Nel Darfur si muore da tre anni ma l’allarme lanciato da organizzazioni umanitarie e militanti per i diritti civili rimane inascoltato dai maggiori media occidentali e dai movimenti pacifisti in tutto il mondo. Finora si contano trecentomila morti, duecentomila rifugiati e due milioni e mezzo di sfollati che hanno fatto valere alla crisi il titolo di «genocidio».
Eppure, i principali responsabili del genocidio sono ancora liberi: sono il governo sudanese, l’esercito e le milizie paramilitari arabe dette Janjaweed. Eppure sono state aperte diverse inchieste delle Nazioni Unite che hanno evidenziato i crimini contro l’umanità commessi nella regione: villaggi bruciati, donne e bambine violentate, bestiame confiscato, pozzi d’acqua e coltivazioni distrutte, violenze che hanno come oggetto i neri musulmani, cattolici e animisti, colpevoli di non essere arabi. Sono state inoltre approvate diverse risoluzioni dal Consiglio di Sicurezza, inviata sul posto una missione dell’Unione Africana (AMIS) e discusso il caso presso la Corte penale internazione dell’Aja. Le aree più critiche sono i territori del darfur occidentale, lungo il confine con il Ciad e oltre, dove l’assenza di condizioni di sicurezza hanno ostacolato anche l’accesso degli aiuti umanitari.Il Ministro degli Esteri britannico Jack Straw ha denunciato sull’International Herald Tribune che il governo del Sudan e i movimenti ribelli violano la tregua ogni giorno e attaccano anche i convogli umanitari.Anche il Presidente degli Stati Uniti Bush ha definito la crisi del Darfur un genocidio, e ha chiesto di inviare quanto prima un intervento dei caschi blu dell’ONU per difendere la popolazione civile del Darfur [fonte: TheNewYorkTimes del 22 febbraio].
La missione dell’ONU dovrebbe sostituire quella dell’Unione Africana di 7000 unità, insufficiente a contenere le violenze delle milizie contro la popolazione civile. La missione dei caschi blu dovrebbe contare infatti almeno 20000 unità,avere un mandato forte ed essere purtroppo pronta a usare le armi ma non sarebbe comunque operativa prima di sette mesi. Intanto il governo di Khartoum ha chiuso oggi 15 marzo tre delle sedi di una delle poche associazioni per i diritti umani con sede in Sudan, la SUDO, perchè non gradisce il suo operato.
Putroppo l’opinione pubblica non sembra interessarsi al genocidio in atto nel Darfur. Si potrebbe sospettare che l’assenza del coinvolgimento degli USA in questa grave crisi umanitaria, possa aver determinato il disinteresse generale di quella parte della popolazione occidentale tanto attiva in altri momenti nel far sentire la propria indignazione difronte a simili atrocità condotte contro l’uomo. E’ in atto uno sterminio, perchè non ci sono proteste, cortei, concerti di solidarietà? Lo stesso accade per i morti della Cecenia, del Vietnam, del Nepal, di Cuba. Per iniziare, spargiamo la voce: è in atto un genocidio.
http://www.savetherabbit.net/main/?p=81
clicca il titolo per partecipare all'iniziativa blog per il Darfur
A partire dall'esperienza associativa vissuta nelle ACLI e da quella amministrativa a Napoli e Castellammare di Stabia utilizzo questo spazio per affrontare i temi del dialogo tra le generazioni, del lavoro, della formazione, del welfare, della partecipazione e della loro necessaria innovazione.
venerdì, giugno 30, 2006
Luigi Bobba responsabile del Dipartimento Welfare della Margherita
La Direzione nazionale della Margherita nella seduta di martedi 27 giugno 2006 ha nominato il Sen. Luigi Bobba responsabile del Dipartimento Welfare del partito. A tale titolo il senatore entrerà a far parte dell'Esecutivo nazionale della Margherita. "Esprimo soddisfazione per questa nomina-dichiara Luigi Bobba-e per la fiducia che il Presidente Rutelli ha voluto manifestarmi, affidandomi un incarico qualificato che era stato finora ricoperto dal prof. Tiziano Treu, attuale presidente della Commissione Lavoro e Affari sociali del Senato. Cercherò di rispondere alla fiducia accordata portando idee e progetti innovativi per costruire un welfare che sia sempre di più vicino alle persone, equo, familiare e generazionale."
Lavoro, operai 'Avio' bloccano Circumvesuviana
A Pomigliano d'Arco cira 200 lavoratori protestano contro la decisione dell'Alitalia di rinunciare all'Avio per la riparazione dei loro motori
Napoli, 30 giu. (Adnkronos) - Oltre 200 lavoratori della Avio stanno protestando da questa mattina a Pomigliano d'Arco, nel napoletano. I manifestanti hanno occupato la stazione della Circumvesuviana, la ferrovia che collega le zone interne del napoletano. Gli operai protestano contro la decisione dell'Alitalia di rinunciare all'Avio per la riparazione dei loro motori. Sui manifestanti stanno vigilando gli agenti della Digos.
Napoli, 30 giu. (Adnkronos) - Oltre 200 lavoratori della Avio stanno protestando da questa mattina a Pomigliano d'Arco, nel napoletano. I manifestanti hanno occupato la stazione della Circumvesuviana, la ferrovia che collega le zone interne del napoletano. Gli operai protestano contro la decisione dell'Alitalia di rinunciare all'Avio per la riparazione dei loro motori. Sui manifestanti stanno vigilando gli agenti della Digos.
D'Alema difende il rifinanziamento della missione militare in Afghanistan
Per l'Afghanistan non è pensabile una "exit strategy" unilaterale dell'Italia. Lo ha detto a chiare lettere, Massimo D'Alema alle Commissioni esteri riunite di Camere e Senato. Il contingente italiano, ha ricordato il ministro degli Esteri, è presente in Afghanistan su mandato delle Nazioni Unite e nell'ambito di una missione Nato, a cui prendono parte numerosi partner europei.
"L'Italia non può uscire né dall'Onu, né dalla Nato né dall'Ue", ha ironizzato D'Alema. Piuttosto, il governo si impegna ad "aprire un confronto, anche con gli alleati sulle prospettive della situazione afgana, che desta certamente preoccupazione".
"Il governo propone di rifinanziare la missione italiana, ma propone anche di aumentare la quota destinata agli aiuti civili, alla cooperazione civile", ha precisato in seguito il titolare della Farnesina, conversando con i giornalisti alla Camera. D'Alema propone di mantenere le risorse destinate al contingente militare e aumentare la quota destinata agli aiuti civili.
"L'Italia non può uscire né dall'Onu, né dalla Nato né dall'Ue", ha ironizzato D'Alema. Piuttosto, il governo si impegna ad "aprire un confronto, anche con gli alleati sulle prospettive della situazione afgana, che desta certamente preoccupazione".
"Il governo propone di rifinanziare la missione italiana, ma propone anche di aumentare la quota destinata agli aiuti civili, alla cooperazione civile", ha precisato in seguito il titolare della Farnesina, conversando con i giornalisti alla Camera. D'Alema propone di mantenere le risorse destinate al contingente militare e aumentare la quota destinata agli aiuti civili.
mercoledì, giugno 28, 2006
Napoli saluta il Cardinale Michele Giordano

''Napoli e' una citta' bella ma complessa e con tanti problemi. Stare qui e' bello ma faticoso''. Lo ha detto il Cardinale uscente di Napoli, Michele Giordano, a margine della cerimonia in suo onore organizzata dalle istituzioni cittadine, nella sala giunta del Comune, in vista del termine del suo mandato presso la diocesi napoletana, per raggiunti limiti di eta'. Da sabato a Giordano subentrera' monsignor Crescenzo Sepe.
A salutare il Cardinale Giordano, Cittadino onorario di Napoli dal 1997, il sindaco Rosa Russo Iervolino, il presidente della Regione Antonio Bassolino e il presidente della Provincia Dino Di Palma. ''Mai avrei lasciato una diocesi come Napoli'', ha detto il Cardinale, visibilmente commosso ed emozionato. ''Sono imbarazzatissimo e contento'', ha detto rivolgendosi alle autorita' cittadine.
Il Cardinale ha dedicato la giornata ai poveri, agli esclusi e agli ammalati ricordando alle autorità l'importanza di politiche sociali tese alla giustizia.
Ha anche citato la Costituzione e il positivo impegno per difenderla.
IL MONDO DEL VOLONTARIATO - DINAMICHE ORGANIZZATIVE ED EVOLUTIVE
l’Associazione Studi e Ricerche per il Mezzogiorno ha dedicato uno studio al mondo del volontariato e, più in generale, al rapporto esistente tra Organizzazioni di Volontariato, Centri di Servizio, Fondazioni ex Bancarie e territorio. Si discuterà giovedì 6 luglio sia delle prospettive che delle difficoltà derivanti dalla fase attuale di grande transizione. Saranno presenti, ai lavori del Convegno, esponenti dei Centri di Servizio, degli Enti Locali, dei Comitati di Gestione e delle Fondazioni ex bancarie, a commentare i risultati della ricerca ma anche ad agevolare lo scambio di buone prassi in tema di forme di partecipazione della cittadinanza attiva. Il convegno è aperto a tutti i soggetti che vorranno parteciparvi.
Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi alla segreteria organizzativa del Convegno oppure compilare, per esigenze organizzative, la scheda di adesione in allegato e spedirla via mail a questo stesso indirizzo, oppure al numero di fax indicato.
Per conoscere le attività e la mission dell’Associazione, gli studi, le pubblicazioni, è possibile collegarsi al sito www.srmezzogiorno.it .
per il programma cliccare il titolo.
Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi alla segreteria organizzativa del Convegno oppure compilare, per esigenze organizzative, la scheda di adesione in allegato e spedirla via mail a questo stesso indirizzo, oppure al numero di fax indicato.
Per conoscere le attività e la mission dell’Associazione, gli studi, le pubblicazioni, è possibile collegarsi al sito www.srmezzogiorno.it .
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Bandi, concorsi, opportunità: il premio sviluppo per i giovani 2006. dal sito dell'on. Gianni Pittella.
La Direzione generale Sviluppo ha bandito il Premio Sviluppo per i Giovani 2006. Il concorso è diretto alle scuole dei 25 paesi membri dell’Unione Europea. Possono partecipare studenti di età compresa tra i 16 e i 18 anni. Il tema centrale è l’Africa con particolare riferimento a istruzione, salute e ambiente. Gli studenti possono partecipare inviando contributi composti da due elementi: • un breve messaggio
• un’opera artistica nella forma di una foto, un poster o una presentazione multimediale.
Il messaggio dovrà accompagnare l'opera artistica "esempio: un sottotitolo per una foto). Potrà essere scritto in una qualsiasi delle 20 lingue ufficiali della UE.
Qualora il messaggio non sia redatto in inglese, francese o tedesco, dove essere fornita anche una traduzione in una delle suddette lingue. Il messaggio non deve superare i 100 caratteri, qualsiasi sia la lingua scelta, deve essere inviato tramite il modulo d'invio disponibile sul sito web e potrà anche essere incluso nell'opera artistica.
I vincitori e i secondi classificati di ogni nazione saranno invitati a Bruxelles per partecipare agli eventi organizzati nell’ambito delle Giornate dello Sviluppo. Avranno inoltre l’opportunità di visitare un paese africano per vedere sul campo come funziona la cooperazione tra Europa ed Africa.
Dettagliate informazioni sulle modalità di partecipazione possono essere reperite sul seguente sito
http://www.dyp2006.org/ww/it/pub/dev_youth_prize/homepage.htm
Scadenza: 15 settembre 2006
• un’opera artistica nella forma di una foto, un poster o una presentazione multimediale.
Il messaggio dovrà accompagnare l'opera artistica "esempio: un sottotitolo per una foto). Potrà essere scritto in una qualsiasi delle 20 lingue ufficiali della UE.
Qualora il messaggio non sia redatto in inglese, francese o tedesco, dove essere fornita anche una traduzione in una delle suddette lingue. Il messaggio non deve superare i 100 caratteri, qualsiasi sia la lingua scelta, deve essere inviato tramite il modulo d'invio disponibile sul sito web e potrà anche essere incluso nell'opera artistica.
I vincitori e i secondi classificati di ogni nazione saranno invitati a Bruxelles per partecipare agli eventi organizzati nell’ambito delle Giornate dello Sviluppo. Avranno inoltre l’opportunità di visitare un paese africano per vedere sul campo come funziona la cooperazione tra Europa ed Africa.
Dettagliate informazioni sulle modalità di partecipazione possono essere reperite sul seguente sito
http://www.dyp2006.org/ww/it/pub/dev_youth_prize/homepage.htm
Scadenza: 15 settembre 2006
martedì, giugno 27, 2006
Ministero del Lavoro: nuovo sito sulla previdenza complementare
On line il nuovo sito di approfondimento sulla previdenza complementare curato dal Ministero del Lavoro e dalla COVIP (Commissione di Vigilanza sui Fondi pensione).
La Riforma del sistema previdenziale rappresenta un’importante evoluzione nella storia della previdenza italiana: la Riforma è infatti incentrata sullo sviluppo di un sistema pensionistico basato su due “pilastri”, il primo è rappresentato dalla previdenza obbligatoria (erogata da Inps, Inpdap, Casse professionali ecc.) e assicura la previdenza di base; il secondo, è rappresentato dalla previdenza complementare che attraverso l’adesione volontaria alle forme pensionistiche complementari offre la possibilità di costruire una rendita aggiuntiva atta ad integrare adeguatamente il livello complessivo del reddito nell’età anziana.
clicca il titolo per andare sul sito.
La Riforma del sistema previdenziale rappresenta un’importante evoluzione nella storia della previdenza italiana: la Riforma è infatti incentrata sullo sviluppo di un sistema pensionistico basato su due “pilastri”, il primo è rappresentato dalla previdenza obbligatoria (erogata da Inps, Inpdap, Casse professionali ecc.) e assicura la previdenza di base; il secondo, è rappresentato dalla previdenza complementare che attraverso l’adesione volontaria alle forme pensionistiche complementari offre la possibilità di costruire una rendita aggiuntiva atta ad integrare adeguatamente il livello complessivo del reddito nell’età anziana.
