioni criminali per capirne le mosse in anticipo. E poi, questa storia di utilizzare i militari per liberare i poliziotti: ma di che stiamo parlando? Il Viminale ha già ristrutturato la presenza della polizia in città. Altre azioni seguiranno con il piano che sarà illustrato da Amato il 9 novembre". Tuttavia, non è solo la camorra a preoccupare: "C'è un clima di violenza diffusa per il replicarsi di modelli culturali negativi. In più bisogna elevare la qualità della vita: la Finanziaria tenga conto di questa priorità che è quasi esclusivamente napoletana".

lunedì, ottobre 30, 2006

Le ACLI di Caserta per l'educazione degli adulti.

Nella società della conoscenza il sapere diventa sempre più un fattore strategico per lo sviluppo locale, per una crescita sociale e civile, fondata sulla lotta all'esclusione sociale e sulla cittadinanza attiva.
In coerenza con gli indirizzi comunitari, con il Documento della Conferenza Stato regioni del 2000 e con le Linee Guida per l’’EdA di recente varate dalla Giunta Regionale, il giorno 13 novembre, presso l'auditorium di via Ceccano a Caserta, si terrà la 1a Conferenza Provinciale sull'EdA, che avrà il seguente tema: "Il futuro dell'educazione degli adulti in Terra di Lavoro - Dalle Linee Guida ai Comitati Locali". Le Acli di Caserta guidate dal Presidente Michele Zannini parteciperanno consapevoli del proprio ruolo di grande e diffusa organizzazione di educazione popolare con sessanta anni di esperienza.
La Conferenza Provinciale si pone 3 obiettivi fondamentali:
- diffondere le opportunità esistenti, per le persone in età adulta, di formazione lungo tutto il corso della vita e di apprendimento di nuove conoscenze e competenze utili nei vari contesti;
- avviare il decentramento dell'offerta formativa sui territori con la costituzione dei Comitati Locali sulla base della rilevazione dei fabbisogni formativi e delle esigenze professionali emergenti;
- far emergere a tutti i livelli e promuovere nelle attività educative la cosiddetta "domanda nascosta" che proviene dai soggetti più deboli ed esposti all'emarginazione sociale per il basso livello di alfabetizzazione e di padronanza delle competenze di base.
La giornata sarà suddivisa in due momenti. Nella mattinata vi saranno le relazioni e gli interventi dei vari esperti delle istituzioni,del mondo del sapere e del lavoro; nel pomeriggio saranno organizzati 3 Focus group tematici per approfondire i vari aspetti dell'EdA e per confrontare buone pratiche.

sabato, ottobre 28, 2006

I Care: i giovani l'oro di Napoli. Contro l'esclusione sociale una nuova generazione



Sono davvero tanti i ragazzi e le ragazze che convocati per il progetto I Care organizzato dall'AVOG Don Guanella hanno partecipato ai due eventi di Castel Sant'Elmo e di Miano.Un segno di speranza per una città che può trovare dentro sè stessa la forza del riscatto sociale.
Durante le due giornate hanno incontrato il Sindaco Iervolino, il Cardinale Sepe, tanti operatori della scuola e della giustizia minorile. L'avvio di un impegno concreto ma anche di un dialogo possibile tra istituzioni e giovani sulla base di un programma credibile e realizzabile.
"Collaboreremo con l'AVOG e questi giovani- afferma Pasquale Orlando delle ACLI- per costruire una rete di solidarietà nell'area metropolitana di napoli dove le risorse umane, il capitale sociale possono fare la differenza.

Carron a Napoli. Comunione e Liberazione alla Mostra d'Oltremare

Un marchio made in Sanità per oggetti in ceramica e abbigliamento. E’ una delle iniziative di Comunione e Liberazione che sono state presentate ieri alla Mostra d’Oltremare di Napoli in occasione della visita, per la prima volta in città, di Julian Carron, successore di Don Giussani alla guida del Movimento. “E’ il centro di solidarietà della Sanità - afferma Antonio Romano, responsabile regionale di Comunione e Liberazione - che opera dal 1992 nel quartiere napoletano a iniziare la commercializzazione con alcuni negozi di Milano. Ma c’è anche un servizio di accoglienza turistica che impegna i nostri giovani, ovvero una testimonianza reale dell’impegno nel campo dell’educazione”. Il titolo della manifestazione infatti è “Una presenza nella città, vivere intensamente il reale”, che rappresenta la sintesi dell’esperienza quotidiana del Movimento. Presenti,tra i tremila partecipanti, Raffaele Fabbrocini e Felice Siciliano presidente e direttore di Compagnia delle Opere della Campania.

Un referendum sulla legge elettorale per un paese delle opportunità


Depositati i quesiti. Parte la campagna.
La legge elettorale con cui abbiamo votato alle ultime elezioni fu definita "una porcata" dagli stessi proponenti. E' ora di cambiarla! Sono stati depositati i quesiti per i referendum abrogativi.
Nelle prossime settimane bisognerà formare i comitati locali e dare
avvio alla raccolta delle firme per dare finalmente al nostro paese un
sistema politico moderno. questo è l'obiettivo.

Alcuni di noi hanno espresso dubbi e riserve circa il il contenuto dei
quesiti e l'esito che, se approvati, avrebbero sul sistema
elettorale senza ulteriori interventi legislativi.
Obiezioni legittime e condivisibili. Senza il referendum, però e la
intrinseca minaccia ai poteri consolidati che esso rappresenta, il
parlamento non trovera le energie politiche per modificare
l'orrore che abbiamo sperimentato nelle ultime elezioni.
Per questo serve il nostro impegno.
E' attivo per ogni evenienza il sito
  • www.referendum elettorale.org
  • su cui sono pubblicati dettagliatamente i quesiti e tutte le informazioni.

    questi i riferimenti:
    SEDE DEL COMITATO REFERENDARIO:
    Via Vittorio Veneto 169
    00187 Roma
    Per informazioni o per aderire chiamate i seguenti numeri:
    06/4744916 - 47821834
    Oppure inviate una mail a:
    aderisco@referendumelettorale.org
    info@referendumelettorale.org

    Il comitato promotore:
    Giovanni Guzzetta: Presidente del Comitato Promotore dei Referendum Elettorali
    Giovanni Guzzetta, 40 anni, avvocato, due figli, è Professore Ordinario di Istituzioni di Diritto Pubblico nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma Tor Vergata.
    PHD all’European University Institute di Fiesole, si è specializzato a lungo in Germania, Regno Unito e Stati Uniti.
    Già Presidente nazionale della FUCI (federazione universitaria cattolica italiana) dal 1989 al 1991.
    Oltre che aver elebarato gli attuali quesiti referendari, è stato l’ideatore, insieme a Serio Galeotti, del quesito per il referendum sulla legge elettorale del 1991 e 1993.
    E’ stato collaboratore di vari organi parlamentari.
    E’ autore di varie monografie e saggi di diritto costituzionale italiano, comunitario e comparato e (insieme a Francesco Saverio Marini) di un manuale di Diritto pubblico italiano ed europeo.
    Componente della Società europea di diritto pubblico e dell’associazione italiana dei costituzionalisti
    Collabora con varie riviste e giornali.
    Per contatti: presidente@referendumelettorale.org

    Comitato Promotore dei Referendum Elettorali
    Di seguito l'elenco, in ordine alfabetico, dei presentatori dei quesiti referendari in Corte di Cassazione.
    1. Michele AINIS 2. Filippo ANDREATTA 3. Luca ANTONINI 4. Andrea BAIRATI 5. Augusto BARBERA 6. Franco BASSANINI 7. Antonio BASSOLINO 8. Antonio BERNARDI 9. Edmondo BERSELLI 10. Filippo BERSELLI 11. Roberto BIN 12. Marco BOATO 13. Luigi BOBBA 14. SANDRA BONSANTI 15. Michele BORDO 16. Willer BORDON 17. Gianluca BORGHI 18. Mercedes BRESSO 19. Donato BRUNO 20. Giuseppe CALDERISI 21. Daniele CAPEZZONE 22. Paola CAPOROSSI 23. Stefano CECCANTI 24. Enzo CHELI 25. Sergio CHIAMPARINO 26. Anna CHIMENTI 27. Bartolo CICCARDINI 28. Francesco CLEMENTI 29. Michele COSSA 30. Gianni CUPERLO 31. Natale Maria Alfonso D’AMICO 32. Stefano DA EMPOLI 33. Paola DE BIASE GAIOTTI 34. Giancandido DE MARTIN 35. Giuseppe DE VERGOTTINI 36. Gianmario DEMURO 37. Marida DENTAMARO 38. Bruno DETTORI 39. Federica DI LASCIO 40. Silvia DI TOMMASO 41. Luca DIOTALLEVI 42. Sergio FABBRINI 43. Massimo FANTOLA 44. Vittorino FERLA 45. Francesco FERRANTE 46. Marco FILIPPESCHI 47. Tommaso Edoardo FROSINI 48. Antonio FUNICIELLO 49. Carlo FUSARO 50. Roberto GIACCHETTI 51. Oscar GIANNINO 52. Enrico GIORDANO 53. Gregorio GITTI 54. Elisabetta GUALMINI 55. Giovanni GUZZETTA 56. Alberto HERMANIN 57. Riccardo ILLY 58. Ferdinando IMPOSIMATO 59. Pasquale IMPROTA 60. Giovanni KESSLER 61. Antonio LA FORGIA 62. Jasmine LA MORGIA 63. Donata LENZI 64. Gad Eitan LERNER 65. Nicolò LIPARI 66. Claudio LODICI 67. Mimmo LUCA’ 68. Claudia MANCINA 69. Michela MANETTI 70. Pierluigi MANTINI 71. Alessandro MARAN 72. Alessandro MARANNA 73. Luigi MARATTIN 74. Raffaella MARIANI 75. Annibale MARINI 76. Francesco Saverio MARINI 77. Luigi MARIUCCI 78. Antonio MARTINO 79. Pietro MARZOTTO 80. Diego Maria MASI DE VARGAS MACCIUCCA 81. Fabiana MASSA 82. Stefano MERLINI 83. Paolo MESSA 84. Gianfranco MICCICHE’ 85. Franco MONACO 86. Marco MONARI 87. Donatella MORANA 88. Enrico MORANDO 89. Andrea MORRONE 90. Anna MOSCARINI 91. Salvatore NAPPI 92. Ida NICOTRA 93. Maria Grazia PAGANO 94. Marco PALOCCI 95. Angelo PANEBIANCO 96. Alessandro PANSA 97. Arturo PARISI 98. Monica PARRELLA 99. Gianfranco PASQUINO 100. Andrea PASTORE 101. Edoardo PATRIARCA 102. Antonio PERRELLI 103. Teresa PETRANGOLINI 104. Pierluigi PETRILLO 105. Roberto PINARDI 106. Roberta PINOTTI 107. Luca PIROZZI 108. Giovanni PITRUZZELLA 109. Adriana POLI BORTONE 110. Elisa POZZA TASCA 111.Stefania PRESTIGIACOMO 112. Fabio PROTASONI 113. Massimo PROTO 114. Gaetano QUAGLIARIELLO 115. Emanuele RACO 116. Ermete REALACCI 117. Vincenzo RICCIUTO 118. Marco RIZZI 119. Umberto RONGA 120. Nicola ROSSI 121. Riccardo ROSSOTTO 122. Gianenrico RUSCONI 123. Giulio SALERNO 124. Michele SALVATI 125. Piero SANDULLI 126. Riccardo SARFATTI 127. Carlo Luigi SCOGNAMIGLIO PASINI 128. Mariotto Giovanni Battista Luigi SEGNI 129. Serse SEVERINI 130. Francesco SORO 131. Marco TARADASH 132. Alessandro TESINI 133. Giorgio TONINI 134. Roberto TRAVERSA 135. Lanfranco TURCI 136. Giuseppe VALDITARA 137. Salvatore VASSALLO 138. Lorenza VIOLINI 139. Niccolò ZANON 140. Alberto ZITO.




    venerdì, ottobre 27, 2006

    “Napoli riparta dai giovani per mettere in atto il suo riscatto sociale”. Celebrazioni per Don Guanella a Miano.