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lunedì, giugno 26, 2006
Italia tra referendum e mondiali
lo stellone italiano splende in zona cesarini.
Vinciamo partita e referendum.
Vinciamo partita e referendum.
Intention poll: il no è in vantaggio grazie al Sud
Secondo il rilevamento statistico dell'Istituto Piepoli, realizzato per Sky tg24, il No risulterebbe vincente nella consultazione referendaria relativa alle modifiche della Carta Costituzionale.
Il No avrebbe il 52%, contro il 48% dei Si. L'Intention Poll è basato su sondaggi telefonici, realizzati dall'Istituto Piepoli fino a ieri 25 giugno.
Per il referendum sulle modifiche della Costituzione, si è votato fino alle 15.00 di oggi. L'affluenza alle 22 di ieri sera era pari al 35%. Per l'esito della consultazione, non è previsto un quorum minimo di votanti.
Il No avrebbe il 52%, contro il 48% dei Si. L'Intention Poll è basato su sondaggi telefonici, realizzati dall'Istituto Piepoli fino a ieri 25 giugno.
Per il referendum sulle modifiche della Costituzione, si è votato fino alle 15.00 di oggi. L'affluenza alle 22 di ieri sera era pari al 35%. Per l'esito della consultazione, non è previsto un quorum minimo di votanti.
Nazionale Italia: clamorose sorprese!!!...
ipse dixit. così silente e attonita la terra al nunzio stà.
Luigi Bobba nominato capogruppo dell'Ulivo nella Commissione Lavoro e Affari Sociali del Senato
Il Senatore Luigi BOBBA è entrato a far parte della commissione Lavoro e Affari sociali del Senato e ha assunto l'incarico di capogruppo dell'Ulivo nella stessa commissione. “Questo scelta-ha dichiarato Luigi BOBBA- è in linea di continuità con il mio precedente impegno associativo nelle Acli. Le questioni della tutela del lavoro flessibile, del sostegno alle famiglie e dello sviluppo delle associazioni non profit saranno al centro del mio lavoro parlamentare. Meno tasse sul lavoro, più aiuti alle famiglie e riconoscimento del ruolo del volontariato saranno i punti nodali della mia azione”.
Referendum: attenti sta votando più il nord......Ieri al mare ma oggi in cabina.
Il voto del Nord trascina l'affluenza al referendum. Gli elettori ieri sera erano più numerosi che nel referendum costituzionale confermativo del 2001, ma con grosse differenze tra Nord e Sud: l'affluenza più alta si è registrata in Lombardia mentre il record negativo spetta alla Campania.
Stamani alle 7 sono stati riaperti i seggi per il referendum confermativo sulla riforma della costituzione approvata a maggioranza nel corso dell'ultima legislatura. Si potra' votare fino alle 15. Per votare serve un documento di riconoscimento e la scheda elettorale, chi non avesse la scheda puo' richiederla nel comune di residenza.
Oggi, subito dopo le 15, iniziera' lo spoglio delle schede. Ieri sera, alle 22, aveva votato il 35 % degli aventi diritto, in crescita rispetto al 2001 quando l'affluenza si era fermata al 34 % e si votava un solo giorno.
Questi i dati dell'affluenza alle urne alle 22 di ieri suddivisi per aree geografiche: Italia settentrionale 41,0% . Italia centrale 37,0%. Italia meridionale 25,8%. Italia insulare 27,5
Il referendum e' confermativo e non abrogativo, non vale la regola del quorum e la consultazione sara' quindi valida a prescindere dal numero dei votanti.
Il testo sottoposto a referendum cambia 53 articoli della Costituzione, tra le molte modifiche ci sono quelle sulle competenze di stato e regioni, i poteri del primo ministro, del capo dello Stato e le funzioni delle Camere.
Siccome la differenza per far vincere il No deve farla il mezzogiorno è il caso di sfruttare queste ultime calde ore. Ieri al mare ma oggi in cabina.
Stamani alle 7 sono stati riaperti i seggi per il referendum confermativo sulla riforma della costituzione approvata a maggioranza nel corso dell'ultima legislatura. Si potra' votare fino alle 15. Per votare serve un documento di riconoscimento e la scheda elettorale, chi non avesse la scheda puo' richiederla nel comune di residenza.
Oggi, subito dopo le 15, iniziera' lo spoglio delle schede. Ieri sera, alle 22, aveva votato il 35 % degli aventi diritto, in crescita rispetto al 2001 quando l'affluenza si era fermata al 34 % e si votava un solo giorno.
Questi i dati dell'affluenza alle urne alle 22 di ieri suddivisi per aree geografiche: Italia settentrionale 41,0% . Italia centrale 37,0%. Italia meridionale 25,8%. Italia insulare 27,5
Il referendum e' confermativo e non abrogativo, non vale la regola del quorum e la consultazione sara' quindi valida a prescindere dal numero dei votanti.
Il testo sottoposto a referendum cambia 53 articoli della Costituzione, tra le molte modifiche ci sono quelle sulle competenze di stato e regioni, i poteri del primo ministro, del capo dello Stato e le funzioni delle Camere.
Siccome la differenza per far vincere il No deve farla il mezzogiorno è il caso di sfruttare queste ultime calde ore. Ieri al mare ma oggi in cabina.
giornata internazionale contro l'uso e il traffico illecito di droga.
"Le droghe non sono un gioco da ragazzi": questo lo slogan dell' Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC) per la Giornata internazionale contro l´uso e il traffico illecito di droga (26 giugno 2006).
Indetta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1987, la giornata ha lo scopo di ricordare gli obiettivi concordati dagli Stati Membri delle Nazioni Unite per la creazione di una società internazionale libera dall’abuso di droga.
L’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC) sceglie ogni anno un tema per la Giornata Internazionale, e lancia una campagna che dura tutto l’anno per accrescere la consapevolezza sul problema globale della droga.
Quest’anno il tema della campagna internazionale 2006 (“le droghe non sono un gioco da ragazzi”) si propone di sensibilizzare l'opinione pubblica sul potere distruttivo delle droghe e nello stesso tempo responsabilizzare la società affinché il benessere dei bambini sia sempre ritenuto come un bene assolutamente prioritario.
ulteriori informazioni cliccando il titolo
Indetta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1987, la giornata ha lo scopo di ricordare gli obiettivi concordati dagli Stati Membri delle Nazioni Unite per la creazione di una società internazionale libera dall’abuso di droga.
L’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC) sceglie ogni anno un tema per la Giornata Internazionale, e lancia una campagna che dura tutto l’anno per accrescere la consapevolezza sul problema globale della droga.
Quest’anno il tema della campagna internazionale 2006 (“le droghe non sono un gioco da ragazzi”) si propone di sensibilizzare l'opinione pubblica sul potere distruttivo delle droghe e nello stesso tempo responsabilizzare la società affinché il benessere dei bambini sia sempre ritenuto come un bene assolutamente prioritario.
ulteriori informazioni cliccando il titolo
domenica, giugno 25, 2006
Emergenza caldo prime risposte.
Scattato allerta caldo in tutta Italia, anziani a rischio.
Regioni, Comuni, Aziende sanitarie, spesso in collaborazione con le organizzazioni del volontariato sociale, hanno intrapreso numerose azioni per contrastare gli effetti dell'ondata di calore e ridurre la sofferenza e la mortalità della popolazione anziana durante l'estate, azioni che il Ministero della Salute ha promosso, monitorato e valorizzato.
Dal Ministero della Salute scatta l'allerta caldo a Regioni e Servizi Sociali per attivare i piani locali di assistenza. A medici e servizi socio-sanitari spettera' il compito di contattare i soggetti a rischio, come gli anziani. La situazione meteo di oggi e le previsioni per i prossimi 3-4 giorni indicano la persistenza di un'ondata di calore in tutto il paese, acuta in molti centri urbani tra cui Milano, Brescia, Torino, Roma, Napoli, Bari, Catania, Palermo e Cagliari.
Regioni, Comuni, Aziende sanitarie, spesso in collaborazione con le organizzazioni del volontariato sociale, hanno intrapreso numerose azioni per contrastare gli effetti dell'ondata di calore e ridurre la sofferenza e la mortalità della popolazione anziana durante l'estate, azioni che il Ministero della Salute ha promosso, monitorato e valorizzato.
Dal Ministero della Salute scatta l'allerta caldo a Regioni e Servizi Sociali per attivare i piani locali di assistenza. A medici e servizi socio-sanitari spettera' il compito di contattare i soggetti a rischio, come gli anziani. La situazione meteo di oggi e le previsioni per i prossimi 3-4 giorni indicano la persistenza di un'ondata di calore in tutto il paese, acuta in molti centri urbani tra cui Milano, Brescia, Torino, Roma, Napoli, Bari, Catania, Palermo e Cagliari.
sabato, giugno 24, 2006
Cta Acli e Legambiente:ok alla legge quadro sul turismo in Campania
Le due associazioni da anni stanno interagendo con le istituzioni regionali affinché una nuova legislazione regionale possa finalmente valorizzare e sostenere politiche del turismo sociale, sostenibile e responsabile. In particolare – ha commentato Pino Vitale presidente regionale del CTA - apprezziamo il richiamo al turismo sociale nel quale siamo fortemente impegnati". Insieme a Legambiente – continua Vitale - collaboreremo lealmente, come espressione dell'associazionismo turistico campano, con le istituzioni regionali richiamando non solo il necessario intreccio con le politiche sociali e ambientali territoriali, ma puntando anche sull'attivazione dei territori in un circuito virtuoso capace di determinare veri e propri sistemi turistici locali "Crediamo – aggiunge Carmine Maturo responsabile turismo e Beni Culturali di Legambiente – di aver fatto un buon lavoro di squadra con Istituzioni e associazionismo nazionale del settore turistico presente in Campania. Grazie anche alla nostra presenza nelle varie commissioni istituzionali che si sono succedute,oggi, la legge quadro regionale "promuove e valorizza, anche attraverso l'adozione di apposite misure di sostegno, il turismo sostenibile e responsabile" (art.1 – L). Siamo convinti – continua Maturo – che questa nuova legge quadro regionale sul turismo ha tutte le potenzialità per dare finalmente il via al turismo responsabile e sostenibile in Campania. La legge – conclude Maturo – è però restrittiva per quanto riguarda l'esercizio delle attività turistiche organizzate dalle associazioni senza scopo di lucro, in particolare quelle locali. Su questo ultimo punto il contributo di Legambiente continuerà in sede di confronto con Commissione e Consiglio Regionale." Legambiente, con i suoi circoli territoriali farà la sua parte grazie anche al riconoscimento che la legge quadro ha voluto dare alle associazioni ambientaliste. Anche le ACLI napoletane confermano queste scelte e annunciano che Acli e Cta e Legambiente terranno seminari in tutte le sedi campane sul tema: "il turismo sociale, sostenibile e responsabile nella nuova legge quadro".
venerdì, giugno 23, 2006
Bagnoli futura: urbanistica partecipata.
«Bagnoli in… Movimento» è il tema di un confronto sull’area occidentale che ha visto impegnate le associazioni Nodo Lilliput di Napoli. Fra i relatori Padre Alex Zanotelli. Ha moderato Emanuele Imperiali portavoce di BagnoliFutura, prenderanno parte Carlo Borgomeo amministratore delegato di BagnoliFutura e Mario Hubler dirigente responsabile piani e progetti di BagnoliFutura.
Presente anche una delegazione delle Acli.
Presente anche una delegazione delle Acli.
Non ce la faremo mai... bonus bebè in usura.
USURA: PRETENDE ANCHE IL "BONUS BEBE'", ARRESTATA A PALERMO
Arrestata a Palermo per usura una donna che secondo l'accusa avrebbe preteso in pagamento dalla sua vittima, una ragazza di 21 anni, perfino il "bonus bebe'" di mille euro che questa avrebbe dovuto incassare dalla Regione per la nascita del suo secondo figlio. Le politiche sociali nel sud sono complicate, come tutto il resto, dal contesto e la battaglia per la giustizia passa anche dalla sicurezza.
Arrestata a Palermo per usura una donna che secondo l'accusa avrebbe preteso in pagamento dalla sua vittima, una ragazza di 21 anni, perfino il "bonus bebe'" di mille euro che questa avrebbe dovuto incassare dalla Regione per la nascita del suo secondo figlio. Le politiche sociali nel sud sono complicate, come tutto il resto, dal contesto e la battaglia per la giustizia passa anche dalla sicurezza.
giovedì, giugno 22, 2006
Mondiali Calcio: Italia Repubblica Ceca. La rivincita dei panchinari.
"la pietra che i costruttori hanno scartato è diventata testata d'angolo"
Napoli Referendum: Manifestazione conclusiva per il NO a Piazza Plebiscito - Costituzione
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REFERENDUM: NAPOLI, VENERDI' KERMESSE PER IL 'NO' IN PIAZZA DEL PLEBISCITO
Napoli, 21 giu. - (Adnkronos) - Musica, spettacoli e interventi politici venerdi' 23 giugno, a partire dalle 18.30, in piazza del Plebiscito a Napoli. La kermesse e' stata organizzata dal comitato per il 'no' al referendum del 25 e 26 giugno. Tra gli artisti presenti i cabarettisiti Paolo Caiazzo e il trio Ardone-Peluso-Massa, i musicisti Mario Capone e i Bungt-Bangt.
Chiuderanno la serata gli interventi del sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino; del presidente della Provincia Dino Di Palma e del presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino.