    Napoli, 27 ottobre 2006 - “Napoli può e deve ripartire dai giovani se vuole mettere in atto il suo riscatto sociale”. Ad affermarlo è il presidente provinciale delle Acli di Napoli Pasquale Orlando, a margine delle manifestazioni di celebrazione del beato Don Guanella, tenutesi nelle scorse ore presso l’opera guanelliana a Miano alla presenza, tra gli altri, dell’arcivescovo di Napoli Cardinale Crescenzio Sepe e del presidente della Provincia Dino Di Palma.

    L’’Avog, associazione che riunisce i volontari dell’opera guanelliana è da anni affratellata alle Acli, e rappresenta un pezzo importante del sociale organizzato a Napoli, soprattutto grazie alle molteplici e benemerite attività per favorire l’inclusione sociale dei più deboli e dei più poveri.

    “Le centinaia di ragazzi presenti oggi incarnano perfettamente il messaggio di Don Guanella, che dedicò tutta la sua vita ai più umili. E’ su questi giovani che bisognerà investire nei prossimi anni, sono loro che rappresentano il fulcro del nuovo impegno della società civile. Solo attraverso una organizzazione del mondo del sociale più forte - ha affermato Pasquale Orlando- che punti sui temi della formazione delle persone e sui temi della solidarietà e della sussidiarietà sarà possibile una trasmissione di valori positivi, che combatta l’indifferenza, l’odio, la violenza che troppo spesso sembrano essere destinati a regnare sulla città, come una cappa di fumo nerissimo.”
    Significativo in particolare il progetto I Care che impegna centinaia di giovani in servizio civile contro la dispersione scolastica per l'integrazione sociale.

    giovedì, ottobre 26, 2006

    50 milioni di euro per il credito d'imposta in Campania.

    La Giunta Regionale della Campania, su proposta dell'Assessore all'Agricoltura e alle Attività produttive, Andrea Cozzolino, ha deliberato lo stanziamento di 50 milioni di euro per il co-finanziamento del credito d'imposta.
    Le risorse saranno destinate alle aziende campane che nel corso di quest'anno avevano presentato domanda per la legge 388/2000, ed erano rimaste escluse dalla graduatoria per l'esaurimento dei fondi.
    Il Governo aveva stanziato, infatti, 1 miliardo di euro per tutto il territorio nazionale, ma a fronte di oltre undicimila domande presentate (quasi tutte nel Mezzogiorno), poco più di quattromila sono state quelle accolte. Da qui la decisione della Regione Campania di intervenire con proprie risorse per permettere lo "scorrimento" della graduatoria per le aziende campane.
    Il cofinanziamento del credito d'imposta era stato individuato come uno degli obiettivi specifici della linea d'azione 3 del Piano d'Azione per lo Sviluppo Economico Regionale (PASER), approvato dalla Giunta Regionale lo scorso 1 agosto. Con questo strumento si potrà consolidare il tessuto imprenditoriale, ampliare la base produttiva e accelerare le dinamiche di crescita del sistema produttivo campano.
    Nei prossimi giorni, sarà stipulata una Convenzione con l'Agenzia delle Entrate, che darà il via alla concreta realizzazione dell'intervento di cofinanziamento.

    Regione Campania: Stati Generali del Turismo.

    Seconda edizione degli Stati Generali del Turismo organizzati dall'Assessorato regionale al Turismo ed ai Beni Culturali. Paestum per due giorni, il 27 e 28 ottobre, ospiterà un confronto tra esperti della comunicazione, studiosi e rappresentanti delle Istituzioni e delle organizzazioni sindacali e di categoria.
    Assessorato al Turismo e ai Beni Culturali
    Stati generali del turismo
    27 e 28 ottobre 2006
    Hotel Ariston, Paestum

    PROGRAMMA :

    Venerdì 27 ottobre
    Ore 9,30 Saluti
    Vincenzo Sica
    Sindaco di Capaccio-Paestum
    Angelo Villani
    Presidente della Provincia di Salerno
    Sandra Lonardo
    Presidente del Consiglio
    Regionale della Campania
    Ore 10.00
    Relazione introduttiva
    Marco Di Lello
    Assessore al Turismo
    e ai Beni Culturali della Regione Campania
    Ore 11,30
    I^ Sessione
    Il ruolo della comunicazione
    nella promozione del territorio
    Intervengono:
    Gabriele Palma Direttore Generale Publicis Italia
    Il progetto di promozione turistica
    2005-2006
    Valerio De Molli
    Managing Partner Ambrosetti - The European House
    Strategie di supporto per il turismo in Italia
    Angelo Rizzoli
    Produttore cinematografico
    Da location a destination: le produzioni cinematografiche
    nelle strategie di marketing in Campania
    Klaus Davi
    Massmediologo
    La Campania nel mondo: quale posizionamento
    Alessandro Cecchi Paone
    Giornalista televisivo
    Una storia per immagini
    Coordina:
    Marco Demarco
    Direttore del Corriere del Mezzogiorno
    Ore 13.30 Buffet
    Ore 15.00
    II^ Sessione
    Lo sviluppo del sistema dell’accoglienza
    Proiezione del filmato "Loro ci vedono così, un anno dopo"
    Formazione all’accoglienza
    Intervengono:
    Corrado Gabriele
    Assessore al Lavoro e alla Formazione della Regione Campania
    Patti formativi. Le politiche integrate
    territoriali di intervento nel settore turismo
    Tullio D’Aponte
    Professore Ordinario diPianificazione ed OrganizzazioneTerritoriale
    Università Federico II di Napoli
    Le politiche e il marketingdell’accoglienza turistica
    Vincenzo Lombardi
    Presidente di Federturismo -Confindustria Campania
    Formazione: elemento strategico
    per la competitività e la qualificazione dell’offerta turistica
    Maurizio Maddaloni
    Vice Presidente nazionale di Confcommercio
    La definizione degli standard di qualità sul
    tema dell'accoglienza e il rilascio di "marchi"
    quali strumenti di promozione
    Adolfo Masullo
    Presidente di Assoturismo - Confesercenti Campania
    Forme di collaborazione con i grandi gruppi:
    quale opportunità per la formazione
    Coordina:
    Antonio Corbo
    Capo redattore La Repubblica Napoli
    Educazione all’accoglienza
    Intervengono:
    Francesco Casillo
    Presidente della Commissione Turismo del Consiglio Regionale della Campania
    Il fattore accoglienza quale punto di forza di una proposta turistica di qualità
    Carles Carreras y Verdaguer
    Professore Ordinario di Geografia Umana
    Universitat de Barcelona
    Il sistema di accoglienza: fattore dello sviluppo del settore turistico in
    Spagna. Il caso Barcellona
    Alberto Bottino
    Direttore Generale USR Campania
    Il ruolo della scuola nello sviluppo della cultura
    dell’accoglienza e della cittadinanza turistica
    Anna Rea
    Segretario generale UIL Campania
    Coscienza turistica e culturadell'accoglienza:
    fattori migliorativi per la vivibilità del territorio
    Pietro Cerrito
    Segretario Generale CISL Campania
    Innovazione e qualità nell’offerta dei servizi
    al turista: problemi e prospettive
    Michele Gravano
    Segretario Generale CGIL Campania
    Il turismo di qualità e la valorizzazione del
    territorio quali occasioni di occupazione e di sviluppo economico
    Coordina:
    Alfonso Ruffo
    Direttore del Denaro
    Sabato 28 ottobre
    Ore 9.30
    III^ Sessione
    Attrattività degli investimenti in Campania
    Intervengono:
    Emilio Becheri
    Amministratore unico Mercury srl
    Presentazione dell’Osservatorio Regionale del Turismo
    Sergio Sciarelli
    Professore Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese -
    Università Federico II di Napoli
    L’attrattività degli investimenti turistici
    in Campania nell’ottica del destination management
    Giuseppe Carannante
    Coordinatore AGC
    Sviluppo Attività Settore Terziario Regione Campania
    Investimenti nel settore turismo: sviluppi e prospettive
    Il punto di vista delle imprese
    Armando Brunini
    Excecutive Vice President - Commercial Eurofly
    Gian Maria Mazzei
    Direttore Marketing Club Med
    Roberto Galano
    Excecutive Vice President di Jones Lang
    LaSalle Hotels Ismael Irace
    Product Manager Thomas Cook AG
    Coordina:
    Claudio Scamardella
    Capo redattore del Mattino
    Ore 12.00
    Conclusioni
    Antonio Bassolino
    Presidente della Regione Campania
    ******************************************************
    Segreteria Organizzativa:Settore Sviluppo e PromozioneTurismo Regione Campania
    Tel. 081 7968765 - 081 7968768Fax 081 7968528
    e-mail: setpromtur@regione.campania.itwww.turismoregionecampania.it
    Per informazioni turistiche:Numero Verde 800-223366

    mercoledì, ottobre 25, 2006

    S. Giorgio a Cremano(Napoli) " L' ACQUA E' FONTE di VITA"

    S. Giorgio a Cremano(Napoli)*29 Ottobre 2006
    " L' ACQUA E' FONTE di VITA"
    con l'intervento musicale della cantautrice casertana per la pace Agnese Ginocchio
    Il CVX( Comunità Gesù nuovo-Napoli), la Rete Lilliput (nodo di Napoli), il GMA( gruppo di Napoli), il V.A.L.( Valorizzazione artigianato locale), propongono la manifestazione : "L' ACQUA E' FONTE di VITA", Giornata di Solidarietà per rendere potabile l'acqua nel villaggio di Mejaha (Etiopia). La manifestazione avrà luogo a S. Giorgio a Cremano(Napoli) il 29 Ottobre 2006 ed avrà il seguente programma diviso i tre fasi:
    La prima in mattinata dalle ore 10:00 in piazza Troisi, Artigiani e Artisti in piazza per il progetto di 'Solidarietà'. Attività di sensibilizzazione con artigiani, artisti, volontari, atleti, clowns, sciole, gruppi parrocchiali,associazioni per contribuire all'attuazione del progetto di Solidarietà, che si prefigge di dare acqua pulita al villaggio di Mejaha(Etiopia). La seconda fase prevede nel pomeriggio a partire dalle ore 16:00, in Villa Bruno, si darà seguito con altri contributi, banchetti, associazioni, volontari, TUTTI INSIEME per riuscire nell'intento di dare acqua pulita ai fratelli etiopi. Videoproiezioni continue nella sala biblioteca. Per tutta la giornata verranno eseguite dimostrazioni di Reiki, Tai ji quan, Shiatsu e Danze orientali. La terza fase conclusiva nella serata dalle ore 19,30: si accederà con invito nella biblioteca di VILLA BRUNO per assistere allo spettacolo che avrà come interpreti: 1) Il club dei pasticcieri, sculture di zucchero; 2) Agnese Ginocchio, cantautrice per la Pace; 3) Massimo Bondi, Quing feng accademy of Taiji Quan e Allievi della Maestra FIlosa Carmela; 4) Associaz. Phlaegrei, Danze del mediterraneo con M.E. Berardi; 5) Proiezione del videoclip:"Vivi l'Africa" con i volontari del GMA ; 6) I Neurotic Rock Blues Band; 7) Compagnia teatrale Lec Esprit: "La rivincita di Nanninella", di E. Alcidi. Presenta Valentina Salvio.
    Madrina dell'evento Rosaria De Cicco, nota attrice e testimonial del progetto per il quarto anno.
    Si susseguiranno gli interventi di: Ferdinando Riccardi, sindaco di S. Giorgio a Cremano; Maurizio Sibilio, assessore alle politiche sociali e Solidarietà; padre Alex Zaotelli, missionario comboniano; Nunzia Gatta, referente insieme a Lucina Tomatore per il GMA-Napoli, nonchè referente per il progetto di Mejaha-Shashamene(Etiopia). Per info contattare la coordinatrice manifestazione Consiglia Salvio: 329/7745761. L'evento è stato patrocinato da: Provincia di Napoli e Città di S. Giorgio a Cremano. Con la collaborazione del Forum delle Associazioni; Centro Studi la Fenice; Associazione Oltre il Muro; Soc. Formisano s.r.l.; Swan eventi e Meeting; eMpaThy-centro sutudi musicoterapia; Gallo Ercolano.

    WWF: "STIAMO CONSUMANDO LA TERRA"

    L' uomo si sta indebitando con il pianeta a un ritmo che non permette la ricostruzione delle ricchezze naturali; la voracita' e' in crescita esponenziale e l' ecosistema si avvicina sempre piu' al tracollo. L' allarme e' del Wwf, che attraverso il dossier 'Living Planet Report 2006' prevede - riferisce La Stampa - la fine delle risorse entro il 2050. Per sopravvivere avremo bisogno di due pianeti perche' la ricchezza del nostro bastera' appena a meta' dell' umanita'. Lo studio del Wwf evidenzia come i paesi occidentali assumano dimensioni ipertrofiche; i paesi ricchi sono dunque quelli piu' a rischio. Intervistato da Repubblica, il ricercatore ecologista Pascal Acot afferma che 'l' impatto di petrolio e carbone sui mutamenti climatici e' evidente e ci costringera' a fonti alternative'. A suo avviso, per evitare la distruzione della Terra occorre che 'i politici intervengano invertendo la rotta. I gesti dei singoli aiutano, ma solo se la comunita' globale prendera' strade nuove tornera' l' equilibrio'. In un' intervista al Corriere della Sera, il climatologo Guido Visconti tiene a precisare che le previsioni sul pianeta, e non solo quest' ultima del Wwf, contengono elementi di verita' ma al contempo dati inesatti, che non prendono in esame correzioni ed altri elementi. Occorre dunque avere cautela nel lanciare gli allarmi e nel prenderli per buoni. Tesi, questa, completamente appoggiata dal Giornale, che titola: 'Perche' il mondo non finira' come dice il Wwf'. Il quotidiano milanese sostiene che 'troppi calcoli non tornano' e che all' interno della stessa comunita' scientifica regna lo scetticismo su previsioni giudicate da alcuni 'ridicole e fondate su tesi del tutto errate'.

    TFR: firmato l'accordo tra Governo, Sindacati e Confindustria

    E' stato firmato a Palazzo Chigi l'accordo sull'anticipo al 2007 delle norme per il decollo della previdenza integrativa e sul trasferimento all'Inps del Tfr maturando 'inoptato' delle aziende con più di 50 dipendenti.
    Erano presenti, per il Governo, - oltre al Presidente del Consiglio Romano Prodi - il Ministro dell'Economia e delle Finanze, Tommaso Padoa-Schioppa, il Ministro del Lavoro, Cesare Damiano, il Viceministro dell'Economia, Vincenzo Visco, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Enrico Letta, e il Sottosegretario all'Economia, Nicola Sartor. Per i sindacati hanno siglato l'accordo i segretari generali di CGIL, CISL e UIL, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti; per Confindustria il Presidente Luca Cordero di Montezemolo.
    Ecco in sintesi i contenuti principali dell'intesa:
    - per tutte le imprese al di sopra di 50 dipendenti saranno integralmente destinati all'Inps i fondi non affluiti alla previdenza integrativa (tale disposizione sarà riesaminata nel 2008);
    - il Governo si impegna a rivedere il trattamento fiscale dei fondi integrativi con l'intento che questo sia in linea con quello applicato alla previdenza integrativa degli altri paesi europei.
    - il Governo si impegna a riprendere e concludere la discussione aperta con il sistema bancario, al fine di trovare forme per venire incontro alle imprese che trovassero difficoltà nell'accesso al credito. In questo ambito potrebbe essere studiata la costituzione di un limitato fondo di garanzia.
    - è previsto l'anticipo al 2007 delle compensazioni per le imprese previste dalla legge, quale condizione per la destinazione di parte del Tfr ai fondi integrativi o all'Inps.
    I lavoratori interessati ai fondi pensione sono quasi 16 milioni. Il flusso annuale di tfr è pari a 13 miliardi. Il 99,5% delle imprese non dovranno trasferire al fondo della Tesoreria istituito presso l'Inps il Tfr inoptato.

    martedì, ottobre 24, 2006

    ACLI: ORGANIZZAZIONE A PROVA DI FUTURO.


    Terminato il Convegno ecclesiale, si avvicina ora l’appuntamento della Conferenza Organizzativa e programmatica delle AcliDa anni anche gli aclisti hanno imparato a confrontarsi con le analisi sociologiche tese a leggere il nostro complesso mondo globalizzato. Hanno discusso, anche negli incontri nazionali di studio, a Vallombrosa prima e ad Orvieto poi, sui nuovi scenari sociali, politici ed economici nei quali si colloca l’attuale nostra esperienza associativa. Un elemento, però, sembra non aver avuto ancora lo spazio che meritava nelle riflessioni: la capacità delle nostre strutture organizzative di rispondere alle sfide poste da questi nuovi scenari. Essere associazione di lavoratori quando il lavoro diventa multiforme, flessibile, incapace spesso di dare identità; organizzare la partecipazione in comunità sfilacciate, dove sembra prevalere l’individuo ed i suoi interessi; vivere l’esperienza ecclesiale in contesti dove la fede è relegata a fatto privato e, soprattutto, ad elemento marginale e da escludere dalle relazioni sociali: tale la portata delle sfide che abbiamo di fronte. Con questa consapevolezza abbiamo deciso di dare un valore particolare all’appuntamento della prossima Conferenza organizzativa e programmatica che si svolgerà a Bari dal 7 al 9 dicembre prossimo. Rileggere la nostra modalità di aggregazione e valutare la tenuta delle nostre Acli a tutti i livelli territoriali è infatti il compito “statutario” di questo incontro, che dovrà anche analizzare lo stato di attuazione del programma approvato nel Congresso di Torino. Ma non vogliamo farlo in modo rituale, a mo’ di adempimento. Per questo abbiamo posto al centro dei lavori due fuochi: i legami che costituiscono il tessuto connettivo attraverso il quale la vita associativa avviene e persiste nel tempo, incarnandosi e trovando consistenza nelle forme organizzative; e l’azione volontaria, intendendo con questa definizione non solo l’attività di chi non percepisce un compenso monetario, ma anzitutto quella che fa appello alla libera scelta delle persone di donare parte della propria vita e che costituisce, in vari modi, uno dei “sensi” della vostra partecipazione alle Acli, in qualunque forma essa si espliciti, dalla partecipazione alle iniziative di un circolo, all’essere promotore sociale del Patronato o giovane che svolge il Servizio civile. Con determinazione dovremo andare a vedere come questi aspetti fondativi dell’associazione sono incarnati nella forma organizzativa che ci siamo dati, pensando ad essa come a ciò che dà forma alle linee strategiche e al pensiero politico associativo, pur senza cadere nell’enfatizzazione ideologica della macchina gestionale. Il punto di arrivo sarà verificare se effettivamente siamo organizzati in modo da poter essere Acli unite e plurali allo stesso tempo. Eseguita questa verifica organizzativa più interna, controllato e corretto tutto ciò che ci serve per essere sufficientemente tonici, reattivi e concentrati più sul fare che sul gestire, vedremo come passare dal “Noi associativo al Noi sociale ed ecclesiale”, come cioè organizzarci per portare, incidendo nei processi sociali, il messaggio delle Acli a tutti i nostri concittadini.
    Andrea Olivero
    presidente nazionale acli

    lunedì, ottobre 23, 2006

    Cento assemblee di base per il Congresso delle ACLI di Napoli.

    Continuano le assemble di base che precedono il XXIV congresso delle ACLI napoletane. In questi giorni ci sono stati gli incontri di Marano, Castellammare, Nola, Secondigliano, Poggioreale, Soccavo, Torre del Greco e tante altre. Nei prossimi giorni Casamarciano, NapoliEst, Miano, Pozzuoli, Casandrino, Pollena. La prossima settimana tour de force in tutte le municipalità e nei tanti luoghi di aggregazione delle ACLI.
    Segnaliamo in particolare l'Assemblea di S.Giorgio a Cremano di martedì 31 p.v.

    Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani
    Circolo “G. Lazzati” via Buongiovanni, 49 - San Giorgio a Cremano
    0815748897 –3397269358 – aclisangiorgio(at)libero.it

    Assemblea Struttura di Base
    “Nel mondo non del mondo”
    il nuovo ruolo dei cattolici democratici nella costruzione della Polis
    programma dei lavori:
    ore 17.00 Apertura dei lavori e adempimenti statutari
    ore 17,30 Relazione del Presidente delle ACLI Circolo “G. Lazzati”
    ore 18,00 Saluti delle autorità e ospiti
    ore 18,30 Dibattito
    ore 19,30 Votazioni (Membri della Presidenza e delegato al congresso Provinciale)
    ore 20,15 Proclamazione degli eletti
    Hanno assicurato la loro presenza: on Raffaele Cananzi, on. Bruno Cesario, Eleonora Cavallaro, Pasquale Orlando, Enzo Cirillo, Mimmo Giorgiano, Aldo Miglietta, Luigi Punzo, don Nino Esposito.
    Villa Bruno – via Cavalli di Bronzo - San Giorgio a Cremano (Na)
    martedì 31 ottobre p.v. ore 17.00.
    La cittadinanza è invitata a intervenire
    Il Presidente del Circolo
    Antonio Di Maria

    domenica, ottobre 22, 2006

    Oltre il tetto di cristallo

    DONNE NEI RUOLI DECISIONALI, A NAPOLI SINDACATI E ASSOCIAZIONI DENUNCIANO LA GRAVE SITUAZIONE DELL’ITALIA

    Cisl, Cif e Acli insieme per promuovere la presenza delle donne nei ruoli decisionali. “Oltre il tetto di cristallo” è il progetto, finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in base alla legge 125/91, che detta le basi per l’affermazione delle donne nei luoghi considerati di potere. L’obiettivo, oltre a quello di promuovere la presenza femminile nelle posizioni che richiedono capacità decisionale e di rappresentanza, è di fornire nuovi strumenti per “fare carriera” e sperimentare forme di flessibilità utili per l’attività quotidiana delle donne e per l’impegno futuro. Il progetto si concretizza in un percorso che consenta, da un lato, acquisizioni di abilità e conoscenze suppletive e specifiche, tali da facilitare il superamento della barriera invisibile che esclude le donne dalla sfera pubblica, dall’altro di rivitalizzare l’attenzione della società rispetto alle problematiche femminili e all’armonizzazione dei tempi produttivi e riproduttivi. “Oltre il tetto di cristallo” mette insieme esperienze, storia e lavoro di tre organizzazioni diverse: un sindacato, un’associazione di genere e un’associazione sociale. A Napoli si è fatto il punto della situazione con il segretario generale della Cisl Campania, Pietro Cerrito, il segretario generale provinciale Giuseppe Gargiulo, le responsabili del Coordinamento Donne Cisl nazionale Annamaria Parente e Carmen Costagliola, l’assessora regionale alle Pari opportunità Rosa D’Amelio, la presidente della Consulta regionale femminile Emilia Tagliatela, la consigliera regionale di Parità, Marilù Galdieri, la presidente delle Acli regionali, Eleonora Cavallaro, la vicepresidente nazionale del Cif, Maria Teresa Arnone, e la segretaria regionale Cisl, Lina Lucci. È venuto fuori un contesto che vede la donna ancora in affanno riguardo alla rappresentanza ai vertici decisionali sia nelle organizzazioni sociali sia politiche, nonché nel contesto socioeconomico. Se i dati in Campania sono sconfortanti, sono solo dieci le donne elette in Parlamento alle scorse politiche, nel resto del Paese le cose non vanno certo meglio. L’Italia si pone in controtendenza rispetto all’Europa. Infatti, mentre in Europa le donne stanno aumentando la loro presenza a tutti i livelli rappresentativi (locali, regionali, governativi ed europea), in Italia, secondo dei dati del ministero delle Pari opportunità, si ha un trend negativo in tutte le situazioni di eleggibilità. Il nostro Paese è, infatti, al penultimo posto tra gli stati dell’Unione, appena prima della Grecia. Per quanto riguarda il contesto socio-economico, nel periodo dal 1993 al 2002 il lavoro femminile è cresciuto mantenendo una struttura diversa da quello maschile. Le donne “impiegate” sono più degli uomini (44.5% contro 24.7%) e il numero delle “operaie” è minore rispetto agli uomini impegnati nello stesso settore (27.7% contro il 36.6%). L’occupazione femminile è più concentrata nei servizi (75.7% contro il 55.7%) e meno nell’industria (20.1% contro il 38.8%). Inoltre, la presenza femminile ormai taglia trasversalmente il mondo del lavoro: oltre due milioni svolgono lavori atipici; circa 1 milione e trecento donne fanno i turni; 1 milione e mezzo svolgono il lavoro domenicale e 1 milione e 700 il lavoro serale. Nella Pubblica amministrazione, sebbene l’inserimento delle donne a livello di amministrazioni centrali, con ruoli di massima responsabilità registri un incremento e la quota femminile si attesti al 13.0%, per gli incarichi di nomina governativa, invece, scende allo 0.6%. È da sottolineare come la presenza delle donne si incrementa soprattutto dove l’accesso alla professione è per concorso. E’ il caso della magistratura (30.4%), della pubblica amministrazione centrale (22.4%) e dell’università (30.0%) Ma in tutti i settori, quando aumenta il potere decisionale la percentuale di donne diminuisce drasticamente. Ad esempio le donne rettori sono appena il 3.2%. Anche negli organi direttivi delle organizzazioni sindacali e imprenditoriali e nelle associazioni di categoria la presenza delle donne scarseggia, nonostante l’esistenza di strutture appositamente dedicate alle politiche di parità all’interno di quelle stesse organizzazioni e associazioni. Infatti, nelle organizzazioni sindacali, le donne presenti negli organi centrali, al 2000 risultavano il 13.0% e nelle associazioni di categoria appena il 5.2%.
    Giuseppe Rapuano da iFatti.com - agenzia quotidiana d'informazione per la stampa e per le emittenti radiotelevisive