(Sia/Zn/Adnkronos)images

REFERENDUM: NAPOLI, VENERDI' KERMESSE PER IL 'NO' IN PIAZZA DEL PLEBISCITO
Napoli, 21 giu. - (Adnkronos) - Musica, spettacoli e interventi politici venerdi' 23 giugno, a partire dalle 18.30, in piazza del Plebiscito a Napoli. La kermesse e' stata organizzata dal comitato per il 'no' al referendum del 25 e 26 giugno. Tra gli artisti presenti i cabarettisiti Paolo Caiazzo e il trio Ardone-Peluso-Massa, i musicisti Mario Capone e i Bungt-Bangt.
Chiuderanno la serata gli interventi del sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino; del presidente della Provincia Dino Di Palma e del presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino.
(Sia/Zn/Adnkronos)images
concentrazione, verticalizzazione, personalizzazione e mediatizzazione.
La brutta riforma costituzionale che domenica giudicheremo non nasce dal nulla o solo da una estemporanea ed improvvida decisione estiva (baita di lorenzago) della CDL. Nasce e si alimenta in una idea della politica e anche della vita quotidiana che fa confliggere efficienza e democrazia. Peraltro con quello stile primitivo e grossier che purtroppo leggiamo spesso nelle intercettazioni dei potenti di turno.
Il caso è già studiato.
Da alcuni anni Giuseppe De Rita rileva che “gli anni Novanta sono stati segnati da una dinamica politica pervasa da opzioni diverse ma tutte disattente al problema del riassetto complessivo del nostro sistema istituzionale e incentrata su tre scelte correlate fra di loro: la scelta del primato della decisionalità; la scelta della concentrazione e verticalizzazione del potere; la scelta della personalizzazione delle decisioni e del potere”. La prima “talvolta corrivamente scivolata nel più arrogante decisionismo ... ha squilibrato ... il necessario equilibrio fra decisionalità e rappresentanza”, determinando “la pratica inutilità odierna dei consigli comunali, provinciali e regionali, veri e propri fantasmi istituzionali senza ruolo” ridotti “a mere comparse dell’attività e dell’attivismo personale del sindaco, del presidente della provincia, del presidente ... della regione”.
Ne è derivato – e si passa così alla seconda scelta – lo “spostamento delle decisioni in ambiti sempre più ristretti di potere; [la] tendenza a cercare o imporre leader anche improbabili in ristrette cerchie di interesse e d’opinione; [la] coltivazione del mito del capo, necessario e spesso mitico delle istituzioni”. Polemizzando con chi afferma “che è proprio il carattere di proliferazione molecolare della nostra società che impone come sua singola unificazione possibile il presidenzialismo al vertice”, si fa notare che questa ipotesi è “intimamente vecchia, in quanto risente ancora dell’antica concezione piramidale del potere, con un «faraone» che opera sul fluire della domanda e della risposta decisionale lungo dinamiche squisitamente gerarchiche”.
Quanto infine alla terza scelta – strettamente correlata alle prime due – De Rita parla di “ricerca regressiva di decisionalità e di «capi»” in chiave, aggiungerei, più d’incarnazione di tipo populista, che di rappresentanza liberaldemocratica, tale dunque da non richiamarsi alla statemanship e cioè al “peso del valore personale dei leader che ha sempre connotato la politica e lo Stato”, ma a “un più pesante e ambiguo fenomeno di identificazione della politica con figure e vicende squisitamente personali”: se la rappresentanza “ha bisogno di un paziente lavoro collettivo, il decisionismo ha bisogno di uomini che sappiano «impersonarlo»; se la partecipazione ha bisogno di canali e di dinamiche di tipo collettivo, la verticalizzazione del potere ha bisogno di uomini che siano o almeno appaiano straordinari leader maximi”.
Tutto ciò condito da una straordinaria "mediatizzazione" che ad alcuni fa risultare insostituibili o addirittura simpatici gli uomini del destino.
Il caso è già studiato.
Da alcuni anni Giuseppe De Rita rileva che “gli anni Novanta sono stati segnati da una dinamica politica pervasa da opzioni diverse ma tutte disattente al problema del riassetto complessivo del nostro sistema istituzionale e incentrata su tre scelte correlate fra di loro: la scelta del primato della decisionalità; la scelta della concentrazione e verticalizzazione del potere; la scelta della personalizzazione delle decisioni e del potere”. La prima “talvolta corrivamente scivolata nel più arrogante decisionismo ... ha squilibrato ... il necessario equilibrio fra decisionalità e rappresentanza”, determinando “la pratica inutilità odierna dei consigli comunali, provinciali e regionali, veri e propri fantasmi istituzionali senza ruolo” ridotti “a mere comparse dell’attività e dell’attivismo personale del sindaco, del presidente della provincia, del presidente ... della regione”.
Ne è derivato – e si passa così alla seconda scelta – lo “spostamento delle decisioni in ambiti sempre più ristretti di potere; [la] tendenza a cercare o imporre leader anche improbabili in ristrette cerchie di interesse e d’opinione; [la] coltivazione del mito del capo, necessario e spesso mitico delle istituzioni”. Polemizzando con chi afferma “che è proprio il carattere di proliferazione molecolare della nostra società che impone come sua singola unificazione possibile il presidenzialismo al vertice”, si fa notare che questa ipotesi è “intimamente vecchia, in quanto risente ancora dell’antica concezione piramidale del potere, con un «faraone» che opera sul fluire della domanda e della risposta decisionale lungo dinamiche squisitamente gerarchiche”.
Quanto infine alla terza scelta – strettamente correlata alle prime due – De Rita parla di “ricerca regressiva di decisionalità e di «capi»” in chiave, aggiungerei, più d’incarnazione di tipo populista, che di rappresentanza liberaldemocratica, tale dunque da non richiamarsi alla statemanship e cioè al “peso del valore personale dei leader che ha sempre connotato la politica e lo Stato”, ma a “un più pesante e ambiguo fenomeno di identificazione della politica con figure e vicende squisitamente personali”: se la rappresentanza “ha bisogno di un paziente lavoro collettivo, il decisionismo ha bisogno di uomini che sappiano «impersonarlo»; se la partecipazione ha bisogno di canali e di dinamiche di tipo collettivo, la verticalizzazione del potere ha bisogno di uomini che siano o almeno appaiano straordinari leader maximi”.
Tutto ciò condito da una straordinaria "mediatizzazione" che ad alcuni fa risultare insostituibili o addirittura simpatici gli uomini del destino.
Caserta- Venerdi’ 23 giugno in Piazza Vanvitelli "Manifestazione conclusiva Campagna referendum Salviamo la Costituzione"
Le Segreterie CGIL CISL UIL di Caserta rappresentate da Michele Colamonici, unitamente alla Rete Democratica Terra di Lavoro, promuovono la manifestazione conclusiva per la Campagna del Referendum Costituzionale promossa dal Comitato per il NO “Salviamo La Costituzione" per il giorno Venerdi’ 23 giugno in Piazza Vanvitelli dalle ore 18,00 alle ore 21,00 .La manifestazione si svolgerà in due parti : Ore 18,30 – 20,00 Incontro sul tema : “I Valori fondamentali di Eguaglianza e di Libertà nella Costituzione”.Coordina Pasquale Iorio, Delegato Provinciale Comitato Salviamo la Costituzione. Interverranno: Nicodemo Petteruti, Sindaco di Caserta; Sandro De Franciscis, Presidente Provincia Caserta; Rosa Suppa, Deputato; Michele Colamonici, Segretario Generale CGIL Caserta; Gaetano Pascarella, Sottosegretario Pubblica Istruzione. A partire dalle ore 20,00 seconda parte con la festa per la Costituzione . Musiche e canti con Agnese Ginocchio e Pierluigi Tortora.
a Salerno Fiaccolata per la Costituzione
IL COORDINAMENTO PROVINCIALE DI SALERNO DEI COMITATI PER IL
“NO”
AL REFERENDUM COSTITUZIONALE DEL 25 E 26 GIUGNO
ORGANIZZA
Il 22 giugno 2006 a Salerno
Fiaccolata per la Costituzione
ore 20.30
partenza da P.zza Ferrovia arrivo piazza p.zza Amendola
Promuovono il coordinamento:
ANPI, ACLI , CGIL, CISL, UIL, MAGISTRATURA DEMOCRATICA: SEZIONE SALERNITANA , ARTICOLO 3 SEZIONE SALERNITANA ASSOCIAZIONE OASI DI SALERNO , CENACOLO POLITICO DI SALERNO,LIBERTA’ E GIUSTIZIA, CIRCOLO DOSSETTI DI SALERNO,COMITATO DOSSETTI PER LA COSTITUZIONE DI SALERNO, CENTRO DI INIZIATIVA DEMOCRATICA DEGLI INSEGNANTI, LABORATORIO DI SOCIOLOGIA ANS ( ISCRITTI ALL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE ANS DI SALERNO–), COMITATO A DIFESA DELLA COSTITUZIONE DI NOCERA INFERIORE, ASSOCIAZIONE ULIVISTI PER CAVA DI CAVA DE' TIRRENI (SA), IL MOVIMENTO DI COOPERAZIONE EDUCATIVA ( M.C.E.) DI SALERNO ,ASSOCIAZIONE INSIEME PER., GRUPPO REGIONALE INSIEME PER L’ULIVO, RETE RADIE RESCH, CASA DELLA PACE DI SALERNO, RIFONDAZIONE COMUNISTA, VERDI , UDEUR ,COSTITUENTE RIFORMISTA PER LA CAMPANIA, DEMOCRAZIA FEDERALISTA CAMPANIA, COMUNISTI ITALIANI, SDI, D.L. MARGHERITA, DEMOCRATICI DI SINISTRA, ITALIA DEI VALORI, MOVIMENTO REPUBBLICANO EUROPEO, ANDIS. GRUPPO DEI TRENTA, ASSOCIAZIONE MEMORIE ONLUS, ASSOCIAZIONE DIRITTI CIVILI A SALERNO, EMILY AGRO IN ITALIA, ASSOCIAZIONE DELLA PACE, SLAS, ARCI, COSULTA PROVINCIALE DEGLI IMMIGRATI E DELLE LORO FAMIGLIE, ASS.CULTURALE PAIDEIA ONLUS, ASS. PROGETTO IPOTENUSA, FORUM AMBIENTALISTA, COMMISSIONE PROVINCIALE DI SALERNO PARI OPPORTUNITA’, LEGA AMBIENTE CAMPANIA
“NO”
AL REFERENDUM COSTITUZIONALE DEL 25 E 26 GIUGNO
ORGANIZZA
Il 22 giugno 2006 a Salerno
Fiaccolata per la Costituzione
ore 20.30
partenza da P.zza Ferrovia arrivo piazza p.zza Amendola
Promuovono il coordinamento:
ANPI, ACLI , CGIL, CISL, UIL, MAGISTRATURA DEMOCRATICA: SEZIONE SALERNITANA , ARTICOLO 3 SEZIONE SALERNITANA ASSOCIAZIONE OASI DI SALERNO , CENACOLO POLITICO DI SALERNO,LIBERTA’ E GIUSTIZIA, CIRCOLO DOSSETTI DI SALERNO,COMITATO DOSSETTI PER LA COSTITUZIONE DI SALERNO, CENTRO DI INIZIATIVA DEMOCRATICA DEGLI INSEGNANTI, LABORATORIO DI SOCIOLOGIA ANS ( ISCRITTI ALL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE ANS DI SALERNO–), COMITATO A DIFESA DELLA COSTITUZIONE DI NOCERA INFERIORE, ASSOCIAZIONE ULIVISTI PER CAVA DI CAVA DE' TIRRENI (SA), IL MOVIMENTO DI COOPERAZIONE EDUCATIVA ( M.C.E.) DI SALERNO ,ASSOCIAZIONE INSIEME PER., GRUPPO REGIONALE INSIEME PER L’ULIVO, RETE RADIE RESCH, CASA DELLA PACE DI SALERNO, RIFONDAZIONE COMUNISTA, VERDI , UDEUR ,COSTITUENTE RIFORMISTA PER LA CAMPANIA, DEMOCRAZIA FEDERALISTA CAMPANIA, COMUNISTI ITALIANI, SDI, D.L. MARGHERITA, DEMOCRATICI DI SINISTRA, ITALIA DEI VALORI, MOVIMENTO REPUBBLICANO EUROPEO, ANDIS. GRUPPO DEI TRENTA, ASSOCIAZIONE MEMORIE ONLUS, ASSOCIAZIONE DIRITTI CIVILI A SALERNO, EMILY AGRO IN ITALIA, ASSOCIAZIONE DELLA PACE, SLAS, ARCI, COSULTA PROVINCIALE DEGLI IMMIGRATI E DELLE LORO FAMIGLIE, ASS.CULTURALE PAIDEIA ONLUS, ASS. PROGETTO IPOTENUSA, FORUM AMBIENTALISTA, COMMISSIONE PROVINCIALE DI SALERNO PARI OPPORTUNITA’, LEGA AMBIENTE CAMPANIA
Immigrazione: ministri dicono no a restituzione bonus bebe'
Leggiamo dalle agenzie stampa che i ministri Amato, Bindi e Ferrero chiedono di bloccare le procedure per la restituzione del bonus bebe' da parte degli immigrati extracomunitari. L'iniziativa del precedente governo viene definita "una palese ingiustizia, frutto dell'imperizia" che ora "non puo' essere fatta pagare alle famiglie dei bambini immigrati". Contrario l'ex ministro Maroni: "la proposta di estendere il bonus anche ai figli di cittadini extracomunitari e' da respingere perche' contrasta con la Costituzione". Resta in campo l'assistenza gratuita dei patronati per affrontare questa difficile questione.
martedì, giugno 20, 2006
Gennaro Matino: Dall’India per i 25 anni di sacerdozio
(DONATELLA TROTTA) Venticinque anni di sacerdozio. Vissuto con un’anima trinitaria che l’ha portato a percorrere - tra insegnamento accademico e scrittura, anche narrativa, ruolo pastorale e impegno umanitario nel sociale fino all’India - i sentieri del pensiero, dell’azione e dell’abbraccio fraterno e solidale con il mondo. Vicino e lontano. Ecclesiale e laico. Umano e divino. Gennaro Matino, napoletano verace, ha 50 anni ben portati di cui metà trascorsi al servizio della Buona Novella, con uno spirito sintetizzato da alcuni suoi versi, tratti dal libro Avverbi in preghiera e non a caso apposti in esergo al biglietto di invito alla celebrazione (oggi alle 19, nella Parrocchia della SS. Trinità guidata da Matino dal 1986 in via Tasso 297) del suo anniversario di ordinazione sacerdotale: avvenuta nel 1981 con il cardinale Corrado Ursi, dopo la formazione spirituale con l’insegnamento pastorale dell’indimenticato monsignor Luigi Pignatiello. Dicono i versi, dal sapore ricoeuriano (essere vivo fino alla morte): Sognare, combattere, sperare/ rischiare, anche perdere,/ è lotta, ma verità da guadagnare./ Allora puoi decidere di vivere altezza,/ larghezza, profondità di vita./ Non coprirti il viso,/ non dire non mi interessa./ Signore, vorrei morir da vivo/ e far morire la morte.
da Il Mattino- link cliccando il titolo
da Il Mattino- link cliccando il titolo
ACLI ed Eureco insieme per la differenziata: in prima linea per la raccolta presso le parrocchie.

Il progetto pilota parte dai comuni del Parco Nazionale del Vesuvio. La conferenza stampa domani, ore 11.30 c/o la sede del Parco Nazionale del Vesuvio “Villa Medicea” di Ottaviano.
Napoli, 20 giugno 2006 - ACLI ed Eureco insieme per la raccolta differenziata presso le parrocchie. Il progetto, realizzato per la prima volta in Campania, tra i primi in Italia, consisterà nell’attivazione della raccolta dei rifiuti solidi urbani (carta, cartone, plastica, alluminio,…) da depositare presso isolette ecologiche allestite in spazi chiusi e custoditi dai volontari delle ACLI e delle Parrocchie.
L’allestimento del sito ecologico con la fornitura degli opportuni contenitori e tutte le operazioni connesse allo smaltimento e alla pulizia dei siti, saranno controllate dalla Eureco S.p.A., ACLI – Anni Verdi di Napoli, parrocchie ed Istituzioni. “Riteniamo che l’emergenza ambientale in Campania sia un problema che non può essere più ignorato – ha affermato Vincenzo Cirillo responsabile Anni Verdi di Napoli – ed anche per questo tutti insieme condividiamo l’idea “Differenziamo per Amore” del circolo ACLI di Pollena, trasformandola in un interessante progetto di raccolta differenziata dei rifiuti e, nel contempo in un efficace progetto formativo e culturale”. Anni Verdi è l’Associazione di protezione ambientale, promossa a livello nazionale dalle ACLI (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani). Tra le più importanti associazioni di promozione e solidarietà sociale, le ACLI sono presenti in Italia e in tutte le sedi di emigrazione italiana all’estero attraverso strutture territoriali a cui aderiscono 8.000 circoli e circa 800.000 soci.
lunedì, giugno 19, 2006
NAPOLI: SINDACO IERVOLINO NOMINA NUOVA GIUNTA
Napoli, 19 giu. - (Adnkronos) - Il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino ha nominato la nuova Giunta comunale e attribuito le relative deleghe agli assessori. La nuova squadra di governo cittadino sara' dunque composta da Sabatino Santangelo, vicesindaco, Enrico Cardillo, assessore al Bilancio e Programmazione economica, Ferdinando Di Mezza (Patrimonio e demanio), Giuseppe Gambale (Pubblica istruzione), Elisabetta Gambardella (Decoro e arredo urbano), Felice Laudadio (Edilizia pubblica), Dolores Madaro (Anagrafe), Gennaro Mola (Politiche della mobilita' urbana), Gennaro Nasti (Ambiente), Giorgio Nugnez (Manutenzione ordinaria e straordinaria strade), Nicola Oddati (Cultura, lavoro e sviluppo), Alfredo Ponticelli (Promozione dello sport), Giulio Riccio (Politiche sociali), Donata Rizzo D'Abundo (Gestione reti telematiche e telefoniche), Bruno Terracciano (Politiche del personale) e Valeria Valente (Turismo).
Il sindaco Iervolino ha disposto inoltre la nomina di Pasquale Losa a capo della propria segreteria politica, con in carico particolare di assistere il sindaco stesso nella concertazione con le parti sociali e nella organizzazione dei forum, nonche' nei rapporti con le organizzazioni nazionali degli enti locali.
(Ana/Gs/Adnkronos)
Il sindaco Iervolino ha disposto inoltre la nomina di Pasquale Losa a capo della propria segreteria politica, con in carico particolare di assistere il sindaco stesso nella concertazione con le parti sociali e nella organizzazione dei forum, nonche' nei rapporti con le organizzazioni nazionali degli enti locali.
(Ana/Gs/Adnkronos)
Acli Napoli, Eureko e Parco del Vesuvio per la raccolta differenziata. Mercoledì a Ottaviano conferenza stampa.
le ragioni del NO

Mercoledì 21 giugno, alle ore 18,30 a piazza Troisi, San Giorgio a Cremano si terrà l'incontro "Le Ragioni del No", per invitare a votare NO al referendum costituzionale. Saranno presenti il presidente provinciale delle Acli Pasquale Orlando, il deputato della Margherita Bruno Cesario; il segretario regionale dei Ds Gianfranco Nappi; il capogruppo regionale dell'Udeur Fernando Errico; il consigliere provinciale dei Verdi Rino Nasti.
"Scendiamo in piazza per dire No allo stravolgimento della Carta Costituzionale. - afferma Orlando - Le regole del gioco democratico vanno condivise fra tutti i soggetti in campo; in più la riforma voluta dalla Casa delle Libertà cancella di fatto i principi ispiratori della prima parte della Costituzione repubblicana"
Parte da Napoli la ‘rivolta’ dei cinesi.
Accusati da piu’ parti di aver ammazzato l’economia locale con produzioni e vendita a prezzi stracciati, sono addirittura scesi in piazza oggi con un corteo per denunciare di essere ripetutamente vittima di rapine e furti ma anche di atti di disprezzo: “lo sport preferito da molti ragazzini sembra essere diventato quello di sputarci addosso al nostro passaggio”, come denuncia Salvio Wu, uno dei partecipanti alla marcia, tra i piu’ attivi nell’evidenziare un vero e proprio accanimento.
“Abbiamo preparato una lettera per il sindaco Iervolino nella quale spieghiamo quale e’ la situazione con la quale quotidianamente siamo costretti a convivere'’, ha concluso l’uomo”. Dal gruppo critiche anche alle forze dell’ordine che, a loro giudizio, si disinteresserebbero dei loro problemi. “Per due volte - racconta Yang Ming - sono stati bruciati nostri negozi ma nessuno se ne e’ interessato. A me nel 2002 hanno distrutto il negozio di abbigliamento ma e’ finita li’. Quando ci rechiamo presso i drappelli per sporgere denunce ci ignorano o ironicamente ci chiedono di ritornare muniti di interprete”.
“Abbiamo preparato una lettera per il sindaco Iervolino nella quale spieghiamo quale e’ la situazione con la quale quotidianamente siamo costretti a convivere'’, ha concluso l’uomo”. Dal gruppo critiche anche alle forze dell’ordine che, a loro giudizio, si disinteresserebbero dei loro problemi. “Per due volte - racconta Yang Ming - sono stati bruciati nostri negozi ma nessuno se ne e’ interessato. A me nel 2002 hanno distrutto il negozio di abbigliamento ma e’ finita li’. Quando ci rechiamo presso i drappelli per sporgere denunce ci ignorano o ironicamente ci chiedono di ritornare muniti di interprete”.
sabato, giugno 17, 2006
Festa Mare (Pugnochiuso Gargano) per il Centro Turistico Acli
FESTA MARE NAZIONALE DEL CTA
Non è un last minute ma una attività associativa.
Oltre settecento persone provenienti da ogni parte d’Italia parteciperanno alla festa nazionale mare organizzata dal CTA (Centro Turistico Acli)
a Pugnochiuso (FG) dal 24 giugno al 8 luglio 06.
L’evento si svolgerà con un articolato programma di iniziative culturali, ambientali e turistiche.
Il programma prevede iniziative di formazione ambientale, incontri tematici e soprattutto turismo perché il senso principale dell’evento
è avvicinare alle zone di qualità del mezzogiorno gruppi organizzati
dell’associazionismo sociale.
Ottime soluzioni anche per la vacanza in hotel, villaggio e residence per i soci CTA
clicca il titolo per saperne di più
Non è un last minute ma una attività associativa.
Oltre settecento persone provenienti da ogni parte d’Italia parteciperanno alla festa nazionale mare organizzata dal CTA (Centro Turistico Acli)
a Pugnochiuso (FG) dal 24 giugno al 8 luglio 06.
L’evento si svolgerà con un articolato programma di iniziative culturali, ambientali e turistiche.
Il programma prevede iniziative di formazione ambientale, incontri tematici e soprattutto turismo perché il senso principale dell’evento
è avvicinare alle zone di qualità del mezzogiorno gruppi organizzati
dell’associazionismo sociale.
Ottime soluzioni anche per la vacanza in hotel, villaggio e residence per i soci CTA
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Italia Stati Uniti: una guerra con le quinte colonne.
Dopo Italia Ghana in cui l'asse Beppe Grillo e il Manifesto ha guidato il tifo per la squadra del continente nero, la pubblicistica di destra si attendeva una prevedibile astensione dal tifo antiitaliano della sinistra mediatica normalmente anti yankee. Non è andata così. Con la normale partecipazione de La Padania, al Manifesto la maggior parte tiferà Usa. Ha ragione Max D'Alema: con gli Stati Uniti siamo amici diversi ma amici...
S.Giorgio a Cremano:referendum iniziative per il NO
Domenica 18 giugno p.v. il Comitato per il NO al Referendum Costituzionale ha organizzato una serie di manifestazioni per sensibilizzare la cittadinanza sul quesito referendario l'appuntamento è per le ore 10,00 in piazza Troisi e via Manzoni altezza via S. Di Giacomo sarà disponibile materiale illustrativo e i membri del comitato incontreranno i cittadini per spiegare le ragioni del NO allo stravolgimento della Costituzione Repubblicana.
venerdì, giugno 16, 2006
Calcio Mondiali: tra guerra evocata e guerre vere....
Tra gli azzurri c'è fiducia e ottimismo circa le possiblità di ottenere un buon risultato sabato contro gli Stati Uniti. Gilardino dice di voler vincere anche pensando ai militari italiani impegnati nelle missioni all'estero. Ma sono gli Usa che cercano di stuzzicare gli azzurri usando toni da guerra.
Forse perché sanno che battere gli italiani è la loro "Mission Impossible", gli americani cercano di provocare e stuzzicare gli azzurri, usando termini e metafore da guerra.
Dai nostri atleti, però, solo una risposta chiara: niente provocazioni. Non bastavano i timori per la sicurezza di una partita già delicata per conto suo, visto che si tratta di due paesi impegnati in Iraq.
Totti e compagni, con molto senso di responsabilità, respingono il tentativo di trascinare Italia-Usa di Kaiserslautern su un piano di lotta di nervi.
Nel frattempo il nostro Ministro degli Esteri Massimo D'Alema parla con Condoliza Rice della guerra vera.
Il calcio metafora del mondo o ispiratore delle peggio cose?
Forse perché sanno che battere gli italiani è la loro "Mission Impossible", gli americani cercano di provocare e stuzzicare gli azzurri, usando termini e metafore da guerra.
Dai nostri atleti, però, solo una risposta chiara: niente provocazioni. Non bastavano i timori per la sicurezza di una partita già delicata per conto suo, visto che si tratta di due paesi impegnati in Iraq.
Totti e compagni, con molto senso di responsabilità, respingono il tentativo di trascinare Italia-Usa di Kaiserslautern su un piano di lotta di nervi.
Nel frattempo il nostro Ministro degli Esteri Massimo D'Alema parla con Condoliza Rice della guerra vera.
Il calcio metafora del mondo o ispiratore delle peggio cose?
Referendum 25 giugno: iniziative per il NO a Napoli.
Il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, il segretario generale aggiunto della Cisl, Pier Paolo Baretta ed il segretario confederale della Uil, Guglielmo Loy parteciperanno alla manifestazione promossa a Napoli dalle tre organizzazioni per lunedì 19 giugno per il no al referendum costituzionale. L’appuntamento è per le ore 9,30 alla Mostra d'Oltremare. La manifestazione, che prevede tra gli altri gli interventi del presidente della Giunta regionale, Antonio Bassolino, del presidente della Provincia di Napoli, Dino Di Palma, del sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino e del segretario nazionale di Magistratura Democratica, Ignazio Juanito Patrone, rappresenta il punto centrale del programma di iniziative promosse da Cgil Cisl Uil in Campania a sostegno del No al referendum del 25 e del 26 giugno. L’assemblea del 19 è stata presentata alla stampa dai segretari generali regionali di Cgil, Cisl e Uil, Michele Gravano, Pietro Cerrito ed Anna Rea.