    PERCORSI DI FORMAZIONE ALLA PACE PREVENTIVA

    Il giorno 25 ottobre 2006 riprendono gli incontri del "Corso di Formazione alla Pace
    preventiva" promossi dall'Istituto di Storia del cristianesimo della
    Pontificia Facoltà Teologica della Sezione San Luigi (via Petrarca, 115 -
    Napoli). Lo scopo di questi incontri è quello di offrire un servizio
    formativo a tutti gli studenti, sulla centralità della Pace in un mondo che
    sembra condannato ad accettare la guerra come unica possibilità di soluzione
    dei conflitti.
    Una guerra che non ha più il coraggio di pronunciare il proprio nome, ma che
    attraverso l'uso accorto della propaganda si presenta come missione o
    intervento umanitario, azione antiterroristica, promozione della democrazia.
    Un vocabolario particolarmente suadente che abbiamo il dovere di rendere
    comprensibile ai giovani che ci sono affidati. Occorre rompere l'omertà
    dell'informazione e le mistificazioni dei governi e spiegare ciò che la
    guerra realmente è: guerra infinita, orrore, crimine, delitto contro gli
    esseri umani - soprattutto civili, donne e bambini. La grande ignoranza,
    risultato della carente informazione, permette ancora ai giovani di non
    sapere che oggi sono oltre quaranta i soldati italiani morti in seguito a
    tumori contratti per il contatto delel nanoparticelle disperse dai proiettili all'uranio impoverito, che in Afghanistan le forze ONU utilizzano senza problemi le cosiddette bombe blu o
    taglia margherite la cui potenza esplosiva è pari a quella di una bomba
    atomica di piccole-medie dimensioni. Ma l'aspetto più importante non è solo
    quello della conoscenza del crimine e degli orrori quanto il comprendere
    quali alternative vi sono all'affermazione assoluta della violenza. Per
    questo motivo gli incontri del "Corso di Formazione alla Pace preventiva" si
    propongono di presentare percorsi di riflessione sulle figure dei testimoni
    di Pace e sulle azioni nonviolente che possono essere compiute.
    Di questi testimoni la nostra tradizione cristiana ha un ricco elenco che abbiamo il dovere di
    presentare ai giovani (appena lo scorso anno abbiamo parlato della figura di
    Franz Jägestätter il contadino sacrestano che si oppose ad Hitler). Lo
    stesso Magistero nel XX secolo ha scritto parole di pace e fornito analisi
    che non possono più allungo essere taciute (si pensi a Benedetto XV, a
    Giovanni XXIII, a Giovanni Paolo II e ai suoi interventi sulla I Guerra del
    Golfo).
    Si tratta quindi di una formazione che ritengo sia tanto più necessaria per
    coloro che presto saranno impegnati per ministero sacerdotale e per vita
    religiosa nel compito grave di guidare e formare le coscienze.
    Spero di rivedervi il 25 per ricominciare a riflettere e studiare insieme,
    incoraggiandoci a vicenda sulla strada della Pace e della soluzione
    nonviolenta dei conflitti.
    Sergio Tanzarella

    Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale
    sezione San Luigi
    Istituto di storia del cristianesimo
    - PERCORSI DI FORMAZIONE ALLA PACE PREVENTIVA -
    Esperimenti con la verità
    Saggezza e politica di Gandhi
    Interviene:
    ENRICO PEYRETTI (Centro Studi “Sereno Regis” - Torino)
    “Per questo mondo tormentato
    non vi è alcuna speranza di salvezza
    se non nella stretta e diritta via
    della nonviolenza”[Gandhi]
    via Petrarca, 115
    Mercoledì, 25 ottobre 2006
    Ore 17
    Aula 1

    sabato, ottobre 21, 2006

    Avog Servizio Civile : Convegno I-Care contro la dispersione scolastica.




    Strepitosa partecipazione a Castel Sant'Elmo per il convegno "I-Care una strategia di prevenzione per contrastare la dispersione scolastica". L'iniziativa è stata promossa dall'Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, dall'Associazione di volontariato Guanelliano (A.VO.G.) in collaborazione con l'Ufficio Scolastico Regionale per la Campania ed il Servizio Civile Nazionale.Il convegno ha promosso una riflessione ed un confronto tra istituzioni pubbliche, realtà del privato sociale e istituzioni religiose al fine di migliorare gli interventi a favore dei bambini e degli adolescenti per prevenire e contrastare il fenomeno della dispersione scolastica che spesso coincide con l'inizio di storie di devianza, disagio ed esclusione sociale. Il progetto, realizzato nelle scuole della città di Napoli, coinvolge circa mille giovani volontari del servizio civile nazionale.Al convegno sono intervenuti tra gli altri relatori: Il Sindaco di Napoli, Rosa Iervolino Russo, L'assessore alle politiche sociali della Regione Campania Rosa D'Amelio, il Direttore del Centro Giustizia Minorile della Campania, Sandro Forlani. Hanno concluso l'assessore alle politiche sociali del Comune di Napoli Giulio Riccio e il Senatore Raffaele Tecce. Presente una delegazione delle ACLI napoletane con il Presidente Pasquale Orlando che, assicurando la massima collaborazione, si è complimentato con Ciro Froncillo e don Michele Virzi dell'Avog per la splendida giornata di studio e approfondimento nonchè per la impeccabile organizzazione di un evento con circa duemila partecipanti.

    Scusate il disturbo: Gabriele Torsello libero!

    Ho letto sul sito di Gennaro Carotenuto questo interessante post su Gabriele Torsello. Sono opinioni forti che però mi hanno colpito ed intrigato. Per saperne di pù clicca il titolo!

    Scusate il disturbo: Gabriele Torsello libero!
    Rapiscono Giuliana Sgrena, emerita compagna del collettivo del Manifesto e agiamo come un sol'uomo, ci indigniamo, denunciamo, sfiaccoliamo... Rapiscono un Gabriele Torsello qualsiasi e a nove giorni di distanza, con la vita dell'ostaggio in serio pericolo, non si vede una bandierina della pace in giro.
    di Gennaro Carotenuto


    Veltroni non si sbraccia e non stende tazebao dal Campidoglio perché non c'è mercato e lo applaudirebbero in quattro gatti. In giro c'è più solidarietà per tal Massimo Ceccherini, espulso dall' "Isola dei famosi", una prece, che per Torsello rapito in Afghanistan. Certo che siamo strani noi società civile, noi pacifisti, noi progressisti, noi bravi ragazzi, convinti di essere meglio degli altri, e che invece consumiamo come gli altri, pur struggendoci la coscienza.

    Consumiamo come gli altri, noi sensibili alle foglie, e quindi il personaggio pubblico Sgrena ci appassiona, ma del carneade Torsello ce ne freghiamo. Ne scrive un po' Peacereporter, ma lo fa in punta di piedi, quasi con pudore. Torsello stesso chiede ai media di aiutarlo, sostanzialmente inascoltato. Qual'era lo slogan di Indymedia? Qualcosa tipo "fatti media". Se sull'Home Page di Indymedia non c'è una riga su Gabriele Torsello vuol dire che Indymedia ha fallito. E più ancora di Indymedia, in questo riflusso da elettroencefalogramma piatto, quella che scompare, coperta di vergogna, è la gloriosa piazza pacifista del 15 febbraio 2003. Quella che doveva fermare la guerra e cambiare il mondo. Anche quella era un prodotto di consumo, o meglio: era solo moda.

    E non si dia la colpa alla sindrome da governo amico. Questo ha scelleratamente scelto di restare in Afghanistan, ma non è colpa di Prodi o Parisi l'indifferenza della società civile italiana verso Torsello. Forse Gabriele, se ti ammazzeranno diverrai un'icona, un'icona pacifista, in fondo è quello che è successo da morto anche ad Enzo Baldoni. Per il momento resti una sottomarca del consumismo pacifista, un prodotto da Hard Discount, un Olio Farchioni incomparabile con un prodotto di marca come Giuliana Sgrena. Per una volta sposo parola per parola il pezzo di Mario Giordano sul Giornale. Ce lo siamo proprio meritato. Perfino l'appello del figlio di Torsello, un bimbetto di quattr'anni, è scivolato via tedioso, pleonastico, melenso.

    Scusate il disturbo, avrete senz'altro di meglio da fare ma c'è qualcosa di semplice e urgente da dire: GABRIELE TORSELLO LIBERO!

    L'oro di Napoli. Le ACLI napoletane a congresso.




    Le Acli di Napoli terranno i prossimi 10 e 11 novembre il loro XXIV Congresso Provinciale. Il tema scelto è suggestivamente: L'ORO di Napoli. Non un richiamo a presunte età dell'oro ma la scelta di valorizzare i legami associativi e di partecipazione civile, le tante risorse territoriali soprattutto in campo culturale e ambientale ed infine la voglia di contribuire alla costruzione di una classe dirigente diffusa in grado di assumersi con consapevolezza e trasparenza responsabilità collettive.

    giovedì, ottobre 19, 2006

    Foggia: Manifestazione nazionale per combattere il lavoro nero

    Anche le ACLI, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani, saranno presenti sabato 21 ottobre, accanto a CGIL CISL e UIL alla manifestazione nazionale che si terrà a Foggia contro i gravi fatti di sfruttamento del lavoro che ormai da troppo tempo si ripetono in Capitanata. L’adesione e il pieno appoggio all’iniziativa promossa dal sindacato unitario, nascono da un comune punto di vista che unisce tutte le organizzazioni dei lavoratori nella battaglia a favore della tutela e della promozione dei diritti umani, del lavoro e di cittadinanza.
    Per contribuire a rafforzare le ragioni che sostengono la manifestazione nazionale delle tre Confederazioni sindacali con le quali storicamente si condividono piatteforme di impegno comune; per ribadire il loro no allo sfruttamento e alla deprivazione dei diritti fondamentali delle persone prima che dei lavoratori; per riproporre come centrale nel dibattito per lo sviluppo civile, sociale ed economico della Capitanata, la centralità del lavoro; le ACLI invitano i lavoratori e i cittadini ad una mobilitazione di massa che faccia partire da Foggia una nuova stagione di impegno a favore della legalità e della affermazione dei diritti di tutti i lavoratori.

    martedì, ottobre 17, 2006

    VERONA: ACLI, LA CHIESA CHIAMATA AD UNA RIPARTENZA

    Occorrono «vie nuove» da ricercare in modo coraggioso, originale e profetico

    «La Chiesa è chiamata ad una ripartenza». Ne sono convinte le Acli che giungono al Convegno ecclesiale di Verona con un proprio contributo - un documento della direzione nazionale - frutto di un anno di intensi confronti, approfondimenti e riflessioni svolti nei territori a vari livelli associativi e raccolti ora in un libro appena stampato in vista dell'atteso appuntamento nella città scaligera.

    Gli uomini e le donne di oggi sono immersi in una profonda ricerca di senso - affermano le Acli - ma c'è il pericolo di rispondere con una «sterilizzazione della fede, che finisce per favorire da una parte una religione civile che, priva della dimensione trascendente, diventa idolatria dei valori e spesso gabbia soffocante, dall'altra parte gli stessi fondamentalismi religiosi». «Per non perdere la bussola e cadere in astratti richiami ai valori o nella paura che porta a desiderare un passato idealizzato», le Acli si propongono di ripartire rimanendo fortemente «ancorati alla Parola di Dio» e al «magistero sociale della Chiesa», mettendosi allo stesso tempo in ascolto degli uomini e della cultura del nostro tempo, confortati dalla certezza di «avere di fronte a noi una strada aperta, che parte da una continua e sempre nuova scoperta che "Dio è amore"».

    Occorrono tuttavia «vie nuove» per «testimoniare oggi, con uno stile credibile di vita, la Speranza che viene da Cristo Risorto, da «ricercare assieme, in modo coraggioso, originale e profetico». Collaborare a questa impresa significa per le Acli rinnovare la propria fedeltà alla Chiesa ed esprimere con consapevolezza e responsabilità la propria vocazione laicale, rifuggendo dalla «tentazione, che sentiamo forte - dicono le Acli - di accontentarci, di adattarci ad una vocazione di serie B, con il pericolo di sentirsi della Chiesa ma non nella Chiesa».

    Le Acli hanno concentrato la loro riflessione su tre ambiti tra i cinque proposti dal documento di preparazione al Convegno ecclesiale di Verona: i legami, il lavoro e la festa, la cittadinanza. Pur partendo dalla sofferta constatazione di vivere in un tempo in cui «ogni legame è messo fortemente in discussione» da una società «fortemente individualistica e segnata dall'esperienza del provvisorio», le Acli invitano però a non aver paura se i legami vecchi vengono meno, perché «il tempo è propizio per nuovi legami liberi e maturi», a partire da una nuova e più autentica relazione con Gesù Cristo, cuore e modello di ogni legame.

    Quanto al tema del lavoro, le Acli sottolineano innanzitutto la necessità di recuperare il tempo e il senso della "festa" come capacità e opportunità di osservare il nostro lavoro e poter dire, alla fine, "è cosa buona e giusta". Perché «a volte si perde di vista il prodotto, lo scopo per cui si lavora e ancor di più il senso del lavorare». Ma perché il lavoro sia "cosa buona", è necessario che sia un «buon lavoro»: che corrisponda cioè una giusta retribuzione, favorisca la crescita e non il consumo delle capacità dei lavoratori, si svolga in condizioni di sicurezza, appaia ragionevolmente stabile nella sua durata. «Un lavoro buono è un lavoro capace di sintonizzare i tempi di vita». «Un lavoro buono - infine - è un lavoro che porta frutto»: che tiene cioè presente i suoi effetti sulle persone e sulla comunità, che opera quindi per una promozione dell'uomo e della società, realizza beni e merci coerenti con il Creato, che non lo aggrediscano né lo sconvolgano, ricerca vie di solidarietà con i lavoratori più svantaggiati, nel proprio Paese ma anche nei Paesi del Sud del Mondo.

    Infine, il tema della cittadinanza. Secondo le Acli, tra i mali che minacciano la democrazia c'è lo «smarrimento di un uso corretto, vero della parola e pertanto la perdita della fiducia tra le persone e tra i corpi sociali». La democrazia si svuota, finisce per ridursi a metodo disancorato dai principi di fondo. C'è dunque bisogno di recuperare una parola autentica per ricostruire legami forti e veri. C'è bisogno di ricostruire un «alfabeto sociale cristiano» che possa essere un alfabeto comune condiviso. C'è infine bisogno di «riscoprire una coscienza di popolo», per «recuperare un'esperienza comune», «promuovere momenti di comunità per superare il ripiegamento individualistico e le lacerazioni sterili», stimolare la partecipazione dei cittadini potenziandone la capacità deliberativa.

    Osso e fame. Innovazione e solidarietà locale e globale.


    Venerdì 20 ottobre 2006 alle ore 17.00 presso il Teatro Comunale “Vittorio Emmanuele” di Benevento, ci sarà la presentazione dell’ultimo lavoro di Carmine Nardone: “Osso e fame” innovazione e solidarietà locale e globale. La presentazione vedrà come moderatore il giornalista Antonello Capone. La relazione introduttiva sarà a cura di Aniello Cimitile Rettore dell’Università degli Studi del Sannio. Il dibattito vedrà gli interventi di Alessandro Nardone docente universitario, Luigi Nicolais Ministro delle Riforme nella P. A. e Antonio Bassolino Presidente della Regione Campania. Sarà presente l’Autore On. Carmine Nardone Presidente della Provincia di Benevento.

    lunedì, ottobre 16, 2006

    Verona, quale volto per la Chiesa italiana?

    Inizia una settimana importante per la Chiesa italiana che celebra i suoi stati generali nel convegno ecclesiale nazionale di Verona. Quale progetto per il cammino dei prossimi anni? Una nostra riflessione.

    Fare un bilancio del cammino degli ultimi dieci anni per fissare obiettivi e strumenti per il futuro. Inizia una settimana importante per la Chiesa italiana che celebra i suoi stati generali nel convegno ecclesiale nazionale di Verona: cinque giorni di ascolto e di riflessione a cui partecipano 2700 delegati delle diocesi e anche il papa, atteso nella città scaligera giovedì 19. L’appuntamento, preparato con cura sia a livello nazionale che locale, non è una vetrina né un festival, ma un’occasione di confronto (dopo quelle di Roma del 1976, di Loreto del 1985 e di Palermo del 1995) per orientare i passi e il ruolo della Chiesa nella vita del paese: una questione cruciale in una società che cambia a ritmi vertiginosi, ridisegnando aspettative e priorità.Per il vaticanista Sandro Magister, a Verona si confronteranno sostanzialmente due modelli: quello di una cosiddetta "Chiesa di popolo", che continui a ragionare nei termini di un’appartenenza diffusa e quello di una "Chiesa di elite" che valorizzi la qualità dell’esperienza religiosa, partendo dal presupposto, come spiega il priore di Bose, Enzo Bianchi, che la trasmissione della fede “non significa imporre all’Italia e all’Europa il vangelo e l’appartenenza alla chiesa”. Due approcci apparentemente contrapposti che in realtà riflettono entrambi la delicatezza della fase attuale, in cui, nonostante la stragrande maggioranza degli italiani si dica credente, nel concreto i segnali di crisi non mancano. Sono i problemi e le sfide delle tante chiese locali che vivono di realtà splendide come di deserti, di fede incarnata in testimonianze bellissime come di fede ridotta molto spesso a pratica saltuaria.La “Chiesa di popolo” continua così ad essere un modo per ribadire la centralità del Vangelo nella vita di tutti, mentre la “Chiesa di elite” evidenzia un aspetto altrettanto importante: e cioè che al di là di tutto, il mondo di oggi ha bisogno non tanto di persone credenti, ma credibili, capaci di testimoniare una fede concreta, legata alla conoscenza di una Persona. Il convegno di Verona ha davanti a sé sfide decisive e al tempo stesso opportunità preziose: spunti e stimoli per delineare il volto di una Chiesa che non abbia paura di perdere il proprio ruolo socio-politico e le proprie prerogative socio-culturali, consapevole che se è importante parlare alla cultura e alla politica, è molto più urgente parlare alle coscienze. Il volto di una Chiesa che non si nasconda dietro a battaglie legislative per nascondere certe debolezze nella formazione e nella capacità di dare risposte nei contesti locali. Il volto di una Chiesa che creda davvero nelle potenzialità dei giovani e dei laici, portatori di carismi ed esperienze utili per ricoprire anche ruoli di responsabilità. Il volto di una Chiesa che non faccia sconti sui suoi valori, ma abbia il coraggio di dialogare con le tante contraddizioni della vita dell’uomo, consapevole che molte volte non basta dire di avere le porte aperte, ma è importante rispondere a chi le percepisce o le vede chiuse. Il volto di una Chiesa che sia in grado di scardinare le logiche di questo mondo, facendo della trasparenza uno stile (anche – e soprattutto - in campo economico) e della carità una scelta vissuta. Il volto di una Chiesa in cui, ferma restando la dottrina, i vescovi e i fedeli non abbiano paura del pluralismo e del confronto, che passa da opinioni diverse e da una comunicazione interna rispettosa dei ruoli e delle competenze. Il volto di una Chiesa che sappia uscire dalla routine e avvicini ogni uomo non tanto alle cose da fare o ai comportamenti da assumere, ma al mistero da cui tutto nasce e si sviluppa. Scrive Ernesto Olivero: “La Chiesa non è una struttura che si deve aggiornare, ma una Presenza a cui convertirsi, una Presenza reale da 24 ore su 24, talmente bella, piena e sconvolgente che ti fa venire la voglia di “essere” 24 ore su 24”. E ancora: “La nostra identità di cristiani non è un biglietto da visita, è essere pieni di Dio pur con tutti i nostri difetti, è essere pieni di beatitudini pur con tutti i nostri difetti. Possiamo anche rischiare di perderci nella pasta, ma chi è pieno di Dio e di beatitudini è lievito che fermenta la pasta. Non abbiamo bisogno di dimostrare che Dio esiste, questo è un compito di Dio! A noi tocca solo testimoniarlo, amando perdutamente gli affamati, le vittime dell’ingiustizia e della guerra, i carcerati, i bambini di strada, i giovani, gli stranieri, gli assetati, gli ammalati, i miseri di tutto il mondo”.Alla Chiesa italiana riunita a Verona gli auguri di un buon lavoro…

    domenica, ottobre 15, 2006

    Teodem. Il documento finale.

    L'appuntamento romano dei Teodem ha fatto molto discutere sia nel mondo politico che in quello sociale. Un buon successo dell'incontro, numerosi articoli, tanti interventi. A questo punto pubblichiamo il documento finale della Convention significativamente intitolato: "Per il Partito Democratico". Poi qualcuno definisce i Teodem la destra della Margherita....