“Il tema della Costituzione — afferma Pietro Cerrito - deve avere una forte caratterizzazione sindacale, dal momento che sono in gioco le regole della convivenza e della solidarietà”. Alla iniziativa aderiscono anche le ACLI.
altri appuntamenti sono stati organizzati dalla Margherita napoletana:
SABATO 17/06/2006 ORE 10,00 C/O ISTITUTO STUDI FILOSOFICI
Via Monte di Dio, 15
I SESSANT'ANNI DELLA REPUBBLICA
Oratore Sen. Nicola Mancino
LUNEDì 19/06/2006 ORE 16,30 STAZIONE MARITTIMA
LE RAGIONI DEL NO
Bocchetti-Piccolo-Scudiero
Iervolino- De Mita
“Il tema della Costituzione — afferma Pietro Cerrito - deve avere una forte caratterizzazione sindacale, dal momento che sono in gioco le regole della convivenza e della solidarietà”. Alla iniziativa aderiscono anche le ACLI.
altri appuntamenti sono stati organizzati dalla Margherita napoletana:
SABATO 17/06/2006 ORE 10,00 C/O ISTITUTO STUDI FILOSOFICI
Via Monte di Dio, 15
I SESSANT'ANNI DELLA REPUBBLICA
Oratore Sen. Nicola Mancino
LUNEDì 19/06/2006 ORE 16,30 STAZIONE MARITTIMA
LE RAGIONI DEL NO
Bocchetti-Piccolo-Scudiero
Iervolino- De Mita
giovedì, giugno 15, 2006
ACLI Caserta: Il Presidente Provinciale Michele Zannini dichiara il no per il referendum del 25 giugno
La Presidenza Provinciale delle Acli di Caserta conferma la propria disapprovazione della riforma della Costituzione voluta e votata dalle forze della Casa della Libertà ed invitano tutti i cittadini ad andare a votare il 25 e 26 giugno prossimo NO, “convinti e consapevoli”.
Le ACLI sono contrarie alla Legge di Riforma Costituzionale sottoposta a Referendum confermativo innanzitutto per il metodo della sua approvazione.
In materia di Riforma Costituzionale è fondamentale sempre ricercare maggioranze qualificate e trasversali.
Nel merito le ACLI contestano il carattere evidentemente contraddittorio di una Riforma viziata complessivamente da una logica di scambio tra i partiti che componevano la maggioranza di centrodestra.
In particolare, manifestano preoccupazione per il ruolo dispotico assegnato alla funzione del Premier che può sciogliere la Camera che abbia espresso un voto di sfiducia nei suoi confronti, con l’effetto sconvolgente per il quale sarebbe la Camera a reggersi sulla “fiducia del Primo Ministro”, piuttosto che il contrario.
Molto grave appare alle ACLI l’evidente intenzione di indebolire il potere legislativo rispetto a quello esecutivo e l’insofferenza ai contrappesi ed alle garanzie costituzionali necessari a bilanciare ruoli, funzioni e poteri in una democrazia veramente popolare.
Pericoloso infine è l’azione di dimagrimento promossa dalla Riforma delle figure indipendenti in molti organismi: dal Presidente della Repubblica, che non avrà più il potere di sciogliere le Camere, alla Corte Costituzionale, in cui aumenteranno i membri di nomina parlamentare, al Consiglio Superiore della Magistratura, in cui potranno essere nominate persone “politicamente affidabili” anche se prive di competenze giuridiche.
Sotto accusa infine il “federalismo di facciata” che fa intravedere chiaro il rischio di minacciare l’Unità del Paese in omaggio al retro pensiero secessionista di alcune forze politiche ed all’egoismo tipico di alcune culture tipicamente avventuriste.
Le ACLI in definitiva dicono NO ad una Riforma che non migliora la governabilità e la partecipazione popolare, non promuovere il principio di sussidiarietà e la valorizzazione della società civile, non adegua l’ordinamento statuale ai nuovi scenari europei sovranazionali.
Le ACLI sono contrarie alla Legge di Riforma Costituzionale sottoposta a Referendum confermativo innanzitutto per il metodo della sua approvazione.
In materia di Riforma Costituzionale è fondamentale sempre ricercare maggioranze qualificate e trasversali.
Nel merito le ACLI contestano il carattere evidentemente contraddittorio di una Riforma viziata complessivamente da una logica di scambio tra i partiti che componevano la maggioranza di centrodestra.
In particolare, manifestano preoccupazione per il ruolo dispotico assegnato alla funzione del Premier che può sciogliere la Camera che abbia espresso un voto di sfiducia nei suoi confronti, con l’effetto sconvolgente per il quale sarebbe la Camera a reggersi sulla “fiducia del Primo Ministro”, piuttosto che il contrario.
Molto grave appare alle ACLI l’evidente intenzione di indebolire il potere legislativo rispetto a quello esecutivo e l’insofferenza ai contrappesi ed alle garanzie costituzionali necessari a bilanciare ruoli, funzioni e poteri in una democrazia veramente popolare.
Pericoloso infine è l’azione di dimagrimento promossa dalla Riforma delle figure indipendenti in molti organismi: dal Presidente della Repubblica, che non avrà più il potere di sciogliere le Camere, alla Corte Costituzionale, in cui aumenteranno i membri di nomina parlamentare, al Consiglio Superiore della Magistratura, in cui potranno essere nominate persone “politicamente affidabili” anche se prive di competenze giuridiche.
Sotto accusa infine il “federalismo di facciata” che fa intravedere chiaro il rischio di minacciare l’Unità del Paese in omaggio al retro pensiero secessionista di alcune forze politiche ed all’egoismo tipico di alcune culture tipicamente avventuriste.
Le ACLI in definitiva dicono NO ad una Riforma che non migliora la governabilità e la partecipazione popolare, non promuovere il principio di sussidiarietà e la valorizzazione della società civile, non adegua l’ordinamento statuale ai nuovi scenari europei sovranazionali.
ACLI: DAL COMITATO BIOETICO UNA "TOPPA" CON DUE RISULTATI POSITIVI
Olivero: “Una “toppa” dell’Esecutivo allo “strappo” del ministro Mussi. Ci aspettiamo ora in sede europea iniziative coerenti con la legislazione italiana sulle cellule staminali embrionali. Il primo principio della laicità è il riconoscimento da parte del Governo di quanto espresso dal Parlamento e confermato dalla volontà popolare»
«Chi come noi nel giugno dello scorso anno si batté per l’astensione al referendum sulla Legge 40, con il documento del Comitato bioetico incassa altri due risultati positivi: l’impegno ufficiale dell’Esecutivo a non intervenire a modifica della legge sulla fecondazione artificiale e l’impegno ulteriore a lasciare che sia il Parlamento a discutere e deliberare sulle materie estranee al programma di Governo – le materie, cioè, “eticamente sensibili”. Due questioni per nulla scontate ed anzi oggetto di discussione e di contesa all’interno della maggioranza fino a poche ore prima, da parte di autorevoli esponenti dell’Esecutivo stesso e dei partiti della coalizione».
Così il presidente delle Acli Andrea Olivero commenta le decisioni prese ieri dal Comitato bioetico guidato dal ministro Giuliano Amato, in seguito alla decisione del ministro Mussi di ritirare la firma italiana dal documento etico sul blocco della ricerca sulle staminali embrionali in Europa. «Una scelta scorretta e perfino maldestra – afferma Olivero – uno “strappo” sul quale il Governo ha tentato di mettere una “toppa”. Ora attendiamo di valutare le ricadute pratiche della scelta del ministro dell’Università e della Ricerca. Ma intanto prendiamo atto della scelta dell’Esecutivo di spostare l’attenzione dal merito al metodo della questione, l’opportunità cioè di prendere parte a minoranze di blocco in sede europea».
«A noi sembra un depotenziamento della scelta del ministro Mussi – spiega il presidente delle Acli – un ridimensionamento della sua azione, soprattutto alla luce di quanto affermato nel resto del documento del Comitato bioetico e di quanto vanno affermando in queste ore esponenti autorevoli del Governo circa l’impegno dell’Esecutivo a “dare battaglia” in sede europea perché le risorse destinate alla ricerca, già di per sé esigue, vengano convogliate nel settore delle cellule staminali adulte». «Un campo di ricerca – chiosa Olivero – in cui l’Italia è all’avanguardia e rispetto al quale avremo come Paese tutto l’interesse, oltre che il dovere, di indirizzare i finanziamenti».
Le prossime ore aiuteranno comprendere fino in fondo le reali intenzioni dell’Esecutivo, a partire dalle audizioni di domani dei ministri Mussi e Turco dinanzi alle commissioni competenti del Senato. «Ascolteremo e valuteremo con attenzione – afferma Olivero – e soprattutto verificheremo il comportamento del Governo su questi temi in sede europea, a partire dal Consiglio dei ministri di Bruxelles fissato per il 24 luglio. Ci aspettiamo in quella sede parole e iniziative coerenti con la legislazione italiana. Il primo principio della laicità è il riconoscimento da parte del Governo di quanto stabilito dal Parlamento, peraltro confermato, nel caso delle cellule embrionali, dall’espressione della volontà popolare».
«Chi come noi nel giugno dello scorso anno si batté per l’astensione al referendum sulla Legge 40, con il documento del Comitato bioetico incassa altri due risultati positivi: l’impegno ufficiale dell’Esecutivo a non intervenire a modifica della legge sulla fecondazione artificiale e l’impegno ulteriore a lasciare che sia il Parlamento a discutere e deliberare sulle materie estranee al programma di Governo – le materie, cioè, “eticamente sensibili”. Due questioni per nulla scontate ed anzi oggetto di discussione e di contesa all’interno della maggioranza fino a poche ore prima, da parte di autorevoli esponenti dell’Esecutivo stesso e dei partiti della coalizione».
Così il presidente delle Acli Andrea Olivero commenta le decisioni prese ieri dal Comitato bioetico guidato dal ministro Giuliano Amato, in seguito alla decisione del ministro Mussi di ritirare la firma italiana dal documento etico sul blocco della ricerca sulle staminali embrionali in Europa. «Una scelta scorretta e perfino maldestra – afferma Olivero – uno “strappo” sul quale il Governo ha tentato di mettere una “toppa”. Ora attendiamo di valutare le ricadute pratiche della scelta del ministro dell’Università e della Ricerca. Ma intanto prendiamo atto della scelta dell’Esecutivo di spostare l’attenzione dal merito al metodo della questione, l’opportunità cioè di prendere parte a minoranze di blocco in sede europea».
«A noi sembra un depotenziamento della scelta del ministro Mussi – spiega il presidente delle Acli – un ridimensionamento della sua azione, soprattutto alla luce di quanto affermato nel resto del documento del Comitato bioetico e di quanto vanno affermando in queste ore esponenti autorevoli del Governo circa l’impegno dell’Esecutivo a “dare battaglia” in sede europea perché le risorse destinate alla ricerca, già di per sé esigue, vengano convogliate nel settore delle cellule staminali adulte». «Un campo di ricerca – chiosa Olivero – in cui l’Italia è all’avanguardia e rispetto al quale avremo come Paese tutto l’interesse, oltre che il dovere, di indirizzare i finanziamenti».
Le prossime ore aiuteranno comprendere fino in fondo le reali intenzioni dell’Esecutivo, a partire dalle audizioni di domani dei ministri Mussi e Turco dinanzi alle commissioni competenti del Senato. «Ascolteremo e valuteremo con attenzione – afferma Olivero – e soprattutto verificheremo il comportamento del Governo su questi temi in sede europea, a partire dal Consiglio dei ministri di Bruxelles fissato per il 24 luglio. Ci aspettiamo in quella sede parole e iniziative coerenti con la legislazione italiana. Il primo principio della laicità è il riconoscimento da parte del Governo di quanto stabilito dal Parlamento, peraltro confermato, nel caso delle cellule embrionali, dall’espressione della volontà popolare».
mercoledì, giugno 14, 2006
AGESCI: Ci sta a cuore una Costituzione che preservi il valore dell’unitarietà dello Stato
UNA RIFLESSIONE DEL CONSIGLIO GENERALE SUL REFERENDUM CONFERMATIVO DELLE MODIFICHE ALLA COSTITUZIONE ITALIANA
Il Consiglio Generale dell’AGESCI ha approvato, a larghissima maggioranza, questo testo con la volontà di indirizzare a tutti i Capi un appello a sentirsi seriamente interpellati dal quesito posto con il Referendum confermativo sulle modifiche proposte alla Costituzione Italiana.
I prossimi 25 e 26 giugno saremo chiamati alla consultazione referendaria sulla riforma costituzionale approvata dal Parlamento nello scorso autunno.
Si tratta di un referendum confermativo, il cui esito sarà valido qualunque sarà la percentuale dei votanti e diviene pertanto rilevante che la scelta sia allargata alla maggior parte dei cittadini.
La legge di revisione costituzionale su cui ci è richiesto di esprimerci si caratterizza sul piano del metodo per essere stata approvata, a partire da un testo di proposta del Governo, dalla sola maggioranza parlamentare; per questo viene richiesto il referendum confermativo (vale la pena ricordare che la Carta Costituzionale del dicembre 1947, nonostante la forte conflittualità sociale e politica, venne approvata con il 90% dei voti favorevoli).
Non possiamo trascurare che la Costituzione deve essere un quadro di riferimento valido per tutti e non limitato all’oggi; è l’elemento fondante della cittadinanza e il suo ruolo è di fissare principi e regole condivise, stabili e durature, proprio per consentire che cambiamenti ed evoluzioni politiche avvengano salvaguardando i valori di fondo della vita collettiva e assicurare che la dialettica fra maggioranza e minoranza avvenga secondo regole rispettose degli interessi comuni ad entrambe.
La Costituzione non è e non può essere trattata come una legge ordinaria, chiamata a dare risposte contingenti.
clicca il titolo per leggere tutto il testo
Il Consiglio Generale dell’AGESCI ha approvato, a larghissima maggioranza, questo testo con la volontà di indirizzare a tutti i Capi un appello a sentirsi seriamente interpellati dal quesito posto con il Referendum confermativo sulle modifiche proposte alla Costituzione Italiana.
I prossimi 25 e 26 giugno saremo chiamati alla consultazione referendaria sulla riforma costituzionale approvata dal Parlamento nello scorso autunno.
Si tratta di un referendum confermativo, il cui esito sarà valido qualunque sarà la percentuale dei votanti e diviene pertanto rilevante che la scelta sia allargata alla maggior parte dei cittadini.
La legge di revisione costituzionale su cui ci è richiesto di esprimerci si caratterizza sul piano del metodo per essere stata approvata, a partire da un testo di proposta del Governo, dalla sola maggioranza parlamentare; per questo viene richiesto il referendum confermativo (vale la pena ricordare che la Carta Costituzionale del dicembre 1947, nonostante la forte conflittualità sociale e politica, venne approvata con il 90% dei voti favorevoli).
Non possiamo trascurare che la Costituzione deve essere un quadro di riferimento valido per tutti e non limitato all’oggi; è l’elemento fondante della cittadinanza e il suo ruolo è di fissare principi e regole condivise, stabili e durature, proprio per consentire che cambiamenti ed evoluzioni politiche avvengano salvaguardando i valori di fondo della vita collettiva e assicurare che la dialettica fra maggioranza e minoranza avvenga secondo regole rispettose degli interessi comuni ad entrambe.
La Costituzione non è e non può essere trattata come una legge ordinaria, chiamata a dare risposte contingenti.
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martedì, giugno 13, 2006
FAMIGLIA/ ACLI:BASTA CON NOME 'BADANTI':SONO ASSISTENTI FAMILIARI
Roma, 13 giu. (Apcom) - Non più "badanti", ma "assistenti familiari", perché a partire dal nome ci sia il "riconoscimento della professionalità sociale" di chi assiste anziani e malati. È quanto chiedono al ministro per le Politiche per la Famiglia, Rosy Bindi, le Acli nel corso del seminario nazionale delle Acli Colf a Roma. "Non è una questione meramente linguistica, tanto meno una concessione alla retorica del 'politicamente corretto' - precisa il presidente nazionale delle Acli, Andrea Olivero - si tratta invece di uno sforzo culturale per riconoscere il lavoro di tanti lavoratori e lavoratrici, soprattutto immigrate, per quello che è: un lavoro prezioso di assistenza".
Le Acli chiedono infatti che il lavoro delle assistenti familiari sia inserito nella rete dei servizi sociali. Per questo, spiega Olivero, "bisognerà far sorgere percorsi di formazione che portino al riconoscimento di questa professionalità sociale". Inoltre, continua, colf e assistenti familiari dovranno godere dei "diritti da tempo riconosciuti a tutte le altre categorie di lavoratori, ed in particolare la copertura economica delle assenze per malattia ed il riconoscimento dell'indennità di maternità anche a prescindere dai vincoli assicurativi e contributivi oggi previsti". Così come, insiste Olivero, "si dovrà operare per combattere il lavoro nero, vera piaga del settore, che condanna molte donne italiane a non avere un dignitoso futuro pensionistico e molte lavoratrici straniere a rimanere nell'irregolarità".
Le Acli hanno poi chiesto un sostegno economico e la promozione di servizi per le famiglie italiane bisognose di assistenza: "Le famiglie italiane da sole non ce la fanno più - denuncia Olivero - e non è più giusto né possibile che si scarichi solo su di loro tutto il peso del lavoro di cura di bambini, anziani, malati".
A Napoli da sempre le ACLI organizzano democraticamente le Colf favorendone la promozione sociale ed il collocamento.
Le Acli chiedono infatti che il lavoro delle assistenti familiari sia inserito nella rete dei servizi sociali. Per questo, spiega Olivero, "bisognerà far sorgere percorsi di formazione che portino al riconoscimento di questa professionalità sociale". Inoltre, continua, colf e assistenti familiari dovranno godere dei "diritti da tempo riconosciuti a tutte le altre categorie di lavoratori, ed in particolare la copertura economica delle assenze per malattia ed il riconoscimento dell'indennità di maternità anche a prescindere dai vincoli assicurativi e contributivi oggi previsti". Così come, insiste Olivero, "si dovrà operare per combattere il lavoro nero, vera piaga del settore, che condanna molte donne italiane a non avere un dignitoso futuro pensionistico e molte lavoratrici straniere a rimanere nell'irregolarità".
Le Acli hanno poi chiesto un sostegno economico e la promozione di servizi per le famiglie italiane bisognose di assistenza: "Le famiglie italiane da sole non ce la fanno più - denuncia Olivero - e non è più giusto né possibile che si scarichi solo su di loro tutto il peso del lavoro di cura di bambini, anziani, malati".
A Napoli da sempre le ACLI organizzano democraticamente le Colf favorendone la promozione sociale ed il collocamento.
Referendum: a S. Giorgio le ACLI lavorano per informare
Nel ambito della campagna di sensibilizzazione sulle tematiche del quesito referendario del 25 e 26 p.v.
le ACLI circolo "G. Lazzati" di San Giorgio a Cremano incontrano i docenti del II Circolo Didattico.
Giovedì 15 giugno dalle ore 10,00 alle ore 12,00 presso la Scuola elementare "G.Mazzini" corso Umberto I - San Giorgio a Cremano;
L'incotro - dibattito sarà così strutturato:
Presentazione della prof. Angela Viola - Direttrice Didattica II circolo - San Giorgio a Cremano
Relazioni: prof. Antonio Di Maria - Presidente ACLI - Circolo "G. Lazzati" - San Giorgio a Cremano
prof. Marco Cilento - Docente di Scienza Politica - Università "La Sapienza" - Roma
le ACLI circolo "G. Lazzati" di San Giorgio a Cremano incontrano i docenti del II Circolo Didattico.
Giovedì 15 giugno dalle ore 10,00 alle ore 12,00 presso la Scuola elementare "G.Mazzini" corso Umberto I - San Giorgio a Cremano;
L'incotro - dibattito sarà così strutturato:
Presentazione della prof. Angela Viola - Direttrice Didattica II circolo - San Giorgio a Cremano
Relazioni: prof. Antonio Di Maria - Presidente ACLI - Circolo "G. Lazzati" - San Giorgio a Cremano
prof. Marco Cilento - Docente di Scienza Politica - Università "La Sapienza" - Roma
Servizio Civile 1° Bando 2006: scadenza ore 14 del 23 giugno
La partecipazione civica attraverso il volontariato e l'associazionismo di promozione sociale è uno dei tratti più significativi della storia del nostro Paese.
Questa partecipazione, che si manifesta ogni giorno e diventa impressionante nelle emergenze della storia nazionale, ha radici profonde, secolari e trova linfa nei valori religiosi e laici di solidarietà, eguaglianza, giustizia sociale, partecipazione diretta.
In tale contesto il Servizio civile volontario, istituito con la legge n° 64/2001, è concepito come una importante e spesso unica occasione di crescita personale, un’opportunità di educazione alla cittadinanza attiva, un prezioso strumento per aiutare le fasce più deboli della società contribuendo allo sviluppo sociale, culturale ed economico del Paese.
Chi sceglie di impegnarsi per dodici mesi nel servizio civile volontario, sceglie di aggiungere un'esperienza qualificante al proprio bagaglio di conoscenze, spendibile nel corso della vita lavorativa.
clicca il titolo per andare al sito dell'Ufficio Nazionale per il Servizio Civile
Questa partecipazione, che si manifesta ogni giorno e diventa impressionante nelle emergenze della storia nazionale, ha radici profonde, secolari e trova linfa nei valori religiosi e laici di solidarietà, eguaglianza, giustizia sociale, partecipazione diretta.
In tale contesto il Servizio civile volontario, istituito con la legge n° 64/2001, è concepito come una importante e spesso unica occasione di crescita personale, un’opportunità di educazione alla cittadinanza attiva, un prezioso strumento per aiutare le fasce più deboli della società contribuendo allo sviluppo sociale, culturale ed economico del Paese.
Chi sceglie di impegnarsi per dodici mesi nel servizio civile volontario, sceglie di aggiungere un'esperienza qualificante al proprio bagaglio di conoscenze, spendibile nel corso della vita lavorativa.
clicca il titolo per andare al sito dell'Ufficio Nazionale per il Servizio Civile
lunedì, giugno 12, 2006
partita dell'italia ai mondiali. nessun segnale....
Partita Italia Ghana ai mondiali di calcio di Germania.
Seduti in canottiera (no fa ancora freddo) con birra (no preferisco l'aglianico del Sannio), pizza (nooo.. sempre pizza, meglio panini alla sopressata calabrese) ci avviamo alla partita.
Novanta minuti di pausa dal sociale, politico, economico, religioso, culturale, scientifico, umanitario....
Ma è proprio così?
a dopo!
Seduti in canottiera (no fa ancora freddo) con birra (no preferisco l'aglianico del Sannio), pizza (nooo.. sempre pizza, meglio panini alla sopressata calabrese) ci avviamo alla partita.
Novanta minuti di pausa dal sociale, politico, economico, religioso, culturale, scientifico, umanitario....
Ma è proprio così?
a dopo!
domenica, giugno 11, 2006
Referendum costituzionale: le ragioni di un NO
COMITATO PROMOTORE DEL REFERENDUM
SULLA MODIFICA DELLA II PARTE DELLA COSTITUZIONE
Le ragioni di un NO
Appello del Comitato Scientifico
Il referendum del 25-26 giugno è una decisiva occasione per azzerare una riforma che investe parti essenziali della Costituzione repubblicana. Il nostro proposito, dichiarato due anni fa, è stato: aggiornare, non demolire la nostra Carta costituzionale: ma le riforme coerenti con i principi fondamentali della Costituzione possono realizzarsi solo se viene cancellata questa pessima controriforma.
Il testo sottoposto a referendum, indicato con l'improprio nome di "devolution":
a) ferisce l'unità nazionale attribuendo alle Regioni la competenza esclusiva in materie che riguardano i livelli essenziali delle prestazioni per i diritti alla salute ed alla istruzione. Oltre ai costi mai precisati di questa operazione, che sarebbero comunque molto alti, è chiaro che soluzioni dissociative di questa natura si risolverebbero in un ulteriore depotenziamento delle Regioni finanziariamente più deboli, rendendo vano ogni sforzo di perequazione nell'ambito del federalismo fiscale. In più, il sistema sanitario tenderebbe a differenziarsi per il diverso rapporto tra sanità pubblica e sanità privata. Bisogna poi tener conto dei pesanti effetti di differenziazione derivanti dalla attribuzione del carattere esclusivo alle competenze regionali nelle altre materie non espressamente riservate alla legislazione dello Stato (agricoltura, industria e turismo, tra le altre): in queste materie potrebbe diventare impossibile la determinazione di principi generali unitari e di qualunque politica nazionale;
b) concentra nel Primo ministro poteri che rendono del tutto squilibrata in senso autoritario la forma di governo dell'Italia, isolandola dagli Stati liberal-democratici. La blindatura del vertice del governo è praticamente assoluta, perché la sua sostituzione con un altro Primo ministro appartenente alla stessa maggioranza (che eviterebbe lo scioglimento della Camera), è resa impossibile dall'altissimo quorum richiesto. Il Presidente della Repubblica perde il potere di scioglimento della Camera, che passa integralmente al Primo ministro: la Camera dei deputati è degradata ad una condizione di mortificante inferiorità: o si conforma alla richiesta di approvazione di un testo legislativo su cui il Premier ha posto la questione di fiducia o, se dissente, provoca lo scioglimento dell'Assemblea e il ritorno di fronte agli elettori. La finalità "antiribaltone" non giustifica queste scelte estreme, perché la stabilità del governo dipende soprattutto dal "fatto maggioritario", realizzabile anche con l'attribuzione di un premio di maggioranza, come è già avvenuto nelle XIV e XV legislature;
c) Il superamento del bicameralismo paritario (escludendo il Senato dal rapporto di fiducia) non è giustificato dalla creazione di un vero Senato federale rappresentativo degli enti e delle comunità territoriali. La riduzione del numero dei parlamentari è un espediente puramente demagogico perché essa è operativa solo dal 2016 quando i capi e capetti di oggi saranno sperabilmente in pensione;
d) La distribuzione delle attribuzioni legislative tra Camera e Senato in base alle diversità delle materie (quelle di competenza esclusive dello Stato, le altre di competenza concorrente con le Regioni) rende del tutto incerto l'esercizio del potere di legiferare, anche perché il Primo ministro può spostare dal Senato alla Camera la deliberazione in via definitiva sui testi ritenuti fondamentali per l'attuazione del programma di governo;
e) da ultimo, ma non per ultimo, il testo sottoposto a referendum viola l'art. 138 della Costituzione, che non prefigura "riforme totali" della Carta, e viola i diritti degli elettori, radicati negli artt. 1 e
48
Cost., elettori che con un solo "si" o "no"
vengono costretti a prendere contemporaneamente posizione sulle modifiche delle funzioni del Presidente del Consiglio, delle funzioni del Presidente della Repubblica, del procedimento legislativo, della composizione e delle funzioni di Camera e Senato, delle competenze legislative regionali, della composizione della Corte costituzionale, del giudizio di legittimità costituzionale in via diretta e del procedimento di revisione costituzionale.
Se vincesse il sì diventerebbe impossibile per molto tempo cambiare un testo approvato dal popolo; mentre se vince il no, c'è solo il rifiuto di "quella" riforma (votata nella passata legislatura) restando aperta la strada per emendamenti migliorativi puntuali coerenti con i principi ed equilibri fondamentali dell'impianto costituzionale: emendamenti da approvare a maggioranza qualificata, in forza della auspicata riforma dell'art. 138 della Costituzione, volta a mettere fine una volta per tutte all'epoca delle riforme costituzionali imposte a colpi di maggioranza.
SULLA MODIFICA DELLA II PARTE DELLA COSTITUZIONE
Le ragioni di un NO
Appello del Comitato Scientifico
Il referendum del 25-26 giugno è una decisiva occasione per azzerare una riforma che investe parti essenziali della Costituzione repubblicana. Il nostro proposito, dichiarato due anni fa, è stato: aggiornare, non demolire la nostra Carta costituzionale: ma le riforme coerenti con i principi fondamentali della Costituzione possono realizzarsi solo se viene cancellata questa pessima controriforma.