    PER IL PARTITO DEMOCRATICO

    Il processo costituente del partito democratico pone un interrogativo radicale per chi viene dal cattolicesimo sociale, dalla tradizione del popolarismo e dall’esperienza cattolico-democratica, dall’ispirazione cattolico-liberale. Come realizzare una presenza politica che valorizzi quelle culture, quelle radici, segnandone contemporaneamente un avanzamento?
    La pura evocazione delle radici, di un’identità che ha accompagnato la grande avventura prima della DC e poi del nuovo partito popolare, appare oggi come un’operazione che non risponde pienamente alle tante incertezze che segnano la nascita del partito democratico.
    Quelle radici, quella storia, quei valori non sono consumati, non sono stati sconfitti, come è avvenuto per il comunismo e per molte realizzazioni del socialismo. Quei valori sono ancora vivi, sono ben presenti nella coscienza di non pochi credenti impegnati nel campo politico; sono i valori di cui è impregnata la nostra Carta Costituzionale. Ma nella società post-secolare c'è bisogno di una lettura che utilizzi nuovi modelli interpretativi, per tentare una possibile anticipazione del futuro.
    Percepiamo uno scarto, quasi un’inquietudine di fronte alle nuove domande che il nostro tempo porta con sé: dall’individualizzazione e frammentazione dell’esperienza lavorativa all’invecchiamento della popolazione; dal crescere dell’immigrazione alle nuove frontiere della scienza e della tecnica; dall’acuirsi dei contrasti tra nord e sud al ritorno impetuoso del fattore religioso; dall’esplodere del terrorismo all’emergere di una nuova coscienza globale; dalla richiesta di governabilità alle domande sulla qualità della democrazia e sul valore della cittadinanza.
    Fenomeni, problemi, bisogni, speranze, attese inesistenti o latenti nell’agenda del XX secolo che, se da un lato rischiano di minare la convivenza democratica, dall'altro ripropongono il tema della libertà e invocano nuove forme di equità e di responsabilità.
    Di qui la decisione di prendere la parola. Di non rassegnarsi a vedere la presenza dei cristiani in politica irrilevante, silenziosa o nostalgica di un passato che non ritorna.
    Di qui la volontà di riconoscere l'importanza di quel ricco tessuto di relazioni umane, sociali, economiche e spirituali che è alimentato dalla fede cristiana.
    Di qui il desiderio di offrire linguaggio, cultura e una possibile rappresentanza politica a questa rete sociale, umana e spirituale ancora ben radicata e viva nelle comunità del nostro Paese.
    Di qui l’urgenza di rimettere a fuoco il nesso tra valori e politica per non consegnare alla destra e alle strumentalizzazioni di ogni parte politica una sorta di esclusività nella rappresentanza dei valori.
    La nostra è un’opera di resistenza e di innovazione.
    Di resistenza ad un laicismo da combattimento che ha fatto dei diritti individuali un assoluto; che vuole confinare il fattore religioso unicamente nella sfera del privato; che fa della neutralità dello Stato una nuova religione da professare anche nella società civile dove, invece, la libertà dei soggetti sociali, a cominciare dalla famiglia, deve potersi esprimere pienamente.
    Di resistenza all’avanzare di una religione senza fede; di un cristianesimo ridotto a tradizione anziché scelta impegnativa per la vita personale; di un richiamo alle radici cristiane come risposta al bisogno di appartenenza di una società sempre più confusa e disorientata.
    Ma anche di innovazione. Perché nelle tradizioni politiche del ‘900 non troviamo risposte alle contraddizioni e ai problemi del nostro tempo. Le ricette del passato sono in gran parte consunte perché la società di domani sarà sempre più segnata dalla creatività e dalla conoscenza.
    Di innovazione perché siamo consapevoli che non è più tempo di partiti di soli cattolici, ma che occorre essere “lievito” e “lampada” nei diversi schieramenti politici in cui si articola il bipolarismo.
    Il nostro compito è nel centro sinistra, la nostra prospettiva è nel partito democratico.
    Non come destino ineluttabile, esito scontato di decisioni verticistiche, processo inarrestabile da legittimare e nel quale trovare una qualche collocazione. Piuttosto prospettiva da delineare, soggetto a cui dare fondamenta, crogiuolo di culture diverse, luogo plurale dove possono convivere differenze. Ma altresì occasione per promuovere un’identità nuova in cui le parole libertà e fraternità, equità e rischio, nazione e comunità, talenti e giustizia sociale, solidarietà e sussidiarietà, identità e questione democratica, paura e speranza del futuro, rifiuto della guerra e nuove responsabilità globali, solitudine e amicizia possono trovare una nuova sintesi.
    Non c’è oggi nuovo linguaggio, nuova cultura politica senza un riferimento chiaro ad una antropologia, ad una visione dell’uomo incentrata sulla inalienabile dignità della persona. Il richiamo ai valori non negoziabili non è rinuncia alla laicità della politica, anzi rappresenta un'occasione in più per esprimerli in termini di ragionevolezza civica. Ogni progetto che eluda questa necessità è costruito sulla sabbia, non può durare né gettare un ponte verso un futuro. Tanto meno comunicare parole di speranza specie per le generazioni più giovani.
    Per chi viene dal cattolicesimo sociale e si riconosce nella radice del popolarismo come cultura politica, sarebbe del tutto inimmaginabile un approdo tardivo alla casa social-democratica. Sia perché i cattolici in Italia hanno dato vita ad una originale cultura e presenza politica, sia perché il radicamento sociale e popolare della Chiesa in Italia è assolutamente diverso da quello di molte altre realtà europee, sia, infine, perché le famiglie politiche europee appaiono sempre più come un retaggio del passato piuttosto che come forme politiche aperte al futuro.
    Per questo vogliamo mettere in evidenza nove punti che sono parte integrante del nostro sentire e che percepiamo come determinanti per costruire la cultura, l’identità di questo nuovo soggetto. Quasi l’indicazione di principi fondativi per il nuovo partito democratico. 2
    - una visione personalista della libertà, cioè una lettura dell’uomo, del suo destino come essere in relazione con gli altri e non come soggetto orientato a vivere in modo individualistico la propria libertà;
    - un rifiuto esplicito della guerra come strumento di risoluzione dei conflitti e la promozione della pace attraverso il potenziamento degli organismi internazionali, conferendo loro nuovi poteri, nuove responsabilità nel contrastare le inaccettabili disuguaglianze tra Nord e Sud del mondo e nell’affrontare le nuove emergenze globali;
    - un’etica del limite, come argine al determinismo tecnologico, all’invadenza della tecnica, alla manipolazione della vita e, per converso, una promozione della libertà della ricerca scientifica a favore della vita;
    - una visione del mercato come strumento di civilizzazione, come regolatore degli scambi e non come nuova invisibile ideologia che conforma la mente e i comportamenti delle persone, dei corpi sociali e delle istituzioni;
    -la promozione dell’equità sociale come via per offrire a tutti, specialmente ai più deboli e alle generazioni più giovani, opportunità di vita e di crescita;
    - una forte autonomia dei corpi intermedi, soggetti vitali di una democrazia partecipata, sorgente di cittadinanza attiva, antidoto alle derive mediatiche e plebiscitarie che minacciano le democrazie moderne ;
    - un assetto delle istituzioni e delle regole elettorali che restituisca qualità alla nostra democrazia e vitalità alla partecipazione e alla cittadinanza;
    - una concezione della famiglia come soggetto sociale, come luogo di costruzione delle relazioni fondamentali nella vita di una persona, come società naturale fondata sul matrimonio, come legame sociale indispensabile per la tenuta della coesione sociale di una comunità;
    - una visione integrale dei diritti umani individuati nella Dichiarazione Universale del 1948. Contro una lettura oltranzista e libertaria che fa di quella dichiarazione un “menu a la carte” di cui servirsi a seconda dei momenti, estrapolando i singoli diritti dal tessuto unitario della Dichiarazione.
    Prima ancora di discutere della forma organizzativa, il processo costituente del partito democratico non può eludere la ricerca di principi fondativi, cioè degli elementi costitutivi della nuova identità. Non siamo interessati a partecipare ad un confronto centrato prevalentemente sulle forme organizzative o sulle quote da assegnare ai diversi gruppi dirigenti.
    Siamo invece convinti che il futuro del nostro Paese non si costruisce su contrapposizioni artificiose o personalistiche ma abbia bisogno di un bipolarismo diverso: mite ma non indulgente sui valori. Un bipolarismo che si regga su soggetti forti che, nelle rispettive coalizioni, sappiano imprimere prospettive programmatiche chiare e veramente orientate all’interesse generale. 3
    Noi, come credenti impegnati in politica, non vogliamo sottrarci a questa responsabilità, determinati nella difesa dei nostri valori ma aperti all’incontro, al dialogo, alla collaborazione.
    Per il bene della nostra patria.

    sabato, ottobre 14, 2006

    Teodem

    interpretazione del termine Teodem.
    Teodem: T. E. O. Dem = Tutti Entusiasti Operazione partito Democratico.
    (by Francesco Rutelli)

    CAMORRA: CASO SAVIANO-L'ESPRESSO: PER LA IERVOLINO 'SCOOP A TAVOLINO'

    Il sindaco di Napoli, Rosa Iervolino Russo, accusa L'Espresso di "buttare altro fango sulla città e su chi la rappresenta", con un "ennesimo scoop mancato, costruito a tavolino". Il riferimento è a un passaggio, relativo alla stessa Iervolino, contenuto nel servizio del settimanale sulle minacce allo scrittore Roberto Saviano. "Mi chiedo - afferma il sindaco - quanto possa essere credibile la tesi dell'Espresso secondo la quale proprio mentre consegnavo il Premio Siani a Roberto Saviano per il suo libro 'Gomorra', nella sede del giornale 'Il Mattino', gli avrei 'tirato bordate' piene di 'disprezzo' accusandolo di essere il 'simbolo di quella Napoli che lui denuncia'. Non credo che lo sia nemmeno un po'". "Ho parlato - ricorda Iervolino - in una sala affollata di gente e di giornalisti ed ho sostenuto piuttosto che Saviano era 'il simbolo della Napoli che denuncia', e 'che il libro dimostra la sua voglia di reagire', frasi correttamente battute dalle agenzie di quel giorno che i redattori dell'Espresso bene avrebbero fatto a leggere, prima di sparlare e buttare altro fango sulla città e su chi la rappresenta. L'ennesimo scoop mancato, costruito a tavolino per far vendere qualche copia in più a una cordata di giornali, è stato stavolta un tentativo ancora più malriuscito dei precedenti". "A Roberto Saviano - conclude il sindaco - rinnovo la mia stima e la più viva solidarietà per le intimidazioni subite. A lui dico, come dicemmo a Silvana Fucito minacciata dagli estorsori che aveva coraggiosamente denunciato: siamo qui, al tuo fianco, andremo avanti insieme. Ma a chi continua a sporcare ogni cosa di questa città pensando di 'aiutare' Napoli dico ancora: vergogna".
    da Caserta sette

    NOBEL PACE/ ACLI: YUNUS HA APERTO STRADA INNOVATIVA MICROCREDITO

    Ha dimostrato che essere poveri non significa essere incapaci
    Roma, 13 ott. (Apcom) - "Yunus ha saputo aprire una strada innovativa e coraggiosa, quella del microcredito, ma soprattutto ha saputo dimostrare agli scettici ed agli indifferenti che essere poveri non significa essere incapaci e che a tutti può essere offerta una occasione". E' questo il commento delle Acli su Muhammad Yunus, il 'banchiere dei poveri',a cui è stato assegnato il premio Nobel per la Pace 2006.
    "Il riconoscimento a Yunus ed alla sua "Grameen Bank", fondata nel 1976 in Bangladesh - si legge in una nota - mette in primo piano il problema della povertà nel mondo e delle iniziative per combatterla. Mentre gli organismi internazionali si attardano sui piani strategici, 9 milioni di persone muoiono ogni anno nel mondo di fame e di miseria e ad altri milioni di individui è precluso l'accesso alla conoscenza ed al lavoro".
    "Yunus - concludono le Acli - ci richiama anche al valore che alcune strutture, per esempio quelle del sistema creditizio, possono avere nello sviluppo delle comunità più in difficoltà. La differenza fra la mia banca e quelle tradizionali, sottolinea spesso il premio Nobel per la pace, è come quella tra il football inglese e quello americano: si chiamano allo stesso modo, ma sono uno il contrario dell'altro. Per le banche tradizionali, più soldi hai più puoi averne. Per la Grameen, meno ne hai più cerchiamo di darne".

    mercoledì, ottobre 11, 2006

    "STAND UP" giornata mondiale contro la povertà

    Il 15 e 16 ottobre saranno giornate di mobilitazione per gli obiettivi del millennio: in tutto il mondo in milioni ci alzeranno per chiedere ai leader politici che gli impegni assunti per combattere la povertà siano rispettati. Il 17 ottobre la giornata mondiale contro la povertà.
    1. Sradicare la povertà estrema e la fame
    2. Ottenere l'educazione primaria universale
    3. Promuovere la parità dei sessi e l'autonomia delle donne
    4. Ridurre la mortalità infantile
    5. Migliorare la salute materna
    6. Combattere l'HIV/AIDS, la malaria ed altre malattie
    1. Garantire la sostenibilità ambientale
    1. Sviluppare una partecipazione mondiale per lo sviluppo
    I 191 stati aderenti alle Nazioni Unite hanno sottoscritto questi obiettivi nel 2000 con l'impegno a raggiungerli entro il 2015.
    Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio sono tecnicamente ed economicamente alla portata di tutti. Perfino i governi più poveri possono ottenere dei buoni risultati se maggiormente responsabilizzati e laddove si diano delle priorità di bilancio migliori.
    La prossima mobilitazione mondiale contro la povertà denominata "STAND UP", in programma il 15 e il 16 ottobre in tutto il pianeta e promossa dalla Campagna del Millennio delle Nazioni Unite. ore 12 di domenica 15 ottobre alle ore 12 di lunedì 16 ottobre, alla vigilia della giornata delle Nazioni Unite dedicata alla lotta alla povertà (il 17 ottobre), in tutto il mondo verrà lanciato l'appello STAND UP!, ossia l'appello a compiere un semplice gesto, quello dell'alzarsi in piedi per chiedere l'eliminazione della povertà e il rispetto dei diritti umani. Stand up contro la povertà e a sostegno degli OTTO OBIETTIVI DI SVILUPPO DEL MILLENNIO che i capi di stato hanno promesso di raggiungere entro il 2015.
    In Italia, come nel resto del mondo, numerose sono le iniziative in programma in varie città (Roma, Milano, Genova, Udine, Palermo, Napoli, Parma, Massa Carrara, Taranto, Padova, Pordenone, San Benedetto del Tronto, Pavia, Latina, Firenze ecc.) e in tanti luoghi diversi (piazze, strade, uffici, città, scuole, librerie, teatri, parchi ecc..).
    http://www.millenniumcampaign.it/
    STAND UP! Come?
    Aderisci alla giornata e promuovi iniziative nel tuo territorio
    La riuscita dello STAND UP dipende dallo sforzo che tutti noi, singoli o gruppi, compiremo perché il maggior numero di persone in Italia e nel resto del mondo siano informate dell’iniziativa e vengano coinvolte nella mobilitazione.
    Dalle ore 12.00 di domenica 15 ottobre alle ore 12.00 di lunedì 16 ottobre collegati al sito www.millenniumcampaign.it, lascia tutte le informazioni sul tuo STAND UP, inviaci, se vuoi, foto e video che saranno pubblicati nel sito e faranno parte di un collage mondiale di voci contro la povertà…

    Invitiamo inoltre le istituzioni, le associazioni, le organizzazioni, gli enti locali italiani e i gruppi più vari ad organizzare e promuovere iniziative nei territori italiani sia in preparazione dell’evento, nelle settimane e nei giorni precedenti, sia nelle giornate del 15/16 ottobre perché ci siano tanti luoghi lungo tutta la penisola in cui si alzi forte la voce contro la povertà e a sostegno degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. (Vi preghiamo di comunicarci le iniziative inviando una mail a standup@millenniumcampaign.it ).

    STAND UP! Un semplice gesto che non passerà inosservato se saremo in tanti, in Italia e nel mondo, a compierlo con uno stesso obiettivo: STOP ALLA POVERTA’! GLI OBIETTIVI DEL MILLENNIO DEVONO ESSERE RAGGIUNTI!

    Ulteriori informazioni: www.millenniumcampaign.it; a.fenizipratesi@millenniumcampaign.it


    http://vistidalontano.blogosfere.it/2006/10/aderisci_allo_stand_up_dei_blog.html

    "COMICS x AFRICA": UN CONTO CORRENTE PER IL POZZO IN TANZANIA

    L'Associazione Onlus "Arts x World" recentemente costituita e presieduta da Roberto Riccio, organizzatore della Rassegna di fumetti "Comics x Africa", svoltasi a settembre ad Amorosi (BN), informa che è ancora in corso la raccolta di fondi per la realizzazione di un pozzo a Vikawe, in Tanzania.
    Chi desidera contribuire, può inviare una libera offerta in denaro al conto corrente bancario n. 1000/00001726, intestato ad "Arts x World".
    E' aperta, inoltre, la campagna di tesseramento all'Associazione.
    Nei prossimi giorni, alcune tavole di fumetti rimaste invendute a "Comics x Africa" saranno in parte messe all'asta in Internet, su Ebay, e in parte vendute attraverso il portale "Amorosi on line" ed il sito della Rassegna di fumetti.
    Info: Roberto Riccio - Tel. 348 5407687
    Siti web di riferimento:
    www.comicsxafrica.135.it
    www.amorosionline.com

    Caiazzo. Marcia della Pace di venerdì 13: con don Gerardo Fava e Agnese Ginocchio.

    Accorato appello dei fedeli: alla marcia della pace promossa dall’azione cattolica parrocchiale in occasione del sessantatreesimo ’anniversario dell’eccidio di monte Carmignano invitate la cantautrice per la pace Agnese Ginocchio e, soprattutto, l’ex, amatissimo parroco don Gerardo Fava. Appello rivolto in particolare al successore, don Armando Visone, ricordandogli che, con l’aiuto del Signore che tutto vede, un giorno anche lui sarà un “ex”. Alla pace vera pensa, grazie al Cielo, don Armando Visone, giovane ma dinamico parroco di San Rufo e San Giovanni e Paolo, nella cui giurisdizione ecclesiastica rientra l’ambito di Monte Carmignano, che d’intesa con l’azione cattolica parrocchiale per le ore 17,30 di venerdì 13 ottobre ha promosso una fiaccolata di pace atta a commemorare nel migliore dei modi il sessantatreesimo anniversario dell’eccidio. La fiaccolata partirà dalla croce eretta sul posto della strage negli anni novanta si iniziativa del sempre amato parroco Don Gerardo Fava, ora in quiescenza ma che è auspicabile almeno stavolta sia stato invitato, per raggiungere l’appena ristrutturata cappella del Soccorso, gentilmente messa a disposizione dalla famiglia D’Aversa per la celebrazione di una messa in suffragio delle vittime della strage. E sarebbe molto bello che fosse co-officiata dall’ex parroco don Gerardo Fava che, nonostante le chiacchiere dei soliti interessati, sin dagli anni settanta si è preoccupato dell’eccidio. Per la cronaca, dopo aver partecipato a manifestazioni, visite, feste e banchetti organizzati in loro onore dagli “Amici di Caiazzo”, gli Amici di Ochtendung dovrebbero ripartire domenica 8 e rientrare lunedì, in tempo per partecipare alla fiaccolata della Pace dopo di che forse del gemellaggio resterà solo il ricordo fino al prossimo anniversario sempre che qualcuno non si preoccupi, oltre che di far rialzare le tabelle e ripulire l’ambito, di espropriarlo ai privati speculatori e, soprattutto, destinarlo, come già previsto, a sacrario.
    da TELERADIO NEWS

    Detrazioni fiscali per il turismo al sud insieme a infrastrutture e capitale sociale: Alcune proposte del CTA.

    Dal rapporto Svimez sul turismo al sud:
    Scarsa capacità di attrarre turisti dall’estero, eccessiva stagionalità, carenze nella rete dei trasporti e mancanza di grandi catene alberghiere. Sono i punti deboli dell’industria turistica del Mezzogiorno, un settore con grandi potenzialità ma frenato dalle note carenze strutturali.
    Le cifre parlano chiaro: oggi, su cento stranieri che visitano l’Italia solo tredici scelgono le spiagge e le città d’arte del sud. Se poi si allarga lo sguardo, si scopre che dei centoquindici milioni di turisti che nel 2003 hanno visitato il Mediterraneo, solo il 5, 4 per cento ha optato per il Mezzogiorno.
    A conti fatti, insomma, il Sud piace soprattutto ai meridionali. Un limite, accompagnato però da dati incoraggianti. Negli ultimi quaranta anni i turisti in vacanza nel meridione sono passati dal 14 a oltre il 20 per cento sul totale nazionale. E non solo: le prime regioni italiane per flussi di visitatori sono proprio Campania e Sicilia con 20 e tredici milioni di presenze.


    Rispetto ai problemi del settore turistico del Mezzogiorno evidenziati dallo Svimez il Centro Turistico ACLI avanza due proposte che saranno poste all’attenzione del vicepremier Francesco Rutelli e alle Regioni meridionali in occasione della Conferenza Nazionale sul Turismo.
    “In particolare- afferma Pino Vitale segretario nazionale del CTA – noi puntiamo l’attenzione sul tema delle detrazioni e degli incentivi al settore turistico meridionale. La nostra idea è quella di consentire la detrazione fiscale della “spesa vacanza” per le famiglie che intendono praticarla nelle regioni dell’obbiettivo 1 in strutture che rispettino caratteristiche di sostenibilità ambientale. Non una rottamazione del turismo ma un vero e proprio incentivo da sperimentare su base biennale per favorire nuovi servizi ed investimenti.” Questa proposta dovrebbe incrementare i flussi turistici che attualmente nel sud sono quasi esclusivamente locali.
    Per riuscire nell’impresa servono comunque infrastrutture. “ Noi riteniamo- afferma Pino Vitale- che vada immediatamente reso operativo lo scalo aeroportuale di Pontecagnano (SA) che da subito potrebbe far decollare l’area cilentana e sud tirrenica oggi poco fruibile dai flussi internazionali. Un rapido avvio che potrebbe attuarsi in fase iniziale con compagnie low cost e con vere e proprie navette dai grandi aeroporti nazionali.
    L’aereoporto è già pronto si tratta di aprirlo al mercato con una strategia legata al rilancio del turismo meridionale – conclude Pino Vitale che sottolinea che- incentivi e strutture possono fare la differenza insieme all’attivazione di una presenza organizzata del turismo sociale che già oggi muove forti fette di mercato e che non può più essere considerata residuale.”

    lunedì, ottobre 09, 2006

    Giampaolo Pansa: marketing editoriale in un paese spaccato dove la destra non ha saggisti

    L'uscita della Grande Bugia di Gianpaolo Pansa sta facendo discutere.

    Scrive Gennaro Carotenuto : "E' in uscita un'altra pansata. Questa volta si chiama addirittura La grande bugia. Le sinistre italiane e il sangue dei vinti, Sperling & Kupfer, 18 euro. La grande bugia sarebbe la Resistenza. Tra lo spellarsi le mani di tutte le destre passate e presenti, basta dare un'occhiata alle lodi del Giornale o del Tempo, Pansa ha "scoperto" le vulgate antiresistenziali di destra ed estrema destra. Le ha fatte proprie, pretende che siano verità rivelate e dogmi di fede. Le spaccia come frutto di un proprio cammino di purificazione e intima alla sinistra, alla comunità scientifica, a chiunque si sia occupato con professionalità e dedizione della guerra di Liberazione negli ultimi sessant'anni di ammetterlo: erano tutte balle inventate dai comunisti.
    http://www.informationguerrilla.org/2006/10/04/giampaolo-pansa-il-grande-bugiardo/

    In effetti basta leggere La Padania per rendersi conto della fase:
    "Pansa: «Sul 25 aprile la sinistra accetti la verità della storia»
    Con il suo ultimo libro, La grande bugia, Giampaolo Pansa torna a investigare la guerra civile italiana e la fase sanguinosa successiva al 25 aprile, quando la voce dei vinti è stata praticamente annullata: «Alla sinistra che vuole essere riformista dico che deve avere il coraggio di essere anche revisionista». Ma le resistenze sono fortissime e nascono anche dalla volontà di non aprire ulteriori vuoti nelle file dell’elettorato.
    da La Padania (http://www.lapadania.com/PadaniaOnLine/Articolo.aspx?pDesc=67228,1,1)

    Io credo che in un paese in cui il polo raggiunge quasi la metà dell'elettorato c'è un grande mercato per la pubblicistica di destra, l'esplicazione del revisionismo diffuso, per teorie che ambiscono ad una dignità culturale andando oltre le catacombe culturali. A destra mancano gli autori (almeno rispetto alla dimensione del pubblico potenziale) ed allora il vuoto viene riempito da Pansa che si è avviato su questa strada già da un pò.
    che roba, contessa...

    domenica, ottobre 08, 2006

    Finanziaria: Risultato soddisfacente per le donne Cgil Cisl e Uil

    Le responsabili donne della Cgil: Aitanga Giraldi, Cisl: Annamaria Parente, Uil: Nirvana Nisi, danno un giudizio positivo della legge Finanziaria.
    “Riteniamo – affermano in una congiunta - che una parte significativa delle richieste delle donne del sindacato siano state accolte, a partire dall’inserimento nel capitolo sullo sviluppo di misure a sostegno dell’occupazione femminile nelle aree svantaggiate, soprattutto al sud”.
    Le dirigenti sindacali di Cgil, Cisl, Uil sottolineano come “anche gli interventi sugli assegni familiari e sulle detrazioni fiscali vanno incontro alle nostre proposte. La finanziaria in tema di pari opportunità prevede oltre agli incentivi sul lavoro un fondo specifico per il 2007 Anno europeo delle pari opportunità per tutti, l’istituzione di un Osservatorio destinato al contrasto della violenza nei confronti delle donne e un incremento di risorse per la prevenzione delle mutilazioni genitali femminili. In tema di conciliazione lavoro-famiglia e a proposito di articolo 9 della legge 53 sarà necessario concertare con le organizzazioni sindacali i nuovi criteri e le modalità, indicati in finanziaria, per la concessione dei contributi attualmente previsti”.
    “Avevamo chiesto – aggiungono - forti segnali nella legge di bilancio dello Stato per le pari opportunità. Ci pare un risultato soddisfacente, rispetto ad una piattaforma rivolta soprattutto alla costruzione delle condizioni per lo sviluppo nel segno dell’equità.