Il testo sottoposto a referendum, indicato con l'improprio nome di "devolution":
a) ferisce l'unità nazionale attribuendo alle Regioni la competenza esclusiva in materie che riguardano i livelli essenziali delle prestazioni per i diritti alla salute ed alla istruzione. Oltre ai costi mai precisati di questa operazione, che sarebbero comunque molto alti, è chiaro che soluzioni dissociative di questa natura si risolverebbero in un ulteriore depotenziamento delle Regioni finanziariamente più deboli, rendendo vano ogni sforzo di perequazione nell'ambito del federalismo fiscale. In più, il sistema sanitario tenderebbe a differenziarsi per il diverso rapporto tra sanità pubblica e sanità privata. Bisogna poi tener conto dei pesanti effetti di differenziazione derivanti dalla attribuzione del carattere esclusivo alle competenze regionali nelle altre materie non espressamente riservate alla legislazione dello Stato (agricoltura, industria e turismo, tra le altre): in queste materie potrebbe diventare impossibile la determinazione di principi generali unitari e di qualunque politica nazionale;
b) concentra nel Primo ministro poteri che rendono del tutto squilibrata in senso autoritario la forma di governo dell'Italia, isolandola dagli Stati liberal-democratici. La blindatura del vertice del governo è praticamente assoluta, perché la sua sostituzione con un altro Primo ministro appartenente alla stessa maggioranza (che eviterebbe lo scioglimento della Camera), è resa impossibile dall'altissimo quorum richiesto. Il Presidente della Repubblica perde il potere di scioglimento della Camera, che passa integralmente al Primo ministro: la Camera dei deputati è degradata ad una condizione di mortificante inferiorità: o si conforma alla richiesta di approvazione di un testo legislativo su cui il Premier ha posto la questione di fiducia o, se dissente, provoca lo scioglimento dell'Assemblea e il ritorno di fronte agli elettori. La finalità "antiribaltone" non giustifica queste scelte estreme, perché la stabilità del governo dipende soprattutto dal "fatto maggioritario", realizzabile anche con l'attribuzione di un premio di maggioranza, come è già avvenuto nelle XIV e XV legislature;
c) Il superamento del bicameralismo paritario (escludendo il Senato dal rapporto di fiducia) non è giustificato dalla creazione di un vero Senato federale rappresentativo degli enti e delle comunità territoriali. La riduzione del numero dei parlamentari è un espediente puramente demagogico perché essa è operativa solo dal 2016 quando i capi e capetti di oggi saranno sperabilmente in pensione;
d) La distribuzione delle attribuzioni legislative tra Camera e Senato in base alle diversità delle materie (quelle di competenza esclusive dello Stato, le altre di competenza concorrente con le Regioni) rende del tutto incerto l'esercizio del potere di legiferare, anche perché il Primo ministro può spostare dal Senato alla Camera la deliberazione in via definitiva sui testi ritenuti fondamentali per l'attuazione del programma di governo;
e) da ultimo, ma non per ultimo, il testo sottoposto a referendum viola l'art. 138 della Costituzione, che non prefigura "riforme totali" della Carta, e viola i diritti degli elettori, radicati negli artt. 1 e
48
Cost., elettori che con un solo "si" o "no"
vengono costretti a prendere contemporaneamente posizione sulle modifiche delle funzioni del Presidente del Consiglio, delle funzioni del Presidente della Repubblica, del procedimento legislativo, della composizione e delle funzioni di Camera e Senato, delle competenze legislative regionali, della composizione della Corte costituzionale, del giudizio di legittimità costituzionale in via diretta e del procedimento di revisione costituzionale.
Se vincesse il sì diventerebbe impossibile per molto tempo cambiare un testo approvato dal popolo; mentre se vince il no, c'è solo il rifiuto di "quella" riforma (votata nella passata legislatura) restando aperta la strada per emendamenti migliorativi puntuali coerenti con i principi ed equilibri fondamentali dell'impianto costituzionale: emendamenti da approvare a maggioranza qualificata, in forza della auspicata riforma dell'art. 138 della Costituzione, volta a mettere fine una volta per tutte all'epoca delle riforme costituzionali imposte a colpi di maggioranza.
sabato, giugno 10, 2006
venerdì, giugno 09, 2006
ACLI SAN GIORGIO A CREMANO Costituzione, comitato per il no
SAN GIORGIO A CREMANO Costituzione, comitato per il no
È nato il «Comitato per il No», che si oppone alle modifiche costituzionali che verranno sottoposte al vaglio degli elettori con un referendum i prossimi 25 e 26 giugno. Tra gli aderenti, partiti politici di centrosinistra, associazioni, movimenti e singoli cittadini. «È una riforma che mina la coesione sociale del nostro Paese. - afferma il presidente del circolo Acli cittadino, Antonio Di Maria - Non possiamo accettare che in Italia esistano venti sistemi sanitari e venti sistemi scolastici, così come ci opponiamo al fatto che il presidente del Consiglio possa scioglere le Camere. Per questo invitiamo i cittadini a votare No».
Apprezzamento dal presidente provinciale delle ACLI Napoletane che ha sollecitato le oltre cento strutture territoriali dell'associazione ad un impegno straordinario di informazione e dibattito sui contenuti del referendum.
È nato il «Comitato per il No», che si oppone alle modifiche costituzionali che verranno sottoposte al vaglio degli elettori con un referendum i prossimi 25 e 26 giugno. Tra gli aderenti, partiti politici di centrosinistra, associazioni, movimenti e singoli cittadini. «È una riforma che mina la coesione sociale del nostro Paese. - afferma il presidente del circolo Acli cittadino, Antonio Di Maria - Non possiamo accettare che in Italia esistano venti sistemi sanitari e venti sistemi scolastici, così come ci opponiamo al fatto che il presidente del Consiglio possa scioglere le Camere. Per questo invitiamo i cittadini a votare No».
Apprezzamento dal presidente provinciale delle ACLI Napoletane che ha sollecitato le oltre cento strutture territoriali dell'associazione ad un impegno straordinario di informazione e dibattito sui contenuti del referendum.
giovedì, giugno 08, 2006
Referendum iniziativa dell'Ulivo a Napoli
A Napoli Venerdì alle 15, hotel New Europe alla via Galileo Ferraris, seminario dell’Ulivo con Francesco Saverio Garofani, Pasquale Orlando, Rosa Russo Iervolino, Francesco Paolo Casavola, Michele Scudiero, Massimo Villone, Anna Finocchiaro.
mercoledì, giugno 07, 2006
Su "Vita" Luigi Bobba racconta i primi 30 giorni da Senatore. "Sembrava lo stadio, ero in Senato".
Su "Vita" Luigi Bobba racconta i primi 30 giorni da Senatore. "Sembrava lo stadio, ero in Senato".
Dall'elezione di Marini sino alla fiducia al governo. Un mese di fuoco raccontato dall'ex presidente delle Acli, oggi neofita dei palazzi della politica".
clicca il titolo per il testo integrale.
Dall'elezione di Marini sino alla fiducia al governo. Un mese di fuoco raccontato dall'ex presidente delle Acli, oggi neofita dei palazzi della politica".
clicca il titolo per il testo integrale.
allarme pedofilia: Comunicato del Sindaco di Napoli e dell'assessore Oddati
"Le numerose indagini condotte in questi ultimi mesi dalla Polizia Municipale testimoniano l'attenzione e l'interesse costante dell'Amministrazione Comunale nei confronti dell'infanzia indifesa". Lo dichiarano, in una nota congiunta, il Sindaco Rosa Russo Iervolino e l'Assessore Nicola Oddati, intervenendo sull'allarme pedofilia in piazza Municipio, ripreso da un articolo apparso sul Corriere del Mezzogiorno di ieri.
"La vicenda è già stata oggetto dell'attività dell'Ufficio Minori - Nucleo Polizia Giudiziaria - che ha condotto una indagine riservata circa il presunto giro di prostituzione minorile nella Vie Verdi, Piazza Municipio e Galleria Umberto ed ha immediatamente informato la Procura Ordinaria e Minorile.
Dopo gli accertamenti di rito, i minori coinvolti sono stati inseriti in apposite strutture protette. Si è inoltre proceduto a trarre in arresto con la squadra Mobile le persone coinvolte ed, al momento, tutta l'attività investigativa, secretata, è diretta dalla Procura di Napoli.
L'impegno e l'attività dell'ufficio Minori si è inoltre tradotto in una corposa attività di indagine e intervento in collaborazione con il Servizio Politiche per i Minori del Comune di Napoli ed il Tribunale dei Minori".
"La vicenda è già stata oggetto dell'attività dell'Ufficio Minori - Nucleo Polizia Giudiziaria - che ha condotto una indagine riservata circa il presunto giro di prostituzione minorile nella Vie Verdi, Piazza Municipio e Galleria Umberto ed ha immediatamente informato la Procura Ordinaria e Minorile.
Dopo gli accertamenti di rito, i minori coinvolti sono stati inseriti in apposite strutture protette. Si è inoltre proceduto a trarre in arresto con la squadra Mobile le persone coinvolte ed, al momento, tutta l'attività investigativa, secretata, è diretta dalla Procura di Napoli.
L'impegno e l'attività dell'ufficio Minori si è inoltre tradotto in una corposa attività di indagine e intervento in collaborazione con il Servizio Politiche per i Minori del Comune di Napoli ed il Tribunale dei Minori".
sabato, giugno 03, 2006
ACLI Napoli: Salviamo la Costituzione, No al Referendum

ACLI NAPOLI: Salviamo la costituzione
VOTIAMO NO AL REFERENDUM
Il 25 ed il 26 giugno 2006 si voterà per il referendum confermativo della legge di modifica costituzionale approvata nella passata legislatura dalla maggioranza di Centro-destra.
Indetto grazie alla raccolta di oltre 800mila firme di cittadini italiani, il referendum è stato richiesto dal Comitato “Salviamo la Costituzione”, cui aderivano anche le Acli, per dire “NO” alla riforma votata dalla Casa delle Libertà “a colpi di maggioranza”.
Le obiezioni delle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani riguardano sia il metodo che il merito di un progetto di modifica costituzionale nato e approvato con spirito di rivalsa e di contrapposizione, gravemente sbilanciato nell’attribuzione dei poteri, oltre che confuso e contraddittorio nel suo complesso.
Per questi motivi le Acli, che hanno aderito al Comitato referendario, invitano tutti i cittadini a recarsi alle urne il prossimo 25 e 26 giugno e a votare NO al referendum per impedire l’entrata in vigore di questa riforma.
L’auspicio dell’Associazione è che la vittoria del NO possa finalmente aprire una nuova stagione costituente in cui si lavori per riscrivere le regole del nostro convivere in maniera condivisa
il link ufficiale della campagna referendaria:
http://www.referendumcostituzionale.org/
“Retinopera Salento” : a S.Pancrazio Salentino parte la Piccola Scuola di Formazione Politica dedicata a Don Tonino Bello
La Piccola Scuola si prefigge di educare all’impegno sociale e politico nel quadro delle scienze umane, dei valori fondamentali della Costituzione della Repubblica Italiana e della Dottrina Sociale della Chiesa.
La Piccola Scuola, emanazione dell’Associazione “Retinopera Salento”, si propone, inoltre, l’approfondimento e la promozione della testimonianza e del Magistero di Don Tonino Bello, per lo sviluppo di una cultura della pace e della solidarietà e di una spiritualità incarnata nella storia.
Tale percorso formativo non tende alla creazione di un ceto politico-dirigente, ma alla formazione di persone capaci di orientarsi e di orientare nei complessi scenari della storia e della società in cui viviamo, contribuendo alla crescita del senso di cittadinanza, caratterizzato nel suo duplice aspetto: saper educare ai diritti ma anche ai doveri.
Risulta, pertanto, fondamentale riscoprire e riproporre la parola “vocazione”, nella sua accezione di appello e risposta che impegna la coscienza, stimola la libertà, muove all’impegno generoso e gratuito al di fuori di ogni interesse personale o di parte, sottraendosi al fascino ambiguo del potere e alla tentazione di usare la politica a fini “padronali”.
Il 1° Corso, dal titolo programmatico “FormazioneinComune”, avrà durata biennale e si articolerà in dodici incontri, svolti generalmente nel pomeriggio del venerdì e distribuiti nel periodo settembre / maggio.
Il primo anno, affronterà i fondamenti dell’impegno sociale e politico, con particolare riferimento agli strumenti di partecipazione alla vita pubblica, agli organismi sociali, politici e alle forme di promozione della solidarietà, della giustizia e della pace.
Il secondo anno, sarà dedicato ai temi legati al territorio e agli Enti locali.
Un’attenzione particolare sarà riservata a questioni di grande rilevanza, quali: la famiglia, il lavoro, la salute, giovani e l’ambiente.
Saranno simulate sedute di Giunta Municipale e di Consiglio Comunale.
Le lezioni si svolgeranno c/o la Casa della Catechesi (Suore Domenicane) di San Pancrazio Salentino e saranno tenute da docenti universitari e da esperti del mondo istituzionale, culturale e politico.
Gli atti saranno pubblicati sul sito internet dell'Associazione: www.retinoperasalento.it.
L’inaugurazione è prevista per sabato 30 settembre 2006, alla presenza di Mons. Rocco Talucci, Arcivescovo della Diocesi di Brindisi-Ostuni e della Prof.ssa Paola Bignardi, Presidente Nazionale dell’Associazione “Retinopera”.
La Piccola Scuola è rivolta ad un gruppo stabile di almeno 30 persone, che si impegnerà a seguire l’intero percorso formativo.
Ogni incontro sarà comunque aperto a tutti.
Le iscrizioni dovranno pervenire entro il 30 giugno 2006, c/o l’Ufficio di Segreteria della Piccola Scuola, formato da Dina e Giusy Risolo, in via Duca d’Aosta n°7 a San Pancrazio Salentino, tel. 0831/667857.
La quota di partecipazione richiesta è "simbolica": 15 euro, comprensiva dei materiali e sussidi forniti nel corso delle lezioni.
Il Presidente: Dott. Rino Spedicato - Info: rinospedicato@retinoperasalento.it
La Piccola Scuola, emanazione dell’Associazione “Retinopera Salento”, si propone, inoltre, l’approfondimento e la promozione della testimonianza e del Magistero di Don Tonino Bello, per lo sviluppo di una cultura della pace e della solidarietà e di una spiritualità incarnata nella storia.