    Patronato Acli Napoli: successo per lo sportello salute



    Grande successo per lo sportello salute promosso dal Patronato ACLI di Napoli presso un noto ipermercato. Centinaia di persone hanno interloquito con gli operatori ottenendo informazioni sui propri diritti e documentazione utile. Soddisfatto il direttore provinciale del Patronato ACLI Pasquale De Dilectis che ha preannunciato ulteriori iniziative di tutela del patronato delle ACLI. Entusiasmo tra gli operatori che con spirito di volontariato hanno dato vita ad una bella iniziativa sociale.

    sabato, ottobre 07, 2006

    Precari in piazza. Gli invisibili in movimento.

    Lavoratori precari della Sanità, dei Vigili del Fuoco, degli Enti Locali, delle Agenzie Fiscali e della Scuola, della Ricerca e dei Ministeri, ma anche dipendenti delle cooperative appaltatrici dei servizi esternalizzati, sono giunti in 35.000 a Roma da tutta Italia per il primo sciopero nazionale di tutto il precariato del Pubblico Impiego.
    "No al lavoro nero, no al precariato di stato: assunti tutti, assunti subito, assunti davvero" recitava lo striscione di apertura del corteo, che partito stamane alle 10 da Piazza della Repubblica, ed ingrossato dagli ultimi arrivi dai treni provenienti dalla Sicilia e dal Piemonte, è giunto in tarda mattinata davanti al Ministero della Funzione Pubblica, dove dal palco si sono susseguiti gli interventi dei lavoratori.
    Alla manifestazione hanno partecipato anche numerosi Sindaci, fra cui 5 primi cittadini della Locride, ed ha aderito il Comitato dei Precari del call center Atesia, a segnare l’unità di lotta fra il settore pubblico e privato.
    "Questo primo sciopero nazionale non è solo un importante punto di arrivo, ma è soprattutto l’avvio della lotta per cancellare il precariato far riscrivere la Legge Finanziaria: proseguiremo con lo sciopero generale del 17 novembre prossimo", ha dichiarato il Coordinatore nazionale RdB-CUB Pierpaolo Leonardi, che dal palco ha rinnovato la solidarietà della Confederazione Unitaria di Base ai giornalisti in sciopero.
    Presso il Ministero della Funzione Pubblica una delegazione ha incontrato per oltre un’ora il Ministro Nicolais. Pur nella diversità di posizioni si è convenuto sulla necessità di aprire un tavolo permanente sulla precarietà presso lo stesso Ministero, a cui, su richiesta dell’RDB-CUB, dovranno partecipare tutti i Ministeri interessati dal fenomeno, nonché la Conferenza delle Regioni per quanto attiene gli enti locali.
    In un incontro al Ministero del Lavoro, cui hanno partecipato anche i cinque sindaci della Locride, il Governo si è impegnato a riproporre sotto forma di emendamento il finanziamento ai fondi per la prosecuzione dei progetti LSU.
    Altri tre incontri si sono svolti presso altrettanti Ministeri: Giustizia, Sanità, Istruzione. Nelle prossime ore sarà fissato quello da tenersi presso Il Ministero delle Attività Produttive.
    Un mondo che coinvolge milioni di persone con diritti da affermare...

    Oggi a Casoria lo sportello salute del Patronato ACLI di Napoli

    Oggi sabato 7 ottobre, presso l’ipermercato Carrefour di Casoria sarà a disposizione dei cittadini lo “Sportello Salute” del Patronato Acli per ottenere informazioni e consulenze gratuite riguardo al riconoscimento delle tutele sociali nei casi di malattia, invalidità, handicap e non-autosufficienza, con un’attenzione particolare ai diritti dei minori e delle loro famiglie: i congedi parentali, i riconoscimenti delle invalidità, le concessioni delle indennità di frequenza o di accompagnamento, l’iscrizione al collocamento mirato dal compimento del quindicesimo anno d’età. E ancora: consulenze sugli infortuni sul lavoro, le malattie professionali, i risarcimenti e le pensioni legate all’invalidità.

    L’iniziativa rappresenta il cuore della seconda edizione di “Diritti in Piazza”, l’appuntamento nazionale di informazione e sensibilizzazione del Patronato Acli dedicato quest’anno proprio al tema della salute e dei diritti collegati. “Perché – spiega Pasquale Orlando, presidente provinciale delle Acli e dell’Istituto di Patronato da esse promosso – abbiamo l’inquietante impressione che stia fortemente calando l’attenzione sulla tutela della salute. Ce lo dice la ripresa di incidenti gravi e gravissimi sui luoghi di lavoro, ma anche la solitudine, le difficoltà e il dolore che la mancanza di salute provoca, soprattutto quando colpisce soggetti ancora o non più in condizioni ai autosufficienza: i minori e gli anziani”

    "I cittadini che si rivolgeranno allo “Sportello Salute” -spiega il direttore provinciale del patronato acli di napoli Pasquale De Dilectis- potranno usufruire delle consulenze degli operatori e dei diversi servizi messi a disposizione dalle reti territoriali del Patronato Acli, che per migliorare la capacità di risposta in questo settore ha stretto collaborazioni con alcune associazioni già operanti nel campo sanitario e sociosanitario: la Fiagop, la federazione delle associazioni dei genitori in Oncoematologia pediatrica; la Fimmg, la federazione dei medici di medicina generale; l’Anmil-Onlus, l’associazione nazionale dei mutilati e degli invalidi sul lavoro; l’associazione Guida-Onlus, che si occupa della terapia del dolore e dell’assistenza ai malati gravi e terminali.
    L'iniziativa si svolge in tutt' Italia e l'’elenco aggiornato degli ospedali e delle piazze dove trovare gli “sportelli salute” è consultabile sul sito www.patronato.acli.it. Le stesse informazioni si possono ottenere telefonando al numero verde 800.740044, dove sarà anche possibile prenotare direttamente, a partire dai primi giorni successivi al 7 ottobre, gli appuntamenti con lo “Sportello Salute” del Patronato Acli nelle sedi e negli uffici territoriali.

    Per comunicazioni: Michele M. Ippolito – Portavoce Acli Napoli - 3403008340

    venerdì, ottobre 06, 2006

    UN SITO PER LA LOTTA DEI LAVORATORI IXFIN

    La "IXFIN SPA" di Marcianise (Caserta), dal 2004 ha vissuto un lento, ma inesorabile, declino. Gli operai, circa mille, sono in cassa integrazione dopo aver aspettato per anni il rilancio aziendale, l'ultima speranza sono stati i fondi del Cipe (15 ml di euro). Ma le condizioni dell'azienda sono diventate difficili negli ultimi mesi, quando sono state perse anche le ultime commesse di importanti clienti internazionali come "Sole" e "Merloni". L'Ixfin ex Olivetti opera nel settore informatico e delle telecomunicazioni, da anni, ed è specializzata nella produzione di schede elettroniche. La situazione è crollata irrimediabilmente con la crisi del settore informatico. Nel 2004 dopo una serie di agitazioni che culminarono in una manifestazione a Roma, fu raggiunto un accordo tra la proprietà, l'imprenditore Massimo Pugliese, la direzione aziendale, le OO.SS. di categoria nazionali e territoriali nonché le Rsu aziendali. L'incontro si svolse, a Roma, presso il Ministero delle attività produttive. Dopo un anno di cassa integrazione il Ministro Marzano confermò l'impegno per il mantenimento e il rilancio dell'azienda, attraverso un fondo di garanzia per le aree in crisi. Si interviene finalmente, con i soldi del Cipe destinati alle aziende in difficoltà, ben 15 milioni di euro per rilanciare l'attività produttiva nella fabbrica di Marcianise. Il piano di rientro prevedeva entro il 2006 il riutilizzo di circa seicento addetti sui 980 che usufruivano della cassa integrazione. Ma il piano è stato completamente disatteso, anche i corsi di formazione, pagati dalla Regione Campania, non sono mai partiti.
    In questi anni, i lavoratori della Ixfin, non sono stati mai soli, hanno ricevuto la solidarietà di numerosi cittadini e del Vescovo Raffaele Nogaro, che si è interessato del caso visitando anche l'azienda. Oggi si respira un aria tesa, tra la gente della fabbrica del casertano, sono in molti a temere di perdere definitivamente il posto di lavoro. Il lavoratori non percepiscono lo stipendio da Luglio e la situazione è diventata gravissima da Giugno, quando l'azienda ha dichiarato fallimento. La crisi causa anche disagi e tensioni per i blocchi stradali operati dai lavoratori in un'area già in sofferenza, e con tassi di disoccupazione altissimi.
    I lavoratori chiedono: che si intervenga presso il Ministero per lo Sviluppo Economico e le Attività Produttive per accelerare i tempi dell'iter burocratico per la messa in cassa integrazione per causa di fallimento e l'applicazione della legge "Prodi Bis".
    PER INFORMARE E SENSIBILIZZARE, CITTADINI E ISTITUZIONI SULLA VICENDA IXFIN, I LAVORATORI HANNO APERTO UN SITO www.ixfin.inpolitica.net
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    Aggiungo che la loro situazione sarà trattata nella puntata di REPORT di domenica 8 Ottobre (dopo domani).

    “Aumentano i poveri in Campania”

    La Caritas regionale presenta il Dossier 2005 sulle povertà in Campania
    Sabato 7 ottobre (ore 9.30) Auditorium Cappella Cangiani – Napoli

    Donna, tra i 35 e i 39 anni d’età, coniugata, in possesso di licenza elementare, disoccupata, ha una dimora abituale e vive con propri familiari o parenti. Questo il profilo dell’utente tipo che si rivolge ai Centri Ascolto delle Caritas in Campania, come emerge nel “Dossier sulle povertà in Campania” della Delegazione regionale Caritas, che verrà presentato a Napoli sabato 7 ottobre, alle ore 9,30, nell’Auditorium a Cappella Cangiani (Viale S. Ignazio di Loyola, 51).
    Sono previsti gli interventi del direttore dell’Osservatorio regionale sulle Povertà, Amato Lamberti, del docente della Facoltà Teologica di Napoli, don Antonio Di Donna, della responsabile settore fasce deboli dell’Assessorato regionale alla Sanità, Rosanna Romano, del dirigente generale settore assistenza della Regione, Salvatore Esposito. Le conclusioni saranno affidate al Presidente della Conferenza Episcopale campana, Cardinale Crescenzo Sepe, e all’Assessora regionale alle politiche sociali, assistenza sociale e problemi dell’immigrazione, Rosa D’Amelio. Modera i lavori il Caporedattore Rai di Napoli, Massimo Milone.
    I dati (relativi ad un campionamento casuale di 1.245 utenti di Centri di Ascolto Caritas identificati in 11 delle 24 diocesi campane) saranno presentati dal Delegato della Caritas Campania uscente, don Vincenzo Federico, al quale da questo mese subentra don Carmine Giudici della diocesi di Sorrento-Castellammare e dal referente del progetto Rete regionale, Ciro Grassini. Il dato emergente è l’aumento sensibile di famiglie tra gli utenti. Non più casi singoli di povertà, ma situazioni multiproblematiche che investono l’intero nucleo familiare (genitori disoccupati, anziani bisognosi di cure, problemi legati a dipendenze da alcool o droga). Un occhio particolare viene rivolto agli immigrati (128.049 al 31.12.2004), soprattutto ai minori stranieri sempre più presenti nelle scuole campane (3.885, erano due o tre decine nel 1993).
    Referente Settore Comunicazione Delegazione Caritas Campania
    Carlo Lettieri – segnideitempi@hotmail.com – cell. 3491255840

    giovedì, ottobre 05, 2006

    Reinserire subito il 5 per mille nella Finanziaria

    "E' importante che il Governo faccia di tutto per recuperare, all'interno della Finanziaria, la misura fiscale del 5 per mille", dichiara Luigi Bobba, già presidente delle Acli, oggi senatore e responsabile del Welfare della Margherita. "Riproporremo la norma sul cinque per mille durante l'esame parlamentare della manovra. Non mi trova d'accordo l'abolizione di questo meccanismo, che dà forma concreta alla sussidiarietà fiscale e responsabilizza gli enti beneficiari. Quasi il 50% degli italiani ha deciso di versare, in maniera libera e senza oneri aggiuntivi, una parte delle loro imposte per sostenere oltre 30 mila tra associazioni, onlus, istituti di ricerca e comuni. Eliminarla oggi sarebbe un errore. Non solo perchè queste realtà perderebbero una parte del loro sostentamento, ma perchè si farebbe un passo indietro sulla strada che porta verso un modello sussidiario che utilizza la leva fiscale per rispondere ai bisogni e ai desideri dei cittadini".