Tale percorso formativo non tende alla creazione di un ceto politico-dirigente, ma alla formazione di persone capaci di orientarsi e di orientare nei complessi scenari della storia e della società in cui viviamo, contribuendo alla crescita del senso di cittadinanza, caratterizzato nel suo duplice aspetto: saper educare ai diritti ma anche ai doveri.
Risulta, pertanto, fondamentale riscoprire e riproporre la parola “vocazione”, nella sua accezione di appello e risposta che impegna la coscienza, stimola la libertà, muove all’impegno generoso e gratuito al di fuori di ogni interesse personale o di parte, sottraendosi al fascino ambiguo del potere e alla tentazione di usare la politica a fini “padronali”.
Il 1° Corso, dal titolo programmatico “FormazioneinComune”, avrà durata biennale e si articolerà in dodici incontri, svolti generalmente nel pomeriggio del venerdì e distribuiti nel periodo settembre / maggio.
Il primo anno, affronterà i fondamenti dell’impegno sociale e politico, con particolare riferimento agli strumenti di partecipazione alla vita pubblica, agli organismi sociali, politici e alle forme di promozione della solidarietà, della giustizia e della pace.
Il secondo anno, sarà dedicato ai temi legati al territorio e agli Enti locali.
Un’attenzione particolare sarà riservata a questioni di grande rilevanza, quali: la famiglia, il lavoro, la salute, giovani e l’ambiente.
Saranno simulate sedute di Giunta Municipale e di Consiglio Comunale.
Le lezioni si svolgeranno c/o la Casa della Catechesi (Suore Domenicane) di San Pancrazio Salentino e saranno tenute da docenti universitari e da esperti del mondo istituzionale, culturale e politico.
Gli atti saranno pubblicati sul sito internet dell'Associazione: www.retinoperasalento.it.
L’inaugurazione è prevista per sabato 30 settembre 2006, alla presenza di Mons. Rocco Talucci, Arcivescovo della Diocesi di Brindisi-Ostuni e della Prof.ssa Paola Bignardi, Presidente Nazionale dell’Associazione “Retinopera”.
La Piccola Scuola è rivolta ad un gruppo stabile di almeno 30 persone, che si impegnerà a seguire l’intero percorso formativo.
Ogni incontro sarà comunque aperto a tutti.
Le iscrizioni dovranno pervenire entro il 30 giugno 2006, c/o l’Ufficio di Segreteria della Piccola Scuola, formato da Dina e Giusy Risolo, in via Duca d’Aosta n°7 a San Pancrazio Salentino, tel. 0831/667857.
La quota di partecipazione richiesta è "simbolica": 15 euro, comprensiva dei materiali e sussidi forniti nel corso delle lezioni.
Il Presidente: Dott. Rino Spedicato - Info: rinospedicato@retinoperasalento.it
Agesci Campania: Capi scout a confronto a Roccamonfina
Roccamonfina (CE) – Capi scout a confronto nella frazione di Gallo di Roccamonfina. Oltre trecento adulti educatori scout si sono radunati per una tre giorni di confronti, tavole rotonde, verso le nuove sfide dello scoutismo campano.
Un Convengo capi in cui i responsabili dei gruppi della regione hanno concluso un percorso durato tutto l’anno, alla scoperta dei disaggi giovanili, delle realtà locali in cui gli stessi operano, fino alla conclusione per la realizzazione del progetto che nei prossimi tre anni farà da trait d’union delle attività scout in Campania.
All’evento sono presenti, tra gli altri, anche il presidente dell’Agesci (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani), Marco Sala, il responsabile del Cngei (Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici), il Presidente delle ACLI Pasquale Orlando, il sacerdote cantautore don Giosy Cento e Giancarlo Russo, magistrato della Procura di Nocera Inferiore.
Al termine dela cerimona di apertura del Convegno, accompagnata da una tenue pioggerellina, i capi si sono incontrati in quattro tavole rotonde su quattro temi, “Partecipazione e democrazia”, “Cultura e Natura”, “Educare: dono del tempo, luogo della testimonianza”, “Espoloratori nel pianeta giovani”.
In serata una cena conviviale con le pientanze tipiche delle zone di provenienza degli scout, quindi il concerto di don Giosy Cento.
Sabato 3, invece, la giornata si articolerà sui gruppi di lavoro per la realizzazione del progetto regionale, con momenti di incontro presso gli stand realizzati dalle associazioni con cui l’Agesci opera in rete.
Infine, domenica, la condivisione del lavoro svolto, quindi i saluti e la celebrazione della Santa Messa, a conclusione del Convegno.
Redazione Campania Scout
Recapiti al Convegno: 3382624639 – Gaetano D’Onofrio
Un Convengo capi in cui i responsabili dei gruppi della regione hanno concluso un percorso durato tutto l’anno, alla scoperta dei disaggi giovanili, delle realtà locali in cui gli stessi operano, fino alla conclusione per la realizzazione del progetto che nei prossimi tre anni farà da trait d’union delle attività scout in Campania.
All’evento sono presenti, tra gli altri, anche il presidente dell’Agesci (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani), Marco Sala, il responsabile del Cngei (Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici), il Presidente delle ACLI Pasquale Orlando, il sacerdote cantautore don Giosy Cento e Giancarlo Russo, magistrato della Procura di Nocera Inferiore.
Al termine dela cerimona di apertura del Convegno, accompagnata da una tenue pioggerellina, i capi si sono incontrati in quattro tavole rotonde su quattro temi, “Partecipazione e democrazia”, “Cultura e Natura”, “Educare: dono del tempo, luogo della testimonianza”, “Espoloratori nel pianeta giovani”.
In serata una cena conviviale con le pientanze tipiche delle zone di provenienza degli scout, quindi il concerto di don Giosy Cento.
Sabato 3, invece, la giornata si articolerà sui gruppi di lavoro per la realizzazione del progetto regionale, con momenti di incontro presso gli stand realizzati dalle associazioni con cui l’Agesci opera in rete.
Infine, domenica, la condivisione del lavoro svolto, quindi i saluti e la celebrazione della Santa Messa, a conclusione del Convegno.
Redazione Campania Scout
Recapiti al Convegno: 3382624639 – Gaetano D’Onofrio
venerdì, giugno 02, 2006
Bloccare il codice dell'ambiente
14 associazioni ambientaliste chiedono un decreto legge al ministro dell'Ambiente per bloccare il cosiddetto "Codice dell'ambiente" e con esso un contenzioso con le regioni e con l'Europa
Stop alla Legge Delega. Un decreto legge per arrestare subito il cammino del provvedimento. Questo il segnale forte che 14 associazioni ambientaliste chiedono formalmente al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio, Alfonso Pecoraro Scanio, per fermare al più presto l’operatività della Delega Ambientale e per arginare il grave contenzioso tra Stato e Regioni generatosi. Tempi brevi per la risoluzione perché secondo gli ambientalisti il tempo trascorso rischia di acuire il contrasto tra l’Italia e la Commissione Europea, viste le numerose disposizioni in contrasto con le norme comunitarie (ad esempio, in materia di rifiuti) contenute nel testo approvato alla fine della XIV legislatura. Le associazioni chiedono dare così un forte segnale di discontinuità, rispetto alla politica seguita negli ultimi 5 anni, istituendo un tavolo permanente di concertazione per una migliore definizione delle politiche e delle norme ambientali presso il Ministero dell'Ambiente, composto dalle associazioni ambientaliste, delle organizzazioni di categoria e dei sindacati.
Le Associazioni Acli Anni Verdi, Ambiente e Lavoro Amici della Terra, Associazione Italiana Insegnanti Geografia, FAI-Fondo Ambiente Italiano, Fare Verde, Green Cross Italia, Italia Nostra, Legambiente, LIPU, Mountain Wilderness, Società Speleologica Italiana, Verdi Ambiente e Società WWF Italia hanno inviato al Ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraio Scanio un documento di richieste relative al decreto legislativo 152/06 di riforma della normativa ambientale.
Le associazioni ambientaliste hanno seguito in questi 5 anni (l’iter inizia nel 2002) il percorso di approvazione del decreto con grande preoccupazione. Oggi vengono confermati i sospetti che il decreto ha sempre ingenerato con riguardo: al metodo utilizzato, che ha sottratto ai soggetti interessati qualsiasi possibilità di interloquire con il Ministero dell’Ambiente; al merito di una “controriforma ambientale” che indebolisce gli strumenti di tutela.
Le associazioni ambientaliste guardano con preoccupazione al caos istituzionale a cui stiamo assistendo: sempre più regioni annunciano di voler ricorrere alla Corte Costituzionale per vedere ristabilite le competenze sottratte illegittimamente con la Delega ambientale.
Del resto la richiesta di arrestare questo “ecomostro normativo” era stata avanzata sin dalla diffusione delle prime bozze del decreto anche da numerosissimi ed illustri esponenti del mondo accademico, dagli enti locali ed anche da gran parte del mondo produttivo.
(per maggiori notizie clicca il titolo)
Stop alla Legge Delega. Un decreto legge per arrestare subito il cammino del provvedimento. Questo il segnale forte che 14 associazioni ambientaliste chiedono formalmente al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio, Alfonso Pecoraro Scanio, per fermare al più presto l’operatività della Delega Ambientale e per arginare il grave contenzioso tra Stato e Regioni generatosi. Tempi brevi per la risoluzione perché secondo gli ambientalisti il tempo trascorso rischia di acuire il contrasto tra l’Italia e la Commissione Europea, viste le numerose disposizioni in contrasto con le norme comunitarie (ad esempio, in materia di rifiuti) contenute nel testo approvato alla fine della XIV legislatura. Le associazioni chiedono dare così un forte segnale di discontinuità, rispetto alla politica seguita negli ultimi 5 anni, istituendo un tavolo permanente di concertazione per una migliore definizione delle politiche e delle norme ambientali presso il Ministero dell'Ambiente, composto dalle associazioni ambientaliste, delle organizzazioni di categoria e dei sindacati.
Le Associazioni Acli Anni Verdi, Ambiente e Lavoro Amici della Terra, Associazione Italiana Insegnanti Geografia, FAI-Fondo Ambiente Italiano, Fare Verde, Green Cross Italia, Italia Nostra, Legambiente, LIPU, Mountain Wilderness, Società Speleologica Italiana, Verdi Ambiente e Società WWF Italia hanno inviato al Ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraio Scanio un documento di richieste relative al decreto legislativo 152/06 di riforma della normativa ambientale.
Le associazioni ambientaliste hanno seguito in questi 5 anni (l’iter inizia nel 2002) il percorso di approvazione del decreto con grande preoccupazione. Oggi vengono confermati i sospetti che il decreto ha sempre ingenerato con riguardo: al metodo utilizzato, che ha sottratto ai soggetti interessati qualsiasi possibilità di interloquire con il Ministero dell’Ambiente; al merito di una “controriforma ambientale” che indebolisce gli strumenti di tutela.
Le associazioni ambientaliste guardano con preoccupazione al caos istituzionale a cui stiamo assistendo: sempre più regioni annunciano di voler ricorrere alla Corte Costituzionale per vedere ristabilite le competenze sottratte illegittimamente con la Delega ambientale.
Del resto la richiesta di arrestare questo “ecomostro normativo” era stata avanzata sin dalla diffusione delle prime bozze del decreto anche da numerosissimi ed illustri esponenti del mondo accademico, dagli enti locali ed anche da gran parte del mondo produttivo.
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giovedì, giugno 01, 2006
Vico Equense: “ACQUA IN ANGOLA, 30 ORE DI SOLIDARIETÀ”

3-4 Giugno P.zza "G. Marconi"- S. Ciro- Vico Equense (Napoli)
Con il patrocinio dell' UNICEF e del Comune di Vico Equense (Napoli)
per raccogliere fondi per il Paese africano
Dopo la tappa di Sorrento (Napoli) dello scorso Marzo, torna questa volta nella città di Vico Equense (Napoli) Sabato 3 e Domenica 4 Giugno: "Acqua in Angola, 30 Ore di Solidarietà ", maratona di solidarietà patrocinata dall' Unicef , per raccogliere fondi per l' Angola (Africa). Patrocinata anche dal Comune di Vico Equense (Napoli), la manifestazione si terrà in Piazza "G. Marconi"- S. Ciro- Vico Equense (Napoli). Il programma parte in questo modo: Sabato 3 Giugno a partire dalle ore 20,30 Galà serale d'inizio con la "Scuola di Ballo Tersicore"; "Gimnasium Club"; Scuola di danza "L' ècole de Dance"; e "Zero DB Band". Domenica 4 Giugno a partire dalle ore 11,00 inizia la vera e propria "Maratona del Cuore: i Giovani per i Giovani" . Il programma prevede l'esibizione di: " Officina Blues"; "TrioTarantae"; "Le Blue Chic Boutique";"Scuola di Ballo Tersicore"; "Gimnasium Club"; "Zero DB Band". Un ringraziamento speciale va al :
Fiorista "Franco Russo"; "Zero DB service spettacolo"; "DJ Max Zotti"; "Dario Matrone"; "Maria Rosaria di Giorgio";" Agnese Ginocchio, cantautrice per la Pace".
Conducono: " GianLuigi Cioffi " e "Giò Russo".
La città di Vico Equense in prima linea per raccogliere fondi destinati a sovvenzionare i progetti dell’ UNICEF ITALIA per i bambini dell’Angola (Africa) ancora senza acqua ed istruzione. L’obiettivo è quello di costruire, su tutto il territorio dell’ Angola, il maggior numero possibile di scuole per garantire a tutti i giovani della zona l’istruzione e in contemporanea creare all’ interno delle stesse scuole e dei villaggi circostanti dei pozzi idrici di acqua potabile. Tutti sono invitati a partecipare all'evento. Per l‘intera giornata si alterneranno sul palco momenti di musica, danza, teatro, cultura, sport e informazione con lo scopo unico di continuare la raccolta fondi. La città di Vico Equense garantirà l'assistenza sanitaria a tutte le iniziative del progetto.
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